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	Commenti a: LA BANALITA&#039; DELLA LINEA B	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: spettatrice		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[spettatrice]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jan 2007 20:46:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ne Galimberti
http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni
/cronaca/erba-2/umberto-galimberti/umberto
-galimberti.html
ne Romagnoli
http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni
/cronaca/erba-2/romagnoli-erba/
romagnoli-erba.html
mi convincono.
Galimberti, tra le altre cose:
Questo criterio, che valeva al tempo di Kant, oggi vale molto meno. E la ragione va cercata nel fatto che i bambini di oggi sono sottoposti a troppi stimoli che la loro psiche infantile non è in grado di elaborare. Stimoli scolastici, stimoli televisivi, processi accelerati di adultismo, mille attività in cui sono impegnati,
Certo, Galimberti ha ragione quando dice che quelli che lui chiama sentimenti vanno ascoltati e cresciuti, ma posso assicurargli, se avesse dubbi, che nei periodi in cui ho cresciuto la mia infanzia non tutti gli adulti &#039;crescevano i sentimenti&#039; con i figli (più spesso &#039;ubbidivamo&#039; o eravamo castigati e non solo a casa, anche a scuola o in chiesa, altro che ascolto), i tempi moderni avranno anche i loro guai, ma anche il mondo bucolico di un tempo non scherzava.
Lo sviluppo di &#039;sentimenti&#039; era sovrastato dall&#039;ubbidienza a genitori e adulti in generale, non so dove abbia vissuto Galimberti, l&#039;Italia agricola di 40/50 anni fa questo era e cresceva, compresi i coniugi di Erba, mica nuove generazioni di indifferenti pargoli super-stimolati :-)
Posso comunque rassicurare U. Galimberti, nonostante vite agricole spesso allo stato brado nelle campagne o periferie cittadine a terrorizzare e massacrare piccoli animali, (non per sadismo, ma per una stupida curiosità rispetto alle interiora, al comportamento,alle prove di forza ecc) pochi sono diventai vicini irritabili e mortali o serial killer.
Ho buone speranze che anche i difficili tempi moderni permettano la crescita di molti sentimenti, nonostante tutto :-) o a dispetto di.
Romagnoli invece ricostruisce un certo atteggiamento dei coniugi che posso anche immaginare vero, facendo però tutta una minestra da Gaza ai due condomini. Mi spiace, ma è troppo semplice e semplicistico. Si dà il caso che a pensarla così sia quasi scontato immaginare che i due abbiano solo preceduto, per giorni o per anni, i massacrati dal compiere operazione analoga nei loro confronti. Non mi pare, non riesco a immaginare la famiglia sgozzata in questa veste. Anche Marzouk che oggi auspica vendetta lo fa a fronte di una lesione che non è minimamente paragonabile con i rumori lamentati dai vicini.
A Gaza purtroppo le offese che gli abitanti subiscono non sono solo rumore (potrebbero fregarsene), ma quotidiano stillicidio di vite e sottrazione di spazio vitale (Kmq, acqua, cibo, beni e quant&#039;altro) tanto che sembrerebbe innaturale e non umana la passiva accettazione di uno stato del genere. Sembra che sia un meccanismo di sopravvivenza quello che ci muove tutti, in circostanze che cercano di negare la nostra stessa vita (non il volume troppo alto di un disco quindi) a far si che volenti o nolenti cerchiamo di difenderci e di far fuori il nostro aguzzino. A Gaza persone perfettamente in grado di affrontare un condominio rumoroso non sono, come d&#039;altronde non lo sarei io e molti altri come me, in grado di accettare passivamente il proprio sterminio.
Non credo sia necessario, per spiegare ogni nefandezza umana ritirare fuori sempre la storia che tutto è uguale a tutto, per spiegare i due bastavano queste (o altre, sue o di suoi pari) parole di Borghezio a cui aggiungo mie considerazioni estemporanee.
