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	Commenti a: IL ROSSO, IL NERO, NOI TUTTI	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: sprunki pyramixed		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-rosso-il-nero-noi-tutti/comment-page-1/#comment-194493</link>

		<dc:creator><![CDATA[sprunki pyramixed]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 03:17:03 +0000</pubDate>
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		Di: valter binaghi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-rosso-il-nero-noi-tutti/comment-page-1/#comment-130896</link>

		<dc:creator><![CDATA[valter binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Oct 2012 22:28:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un bel passo avanti sarebbe riconoscere che uomo e donna si definiscono reciprocamente nella coppia, ma le sue condizioni esterne, il sociale, non solo evolve ma anche declina secondo un certo tipo di parabola.
La differenziazione psicologica dei soggetti odierni è al minimo storico, uomo e donna competono per lo status di individuo, il sesso è deprivato del genere che fonda la complementarietà fattiva, e la coppia diventa solo il luogo della fuga o del possesso. Quel che va salvato e promosso è la coppia come luogo della realizzazione del genere, metterne uno sotto la campana di vetro di uno statuto vittimario serve a poco.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un bel passo avanti sarebbe riconoscere che uomo e donna si definiscono reciprocamente nella coppia, ma le sue condizioni esterne, il sociale, non solo evolve ma anche declina secondo un certo tipo di parabola.<br />
La differenziazione psicologica dei soggetti odierni è al minimo storico, uomo e donna competono per lo status di individuo, il sesso è deprivato del genere che fonda la complementarietà fattiva, e la coppia diventa solo il luogo della fuga o del possesso. Quel che va salvato e promosso è la coppia come luogo della realizzazione del genere, metterne uno sotto la campana di vetro di uno statuto vittimario serve a poco.</p>
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		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-rosso-il-nero-noi-tutti/comment-page-1/#comment-130895</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Oct 2012 18:10:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un lavoro critico su questo sarebbe più che auspicabile. Al momento, però, non mi vengono in mente critici letterari che abbiano voglia di farlo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un lavoro critico su questo sarebbe più che auspicabile. Al momento, però, non mi vengono in mente critici letterari che abbiano voglia di farlo.</p>
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		Di: Piccola Dorrit		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-rosso-il-nero-noi-tutti/comment-page-1/#comment-130894</link>

		<dc:creator><![CDATA[Piccola Dorrit]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Oct 2012 17:59:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sì, è a me che sembra che il rapporto dell&#039;autore con il testo c&#039;entri sempre comunque, proprio per inquadrarlo storicamente, penso che si  debba poter distinguere ciò che è per sè e ciò che è per tutti noi, come lavoro critico...così pure per quello che dicono Sofri e Lipperini! Non è solo quello che loro scrivono ma anche la discussione che ne nasce: vedasi alcuni commenti, paola e walter, ad esempio, che richiedono una storicizzazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, è a me che sembra che il rapporto dell&#8217;autore con il testo c&#8217;entri sempre comunque, proprio per inquadrarlo storicamente, penso che si  debba poter distinguere ciò che è per sè e ciò che è per tutti noi, come lavoro critico&#8230;così pure per quello che dicono Sofri e Lipperini! Non è solo quello che loro scrivono ma anche la discussione che ne nasce: vedasi alcuni commenti, paola e walter, ad esempio, che richiedono una storicizzazione.</p>
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		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-rosso-il-nero-noi-tutti/comment-page-1/#comment-130893</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Oct 2012 17:24:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il rischio c&#039;è negli occhi di chi lo rimarca. Sottolineo che nessuno ha parlato, nè Sofri nè io, del rapporto dell&#039;autore con il testo, quanto di un sentire che viene da lontano e che si trova anche nell&#039;espressione artistica, anche senza che chi legge o ascolta se ne accorga.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il rischio c&#8217;è negli occhi di chi lo rimarca. Sottolineo che nessuno ha parlato, nè Sofri nè io, del rapporto dell&#8217;autore con il testo, quanto di un sentire che viene da lontano e che si trova anche nell&#8217;espressione artistica, anche senza che chi legge o ascolta se ne accorga.</p>
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		Di: Piccola Dorrit		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-rosso-il-nero-noi-tutti/comment-page-1/#comment-130892</link>

		<dc:creator><![CDATA[Piccola Dorrit]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Oct 2012 17:09:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ma un po&#039; di rischio c&#039;è sempre. Anche il rapporto dell&#039;autore con il testo non è semplice e ciò che decide di narrare non è detto che sia espressione tanto di sè - se ad esempio l&#039;intento è verista e rivolto ad una classe sociale precisa - quanto appunto di tutti noi. Così alla fine una storia del &quot;femminicidio&quot; attraverso la letteratura non è male ma dovrebbe essere perciò storia e analisi comparata.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma un po&#8217; di rischio c&#8217;è sempre. Anche il rapporto dell&#8217;autore con il testo non è semplice e ciò che decide di narrare non è detto che sia espressione tanto di sè &#8211; se ad esempio l&#8217;intento è verista e rivolto ad una classe sociale precisa &#8211; quanto appunto di tutti noi. Così alla fine una storia del &#8220;femminicidio&#8221; attraverso la letteratura non è male ma dovrebbe essere perciò storia e analisi comparata.</p>
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		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-rosso-il-nero-noi-tutti/comment-page-1/#comment-130891</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Oct 2012 16:42:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Piccola Dorritt, allora mi sono spiegata molto male: non c&#039;è alcuna intenzione riduttiva (e mi pareva di averlo detto nel post) nel citare La Lupa o altre opere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Piccola Dorritt, allora mi sono spiegata molto male: non c&#8217;è alcuna intenzione riduttiva (e mi pareva di averlo detto nel post) nel citare La Lupa o altre opere.</p>
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		<title>
		Di: Piccola Dorrit		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-rosso-il-nero-noi-tutti/comment-page-1/#comment-130890</link>

