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	Commenti a: LA CAPACITA&#039; DI RESTARE SOLI	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-capacita-di-restare-soli/comment-page-2/#comment-128569</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 May 2012 18:43:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5274#comment-128569</guid>

					<description><![CDATA[Fare prevenzione con la psicodiagnostica dici?
Prendiamo il testo di Recalcati che Loredana giudica tanto utile e emblematico. Forse non te ne accorgi, ma è la costruzione di uno stereotipo di differenza sessuale. Se facessimo prevenzione utilizzando quello stereotipo, le persone non riuscirebbero a capire come mai oggi una donna ha ucciso il marito evirandolo: lo stereotipo fallisce addirittura ribaltandosi.
Cosa facciamo, chiamiamo ancora l&#039;esperto in  psicoanalisi /psicodinamica a arzigogolare lo stereotipo per far tornare i conti?
Credo sia meglio iniziare a pensare che lo stereotipo (quello come tanti altri) alla prova dei fatti non regge..
La realtà è che si è ancora tutti più o meno imbevuti di un modo di pensare i generi che è indietro trent&#039;anni cioè il tempo in cui gli studi di genere hanno tardato ad arrivare in Italia.
Qualche giorno fa ho cercato nel colonnino dei link di Lipperatura l&#039;associazione Maschile Plurale. Non c&#039;è! Ero sbalordito, si bavarda tanto che &quot;Gli i maschi dovrebbero parlare, dovrebbero criticarsi, prendere le distanze&quot;, e poi quando c&#039;è un&#039;associazione che fa un bellissimo lavoro, un lavoro che è davvero una delle poche realtà avanzate in Italia, niente, zero, non ci si connette con loro, giusto fanno capolino casualmente in qualche articolo.
.
E sai secondo me perché? Perché lo stereotipo sul comportamento maschile è talmente forte, che quelli di Maschile Plurale sembrano un po&#039; &#039;strani&#039;, e in fondo gli strani si preferisce lasciarli a casa loro.
Li linko io allora:
http://maschileplurale.it/cms/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fare prevenzione con la psicodiagnostica dici?<br />
Prendiamo il testo di Recalcati che Loredana giudica tanto utile e emblematico. Forse non te ne accorgi, ma è la costruzione di uno stereotipo di differenza sessuale. Se facessimo prevenzione utilizzando quello stereotipo, le persone non riuscirebbero a capire come mai oggi una donna ha ucciso il marito evirandolo: lo stereotipo fallisce addirittura ribaltandosi.<br />
Cosa facciamo, chiamiamo ancora l&#8217;esperto in  psicoanalisi /psicodinamica a arzigogolare lo stereotipo per far tornare i conti?<br />
Credo sia meglio iniziare a pensare che lo stereotipo (quello come tanti altri) alla prova dei fatti non regge..<br />
La realtà è che si è ancora tutti più o meno imbevuti di un modo di pensare i generi che è indietro trent&#8217;anni cioè il tempo in cui gli studi di genere hanno tardato ad arrivare in Italia.<br />
Qualche giorno fa ho cercato nel colonnino dei link di Lipperatura l&#8217;associazione Maschile Plurale. Non c&#8217;è! Ero sbalordito, si bavarda tanto che &#8220;Gli i maschi dovrebbero parlare, dovrebbero criticarsi, prendere le distanze&#8221;, e poi quando c&#8217;è un&#8217;associazione che fa un bellissimo lavoro, un lavoro che è davvero una delle poche realtà avanzate in Italia, niente, zero, non ci si connette con loro, giusto fanno capolino casualmente in qualche articolo.<br />
.<br />
E sai secondo me perché? Perché lo stereotipo sul comportamento maschile è talmente forte, che quelli di Maschile Plurale sembrano un po&#8217; &#8216;strani&#8217;, e in fondo gli strani si preferisce lasciarli a casa loro.<br />
Li linko io allora:<br />
<a href="http://maschileplurale.it/cms/" rel="nofollow ugc">http://maschileplurale.it/cms/</a></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: laura a.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-capacita-di-restare-soli/comment-page-2/#comment-128568</link>

		<dc:creator><![CDATA[laura a.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 May 2012 13:47:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Beh Andrea, tutti i saperi progrediscono, è normale. Quante cose sono oggi superate in medicina, forse per questo se ti ammali non ti rivolgi a un medico?