«la spaventosa mattanza cui ha dato luogo a Erba un delinquente spacciatore marocchino ci prospetta uno scenario a cui dobbiamo abituarci»
Ci sono gruppi umani o famiglie che la nostra società tende a svilire con subdola sottigliezza e inumanità (estracomunitari, poveri, zingari, gruppi marginali ecc..) su cui sempre più si stanno riversando le frustrazioni di vite vuote, impoverite, che non riescono a distinguere i reali meccanismi che le stanno stritolando. A queste persone (questi subumani, o subanimali vista la retorica con cui si proteggono -a parole - anche gli animali) si rivolgono sempre più violenze gratuite e per banali o inesistenti motivi. Il moto di sorpresa viene dopo, quando ci si chiede cosa si è fatto di male visto che in realtà si è solo ripulito il mondo da simile spazzatura.
Incredula e contrariamente alle mie abitudini ho divorato tutte le cronache su Erba e alla fine mi pongo alcune domande: se i due avessere avuto sulla loro testa una famiglia di rispettabli signori che davano lustro a loro e all&#039;abitazione (non una copia mista con marito nato male e per di più ex-spacciatore, moglie volontariamente auto degradata e bimbo sicuramente abominevole)e che condividevano la stessa avversione per i marocchini di *****, sarebbero stati insofferenti in egual modo? avrebbero osato picchiare la moglie di uno che non era extracomunitario condannato alla galera? ucciderne il figlio? o avrebbero insonorizzato la camera?
non lo saprò mai, ma il dubbio non mi abbandona.
besos
dopo aver scritto ho trovato questo, consiglio lettura
http://salamelik.blogspot.com/2007/01/brava-gente.html
P.S. Lolip, quelle sul bus sono prove generale di frustrazione individale e sociale, inalterate dall&#039;alba al tramonto, che non riescono più a essere indirizzate al lavoro, ai capi, ai governi, alle mille compulsività compensative, ecc.. alle ragioni che ci umiliano, insomma. Provare a avere opinioni critiche spesso porta a essere etichettati come antisociali o peggio, meglio rinunciare.
Prova a fare un esperimento. Prova a insinuare in un gruppo di feroci passeggeri il dubbio che il loro malessere dipenda da un gruppo di persone (più scure, vestite male, parlanti altro idioma, fai te) e che tu sei la prima a essere incazzata per il fatto che viaggiano sull&#039;autobus occupando il &#039;vostro&#039; spazio. Forse non ci sarà la caccia all&#039;uomo (non siamo ancora completamente maturi), ma vedrai che alcune facce si illuminano, stramaledicono, sparlano (sono abbastanza mature). Poi, quando i destinatari degli insulti scendono, in genere sorridono, parlano del tempo, ti chiedono che lavoro fai, sono rassicurate dal fatto di avere trovato un loro simile. Peccato che dalla nostra storia del &#039;900 sappiamo benissimo dove ci porterà una socialità basata su queste cose anche senza &#039;la terza notte di Valpurga, &#039;la tela del ragno&#039; o &#039;le uova del serpente&#039;.
