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	Commenti a: IL TEMPO DELLA LATOGUARDIA	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: ilpostodeilibri.it		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilpostodeilibri.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jan 2005 20:01:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E va be&#039;, sarò pignola. ma non va tradotto in italiano, dai! Comunque grazie per aver risposto
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		Di: La Lipperini		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Lipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jan 2005 19:01:09 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Pure io, araldo: ho giornate complicate&#8230;</p>
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		Di: L'araldo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[L'araldo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jan 2005 18:01:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Su Nazione Indiana l&#039;hanno già fatto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su Nazione Indiana l&#8217;hanno già fatto.</p>
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		Di: Fondatore		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fondatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jan 2005 16:01:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ehi, scusate l&#039;OT, ma vedo che il Genna interviene qui e nel suo sito non si può commentare. Perché sotto la testata dei Miserabili scrive GIORNALE DI LETTERATURA E MONDO FONDATO DA GIUSEPPE GENNA NEL 2002? Non è mica vero. I Miserabili sono in rete da settembre del 2003.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ehi, scusate l&#8217;OT, ma vedo che il Genna interviene qui e nel suo sito non si può commentare. Perché sotto la testata dei Miserabili scrive GIORNALE DI LETTERATURA E MONDO FONDATO DA GIUSEPPE GENNA NEL 2002? Non è mica vero. I Miserabili sono in rete da settembre del 2003.</p>
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		Di: Par condicio		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Par condicio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jan 2005 16:01:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Penso che sarebbe bello ospitare nella home page di questo blog la replica di Carla Benedetti. Allo stesso modo, penso che sarebbe bello che su Nazione Indiana ospitassero in home page il post di Loredana Lipperini e la risposta di C. Ben.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Penso che sarebbe bello ospitare nella home page di questo blog la replica di Carla Benedetti. Allo stesso modo, penso che sarebbe bello che su Nazione Indiana ospitassero in home page il post di Loredana Lipperini e la risposta di C. Ben.</p>
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		Di: La Lipperini		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Lipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jan 2005 16:01:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie a tutti, la discussione è sempre più interessante. Fra poco posto la risposta di Carla.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie a tutti, la discussione è sempre più interessante. Fra poco posto la risposta di Carla.</p>
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		Di: carla benedetti		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[carla benedetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jan 2005 13:01:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cara Loredana,
stimo molto il tuo lavoro di giornalista culturale, e perciò mi dispiace che tu ti sia sentita attaccata nel mio articolo pubblicato su Nazione Indiana (http://www.nazioneindiana.com/archives/000948.html ). La mia intenzione era di mettere a fuoco un nuovo meccanismo perverso che si è innestato da quando i quotidiani sono diventati editori e si trovano a recensire, sulle proprie pagine culturali, i libri che essi stessi mettono in vendita nelle edicole. Un conflitto di interessi oggettivo, che rischia di chiudere ancor più gli spazi per il giornalismo culturale. Non ho mai pensato che tu piegavi a una vile promozione del libro di Faletti. Non l’ho pensato e neppure l’ho scritto. Se vai a rileggere quel passo, ti accorgerai che nemmeno nella lettera c’era alcuna ambiguità. Dicevo:
&quot;Un altro elemento nuovo è che i quotidiani sono diventati editori. Ristampano i classici ma anche bestseller recenti. E le pagine culturali si riempiono di recensioni di questi libri, che quindi talvolta, al di là delle buone intenzioni del giornalista, diventano oggettivamente indistinguibili da una promozione&quot;.
Quanto al popolare, mi dispiace che tu abbia letto nel mio articolo un disprezzo per ciò che ha grande diffusione. Io non disprezzo affatto né demonizzo i libri che sono popolari. Disprezzo però il populismo, e l’ideologia del populismo, che è tutt’altra cosa. La destra ha fatto del populismo la propria bandiera pubblicitaria. La sinistra subisce questa ideologia senza avere il coraggio di chiamare le cose con il loro nome, e fare analisi di cosa sta succedendo davvero. I libri della Fallaci sono popolari. Anche di quelli diresti che vanno accettati per questa ragione?
