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	Commenti a: LA HAINE	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: Ekerot		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ekerot]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Mar 2019 19:34:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Come è stato detto tante volte, Facebook ci toglie il pudore di dosso e poi ci regala l&#039;oblio o la manleva da qualsiasi responsabilità. E credo che quella signora, che peraltro è in un buona compagnia nell&#039;aver inveito contro Daniele Nardi e Tom Ballard, non si sarebbe mai sognata di dire &quot;alive&quot; qualcosa del genere. A chi poi?
Di tutta la terribile faccenda, peraltro non così infrequente nel mondo dell&#039;alpinismo, mi ha sconvolto il &quot;circo&quot; social che si è mosso. Dai giornali che ovviamente hanno rimarcato ad ogni pie&#039; sospinto che avesse lasciato figlio e moglie l&#039;uno, e l&#039;altro fosse rimasto orfano da bambino perché la madre se n&#039;era andata  più o meno allo stesso modo. E poi tutti si sono sentiti in dovere di dire qualcosa nella piazza pubblica: Simone Moro, la compagna di Ballard, il gruppo di Nardi (ma quello ci poteva anche stare, perché erano loro a dare le notizie), Messner che intervistano tutte le volte che ci si trova in queste situazioni... Come diceva Loredana non voglio giudicare, ma mi chiedo: perché ci sentiamo ormai in dovere se non addirittura in bisogno di dover commentare e narrare verbis apertis su e di questioni così dannatamente tragiche e personali?
Proprio in questi giorni, sto leggendo un meraviglioso libro sull&#039;alpinismo. Lo scrisse il grandissimo Jerzy Kukuczka poco prima di morire a 8000 metri per un &quot;banale&quot; incidente. Nella prefazione, Messner dice che venne raggiunto in Sud America dalla notizia della morte del polacco &quot;alcuni giorni dopo&quot; e non come stavolta ora dopo ora prima addirittura che ne avessimo la certezza. E nessuno nell&#039;89 ebbe la necessità di sentire Messner per farci raccontare cosa significasse questo lutto. Lo ha raccontato, sua sponte, solo molto più tardi.
E allora mi viene sempre in mente lo spettro di Vermicino da cui non riusciamo a liberarci, e anzi in questi tempi strani, siamo noi stessi a ricercarlo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come è stato detto tante volte, Facebook ci toglie il pudore di dosso e poi ci regala l&#8217;oblio o la manleva da qualsiasi responsabilità. E credo che quella signora, che peraltro è in un buona compagnia nell&#8217;aver inveito contro Daniele Nardi e Tom Ballard, non si sarebbe mai sognata di dire &#8220;alive&#8221; qualcosa del genere. A chi poi?<br />
Di tutta la terribile faccenda, peraltro non così infrequente nel mondo dell&#8217;alpinismo, mi ha sconvolto il &#8220;circo&#8221; social che si è mosso. Dai giornali che ovviamente hanno rimarcato ad ogni pie&#8217; sospinto che avesse lasciato figlio e moglie l&#8217;uno, e l&#8217;altro fosse rimasto orfano da bambino perché la madre se n&#8217;era andata  più o meno allo stesso modo. E poi tutti si sono sentiti in dovere di dire qualcosa nella piazza pubblica: Simone Moro, la compagna di Ballard, il gruppo di Nardi (ma quello ci poteva anche stare, perché erano loro a dare le notizie), Messner che intervistano tutte le volte che ci si trova in queste situazioni&#8230; Come diceva Loredana non voglio giudicare, ma mi chiedo: perché ci sentiamo ormai in dovere se non addirittura in bisogno di dover commentare e narrare verbis apertis su e di questioni così dannatamente tragiche e personali?<br />
Proprio in questi giorni, sto leggendo un meraviglioso libro sull&#8217;alpinismo. Lo scrisse il grandissimo Jerzy Kukuczka poco prima di morire a 8000 metri per un &#8220;banale&#8221; incidente. Nella prefazione, Messner dice che venne raggiunto in Sud America dalla notizia della morte del polacco &#8220;alcuni giorni dopo&#8221; e non come stavolta ora dopo ora prima addirittura che ne avessimo la certezza. E nessuno nell&#8217;89 ebbe la necessità di sentire Messner per farci raccontare cosa significasse questo lutto. Lo ha raccontato, sua sponte, solo molto più tardi.<br />
E allora mi viene sempre in mente lo spettro di Vermicino da cui non riusciamo a liberarci, e anzi in questi tempi strani, siamo noi stessi a ricercarlo.</p>
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		Di: Andrea Lucidi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-haine/comment-page-1/#comment-141147</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea Lucidi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Mar 2019 16:21:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;odio è una merce facile da vendere, purtroppo, la protezione che il web ti da, ti permette di esporti senza prenderti la responsabilità di ciò che stai dicendo, è un gioco al massacro, nel quale si inserisce di tutto, anche chi lo fa scientemente perchè patologicamente vuole attenzione, sono più rari costoro, ma anche questo c&#039;è. Certo è che se la cosa può considerarsi connaturata al mezzo usato, il fatto che ci siano persone pubbliche che hanno responsabilità anche di governo che usano un linguaggio forte e spingono su questo sentimento anche lì scientemente, per becere motivazioni di consenso, può legittimare anche comportamenti estremissimi e durissimi, non solo sul web, purtroppo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;odio è una merce facile da vendere, purtroppo, la protezione che il web ti da, ti permette di esporti senza prenderti la responsabilità di ciò che stai dicendo, è un gioco al massacro, nel quale si inserisce di tutto, anche chi lo fa scientemente perchè patologicamente vuole attenzione, sono più rari costoro, ma anche questo c&#8217;è. Certo è che se la cosa può considerarsi connaturata al mezzo usato, il fatto che ci siano persone pubbliche che hanno responsabilità anche di governo che usano un linguaggio forte e spingono su questo sentimento anche lì scientemente, per becere motivazioni di consenso, può legittimare anche comportamenti estremissimi e durissimi, non solo sul web, purtroppo.</p>
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		Di: tiziana		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-haine/comment-page-1/#comment-141146</link>

		<dc:creator><![CDATA[tiziana]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Mar 2019 09:43:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Provo tristezza, profonda. Un pugno allo stomaco ogni volta. Un senso di disagio per chi ha espresso i propri pensieri, quasi mi vergognassi per loro, quasi non volessi credere che persone con famiglie, vite, lavori, piccoli pensieri gentili verso un animale o un parente stretto, riescano a giudicare con tale violenza le vite altrui. Cerco di evitare queste letture ma la rete e l&#039;informazione tutta se ne pasce, fingendo di volta in volta di scandalizzarsi, di non condividere, di condannare. Intanto la diffusione continua di questi pensieri vomitati con violenza non fa che accrescerne il numero. Ripeto, provo tristezza, profonda.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Provo tristezza, profonda. Un pugno allo stomaco ogni volta. Un senso di disagio per chi ha espresso i propri pensieri, quasi mi vergognassi per loro, quasi non volessi credere che persone con famiglie, vite, lavori, piccoli pensieri gentili verso un animale o un parente stretto, riescano a giudicare con tale violenza le vite altrui. Cerco di evitare queste letture ma la rete e l&#8217;informazione tutta se ne pasce, fingendo di volta in volta di scandalizzarsi, di non condividere, di condannare. Intanto la diffusione continua di questi pensieri vomitati con violenza non fa che accrescerne il numero. Ripeto, provo tristezza, profonda.</p>
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