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	Commenti a: INTORNO AL 25 NOVEMBRE	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: Russel U. Jimenez		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/intorno-al-25-novembre/comment-page-1/#comment-135427</link>

		<dc:creator><![CDATA[Russel U. Jimenez]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Nov 2013 22:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[■ L’incertezza sulla propria identità sessuale è un’altra conseguenza dell’abuso. Alcuni ragazzini sedotti dal padre o da un altro adulto significativo, hanno provato del piacere fisico nell’esperienza. E per tale motivo hanno finito per credersi omosessuali. Esiste però un’altra forma d’omosessualità che riguarda l’avversione per le persone dello stesso sesso dell’individuo che ha commesso l’abuso. Per esempio, la ragazza abusata dal padre, può sviluppare una profonda sfiducia negli uomini, e per tale motivo, preferire le donne (cfr. dr. Anna Zanon e dr. Francesca Mancadori).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>■ L’incertezza sulla propria identità sessuale è un’altra conseguenza dell’abuso. Alcuni ragazzini sedotti dal padre o da un altro adulto significativo, hanno provato del piacere fisico nell’esperienza. E per tale motivo hanno finito per credersi omosessuali. Esiste però un’altra forma d’omosessualità che riguarda l’avversione per le persone dello stesso sesso dell’individuo che ha commesso l’abuso. Per esempio, la ragazza abusata dal padre, può sviluppare una profonda sfiducia negli uomini, e per tale motivo, preferire le donne (cfr. dr. Anna Zanon e dr. Francesca Mancadori).</p>
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		Di: paola m		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/intorno-al-25-novembre/comment-page-1/#comment-135426</link>

		<dc:creator><![CDATA[paola m]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Nov 2013 09:13:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Concordo con francesca violi, basterebbe uscire dalla cd. &quot;gendrigetion&quot;. Del resto, chi di noi è abbastanza antica può ricordare che, se mezzo secolo fa esistevano giocattoli &quot;per bambine&quot; (bambole, carrozzine cucinine) e giocattoli &quot;per bambini&quot; (soldatini, armi giocattolo, etc.), esisteva pure un buon numero di giocattoli &quot;indifferenziati&quot;, che non comportavano, cioè, l&#039;identificazione del genere destinatario, ovvero del bambino o della bambina destinatari-o/-a. La secchiata di vernice rosa  e la segregazione per genere dei giocattoli, tutti, è piuttosto recente. Come d&#039;altronde sa la titolare di questo blog, essendo autrice di un libro che ricostruisce il fenomeno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo con francesca violi, basterebbe uscire dalla cd. &#8220;gendrigetion&#8221;. Del resto, chi di noi è abbastanza antica può ricordare che, se mezzo secolo fa esistevano giocattoli &#8220;per bambine&#8221; (bambole, carrozzine cucinine) e giocattoli &#8220;per bambini&#8221; (soldatini, armi giocattolo, etc.), esisteva pure un buon numero di giocattoli &#8220;indifferenziati&#8221;, che non comportavano, cioè, l&#8217;identificazione del genere destinatario, ovvero del bambino o della bambina destinatari-o/-a. La secchiata di vernice rosa  e la segregazione per genere dei giocattoli, tutti, è piuttosto recente. Come d&#8217;altronde sa la titolare di questo blog, essendo autrice di un libro che ricostruisce il fenomeno.</p>
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		Di: francesca violi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/intorno-al-25-novembre/comment-page-1/#comment-135425</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesca violi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Nov 2013 08:16:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A proposito del giocattolo per bambine ingegnere, in me prevale la perplessità o meglio la negatività. Molti giocattoli tecnici sono presentati e pubblicizzati come rivolti preferibilmente o esclusivamente ai maschi: se l&#039;intenzione è invogliare le bambine a usare un giocattolo tecnico, bastarebbe presentare il giocattolo includendo anche loro nelle pubblicità, nelle immagini sulle confezioni, dando cioè l&#039;idea che la tecnologia, la scienza, la matematica, l&#039;ingegneria, le leggi fisiche, sono ugualmente divertenti stimolanti ecc. per maschi e femmine. Così invece (gioco tecnico progettato apposta per femmine, e con nastri rosa) sembra che si dica che c&#039;è una tecnologia normale per maschi, mentre le femmine hanno bisgono della versione ingentilita apposta per loro. Per me è un modo di cavalcare la re-gendrization e non di combatterla.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito del giocattolo per bambine ingegnere, in me prevale la perplessità o meglio la negatività. Molti giocattoli tecnici sono presentati e pubblicizzati come rivolti preferibilmente o esclusivamente ai maschi: se l&#8217;intenzione è invogliare le bambine a usare un giocattolo tecnico, bastarebbe presentare il giocattolo includendo anche loro nelle pubblicità, nelle immagini sulle confezioni, dando cioè l&#8217;idea che la tecnologia, la scienza, la matematica, l&#8217;ingegneria, le leggi fisiche, sono ugualmente divertenti stimolanti ecc. per maschi e femmine. Così invece (gioco tecnico progettato apposta per femmine, e con nastri rosa) sembra che si dica che c&#8217;è una tecnologia normale per maschi, mentre le femmine hanno bisgono della versione ingentilita apposta per loro. Per me è un modo di cavalcare la re-gendrization e non di combatterla.</p>
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		Di: virginialess		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/intorno-al-25-novembre/comment-page-1/#comment-135424</link>

