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	Commenti a: IL SENSO DI UNA SPAZZOLA	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-senso-di-una-spazzola/comment-page-2/#comment-134109</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jun 2013 22:02:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Shane sì,  ci sono due persone antispeciste.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Shane sì,  ci sono due persone antispeciste.</p>
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		Di: Shane Drinion		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Shane Drinion]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jun 2013 21:20:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ehehe, sei fortunato che è finita. L&#039;ho offerta a un amico, se non  finisco dietro le sbarre ci riprovo. Poi non ti ho detto che era vegan ( sul sito ci sarà lo spazio anti-specista? ).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ehehe, sei fortunato che è finita. L&#8217;ho offerta a un amico, se non  finisco dietro le sbarre ci riprovo. Poi non ti ho detto che era vegan ( sul sito ci sarà lo spazio anti-specista? ).</p>
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		Di: andrea barbieri		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jun 2013 19:19:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Shane, non ho mai mangiato una torta così cattiva. Ti voglio fare un favore, dammi anche il resto... :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Shane, non ho mai mangiato una torta così cattiva. Ti voglio fare un favore, dammi anche il resto&#8230; 🙂</p>
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		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-senso-di-una-spazzola/comment-page-2/#comment-134106</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jun 2013 19:08:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ilaria, secondo me non c&#039;è disaccordo. Con tua madre ti comporti benissimo. La sua espressione identitaria è sacra e tu la tratti con attenzione. Quel che difendo NON è una sorta di normatività opposta a quella binaria, irrealistica, in cui le persone vengono spossessate del rapporto col loro corpo, con ciò che sentono come identità e ruolo di genere, della loro psicosessualità. Difendo un&#039;antropologia della varianza umana. Il senso di essere donna o uomo o altro, e ogni altra determinazione attinente l&#039;identità sessuale, ce le raccontano gli individui, ognun* arricchendole delle proprie peculiarità; non le calano dall&#039;alto tizio o tizia in base a ipotesi statistiche tra l&#039;altro con strumenti di ricerca empirica più che discutibili. Pensa a quanto c&#039;è voluto alla psichiatria per accettare che l&#039;orientamento sessuale abbia naturalmente una varianza, e ancora oggi si servono della coppia di idee-cetriolo omosessualità-eterosessualità che replicano la loro fissazione per il binarismo, ovvero la fissazione di ridurre la ricchezza della realtà. Quindi c&#039;è tanta strada da fare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ilaria, secondo me non c&#8217;è disaccordo. Con tua madre ti comporti benissimo. La sua espressione identitaria è sacra e tu la tratti con attenzione. Quel che difendo NON è una sorta di normatività opposta a quella binaria, irrealistica, in cui le persone vengono spossessate del rapporto col loro corpo, con ciò che sentono come identità e ruolo di genere, della loro psicosessualità. Difendo un&#8217;antropologia della varianza umana. Il senso di essere donna o uomo o altro, e ogni altra determinazione attinente l&#8217;identità sessuale, ce le raccontano gli individui, ognun* arricchendole delle proprie peculiarità; non le calano dall&#8217;alto tizio o tizia in base a ipotesi statistiche tra l&#8217;altro con strumenti di ricerca empirica più che discutibili. Pensa a quanto c&#8217;è voluto alla psichiatria per accettare che l&#8217;orientamento sessuale abbia naturalmente una varianza, e ancora oggi si servono della coppia di idee-cetriolo omosessualità-eterosessualità che replicano la loro fissazione per il binarismo, ovvero la fissazione di ridurre la ricchezza della realtà. Quindi c&#8217;è tanta strada da fare.</p>
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		<title>
		Di: Shane Drinion		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-senso-di-una-spazzola/comment-page-1/#comment-134105</link>

		<dc:creator><![CDATA[Shane Drinion]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jun 2013 23:37:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ andrea barbieri
ok - grazie -  faccio prima io a imparare a fare le torte
manifesto del non-senso dell&#039;esser viv*
&quot;uno specchio si aggira per l&#039;Europa...abolizione della proprietà privata delle spazzole...doppie punte di tutto il mondo: unitevi!&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ andrea barbieri<br />
ok &#8211; grazie &#8211;  faccio prima io a imparare a fare le torte<br />
manifesto del non-senso dell&#8217;esser viv*<br />
&#8220;uno specchio si aggira per l&#8217;Europa&#8230;abolizione della proprietà privata delle spazzole&#8230;doppie punte di tutto il mondo: unitevi!&#8221;</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: Maurizia		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-senso-di-una-spazzola/comment-page-1/#comment-134104</link>

