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	Commenti a: IL ROSA E IL NERO (E IL VERDENERO, ANCHE)	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Navi a perdere, di Carlo Lucarelli, e una giornalista querelata. . . &#171; libri, consigli e pensieri		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-rosa-e-il-nero-e-il-verdenero-anche/comment-page-1/#comment-97926</link>

		<dc:creator><![CDATA[Navi a perdere, di Carlo Lucarelli, e una giornalista querelata. . . &#171; libri, consigli e pensieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 12:31:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] sotto trovate invece la recensione di Loredana Lipperini:  http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/12/09/il-rosa-e-il-nero-e-il-verdenero-an...  &#160;  Lascia un [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] sotto trovate invece la recensione di Loredana Lipperini:  <a href="http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/12/09/il-rosa-e-il-nero-e-il-verdenero-an" rel="nofollow ugc">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/12/09/il-rosa-e-il-nero-e-il-verdenero-an</a>&#8230;  &nbsp;  Lascia un [&#8230;] </p>
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		<title>
		Di: VerdeNero &#187; Blog Archive &#187; Giornalista di Repubblica denunciata per una recensione a VerdeNero		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-rosa-e-il-nero-e-il-verdenero-anche/comment-page-1/#comment-97925</link>

		<dc:creator><![CDATA[VerdeNero &#187; Blog Archive &#187; Giornalista di Repubblica denunciata per una recensione a VerdeNero]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 17:13:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] La recensione di Loredana Lipperini a Navi a perdere [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] La recensione di Loredana Lipperini a Navi a perdere [&#8230;] </p>
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		<title>
		Di: riccardo ferrazzi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[riccardo ferrazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 13:27:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tutta la mia solidarietà per Loredana, a prescindere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutta la mia solidarietà per Loredana, a prescindere.</p>
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		<title>
		Di: emiliano		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-rosa-e-il-nero-e-il-verdenero-anche/comment-page-1/#comment-97923</link>

		<dc:creator><![CDATA[emiliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Dec 2008 12:53:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[vi segnalo questa intervista a Lucarelli proprio su Navi a perdere
http://blog.verdenero.it/2008/12/09/navi-a-perdere-intervista-a-carlo-lucarelli/
ciao a tutti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>vi segnalo questa intervista a Lucarelli proprio su Navi a perdere<br />
<a href="http://blog.verdenero.it/2008/12/09/navi-a-perdere-intervista-a-carlo-lucarelli/" rel="nofollow ugc">http://blog.verdenero.it/2008/12/09/navi-a-perdere-intervista-a-carlo-lucarelli/</a><br />
ciao a tutti</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: andrea barbieri		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Dec 2008 23:33:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho capito, ma è sposato, ama sua moglie, la ricorda in alcuni libri con grande tenerezza, cioè insomma, devi fartene una ragione...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho capito, ma è sposato, ama sua moglie, la ricorda in alcuni libri con grande tenerezza, cioè insomma, devi fartene una ragione&#8230;</p>
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		<title>
		Di: sergio garufi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[sergio garufi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Dec 2008 17:21:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ci hai azzeccato, a te non la si fa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ci hai azzeccato, a te non la si fa.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-rosa-e-il-nero-e-il-verdenero-anche/comment-page-1/#comment-97920</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Dec 2008 17:05:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Garufi, ma che c&#039;entra Moresco???
Senti, non è che questa tua ossessione cela delle pulsioni erotiche frustrate?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Garufi, ma che c&#8217;entra Moresco???<br />
Senti, non è che questa tua ossessione cela delle pulsioni erotiche frustrate?</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: sergio garufi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-rosa-e-il-nero-e-il-verdenero-anche/comment-page-1/#comment-97919</link>

