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	Commenti a: LA MIA ESPERIENZA SU ASK: UN POST DI MALITIA	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Jmk		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-mia-esperienza-su-ask-un-post-di-malitia/comment-page-1/#comment-136222</link>

		<dc:creator><![CDATA[Jmk]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Mar 2014 11:58:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io la butto lì: qual è esattamente la pretesa di veridicità e coerenza di un &quot;esperimento&quot; per cui io mi apro un account ask per farmi insultare? Il cyberbullismo è un&#039;altra cosa, ed è molto più seria e subdola, questo è sciacallaggio bello e buono.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io la butto lì: qual è esattamente la pretesa di veridicità e coerenza di un &#8220;esperimento&#8221; per cui io mi apro un account ask per farmi insultare? Il cyberbullismo è un&#8217;altra cosa, ed è molto più seria e subdola, questo è sciacallaggio bello e buono.</p>
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		Di: Luca Perilli		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-mia-esperienza-su-ask-un-post-di-malitia/comment-page-1/#comment-136221</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luca Perilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Feb 2014 22:24:36 +0000</pubDate>
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		Di: Boris		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-mia-esperienza-su-ask-un-post-di-malitia/comment-page-1/#comment-136220</link>

		<dc:creator><![CDATA[Boris]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Feb 2014 14:26:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Luca, se ci penso ovviamente non c&#039;è nulla di cui vergognarsi, non è che mi vergogno di ciò che penso o dico, mi vergogno dei miei problemi ( non ho avuto una vita dura, sono quasi trentenne, ma certamente non è stata normale ) e ciò mi crea disagio nell&#039;apparire. Ma d&#039;altronde neanche li avrei nominati firmandomi con nome e cognome, anche perché non ci sarebbe stato motivo, dato che l&#039;ho fatto per motivare la mia scelta con la mia esperienza. Poi c&#039;è anche un livello meno problematico, per cui i primi tempi su fb ero con nome vero, ma mi metteva a disagio il fatto di essere connesso, perché per me è un&#039;esposizione eccessiva, sono comunque introverso e riesco a trovare intimità con poche persone. Inoltre non mi va di far sapere cosa penso a tutti e non mi piace tutto ciò che penso. L&#039;aspetto giocoso che può esserci nella condivisione lo posso vivere appunto con un nick. Sono anche stato invitato in un blog e scriverci non è male, anche se a volte mi chiedo che senso abbia pubblicare consigli di lettura o di ascolto o di visione. Mi è capitato di ricevere anche complimenti, però è come se non riuscissi a prendere con leggerezza l&#039;esprimersi. Quello che mi piace del nick è che non è importante che sono io a dire una cosa, ma che magari può essere bella o utile per qualcuno. Poi so bene, e cerco di lavorarci criticamente, che mi piace incaponirmi nelle discussioni e attaccare pipponi ridicoli ( ridicoli nel fatto stesso che dico a qualcuno &quot;non sono d&#039;accordo con te, quel che dici è sbagliato&quot; eccetera, che può essere appunto utile se fornisci informazioni o consigli di lettura ) quando non fastidiosi. Urge cambio nick]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Luca, se ci penso ovviamente non c&#8217;è nulla di cui vergognarsi, non è che mi vergogno di ciò che penso o dico, mi vergogno dei miei problemi ( non ho avuto una vita dura, sono quasi trentenne, ma certamente non è stata normale ) e ciò mi crea disagio nell&#8217;apparire. Ma d&#8217;altronde neanche li avrei nominati firmandomi con nome e cognome, anche perché non ci sarebbe stato motivo, dato che l&#8217;ho fatto per motivare la mia scelta con la mia esperienza. Poi c&#8217;è anche un livello meno problematico, per cui i primi tempi su fb ero con nome vero, ma mi metteva a disagio il fatto di essere connesso, perché per me è un&#8217;esposizione eccessiva, sono comunque introverso e riesco a trovare intimità con poche persone. Inoltre non mi va di far sapere cosa penso a tutti e non mi piace tutto ciò che penso. L&#8217;aspetto giocoso che può esserci nella condivisione lo posso vivere appunto con un nick. Sono anche stato invitato in un blog e scriverci non è male, anche se a volte mi chiedo che senso abbia pubblicare consigli di lettura o di ascolto o di visione. Mi è capitato di ricevere anche complimenti, però è come se non riuscissi a prendere con leggerezza l&#8217;esprimersi. Quello che mi piace del nick è che non è importante che sono io a dire una cosa, ma che magari può essere bella o utile per qualcuno. Poi so bene, e cerco di lavorarci criticamente, che mi piace incaponirmi nelle discussioni e attaccare pipponi ridicoli ( ridicoli nel fatto stesso che dico a qualcuno &#8220;non sono d&#8217;accordo con te, quel che dici è sbagliato&#8221; eccetera, che può essere appunto utile se fornisci informazioni o consigli di lettura ) quando non fastidiosi. Urge cambio nick</p>