vabbè, esagero, sono molto avvilita, triste, viene fuori la vena pessimista :-(
In realtà il mondo è un prato &#039;verde Erba&#039; :-)
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ne Galimberti<br />
<a href="http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni" rel="nofollow ugc">http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni</a><br />
/cronaca/erba-2/umberto-galimberti/umberto<br />
-galimberti.html<br />
ne Romagnoli<br />
<a href="http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni" rel="nofollow ugc">http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni</a><br />
/cronaca/erba-2/romagnoli-erba/<br />
romagnoli-erba.html<br />
mi convincono.<br />
Galimberti, tra le altre cose:<br />
Questo criterio, che valeva al tempo di Kant, oggi vale molto meno. E la ragione va cercata nel fatto che i bambini di oggi sono sottoposti a troppi stimoli che la loro psiche infantile non è in grado di elaborare. Stimoli scolastici, stimoli televisivi, processi accelerati di adultismo, mille attività in cui sono impegnati,<br />
Certo, Galimberti ha ragione quando dice che quelli che lui chiama sentimenti vanno ascoltati e cresciuti, ma posso assicurargli, se avesse dubbi, che nei periodi in cui ho cresciuto la mia infanzia non tutti gli adulti &#8216;crescevano i sentimenti&#8217; con i figli (più spesso &#8216;ubbidivamo&#8217; o eravamo castigati e non solo a casa, anche a scuola o in chiesa, altro che ascolto), i tempi moderni avranno anche i loro guai, ma anche il mondo bucolico di un tempo non scherzava.<br />
Lo sviluppo di &#8216;sentimenti&#8217; era sovrastato dall&#8217;ubbidienza a genitori e adulti in generale, non so dove abbia vissuto Galimberti, l&#8217;Italia agricola di 40/50 anni fa questo era e cresceva, compresi i coniugi di Erba, mica nuove generazioni di indifferenti pargoli super-stimolati 🙂<br />
Posso comunque rassicurare U. Galimberti, nonostante vite agricole spesso allo stato brado nelle campagne o periferie cittadine a terrorizzare e massacrare piccoli animali, (non per sadismo, ma per una stupida curiosità rispetto alle interiora, al comportamento,alle prove di forza ecc) pochi sono diventai vicini irritabili e mortali o serial killer.<br />
Ho buone speranze che anche i difficili tempi moderni permettano la crescita di molti sentimenti, nonostante tutto 🙂 o a dispetto di.<br />
Romagnoli invece ricostruisce un certo atteggiamento dei coniugi che posso anche immaginare vero, facendo però tutta una minestra da Gaza ai due condomini. Mi spiace, ma è troppo semplice e semplicistico. Si dà il caso che a pensarla così sia quasi scontato immaginare che i due abbiano solo preceduto, per giorni o per anni, i massacrati dal compiere operazione analoga nei loro confronti. Non mi pare, non riesco a immaginare la famiglia sgozzata in questa veste. Anche Marzouk che oggi auspica vendetta lo fa a fronte di una lesione che non è minimamente paragonabile con i rumori lamentati dai vicini.<br />
A Gaza purtroppo le offese che gli abitanti subiscono non sono solo rumore (potrebbero fregarsene), ma quotidiano stillicidio di vite e sottrazione di spazio vitale (Kmq, acqua, cibo, beni e quant&#8217;altro) tanto che sembrerebbe innaturale e non umana la passiva accettazione di uno stato del genere. Sembra che sia un meccanismo di sopravvivenza quello che ci muove tutti, in circostanze che cercano di negare la nostra stessa vita (non il volume troppo alto di un disco quindi) a far si che volenti o nolenti cerchiamo di difenderci e di far fuori il nostro aguzzino. A Gaza persone perfettamente in grado di affrontare un condominio rumoroso non sono, come d&#8217;altronde non lo sarei io e molti altri come me, in grado di accettare passivamente il proprio sterminio.<br />
Non credo sia necessario, per spiegare ogni nefandezza umana ritirare fuori sempre la storia che tutto è uguale a tutto, per spiegare i due bastavano queste (o altre, sue o di suoi pari) parole di Borghezio a cui aggiungo mie considerazioni estemporanee.<br />