D&#039;altronde  Ammanniti non mi pare metta in discussione il Dsm in sé.
Alla fine, tornando all&#039;origine di questa discussione, il punto secondo me è decidere se si deve tener conto solo del politico o anche dello psichico.
Si può decidere che quello che importa è solo la dimensione politica (e, in questa accezione, culturale). Che quel che succede negli assetti psicologici individuali non sposta nulla a livello politico.  In quel caso, che un femminicida soffra di un disturbo o no, per noi sarà uguale - la lotta si svolge su un altro piano.
Oppure, se si ammette che la dimensione psichica è una delle leve su cui poter fare prevenzione mentre parallelamente si lavora sul sistema culturale e politico, forse è meglio non aver paura di certe cose.
Ovvero smettere per primi di usare termini quali &quot;normalità&quot;, &quot;patenti&quot;, e lavorare per cambiare nel senso comune l&#039;accezione punitiva della psicodiagnostica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Beh Andrea, tutti i saperi progrediscono, è normale. Quante cose sono oggi superate in medicina, forse per questo se ti ammali non ti rivolgi a un medico?<br />
D&#8217;altronde  Ammanniti non mi pare metta in discussione il Dsm in sé.<br />
Alla fine, tornando all&#8217;origine di questa discussione, il punto secondo me è decidere se si deve tener conto solo del politico o anche dello psichico.<br />
Si può decidere che quello che importa è solo la dimensione politica (e, in questa accezione, culturale). Che quel che succede negli assetti psicologici individuali non sposta nulla a livello politico.  In quel caso, che un femminicida soffra di un disturbo o no, per noi sarà uguale &#8211; la lotta si svolge su un altro piano.<br />
Oppure, se si ammette che la dimensione psichica è una delle leve su cui poter fare prevenzione mentre parallelamente si lavora sul sistema culturale e politico, forse è meglio non aver paura di certe cose.<br />
Ovvero smettere per primi di usare termini quali &#8220;normalità&#8221;, &#8220;patenti&#8221;, e lavorare per cambiare nel senso comune l&#8217;accezione punitiva della psicodiagnostica.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-capacita-di-restare-soli/comment-page-2/#comment-128567</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 May 2012 11:55:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5274#comment-128567</guid>

					<description><![CDATA[Qui un articolo di Massimo Ammaniti sulla revisione dei DP nell&#039;imminete DSM V (uscirà nel 2013):
http://forumecavolate.forum3.info/t662-il-narcisismo-non-e-piu-malattia
.
In qualche post sopra da ignorante - come mi definisce Zauberei - avevo fatto notare che le patologizzazioni cambiano, che un comportamento oggi ritenuto patologico potrebbe non esserlo in un futuro anche molto vicino. L&#039;ho sostenuto anche pensando che i DP riguardano comportamenti che si discostano in modo significativo dallo standard sociale, e lo standard sociale si evolve.
Beh, non devo essere così ignorante se nell&#039;articolo Ammaniti scrive della futura esclusione del &#039;disturbo narcisistico di personalità&#039; dal prossimo DSM.
Articolo molto interessante tra l&#039;altro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qui un articolo di Massimo Ammaniti sulla revisione dei DP nell&#8217;imminete DSM V (uscirà nel 2013):<br />
<a href="http://forumecavolate.forum3.info/t662-il-narcisismo-non-e-piu-malattia" rel="nofollow ugc">http://forumecavolate.forum3.info/t662-il-narcisismo-non-e-piu-malattia</a><br />
.<br />
In qualche post sopra da ignorante &#8211; come mi definisce Zauberei &#8211; avevo fatto notare che le patologizzazioni cambiano, che un comportamento oggi ritenuto patologico potrebbe non esserlo in un futuro anche molto vicino. L&#8217;ho sostenuto anche pensando che i DP riguardano comportamenti che si discostano in modo significativo dallo standard sociale, e lo standard sociale si evolve.<br />
Beh, non devo essere così ignorante se nell&#8217;articolo Ammaniti scrive della futura esclusione del &#8216;disturbo narcisistico di personalità&#8217; dal prossimo DSM.<br />
Articolo molto interessante tra l&#8217;altro.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-capacita-di-restare-soli/comment-page-2/#comment-128566</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 May 2012 07:38:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5274#comment-128566</guid>

					<description><![CDATA[&quot;Alla fine, Barbieri tu pensi di parlare della realtà quando parli di macchiette. Psicologi senza scuola di specializzazione che lavorino presso i pubblici servizi non esistono, o sono in formazione, o sono già specializzati.&quot;
.