		<dc:creator><![CDATA[sergio garufi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Dec 2008 16:57:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[il gioco del ribaltamento degli stereotipi è pericoloso, a volte può sfociare in stereotipi di segno opposto altrettanto ridicoli. è un po&#039; come quando sartre prende per il culo renard (nel saggio &quot;l&#039;uomo legato&quot;, che ora fa da prefazione a &quot;pel di carota&quot; edito da einaudi), rimproverandogli di non riuscire a far &quot;sanguinare le cose&quot; perché di queste vede solo gli aspetti più superficiali ed evidenti, e cita ad esempio il passo in cui renard parla del &quot;latte disperatamente bianco&quot;, contrapposto alla &quot;nerezza segreta del latte&quot; di audiberti (per tacere del &quot;nero latte&quot; di celan). L&#039;immagine renardiana per sartre è affetta da una tara positiva che la fiacca alla radice. Ora, capisco che un latte bianco possa anche far sorridere, ma un latte &quot;disperatamente&quot; bianco, in specie a paragone di uno segretamente nero, a me sembra ritenere quanto meno un vantaggio dialettico, perché questo latte bianco, ma bianco con disperazione, non è cosa che ignori la nerezza, anzi, quella stessa nerezza, sottratta al novero dei confortevoli tesori dell&#039;interiorità, la cui funzione precipua consiste nel permettere agli allocchi di gloriarsi del loro
disvelamento, lo informa di sé con la flagrante pervasività di una speranza tradita. il fatto è che sartre voleva evidenziare lo scarso rilievo connotativo dell&#039;immagine renardiana, assimilandola a un latte povero, ordinario, dal mediocre profilo semantico-nutrizionale. non il &quot;latte più&quot; di arancia
meccanica, ma qualcosa come un &quot;latte meno&quot;, un latte che è proprio
come tutti si aspettano, cioè bianco, il trionfo della convenzionalità
e del perbenismo denotativo, di contro al sapido latte di audiberti,
complesso, malizioso, eversivo, addirittura (ma tu pensa!) segretamente
nero.  a parte che non si approfondisce affatto un oggetto rovesciandone
in maniera meccanica un attributo corrente e facendo di questo il suo
insospettabile segreto, altrimenti chiunque  potrebbe rivelare al mondo
l&#039;umiltà segreta di moresco, o la bellezza segreta di paola binetti (uno di quei segreti che ci si porta nella tomba, nella fattispecie), per poi correre a  farsi incoronare d&#039;alloro in campidoglio. ma ammettiamo pure che sia significativo,
parlando del latte, dar conto di  certi suoi ambigui commerci col nero: è quello che, secondo sartre, fa audiberti e non fa invece renard, il
cui latte monocromo e banale  (banalmente bianco, appunto), non sa
parlarci di nient&#039;altro che di questa  bianchezza, una condizione
univoca, risaputa, che tutti gli riconoscono e  che esso stesso, per
ottusità e dabbenaggine, è incapace di problematizzare. sarebbe forse
così, ripeto, nel caso di un latte bianco e nulla più, ma sartre, con
un eccesso di sufficienza, introduce quel &quot;disperatamente&quot; a modulazione
dell&#039;aggettivo, e la faccenda cambia. il biancore cessa d&#039;essere il
candore cigneo degli sciocchi, i quali, ignari di nerezze, non  
avrebbero alcun motivo di disperarsene. questo latte renardiano, a un
tratto  disperato (di punto in bianco, verrebbe da dire) nel presentire
la propria chiarità come un esilio ha dunque contezza di nero, e la
partecipa nel modo più eloquente. l&#039;avverbio lo riconsegna dunque a
quell&#039;intimità con la nerezza che sartre intendeva contestargli: la
nerezza medesima gli si offre adesso tutta intera, e l&#039;aggettivo la
riassume in sé, non come cauto possesso borghese, ma come desiderio
frustrato e lutto immedicabile. se, per citare benjamin, conosce una persona soltanto colui che l&#039;ama senza speranza, allora quel latte disperatamente bianco non solo ci parla del nero ma, soprattutto, ci dice l&#039;essenziale. ecco, io questa strategia di complicazione semantica, ottenuta a suon di ribaltamenti meccanici (in giro è tutta una &quot;serena disperazione&quot;, un silenzio assordante&quot; ecc), la trovo clamorosamente inadeguata. allora perché non riconoscere che negli stereotipi (anche di genere) c&#039;è un fondo di verità incontestabile, per quanto fastidioso e risaputo?
Vabbe&#039;, vado a farmi un
latte macchiato :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>il gioco del ribaltamento degli stereotipi è pericoloso, a volte può sfociare in stereotipi di segno opposto altrettanto ridicoli. è un po&#8217; come quando sartre prende per il culo renard (nel saggio &#8220;l&#8217;uomo legato&#8221;, che ora fa da prefazione a &#8220;pel di carota&#8221; edito da einaudi), rimproverandogli di non riuscire a far &#8220;sanguinare le cose&#8221; perché di queste vede solo gli aspetti più superficiali ed evidenti, e cita ad esempio il passo in cui renard parla del &#8220;latte disperatamente bianco&#8221;, contrapposto alla &#8220;nerezza segreta del latte&#8221; di audiberti (per tacere del &#8220;nero latte&#8221; di celan). L&#8217;immagine renardiana per sartre è affetta da una tara positiva che la fiacca alla radice. Ora, capisco che un latte bianco possa anche far sorridere, ma un latte &#8220;disperatamente&#8221; bianco, in specie a paragone di uno segretamente nero, a me sembra ritenere quanto meno un vantaggio dialettico, perché questo latte bianco, ma bianco con disperazione, non è cosa che ignori la nerezza, anzi, quella stessa nerezza, sottratta al novero dei confortevoli tesori dell&#8217;interiorità, la cui funzione precipua consiste nel permettere agli allocchi di gloriarsi del loro<br />
