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	Commenti a: IL RITORNO DEL META-POST	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: Michele De Catronibus		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-ritorno-del-meta-post/comment-page-1/#comment-102706</link>

		<dc:creator><![CDATA[Michele De Catronibus]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Dec 2009 15:29:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Peccato che la iannuzzi taccia sulla mannaia censoria che la Lipperini adopera contro chiunque contraddica il wmi-lipperin pensiero.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Peccato che la iannuzzi taccia sulla mannaia censoria che la Lipperini adopera contro chiunque contraddica il wmi-lipperin pensiero.</p>
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		Di: La poesia e lo spirito		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La poesia e lo spirito]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 16:53:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] 24 Ore, l’argomento è diventato anche oggetto di studi e ricerche: se ne è fatta portavoce, recentemente, la ricercatrice universitaria Giulia Iannuzzi con il libro “L’informazione letteraria nel [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] 24 Ore, l’argomento è diventato anche oggetto di studi e ricerche: se ne è fatta portavoce, recentemente, la ricercatrice universitaria Giulia Iannuzzi con il libro “L’informazione letteraria nel [&#8230;] </p>
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		Di: zauberei		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-ritorno-del-meta-post/comment-page-1/#comment-102704</link>

		<dc:creator><![CDATA[zauberei]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 20:37:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono stanchissima e satò perciò sintetica e quindi grossolana.
Mi piacerebbe trarre guadagno dal mio scrivere on line. Ma penso che come entrano i soldi nella blogosfera se ne va l&#039;anarchia, ed entrano in scena pericolose gerarchie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono stanchissima e satò perciò sintetica e quindi grossolana.<br />
Mi piacerebbe trarre guadagno dal mio scrivere on line. Ma penso che come entrano i soldi nella blogosfera se ne va l&#8217;anarchia, ed entrano in scena pericolose gerarchie.</p>
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		Di: claudia b.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-ritorno-del-meta-post/comment-page-1/#comment-102703</link>

		<dc:creator><![CDATA[claudia b.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 21:20:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Forse una soluzione potrebbe essere la creazione di un archivio di racconti in rete ad abbonamento, cosa che si fa già con gli articoli accademici digitalizzati, penso per esempio a JStor o a quelle riviste on-line che permettono di scaricare articoli pagandoli singolarmente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forse una soluzione potrebbe essere la creazione di un archivio di racconti in rete ad abbonamento, cosa che si fa già con gli articoli accademici digitalizzati, penso per esempio a JStor o a quelle riviste on-line che permettono di scaricare articoli pagandoli singolarmente.</p>
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		<title>
		Di: Ekerot		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-ritorno-del-meta-post/comment-page-1/#comment-102702</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ekerot]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 21:03:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Assolutamente sì.
Io sono del parere che la qualità debba essere premiata. Certo la rete è un luogo sui generis per antonomasia. Per cui non si può pensare di ragionare coi soliti sistemi.
Ma non vedo perché ci siano milioni di persone che spendono 20 euro al mese per giocare a World of Warcraft e poi se uno scrive una storia ganza non debba vedere manco una lira.
Non prendo una posizione chiara, perché non vedo al momento un&#039;unica soluzione al problema. Però mi pare ovvio che prima o poi bisognerà mettere la cosa sotto i riflettori. E uscirne fuori.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Assolutamente sì.<br />
Io sono del parere che la qualità debba essere premiata. Certo la rete è un luogo sui generis per antonomasia. Per cui non si può pensare di ragionare coi soliti sistemi.<br />
Ma non vedo perché ci siano milioni di persone che spendono 20 euro al mese per giocare a World of Warcraft e poi se uno scrive una storia ganza non debba vedere manco una lira.<br />
Non prendo una posizione chiara, perché non vedo al momento un&#8217;unica soluzione al problema. Però mi pare ovvio che prima o poi bisognerà mettere la cosa sotto i riflettori. E uscirne fuori.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: claudia b.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-ritorno-del-meta-post/comment-page-1/#comment-102701</link>

