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	Commenti a: LA MINACCIA FANTASMA: GENNA RISPONDE A LA PORTA	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: stefano castelli		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-minaccia-fantasma-genna-risponde-a-la-porta/comment-page-1/#comment-86039</link>

		<dc:creator><![CDATA[stefano castelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 May 2006 11:57:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Più di un vizio nel commento di La Porta.
Innanzitutto, credo abbia frainteso Scurati (spero di non essere interprete approssimativo del pensiero di quest’ultimo). Quando il buon Antonio si lamenta dell’”immaginario mediatico imploso in mille frammenti” non intende lamentarsi della mancanza di un “mondo condiviso da raccontare”, ma denuncia la qualità degradata di tale immaginario. L’immaginario mediatico è la realtà, realtà che dunque esiste e viene già raccontata dai romanzieri italiani  –anche da quelli che –scandalo!-producono “romanzi fluviali”.
    Secondo appunto: quale miopia (o conservatorismo) impedisce a La Porta di cogliere che in Italia sono proprio alcuni romanzieri i migliori interpreti della realtà, e che sono loro a mettere in circolo nel discorso pubblico un surplus di senso che metabolizza questa stessa realtà?
Mi riferisco ad alcuni romanzi come 2005 dopo Cristo di Babette Factory, Occidente per principianti di Nicola Lagioia, e soprattutto a Dies irae e ai romanzi precedenti dello stesso Genna.
Si tratta qui di romanzi veri e propri che arrivano ad essere tali “in forma mediata”: il loro ‘materiale di coltura’ è proprio la realtà, i fatti storici contemporanei e recenti che si intersecano in maniera inestricabile con l’immaginario mediatico, che diventa personale.
    E’ proprio quest’intersezione la strada attualmente più produttiva e meritoria della letteratura italiana, ma credo che questa poetica vada presa come contingente, e non assolutizzata in maniera normativa come l’unica desiderabile.
Così come non credo, al contrario di Genna, in una teorizzabile supremazia della creazione di storie sul riferire la realtà, né viceversa. Questa questione si presentò anche in occasione della polemica fra Genna e Aldo Nove su Piperno, in cui, secondo me sbagliando, Genna indicava come preferibile la narrazione di Piperno alla referenzialità di Nove, ingiustamente sminuendo il lavoro di Nove a causa della premessa sbagliata.
((Pubblico questo intervento anche sul mio blog http.//stefanocastelli.blog.kataweb.it, scusate la spudorata pubblicità e grazie a chi vorrà leggermi.))
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Più di un vizio nel commento di La Porta.<br />
Innanzitutto, credo abbia frainteso Scurati (spero di non essere interprete approssimativo del pensiero di quest’ultimo). Quando il buon Antonio si lamenta dell’”immaginario mediatico imploso in mille frammenti” non intende lamentarsi della mancanza di un “mondo condiviso da raccontare”, ma denuncia la qualità degradata di tale immaginario. L’immaginario mediatico è la realtà, realtà che dunque esiste e viene già raccontata dai romanzieri italiani  –anche da quelli che –scandalo!-producono “romanzi fluviali”.<br />
    Secondo appunto: quale miopia (o conservatorismo) impedisce a La Porta di cogliere che in Italia sono proprio alcuni romanzieri i migliori interpreti della realtà, e che sono loro a mettere in circolo nel discorso pubblico un surplus di senso che metabolizza questa stessa realtà?<br />
Mi riferisco ad alcuni romanzi come 2005 dopo Cristo di Babette Factory, Occidente per principianti di Nicola Lagioia, e soprattutto a Dies irae e ai romanzi precedenti dello stesso Genna.<br />
Si tratta qui di romanzi veri e propri che arrivano ad essere tali “in forma mediata”: il loro ‘materiale di coltura’ è proprio la realtà, i fatti storici contemporanei e recenti che si intersecano in maniera inestricabile con l’immaginario mediatico, che diventa personale.<br />
    E’ proprio quest’intersezione la strada attualmente più produttiva e meritoria della letteratura italiana, ma credo che questa poetica vada presa come contingente, e non assolutizzata in maniera normativa come l’unica desiderabile.<br />
Così come non credo, al contrario di Genna, in una teorizzabile supremazia della creazione di storie sul riferire la realtà, né viceversa. Questa questione si presentò anche in occasione della polemica fra Genna e Aldo Nove su Piperno, in cui, secondo me sbagliando, Genna indicava come preferibile la narrazione di Piperno alla referenzialità di Nove, ingiustamente sminuendo il lavoro di Nove a causa della premessa sbagliata.<br />