Forse sei tu che parli di macchiette al posto della realtà. Se non avessi letto frettolosamente, ti saresti accorta che ho parlato di persone in formazione, in particolare ho ricordato una mia collega che stava seguendo il percorso della SPI. C&#039;erano anche persone già specializzate ovviamente.
Sul punto ripeto: avere delle perplessità sulla psicanalisi (meglio: su discorsi che utilizzano il simbolico), non significa ritenere che un professionista non possa fare nulla di buono con quel sapere.
Sarei un po&#039; troppo sciocco se la pensassi così, del resto sono perplesso anche sulla religione, ma vedo che molte persone credenti producono ottime cose dal punto di vista intellettuale (e umano e pratico).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Alla fine, Barbieri tu pensi di parlare della realtà quando parli di macchiette. Psicologi senza scuola di specializzazione che lavorino presso i pubblici servizi non esistono, o sono in formazione, o sono già specializzati.&#8221;<br />
.<br />
Forse sei tu che parli di macchiette al posto della realtà. Se non avessi letto frettolosamente, ti saresti accorta che ho parlato di persone in formazione, in particolare ho ricordato una mia collega che stava seguendo il percorso della SPI. C&#8217;erano anche persone già specializzate ovviamente.<br />
Sul punto ripeto: avere delle perplessità sulla psicanalisi (meglio: su discorsi che utilizzano il simbolico), non significa ritenere che un professionista non possa fare nulla di buono con quel sapere.<br />
Sarei un po&#8217; troppo sciocco se la pensassi così, del resto sono perplesso anche sulla religione, ma vedo che molte persone credenti producono ottime cose dal punto di vista intellettuale (e umano e pratico).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-capacita-di-restare-soli/comment-page-2/#comment-128565</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 May 2012 07:24:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Zauberei, tu hai sostenuto che rispetto alle diagnosi e alla psicometria non esistono più problemi. Ti ho dimostrato - a questo punto non è una credenza, è una dimostrazione - che quello che dici è inesatto, problemi ce ne sono parecchi.
La frase &quot;la diagnosi serve solo per capirsi tra clinici e certamente quando indica un’area problematica, di indicare una riflessioni di massima per quell’area di comportamenti somiglianti da quella diagnosi richiamati&quot; sembra dimenticare che le diagnosi devono essere differenziali, altrimenti non è una diagnosi, è un discorso da bar.
La frase &quot; il problema non è della categoria stessa. Ivi compreso il range di variabilità intorno al concetto di prototipo.&quot; mi pare bizzarra: quando c&#039;è un abissale range di variabilità, come nelle descrizioni dei DP, significa semplicemente che ci si capisce poco. Inoltre c&#039;è la questione psicometria. Basta tagliare diversamente i valori psicometrici per ottenere l&#039;incremento delle diagnosi, e va ricordato che i valori in base ai quali tagliare sono oggetto di discussione. Questo vale soprattutto per &#039;disturbi&#039; di difficile valutazione come i DP, che possono produrre parecchi &#039;falsi positivi&#039;.
.
Tra l&#039;altro un&#039;altra tua affermazione inesatta è che gli studi di genere hanno risolto i problemi del dsm. Il dsm adotta un&#039;antropologia basata sul binarismo sessuale, per cui ancora oggi patologizza i comportamenti che sfuggono all&#039;ottica binaria. Questo è parecchio imbarazzante per la psichiatria.