Ringrazio Andrea e Wu Ming per i commenti puntuali che aprono alla discussione.  Anch’io credo che in Italia ci sia ottima e coraggiosa editoria di progetto, e non me la sono affatto dimenticata. Semplicemente mi interessava in quell’articolo fotografare una tendenza, isolare un virus, dire con cosa abbiamo a che fare, con quali ostacoli e forze si trovano a combattere gli editori di progetto, e noi con loro. Non sono catastrofista, ho sempre guardato con sospetto gli apocalittici, e l’articolo di cui stiamo discutendo si chiude con l’affermazione che i giochi non sono mai già tutti fatti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Loredana,<br />
stimo molto il tuo lavoro di giornalista culturale, e perciò mi dispiace che tu ti sia sentita attaccata nel mio articolo pubblicato su Nazione Indiana (<a href="http://www.nazioneindiana.com/archives/000948.html" rel="nofollow ugc">http://www.nazioneindiana.com/archives/000948.html</a> ). La mia intenzione era di mettere a fuoco un nuovo meccanismo perverso che si è innestato da quando i quotidiani sono diventati editori e si trovano a recensire, sulle proprie pagine culturali, i libri che essi stessi mettono in vendita nelle edicole. Un conflitto di interessi oggettivo, che rischia di chiudere ancor più gli spazi per il giornalismo culturale. Non ho mai pensato che tu piegavi a una vile promozione del libro di Faletti. Non l’ho pensato e neppure l’ho scritto. Se vai a rileggere quel passo, ti accorgerai che nemmeno nella lettera c’era alcuna ambiguità. Dicevo:<br />
&#8220;Un altro elemento nuovo è che i quotidiani sono diventati editori. Ristampano i classici ma anche bestseller recenti. E le pagine culturali si riempiono di recensioni di questi libri, che quindi talvolta, al di là delle buone intenzioni del giornalista, diventano oggettivamente indistinguibili da una promozione&#8221;.<br />
Quanto al popolare, mi dispiace che tu abbia letto nel mio articolo un disprezzo per ciò che ha grande diffusione. Io non disprezzo affatto né demonizzo i libri che sono popolari. Disprezzo però il populismo, e l’ideologia del populismo, che è tutt’altra cosa. La destra ha fatto del populismo la propria bandiera pubblicitaria. La sinistra subisce questa ideologia senza avere il coraggio di chiamare le cose con il loro nome, e fare analisi di cosa sta succedendo davvero. I libri della Fallaci sono popolari. Anche di quelli diresti che vanno accettati per questa ragione?<br />
Ringrazio Andrea e Wu Ming per i commenti puntuali che aprono alla discussione.  Anch’io credo che in Italia ci sia ottima e coraggiosa editoria di progetto, e non me la sono affatto dimenticata. Semplicemente mi interessava in quell’articolo fotografare una tendenza, isolare un virus, dire con cosa abbiamo a che fare, con quali ostacoli e forze si trovano a combattere gli editori di progetto, e noi con loro. Non sono catastrofista, ho sempre guardato con sospetto gli apocalittici, e l’articolo di cui stiamo discutendo si chiude con l’affermazione che i giochi non sono mai già tutti fatti.</p>
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		<title>
		Di: andrea		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Jan 2005 17:01:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Fino a due anni fa la Mondadori della mia città teneva i fumetti Coconino press. Quando ha smesso andavo a Rimini dove c&#039;era la libreria Interno 4 (quella che nei racconti di Morozzi è Babylon five). Lì trovavo oltre a fumetti d’autore anche dei libri che altrove avrei sognato. Lì  per esempio c’era &quot;Nato per vincere&quot; una raccolta di scritti canzoni disegni poesie di Woody Guthrie, edizioni Mazzotta, 1979, copertina verde pisello con un disegno del musicista. Sempre da Interno 4 di Rimini (ce ne sono altre, una a Bologna) si trovava, dello stesso editore, un libro sulla pittura metafisica a cura di Massimo Carrà, ancora fine anni settanta, un libro d&#039;arte straordinario, ma l&#039;ho lasciato lì perché lo avevo già (e di quella serie ne ho uno bellissimo sul Dada a cura di Hans Richter dove tra l&#039;altro Richter parla della celebre colonna di Schwitters, celebre per me che non perdo tempo a leggere libri inutili: non me lo posso permettere, passo quaranta ore a settimana fuori casa). Continuo la storia, ad agosto dell’anno scorso Interno 4 di Rimini è stata chiusa (era prevedibile, aveva a due passi una grande Mondadori). Prima di chiudere per un mese hanno venduto tutto al 50%. Credo di avergli lasciato almeno 500 euro. Mi sono portato a casa, con un certo senso di colpa perché loro erano in perdita, intere serie della Coconino tra cui la biografia del mangaka Osamu Tezuka. Tra l&#039;altro ho scoperto che la mia nonna pittrice è stata sull’isola di Pasqua un anno prima di lui, nel 1976, poi dei disegni dei Moai ha fatto una mostra. Li ho confrontati con quelli di Tezuka: è incredibile come due artisti tanto lontani possono somigliarsi nel senso della meraviglia, e vabe’. Ho trovato a metà prezzo anche le “Lettera a uno sconosciuto” di J. Cage, una lettura che può cambiare parecchio le idee una