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	Commenti a: IPPOLITA, FOUCAULT E FACEBOOK	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: zauberei		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[zauberei]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Jan 2013 17:13:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Si capisco cosa dici, ma non sono ugualmente d&#039;accordo - non sono scientificamente d&#039;accordo. Perchè per me rimane un costrutto utile, ma insufficiente oggi se abbandonato a se stesso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si capisco cosa dici, ma non sono ugualmente d&#8217;accordo &#8211; non sono scientificamente d&#8217;accordo. Perchè per me rimane un costrutto utile, ma insufficiente oggi se abbandonato a se stesso.</p>
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		Di: Pier		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/ippolita-foucault-e-facebook/comment-page-1/#comment-132167</link>

		<dc:creator><![CDATA[Pier]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Jan 2013 13:42:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Credo che negarne l&#039;esistenza sia un pochino azzardato, ma appunto ognuno ha il suo pensiero.
Le dittature, il nazismo ne è l&#039;archetipo, si nutrono della massa.
I gruppi sociali di cui parli sono &quot;piccole masse&quot;: per cui il processo di &quot;individuazione del target&quot; è lo stesso.
Con modello unico non si intende che ne esiste solo uno, ma che a seconda dei contesti spazio-temporali si tende alla creazione di un modello, seppur estemporaneo. Poi sparisce, e se ne crea un altro.
Il concetto di massa esiste da ben prima dei cattivoni dell&#039;industria farmaceutica e dell&#039;apocalisse del mercato: semplicemente i cattivoni lo utilizzano, non l&#039;hanno mica creato.
&quot;Massa e potere&quot; di Canetti, per dirne uno, è del 1960, ma l&#039;ha concepito decenni prima.
&quot;Il mondo nuovo&quot; di Huxley è degli anni &#039;30.
Goebbels propagandava per la &quot;massa&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che negarne l&#8217;esistenza sia un pochino azzardato, ma appunto ognuno ha il suo pensiero.<br />
Le dittature, il nazismo ne è l&#8217;archetipo, si nutrono della massa.<br />
I gruppi sociali di cui parli sono &#8220;piccole masse&#8221;: per cui il processo di &#8220;individuazione del target&#8221; è lo stesso.<br />
Con modello unico non si intende che ne esiste solo uno, ma che a seconda dei contesti spazio-temporali si tende alla creazione di un modello, seppur estemporaneo. Poi sparisce, e se ne crea un altro.<br />
Il concetto di massa esiste da ben prima dei cattivoni dell&#8217;industria farmaceutica e dell&#8217;apocalisse del mercato: semplicemente i cattivoni lo utilizzano, non l&#8217;hanno mica creato.<br />
&#8220;Massa e potere&#8221; di Canetti, per dirne uno, è del 1960, ma l&#8217;ha concepito decenni prima.<br />
&#8220;Il mondo nuovo&#8221; di Huxley è degli anni &#8217;30.<br />
Goebbels propagandava per la &#8220;massa&#8221;.</p>
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		<title>
		Di: zauberei		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/ippolita-foucault-e-facebook/comment-page-1/#comment-132166</link>

		<dc:creator><![CDATA[zauberei]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Jan 2013 13:30:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ma non credo proprio per niente che sia così - perchè le decodificazioni dei messaggi che vengono processate sono molto diverse non solo per soggetti, ma per gruppi sociali. E questo vale anche per i prodotti di largo consumo. Poi credo che semplicemente, unico modello psicosociale è una cosa che qualsiasi psicologo sociale negherebbe, perdonami. Sono clichet della cultura apocalittica, un modello mentale applicato ai più diversi ambiti l&#039;apocalisse dei cattivoni dell&#039;industria farmaceutica, l&#039;apocalisse del mercato. Poi oh ognuno ci ha diritto al suo pensiero e alla sua opinione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma non credo proprio per niente che sia così &#8211; perchè le decodificazioni dei messaggi che vengono processate sono molto diverse non solo per soggetti, ma per gruppi sociali. E questo vale anche per i prodotti di largo consumo. Poi credo che semplicemente, unico modello psicosociale è una cosa che qualsiasi psicologo sociale negherebbe, perdonami. Sono clichet della cultura apocalittica, un modello mentale applicato ai più diversi ambiti l&#8217;apocalisse dei cattivoni dell&#8217;industria farmaceutica, l&#8217;apocalisse del mercato. Poi oh ognuno ci ha diritto al suo pensiero e alla sua opinione.</p>
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		<title>
		Di: Pier		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/ippolita-foucault-e-facebook/comment-page-1/#comment-132165</link>

		<dc:creator><![CDATA[Pier]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Jan 2013 13:23:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sul tono apocalittico possiamo essere d&#039;accordo, neanche a me fa impazzire: ma dal lordo mi tengo il netto.
