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	Commenti a: LA CURIOSITA&#039; NON UCCIDE I GATTI E TANTO MENO GLI SCRITTORI E I CRITICI: ANCORA? ANCORA.	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
	<lastBuildDate>Mon, 22 Jul 2019 09:38:05 +0000</lastBuildDate>
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		<title>
		Di: CREPASCOLO		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[CREPASCOLO]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jul 2019 09:38:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Plaudo il lapsus calami Ken Parker e Mary Jane e mi fa tornare alla storia Nella Terra degi Eroi in cui  Ken &quot;Lungo Fucile&quot; Parker sogna di incontrare altri personaggi della fiction ed anche i suoi creatori Berardi &#038; Milazzo. Manca Mary Jane &quot; Face it Tiger ! You hit the Jackpot &quot; Watson, ma pazienza. Io sono stato un fan di   Chandler per decenni ed ancora oggi mi piace, ma  il vecchio Ray - buone scuole in Inghilterra, impiego nei petroli fino a che non è stato licenziato - è stato tra i primi nel non credere fino in fondo al pulp ed infatti ha preso il sintetico mentore Dash Hammett e lo ha rielaborato in un arabesco affascinante in cui profondere il suo disincanto e  vulnerabilità.  Scriveva per Hollywood, ma non doveva trovare la cosa tanto onorevole ed annegava quella vocina che gli diceva che avrebbe dovuto tentare di essere Hemingway/Kafka/Proust nello scotch. Se oggi fosse a Cinelandia e scrivesse uno Spiderman, Peter Parker incontrerebbe Harry Osborn ubriaco fradicio fuori da un club e sarebbe tutta una altra storia...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Plaudo il lapsus calami Ken Parker e Mary Jane e mi fa tornare alla storia Nella Terra degi Eroi in cui  Ken &#8220;Lungo Fucile&#8221; Parker sogna di incontrare altri personaggi della fiction ed anche i suoi creatori Berardi &amp; Milazzo. Manca Mary Jane &#8221; Face it Tiger ! You hit the Jackpot &#8221; Watson, ma pazienza. Io sono stato un fan di   Chandler per decenni ed ancora oggi mi piace, ma  il vecchio Ray &#8211; buone scuole in Inghilterra, impiego nei petroli fino a che non è stato licenziato &#8211; è stato tra i primi nel non credere fino in fondo al pulp ed infatti ha preso il sintetico mentore Dash Hammett e lo ha rielaborato in un arabesco affascinante in cui profondere il suo disincanto e  vulnerabilità.  Scriveva per Hollywood, ma non doveva trovare la cosa tanto onorevole ed annegava quella vocina che gli diceva che avrebbe dovuto tentare di essere Hemingway/Kafka/Proust nello scotch. Se oggi fosse a Cinelandia e scrivesse uno Spiderman, Peter Parker incontrerebbe Harry Osborn ubriaco fradicio fuori da un club e sarebbe tutta una altra storia&#8230;</p>
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		<title>
		Di: k.		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[k.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jul 2019 12:45:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il fatto è che se ti  fanno  leggere Saramago  poi ti si sfrantumiano così tanto i cabbasisi che rifiuti qualsiasi  altra ipotesi di lettura fosse anche un racconto di Camilleri,
 che poi secondo me,  chi ha provato a ridimensionare i suoi libri non lo ha fatto per attaccare la cultura popolare, ma  per una più che comprensibile reazione all’incensamento a  reti media  unificate che è partito al  momento della sua scomparsa. E anche a me ( l’incensamento)  ha un po’ sconcertato, ma è spiegabile per almeno tre semplici cause di cui 1) Camilleri era un cavallo delle reti rai, sicchè cercare anche per ragioni.. diciamo  … affettive, di sottolinearne il valore valorizza pure il capitale dell’Azienda;  quindi vai pure con tre quarti di telegiornale , tre giorni di radio e gli special a raffica  in praimtaim
-2) Il nostro paese italo italiano, è un paese orfano di padre per cui siamo sempre in ricerca di un Eroe sotto cui riunificare le varie anime sperse, quando scompare qualcuno di famoso ci proviamo sempre, pure con Sordi , purtroppo però  si scopre presto che l’eroe era troppo piccolo piccolo, oppure oltre alla dimensione ci si accorge  che il padre  invece di unificare e dare identità e riconoscenza è un padre divisivo3) appunto, terza ipotesi circa la sovraesposizione incensativa; per dare più rilievo alle sue opinioni politiche contingenti si sopravvaluta il valore assoluto delle sue opere, senza accorgersi che ponendole sullo stesso piano, si fa un propaganda politica a buon mercato ma alla lunga si svilisce il certosino lavoro  delle sue opere.
