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	Commenti a: LA MORTE DI ENZO SICILIANO	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: il pachiderma innamorato		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-morte-di-enzo-siciliano/comment-page-1/#comment-86368</link>

		<dc:creator><![CDATA[il pachiderma innamorato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jun 2006 10:42:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Beh? Tutto qui? Non avete altro da dire sulla morte di Enzo Siciliano?
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Beh? Tutto qui? Non avete altro da dire sulla morte di Enzo Siciliano?</p>
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		Di: Lucio Angelini		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lucio Angelini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jun 2006 07:54:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[All&#039;annuncio della morte di Siciliano dato in it.cultura.libri da Paolo Beneforti, il postatore Max Man ha commentato: &quot;Gli avevo da poco spedito un mio racconto. Mi sento in colpa&quot;. Magari è solo un concorso di colpa... :-/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>All&#8217;annuncio della morte di Siciliano dato in it.cultura.libri da Paolo Beneforti, il postatore Max Man ha commentato: &#8220;Gli avevo da poco spedito un mio racconto. Mi sento in colpa&#8221;. Magari è solo un concorso di colpa&#8230; :-/</p>
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		Di: spettatrice		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[spettatrice]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jun 2006 21:43:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lapalissiano: per impegnarsi nella società, ce ne deve essere una.
Altrettanto lapalissiano è che nessuno vive in un bozzolo galleggiante nello spazio e nel tempo e che se anche, da domani, questa in cui viviamo la chiamiamo merda dovremmo sempre aggiungere alla fine società. Società di merda, ma società. E come siamo circondati di un&#039;arietta sempre meno respirabile così siamo anche immersi nelle società, che lo si voglia o no, che le si ami o meno. Dichiararsi fuori dalla società ha l&#039;aria di un non senso e sembra l&#039;indice di qualche disagio mentale. Anche se non vogliamo esserci o siamo critici o siamo veramente e sinceramente incazzati nessuna soluzione e di nessun tipo passa attraverso le &#039;società di una volta&#039; o gli scrittori &#039;di una volta&#039;. Questo è l&#039;equivalente di &#039;quando i mulini e le cattedrali erano Bianchi&#039;. L&#039;equivalente nostalgico di tempi idealizzati e quindi in buona parte falsi (o almeno non esattamente corrispondenti alle macine che tritano il grano e al fattore sorridente che porta i covoni sotto l&#039;ascella). Purtroppo non è con questo tipo di nostalgie che possiamo comprendere e abbracciare il nostro presente, ma forse (e ripeto: forse) con la consapevolezza delle nostalgie e dei loro perchè o almeno degli interrogativi che dobbiamo porci in merito.
Può darsi che sbagli, ma vorrei proprio sapere dove dovrebbe, potrebbe, portarci il mantra sul tempo dei mulini e dei merletti e delle lotte e dei lottatori e delle rivoluzioni e dei rivoluzionari ecc..
Siamo quì, oggi, vogliamo che questa saudade (che non condanno in assoluto come memoria, possibilità di analisi, confronto ecc..) ci affoghi ancora di più e in una sostanza organica non  propriamente amabile?
E pensare che noi siamo quì ed è quì che dobbiamo esistere e senza possibilmente dover compensare i continui rimbrotti di un passato (che può anche fregarsene delle nostre esistenze) con kili di prozac? e vivere rispettando ciò che la letteratura è stata (non nell&#039;equivalente dei &#039;bei tempi&#039;, ma nella realtà dei tempi) cercando di fare qualcosa al presente, qualsiasi cosa, ma oggi e forse anche domani?
Non mi piace fare troppe domande, ma oltre a essere stufa di commissari buone forchette (di cibi de &#039;na vorta, guardacaso) e di macchiette letterarie varie sono stufa di questa partita che mai si potrà giocare tra la grandezza del passato (quanto immaginato e perchè?) e la miseria del presente (quanto miseria e perchè?).
Se vogliamo liberarci (passare oltre) di questa tirannia del passato (sia recente che trapassato) letterario non è negandene la grandezza o la miseria che possiamo farlo, ma cercando serenamente di comprendere perchè abbiamo questo bisogno di delegittimare (a torto, ragione o parità) il presente.