		<dc:creator><![CDATA[Maurizia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jun 2013 21:16:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il testo di Ivano Porpora è così semplicemente bello, di una sensibilità non comune, che non vedo come possa essere interpretato negativamente.
Non capisco quali siano le domande morbose.
Grazie Ivano per aver spiegato il valore di una spazzola.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il testo di Ivano Porpora è così semplicemente bello, di una sensibilità non comune, che non vedo come possa essere interpretato negativamente.<br />
Non capisco quali siano le domande morbose.<br />
Grazie Ivano per aver spiegato il valore di una spazzola.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: zauberei		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-senso-di-una-spazzola/comment-page-1/#comment-134103</link>

		<dc:creator><![CDATA[zauberei]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jun 2013 15:08:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Come sei letterale Andrea, lo so che non diresti esattamente questo. Ma proporresti ragionamenti che hanno dietro questo. Poi ahò ognuno pensasse, e nel caso - lavorasse come crede. Ilaria ha inteso perfettamente quello che volevo dire.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come sei letterale Andrea, lo so che non diresti esattamente questo. Ma proporresti ragionamenti che hanno dietro questo. Poi ahò ognuno pensasse, e nel caso &#8211; lavorasse come crede. Ilaria ha inteso perfettamente quello che volevo dire.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: ilaria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-senso-di-una-spazzola/comment-page-1/#comment-134102</link>

