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	Commenti a: LA MORTE ALTRUI	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: paola		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[paola]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 22:04:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@barbara, io parlavo del ruolo delle donne di accudimento del corpo di chi è morto/a, del cadavere, per dirla meglio. Anch&#039;io ho pensato ai &quot;fratelli della buona morte&quot;, ma li ho subito esclusi appunto perché non si occupavano della manipolazione materiale del cadavere, ma di altri aspetti &quot;istituzionali&quot;, che riguardavano la celebrazione di un funerale &quot;valido&quot;, corteo funebre, sepoltura, orazioni etc. etc. per coloro lche non disponevano di mezzi tali da permettere la celebrazione di un funerale &quot;degno&quot;. Il prete, poi, si colloca ad un livello istituzionale ancora più elevato e smaterializzato. E certo che uomini erano i medici, ma qui stiamo parlando della morte, non della cura. Grazie Paolo :), ma gli esempi che citi, e il fatto stesso che si possano contare sulle dita di una mano, dimostrano che le donne ai piani alti, per lo più, non potevano accedere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@barbara, io parlavo del ruolo delle donne di accudimento del corpo di chi è morto/a, del cadavere, per dirla meglio. Anch&#8217;io ho pensato ai &#8220;fratelli della buona morte&#8221;, ma li ho subito esclusi appunto perché non si occupavano della manipolazione materiale del cadavere, ma di altri aspetti &#8220;istituzionali&#8221;, che riguardavano la celebrazione di un funerale &#8220;valido&#8221;, corteo funebre, sepoltura, orazioni etc. etc. per coloro lche non disponevano di mezzi tali da permettere la celebrazione di un funerale &#8220;degno&#8221;. Il prete, poi, si colloca ad un livello istituzionale ancora più elevato e smaterializzato. E certo che uomini erano i medici, ma qui stiamo parlando della morte, non della cura. Grazie Paolo :), ma gli esempi che citi, e il fatto stesso che si possano contare sulle dita di una mano, dimostrano che le donne ai piani alti, per lo più, non potevano accedere.</p>
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		Di: Paolo1984		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo1984]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 17:57:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;uomini erano i medici&quot;
anche qua mi piace ricordare una eccezione, quella delle mulieres salernitanae, le Dame della Scuola Medica di Salerno, il primo istituto medico d&#039;Europa, istituzione culturale del Medioevo che, caso raro e forse unico, non era controllata dalla Chiesa e secondo molti prima università d&#039;Europa o comunque antesignana delle università moderne.
Anche le donne potevano frequentarla e la frequentavano come studentesse e insegnanti, tra le Mulieres Salernitanae vi sono Trotula de Ruggiero, Rebecca Guarna e Abella Salernitana. Le informazioni su di loro sono poche, di Trotula c&#039;è anche chi mette in dubbio la storicità, ma l&#039;esistenza della Scuola Medica di Salerno e il fatto che fosse aperta anche alle donne è comprovato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;uomini erano i medici&#8221;<br />
anche qua mi piace ricordare una eccezione, quella delle mulieres salernitanae, le Dame della Scuola Medica di Salerno, il primo istituto medico d&#8217;Europa, istituzione culturale del Medioevo che, caso raro e forse unico, non era controllata dalla Chiesa e secondo molti prima università d&#8217;Europa o comunque antesignana delle università moderne.<br />
Anche le donne potevano frequentarla e la frequentavano come studentesse e insegnanti, tra le Mulieres Salernitanae vi sono Trotula de Ruggiero, Rebecca Guarna e Abella Salernitana. Le informazioni su di loro sono poche, di Trotula c&#8217;è anche chi mette in dubbio la storicità, ma l&#8217;esistenza della Scuola Medica di Salerno e il fatto che fosse aperta anche alle donne è comprovato.</p>
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		Di: barbara		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[barbara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 17:26:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Paola
a me risulta che le confraternite della morte erano composte solo da maschi, che l&#039;accompagnamento religioso (cattolico) era gestito da uomini e che uomini erano i medici. Dove le hai trovate - lo dico senza polemica, è proprio una domanda domanda - tutte ste donne prese ad occuparsi dell&#039;altrui morte?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Paola<br />
a me risulta che le confraternite della morte erano composte solo da maschi, che l&#8217;accompagnamento religioso (cattolico) era gestito da uomini e che uomini erano i medici. Dove le hai trovate &#8211; lo dico senza polemica, è proprio una domanda domanda &#8211; tutte ste donne prese ad occuparsi dell&#8217;altrui morte?</p>
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		Di: Paolo1984		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo1984]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 17:19:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Trovarmi in compagnia dei Padri della Chiesa, per un agnostico tendente all&#039;ateismo come me, è alquanto inaspettato. Comunque ti ringrazio, paola, per le informazioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Trovarmi in compagnia dei Padri della Chiesa, per un agnostico tendente all&#8217;ateismo come me, è alquanto inaspettato. Comunque ti ringrazio, paola, per le informazioni.</p>
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		<title>
		Di: paola		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-morte-altrui/comment-page-2/#comment-117388</link>

