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	Commenti a: LA BOLLA DELL&#039;EDITORIA	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
	<lastBuildDate>Mon, 29 Aug 2011 07:57:21 +0000</lastBuildDate>
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		Di: La legge è uguale per tutti. Come lo sconto. &#124; Camminando Scalzi... Informazione Libera		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La legge è uguale per tutti. Come lo sconto. &#124; Camminando Scalzi... Informazione Libera]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Aug 2011 07:57:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] del mondo editoriale iniziando a pensare più in termini di qualità che di quantità. Sul blog di Loredana Lipperini c&#8217;è un&#8217;ottima sintesi e un&#8217;interessente discussione succesisva. Il dibattito [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] del mondo editoriale iniziando a pensare più in termini di qualità che di quantità. Sul blog di Loredana Lipperini c&#8217;è un&#8217;ottima sintesi e un&#8217;interessente discussione succesisva. Il dibattito [&#8230;] </p>
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		<title>
		Di: carmelo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-bolla-delleditoria/comment-page-1/#comment-121108</link>

		<dc:creator><![CDATA[carmelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jul 2011 04:49:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;argomento è molto sentito dai lettori e i problemi che solleva, gravi e urgenti.
La logica del mercato che si è imposta negli ultimi decenni del secolo scorso uccide la letteratura e mira a trasformare i lettori in semplici comodi e funzionali consumatori. vorrei dire due tre cose in proposito:
- il ciclo di vita del prodotto è sempre più breve, il suo contenuto sempre più povero, standardizzato e soprattutto sempre più marginale nella formazione del  valore aggiunto.
- Ciò che conta è il &quot;brand&quot;, quindi il marketing, e la creazione di economie di scala. Ciò spinge alla concentrazione  dell&#039;offerta dalla produzione alla distribuzione all&#039;ingrosso fino alle vendite al dettaglio. Chi controlla gli ultimi due settori della filiera, inevitabilmente è  in grado di orientare la domanda e decidere i destini di un libro degradato a merce.
Il processo di selezione dell&#039;immmonda quantità di libri prodotti ( 160 al giorno), non riponde a criteri di qualità, ma semplicemente, come avviene per ogni merci, a criteri di vendibilità.
di fronte a questa situazione i lettori sono impotenti e nauseati.
L&#039;unica strada, per i piccoli editori, di contrastare quessta situazione, è quella di puntare ai libri di qualità; l&#039;unica leva, la passione e il desiderio di produrre LETTERATURA.
Un&#039;azione del genere implica il ripristino della catena autore-editore-critico-lettore.
Il che vorrebbe dire ridurre drasticamente il numero dei libri pubblicati in un anno, che non dovrebbero superare le poche decine.
Cosi&#039; dovrebbe presentarsi l&#039;editore di qualità di fronte al lettore: pochi libri di sicura qualità, un brand riconoscibile per un lettore disorientato e sfiduciato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;argomento è molto sentito dai lettori e i problemi che solleva, gravi e urgenti.<br />
La logica del mercato che si è imposta negli ultimi decenni del secolo scorso uccide la letteratura e mira a trasformare i lettori in semplici comodi e funzionali consumatori. vorrei dire due tre cose in proposito:<br />
&#8211; il ciclo di vita del prodotto è sempre più breve, il suo contenuto sempre più povero, standardizzato e soprattutto sempre più marginale nella formazione del  valore aggiunto.<br />
&#8211; Ciò che conta è il &#8220;brand&#8221;, quindi il marketing, e la creazione di economie di scala. Ciò spinge alla concentrazione  dell&#8217;offerta dalla produzione alla distribuzione all&#8217;ingrosso fino alle vendite al dettaglio. Chi controlla gli ultimi due settori della filiera, inevitabilmente è  in grado di orientare la domanda e decidere i destini di un libro degradato a merce.<br />
Il processo di selezione dell&#8217;immmonda quantità di libri prodotti ( 160 al giorno), non riponde a criteri di qualità, ma semplicemente, come avviene per ogni merci, a criteri di vendibilità.<br />
di fronte a questa situazione i lettori sono impotenti e nauseati.<br />
L&#8217;unica strada, per i piccoli editori, di contrastare quessta situazione, è quella di puntare ai libri di qualità; l&#8217;unica leva, la passione e il desiderio di produrre LETTERATURA.<br />
Un&#8217;azione del genere implica il ripristino della catena autore-editore-critico-lettore.<br />
Il che vorrebbe dire ridurre drasticamente il numero dei libri pubblicati in un anno, che non dovrebbero superare le poche decine.<br />
Cosi&#8217; dovrebbe presentarsi l&#8217;editore di qualità di fronte al lettore: pochi libri di sicura qualità, un brand riconoscibile per un lettore disorientato e sfiduciato.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: idee balzane: e se l&#8217;e-book salvasse il cartaceo? &#124; dei libri passati presenti e futuri		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-bolla-delleditoria/comment-page-1/#comment-121107</link>

		<dc:creator><![CDATA[idee balzane: e se l&#8217;e-book salvasse il cartaceo? &#124; dei libri passati presenti e futuri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jul 2011 04:43:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] dopo mi capita sotto gli occhi questo articolo intitolato La bolla dell&#8217;editoria di Loredana Lipperini, in cui si parla [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] dopo mi capita sotto gli occhi questo articolo intitolato La bolla dell&#8217;editoria di Loredana Lipperini, in cui si parla [&#8230;] </p>