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		Di: Luca Perilli		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-mia-esperienza-su-ask-un-post-di-malitia/comment-page-1/#comment-136219</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luca Perilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Feb 2014 08:06:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[...su Facebook posso solo dirti che mi sono cancellato definitivamente!!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;su Facebook posso solo dirti che mi sono cancellato definitivamente!!</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Luca Perilli		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-mia-esperienza-su-ask-un-post-di-malitia/comment-page-1/#comment-136218</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luca Perilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Feb 2014 08:04:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scusa se mi permetto in pubblica, Boris: cosa c&#039;è da vergognarsi? Esprimi le tue idee con pacatezza ed educazione, ci dichiariamo d&#039;accordo o dissentiamo, ci confrontiamo civilmente... almeno in questo blog trovo che non ci sia nessun problema a usare la nostra reale identità. Ovviamente rispettando profondamente chi, come te, sceglie comunque un avatar, un nickname.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusa se mi permetto in pubblica, Boris: cosa c&#8217;è da vergognarsi? Esprimi le tue idee con pacatezza ed educazione, ci dichiariamo d&#8217;accordo o dissentiamo, ci confrontiamo civilmente&#8230; almeno in questo blog trovo che non ci sia nessun problema a usare la nostra reale identità. Ovviamente rispettando profondamente chi, come te, sceglie comunque un avatar, un nickname.</p>
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		<title>
		Di: Boris		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-mia-esperienza-su-ask-un-post-di-malitia/comment-page-1/#comment-136217</link>

		<dc:creator><![CDATA[Boris]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Feb 2014 16:07:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Luca, così rispondo anche a virginialess
nel mio caso credo derivi dalle mie difficoltà passate, che in qualche modo si riverberano. Durante l&#039;adolescenza e il passaggio alla scuola superiore sviluppai una sorta di ansia che forse si legava anche alla tensione che vivevo in casa per via delle liti fra i miei ( dovute anche all&#039;abuso di eroina di mio padre ). Nel tempo cercai di isolarmi il più possibile non uscendo di casa.  Oggi su facebook ( che praticamente non uso ) sono con uno pseudonimo, mentre ad esempio su souncloud uso la mia identità, perché è un&#039;attività che mi rappresenta e che mi rende felice, dunque lì non mi vergogno di me stesso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Luca, così rispondo anche a virginialess<br />
nel mio caso credo derivi dalle mie difficoltà passate, che in qualche modo si riverberano. Durante l&#8217;adolescenza e il passaggio alla scuola superiore sviluppai una sorta di ansia che forse si legava anche alla tensione che vivevo in casa per via delle liti fra i miei ( dovute anche all&#8217;abuso di eroina di mio padre ). Nel tempo cercai di isolarmi il più possibile non uscendo di casa.  Oggi su facebook ( che praticamente non uso ) sono con uno pseudonimo, mentre ad esempio su souncloud uso la mia identità, perché è un&#8217;attività che mi rappresenta e che mi rende felice, dunque lì non mi vergogno di me stesso.</p>
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		<title>
		Di: Luca Perilli		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-mia-esperienza-su-ask-un-post-di-malitia/comment-page-1/#comment-136216</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luca Perilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Feb 2014 15:52:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io invece sono d&#039;accordo con Malitia e mi permetto di far notare a Boris e soprattutto a k. che la falsità della comunicazione sociale è stato un problema sul quale l&#039;intera produzione pirandelliana ha scavato senza pietà in un mondo che neanche immaginava una cosa come Internet! Se io decido di indossare una maschera nei miei rapporti interpersonali, il mezzo poco importa; importeranno, al più, le occasioni che (mi) si presentano o che creo.
