<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: LA PAROLA MINISTRA	</title>
	<atom:link href="https://www.lipperatura.it/la-parola-ministra/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lipperatura.it/la-parola-ministra/</link>
	<description>di Loredana Lipperini</description>
	<lastBuildDate>Sun, 06 Jun 2010 15:35:22 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>
		Di: paulj		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-parola-ministra/comment-page-1/#comment-101222</link>

		<dc:creator><![CDATA[paulj]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jun 2010 15:35:22 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=3036#comment-101222</guid>

					<description><![CDATA[Questa mia solo per aggiornare il collegamento sopra citato.
http://www.innovazionepa.gov.it/media/277361/linguaggio_non_sessista.pdf]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mia solo per aggiornare il collegamento sopra citato.<br />
<a href="http://www.innovazionepa.gov.it/media/277361/linguaggio_non_sessista.pdf" rel="nofollow ugc">http://www.innovazionepa.gov.it/media/277361/linguaggio_non_sessista.pdf</a></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Barbara		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-parola-ministra/comment-page-1/#comment-101221</link>

		<dc:creator><![CDATA[Barbara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 14:50:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=3036#comment-101221</guid>

					<description><![CDATA[Questioni di punti di vista: per me il fatto importante è che una donna sia diventata cancelliera, e che il linguaggio lo sottolinei invece di nasconderlo (perché dire ministro oppure direttore a una donna è proprio nascondere il genere).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questioni di punti di vista: per me il fatto importante è che una donna sia diventata cancelliera, e che il linguaggio lo sottolinei invece di nasconderlo (perché dire ministro oppure direttore a una donna è proprio nascondere il genere).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: riccardo ferrazzi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-parola-ministra/comment-page-1/#comment-101220</link>

		<dc:creator><![CDATA[riccardo ferrazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 14:28:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=3036#comment-101220</guid>

					<description><![CDATA[Veramente, nei paesi di lingua tedesca il termine Kanzlerin, come Feldmarschallin e altri (perfino Subsekretaerin) è sempre esistito. Solo che si riferiva alle mogli di cancellieri, feldmarescialli, sottosegretari, ecc. Il fatto importante non è che esista un termine per designare una cancelliera femmina, ma che una femmina sia diventata cancelliera.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Veramente, nei paesi di lingua tedesca il termine Kanzlerin, come Feldmarschallin e altri (perfino Subsekretaerin) è sempre esistito. Solo che si riferiva alle mogli di cancellieri, feldmarescialli, sottosegretari, ecc. Il fatto importante non è che esista un termine per designare una cancelliera femmina, ma che una femmina sia diventata cancelliera.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Barbara		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-parola-ministra/comment-page-1/#comment-101219</link>

		<dc:creator><![CDATA[Barbara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 17:41:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=3036#comment-101219</guid>

					<description><![CDATA[Non sono sicura che c&#039;entri qualcosa il fatto che in tedesco Sonne sia femminile e Mond maschile. Invece mi pare importante che appena Angela Merkel è diventata cancelliera, in Germania si sia cominciato a usare il termine Kanzlerin invece di Kanzler.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono sicura che c&#8217;entri qualcosa il fatto che in tedesco Sonne sia femminile e Mond maschile. Invece mi pare importante che appena Angela Merkel è diventata cancelliera, in Germania si sia cominciato a usare il termine Kanzlerin invece di Kanzler.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: riccardo ferrazzi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-parola-ministra/comment-page-1/#comment-101218</link>

		<dc:creator><![CDATA[riccardo ferrazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 13:49:52 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=3036#comment-101218</guid>