((Pubblico questo intervento anche sul mio blog http.//stefanocastelli.blog.kataweb.it, scusate la spudorata pubblicità e grazie a chi vorrà leggermi.))</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		Di: Nicolò La Rocca		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-minaccia-fantasma-genna-risponde-a-la-porta/comment-page-1/#comment-86038</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nicolò La Rocca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 May 2006 15:49:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;Illiade è un&#039;opera realistica, così come Il gattopardo è un&#039;opera fantastica. Insomma, un testo parla sempre della realtà. E&#039; la realtà che so offre a diverse lenti cambiando forma. Credo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Illiade è un&#8217;opera realistica, così come Il gattopardo è un&#8217;opera fantastica. Insomma, un testo parla sempre della realtà. E&#8217; la realtà che so offre a diverse lenti cambiando forma. Credo&#8230;</p>
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		Di: Toro seduto		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Toro seduto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 May 2006 15:49:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono per un&#039;ecologia della scrittura, ha ragione giano, Genna scrive troppo ed effettivamente i suoi discorsi meriterebbero una accurata sinossi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono per un&#8217;ecologia della scrittura, ha ragione giano, Genna scrive troppo ed effettivamente i suoi discorsi meriterebbero una accurata sinossi.</p>
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		Di: gianni biondillo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 May 2006 13:33:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Con tutto quello di gratuito che Genna scrive da anni su internet, mi pare abbastanza fuori luogo il commento di Giano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con tutto quello di gratuito che Genna scrive da anni su internet, mi pare abbastanza fuori luogo il commento di Giano.</p>
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		Di: Giano		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-minaccia-fantasma-genna-risponde-a-la-porta/comment-page-1/#comment-86035</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 May 2006 12:31:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Concesso, ma il mio commento non è livoroso, è una semplice constatazione.
E nessuno mi paga per lasciare commenti nei blog.
Quindi, comunque, bisogna lavorare.
Buona giornata :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Concesso, ma il mio commento non è livoroso, è una semplice constatazione.<br />
E nessuno mi paga per lasciare commenti nei blog.<br />
Quindi, comunque, bisogna lavorare.<br />
Buona giornata 🙂</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
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		Di: La Lipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-minaccia-fantasma-genna-risponde-a-la-porta/comment-page-1/#comment-86034</link>

		<dc:creator><![CDATA[La Lipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 May 2006 10:04:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Giano, se mi concedi la franchezza, anche fare commenti inutilmente livorosi è sempre meglio che lavorare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giano, se mi concedi la franchezza, anche fare commenti inutilmente livorosi è sempre meglio che lavorare.</p>
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		<title>
		Di: Giano		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-minaccia-fantasma-genna-risponde-a-la-porta/comment-page-1/#comment-86033</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 May 2006 09:57:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo articolo di Genna è il classico esempio di come si possa scrivere una lunghissima pagina per dire ciò che si potrebbe dire in dieci righe.
E forse, se non si scrivessero nemmeno quelle dieci righe, il mondo andrebbe avanti benissimo ugualmente.
Ma bisogna pur campare.
E allora anche fare la critica del critico che critica un testo...è sempre meglio che lavorare.
O no?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo articolo di Genna è il classico esempio di come si possa scrivere una lunghissima pagina per dire ciò che si potrebbe dire in dieci righe.<br />
E forse, se non si scrivessero nemmeno quelle dieci righe, il mondo andrebbe avanti benissimo ugualmente.<br />
Ma bisogna pur campare.<br />
E allora anche fare la critica del critico che critica un testo&#8230;è sempre meglio che lavorare.<br />
O no?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Lucio Angelini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-minaccia-fantasma-genna-risponde-a-la-porta/comment-page-1/#comment-86032</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lucio Angelini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 May 2006 06:51:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A proposito di scrittura &#038; realtà, cito un frammento all&#039;arsenico di Massimiliano Parente: &quot;Mauro Covacich scrive romanzi leggendo i giornali, anzi spremendone un succo con cui inchiostrare libri che dopo sei mesi, con i nuovi palinsesti televisivi, sono già scaduti.
