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	Commenti a: IL SUO NOME E&#039; NESSUNO	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: umberto		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[umberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 07:32:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[diventare più vecchi impone una scelta economica diversa.non fare figli è anche una scelta economica diversa.culturale,ampliando.oggetti,scuole,bus,strumenti di aggregazione,welfare.meno giovani meno giovani che curano gli anziani.più anziani più costi(come atomi sociali).ma io decido da solo e solo per me.ovvio,come guardare il mondo.puote usarsi wittngestein,jobs,eva kant o i manga e persino pulp fiction.è un problema una società di anziani?che è anziano?un peso,una memoria,un costo,un voto,un sindacalista,un reggitore di viagra,un nonno welfariano,un giovane internauta,un barone,un notaio?i vecchi possono da soli,se maggioranza,colmare il divario da società più giovani?lo scontro tra sangue fresco,zuckenberg e brin contro i vecchi potenti italiani esiste?no?altrove si fanno figli?si,no,forse?la cina come modello?già.quando gli egocentrici invecchiano,che divantano,macchiette?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>diventare più vecchi impone una scelta economica diversa.non fare figli è anche una scelta economica diversa.culturale,ampliando.oggetti,scuole,bus,strumenti di aggregazione,welfare.meno giovani meno giovani che curano gli anziani.più anziani più costi(come atomi sociali).ma io decido da solo e solo per me.ovvio,come guardare il mondo.puote usarsi wittngestein,jobs,eva kant o i manga e persino pulp fiction.è un problema una società di anziani?che è anziano?un peso,una memoria,un costo,un voto,un sindacalista,un reggitore di viagra,un nonno welfariano,un giovane internauta,un barone,un notaio?i vecchi possono da soli,se maggioranza,colmare il divario da società più giovani?lo scontro tra sangue fresco,zuckenberg e brin contro i vecchi potenti italiani esiste?no?altrove si fanno figli?si,no,forse?la cina come modello?già.quando gli egocentrici invecchiano,che divantano,macchiette?</p>
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		Di: Artemisia		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Artemisia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 17:06:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Brava Loredana!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Brava Loredana!</p>
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		Di: Cip		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cip]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 17:34:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[al solito, articolo e soprattutto commentarium sul fatto quotidiano sono ributtanti...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>al solito, articolo e soprattutto commentarium sul fatto quotidiano sono ributtanti&#8230;</p>
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		Di: S.		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[S.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 17:06:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un&#039;altra risposta all&#039;articolo:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/01/maschi-libri-donne/174563/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un&#8217;altra risposta all&#8217;articolo:<br />
<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/01/maschi-libri-donne/174563/" rel="nofollow ugc">http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/01/maschi-libri-donne/174563/</a></p>
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		Di: Anonimo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 14:27:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Assolutamente d&#039;accordo con Langone. La donna in cucina e l&#039;uomo in officina. Tanto più che le donne sono pessime quando ci si mettono con i libri. Eh.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Assolutamente d&#8217;accordo con Langone. La donna in cucina e l&#8217;uomo in officina. Tanto più che le donne sono pessime quando ci si mettono con i libri. Eh.</p>
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		Di: Isabella		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Isabella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 09:52:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una volta ho parlato con la figlia di un grande artista che stavo studiando. L&#039;artista, qualche decennio fa, in un anno aveva avuto qualche centinaio di uscite stampa per il suo lavoro. Nello stesso momento, anche a causa di quel lavoro e dell&#039;attenzione/pressione mediatica che esso generava, il suo matrimonio stava andando all&#039;aria, e la figlia, che all&#039;epoca era bambina, lo ricordava molto chiaramente. A me scappò detto un po&#039; indelicatamente che oggi per tante uscite stampa molti mangerebbero la propria mamma cruda e sulla pubblica piazza e ne sarebbero felici. Lei mi rispose &quot;Lo so bene, ed è perché siamo cinici e postmoderni. Allora, però [anni &#039;50] certe cose contavano davvero.&quot; Ora, al di là della definizione, del caso particolare filtrato da una visuale non oggettiva, mi dà da pensare che se ragioniamo come l&#039;editore o l&#039;autore che sarebbe felice di vedere QUALSIASI cosa sua rimbalzata sul web come &quot;notizia del giorno&quot; (pubblicità a sfare senza spendere una lira, di tutti i pesci nella rete qualcuno ne resterà etc) questo pare proprio la personificazione del &quot;cinismo postmoderno&quot;. E&#039; proprio vero che &quot;comunque se ne parli, purché se ne parli&quot;? Non conta invece &quot;come&quot; se ne parla? Se un articolo come quello di langone è basato su una scala di valori che si considera inaccettabile, su dati proposti in maniera parsiale in modo da risultare ingannevoli, su in&#039;idea del mondo e della cultura che non accettiamo, non sarà meglio smettere di prendere le distanze (parlo in generale, poi una persona specifica può avere i suoi motivi per fare diversamente) e parlarne, ma parlarne per smontare il &quot;giocattolo&quot; meglio possibile, che non lo si possa rimontare proprio più?