		<dc:creator><![CDATA[claudia b.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 20:19:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono d&#039;accordo su tutta la linea, ma non ho capito, Ekerot, se vuoi dire che gli scrittori su carta percepiscono uno stipendio. A me risulta (ma forse vivo nel mondo dei balocchi) che ci siano gran pochi scrittori che riescono a vivere del loro lavoro, e gran parte dello sforzo se ne va in collaborazioni con quotidiani e riviste. Si dirà: &quot;capirai che schifo! sempre meglio che scrivere aggratis sul web!&quot;. Verissimo, però rimane il fatto che la rete ha una funzione diversa, e che per riuscire a guadagnarci si vira verso il marketing, che diventa un lavoro vero e proprio, lontanissimo dalla scrittura per ispirazione. Però è interessante questa questione, non avevo mai valutato che in effetti le stesse collaborazioni con la stampa, di cui la maggior parte degli scrittori vive, a volte è di qualità infima rispetto a certe riflessioni che si producono in rete, quindi in effetti non vedo perché le une dovrebbero essere remunerate e le altre no. Sempre se era questo quello che intendevi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d&#8217;accordo su tutta la linea, ma non ho capito, Ekerot, se vuoi dire che gli scrittori su carta percepiscono uno stipendio. A me risulta (ma forse vivo nel mondo dei balocchi) che ci siano gran pochi scrittori che riescono a vivere del loro lavoro, e gran parte dello sforzo se ne va in collaborazioni con quotidiani e riviste. Si dirà: &#8220;capirai che schifo! sempre meglio che scrivere aggratis sul web!&#8221;. Verissimo, però rimane il fatto che la rete ha una funzione diversa, e che per riuscire a guadagnarci si vira verso il marketing, che diventa un lavoro vero e proprio, lontanissimo dalla scrittura per ispirazione. Però è interessante questa questione, non avevo mai valutato che in effetti le stesse collaborazioni con la stampa, di cui la maggior parte degli scrittori vive, a volte è di qualità infima rispetto a certe riflessioni che si producono in rete, quindi in effetti non vedo perché le une dovrebbero essere remunerate e le altre no. Sempre se era questo quello che intendevi.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Lara Manni		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-ritorno-del-meta-post/comment-page-1/#comment-102700</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lara Manni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 16:13:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Intendevo dire &quot;strade&quot;, scusate. :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intendevo dire &#8220;strade&#8221;, scusate. 🙂</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Lara Manni		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-ritorno-del-meta-post/comment-page-1/#comment-102699</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lara Manni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 16:13:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ekerot ha proprio ragione.  Mi permetto anche io di linkare il mio blog
http://laramanni.wordpress.com/2009/11/05/omnia-sunt-communia/
Perchè il problema è che in rete esistono già luoghi dove la narrazione è condivisa e senza necessariamente avere il fine di passare alla serie A. Il problema è che quei luoghi - il fandom - sono molto spesso guardati con disprezzo più o meno celato da parte degli scrittori su carta.
Io posso solo dire di aver fatto il &quot;salto&quot; dalla eventuale serie B alla eventuale serie A: ma a mio parere le strane devono essere complementari, e mai alternative. Saluti!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ekerot ha proprio ragione.  Mi permetto anche io di linkare il mio blog<br />
<a href="http://laramanni.wordpress.com/2009/11/05/omnia-sunt-communia/" rel="nofollow ugc">http://laramanni.wordpress.com/2009/11/05/omnia-sunt-communia/</a><br />
Perchè il problema è che in rete esistono già luoghi dove la narrazione è condivisa e senza necessariamente avere il fine di passare alla serie A. Il problema è che quei luoghi &#8211; il fandom &#8211; sono molto spesso guardati con disprezzo più o meno celato da parte degli scrittori su carta.<br />
Io posso solo dire di aver fatto il &#8220;salto&#8221; dalla eventuale serie B alla eventuale serie A: ma a mio parere le strane devono essere complementari, e mai alternative. Saluti!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Ekerot		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-ritorno-del-meta-post/comment-page-1/#comment-102698</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ekerot]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 16:06:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono assolutamente consapevole che si facciano soldi attraverso la rete.
Metà dei più grandi miliardari del pianeta, a 14 anni inventò un software geniale.
Figuriamoci.
Mi riferisco al discorso del non pensare che il web siano le giovanili e la carta la serie A.
Perché quelli che giocano nelle giovanili vogliono migrare in serie A? La fama, forse. Ma soprattutto lo stipendio.
Ora, è senz&#039;altro vero che nella miriade di volontari ci sono persone - come la nostra ospite - che fanno un lavoro deontogicamente straordinario (oltre che sui contenuti, of course).
Resta il fatto che finché la pagnotta la prendi altrove, il web con maggiore fatica diventa il tuo campo di battaglia privilegiato. Penso ad uno scrittore. O a qualcuno che si impegna nel sociale, nel politico, nell&#039;ambiente. E via.
Un giorno bisognerà rivoluzionare davvero tutto il sistema di produzione e ricompense della comunicazione e dell&#039;arte. I libri tanto tanto.
Pensiamo solo al Cinema e alla tv...Niente panico. Per ora la cosa non mi tange da vicino. Ma è evidente che bisognerà scendere a patti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono assolutamente consapevole che si facciano soldi attraverso la rete.<br />
Metà dei più grandi miliardari del pianeta, a 14 anni inventò un software geniale.<br />
Figuriamoci.<br />
Mi riferisco al discorso del non pensare che il web siano le giovanili e la carta la serie A.<br />
Perché quelli che giocano nelle giovanili vogliono migrare in serie A? La fama, forse. Ma soprattutto lo stipendio.<br />
Ora, è senz&#8217;altro vero che nella miriade di volontari ci sono persone &#8211; come la nostra ospite &#8211; che fanno un lavoro deontogicamente straordinario (oltre che sui contenuti, of course).<br />
Resta il fatto che finché la pagnotta la prendi altrove, il web con maggiore fatica diventa il tuo campo di battaglia privilegiato. Penso ad uno scrittore. O a qualcuno che si impegna nel sociale, nel politico, nell&#8217;ambiente. E via.<br />
Un giorno bisognerà rivoluzionare davvero tutto il sistema di produzione e ricompense della comunicazione e dell&#8217;arte. I libri tanto tanto.<br />
Pensiamo solo al Cinema e alla tv&#8230;Niente panico. Per ora la cosa non mi tange da vicino. Ma è evidente che bisognerà scendere a patti.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: claudia b.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-ritorno-del-meta-post/comment-page-1/#comment-102697</link>