Dunque io non scadrei in una paranoia ma sarei semplicemente vigile, come lo siamo nei nostri rapporti interpersonali.
Piuttosto trovo interessante che vengano espresse difficoltà a esprimersi firmandosi con nome e cognome persino in un blog &quot;civilissimo&quot; come questo... perché!?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io invece sono d&#8217;accordo con Malitia e mi permetto di far notare a Boris e soprattutto a k. che la falsità della comunicazione sociale è stato un problema sul quale l&#8217;intera produzione pirandelliana ha scavato senza pietà in un mondo che neanche immaginava una cosa come Internet! Se io decido di indossare una maschera nei miei rapporti interpersonali, il mezzo poco importa; importeranno, al più, le occasioni che (mi) si presentano o che creo.<br />
Dunque io non scadrei in una paranoia ma sarei semplicemente vigile, come lo siamo nei nostri rapporti interpersonali.<br />
Piuttosto trovo interessante che vengano espresse difficoltà a esprimersi firmandosi con nome e cognome persino in un blog &#8220;civilissimo&#8221; come questo&#8230; perché!?</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: k.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-mia-esperienza-su-ask-un-post-di-malitia/comment-page-1/#comment-136215</link>

		<dc:creator><![CDATA[k.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Feb 2014 14:09:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Anch’io d’accordo con Boris.  c’è un aspetto demoniaco della comunicazione in rete che la rende pericolosa per tutti ,  non solo i più deboli.  Usare un nick, o il proprio nome non cambia molto le cose;  gli altri ti vedono e ti considerano per i messaggi che scrivi   o le foto che posti etc,, per cui c’è il  grave rischio, ( il rischio demoniaco )  di identificarsi  con questa parzialissima e in autentica parte, comunque l’appelliamo.  L’aspetto più grave del post di Malitia, come già sottolineato è appunto il non rendersi conto di questa intrinseca  parzialità e falsità della  comunicazione in internet, il cascarci dentro mentre la vuole analizzare, e  non tanto perché dice di soffrire alle offese scritte su ask , ma  per il linguaggio che usa, il non riuscire  a separare il ragazzino dall’hater.
Da questo punto di vista poi , i Lovers sarebbero anche più  molto più pericolosi  degli haters, quest’ultimi magari ti fanno male, ma ti allontanano. I lovers  invece rappresentano    i tentacoli melliflui di questa Massa indistinta  e irreale che ti vuole  assorbire.
L’anima  invece esiste, è unica e eterna. Ma come conoscerla come scoprirla? Scherzando posso darvi un aiutino: “Siete tutti degli imbecilli!”
Ciao,k.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anch’io d’accordo con Boris.  c’è un aspetto demoniaco della comunicazione in rete che la rende pericolosa per tutti ,  non solo i più deboli.  Usare un nick, o il proprio nome non cambia molto le cose;  gli altri ti vedono e ti considerano per i messaggi che scrivi   o le foto che posti etc,, per cui c’è il  grave rischio, ( il rischio demoniaco )  di identificarsi  con questa parzialissima e in autentica parte, comunque l’appelliamo.  L’aspetto più grave del post di Malitia, come già sottolineato è appunto il non rendersi conto di questa intrinseca  parzialità e falsità della  comunicazione in internet, il cascarci dentro mentre la vuole analizzare, e  non tanto perché dice di soffrire alle offese scritte su ask , ma  per il linguaggio che usa, il non riuscire  a separare il ragazzino dall’hater.<br />
Da questo punto di vista poi , i Lovers sarebbero anche più  molto più pericolosi  degli haters, quest’ultimi magari ti fanno male, ma ti allontanano. I lovers  invece rappresentano    i tentacoli melliflui di questa Massa indistinta  e irreale che ti vuole  assorbire.<br />
L’anima  invece esiste, è unica e eterna. Ma come conoscerla come scoprirla? Scherzando posso darvi un aiutino: “Siete tutti degli imbecilli!”<br />
Ciao,k.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: virginialess		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-mia-esperienza-su-ask-un-post-di-malitia/comment-page-1/#comment-136214</link>

		<dc:creator><![CDATA[virginialess]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Feb 2014 11:19:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Condivido la conclusione del post che precede, quello di Boris. E, scusandomi per l&#039;indiscrezione, mi permetto chiedergli quali &quot;remore&quot; gli impediscano di nominarsi, in questi tranquilli  blog di opinione.