Sono fatti purtroppo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Zauberei, tu hai sostenuto che rispetto alle diagnosi e alla psicometria non esistono più problemi. Ti ho dimostrato &#8211; a questo punto non è una credenza, è una dimostrazione &#8211; che quello che dici è inesatto, problemi ce ne sono parecchi.<br />
La frase &#8220;la diagnosi serve solo per capirsi tra clinici e certamente quando indica un’area problematica, di indicare una riflessioni di massima per quell’area di comportamenti somiglianti da quella diagnosi richiamati&#8221; sembra dimenticare che le diagnosi devono essere differenziali, altrimenti non è una diagnosi, è un discorso da bar.<br />
La frase &#8221; il problema non è della categoria stessa. Ivi compreso il range di variabilità intorno al concetto di prototipo.&#8221; mi pare bizzarra: quando c&#8217;è un abissale range di variabilità, come nelle descrizioni dei DP, significa semplicemente che ci si capisce poco. Inoltre c&#8217;è la questione psicometria. Basta tagliare diversamente i valori psicometrici per ottenere l&#8217;incremento delle diagnosi, e va ricordato che i valori in base ai quali tagliare sono oggetto di discussione. Questo vale soprattutto per &#8216;disturbi&#8217; di difficile valutazione come i DP, che possono produrre parecchi &#8216;falsi positivi&#8217;.<br />
.<br />
Tra l&#8217;altro un&#8217;altra tua affermazione inesatta è che gli studi di genere hanno risolto i problemi del dsm. Il dsm adotta un&#8217;antropologia basata sul binarismo sessuale, per cui ancora oggi patologizza i comportamenti che sfuggono all&#8217;ottica binaria. Questo è parecchio imbarazzante per la psichiatria.<br />
Sono fatti purtroppo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: zauberei		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-capacita-di-restare-soli/comment-page-2/#comment-128564</link>

		<dc:creator><![CDATA[zauberei]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 May 2012 19:52:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Così per forza di inerzia - consapevole di una certa inutilità del gesto.
1. Il sapere psichiatrico diverge da quello psicologico per quel che concerne la parte biologica del comportamento, quindi per quel che concerne la competenza farmacologica. Donde, il dsm è manuale per entrambe le competenze e importante da conoscersi. La competenza psicologica per parte sua si fonda in buona parte sul sapere psicoanalitico. Alla fine, Barbieri tu pensi di parlare della realtà quando parli di macchiette. Psicologi senza scuola di specializzazione che lavorino presso i pubblici servizi non esistono, o sono in formazione, o sono già specializzati. La stragrande maggioranza ha una formazione analitica e te non te ne sai chiaramente accorgere. Che va bene, se dopo non si parla a casaccio.
2. Non si deve confondere una pratica con la sua caricatura. Una persona che distribuisce patenti di qualsiasi cosa è in genere un cattivo professionista e punto. In psichiatria ce ne è a mazzi di cattivi professionisti, ma la distribuzione di cretini non varia in maniera sensibile a quella di altri ordini professionali. Ogni sistema categoriale ha un limite strutturale che è nel concetto di categoria, ivi compresi i criteri per soddisfarla. Sta all&#039;intelligenza del clinico il modo in cui viene usata, il problema non è della categoria stessa. Ivi compreso il range di variabilità intorno al concetto di prototipo. La diagnosi serve solo per capirsi tra clinici, e certamente quando indica un&#039;area problematica, di indicare una riflessioni di massima per quell&#039;area di comportamenti somiglianti da quella diagnosi richiamati. Quando si pensa a progetti di prevenzione su larga scala, che sarebbero cosa buona e giusta in una democrazia sana, ha la sua grande utilità.
A me Barbieri del cuore di quello che dici, scusami mi frega relativamente. Perchè arriva dopo un pregiudizio e una mancanza di conoscenza di cui è la conseguenza. E mo giuro che chiudo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Così per forza di inerzia &#8211; consapevole di una certa inutilità del gesto.<br />
1. Il sapere psichiatrico diverge da quello psicologico per quel che concerne la parte biologica del comportamento, quindi per quel che concerne la competenza farmacologica. Donde, il dsm è manuale per entrambe le competenze e importante da conoscersi. La competenza psicologica per parte sua si fonda in buona parte sul sapere psicoanalitico. Alla fine, Barbieri tu pensi di parlare della realtà quando parli di macchiette. Psicologi senza scuola di specializzazione che lavorino presso i pubblici servizi non esistono, o sono in formazione, o sono già specializzati. La stragrande maggioranza ha una formazione analitica e te non te ne sai chiaramente accorgere. Che va bene, se dopo non si parla a casaccio.<br />
2. Non si deve confondere una pratica con la sua caricatura. Una persona che distribuisce patenti di qualsiasi cosa è in genere un cattivo professionista e punto. In psichiatria ce ne è a mazzi di cattivi professionisti, ma la distribuzione di cretini non varia in maniera sensibile a quella di altri ordini professionali. Ogni sistema categoriale ha un limite strutturale che è nel concetto di categoria, ivi compresi i criteri per soddisfarla. Sta all&#8217;intelligenza del clinico il modo in cui viene usata, il problema non è della categoria stessa. Ivi compreso il range di variabilità intorno al concetto di prototipo. La diagnosi serve solo per capirsi tra clinici, e certamente quando indica un&#8217;area problematica, di indicare una riflessioni di massima per quell&#8217;area di comportamenti somiglianti da quella diagnosi richiamati. Quando si pensa a progetti di prevenzione su larga scala, che sarebbero cosa buona e giusta in una democrazia sana, ha la sua grande utilità.<br />
A me Barbieri del cuore di quello che dici, scusami mi frega relativamente. Perchè arriva dopo un pregiudizio e una mancanza di conoscenza di cui è la conseguenza. E mo giuro che chiudo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-capacita-di-restare-soli/comment-page-2/#comment-128563</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 May 2012 18:45:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5274#comment-128563</guid>

					<description><![CDATA[Nella diagnosi dei disturbi della personalità viene utilizzato anche il discusso test di Rorschach.