«la spaventosa mattanza cui ha dato luogo a Erba un delinquente spacciatore marocchino ci prospetta uno scenario a cui dobbiamo abituarci»<br />
Ci sono gruppi umani o famiglie che la nostra società tende a svilire con subdola sottigliezza e inumanità (estracomunitari, poveri, zingari, gruppi marginali ecc..) su cui sempre più si stanno riversando le frustrazioni di vite vuote, impoverite, che non riescono a distinguere i reali meccanismi che le stanno stritolando. A queste persone (questi subumani, o subanimali vista la retorica con cui si proteggono -a parole &#8211; anche gli animali) si rivolgono sempre più violenze gratuite e per banali o inesistenti motivi. Il moto di sorpresa viene dopo, quando ci si chiede cosa si è fatto di male visto che in realtà si è solo ripulito il mondo da simile spazzatura.<br />
Incredula e contrariamente alle mie abitudini ho divorato tutte le cronache su Erba e alla fine mi pongo alcune domande: se i due avessere avuto sulla loro testa una famiglia di rispettabli signori che davano lustro a loro e all&#8217;abitazione (non una copia mista con marito nato male e per di più ex-spacciatore, moglie volontariamente auto degradata e bimbo sicuramente abominevole)e che condividevano la stessa avversione per i marocchini di *****, sarebbero stati insofferenti in egual modo? avrebbero osato picchiare la moglie di uno che non era extracomunitario condannato alla galera? ucciderne il figlio? o avrebbero insonorizzato la camera?<br />
non lo saprò mai, ma il dubbio non mi abbandona.<br />
besos<br />
dopo aver scritto ho trovato questo, consiglio lettura<br />
<a href="http://salamelik.blogspot.com/2007/01/brava-gente.html" rel="nofollow ugc">http://salamelik.blogspot.com/2007/01/brava-gente.html</a><br />
P.S. Lolip, quelle sul bus sono prove generale di frustrazione individale e sociale, inalterate dall&#8217;alba al tramonto, che non riescono più a essere indirizzate al lavoro, ai capi, ai governi, alle mille compulsività compensative, ecc.. alle ragioni che ci umiliano, insomma. Provare a avere opinioni critiche spesso porta a essere etichettati come antisociali o peggio, meglio rinunciare.<br />
Prova a fare un esperimento. Prova a insinuare in un gruppo di feroci passeggeri il dubbio che il loro malessere dipenda da un gruppo di persone (più scure, vestite male, parlanti altro idioma, fai te) e che tu sei la prima a essere incazzata per il fatto che viaggiano sull&#8217;autobus occupando il &#8216;vostro&#8217; spazio. Forse non ci sarà la caccia all&#8217;uomo (non siamo ancora completamente maturi), ma vedrai che alcune facce si illuminano, stramaledicono, sparlano (sono abbastanza mature). Poi, quando i destinatari degli insulti scendono, in genere sorridono, parlano del tempo, ti chiedono che lavoro fai, sono rassicurate dal fatto di avere trovato un loro simile. Peccato che dalla nostra storia del &#8216;900 sappiamo benissimo dove ci porterà una socialità basata su queste cose anche senza &#8216;la terza notte di Valpurga, &#8216;la tela del ragno&#8217; o &#8216;le uova del serpente&#8217;.<br />
vabbè, esagero, sono molto avvilita, triste, viene fuori la vena pessimista 🙁<br />
In realtà il mondo è un prato &#8216;verde Erba&#8217; 🙂</p>
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		<title>
		Di: Stregatta		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-banalita-della-linea-b/comment-page-1/#comment-89320</link>

		<dc:creator><![CDATA[Stregatta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jan 2007 12:42:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Si uccide per molto meno in metro. =P
Fondamentalmente il proprio spazio personale(sui mezzi pubblici, ma anche altrove) è oggi talmente limitato che persino un gomito viene considerato un&#039;invasione dello stesso. Ritargliarsi un posto è già così difficile, non mi stupisce che qualcuno si agiti tanto per preservarlo.