Ora sui suoi libri vorrei dire la mia da lettore, che pure all’inizio restai intrigato dalla sua lingua sonora e dalla precisione delle sue storie, però mi accorsi presto (.. mica tanto; ne dovetti leggere almeno  tre o quattro dei suoi libretti blu.) che più che uno scrittore il nostro era un orologiaio oppure un cuoco, uno che sa dosare alla perfezione  gli ingredienti della storia;; , a quale riga far apparire il morto, quando far passare la bella donna, e dato che di carne siamo e il corpo alla sua ora inizia a brontolare , ci sono anche le pagine dedicate alla mangiata, (un antesignano del porno alimentare che vediamo ininterrottamente in tv di questi tempi,… ) paura, desiderio, fame,   emozioni semplici viscerali,  popolari ma anche populiste che sapeva dosare alla perfezione in linguaggio vivo, ma che appunto mi dettero la sensazione di essere un lettore  usato. Perché lo scrittore mentre ti  svela il racconto, svela anche se stesso e svela pure chi legge, ebbi invece la senzazione  di essere di fronte a un bravo piazzista, uno che si diverte a tenere in pugno la sala a smuovere le emozioni della persone, senza smuovere le proprie.   le sue interviste poi,  le sue prese di posizione,( come per Dario Fo e finanche il Beppe Grillo) più che a una sana passione civile rimandano invece  questa debolezza della piccola dimensione umana
ciao,k.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il fatto è che se ti  fanno  leggere Saramago  poi ti si sfrantumiano così tanto i cabbasisi che rifiuti qualsiasi  altra ipotesi di lettura fosse anche un racconto di Camilleri,<br />
 che poi secondo me,  chi ha provato a ridimensionare i suoi libri non lo ha fatto per attaccare la cultura popolare, ma  per una più che comprensibile reazione all’incensamento a  reti media  unificate che è partito al  momento della sua scomparsa. E anche a me ( l’incensamento)  ha un po’ sconcertato, ma è spiegabile per almeno tre semplici cause di cui 1) Camilleri era un cavallo delle reti rai, sicchè cercare anche per ragioni.. diciamo  … affettive, di sottolinearne il valore valorizza pure il capitale dell’Azienda;  quindi vai pure con tre quarti di telegiornale , tre giorni di radio e gli special a raffica  in praimtaim<br />
-2) Il nostro paese italo italiano, è un paese orfano di padre per cui siamo sempre in ricerca di un Eroe sotto cui riunificare le varie anime sperse, quando scompare qualcuno di famoso ci proviamo sempre, pure con Sordi , purtroppo però  si scopre presto che l’eroe era troppo piccolo piccolo, oppure oltre alla dimensione ci si accorge  che il padre  invece di unificare e dare identità e riconoscenza è un padre divisivo3) appunto, terza ipotesi circa la sovraesposizione incensativa; per dare più rilievo alle sue opinioni politiche contingenti si sopravvaluta il valore assoluto delle sue opere, senza accorgersi che ponendole sullo stesso piano, si fa un propaganda politica a buon mercato ma alla lunga si svilisce il certosino lavoro  delle sue opere.<br />
Ora sui suoi libri vorrei dire la mia da lettore, che pure all’inizio restai intrigato dalla sua lingua sonora e dalla precisione delle sue storie, però mi accorsi presto (.. mica tanto; ne dovetti leggere almeno  tre o quattro dei suoi libretti blu.) che più che uno scrittore il nostro era un orologiaio oppure un cuoco, uno che sa dosare alla perfezione  gli ingredienti della storia;; , a quale riga far apparire il morto, quando far passare la bella donna, e dato che di carne siamo e il corpo alla sua ora inizia a brontolare , ci sono anche le pagine dedicate alla mangiata, (un antesignano del porno alimentare che vediamo ininterrottamente in tv di questi tempi,… ) paura, desiderio, fame,   emozioni semplici viscerali,  popolari ma anche populiste che sapeva dosare alla perfezione in linguaggio vivo, ma che appunto mi dettero la sensazione di essere un lettore  usato. Perché lo scrittore mentre ti  svela il racconto, svela anche se stesso e svela pure chi legge, ebbi invece la senzazione  di essere di fronte a un bravo piazzista, uno che si diverte a tenere in pugno la sala a smuovere le emozioni della persone, senza smuovere le proprie.   le sue interviste poi,  le sue prese di posizione,( come per Dario Fo e finanche il Beppe Grillo) più che a una sana passione civile rimandano invece  questa debolezza della piccola dimensione umana<br />
ciao,k.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Angelo Dall'Acqua		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-curiosita-non-uccide-i-gatti-e-tanto-meno-gli-scrittori-e-i-critici-ancora-ancora/comment-page-1/#comment-141220</link>

		<dc:creator><![CDATA[Angelo Dall'Acqua]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jul 2019 12:24:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Concordo.
Non esiste un limite oggettivo fra alto e basso, e molte valutazioni di sopra e sotto sono in realtà frutto di poca conoscenza, influenze ideologiche, pareri personali, scuole di pensiero, approccio storicista.
Questo non significa che possono essere fatte delle valutazioni critiche: significa soltanto che molte di queste devono essere rivedute, in alcuni casi addirittura ribaltate.
Un aneddoto personale, se interessa: mi sono soffermato ad analizzare la sceneggiatura di alcuni dialoghi, a mio avviso molto interessanti, del primo filo di Spider man di Raimi, mentre lo guardavo con mia figlia di 6 anni. le parti che mi interessavano erano quelle più narrative, e avevano a che fare con il rapporto fra Ken Parker e Mary Jane.
Ho riguardato le parti che mi interessavano più e più volte.
Non mi sono vergognato di farlo.
Lo spirito soffia dove vuole, diceva qualcuno …]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo.<br />
Non esiste un limite oggettivo fra alto e basso, e molte valutazioni di sopra e sotto sono in realtà frutto di poca conoscenza, influenze ideologiche, pareri personali, scuole di pensiero, approccio storicista.<br />
Questo non significa che possono essere fatte delle valutazioni critiche: significa soltanto che molte di queste devono essere rivedute, in alcuni casi addirittura ribaltate.<br />
Un aneddoto personale, se interessa: mi sono soffermato ad analizzare la sceneggiatura di alcuni dialoghi, a mio avviso molto interessanti, del primo filo di Spider man di Raimi, mentre lo guardavo con mia figlia di 6 anni. le parti che mi interessavano erano quelle più narrative, e avevano a che fare con il rapporto fra Ken Parker e Mary Jane.<br />
Ho riguardato le parti che mi interessavano più e più volte.<br />
Non mi sono vergognato di farlo.<br />
Lo spirito soffia dove vuole, diceva qualcuno …</p>
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