		<dc:creator><![CDATA[claudia b.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 15:41:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=3287#comment-102697</guid>

					<description><![CDATA[Su quello che dice Ekerot, però, si potrebbe riflettere, nel senso che il fatto che la rete sia a costo zero in teoria, proprio per quello che dice Ekerot, dovrebbe deresponsabilizzare sia rispetto ai contenuti che alla continuità nell&#039;utilizzo, invece la prassi dimostra che la natura di lavoro volontario che uno dedica alla rete è costante e dotata di impegno. Forse è proprio perché non lo si fa per soldi che si avverte un maggiore attaccamento (di tipo vocazionale) al proprio operato in rete?
Personalmente gestisco due blog collettivi di puro volontariato e mi sento ripagata del tempo che vi dedico dalla soddisfazione che traggo da questo tipo di collaborazione.
E poi: non è affatto vero che non si può far soldi attraverso la rete. Ci sono sperimentatissime associazioni di creatività e marketing che fruttano un bel po&#039;. Certo che sperare di ricavare dei soldi pubblicando un romanzo a puntate sul web mi sembra un po&#039; utopico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su quello che dice Ekerot, però, si potrebbe riflettere, nel senso che il fatto che la rete sia a costo zero in teoria, proprio per quello che dice Ekerot, dovrebbe deresponsabilizzare sia rispetto ai contenuti che alla continuità nell&#8217;utilizzo, invece la prassi dimostra che la natura di lavoro volontario che uno dedica alla rete è costante e dotata di impegno. Forse è proprio perché non lo si fa per soldi che si avverte un maggiore attaccamento (di tipo vocazionale) al proprio operato in rete?<br />
Personalmente gestisco due blog collettivi di puro volontariato e mi sento ripagata del tempo che vi dedico dalla soddisfazione che traggo da questo tipo di collaborazione.<br />
E poi: non è affatto vero che non si può far soldi attraverso la rete. Ci sono sperimentatissime associazioni di creatività e marketing che fruttano un bel po&#8217;. Certo che sperare di ricavare dei soldi pubblicando un romanzo a puntate sul web mi sembra un po&#8217; utopico.</p>
]]></content:encoded>
		
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