		<dc:creator><![CDATA[paola]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 16:53:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@paolo 1984: vedo adesso il tuo ultimo commento, direi che la pensi  come molti &quot;padri della chiesa&quot;, per i quali l&#039;atto di Eva è stato una &quot;felix culpa&quot;, che avrebbe permesso all&#039;umanità di dotarsi della facoltà di distinguere il bene dal male, e di dare avvìo al processo della &quot;salvezza&quot; dell&#039;umanità. Dante la mette in paradiso, come vedi sei in compagnia. Ma qui siamo fuori tema :).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@paolo 1984: vedo adesso il tuo ultimo commento, direi che la pensi  come molti &#8220;padri della chiesa&#8221;, per i quali l&#8217;atto di Eva è stato una &#8220;felix culpa&#8221;, che avrebbe permesso all&#8217;umanità di dotarsi della facoltà di distinguere il bene dal male, e di dare avvìo al processo della &#8220;salvezza&#8221; dell&#8217;umanità. Dante la mette in paradiso, come vedi sei in compagnia. Ma qui siamo fuori tema :).</p>
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		<title>
		Di: paola		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-morte-altrui/comment-page-2/#comment-117387</link>

		<dc:creator><![CDATA[paola]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 16:47:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una notazione: &quot;l’accudimento della malattia e della morte&quot; sono state da sempre affidate alle donne, cui spettava la gestione dei corpi di chi era morto/a in vista della sepoltura, almeno nelle culture che io conosco (occidentali e mediterranee), e in questo senso l&#039;autrice ha ragione. Forse proprio oggi le cose stanno cambiando, dato che tra coloro che prestano assistenza professionale o volontaria a malati/e e morenti ci sono anche uomini. Per quanto mi riguarda, mia madre, per sua fortuna, è morta in casa propria, ed il suo accudimento post-mortem è stato agito da tre donne, forse non è un caso. Per quanto riguarda invece i modelli culturali esemplari di morti femminili, è vero che le manifestazoni di tali modelli in età moderna/contemporanea  rimandano per lo più alla sfera privata (opera, romanzo) e sono pochi gli esempi di morti a valenza &quot;civile&quot; o &quot;pubblica&quot; o &quot;politica&quot;, se volete, a cominciare dall&#039;esempio &quot;alto&quot; di Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordato da Paolo. Il fatto è che, se anche ce ne sono altri, e molti altri, questi esempi non sono stati valorizzati, non hanno funzionato da modello, o no? Mentre riamane ben saldo lo stereotipo della morte eroica (in senso civile, politico) per i maschi. Per quanto riguarda &quot;morti di sante e martiri donne&quot;, la loro funzione a partire dalla tarda antichità e dal mediovo, in rapporto agli &quot;exempla&quot; costituiti dalle &quot;morti di santi e martiri uomini&quot;, bisognerebbe studiarsela. Interessante, ma di primo acchitto direi che in questo campo gli elementi &quot;sessisti&quot; coesistono con gli elementi &quot;paritari&quot;. Ciao a tutte e a tutti :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una notazione: &#8220;l’accudimento della malattia e della morte&#8221; sono state da sempre affidate alle donne, cui spettava la gestione dei corpi di chi era morto/a in vista della sepoltura, almeno nelle culture che io conosco (occidentali e mediterranee), e in questo senso l&#8217;autrice ha ragione. Forse proprio oggi le cose stanno cambiando, dato che tra coloro che prestano assistenza professionale o volontaria a malati/e e morenti ci sono anche uomini. Per quanto mi riguarda, mia madre, per sua fortuna, è morta in casa propria, ed il suo accudimento post-mortem è stato agito da tre donne, forse non è un caso. Per quanto riguarda invece i modelli culturali esemplari di morti femminili, è vero che le manifestazoni di tali modelli in età moderna/contemporanea  rimandano per lo più alla sfera privata (opera, romanzo) e sono pochi gli esempi di morti a valenza &#8220;civile&#8221; o &#8220;pubblica&#8221; o &#8220;politica&#8221;, se volete, a cominciare dall&#8217;esempio &#8220;alto&#8221; di Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordato da Paolo. Il fatto è che, se anche ce ne sono altri, e molti altri, questi esempi non sono stati valorizzati, non hanno funzionato da modello, o no? Mentre riamane ben saldo lo stereotipo della morte eroica (in senso civile, politico) per i maschi. Per quanto riguarda &#8220;morti di sante e martiri donne&#8221;, la loro funzione a partire dalla tarda antichità e dal mediovo, in rapporto agli &#8220;exempla&#8221; costituiti dalle &#8220;morti di santi e martiri uomini&#8221;, bisognerebbe studiarsela. Interessante, ma di primo acchitto direi che in questo campo gli elementi &#8220;sessisti&#8221; coesistono con gli elementi &#8220;paritari&#8221;. Ciao a tutte e a tutti 🙂</p>
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		<title>
		Di: vlad		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-morte-altrui/comment-page-2/#comment-117386</link>