		<dc:creator><![CDATA[virginialess]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Nov 2013 17:52:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il comportamento degli uomini rimasti per così dire indietro può (forse) cambiare se interverrano innovazioni culturali, pedagogiche... I respinti violenti debbono superare il timore dell&#039;abbandono  nell&#039;esperienza primaria o qualcosa del genere. Ma intanto, cavolo, non sarebbe il caso di prendere qualche iniziativa più cogente?
Frequento un corso di formazione al volontariato di Telefono rosa. Al termine potrò, nel mio piccolo, rendermi utile in un centro di accoglienza. Apprendo con meraviglia che non c&#039;è nessun obbligo, per chi ha mandato in ospedale la partner (e magari è stato pure condannato) di intraprendere un percorso &quot;rieducativo&quot;. Così, se lei torna (accade spesso, pare), saranno al punto di prima.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il comportamento degli uomini rimasti per così dire indietro può (forse) cambiare se interverrano innovazioni culturali, pedagogiche&#8230; I respinti violenti debbono superare il timore dell&#8217;abbandono  nell&#8217;esperienza primaria o qualcosa del genere. Ma intanto, cavolo, non sarebbe il caso di prendere qualche iniziativa più cogente?<br />
Frequento un corso di formazione al volontariato di Telefono rosa. Al termine potrò, nel mio piccolo, rendermi utile in un centro di accoglienza. Apprendo con meraviglia che non c&#8217;è nessun obbligo, per chi ha mandato in ospedale la partner (e magari è stato pure condannato) di intraprendere un percorso &#8220;rieducativo&#8221;. Così, se lei torna (accade spesso, pare), saranno al punto di prima.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE &#8211; 25 novembre 2013 &#124; letteratitudinenews		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/intorno-al-25-novembre/comment-page-1/#comment-135423</link>

		<dc:creator><![CDATA[GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE &#8211; 25 novembre 2013 &#124; letteratitudinenews]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Nov 2013 14:01:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] Segnaliamo i siti: Nazioni Unite &#8211; D.i.Re &#8211; ControViolenzaDonne  &#8211; Lipperatura [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Segnaliamo i siti: Nazioni Unite &#8211; D.i.Re &#8211; ControViolenzaDonne  &#8211; Lipperatura [&#8230;] </p>
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			</item>
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		<title>
		Di: 17.000.000.000 &#124; Linking Calabria &#124; eventi, tradizioni e cultura in Calabria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/intorno-al-25-novembre/comment-page-1/#comment-135422</link>

		<dc:creator><![CDATA[17.000.000.000 &#124; Linking Calabria &#124; eventi, tradizioni e cultura in Calabria]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Nov 2013 11:21:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] quotidianità, dal linguaggio che usiamo tutti i giorni, che metta in discussione ruoli (qui e qui trovate due bei post sul tema di Loredana Lipperini) e immagini che pensavamo di aver scardinato e [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] quotidianità, dal linguaggio che usiamo tutti i giorni, che metta in discussione ruoli (qui e qui trovate due bei post sul tema di Loredana Lipperini) e immagini che pensavamo di aver scardinato e [&#8230;] </p>
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		<title>
		Di: paola m		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/intorno-al-25-novembre/comment-page-1/#comment-135421</link>

		<dc:creator><![CDATA[paola m]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Nov 2013 12:25:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie, dell&#039;elenco di punti e, finalmente, dell&#039;attenzione su &quot;la questione maschile&quot;: le donne hanno già pensato, stiamo aspettando che lo facciano anche gli uomini.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie, dell&#8217;elenco di punti e, finalmente, dell&#8217;attenzione su &#8220;la questione maschile&#8221;: le donne hanno già pensato, stiamo aspettando che lo facciano anche gli uomini.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: diamonds		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/intorno-al-25-novembre/comment-page-1/#comment-135420</link>