		<dc:creator><![CDATA[ilaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jun 2013 12:54:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I tuoi discorsi, Andrea, non li trovo affatto strani. Forse non sono stata abbastanza brava a spiegare quanto invece io mi auguri  che - e mi attivi  perché - molte più narrazioni di sé emergano, in modo che quello che viene calato sugli individui riesca sempre meno a soffocare la loro libertà e le loro scelte. L&#039;unico disaccordo che vedo io è su quanto ciò stesse succedendo in questo caso, sia nel post, sia nei commenti. :-)
Quanto a mia madre, questi discorsi hanno molta più rilevanza nella storia della sua vita di quanto io non voglia adesso raccontare, e l&#039;idea di femminilità che le è stata imposta ha comportato per lei non poche sofferenze. Ciò non toglie che, ironicamente,  proprio io che non perdo nemmeno un minuto a pensare a uno smalto, e semmai segnalo il problema di proporlo troppo spesso come, diciamo così (chiedo scusa per la semplificazione enorme e banale), un &quot;must&quot; del modello unico mediatico femminile generico, mi trovo a incoraggiarla se lo chiede. Anche perché quando hai una carotide chiusa, mezzo corpo paralizzato, e però trovi la forza e il desiderio di lasciare che l&#039;altra parte ti guidi a recuperare l&#039;uso del braccio e della gamba, per me va bene anche se il desiderio è quello di truccarsi e vedersi ancora bella in termini molto stereotipati. E non sto criticando dei modelli in generale, incluso l&#039;uso dello smalto, sto parlando a partire dalla consapevolezza del male che quei modelli a lei in particolare hanno fatto. Ma ora è un discorso che passa in secondo piano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I tuoi discorsi, Andrea, non li trovo affatto strani. Forse non sono stata abbastanza brava a spiegare quanto invece io mi auguri  che &#8211; e mi attivi  perché &#8211; molte più narrazioni di sé emergano, in modo che quello che viene calato sugli individui riesca sempre meno a soffocare la loro libertà e le loro scelte. L&#8217;unico disaccordo che vedo io è su quanto ciò stesse succedendo in questo caso, sia nel post, sia nei commenti. 🙂<br />
Quanto a mia madre, questi discorsi hanno molta più rilevanza nella storia della sua vita di quanto io non voglia adesso raccontare, e l&#8217;idea di femminilità che le è stata imposta ha comportato per lei non poche sofferenze. Ciò non toglie che, ironicamente,  proprio io che non perdo nemmeno un minuto a pensare a uno smalto, e semmai segnalo il problema di proporlo troppo spesso come, diciamo così (chiedo scusa per la semplificazione enorme e banale), un &#8220;must&#8221; del modello unico mediatico femminile generico, mi trovo a incoraggiarla se lo chiede. Anche perché quando hai una carotide chiusa, mezzo corpo paralizzato, e però trovi la forza e il desiderio di lasciare che l&#8217;altra parte ti guidi a recuperare l&#8217;uso del braccio e della gamba, per me va bene anche se il desiderio è quello di truccarsi e vedersi ancora bella in termini molto stereotipati. E non sto criticando dei modelli in generale, incluso l&#8217;uso dello smalto, sto parlando a partire dalla consapevolezza del male che quei modelli a lei in particolare hanno fatto. Ma ora è un discorso che passa in secondo piano.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-senso-di-una-spazzola/comment-page-1/#comment-134101</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jun 2013 10:06:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ilaria ti propongo un piccolo ragionamento in modo che tu controlli i passaggi.
- Siccome, come fai notare, esiste una storia culturale che riguarda il genere, e dunque esistono dei fatti sociali che producono comportamenti, sarebbe sbagliato non considerarla una &quot;realtà&quot; (seppure sociale).
- La premessa mi serve per sostenere che l&#039;espressione &quot;il senso di esser donna&quot; si appoggia a una realtà, senza dovermi riferire a dubbie evidenze biologiche o discorsi simbolici non verificabili.
- A questo punto cerco di stabilire una grammatica per quell&#039;espressione - di due regole, - in modo che non generi degli equivoci ed effetti performativi, ma che sia appunto la descrizione di un fatto.
1. Direi prima di tutto che l&#039;espressione coesiste con altre: &quot;il senso di esser uomo&quot;, &quot;il senso di essere altro da uomo o donna&quot; (questa è una cattiva formulazione perché è negativa, prendila come approssimazione grossolana).
2. Le espressioni che ho elencato sopra hanno senso in una narrazione di sé, non come proprietà generali di una classe che viene calata sull&#039;individuo.
.
E saluto la mamma. Se chiede &#039;E chi è?&#039; puoi dirle &#039;Un tipo che non trova di meglio che fare discorsi strani&#039; :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ilaria ti propongo un piccolo ragionamento in modo che tu controlli i passaggi.<br />
&#8211; Siccome, come fai notare, esiste una storia culturale che riguarda il genere, e dunque esistono dei fatti sociali che producono comportamenti, sarebbe sbagliato non considerarla una &#8220;realtà&#8221; (seppure sociale).<br />
&#8211; La premessa mi serve per sostenere che l&#8217;espressione &#8220;il senso di esser donna&#8221; si appoggia a una realtà, senza dovermi riferire a dubbie evidenze biologiche o discorsi simbolici non verificabili.<br />
&#8211; A questo punto cerco di stabilire una grammatica per quell&#8217;espressione &#8211; di due regole, &#8211; in modo che non generi degli equivoci ed effetti performativi, ma che sia appunto la descrizione di un fatto.<br />
1. Direi prima di tutto che l&#8217;espressione coesiste con altre: &#8220;il senso di esser uomo&#8221;, &#8220;il senso di essere altro da uomo o donna&#8221; (questa è una cattiva formulazione perché è negativa, prendila come approssimazione grossolana).<br />
2. Le espressioni che ho elencato sopra hanno senso in una narrazione di sé, non come proprietà generali di una classe che viene calata sull&#8217;individuo.<br />
.<br />
E saluto la mamma. Se chiede &#8216;E chi è?&#8217; puoi dirle &#8216;Un tipo che non trova di meglio che fare discorsi strani&#8217; 🙂</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: ilaria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-senso-di-una-spazzola/comment-page-1/#comment-134100</link>

		<dc:creator><![CDATA[ilaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jun 2013 06:51:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=6004#comment-134100</guid>