Nei post di ieri su Delate facevo il paragone tra il mondo dei mulini e quello della letteratura/critica &#039;de na vorta&#039; e delle ragioni annidate nelle nostre insicurezze e sradicamenti. Ce provo a capì, darmi delle ragioni, anche se ho pochi e poveri strumenti, ma molti di voi non sono bischeri qualsiasi, perchè non provate un attimo a osservare questo che ci accade come un fenomeno da capire piuttosto che come una consolazione cui abbandonarsi?
besos]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lapalissiano: per impegnarsi nella società, ce ne deve essere una.<br />
Altrettanto lapalissiano è che nessuno vive in un bozzolo galleggiante nello spazio e nel tempo e che se anche, da domani, questa in cui viviamo la chiamiamo merda dovremmo sempre aggiungere alla fine società. Società di merda, ma società. E come siamo circondati di un&#8217;arietta sempre meno respirabile così siamo anche immersi nelle società, che lo si voglia o no, che le si ami o meno. Dichiararsi fuori dalla società ha l&#8217;aria di un non senso e sembra l&#8217;indice di qualche disagio mentale. Anche se non vogliamo esserci o siamo critici o siamo veramente e sinceramente incazzati nessuna soluzione e di nessun tipo passa attraverso le &#8216;società di una volta&#8217; o gli scrittori &#8216;di una volta&#8217;. Questo è l&#8217;equivalente di &#8216;quando i mulini e le cattedrali erano Bianchi&#8217;. L&#8217;equivalente nostalgico di tempi idealizzati e quindi in buona parte falsi (o almeno non esattamente corrispondenti alle macine che tritano il grano e al fattore sorridente che porta i covoni sotto l&#8217;ascella). Purtroppo non è con questo tipo di nostalgie che possiamo comprendere e abbracciare il nostro presente, ma forse (e ripeto: forse) con la consapevolezza delle nostalgie e dei loro perchè o almeno degli interrogativi che dobbiamo porci in merito.<br />
Può darsi che sbagli, ma vorrei proprio sapere dove dovrebbe, potrebbe, portarci il mantra sul tempo dei mulini e dei merletti e delle lotte e dei lottatori e delle rivoluzioni e dei rivoluzionari ecc..<br />
Siamo quì, oggi, vogliamo che questa saudade (che non condanno in assoluto come memoria, possibilità di analisi, confronto ecc..) ci affoghi ancora di più e in una sostanza organica non  propriamente amabile?<br />
E pensare che noi siamo quì ed è quì che dobbiamo esistere e senza possibilmente dover compensare i continui rimbrotti di un passato (che può anche fregarsene delle nostre esistenze) con kili di prozac? e vivere rispettando ciò che la letteratura è stata (non nell&#8217;equivalente dei &#8216;bei tempi&#8217;, ma nella realtà dei tempi) cercando di fare qualcosa al presente, qualsiasi cosa, ma oggi e forse anche domani?<br />
Non mi piace fare troppe domande, ma oltre a essere stufa di commissari buone forchette (di cibi de &#8216;na vorta, guardacaso) e di macchiette letterarie varie sono stufa di questa partita che mai si potrà giocare tra la grandezza del passato (quanto immaginato e perchè?) e la miseria del presente (quanto miseria e perchè?).<br />
Se vogliamo liberarci (passare oltre) di questa tirannia del passato (sia recente che trapassato) letterario non è negandene la grandezza o la miseria che possiamo farlo, ma cercando serenamente di comprendere perchè abbiamo questo bisogno di delegittimare (a torto, ragione o parità) il presente.<br />
Nei post di ieri su Delate facevo il paragone tra il mondo dei mulini e quello della letteratura/critica &#8216;de na vorta&#8217; e delle ragioni annidate nelle nostre insicurezze e sradicamenti. Ce provo a capì, darmi delle ragioni, anche se ho pochi e poveri strumenti, ma molti di voi non sono bischeri qualsiasi, perchè non provate un attimo a osservare questo che ci accade come un fenomeno da capire piuttosto che come una consolazione cui abbandonarsi?<br />
besos</p>