.
Qui un articolo e un saggio fortemente critici su questo test proiettivo:
- http://lgxserver.uniba.it/lei/rassegna/010429.htm (di Roberto Casati)
- http://www.psychologicalscience.org/journals/pspi/pdf/pspi1_2.pdf  (questo saggio, di Scott O. Lilienfeld, James M. Wood e Howard N. Garb, pubblicato nel 2000 sulla rivista &quot;Psychological Science in the Public Interest&quot; prende in esame anche altri test proiettivi, &quot;TAT&quot; e &quot;Human figure drawing&quot;).
.
Sul test di Rorschach, lo psicologo Robyn Mason Dawes si è espresso così:
« Ora che non sono più un membro del comitato etico dell&#039;American Psychological Association, posso esprimere la mia opinione personale sul fatto che l&#039;uso delle interpretazioni del [test di] Rorschach per stabilire lo stato legale di un individuo e la custodia di un bambino è la singola pratica più non-etica effettuata dai miei colleghi. È messa in atto e diffusamente. Perdere dei diritti come effetto dell&#039;aver risposto a quello che viene presentato come un &quot;test di immaginazione&quot;, spesso in un contesto relativo all&#039;&quot;aiutare&quot;, viola quello che io credo sia il principio etico di base nella società - il fatto che le persone sono giudicate sulla base di quello che fanno, non sulla base di come si sentono, pensano o possano avere una propensione a fare. Ed essere giudicati in base ad una valutazione errata di questi pensieri, sensazioni e propensioni, significa perdere i propri diritti civili su una base essenzialmente casuale. » [fonte wikipedia]
.
Qui la scheda del saggio intitolato &quot;Scenari forensi e disturbi di personalità&quot; di Franco Freilone, in cui tratta anche della psicodiagnosi dei disturbi di personalità in ambito forense attraverso il Rorschach.
http://www.espressedizioni.it/catalogo/id/36
.
Qui un articolo di Romeo Lucioni in cui si legge tra l&#039;altro: &quot;bisogna per lo meno essere sicuri che il &#039;valore simbolico&#039; risulti sufficientemente affidabile. Questo principio non è ancora del tutto assolto proprio perché ci sono profonde differenze tra le attribuzioni simbolico-funzionali adottate dai diversi autori.&quot;
http://www.promefit.net/lettura.pdf]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella diagnosi dei disturbi della personalità viene utilizzato anche il discusso test di Rorschach.<br />
.<br />
Qui un articolo e un saggio fortemente critici su questo test proiettivo:<br />
&#8211; <a href="http://lgxserver.uniba.it/lei/rassegna/010429.htm" rel="nofollow ugc">http://lgxserver.uniba.it/lei/rassegna/010429.htm</a> (di Roberto Casati)<br />
&#8211; <a href="http://www.psychologicalscience.org/journals/pspi/pdf/pspi1_2.pdf" rel="nofollow ugc">http://www.psychologicalscience.org/journals/pspi/pdf/pspi1_2.pdf</a>  (questo saggio, di Scott O. Lilienfeld, James M. Wood e Howard N. Garb, pubblicato nel 2000 sulla rivista &#8220;Psychological Science in the Public Interest&#8221; prende in esame anche altri test proiettivi, &#8220;TAT&#8221; e &#8220;Human figure drawing&#8221;).<br />
.<br />
Sul test di Rorschach, lo psicologo Robyn Mason Dawes si è espresso così:<br />