					<description><![CDATA[Ohibò! &quot;Ministra&quot; e non &quot;ministro&quot;, &quot;autrice&quot; e non &quot;autora&quot;, &quot;direttora&quot; e non &quot;direttrice&quot;?  In compenso, le poetesse reclamano a gran voce di essere chiamate &quot;poeti&quot; (in effetti, il &quot;poietès&quot;, per quanto sostantivo di genere maschile, può essere sia maschio che femmina).
E che dire dei tedeschi, per i quali die Sonne è femminile e der Mond è maschile? Femministi ante litteram?
Ho la sensazione che si tratti di questioni di lana caprina. Tra cinquant&#039;anni (o anche meno) saranno cadute nel dimenticatoio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ohibò! &#8220;Ministra&#8221; e non &#8220;ministro&#8221;, &#8220;autrice&#8221; e non &#8220;autora&#8221;, &#8220;direttora&#8221; e non &#8220;direttrice&#8221;?  In compenso, le poetesse reclamano a gran voce di essere chiamate &#8220;poeti&#8221; (in effetti, il &#8220;poietès&#8221;, per quanto sostantivo di genere maschile, può essere sia maschio che femmina).<br />
E che dire dei tedeschi, per i quali die Sonne è femminile e der Mond è maschile? Femministi ante litteram?<br />
Ho la sensazione che si tratti di questioni di lana caprina. Tra cinquant&#8217;anni (o anche meno) saranno cadute nel dimenticatoio.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Denise		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-parola-ministra/comment-page-1/#comment-101217</link>

		<dc:creator><![CDATA[Denise]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 09:34:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=3036#comment-101217</guid>

					<description><![CDATA[Non mi piace l&#039;aggettivo &quot;puerile&quot;, né quel vago senso di ridicolo che vuole attribuire all&#039;autrice femminista. Potremmo rispondergli, un pò polemicamente: perché dovremmo giustificare uno certo uso del linguaggio, mi fa pensare che siccome l&#039;uomo e la norma e la donna l&#039;Altro in certi paradigmi femministi, sia sempre l&#039;Altro a doversi correggere in rapporto alla norma, per farvisi accettare. Io rispetto molto questo modo un pò inconsueto e forse forzato di agire sul linguaggio in modo da minarne gli stereotipi in esso sedimentati e così consacrati all&#039;immutabilità. Direi che l&#039;uso comune di cui parla l&#039;autore della mail, difficilmente, dato il sessismo imperversante, potrebbe promuovere un cambiamento del costume linguistico in senso femminista; questo giustificherebbe la forzatura, tra l&#039;altro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non mi piace l&#8217;aggettivo &#8220;puerile&#8221;, né quel vago senso di ridicolo che vuole attribuire all&#8217;autrice femminista. Potremmo rispondergli, un pò polemicamente: perché dovremmo giustificare uno certo uso del linguaggio, mi fa pensare che siccome l&#8217;uomo e la norma e la donna l&#8217;Altro in certi paradigmi femministi, sia sempre l&#8217;Altro a doversi correggere in rapporto alla norma, per farvisi accettare. Io rispetto molto questo modo un pò inconsueto e forse forzato di agire sul linguaggio in modo da minarne gli stereotipi in esso sedimentati e così consacrati all&#8217;immutabilità. Direi che l&#8217;uso comune di cui parla l&#8217;autore della mail, difficilmente, dato il sessismo imperversante, potrebbe promuovere un cambiamento del costume linguistico in senso femminista; questo giustificherebbe la forzatura, tra l&#8217;altro.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Paolo S		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-parola-ministra/comment-page-1/#comment-101216</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo S]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 07:32:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=3036#comment-101216</guid>