Quanto al tema, la comunicazione in rete, la trovo utile per molte, e in parte ovvie, ragioni, su cui ora sorvolo, ed è anche  palese l&#039;impossibilità socio-culturale  di starne fuori. Stupisce (mica tanto) che ne abusi chi era già adulto agli esordi del mezzo.
Per metterla sul personale,  frequento alcuni siti  e ho un blog, ma (mi si consenta lo snobismo) ho deciso di non usare facebook e twitter, che pure -quale &quot;piccola&quot; autrice- potrebbero giovarmi.
Non stupisce invece  affatto che internet e in particolare i social occupino tanta parte del mondo giovanile. Anche nel &quot;bene&quot;, s&#039;intende, come del resto la globalizzazione in generale. Presentano grossi rischi, è risaputo,  e gli adolescenti sono i soggetti più esposti.
Dovrebbero esserne ben consapevoli gli adulti che si occupano di loro e impegnarsi a tenerli sotto controllo: con l&#039; educazione all&#039;uso e, soprattutto, con la vicinanza e la cura. Ma anche intervenendo autorevolmente con avvertenze e divieti.
Importante infine, e per me doverosa, la partecipazione socio-politica, o come chiamarla. Alcuni luoghi del web, sul genere  appunto di ask, sono effettivamente pericolosi: un&#039;adeguata pressione da parte delle famiglie potrebbe ottenerne la chiusura o almeno il maggior controllo. Famiglie però coordinate, socialmente attive, che da noi non abbondano. Con danno di tutti, a partire dai soggetti più deboli.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Condivido la conclusione del post che precede, quello di Boris. E, scusandomi per l&#8217;indiscrezione, mi permetto chiedergli quali &#8220;remore&#8221; gli impediscano di nominarsi, in questi tranquilli  blog di opinione.<br />
Quanto al tema, la comunicazione in rete, la trovo utile per molte, e in parte ovvie, ragioni, su cui ora sorvolo, ed è anche  palese l&#8217;impossibilità socio-culturale  di starne fuori. Stupisce (mica tanto) che ne abusi chi era già adulto agli esordi del mezzo.<br />
Per metterla sul personale,  frequento alcuni siti  e ho un blog, ma (mi si consenta lo snobismo) ho deciso di non usare facebook e twitter, che pure -quale &#8220;piccola&#8221; autrice- potrebbero giovarmi.<br />
Non stupisce invece  affatto che internet e in particolare i social occupino tanta parte del mondo giovanile. Anche nel &#8220;bene&#8221;, s&#8217;intende, come del resto la globalizzazione in generale. Presentano grossi rischi, è risaputo,  e gli adolescenti sono i soggetti più esposti.<br />
Dovrebbero esserne ben consapevoli gli adulti che si occupano di loro e impegnarsi a tenerli sotto controllo: con l&#8217; educazione all&#8217;uso e, soprattutto, con la vicinanza e la cura. Ma anche intervenendo autorevolmente con avvertenze e divieti.<br />
Importante infine, e per me doverosa, la partecipazione socio-politica, o come chiamarla. Alcuni luoghi del web, sul genere  appunto di ask, sono effettivamente pericolosi: un&#8217;adeguata pressione da parte delle famiglie potrebbe ottenerne la chiusura o almeno il maggior controllo. Famiglie però coordinate, socialmente attive, che da noi non abbondano. Con danno di tutti, a partire dai soggetti più deboli.</p>
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		<title>
		Di: Boris		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-mia-esperienza-su-ask-un-post-di-malitia/comment-page-1/#comment-136213</link>

		<dc:creator><![CDATA[Boris]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Feb 2014 10:30:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=6397#comment-136213</guid>