« Ora che non sono più un membro del comitato etico dell&#8217;American Psychological Association, posso esprimere la mia opinione personale sul fatto che l&#8217;uso delle interpretazioni del [test di] Rorschach per stabilire lo stato legale di un individuo e la custodia di un bambino è la singola pratica più non-etica effettuata dai miei colleghi. È messa in atto e diffusamente. Perdere dei diritti come effetto dell&#8217;aver risposto a quello che viene presentato come un &#8220;test di immaginazione&#8221;, spesso in un contesto relativo all'&#8221;aiutare&#8221;, viola quello che io credo sia il principio etico di base nella società &#8211; il fatto che le persone sono giudicate sulla base di quello che fanno, non sulla base di come si sentono, pensano o possano avere una propensione a fare. Ed essere giudicati in base ad una valutazione errata di questi pensieri, sensazioni e propensioni, significa perdere i propri diritti civili su una base essenzialmente casuale. » [fonte wikipedia]<br />
.<br />
Qui la scheda del saggio intitolato &#8220;Scenari forensi e disturbi di personalità&#8221; di Franco Freilone, in cui tratta anche della psicodiagnosi dei disturbi di personalità in ambito forense attraverso il Rorschach.<br />
<a href="http://www.espressedizioni.it/catalogo/id/36" rel="nofollow ugc">http://www.espressedizioni.it/catalogo/id/36</a><br />
.<br />
Qui un articolo di Romeo Lucioni in cui si legge tra l&#8217;altro: &#8220;bisogna per lo meno essere sicuri che il &#8216;valore simbolico&#8217; risulti sufficientemente affidabile. Questo principio non è ancora del tutto assolto proprio perché ci sono profonde differenze tra le attribuzioni simbolico-funzionali adottate dai diversi autori.&#8221;<br />
<a href="http://www.promefit.net/lettura.pdf" rel="nofollow ugc">http://www.promefit.net/lettura.pdf</a></p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-capacita-di-restare-soli/comment-page-2/#comment-128562</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 May 2012 10:35:21 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5274#comment-128562</guid>

					<description><![CDATA[Per chi si volesse fare un&#039;idea di come vengono diagnosticati i DP (disturbi dlla personalità), qui
http://www.psychiatryonline.it/ital/scale/cap22-3.htm
c&#039;è un articolo [2008] molto puntuale in cui si espongono problemi e tipologie di test per la diagnosi.
Nell&#039;articolo si legge tra l&#039;altro:
&quot;La valutazione standardizzata dei DP, per quanto abbia avuto un significativo sviluppo positivo, presenta ancora alcuni problemi in diversi settori.&quot;
.
&quot;Nonostante gli innegabili progressi compiuti nel campo della valutazione standardizzata dei DP, siamo ancora ben lontani dall’avere raggiunto un generale consenso tanto sui metodi di valutazione quanto, soprattutto, sul tipo e sul numero delle dimensioni necessarie a descrivere i DP.&quot;
.
&quot;L’affidabilità diagnostica dei DP sarebbe pertanto correlata con la prototipicità dei pazienti: quanto più un paziente soddisfa, su base clinica, i criteri diagnostici, tanto più i suoi punteggi saranno al di sopra della soglia diagnostica alle valutazioni standardizzare.&quot;
.