Su utenza=massa, anche se politicamente scorretto, è un fatto: per quanto differenti possano essere le persone (ognuno pensa di essere unico), in certe cose ci comportiamo quasi tutti allo stesso modo. Certo, tu magari no, ma per 10 come te ce ne sono 1000 che invece sì, si comportano allo stesso modo in determinati contesti: e al marketing interessa la maggioranza, non la minoranza. Se no il marketing stesso non avrebbe certo successo.
Come spieghi allora le mode, i movimenti di massa che durano 6 mesi, i successi mondiali di prodotti/artisti (spesso al di là del loro valore obiettivo: Sfumature di grigio), il boom della Mac, etc. etc... ?
Con l&#039;equazione utenza media=massa=unico modello psico-sociale: sarà orribile dirlo, ma non raccontiamoci favole: è così!
L&#039;utenza media non VIENE massificata, E&#039; massa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul tono apocalittico possiamo essere d&#8217;accordo, neanche a me fa impazzire: ma dal lordo mi tengo il netto.<br />
Su utenza=massa, anche se politicamente scorretto, è un fatto: per quanto differenti possano essere le persone (ognuno pensa di essere unico), in certe cose ci comportiamo quasi tutti allo stesso modo. Certo, tu magari no, ma per 10 come te ce ne sono 1000 che invece sì, si comportano allo stesso modo in determinati contesti: e al marketing interessa la maggioranza, non la minoranza. Se no il marketing stesso non avrebbe certo successo.<br />
Come spieghi allora le mode, i movimenti di massa che durano 6 mesi, i successi mondiali di prodotti/artisti (spesso al di là del loro valore obiettivo: Sfumature di grigio), il boom della Mac, etc. etc&#8230; ?<br />
Con l&#8217;equazione utenza media=massa=unico modello psico-sociale: sarà orribile dirlo, ma non raccontiamoci favole: è così!<br />
L&#8217;utenza media non VIENE massificata, E&#8217; massa.</p>
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		<title>
		Di: zauberei		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/ippolita-foucault-e-facebook/comment-page-1/#comment-132164</link>

		<dc:creator><![CDATA[zauberei]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Jan 2013 12:49:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[C&#039;è qualcosa nel modo in cui ciò qui è detto, esattamente come quando si parla di marketing, che tende all&#039;apocalittico e anche alla presunzione di idiozia. Non contesto la qualità delle informazioni - anche se ho i miei scetticismi sulla psicologia selvaggia, finalizzata allo scopo scandalistico. E devo dire, che come ho trovato un po&#039; grossolana la critica del marketing in contesti sofisticati la stessa impressione ho qui: perchè i mezzi in questioni vengono sempre disaminati con grande precisione, mentre l&#039;utenza viene massificata in un solo modello sociale psicologico e cognitivo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è qualcosa nel modo in cui ciò qui è detto, esattamente come quando si parla di marketing, che tende all&#8217;apocalittico e anche alla presunzione di idiozia. Non contesto la qualità delle informazioni &#8211; anche se ho i miei scetticismi sulla psicologia selvaggia, finalizzata allo scopo scandalistico. E devo dire, che come ho trovato un po&#8217; grossolana la critica del marketing in contesti sofisticati la stessa impressione ho qui: perchè i mezzi in questioni vengono sempre disaminati con grande precisione, mentre l&#8217;utenza viene massificata in un solo modello sociale psicologico e cognitivo.</p>
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		<title>
		Di: Pier		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/ippolita-foucault-e-facebook/comment-page-1/#comment-132163</link>

		<dc:creator><![CDATA[Pier]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Jan 2013 11:05:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@zauberei
Ma il discorso non è considerare il popolo come un beota: si parla solo di &quot;profani&quot; e &quot;tecnici&quot;. Poi certo, a noi piace pensare - per non rischiare colpi all&#039;autostima - che siamo consapevoli di tutto quello che facciamo e che usiamo consapevolmente tutto quello che abbiamo; ma non è così! E non vuol dire essere beoti, ma essere umani!