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una volta ho parlato con la figlia di un grande artista che stavo studiando. L&#8217;artista, qualche decennio fa, in un anno aveva avuto qualche centinaio di uscite stampa per il suo lavoro. Nello stesso momento, anche a causa di quel lavoro e dell&#8217;attenzione/pressione mediatica che esso generava, il suo matrimonio stava andando all&#8217;aria, e la figlia, che all&#8217;epoca era bambina, lo ricordava molto chiaramente. A me scappò detto un po&#8217; indelicatamente che oggi per tante uscite stampa molti mangerebbero la propria mamma cruda e sulla pubblica piazza e ne sarebbero felici. Lei mi rispose &#8220;Lo so bene, ed è perché siamo cinici e postmoderni. Allora, però [anni &#8217;50] certe cose contavano davvero.&#8221; Ora, al di là della definizione, del caso particolare filtrato da una visuale non oggettiva, mi dà da pensare che se ragioniamo come l&#8217;editore o l&#8217;autore che sarebbe felice di vedere QUALSIASI cosa sua rimbalzata sul web come &#8220;notizia del giorno&#8221; (pubblicità a sfare senza spendere una lira, di tutti i pesci nella rete qualcuno ne resterà etc) questo pare proprio la personificazione del &#8220;cinismo postmoderno&#8221;. E&#8217; proprio vero che &#8220;comunque se ne parli, purché se ne parli&#8221;? Non conta invece &#8220;come&#8221; se ne parla? Se un articolo come quello di langone è basato su una scala di valori che si considera inaccettabile, su dati proposti in maniera parsiale in modo da risultare ingannevoli, su in&#8217;idea del mondo e della cultura che non accettiamo, non sarà meglio smettere di prendere le distanze (parlo in generale, poi una persona specifica può avere i suoi motivi per fare diversamente) e parlarne, ma parlarne per smontare il &#8220;giocattolo&#8221; meglio possibile, che non lo si possa rimontare proprio più?</p>
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		Di: francesca violi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesca violi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 08:15:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cri, certo se guardi nell&#039;ottica globale, visto quanto cresce il cosiddetto sud del mondo, non c&#039;è bisogno che si contribuisca anche noi all&#039;incremento demografico. Ma per un paese diventare troppo &quot;vecchio&quot; è un problema: sociale, economico, culturale ecc. no?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cri, certo se guardi nell&#8217;ottica globale, visto quanto cresce il cosiddetto sud del mondo, non c&#8217;è bisogno che si contribuisca anche noi all&#8217;incremento demografico. Ma per un paese diventare troppo &#8220;vecchio&#8221; è un problema: sociale, economico, culturale ecc. no?</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Calenda Maia		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-suo-nome-e-nessuno/comment-page-2/#comment-124083</link>

		<dc:creator><![CDATA[Calenda Maia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 04:17:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non sono molto d&#039;accordo, secondo me a sconcezze del genere bisogna replicare - è vero che si rischia di avvalorarle, ma dato che sono state pubblicate, volenti o nolenti &quot;fanno cultura&quot;.
A ignorarle con disprezzo si rischia di vederle lievitare come il leghismo, o il nazifascismo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono molto d&#8217;accordo, secondo me a sconcezze del genere bisogna replicare &#8211; è vero che si rischia di avvalorarle, ma dato che sono state pubblicate, volenti o nolenti &#8220;fanno cultura&#8221;.<br />
A ignorarle con disprezzo si rischia di vederle lievitare come il leghismo, o il nazifascismo.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Cri		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 22:09:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Meno libri alle donne? Più libri agli uomini, direi!
E comunque la cosa che mi infastidisce di più è che passi l&#039;idea che la crescita demografica sia comunque un fatto positivo: crescere, crescere, crescere e consumare sempre di più, come se non fosse invece auspicabile un limite, un equilibrio. E&#039; proprio vero: la mamma di Langone è sempre incinta!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Meno libri alle donne? Più libri agli uomini, direi!<br />
E comunque la cosa che mi infastidisce di più è che passi l&#8217;idea che la crescita demografica sia comunque un fatto positivo: crescere, crescere, crescere e consumare sempre di più, come se non fosse invece auspicabile un limite, un equilibrio. E&#8217; proprio vero: la mamma di Langone è sempre incinta!</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: Paola Di Giulio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-suo-nome-e-nessuno/comment-page-2/#comment-124081</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paola Di Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 21:22:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Laura atena, non parlavo solo di sistemazione per mogli e figlie di imprenditori, anzi. La vita la spianano ai figli con un misto di familismo amorale e &#039;pragmatismo&#039; perchè nelle realtà piccole ancora funziona... E la cultura, ci mancherebbe, non è male in sé, ma chissà come mai, ha il risultato immancabile di allontanare dagli obiettivi giusti. E&#039; una equazione facile, capisci? Lo studio non si nega a nessuno. Ma l&#039;apertura mentale e l&#039;abbrivio verso lidi alternativi è faticoso da digerire. Studio e cultura non coincidono per forza.
Sono realtà parziali, lo so, ma ce ne sono ancora tante.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Laura atena, non parlavo solo di sistemazione per mogli e figlie di imprenditori, anzi. La vita la spianano ai figli con un misto di familismo amorale e &#8216;pragmatismo&#8217; perchè nelle realtà piccole ancora funziona&#8230; E la cultura, ci mancherebbe, non è male in sé, ma chissà come mai, ha il risultato immancabile di allontanare dagli obiettivi giusti. E&#8217; una equazione facile, capisci? Lo studio non si nega a nessuno. Ma l&#8217;apertura mentale e l&#8217;abbrivio verso lidi alternativi è faticoso da digerire. Studio e cultura non coincidono per forza.<br />
Sono realtà parziali, lo so, ma ce ne sono ancora tante.</p>
]]></content:encoded>
		
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