		<dc:creator><![CDATA[diamonds]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Nov 2013 18:06:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I driver del mainstream si divertono a traghettarci da coccology a questa merda passando per moltro altro schifo(e intanto mary per sempre ce lo siamo dimenticati)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I driver del mainstream si divertono a traghettarci da coccology a questa merda passando per moltro altro schifo(e intanto mary per sempre ce lo siamo dimenticati)</p>
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		<title>
		Di: daniela		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/intorno-al-25-novembre/comment-page-1/#comment-135419</link>

		<dc:creator><![CDATA[daniela]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Nov 2013 13:35:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cara Loredana,
non so abbastanza della costruzione del 25 novembre per poter esprimere un giudizio negativo senza appello. Ma come sempre a me pare che si mettano tante energie su &quot;grandi eventi&quot;. A me ha colpito il manifesto che hanno fatto i sindacati per la loro iniziativa a Napoli. Come tanti, tantissimi, direi quasi tutti, la rappresentazione è quella di una donna vittima, che ha bisogno di essere salvata pic.twitter.com/IqZTeKRoKR
Forse queste rappresentazioni fanno male alla costruzione dell&#039;immaginario tanto, se non più, quanto quelle delle bambine ammiccanti che mettono il rossetto. E forse sarebbe utile che queste persone,prima di profondersi in organizzazione di grandi eventi, lavorino sul loro stesso immaginario circa l&#039;immagine della donna. Io sono stanca e stufa di vederci rappresentate accasciate e bisognose di protezione! Che si tratti di un manifesto dei sindacati o di una pubblicità di Coconuda poco mi importa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Loredana,<br />
non so abbastanza della costruzione del 25 novembre per poter esprimere un giudizio negativo senza appello. Ma come sempre a me pare che si mettano tante energie su &#8220;grandi eventi&#8221;. A me ha colpito il manifesto che hanno fatto i sindacati per la loro iniziativa a Napoli. Come tanti, tantissimi, direi quasi tutti, la rappresentazione è quella di una donna vittima, che ha bisogno di essere salvata pic.twitter.com/IqZTeKRoKR<br />
Forse queste rappresentazioni fanno male alla costruzione dell&#8217;immaginario tanto, se non più, quanto quelle delle bambine ammiccanti che mettono il rossetto. E forse sarebbe utile che queste persone,prima di profondersi in organizzazione di grandi eventi, lavorino sul loro stesso immaginario circa l&#8217;immagine della donna. Io sono stanca e stufa di vederci rappresentate accasciate e bisognose di protezione! Che si tratti di un manifesto dei sindacati o di una pubblicità di Coconuda poco mi importa.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/intorno-al-25-novembre/comment-page-1/#comment-135418</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Nov 2013 12:09:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ripubblico qui la lettera che Marina Morpurgo ha inviato ad Alessando Gilioli e che appare in Piovono rane (la vicenda della scuola Siri di Foggia è gravissima, per me):
Caro Alessandro,
ti espongo i fatti che mi sono successi, non perché siano gravi per me – conto di non finire i miei giorni in galera – ma perché costituiscono un pessimo precedente.
L’altro ieri mi sono vista notificare («il presente atto vale quale informazione di garanzia…») un avviso della Procura della Repubblica di Foggia. Sono indagata – le indagini sono terminate, e io attendo di conoscere il mio destino – per aver usato, su Facebook, «espressioni denigranti»riferite al manifesto utilizzato, nel 2012, da una scuola professionale di Foggia (foto sopra).
Uscendo dal comando dei vigili ho avuto un sobbalzo, anche perché nella mia carriera di giornalista non mi era mai successo, pur essendomi occupata per anni di argomenti bollenti per antonomasia, come la nera e la giudiziaria.
Ora mi ritrovo a dover ricorrere a un avvocato e scrivere memorie difensive (però se voglio posso anche andare a Foggia di persona: è appena dietro l’angolo, in effetti, visto che abito a Milano) per aver espresso una critica a un manifesto che raffigurava una bimbetta truccatissima che si passava il rossetto sulle labbrucce protese.
Quel manifesto mi appariva offensivo e bruttissimo sotto vari punti di vista. La signora che ha sporto denuncia si ritiene denigrata perché ho scritto (lo leggo nella notifica) sulla pagina Facebook mia e loro: “I vostri manifesti e i vostri banner sono semplicemente raggelanti… Complimenti per la rappresentazione della donna che offrite… Negli anni Cinquanta vi hanno ibernato e poi svegliati?”.