		<dc:creator><![CDATA[vlad]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 12:32:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@paolo
Non mi sembra di aver dato alcuna personale valutazione di merito sul risultato del libero arbitrio. Potrei pensarla come De Andrè o come mia nonna. Non cambia nulla.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@paolo<br />
Non mi sembra di aver dato alcuna personale valutazione di merito sul risultato del libero arbitrio. Potrei pensarla come De Andrè o come mia nonna. Non cambia nulla.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Paolo1984		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo1984]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 10:48:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io do&#039; un&#039;interpretazione del tutto diversa del mito dell&#039;Eden: il serpente è stato un benefattore perchè ci ha dato la conoscenza del bene e del male, Eva ha fatto benissimo a mangiare il frutto proibito e ad offrirlo ad Adamo altrimenti avremmo &quot;viaggiato una vita da scemi&quot; come canta De Andrè in Un blasfemo. Il vero peccato sarebbe stato non mangiarlo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io do&#8217; un&#8217;interpretazione del tutto diversa del mito dell&#8217;Eden: il serpente è stato un benefattore perchè ci ha dato la conoscenza del bene e del male, Eva ha fatto benissimo a mangiare il frutto proibito e ad offrirlo ad Adamo altrimenti avremmo &#8220;viaggiato una vita da scemi&#8221; come canta De Andrè in Un blasfemo. Il vero peccato sarebbe stato non mangiarlo.</p>
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		<title>
		Di: vlad		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-morte-altrui/comment-page-1/#comment-117384</link>

		<dc:creator><![CDATA[vlad]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 09:54:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Solo un particolare.
La Murgia dice che il peccato originale è una colpa ontologica tutta femminile con le conseguenze di cui parla.
E&#039;  laureata in teologia: le sue ragioni per un&#039;affermazione del genere saranno solide.
Personalmente l&#039;ho sempre interpretato come il risultato del libero arbitrio. Ciascuno, sia uomo o donna, rimane comunque responsabile delle proprie azioni. Il fatto che, per prima, sia  stata  Eva a mangiare il frutto è assolutamente ininfluente: la bibbia in mio possesso dice che Adamo era lì con lei,  consapevole delle sue azioni.
Forse Michela, come ha già detto Valeria, fonda le sue ragioni sulle maledizioni divine. Una specie di contrappasso nella pena della donna quando si dice  &quot;verso il marito ti spingerà la tua passione, ma egli vorrà dominare su di te&quot;, nel senso &quot;tu l&#039;hai dominato obbligandolo a mangiare il frutto, d&#039;ora in avanti lui ti dominerà &quot;. Mentre l&#039;uomo, tramite la maledizione del suolo, rimane per sempre vittima della propria dabbenaggine. Bella figura ci fa!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Solo un particolare.<br />
La Murgia dice che il peccato originale è una colpa ontologica tutta femminile con le conseguenze di cui parla.<br />
E&#8217;  laureata in teologia: le sue ragioni per un&#8217;affermazione del genere saranno solide.<br />
Personalmente l&#8217;ho sempre interpretato come il risultato del libero arbitrio. Ciascuno, sia uomo o donna, rimane comunque responsabile delle proprie azioni. Il fatto che, per prima, sia  stata  Eva a mangiare il frutto è assolutamente ininfluente: la bibbia in mio possesso dice che Adamo era lì con lei,  consapevole delle sue azioni.<br />
Forse Michela, come ha già detto Valeria, fonda le sue ragioni sulle maledizioni divine. Una specie di contrappasso nella pena della donna quando si dice  &#8220;verso il marito ti spingerà la tua passione, ma egli vorrà dominare su di te&#8221;, nel senso &#8220;tu l&#8217;hai dominato obbligandolo a mangiare il frutto, d&#8217;ora in avanti lui ti dominerà &#8220;. Mentre l&#8217;uomo, tramite la maledizione del suolo, rimane per sempre vittima della propria dabbenaggine. Bella figura ci fa!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: valeria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-morte-altrui/comment-page-1/#comment-117383</link>

		<dc:creator><![CDATA[valeria]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Feb 2011 21:24:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Barbara. Sì, certo, mi sono espressa male. Non &#039;l&#039;esperienza&#039; della morte, ma farci i conti, scoprirsi mortali, questo.
&#039;Scoprirsi mortali&#039; come se non lo avessero, avessimo, mai saputo. E credo che questo sia comune a uomini e donne. Il modo in cui si affronta questa scoperta, invece, credo sia diverso, ma posso parlare solo di quello che conosco, ovviamente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Barbara. Sì, certo, mi sono espressa male. Non &#8216;l&#8217;esperienza&#8217; della morte, ma farci i conti, scoprirsi mortali, questo.<br />
&#8216;Scoprirsi mortali&#8217; come se non lo avessero, avessimo, mai saputo. E credo che questo sia comune a uomini e donne. Il modo in cui si affronta questa scoperta, invece, credo sia diverso, ma posso parlare solo di quello che conosco, ovviamente.</p>
]]></content:encoded>
		
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