Sui giornali si parla di Unabomber e scrive una storia su Unabomber, sui giornali e in tivù ci sono i reality e scrive la storia di un reality il cui autore, già che c’è, sarebbe Unabomber...&quot;:- )]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito di scrittura &amp; realtà, cito un frammento all&#8217;arsenico di Massimiliano Parente: &#8220;Mauro Covacich scrive romanzi leggendo i giornali, anzi spremendone un succo con cui inchiostrare libri che dopo sei mesi, con i nuovi palinsesti televisivi, sono già scaduti.<br />
Sui giornali si parla di Unabomber e scrive una storia su Unabomber, sui giornali e in tivù ci sono i reality e scrive la storia di un reality il cui autore, già che c’è, sarebbe Unabomber&#8230;&#8221;:- )</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: spettatrice		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-minaccia-fantasma-genna-risponde-a-la-porta/comment-page-1/#comment-86031</link>

		<dc:creator><![CDATA[spettatrice]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 May 2006 22:37:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La Porta
la letteratura è avulsa dalla realtà, si metta a inseguire la realtà e la racconti
Genna
Per fare teoria della letteratura bisogna avere una solida conoscenza della filosofia, che, in quanto solida, ha talmente saturato i processi sinaptici, da costituirsi in visione del mondo: in visione della realtà.
io
non ho la fortuna di essere avulsa dalla realtà, talvolta mi piacerebbe (essere avulsa), ma proprio non c&#039;è verso. In questa dimensione d&#039;esistenza sembra che mi debba accontentare di esserci, per l&#039;irrealtà il percorso è mortale e al momento (spero) rimandato. Tiè.
Ho anche la ventura di non conoscere bene la filosofia anzi, direi che in tema sono particolarmente &#039;gnurant.
Epperò vuoi per realtà vuoi per ignoranza non posso fare a meno di far muovere un pò le meningi dopo questa istruttiva lettura. Non proporrò una teoria, ma una stupidissima domanda: si può fare qualcosa nell&#039;irrealtà? qualcosa tipo la letteratura?
A me sembra di no e quindi nel mio modesto filosofare resto convinta che tutto quello che facciamo è realtà, anche qualsiasi cosa scritta detta e, forse, pensata. Rimproverare uno scritto di mancanza &#039;di realtà&#039; per il semplice motivo che non cronacheggia lapalissianamente sui fatti che ci accadono (e in cui noi accadiamo) è semplicemente fuori senso. La cosa che invece potrebbe mancare è la capacità del critico o del lettore comune di dare un senso di &#039;realtà&#039; a quello che si legge. Ovverossia, se qualsiasi cosa è realtà (compreso il peggiore manoscritto) il problema per chi voglia dargli un senso oltre l&#039;analisi grammaticale è avere un&#039;idea della (sulla) realtà e inquadrare in qualche modo la lettura. In questa operazione di dare senso al letto (non quello con cuscini e materasso in cui sto per appisolarmi) si possono manifestare molte reazioni che toccano anche degli, ehm, estremi ...dal lancio nel cestino della spazzatura alla religiosità più spudorata :-)
Trovare le ragioni di uno scritto e delle storie, anche quelle più &#039;di cronaca&#039;, non è semplice e implica farsi un&#039;idea di come gira il mondo e di qual&#039;è il nostro binario oltre che quello del tizio che ci ha raccontato la storia di una zia di cartone che se la faceva con un gelataio geloso e forse avrebbe preferito un divo di telenovela che però se la faceva con il gatto del suo vicino.
Scherzo, mi sembra che la cosa che manca di più e che rimandiamo o occultiamo dietro le richieste di trame ad hoc sia proprio il senso della nostra realtà, quella che ci sta sotto i piedi, in cui camminiamo ogni giorno e che spesso ci fa troppo comodo non vedere o non vedere nella sua complessità. Che gli scrittori ci dicano cosa ci accade quando andiamo a cagare, please, (questa è una realtà, nevvero?)noi non siamo più in grado di vederlo da soli, ci mancano un pò troppi elementi e nello stesso tempo ci sarebbe scomodo averli (quegli elementi). Lo scrittore dovrà accortamente descrivere il fenomeno evitando l&#039;avulso dalla realtà, l&#039;ideale sarebbe per punti, così tutti possono capire e realizzare. Se invece un tizio bussasse alla porta con una storia di un uomo che si trasforma in scarrafone, buttatelo fuori, credo si chiami Franz ed è un rompicoglioni, anche quello di nome Italo che continua a blaterare di baroni rampanti e corazze vuote, sono avulsi, sono avulsi, che diamine.