					<description><![CDATA[Ricordo ancora la sorpresa, quando cominciai a leggere manuali di giochi di ruolo in inglese, di trovare nei medesimo paragrafo esemplificativo esempi riferiti alternativamente al maschile e al femminile, tipo «If she rolls 5 or less...» e subito dopo «He may use his ability...»
All&#039;inizio la sensazione era &quot;machecazz...&quot; ma devo dire che è un espediente che alla lunga ha ridisegnato alcuni percorsi neurali, nel mio cervello e mi ha reso un po&#039; più sensibile alla questione della &quot;sessualizzazione&quot; (si può dire così?) del linguaggio. Piccole scosse al nostro modo di pensare un po&#039; sonnolento, che possono far bene!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordo ancora la sorpresa, quando cominciai a leggere manuali di giochi di ruolo in inglese, di trovare nei medesimo paragrafo esemplificativo esempi riferiti alternativamente al maschile e al femminile, tipo «If she rolls 5 or less&#8230;» e subito dopo «He may use his ability&#8230;»<br />
All&#8217;inizio la sensazione era &#8220;machecazz&#8230;&#8221; ma devo dire che è un espediente che alla lunga ha ridisegnato alcuni percorsi neurali, nel mio cervello e mi ha reso un po&#8217; più sensibile alla questione della &#8220;sessualizzazione&#8221; (si può dire così?) del linguaggio. Piccole scosse al nostro modo di pensare un po&#8217; sonnolento, che possono far bene!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: stefania terzi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-parola-ministra/comment-page-1/#comment-101215</link>

		<dc:creator><![CDATA[stefania terzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 22:41:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=3036#comment-101215</guid>

					<description><![CDATA[@Daniele: &quot;Io posso scrivere un libro usando parole con significati non riconosciuti (da chi parla, non solo da chi teorizza), ma non posso raccontare a me stesso la bugia che nessuno storcerà il naso&quot;.
Su questo mi dico d&#039;accordo, e questo aspetto (che la giornalista si stupisse che si potesse storcere il naso) mi era sfuggito. Se è a questa realtà che ti riferisci, Daniele, sono d&#039;accordo con te: pensare che solo perché io parlo in modo finalmente corretto e aderente a un iperuranio perfetto dove tutte le parole sono quelle giuste, solo per questo motivo tutti mi capiranno, equivarrebbe davvero a rifiutare il principio di realtà.
Invece il subliminare di Sabatini si riferiva secondo me al fatto che siccome &#039;tutti&#039; usano il termine cassintegrato in un certo contesto e più o meno so a che cosa si riferisce, lo uso anch&#039;io, e siccome &#039;tutti&#039; dicono &quot;bipartisan&quot; in un altro, lo uso anch&#039;io, o dato che &#039;tutti&#039; usano computer, non dirò più calcolatore come si faceva ancora negli anni ottanta. Però da qualche parte, in uno scritto, ci sarà stata una persona che ha iniziato a usare il termine &#039;senza&#039; spiegare cos&#039;era, poi l&#039;uso ha fatto il resto.
Ora, se cassintegrato s&#039;intuisce che venga da cassaintegrazione e da un fantasioso verbo cassaintegrare=mettere in cassaintegrazione e di conseguenza diventa un lemma comprensibile e utilizzabile secondo le regole della grammatica italiana, cosa c&#039;è di problematico nell&#039;uso di ministra? non si intuisce che è il femminile di ministro? che lo si usa per indicare che a capo del ministero vi è un essere umano di genere femminile? non si declina secondo le regole della grammatica italiana? e allora, perché dovrebbe essere un problema introdurlo senza spiegazioni? non vedo perché ministra o medica (l&#039;arte medica!) o dottora pongono tanti problemi, e sinergia no (o meglio, lo vedo, e penso che si tratti della questione messa in evidenza nel commento di Barbara).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Daniele: &#8220;Io posso scrivere un libro usando parole con significati non riconosciuti (da chi parla, non solo da chi teorizza), ma non posso raccontare a me stesso la bugia che nessuno storcerà il naso&#8221;.<br />
Su questo mi dico d&#8217;accordo, e questo aspetto (che la giornalista si stupisse che si potesse storcere il naso) mi era sfuggito. Se è a questa realtà che ti riferisci, Daniele, sono d&#8217;accordo con te: pensare che solo perché io parlo in modo finalmente corretto e aderente a un iperuranio perfetto dove tutte le parole sono quelle giuste, solo per questo motivo tutti mi capiranno, equivarrebbe davvero a rifiutare il principio di realtà.<br />
Invece il subliminare di Sabatini si riferiva secondo me al fatto che siccome &#8216;tutti&#8217; usano il termine cassintegrato in un certo contesto e più o meno so a che cosa si riferisce, lo uso anch&#8217;io, e siccome &#8216;tutti&#8217; dicono &#8220;bipartisan&#8221; in un altro, lo uso anch&#8217;io, o dato che &#8216;tutti&#8217; usano computer, non dirò più calcolatore come si faceva ancora negli anni ottanta. Però da qualche parte, in uno scritto, ci sarà stata una persona che ha iniziato a usare il termine &#8216;senza&#8217; spiegare cos&#8217;era, poi l&#8217;uso ha fatto il resto.<br />
Ora, se cassintegrato s&#8217;intuisce che venga da cassaintegrazione e da un fantasioso verbo cassaintegrare=mettere in cassaintegrazione e di conseguenza diventa un lemma comprensibile e utilizzabile secondo le regole della grammatica italiana, cosa c&#8217;è di problematico nell&#8217;uso di ministra? non si intuisce che è il femminile di ministro? che lo si usa per indicare che a capo del ministero vi è un essere umano di genere femminile? non si declina secondo le regole della grammatica italiana? e allora, perché dovrebbe essere un problema introdurlo senza spiegazioni? non vedo perché ministra o medica (l&#8217;arte medica!) o dottora pongono tanti problemi, e sinergia no (o meglio, lo vedo, e penso che si tratti della questione messa in evidenza nel commento di Barbara).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Daniele		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-parola-ministra/comment-page-1/#comment-101214</link>