Che poi meritassero entrambi un calcio sugli stinchi è un altro discorso...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si uccide per molto meno in metro. =P<br />
Fondamentalmente il proprio spazio personale(sui mezzi pubblici, ma anche altrove) è oggi talmente limitato che persino un gomito viene considerato un&#8217;invasione dello stesso. Ritargliarsi un posto è già così difficile, non mi stupisce che qualcuno si agiti tanto per preservarlo.<br />
Che poi meritassero entrambi un calcio sugli stinchi è un altro discorso&#8230;</p>
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		<title>
		Di: alice		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-banalita-della-linea-b/comment-page-1/#comment-89319</link>

		<dc:creator><![CDATA[alice]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jan 2007 08:05:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[in effetti uno dei deterrenti per il mio ritorno a roma è proprio il ricordo della densità umana (o non)nel metrò delle 8-18.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>in effetti uno dei deterrenti per il mio ritorno a roma è proprio il ricordo della densità umana (o non)nel metrò delle 8-18.</p>
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		Di: Guglielmo Pispisa		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Pispisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jan 2007 07:08:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[è successa anche a me stamattina alle 8 una cosa simile. mi son preso gli urlacci di un tizio senza avergli fatto niente. c&#039;è troppa gente in giro che odia la propria vita; questo è il fatto. e non è bello.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>è successa anche a me stamattina alle 8 una cosa simile. mi son preso gli urlacci di un tizio senza avergli fatto niente. c&#8217;è troppa gente in giro che odia la propria vita; questo è il fatto. e non è bello.</p>
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		<title>
		Di: ely		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-banalita-della-linea-b/comment-page-1/#comment-89317</link>

		<dc:creator><![CDATA[ely]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jan 2007 23:31:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[se pensiamo che c&#039;è gente, come un uomo che ho visto io, che sul treno si alza la maglietta e si accarezza e gratta il pancione!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>se pensiamo che c&#8217;è gente, come un uomo che ho visto io, che sul treno si alza la maglietta e si accarezza e gratta il pancione!</p>
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		<title>
		Di: Rovetta		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-banalita-della-linea-b/comment-page-1/#comment-89316</link>

		<dc:creator><![CDATA[Rovetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jan 2007 20:38:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Chi ha paura del B a g h e t t a?
Girolamo
solo xché mangiamo bambini!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi ha paura del B a g h e t t a?<br />
Girolamo<br />
solo xché mangiamo bambini!</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: La Lipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-banalita-della-linea-b/comment-page-1/#comment-89315</link>

		<dc:creator><![CDATA[La Lipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jan 2007 18:29:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[passeggero, va bene che sono distratta: ma non ho dato gomitate a nessuno. La cosa che mi ha fatto riflettere è che semplicimente il movimento di aprire il giornale per sfogliare le pagine e poi ripiegarlo religiosamente, pur senza produrre contatto fisico, era motivo di turbamento. Al bell&#039;articolo di Diamanti sulla trasformazione della provincia, uscito oggi, mi piacerebbe aggiungere qualche riflessione sulla contrazione degli spazi. Tutto qui.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>passeggero, va bene che sono distratta: ma non ho dato gomitate a nessuno. La cosa che mi ha fatto riflettere è che semplicimente il movimento di aprire il giornale per sfogliare le pagine e poi ripiegarlo religiosamente, pur senza produrre contatto fisico, era motivo di turbamento. Al bell&#8217;articolo di Diamanti sulla trasformazione della provincia, uscito oggi, mi piacerebbe aggiungere qualche riflessione sulla contrazione degli spazi. Tutto qui.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<item>
		<title>
		Di: Un passeggero		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-banalita-della-linea-b/comment-page-1/#comment-89314</link>

		<dc:creator><![CDATA[Un passeggero]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jan 2007 17:48:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ma a vedere le cose dal punto di vista di chi ha ricevuto - per la centesima volta - una gomitata da qualche parte del corpo non ci prova nessuno?
ok, magari la furia mattutina è riprovevole, però cercare di capire il possibile disagio degli altri è l&#039;inzio della pacifica convivenza da tanti sbandierata anche qui.