					<description><![CDATA[Andrea, perdonami se mi intrometto, ma io credo che qui nessuno stesse dichiarando irrilevanti le tue precisazioni. Per come la vedo io, è sia questione, come scrive Zauberei, di ciò che molto concretamente si fa quando si accoglie chi ha subito violenza e la/lo si accompagna nel suo auspicabile superare il trauma, sia del fatto che la frase ormai quasi incriminata è una frase che Ivano cita, che lo ha colpito, che si riferisce a donne - indipendentemente da come loro si percepiscono in termini di genere - perché quello è ciò che vede la persona che viene citata. E&#039; la &quot;pratica molto semplice&quot; di cui parla Shane. Ma non è volontà di ridurre la questione a uno stereotipo, secondo me.
Nell&#039;articolo che ho citato si parla di &quot;grooming&quot;, e io stessa ho semplificato in modo razzista, per fare un esempio. Ho parlato di spazzolarsi, mentre in quel caso è più probabile l&#039;uso di un pettine. Me ne sono resa conto un secondo dopo avere inviato il testo, e anche questo parla di come a volte pensiamo in automatico, ma mi è altrettanto evidente che subito dopo la riflessione più attenta all&#039;altro/a, a non appiattirlo/a sulla mia lettura, è arrivata.
Mia madre è in ospedale in questi giorni, e il desiderio di spazzolarsi e truccarsi è indubbiamente culturalmente determinato, ma è sia qualcosa che la aiuta, sia un gesto che a me conferma il suo attaccamento alla vita, il suo desiderio di guarire, di sopravvivere. Se a spazzola sostituiamo il più generico &quot;grooming&quot; inglese, io credo che possiamo trovare un oggetto per tutti.
Ultimo pensiero sui capelli. Nel racconto di Ivano si parla del dolore alla testa di Franca Rame, del suo uscire dal proprio corpo: attraverso la spazzola c&#039;è un nesso simbolico che è forte, per me, sia in termini della relazione corpo mente sia in termini di tanto che nella nostra storia culturale è legato ai capelli, e per le donne in particolare: il velo e  la tonsura, ad esempio, ma non solo. Mi dispiace un po&#039; che di questo abbiamo parlato poco, a me aveva colpito molto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Andrea, perdonami se mi intrometto, ma io credo che qui nessuno stesse dichiarando irrilevanti le tue precisazioni. Per come la vedo io, è sia questione, come scrive Zauberei, di ciò che molto concretamente si fa quando si accoglie chi ha subito violenza e la/lo si accompagna nel suo auspicabile superare il trauma, sia del fatto che la frase ormai quasi incriminata è una frase che Ivano cita, che lo ha colpito, che si riferisce a donne &#8211; indipendentemente da come loro si percepiscono in termini di genere &#8211; perché quello è ciò che vede la persona che viene citata. E&#8217; la &#8220;pratica molto semplice&#8221; di cui parla Shane. Ma non è volontà di ridurre la questione a uno stereotipo, secondo me.<br />
Nell&#8217;articolo che ho citato si parla di &#8220;grooming&#8221;, e io stessa ho semplificato in modo razzista, per fare un esempio. Ho parlato di spazzolarsi, mentre in quel caso è più probabile l&#8217;uso di un pettine. Me ne sono resa conto un secondo dopo avere inviato il testo, e anche questo parla di come a volte pensiamo in automatico, ma mi è altrettanto evidente che subito dopo la riflessione più attenta all&#8217;altro/a, a non appiattirlo/a sulla mia lettura, è arrivata.<br />
Mia madre è in ospedale in questi giorni, e il desiderio di spazzolarsi e truccarsi è indubbiamente culturalmente determinato, ma è sia qualcosa che la aiuta, sia un gesto che a me conferma il suo attaccamento alla vita, il suo desiderio di guarire, di sopravvivere. Se a spazzola sostituiamo il più generico &#8220;grooming&#8221; inglese, io credo che possiamo trovare un oggetto per tutti.<br />
Ultimo pensiero sui capelli. Nel racconto di Ivano si parla del dolore alla testa di Franca Rame, del suo uscire dal proprio corpo: attraverso la spazzola c&#8217;è un nesso simbolico che è forte, per me, sia in termini della relazione corpo mente sia in termini di tanto che nella nostra storia culturale è legato ai capelli, e per le donne in particolare: il velo e  la tonsura, ad esempio, ma non solo. Mi dispiace un po&#8217; che di questo abbiamo parlato poco, a me aveva colpito molto.</p>
]]></content:encoded>
		
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