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		Di: Andrea Carraro		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-morte-di-enzo-siciliano/comment-page-1/#comment-86365</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea Carraro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jun 2006 18:10:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E&#039; morto un uomo generoso e un caro amico. Ciao Enzo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; morto un uomo generoso e un caro amico. Ciao Enzo</p>
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		Di: Michele Monina		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-morte-di-enzo-siciliano/comment-page-1/#comment-86364</link>

		<dc:creator><![CDATA[Michele Monina]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jun 2006 17:00:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un caro saluto a Enzo, gentiluomo in un mondo poco gentile. Un abbraccio a tutte le persone che gli volevamo bene. Michele]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un caro saluto a Enzo, gentiluomo in un mondo poco gentile. Un abbraccio a tutte le persone che gli volevamo bene. Michele</p>
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		Di: Rod		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-morte-di-enzo-siciliano/comment-page-1/#comment-86363</link>

		<dc:creator><![CDATA[Rod]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jun 2006 14:03:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gli piaceva molto Ava Gardner.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli piaceva molto Ava Gardner.</p>
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		Di: max		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-morte-di-enzo-siciliano/comment-page-1/#comment-86362</link>

		<dc:creator><![CDATA[max]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jun 2006 12:22:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Come mai Siciliano, uomo e scrittore di fine intelligenza, non cita neanche una donna in questo pezzo? Tu sai, Loredana, a chi andavano le sue preferenze al riguardo (se ne aveva?). Grazie, Max]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come mai Siciliano, uomo e scrittore di fine intelligenza, non cita neanche una donna in questo pezzo? Tu sai, Loredana, a chi andavano le sue preferenze al riguardo (se ne aveva?). Grazie, Max</p>
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		Di: marco v		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco v]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jun 2006 12:20:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[vero verissimo, caro biondillo, sulla sparizione di Moravia (il Tempo è Galantuomo..lo dico sempre: Moravia era un uomo molto intelligente e influente. Fosse stato anche un grande scrittore sarebbe stato perfetto) non c&#039;è nulla da dire. Se è per questo è pure sbagliata la data: Moravia non può aver detto quello che Siciliano gli fa dire nel &#039;91: era morto l&#039;anno prima.
Nessuna intenzione beatificatoria (e poi, l&#039;ho anche detto: non gli posso perdonare il &quot;fritto misto&quot; col quale disse che si sarebbe mangiato l&#039;Orca di D&#039;Arrigo..), volevo soltanto far notare come dalle sue parole, come da quelle di altri vecchietti, vengano una serie di critiche che possono sembrare irritanti, da guardiani del Tempio, ma credo che alla fine dovremo ammettere che avevano ragione.
Io alla crisi del dibattito intellettuale italiano credo, mi pare sotto gli occhi di tutti.. e sia chiaro che non mi basta leggere qualche grande libro ogni tanto... perché questo è accaduto sempre e sempre accadrà (ha a che vedere con le facoltà ricombinanti del Dna, penso) il problema è più radicato e radicale, sconfortante, inquietante.. antropologico.
Siamo in caduta libera, e solo un ingenuo può credere che tutto questo non influisca in qualche modo anche sulla posizione della letteratura. Due anni fa, in merito alla diatriba Benedetti-Luperini sull&#039;Unità, Siciliano diede il suo contributo con un articolo che aveva un incipit fulminante: &quot;Sono per l&#039;assenza&quot;.