persona (in rete su IBS  c’è la recensione di Nicola Campogrande). Ora i fumetti li compro da Alessandro a Bologna, una fumetteria immensa. Le fumetterie sono bellissime perché sono posti per appassionati e così non c’è la necessità di accalappiare la gente. I fumettari sono tutti espertissimi filologi e critici serissimi. Bisogna proprio dirlo, il mondo del fumetto è di un gradino superiore alla letteratura, e non solo per quanto riguarda il consumo. Anche nella letteratura ci sono realtà formidabili, la piccola editoria che diceva Roberto Bui, ma spero che continuino a esistere perché so, conoscendo qualcosa dall’interno, che quelle posizioni di qualità, quasi senza l’aiuto di nessuno, le difendono con i denti tutti i giorni. Credo di aver scritto questo post lunghissimo per dare l’idea di cosa succede a un consumatore di quel particolare prodotto che è la cultura. Molti conoscono questo tipo di consumatore quanto un disco volante.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fino a due anni fa la Mondadori della mia città teneva i fumetti Coconino press. Quando ha smesso andavo a Rimini dove c&#8217;era la libreria Interno 4 (quella che nei racconti di Morozzi è Babylon five). Lì trovavo oltre a fumetti d’autore anche dei libri che altrove avrei sognato. Lì  per esempio c’era &#8220;Nato per vincere&#8221; una raccolta di scritti canzoni disegni poesie di Woody Guthrie, edizioni Mazzotta, 1979, copertina verde pisello con un disegno del musicista. Sempre da Interno 4 di Rimini (ce ne sono altre, una a Bologna) si trovava, dello stesso editore, un libro sulla pittura metafisica a cura di Massimo Carrà, ancora fine anni settanta, un libro d&#8217;arte straordinario, ma l&#8217;ho lasciato lì perché lo avevo già (e di quella serie ne ho uno bellissimo sul Dada a cura di Hans Richter dove tra l&#8217;altro Richter parla della celebre colonna di Schwitters, celebre per me che non perdo tempo a leggere libri inutili: non me lo posso permettere, passo quaranta ore a settimana fuori casa). Continuo la storia, ad agosto dell’anno scorso Interno 4 di Rimini è stata chiusa (era prevedibile, aveva a due passi una grande Mondadori). Prima di chiudere per un mese hanno venduto tutto al 50%. Credo di avergli lasciato almeno 500 euro. Mi sono portato a casa, con un certo senso di colpa perché loro erano in perdita, intere serie della Coconino tra cui la biografia del mangaka Osamu Tezuka. Tra l&#8217;altro ho scoperto che la mia nonna pittrice è stata sull’isola di Pasqua un anno prima di lui, nel 1976, poi dei disegni dei Moai ha fatto una mostra. Li ho confrontati con quelli di Tezuka: è incredibile come due artisti tanto lontani possono somigliarsi nel senso della meraviglia, e vabe’. Ho trovato a metà prezzo anche le “Lettera a uno sconosciuto” di J. Cage, una lettura che può cambiare parecchio le idee una persona (in rete su IBS  c’è la recensione di Nicola Campogrande). Ora i fumetti li compro da Alessandro a Bologna, una fumetteria immensa. Le fumetterie sono bellissime perché sono posti per appassionati e così non c’è la necessità di accalappiare la gente. I fumettari sono tutti espertissimi filologi e critici serissimi. Bisogna proprio dirlo, il mondo del fumetto è di un gradino superiore alla letteratura, e non solo per quanto riguarda il consumo. Anche nella letteratura ci sono realtà formidabili, la piccola editoria che diceva Roberto Bui, ma spero che continuino a esistere perché so, conoscendo qualcosa dall’interno, che quelle posizioni di qualità, quasi senza l’aiuto di nessuno, le difendono con i denti tutti i giorni. Credo di aver scritto questo post lunghissimo per dare l’idea di cosa succede a un consumatore di quel particolare prodotto che è la cultura. Molti conoscono questo tipo di consumatore quanto un disco volante.</p>
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		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-tempo-della-latoguardia/comment-page-1/#comment-71973</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Jan 2005 16:01:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un doppio ghost writer, Effe. Perché devi anche far finta che quello che ha scritto Montanari nei commenti al pezzo della Benedetti su Nazione Indiana l&#039;abbia scritto io.
Insomma gli altri scrivono e io mi accodo. Un vero lacchè!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un doppio ghost writer, Effe. Perché devi anche far finta che quello che ha scritto Montanari nei commenti al pezzo della Benedetti su Nazione Indiana l&#8217;abbia scritto io.<br />
Insomma gli altri scrivono e io mi accodo. Un vero lacchè!</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Effe		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-tempo-della-latoguardia/comment-page-1/#comment-71972</link>

		<dc:creator><![CDATA[Effe]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Jan 2005 16:01:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[un ghost writer, quindi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>un ghost writer, quindi</p>
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