saluti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ma a vedere le cose dal punto di vista di chi ha ricevuto &#8211; per la centesima volta &#8211; una gomitata da qualche parte del corpo non ci prova nessuno?<br />
ok, magari la furia mattutina è riprovevole, però cercare di capire il possibile disagio degli altri è l&#8217;inzio della pacifica convivenza da tanti sbandierata anche qui.<br />
saluti.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Gianluca Parravicini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-banalita-della-linea-b/comment-page-1/#comment-89313</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Parravicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jan 2007 15:32:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Oramai il confine tra il torto e la ragione è sempre più labile, come tra giudice di pace e giudice di guerra, uno ha l’ufficio in uno studio rettangolare, l’altro ovale. L’impulsività della mattina oramai è una scienza esatta, nessuno vuole avere torto a quell’ora, la giornata sta per sfondare i nostri timpani e noi custodiamo dentro il terrore di farci trovare impreparati. A Milano a quell’ora la metro non consente alcuno spazio vitale e non dico al giornale, ma bensì a noi poveri e intabarrati passeggeri. Un giorno ho provato semplicemente a farmi aria con il giornale e un tizio che mi stava appiccicato mi ha guardato male. Non ho ancora capito se non gradiva il giornale che sventolavo, o la leggerissima brezza che arrecavo. Ecco, i dubbi sono un’ottima compagnia per noi passeggeri del trasporto pubblico. Ciao]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oramai il confine tra il torto e la ragione è sempre più labile, come tra giudice di pace e giudice di guerra, uno ha l’ufficio in uno studio rettangolare, l’altro ovale. L’impulsività della mattina oramai è una scienza esatta, nessuno vuole avere torto a quell’ora, la giornata sta per sfondare i nostri timpani e noi custodiamo dentro il terrore di farci trovare impreparati. A Milano a quell’ora la metro non consente alcuno spazio vitale e non dico al giornale, ma bensì a noi poveri e intabarrati passeggeri. Un giorno ho provato semplicemente a farmi aria con il giornale e un tizio che mi stava appiccicato mi ha guardato male. Non ho ancora capito se non gradiva il giornale che sventolavo, o la leggerissima brezza che arrecavo. Ecco, i dubbi sono un’ottima compagnia per noi passeggeri del trasporto pubblico. Ciao</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: albar		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-banalita-della-linea-b/comment-page-1/#comment-89312</link>

		<dc:creator><![CDATA[albar]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jan 2007 15:21:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/2007/01/12/la-banalita-della-linea-b/#comment-89312</guid>

					<description><![CDATA[A proposito di spazi mentali angusti... avete visto i deliranti servizi di Studio Aperto sulla strage? Ci sarebbe da indignarsi solo per quelli... Certo, criticare &quot;studio aperto&quot; è come sparare sulla croce rossa... ma &#039;sta volta hanno toccato proprio il fondo! Un inviato sul posto che, come uno sciacallo, gira sul luogo del delitto. Si ferma davanti il garage degli assassini e dice: &quot;Guardate, questo mostra la maniacale precisione della signora Rosa...&quot;, e mostra un tubo dell&#039;acqua ben arrotolato e una scopa riposta su una specie di bacheca. Il giornalista si sofferma sul pezzetto di plastica per il quale è attaccata la scopa, &quot;Guardate...&quot;. Poi mandano  una foto del soggiorno dei killer, come fosse un grande scoop: &quot;Guardate sul divano, i cuscini ben riposti... La maniacale precisione della signora Rosa&quot;. Tre-quattro servizi al giorno sul caso, collegamenti ogni cinque minuti: mi chiedo io: &quot;E adesso, cosa sarà successo? Si è mica spostato un cuscino?&quot;. Assurdo... delirante... Va be&#039; che quelli sono dei &quot;mostri&quot;, delle &quot;bestie&quot;: ma chi manda servizi del genere può dirsi, al contrario, così normale, giusto, retto, e dalla parte dei &quot;buoni&quot;?]]></description>
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