Dall&#039;articolo imparo che per alcuni test-intervista diagnostici si può ricorrere a un &#039;informant&#039;, una persona vicina al paziente che faccia da informatore per verificare l&#039;intervista. Se ritenuto più attendibile, prevale l&#039;informant sul paziente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per chi si volesse fare un&#8217;idea di come vengono diagnosticati i DP (disturbi dlla personalità), qui<br />
<a href="http://www.psychiatryonline.it/ital/scale/cap22-3.htm" rel="nofollow ugc">http://www.psychiatryonline.it/ital/scale/cap22-3.htm</a><br />
c&#8217;è un articolo [2008] molto puntuale in cui si espongono problemi e tipologie di test per la diagnosi.<br />
Nell&#8217;articolo si legge tra l&#8217;altro:<br />
&#8220;La valutazione standardizzata dei DP, per quanto abbia avuto un significativo sviluppo positivo, presenta ancora alcuni problemi in diversi settori.&#8221;<br />
.<br />
&#8220;Nonostante gli innegabili progressi compiuti nel campo della valutazione standardizzata dei DP, siamo ancora ben lontani dall’avere raggiunto un generale consenso tanto sui metodi di valutazione quanto, soprattutto, sul tipo e sul numero delle dimensioni necessarie a descrivere i DP.&#8221;<br />
.<br />
&#8220;L’affidabilità diagnostica dei DP sarebbe pertanto correlata con la prototipicità dei pazienti: quanto più un paziente soddisfa, su base clinica, i criteri diagnostici, tanto più i suoi punteggi saranno al di sopra della soglia diagnostica alle valutazioni standardizzare.&#8221;<br />
.<br />
Dall&#8217;articolo imparo che per alcuni test-intervista diagnostici si può ricorrere a un &#8216;informant&#8217;, una persona vicina al paziente che faccia da informatore per verificare l&#8217;intervista. Se ritenuto più attendibile, prevale l&#8217;informant sul paziente.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-capacita-di-restare-soli/comment-page-2/#comment-128561</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 May 2012 19:28:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5274#comment-128561</guid>

					<description><![CDATA[&quot;Lo psichiatra e lo psicologo nei centri antiviolenza o in altri presidi territoriali non hanno la funzione di “dare patenti” ma di ascoltare prima e vedere, poi, se e come è possibile impostare un lavoro di cura.&quot; [Barbara]
.
Dove ero io, non c&#039;è mai stato uno psichiatra. C&#039;erano delle psicologhe e alcune educatrici. E un servizio di orientamento legale di avvocatesse. Poi è chiaro che essendo i servizi sociali integrati, si può ricorrere a uno psichiatra.
.
.
&quot;poniamo io avessi una certa diffidenza verso la cardiologia, non dovrei procurarmi tutti gli strumenti (annessa laurea e specializzazione) per poter portare una critica valida?&quot;
.
Un protocollo medico ha degli aspetti tecnici per i quali sicuramente hai ragione; ma può avere anche aspetti che toccano la dignità umana, in questo caso la tua non sarebbe una conclusione ragionevole (pensa per esempio alla questione del fine-vita).
Nella psichiatria la questione della dignità umana è centrale perché si incide sulla libertà dell&#039;individuo. Non sarebbe ragionevole legittimare soltanto le critiche prodotte dagli addetti ai lavori. Infatti la psichiatria stessa si è dotata di strumenti per raccogliere le critiche &#039;esterne&#039; in relazione per esempio alla formazione del dsm.
.
.
&quot;Ultimissima: il vero problema è il rapporto tra diritto e psichiatria/psicologia un po’ tanto datato. Ma per questo sarebbe bene parlassero gli esperti.&quot;
.
Beh se non erro l&#039;ho introdotto io in una recente discussione (anzi mi sa che eri intervenuta subito dopo proprio tu con un messaggio simile a questo), perché tra le mie fisse c&#039;è il diritto penale (ho una laurea orientata su quello). Quindi dai, non mi rimproverare soltanto.
Comunque anche nel campo del diritto, occhio a fidarsi dell&#039;&#039;esperto&#039;. Perché il diritto non è mai una o un gruppo di norme, ma un sistema, che al vertice pone dei principi su cosa è &#039;giusto&#039;. Può darsi per esempio che l&#039;iter logico di un provvedimento trovi la chiave in un&#039;intuizione prodotta da chi è sprovveduto nel diritto, ma non nell&#039;idea di cosa è bene. Non sempre l&#039;&#039;esperto&#039; ci arriva, magari sa solo portare avanti una cattiva prassi giuridica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Lo psichiatra e lo psicologo nei centri antiviolenza o in altri presidi territoriali non hanno la funzione di “dare patenti” ma di ascoltare prima e vedere, poi, se e come è possibile impostare un lavoro di cura.&#8221; [Barbara]<br />
.<br />
Dove ero io, non c&#8217;è mai stato uno psichiatra. C&#8217;erano delle psicologhe e alcune educatrici. E un servizio di orientamento legale di avvocatesse. Poi è chiaro che essendo i servizi sociali integrati, si può ricorrere a uno psichiatra.<br />