		<dc:creator><![CDATA[Piccola Dorrit]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Oct 2012 16:11:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per Binaghi, Paola, Lipperini: certo che le configurazioni del &quot;femminicidio&quot; cambiano con le epoche, appunto! Anche per questo dubitavo sul farne il filo conduttore nudo e crudo di un excursus letterario; ma anche per non ridurre capolavori come La Lupa, che tra l&#039;altro è letteratura verista.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per Binaghi, Paola, Lipperini: certo che le configurazioni del &#8220;femminicidio&#8221; cambiano con le epoche, appunto! Anche per questo dubitavo sul farne il filo conduttore nudo e crudo di un excursus letterario; ma anche per non ridurre capolavori come La Lupa, che tra l&#8217;altro è letteratura verista.</p>
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		<title>
		Di: Adrianaaaa		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-rosso-il-nero-noi-tutti/comment-page-1/#comment-130889</link>

		<dc:creator><![CDATA[Adrianaaaa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Oct 2012 08:27:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cito due opere in cui invece il femminicidio viene descritto in tutt&#039;altra maniera: L&#039;Assommoir e La luna e i falò.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cito due opere in cui invece il femminicidio viene descritto in tutt&#8217;altra maniera: L&#8217;Assommoir e La luna e i falò.</p>
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		<item>
		<title>
		Di: valter binaghi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-rosso-il-nero-noi-tutti/comment-page-1/#comment-130888</link>

		<dc:creator><![CDATA[valter binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Oct 2012 23:39:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Temo che l&#039;amore per la letteratura abbia fatto prendere un abbaglio a Sofri. Le passioni dei personaggi di Stendhal sono lontane anni luce da quelle dei protagonisti delle cronache nere odierne. Il romanzo ottocentesco (quello di Stendhal in particolare, almeno è così che lo legge René Girard in &quot;Menzogna romantica e verità romanzesca&quot;) trasuda mimetismo allo stato puro: scoprirsi diversi da ciò che si è nati e che ci si è sempre creduti, trafigurati dall&#039;amore o dall&#039;odio, in un ambiente piccolo borghese in cui il livellamento sociale minaccia le identità storiche e scatena la volontà di autopromozione. E allora ecco la passione eroica anche se funesta, la passione totale che distingue anche a conto di estinguere, il gesto memorabile che sostituisce le res gestae dell&#039;eroe cavalleresco di un tempo.
Siamo molto lontani dai nostri giorni, dall&#039;atomizzazione del sociale che li caratterizza e dall&#039;enorme investimento pulsionale che si destina alla relazione amorosa da parte di maschi sempre meno gratificati dal successo professionale, sempre più abbarbicati alla compagna e alla famiglia come all&#039;ultimo residuo di sicurezza. Là il delitto passionale poteva essere l&#039;ultima versione del gesto estremo che aspira all&#039;assoluto, qui è la furia distruttiva che colpisce il nido vuoto.
Tra i due c&#039;è la regressione reale regalataci dal progressismo presunto. Incapace di autentica singolarità, l&#039;individuo odierno è incapace di agire colpevolmente: al massimo si agita, calpestando le vite altrui.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Temo che l&#8217;amore per la letteratura abbia fatto prendere un abbaglio a Sofri. Le passioni dei personaggi di Stendhal sono lontane anni luce da quelle dei protagonisti delle cronache nere odierne. Il romanzo ottocentesco (quello di Stendhal in particolare, almeno è così che lo legge René Girard in &#8220;Menzogna romantica e verità romanzesca&#8221;) trasuda mimetismo allo stato puro: scoprirsi diversi da ciò che si è nati e che ci si è sempre creduti, trafigurati dall&#8217;amore o dall&#8217;odio, in un ambiente piccolo borghese in cui il livellamento sociale minaccia le identità storiche e scatena la volontà di autopromozione. E allora ecco la passione eroica anche se funesta, la passione totale che distingue anche a conto di estinguere, il gesto memorabile che sostituisce le res gestae dell&#8217;eroe cavalleresco di un tempo.<br />
Siamo molto lontani dai nostri giorni, dall&#8217;atomizzazione del sociale che li caratterizza e dall&#8217;enorme investimento pulsionale che si destina alla relazione amorosa da parte di maschi sempre meno gratificati dal successo professionale, sempre più abbarbicati alla compagna e alla famiglia come all&#8217;ultimo residuo di sicurezza. Là il delitto passionale poteva essere l&#8217;ultima versione del gesto estremo che aspira all&#8217;assoluto, qui è la furia distruttiva che colpisce il nido vuoto.<br />
Tra i due c&#8217;è la regressione reale regalataci dal progressismo presunto. Incapace di autentica singolarità, l&#8217;individuo odierno è incapace di agire colpevolmente: al massimo si agita, calpestando le vite altrui.</p>
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