La maggior parte delle persone è inconsapevole dei meccanismi dietro alle tecniche di comunicazione di massa, ma non per beozia: solo perché non è interessata e vive bene ugualmente.
Chi invece si interessa sa che esiste il marketing, la programmazione neuro-linguistica, lo stimolo visivo che arriva prima di quello razionale e che spinge all&#039;acquisto, l&#039;ingegneria sociale, neuroni di von Economo etc. etc. etc.
Nei supermercati abbiamo l&#039;impressione di scegliere liberamente cosa acquistare: alcuni lo fanno, molti altri no perché molti acquisti sono spinti dalla disposizione particolare degli scaffali e da altre tecniche che esistono, si studiano e insegnano e di cui il profano non sa nulla.
Per i social network è uguale: solo che non si commerciano prodotti, ma la propria vita.
Poi non dico che bisogna andare a vivere nella giungla, è una scemenza.
Ma ammettere che siamo molto più pecorili di quanto possiamo ammettere a noi stessi non è un delitto!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@zauberei<br />
Ma il discorso non è considerare il popolo come un beota: si parla solo di &#8220;profani&#8221; e &#8220;tecnici&#8221;. Poi certo, a noi piace pensare &#8211; per non rischiare colpi all&#8217;autostima &#8211; che siamo consapevoli di tutto quello che facciamo e che usiamo consapevolmente tutto quello che abbiamo; ma non è così! E non vuol dire essere beoti, ma essere umani!<br />
La maggior parte delle persone è inconsapevole dei meccanismi dietro alle tecniche di comunicazione di massa, ma non per beozia: solo perché non è interessata e vive bene ugualmente.<br />
Chi invece si interessa sa che esiste il marketing, la programmazione neuro-linguistica, lo stimolo visivo che arriva prima di quello razionale e che spinge all&#8217;acquisto, l&#8217;ingegneria sociale, neuroni di von Economo etc. etc. etc.<br />
Nei supermercati abbiamo l&#8217;impressione di scegliere liberamente cosa acquistare: alcuni lo fanno, molti altri no perché molti acquisti sono spinti dalla disposizione particolare degli scaffali e da altre tecniche che esistono, si studiano e insegnano e di cui il profano non sa nulla.<br />
Per i social network è uguale: solo che non si commerciano prodotti, ma la propria vita.<br />
Poi non dico che bisogna andare a vivere nella giungla, è una scemenza.<br />
Ma ammettere che siamo molto più pecorili di quanto possiamo ammettere a noi stessi non è un delitto!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: paola m		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/ippolita-foucault-e-facebook/comment-page-1/#comment-132162</link>

		<dc:creator><![CDATA[paola m]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Jan 2013 00:32:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono molto sensibile alle manipolazioni occulte, però: &quot;nascondi questa inserzione/è contro le mie opinioni&quot;, io non gli do tregua, tranne i rarissimi casi che non mi disturbano. E anche se il gestore occulto di fb registra il fatto che la cosa &quot;x&quot; non mi disturba, per me quale potrà essere il contraccolpo materiale? Già ne devo temere e scansare molti altri, di motivi perturbativi e minatori della mia esistenza, e prossimi, e assai consistenti, per dovermi preoccupare anche di tali remote evenienze. Certo poi che ognuno/a fa una selezione, o dovrebbe farla, dei fatti suoi che vuole esibire, ma questo sta, o dovrebbe stare, all&#039;intelligenza