disvelamento, lo informa di sé con la flagrante pervasività di una speranza tradita. il fatto è che sartre voleva evidenziare lo scarso rilievo connotativo dell&#8217;immagine renardiana, assimilandola a un latte povero, ordinario, dal mediocre profilo semantico-nutrizionale. non il &#8220;latte più&#8221; di arancia<br />
meccanica, ma qualcosa come un &#8220;latte meno&#8221;, un latte che è proprio<br />
come tutti si aspettano, cioè bianco, il trionfo della convenzionalità<br />
e del perbenismo denotativo, di contro al sapido latte di audiberti,<br />
complesso, malizioso, eversivo, addirittura (ma tu pensa!) segretamente<br />
nero.  a parte che non si approfondisce affatto un oggetto rovesciandone<br />
in maniera meccanica un attributo corrente e facendo di questo il suo<br />
insospettabile segreto, altrimenti chiunque  potrebbe rivelare al mondo<br />
l&#8217;umiltà segreta di moresco, o la bellezza segreta di paola binetti (uno di quei segreti che ci si porta nella tomba, nella fattispecie), per poi correre a  farsi incoronare d&#8217;alloro in campidoglio. ma ammettiamo pure che sia significativo,<br />
parlando del latte, dar conto di  certi suoi ambigui commerci col nero: è quello che, secondo sartre, fa audiberti e non fa invece renard, il<br />
cui latte monocromo e banale  (banalmente bianco, appunto), non sa<br />
parlarci di nient&#8217;altro che di questa  bianchezza, una condizione<br />
univoca, risaputa, che tutti gli riconoscono e  che esso stesso, per<br />
ottusità e dabbenaggine, è incapace di problematizzare. sarebbe forse<br />
così, ripeto, nel caso di un latte bianco e nulla più, ma sartre, con<br />
un eccesso di sufficienza, introduce quel &#8220;disperatamente&#8221; a modulazione<br />
dell&#8217;aggettivo, e la faccenda cambia. il biancore cessa d&#8217;essere il<br />
candore cigneo degli sciocchi, i quali, ignari di nerezze, non  <br />
avrebbero alcun motivo di disperarsene. questo latte renardiano, a un<br />
tratto  disperato (di punto in bianco, verrebbe da dire) nel presentire<br />
la propria chiarità come un esilio ha dunque contezza di nero, e la<br />
partecipa nel modo più eloquente. l&#8217;avverbio lo riconsegna dunque a<br />
quell&#8217;intimità con la nerezza che sartre intendeva contestargli: la<br />
nerezza medesima gli si offre adesso tutta intera, e l&#8217;aggettivo la<br />
riassume in sé, non come cauto possesso borghese, ma come desiderio<br />
frustrato e lutto immedicabile. se, per citare benjamin, conosce una persona soltanto colui che l&#8217;ama senza speranza, allora quel latte disperatamente bianco non solo ci parla del nero ma, soprattutto, ci dice l&#8217;essenziale. ecco, io questa strategia di complicazione semantica, ottenuta a suon di ribaltamenti meccanici (in giro è tutta una &#8220;serena disperazione&#8221;, un silenzio assordante&#8221; ecc), la trovo clamorosamente inadeguata. allora perché non riconoscere che negli stereotipi (anche di genere) c&#8217;è un fondo di verità incontestabile, per quanto fastidioso e risaputo?<br />
Vabbe&#8217;, vado a farmi un<br />
latte macchiato 🙂</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-rosa-e-il-nero-e-il-verdenero-anche/comment-page-1/#comment-97918</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Dec 2008 16:01:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;peccato che i giochi destinati alle medesime le invitino ad allevare cuccioli o ad allenarsi per diventare una ballerina&quot; credo che questi recinti irreali su cosa deve interessare e cosa non deve interessare siano stabiliti dalla psicologia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;peccato che i giochi destinati alle medesime le invitino ad allevare cuccioli o ad allenarsi per diventare una ballerina&#8221; credo che questi recinti irreali su cosa deve interessare e cosa non deve interessare siano stabiliti dalla psicologia.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Pluto		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-rosa-e-il-nero-e-il-verdenero-anche/comment-page-1/#comment-97917</link>

		<dc:creator><![CDATA[Pluto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Dec 2008 11:40:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ma che ne sa Repetti? Lasciatelo perdere, quello pensa solo ai quattrini!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma che ne sa Repetti? Lasciatelo perdere, quello pensa solo ai quattrini!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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