Dopo una vita di impegno - anche &quot;padrinista&quot;, per dirla con Tiziano Scarpa - non se la sentiva più di appoggiare l&#039;impegno dello scrittore nella società. Lapalissiano: per impegnarsi nella società, ce ne deve essere una.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>vero verissimo, caro biondillo, sulla sparizione di Moravia (il Tempo è Galantuomo..lo dico sempre: Moravia era un uomo molto intelligente e influente. Fosse stato anche un grande scrittore sarebbe stato perfetto) non c&#8217;è nulla da dire. Se è per questo è pure sbagliata la data: Moravia non può aver detto quello che Siciliano gli fa dire nel &#8217;91: era morto l&#8217;anno prima.<br />
Nessuna intenzione beatificatoria (e poi, l&#8217;ho anche detto: non gli posso perdonare il &#8220;fritto misto&#8221; col quale disse che si sarebbe mangiato l&#8217;Orca di D&#8217;Arrigo..), volevo soltanto far notare come dalle sue parole, come da quelle di altri vecchietti, vengano una serie di critiche che possono sembrare irritanti, da guardiani del Tempio, ma credo che alla fine dovremo ammettere che avevano ragione.<br />
Io alla crisi del dibattito intellettuale italiano credo, mi pare sotto gli occhi di tutti.. e sia chiaro che non mi basta leggere qualche grande libro ogni tanto&#8230; perché questo è accaduto sempre e sempre accadrà (ha a che vedere con le facoltà ricombinanti del Dna, penso) il problema è più radicato e radicale, sconfortante, inquietante.. antropologico.<br />
Siamo in caduta libera, e solo un ingenuo può credere che tutto questo non influisca in qualche modo anche sulla posizione della letteratura. Due anni fa, in merito alla diatriba Benedetti-Luperini sull&#8217;Unità, Siciliano diede il suo contributo con un articolo che aveva un incipit fulminante: &#8220;Sono per l&#8217;assenza&#8221;.<br />
Dopo una vita di impegno &#8211; anche &#8220;padrinista&#8221;, per dirla con Tiziano Scarpa &#8211; non se la sentiva più di appoggiare l&#8217;impegno dello scrittore nella società. Lapalissiano: per impegnarsi nella società, ce ne deve essere una.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-morte-di-enzo-siciliano/comment-page-1/#comment-86360</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jun 2006 10:05:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[No, aspetta, Marco V., non confondiamo. Io sono dispiaciuto per la morte di Siciliano (per questioni anche mie personali, non sai quanto, ma non ho voglia di spiegartelo in questa sede) ma non facciamo l&#039;errore di santificare sempre e comunque il morto ancora caldo. Ero d&#039;accordo con lui su un sacco di cose e in disaccordo su molte altre. Tipo: &quot;Nel ’91 Moravia scrisse che la letteratura non contava più niente, non aveva più senso. Sono passati 15 anni e la situazione è degenerata&quot;.
Per come la vedo io sono passati 15 anni ed è Moravia a non avere più senso. la sua sparizione nel mondo delle lettere patrie (ti rammenti la sua posizione dominante?) è stata di una repentinità folgorante!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>No, aspetta, Marco V., non confondiamo. Io sono dispiaciuto per la morte di Siciliano (per questioni anche mie personali, non sai quanto, ma non ho voglia di spiegartelo in questa sede) ma non facciamo l&#8217;errore di santificare sempre e comunque il morto ancora caldo. Ero d&#8217;accordo con lui su un sacco di cose e in disaccordo su molte altre. Tipo: &#8220;Nel ’91 Moravia scrisse che la letteratura non contava più niente, non aveva più senso. Sono passati 15 anni e la situazione è degenerata&#8221;.<br />
Per come la vedo io sono passati 15 anni ed è Moravia a non avere più senso. la sua sparizione nel mondo delle lettere patrie (ti rammenti la sua posizione dominante?) è stata di una repentinità folgorante!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: les		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-morte-di-enzo-siciliano/comment-page-1/#comment-86359</link>

		<dc:creator><![CDATA[les]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jun 2006 09:33:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[C&#039;è qualcosa di indefinibile nella voce di una persona che sappiamo di non poter più ascoltare.
E&#039; qualcosa che ci fa tenere le orecchie aperte, gli occhi svegli e i sensi tutti protesi verso quelle idee che a suo tempo avevamo fatto finta di ascoltare e che invece avevamo cercato inutilmente di scalfire con il nostro ego...
Ora sì posso dire che Enzo Siciliano mi mancherà...
...ora che è già troppo tardi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è qualcosa di indefinibile nella voce di una persona che sappiamo di non poter più ascoltare.<br />
E&#8217; qualcosa che ci fa tenere le orecchie aperte, gli occhi svegli e i sensi tutti protesi verso quelle idee che a suo tempo avevamo fatto finta di ascoltare e che invece avevamo cercato inutilmente di scalfire con il nostro ego&#8230;<br />
Ora sì posso dire che Enzo Siciliano mi mancherà&#8230;<br />
&#8230;ora che è già troppo tardi.</p>
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