Come sapete a quest&#039;ora, dopo la mezzanotte, la mente di molti si affloscia, la mia non fa eccezione. Spero di non avere detto un mucchio di castronerie:-) se si scusatemi, non è stata una bella giornata :-(
besos]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Porta<br />
la letteratura è avulsa dalla realtà, si metta a inseguire la realtà e la racconti<br />
Genna<br />
Per fare teoria della letteratura bisogna avere una solida conoscenza della filosofia, che, in quanto solida, ha talmente saturato i processi sinaptici, da costituirsi in visione del mondo: in visione della realtà.<br />
io<br />
non ho la fortuna di essere avulsa dalla realtà, talvolta mi piacerebbe (essere avulsa), ma proprio non c&#8217;è verso. In questa dimensione d&#8217;esistenza sembra che mi debba accontentare di esserci, per l&#8217;irrealtà il percorso è mortale e al momento (spero) rimandato. Tiè.<br />
Ho anche la ventura di non conoscere bene la filosofia anzi, direi che in tema sono particolarmente &#8216;gnurant.<br />
Epperò vuoi per realtà vuoi per ignoranza non posso fare a meno di far muovere un pò le meningi dopo questa istruttiva lettura. Non proporrò una teoria, ma una stupidissima domanda: si può fare qualcosa nell&#8217;irrealtà? qualcosa tipo la letteratura?<br />
A me sembra di no e quindi nel mio modesto filosofare resto convinta che tutto quello che facciamo è realtà, anche qualsiasi cosa scritta detta e, forse, pensata. Rimproverare uno scritto di mancanza &#8216;di realtà&#8217; per il semplice motivo che non cronacheggia lapalissianamente sui fatti che ci accadono (e in cui noi accadiamo) è semplicemente fuori senso. La cosa che invece potrebbe mancare è la capacità del critico o del lettore comune di dare un senso di &#8216;realtà&#8217; a quello che si legge. Ovverossia, se qualsiasi cosa è realtà (compreso il peggiore manoscritto) il problema per chi voglia dargli un senso oltre l&#8217;analisi grammaticale è avere un&#8217;idea della (sulla) realtà e inquadrare in qualche modo la lettura. In questa operazione di dare senso al letto (non quello con cuscini e materasso in cui sto per appisolarmi) si possono manifestare molte reazioni che toccano anche degli, ehm, estremi &#8230;dal lancio nel cestino della spazzatura alla religiosità più spudorata 🙂<br />
Trovare le ragioni di uno scritto e delle storie, anche quelle più &#8216;di cronaca&#8217;, non è semplice e implica farsi un&#8217;idea di come gira il mondo e di qual&#8217;è il nostro binario oltre che quello del tizio che ci ha raccontato la storia di una zia di cartone che se la faceva con un gelataio geloso e forse avrebbe preferito un divo di telenovela che però se la faceva con il gatto del suo vicino.<br />
Scherzo, mi sembra che la cosa che manca di più e che rimandiamo o occultiamo dietro le richieste di trame ad hoc sia proprio il senso della nostra realtà, quella che ci sta sotto i piedi, in cui camminiamo ogni giorno e che spesso ci fa troppo comodo non vedere o non vedere nella sua complessità. Che gli scrittori ci dicano cosa ci accade quando andiamo a cagare, please, (questa è una realtà, nevvero?)noi non siamo più in grado di vederlo da soli, ci mancano un pò troppi elementi e nello stesso tempo ci sarebbe scomodo averli (quegli elementi). Lo scrittore dovrà accortamente descrivere il fenomeno evitando l&#8217;avulso dalla realtà, l&#8217;ideale sarebbe per punti, così tutti possono capire e realizzare. Se invece un tizio bussasse alla porta con una storia di un uomo che si trasforma in scarrafone, buttatelo fuori, credo si chiami Franz ed è un rompicoglioni, anche quello di nome Italo che continua a blaterare di baroni rampanti e corazze vuote, sono avulsi, sono avulsi, che diamine.<br />
Come sapete a quest&#8217;ora, dopo la mezzanotte, la mente di molti si affloscia, la mia non fa eccezione. Spero di non avere detto un mucchio di castronerie:-) se si scusatemi, non è stata una bella giornata 🙁<br />
besos</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Paolo S		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-minaccia-fantasma-genna-risponde-a-la-porta/comment-page-1/#comment-86030</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo S]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 May 2006 14:16:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La cosa che mi conquista di Genna (ma devo smettere di parlarne bene!) e di Evangelisti è che pur vivendo consapevolmente l&#039;attenzione alla realtà politica, non si fermano appunto al realismo, ma invocano in questo scenario altre potenze. E che queste altre potenze siano vicine alla letteratura più di ogni paradigma materialistico è una posizione opinabile, ma interessante e molto &quot;poietica&quot;: più con Benjamin che con Bachtin...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La cosa che mi conquista di Genna (ma devo smettere di parlarne bene!) e di Evangelisti è che pur vivendo consapevolmente l&#8217;attenzione alla realtà politica, non si fermano appunto al realismo, ma invocano in questo scenario altre potenze. E che queste altre potenze siano vicine alla letteratura più di ogni paradigma materialistico è una posizione opinabile, ma interessante e molto &#8220;poietica&#8221;: più con Benjamin che con Bachtin&#8230;</p>
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