Mi viene contestato anche l’aver scritto (sulla mia bacheca), citando l’indimenticabile zio Paperone e parafrasando il loro manifesto, l’espressione: “Anche io ho sempre avuto le idee chiare, chi concepisce un manifesto simile andrebbe impeciato e impiumato”.
Qualcuno dice: in certi casi basta chiedere scusa. Mi scuserei se avessi calunniato o diffamato, se avessi dato del corrotto, del ladro o del truffatore a qualcuno che non lo è. Ma la bruttezza e anche l’ambiguità di quel manifesto le confermerei anche mille volte, il fatterello di per sé è insignificante, ma per me rappresenta una questione di principio – la libertà di critica e di opinione – e i principi si difendono, anche a costo di seccature.
Sono una giornalista disoccupata senza sussidi da tempo, e ogni spesa mi preoccupa un po’. Anche le perdite di tempo, visto che ormai campo di lavori editoriali in autonomia.
Però trovo inaccettabile che si venga perseguiti non per aver detto il falso o infangato gratuitamente enti o persone, ma per aver espresso su un social network un’opinione che può piacere o non piacere, ma considero più che legittima e manifestata nei modi consoni all’ambiente, con una battuta.
Zittire la gente è una gran brutta cosa, e mi dispiace vedere profuse energie giudiziarie in fatti del genere, come se le procure non avessero del lavoro serio da svolgere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ripubblico qui la lettera che Marina Morpurgo ha inviato ad Alessando Gilioli e che appare in Piovono rane (la vicenda della scuola Siri di Foggia è gravissima, per me):<br />
Caro Alessandro,<br />
ti espongo i fatti che mi sono successi, non perché siano gravi per me – conto di non finire i miei giorni in galera – ma perché costituiscono un pessimo precedente.<br />
L’altro ieri mi sono vista notificare («il presente atto vale quale informazione di garanzia…») un avviso della Procura della Repubblica di Foggia. Sono indagata – le indagini sono terminate, e io attendo di conoscere il mio destino – per aver usato, su Facebook, «espressioni denigranti»riferite al manifesto utilizzato, nel 2012, da una scuola professionale di Foggia (foto sopra).<br />
Uscendo dal comando dei vigili ho avuto un sobbalzo, anche perché nella mia carriera di giornalista non mi era mai successo, pur essendomi occupata per anni di argomenti bollenti per antonomasia, come la nera e la giudiziaria.<br />
Ora mi ritrovo a dover ricorrere a un avvocato e scrivere memorie difensive (però se voglio posso anche andare a Foggia di persona: è appena dietro l’angolo, in effetti, visto che abito a Milano) per aver espresso una critica a un manifesto che raffigurava una bimbetta truccatissima che si passava il rossetto sulle labbrucce protese.<br />
Quel manifesto mi appariva offensivo e bruttissimo sotto vari punti di vista. La signora che ha sporto denuncia si ritiene denigrata perché ho scritto (lo leggo nella notifica) sulla pagina Facebook mia e loro: “I vostri manifesti e i vostri banner sono semplicemente raggelanti… Complimenti per la rappresentazione della donna che offrite… Negli anni Cinquanta vi hanno ibernato e poi svegliati?”.<br />
Mi viene contestato anche l’aver scritto (sulla mia bacheca), citando l’indimenticabile zio Paperone e parafrasando il loro manifesto, l’espressione: “Anche io ho sempre avuto le idee chiare, chi concepisce un manifesto simile andrebbe impeciato e impiumato”.<br />
Qualcuno dice: in certi casi basta chiedere scusa. Mi scuserei se avessi calunniato o diffamato, se avessi dato del corrotto, del ladro o del truffatore a qualcuno che non lo è. Ma la bruttezza e anche l’ambiguità di quel manifesto le confermerei anche mille volte, il fatterello di per sé è insignificante, ma per me rappresenta una questione di principio – la libertà di critica e di opinione – e i principi si difendono, anche a costo di seccature.<br />
Sono una giornalista disoccupata senza sussidi da tempo, e ogni spesa mi preoccupa un po’. Anche le perdite di tempo, visto che ormai campo di lavori editoriali in autonomia.<br />
Però trovo inaccettabile che si venga perseguiti non per aver detto il falso o infangato gratuitamente enti o persone, ma per aver espresso su un social network un’opinione che può piacere o non piacere, ma considero più che legittima e manifestata nei modi consoni all’ambiente, con una battuta.<br />
Zittire la gente è una gran brutta cosa, e mi dispiace vedere profuse energie giudiziarie in fatti del genere, come se le procure non avessero del lavoro serio da svolgere.</p>
]]></content:encoded>
		
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