.<br />
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&#8220;poniamo io avessi una certa diffidenza verso la cardiologia, non dovrei procurarmi tutti gli strumenti (annessa laurea e specializzazione) per poter portare una critica valida?&#8221;<br />
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Un protocollo medico ha degli aspetti tecnici per i quali sicuramente hai ragione; ma può avere anche aspetti che toccano la dignità umana, in questo caso la tua non sarebbe una conclusione ragionevole (pensa per esempio alla questione del fine-vita).<br />
Nella psichiatria la questione della dignità umana è centrale perché si incide sulla libertà dell&#8217;individuo. Non sarebbe ragionevole legittimare soltanto le critiche prodotte dagli addetti ai lavori. Infatti la psichiatria stessa si è dotata di strumenti per raccogliere le critiche &#8216;esterne&#8217; in relazione per esempio alla formazione del dsm.<br />
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&#8220;Ultimissima: il vero problema è il rapporto tra diritto e psichiatria/psicologia un po’ tanto datato. Ma per questo sarebbe bene parlassero gli esperti.&#8221;<br />
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Beh se non erro l&#8217;ho introdotto io in una recente discussione (anzi mi sa che eri intervenuta subito dopo proprio tu con un messaggio simile a questo), perché tra le mie fisse c&#8217;è il diritto penale (ho una laurea orientata su quello). Quindi dai, non mi rimproverare soltanto.<br />
Comunque anche nel campo del diritto, occhio a fidarsi dell&#8221;esperto&#8217;. Perché il diritto non è mai una o un gruppo di norme, ma un sistema, che al vertice pone dei principi su cosa è &#8216;giusto&#8217;. Può darsi per esempio che l&#8217;iter logico di un provvedimento trovi la chiave in un&#8217;intuizione prodotta da chi è sprovveduto nel diritto, ma non nell&#8217;idea di cosa è bene. Non sempre l&#8221;esperto&#8217; ci arriva, magari sa solo portare avanti una cattiva prassi giuridica.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: barbara		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-capacita-di-restare-soli/comment-page-2/#comment-128560</link>

		<dc:creator><![CDATA[barbara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 May 2012 17:35:52 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5274#comment-128560</guid>

					<description><![CDATA[In verità Evola è noto soprattutto come un teorico della razza, definita in senso spirituale. Ti segnalo che ha lavorato - uscendone penalmente indenne - nella sezione Razza del Ministero della cultura Popolare. Questo per i lettori che possono non conoscerlo.
Per quanto riguarda le terapie analitiche e psichiatriche ho l&#039;impressione che Andrea non ne conosca il funzionamento pratico e fondi la sua critica su pregiudizi o teorie ampiamente storicizzate.
Lo psichiatra e lo psicologo nei centri antiviolenza o in altri presidi territoriali non hanno la funzione di &quot;dare patenti&quot; ma di ascoltare prima e vedere, poi, se e come è possibile impostare un lavoro di cura.
E scusa se ripeto il mantra - ma poniamo io avessi una certa diffidenza verso la cardiologia, non dovrei procurarmi tutti gli strumenti (annessa laurea e specializzazione) per poter portare una critica valida?
Ultimissima: il vero problema è il rapporto tra diritto e psichiatria/psicologia un po&#039; tanto datato. Ma per questo sarebbe bene parlassero gli esperti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In verità Evola è noto soprattutto come un teorico della razza, definita in senso spirituale. Ti segnalo che ha lavorato &#8211; uscendone penalmente indenne &#8211; nella sezione Razza del Ministero della cultura Popolare. Questo per i lettori che possono non conoscerlo.<br />
Per quanto riguarda le terapie analitiche e psichiatriche ho l&#8217;impressione che Andrea non ne conosca il funzionamento pratico e fondi la sua critica su pregiudizi o teorie ampiamente storicizzate.<br />
Lo psichiatra e lo psicologo nei centri antiviolenza o in altri presidi territoriali non hanno la funzione di &#8220;dare patenti&#8221; ma di ascoltare prima e vedere, poi, se e come è possibile impostare un lavoro di cura.<br />
E scusa se ripeto il mantra &#8211; ma poniamo io avessi una certa diffidenza verso la cardiologia, non dovrei procurarmi tutti gli strumenti (annessa laurea e specializzazione) per poter portare una critica valida?<br />
Ultimissima: il vero problema è il rapporto tra diritto e psichiatria/psicologia un po&#8217; tanto datato. Ma per questo sarebbe bene parlassero gli esperti.</p>
]]></content:encoded>
		
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