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		<title>
		Di: Sommersi dai libri &#171; S/G		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-bolla-delleditoria/comment-page-1/#comment-121106</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sommersi dai libri &#171; S/G]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jul 2011 15:59:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] concetto di decrescita, di cui si discute molto in questi giorni, è bello e per certi versi necessario, ma presuppone un orizzonte [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] concetto di decrescita, di cui si discute molto in questi giorni, è bello e per certi versi necessario, ma presuppone un orizzonte [&#8230;] </p>
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		<title>
		Di: hommequirit		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-bolla-delleditoria/comment-page-1/#comment-121105</link>

		<dc:creator><![CDATA[hommequirit]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jul 2011 14:33:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Lipperini
Mi scusi, avevo premesso che avrei detto qualche considerazione banale e lei l&#039;ha non ha mancato di farmelo notare :)
Ho scelto proprio Stephen King perché è un autore che mi piace e che trovo valido nel suo genere. Il punto era ribadire l&#039;ovvio: ovvero che la narrativa è nella maggior parte dei casi svago come lo sono tante altre attività e non vedo perché attribuirle uno statuto culturale a prescindere. Si rischia di cadere nell&#039;equivoco di tutti coloro che non riescono del tutto a capire la natura commerciale del prodotto libro. Ma non siamo appunto qui a leggere i commenti più o meno articolati di lettori che in fondo sono ancora lì a cercare per via teorica il modo di distinguere il qualitativo dal superfluo che è poi l&#039;annoso e irrisolvibile problema del giungere a un criterio che favorisca l&#039;arte da ciò che non lo è per dirla in termini più moderni, l&#039;artigianato ben fatto dall&#039;artigianato cattivo?
Le librerie sono piene di persone che non vogliono diventare colte, vogliono passare dilettevolmente il proprio tempo. Alcuni vanno al luna park e magari ne ricavano un&#039;esperienza culturale studiando gli ingegnosi meccanismi idraulici che permettono il loro divertimento; alcuni vanno in libreria e comprano un sostituto più sano del sonnifero da comodino e buoan parte della narrativa deve assolvere anche questa funzione sociale, è d&#039;accordo? Altrimenti tutti gli intelligenti articoli che ci propone non valgono una cicca e dovrebbero puntare ad accusare il solito responsabile della bassa qualità presente in libreria: il lettore. Poiché però la critica del lettore suona snob e la si fa da tempo, crediamo che spostando il focus sulle rese restituisca una propspettiva diversa del medesimo problema. Come ho giò detto prima, cosa importa al lettore se il potenziale Grande Autore non sarà registrato dalla Storia? Non conoscendolo mai non vedo perché doversene dolere. Noi visitiamo il Beaubourg di turno ma riflettiamo mai sul fatto che la sopravvivenza di quell&#039;artista e l&#039;oblio di quell&#039;altro che non conobbe vetrina è stato decisa per ragioni commerciali da uno sparuto numero di imprenditori dell&#039;epoca, e che logicamente sono molti gli sconosciuti che dimorano nei cimiteri invisibili?
Probabilisticamente pubblicare di più conviene a tutti e sempre: all&#039;editore che massimizza la probabilità del best seller, all&#039;autore medio che altrimenti non verrebbe pubblicato - e che comunque subirebbe comunque la competittività per il posto in vetrina che gli regala la sopravvivenza al mese editoriale successivo sotto forma di un ulteriore e preventiva selezione. Fatta da chi? Non da chi lo acquista però!).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Lipperini<br />
Mi scusi, avevo premesso che avrei detto qualche considerazione banale e lei l&#8217;ha non ha mancato di farmelo notare 🙂<br />
Ho scelto proprio Stephen King perché è un autore che mi piace e che trovo valido nel suo genere. Il punto era ribadire l&#8217;ovvio: ovvero che la narrativa è nella maggior parte dei casi svago come lo sono tante altre attività e non vedo perché attribuirle uno statuto culturale a prescindere. Si rischia di cadere nell&#8217;equivoco di tutti coloro che non riescono del tutto a capire la natura commerciale del prodotto libro. Ma non siamo appunto qui a leggere i commenti più o meno articolati di lettori che in fondo sono ancora lì a cercare per via teorica il modo di distinguere il qualitativo dal superfluo che è poi l&#8217;annoso e irrisolvibile problema del giungere a un criterio che favorisca l&#8217;arte da ciò che non lo è per dirla in termini più moderni, l&#8217;artigianato ben fatto dall&#8217;artigianato cattivo?<br />