individuale. Per quanto mi riguarda mi sono esposta ben più pericolosamente :D al di fuori di fb per dover temere il Grande Fratello: devo dire, e ne approfitto per un appello accorato, e per un sondaggio d&#039;opinione, che mi disturba molto di più essere soggetta all&#039;onnipresente e ineludibile colonna sonora delle stazioni delle metro, a base di tontonamenti pubblicitari, informazioni selezionate e musiche eterodecise, che ci vengono inflitte quotidie. Ecco, quello mi ricorda uno scenario da Farenheit 451, nel senso del romanzo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono molto sensibile alle manipolazioni occulte, però: &#8220;nascondi questa inserzione/è contro le mie opinioni&#8221;, io non gli do tregua, tranne i rarissimi casi che non mi disturbano. E anche se il gestore occulto di fb registra il fatto che la cosa &#8220;x&#8221; non mi disturba, per me quale potrà essere il contraccolpo materiale? Già ne devo temere e scansare molti altri, di motivi perturbativi e minatori della mia esistenza, e prossimi, e assai consistenti, per dovermi preoccupare anche di tali remote evenienze. Certo poi che ognuno/a fa una selezione, o dovrebbe farla, dei fatti suoi che vuole esibire, ma questo sta, o dovrebbe stare, all&#8217;intelligenza individuale. Per quanto mi riguarda mi sono esposta ben più pericolosamente 😀 al di fuori di fb per dover temere il Grande Fratello: devo dire, e ne approfitto per un appello accorato, e per un sondaggio d&#8217;opinione, che mi disturba molto di più essere soggetta all&#8217;onnipresente e ineludibile colonna sonora delle stazioni delle metro, a base di tontonamenti pubblicitari, informazioni selezionate e musiche eterodecise, che ci vengono inflitte quotidie. Ecco, quello mi ricorda uno scenario da Farenheit 451, nel senso del romanzo.</p>
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		<title>
		Di: Gino		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/ippolita-foucault-e-facebook/comment-page-1/#comment-132161</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jan 2013 21:12:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Potrebbero citare McLuhan all&#039;inizio, per farsi capire meglio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Potrebbero citare McLuhan all&#8217;inizio, per farsi capire meglio.</p>
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		<title>
		Di: zauberei		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/ippolita-foucault-e-facebook/comment-page-1/#comment-132160</link>

		<dc:creator><![CDATA[zauberei]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jan 2013 20:24:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non so Loredana, non mi cazziare - ma io non apprezzo la sintassi di questo stralcio la dicotomia noi puaretti scemi versus er quarto potere di turno - anche se sono certa ci devono essere molti dati interessanti, o forse lo spero.
E&#039; il mio un problema di impostazione più che di contenuti, perchè non ho mai pensato che FB fosse gratis, appunto oramai lo sanno anche i sassi, e si capiscie che di mezzo c&#039;è l&#039;uso del privato narrato. Non so -  se dici un giorno quanto è bello il micio tuo in uno status due ore dopo arriva accanto l&#039;esortazia a guardare e amare la paginetta del cibo per gatti. E certo hanno ragione quelli che dicono che un bel giorno FB  può diventare la bancadati di qualcuno che usa le tue scemenze - ma anche no - contro di te.