					<description><![CDATA[Sono d’accordo sulla consapevolezza e sull’autostima, solo non capisco perché ne fai una questione nuova. E ancora non capisco come fai a dire che non lo sapevi già cosa si prova. È forse differente subire il giudizio altrui in rete o a scuola o in strada? La differenza è quantitativa non qualitativa. Semmai l’esperimento ti fa capire cosa accade in te, ovvero che a forza di passarci il tempo il virtuale diventa reale, giovane o adulta non cambia. Molti adulti sono dipendenti da internet. Io stesso in certi periodi mi accorgo che ci passo troppo tempo ( e non c’è un modo corretto di trascorrere un mucchio di tempo in rete, è il tempo trascorso la dose ). Ho un profilo soundcloud e se carico un pezzo ho l’ansia che qualcuno lo ascolti. Anche scrivere commenti su Lipperatura è problematico, se perdo di vista il fatto che sono commenti. Questo è un problema mio, non del mezzo. So bene che si può soffrire su Ask, mi sono espresso male e non minimizzo la sofferenza. Ma non è un problema di Ask e di quelli che ti attaccano su Ask. L’educazione all’uso consapevole della rete serve a chi sta bene. Sapere cosa comporta pubblicare materiale proprio, sapere che ci sono estranei veri e davvero pericolosi eccetera. Ma l’adolescente fragile di turno non sta bene, quindi non può usare consapevolmente la rete. Se fosse in grado di farlo non sarebbe un adolescente fragile. Qua ci focalizziamo sul bullismo, come se l’educazione fosse finalizzata a difendersi dall’odio altrui e come appunto se il problema sia l’odio in rete. E come dici tu stessa, l’educazione serve nella vita reale. Mentre a scuola il bullo te lo becchi comunque, in questa parte di rete che descrivi il bullo lo subisce solo chi si mette in condizione di subirlo. E i problemi stanno a monte. Una ragazzina che pubblica le sue foto ha bisogno di qualcuno che le spieghi e la faccia riflettere sulle possibili conseguenze. Una ragazzina che si iscrive su ask e viene ripetutamente offesa e sta di merda cosa ha bisogno di capire? Ha bisogno di qualcuno che le stia vicino e che la allontani da quella follia masochista.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d’accordo sulla consapevolezza e sull’autostima, solo non capisco perché ne fai una questione nuova. E ancora non capisco come fai a dire che non lo sapevi già cosa si prova. È forse differente subire il giudizio altrui in rete o a scuola o in strada? La differenza è quantitativa non qualitativa. Semmai l’esperimento ti fa capire cosa accade in te, ovvero che a forza di passarci il tempo il virtuale diventa reale, giovane o adulta non cambia. Molti adulti sono dipendenti da internet. Io stesso in certi periodi mi accorgo che ci passo troppo tempo ( e non c’è un modo corretto di trascorrere un mucchio di tempo in rete, è il tempo trascorso la dose ). Ho un profilo soundcloud e se carico un pezzo ho l’ansia che qualcuno lo ascolti. Anche scrivere commenti su Lipperatura è problematico, se perdo di vista il fatto che sono commenti. Questo è un problema mio, non del mezzo. So bene che si può soffrire su Ask, mi sono espresso male e non minimizzo la sofferenza. Ma non è un problema di Ask e di quelli che ti attaccano su Ask. L’educazione all’uso consapevole della rete serve a chi sta bene. Sapere cosa comporta pubblicare materiale proprio, sapere che ci sono estranei veri e davvero pericolosi eccetera. Ma l’adolescente fragile di turno non sta bene, quindi non può usare consapevolmente la rete. Se fosse in grado di farlo non sarebbe un adolescente fragile. Qua ci focalizziamo sul bullismo, come se l’educazione fosse finalizzata a difendersi dall’odio altrui e come appunto se il problema sia l’odio in rete. E come dici tu stessa, l’educazione serve nella vita reale. Mentre a scuola il bullo te lo becchi comunque, in questa parte di rete che descrivi il bullo lo subisce solo chi si mette in condizione di subirlo. E i problemi stanno a monte. Una ragazzina che pubblica le sue foto ha bisogno di qualcuno che le spieghi e la faccia riflettere sulle possibili conseguenze. Una ragazzina che si iscrive su ask e viene ripetutamente offesa e sta di merda cosa ha bisogno di capire? Ha bisogno di qualcuno che le stia vicino e che la allontani da quella follia masochista.</p>
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