Le librerie sono piene di persone che non vogliono diventare colte, vogliono passare dilettevolmente il proprio tempo. Alcuni vanno al luna park e magari ne ricavano un&#8217;esperienza culturale studiando gli ingegnosi meccanismi idraulici che permettono il loro divertimento; alcuni vanno in libreria e comprano un sostituto più sano del sonnifero da comodino e buoan parte della narrativa deve assolvere anche questa funzione sociale, è d&#8217;accordo? Altrimenti tutti gli intelligenti articoli che ci propone non valgono una cicca e dovrebbero puntare ad accusare il solito responsabile della bassa qualità presente in libreria: il lettore. Poiché però la critica del lettore suona snob e la si fa da tempo, crediamo che spostando il focus sulle rese restituisca una propspettiva diversa del medesimo problema. Come ho giò detto prima, cosa importa al lettore se il potenziale Grande Autore non sarà registrato dalla Storia? Non conoscendolo mai non vedo perché doversene dolere. Noi visitiamo il Beaubourg di turno ma riflettiamo mai sul fatto che la sopravvivenza di quell&#8217;artista e l&#8217;oblio di quell&#8217;altro che non conobbe vetrina è stato decisa per ragioni commerciali da uno sparuto numero di imprenditori dell&#8217;epoca, e che logicamente sono molti gli sconosciuti che dimorano nei cimiteri invisibili?<br />
Probabilisticamente pubblicare di più conviene a tutti e sempre: all&#8217;editore che massimizza la probabilità del best seller, all&#8217;autore medio che altrimenti non verrebbe pubblicato &#8211; e che comunque subirebbe comunque la competittività per il posto in vetrina che gli regala la sopravvivenza al mese editoriale successivo sotto forma di un ulteriore e preventiva selezione. Fatta da chi? Non da chi lo acquista però!).</p>
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		<title>
		Di: Sascha		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sascha]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jul 2011 11:31:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Avrà notato che tempo fa me n&#039;ero reso conto e avevo smesso sostanzialmente di frequentare. Adesso sono a casa malato ed ho avuto un momento di noia. Mi scusi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avrà notato che tempo fa me n&#8217;ero reso conto e avevo smesso sostanzialmente di frequentare. Adesso sono a casa malato ed ho avuto un momento di noia. Mi scusi.</p>
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		<title>
		Di: lalipperini		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jul 2011 11:01:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sascha. Sei OT. Neanche io sono interessata al tuo sarcasmo, e sinceramente neanche ai tuoi desiderata. Chiudiamo qui, cortesemente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sascha. Sei OT. Neanche io sono interessata al tuo sarcasmo, e sinceramente neanche ai tuoi desiderata. Chiudiamo qui, cortesemente.</p>
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		<title>
		Di: Sascha		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-bolla-delleditoria/comment-page-1/#comment-121102</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sascha]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jul 2011 10:27:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Vabbe&#039;, mi sono di nuovo lasciato trasportare dal demone dell&#039;inutile sarcasmo però, ragazzi, certe volte ve l&#039;andate a cercare...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vabbe&#8217;, mi sono di nuovo lasciato trasportare dal demone dell&#8217;inutile sarcasmo però, ragazzi, certe volte ve l&#8217;andate a cercare&#8230;</p>
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		Di: Sascha		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sascha]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jul 2011 10:17:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Paolo, rileggi queste due frasi come se le avesse dette un altro:
&quot;Per un attimo ho temuto che nessuno stigmatizzasse la mostruosità su Stephen King e Mirabilandia&quot;
&quot;Avevo anche chiesto aiuto ad una scrittrice che frequenta questo blog per sapere se ci fosse qualche significcato recondito che lo rendesse diverso da un infortunio&quot;
Cosa te ne pare?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Paolo, rileggi queste due frasi come se le avesse dette un altro:<br />
&#8220;Per un attimo ho temuto che nessuno stigmatizzasse la mostruosità su Stephen King e Mirabilandia&#8221;<br />
&#8220;Avevo anche chiesto aiuto ad una scrittrice che frequenta questo blog per sapere se ci fosse qualche significcato recondito che lo rendesse diverso da un infortunio&#8221;<br />
Cosa te ne pare?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Paolo E.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-bolla-delleditoria/comment-page-1/#comment-121100</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo E.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jul 2011 10:13:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Se ho tenuto un linguaggio non opportuno chiedo venia, e tanto meno sono convinto che King abbia sempre ragione. Quelllo che è molto sbagliato di quella frase, a parte la superficialità del giudizio su King, è il dire che un libro che intrattiene, o un libro che può essere assegnato ad un particolare genere (ma è ancora cosi facile farlo, di questi tempi?) sia a prescindere di basso livello e non possa essere &quot;cultura&quot; qualunque cosa voglia dire.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se ho tenuto un linguaggio non opportuno chiedo venia, e tanto meno sono convinto che King abbia sempre ragione. Quelllo che è molto sbagliato di quella frase, a parte la superficialità del giudizio su King, è il dire che un libro che intrattiene, o un libro che può essere assegnato ad un particolare genere (ma è ancora cosi facile farlo, di questi tempi?) sia a prescindere di basso livello e non possa essere &#8220;cultura&#8221; qualunque cosa voglia dire.</p>
]]></content:encoded>
		
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