Tuttavia - ugualmente, un po&#039; come per l&#039;argomento sulla medicalizzazione della maternità - sono sempre perplessa davanti all&#039;opposizione popolo beota versus sistema cattivo  - tecnoturbo ciccio formaggio etc. Come in realtà sono anche di quelle che ha detto, foucoult l&#039;è bello - ma anche no. La compartecipazione al sistema con i suoi vantaggi e le sue trappole è secondo me sempre vissuta a diversi livelli e sempre con maggiore consapevolezza di quel che certe teorie e approcci vorrebbero far credere. Il prezzo, come per esempio nel mio caso ma credo davvero nel caso di molti - sicuramente dell&#039;utenza tipo di un volume del genere - lo si paga volentieri e scientemente, perchè in base a una serie di variabili costi benefici, per cui il beneficio supera il costo. In generale mi piacerebbe di più che certe singole questioni fossero indagate nel dettaglio, riconoscendo dove esistono poteri selezionati che abusano eticamente del sistema condiviso e dove invece questo non accade. Ma questo tipo di approccio dovrebbe nascere da una prospettiva diversa, che ha una posizione diversa rispetto ai sistemi che intende osservare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non so Loredana, non mi cazziare &#8211; ma io non apprezzo la sintassi di questo stralcio la dicotomia noi puaretti scemi versus er quarto potere di turno &#8211; anche se sono certa ci devono essere molti dati interessanti, o forse lo spero.<br />
E&#8217; il mio un problema di impostazione più che di contenuti, perchè non ho mai pensato che FB fosse gratis, appunto oramai lo sanno anche i sassi, e si capiscie che di mezzo c&#8217;è l&#8217;uso del privato narrato. Non so &#8211;  se dici un giorno quanto è bello il micio tuo in uno status due ore dopo arriva accanto l&#8217;esortazia a guardare e amare la paginetta del cibo per gatti. E certo hanno ragione quelli che dicono che un bel giorno FB  può diventare la bancadati di qualcuno che usa le tue scemenze &#8211; ma anche no &#8211; contro di te.<br />
Tuttavia &#8211; ugualmente, un po&#8217; come per l&#8217;argomento sulla medicalizzazione della maternità &#8211; sono sempre perplessa davanti all&#8217;opposizione popolo beota versus sistema cattivo  &#8211; tecnoturbo ciccio formaggio etc. Come in realtà sono anche di quelle che ha detto, foucoult l&#8217;è bello &#8211; ma anche no. La compartecipazione al sistema con i suoi vantaggi e le sue trappole è secondo me sempre vissuta a diversi livelli e sempre con maggiore consapevolezza di quel che certe teorie e approcci vorrebbero far credere. Il prezzo, come per esempio nel mio caso ma credo davvero nel caso di molti &#8211; sicuramente dell&#8217;utenza tipo di un volume del genere &#8211; lo si paga volentieri e scientemente, perchè in base a una serie di variabili costi benefici, per cui il beneficio supera il costo. In generale mi piacerebbe di più che certe singole questioni fossero indagate nel dettaglio, riconoscendo dove esistono poteri selezionati che abusano eticamente del sistema condiviso e dove invece questo non accade. Ma questo tipo di approccio dovrebbe nascere da una prospettiva diversa, che ha una posizione diversa rispetto ai sistemi che intende osservare.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Pier		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/ippolita-foucault-e-facebook/comment-page-1/#comment-132159</link>

		<dc:creator><![CDATA[Pier]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jan 2013 19:42:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sì, io lo conoscevo quel video: è divertente!
Comunque, per chi voglia premunirsi da non si sa ancora cosa:
http://www.lastampa.it/2013/01/18/tecnologia/se-la-privacy-preoccupa-deleteme-cancella-i-dati-personali-dal-web-p0o9ouqGB6oqOu9IzeMFFO/pagina.html
Certo, anche questo è business perché è a pagamento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, io lo conoscevo quel video: è divertente!<br />
Comunque, per chi voglia premunirsi da non si sa ancora cosa:<br />
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Certo, anche questo è business perché è a pagamento.</p>
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