		<dc:creator><![CDATA[Daniele]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 19:21:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=3036#comment-101214</guid>

					<description><![CDATA[In risposta al punto 1 di Stefania:
Quello che dici è giusto, e infatti il mio dubbio nasce proprio dal fatto che l&#039;autrice usa la parola SENZA spiegare le motivazioni alla base della sua espressione linguistica.
In risposta al punto 2:
Anche io, proprio come la commissione pari opportunità, considero auspicabile l&#039;uso di ministra. Ciò non toglie che la parola non sia usata ANCORA, dopo più di vent&#039;anni dalla pubblicazione che tu citi, come femminile di ministro. Inoltre il desiderio della commissione non può certo valere a legittimarne l&#039;uso (come ho scritto, l&#039;uso non si impone dall&#039;alto).
In risposta al punto 3:
Esiste una &quot;realtà&quot; del linguaggio, cioè un linguaggio che usiamo REALMENTE, distinto da quello che VORREMMO fosse usato. NOI (e mi metto dentro) vorremmo che ministra avesse anche questo significato, ma purtroppo non è ancora così. E questa &quot;realtà&quot; non può essere negata.
Il fatto che termini come &quot;cassintegrato&quot; ecc. passino senza problemi non è nemmeno in questione, nella misura in cui sono usati da chi parla, e chiunque li incontri nella lettura non prova certamente la sensazione di trovarsi di fronte qualcosa di nuovo o, peggio, un errore di battitura o dell&#039;autore.
Non credo poi che si tratti di un problema di &quot;accettazione&quot;, perché chi ha il potere di impedire la diffusione dell&#039;uso di una parola? Forse i maschi sono così autorevoli?
Come farebbero inoltre delle parole a entrare nel linguaggio in maniera subliminare? Che significa? Che qualcuno desidera così fortemente che gli italiani dicano &quot;cassintegrato&quot; da usare metodi subdoli come i messaggi nascosti?
La correttezza o sacralità della lingua è allo stesso modo fuori questione. Io parlo di ONESTà dell&#039;autore, con se stesso e verso il lettore. Io posso scrivere un libro usando parole con significati non riconosciuti (da chi parla, non solo da chi teorizza), ma non posso raccontare a me stesso la bugia che nessuno storcerà il naso.
In risposta a Barbara:
Condivido pienamente le tue osservazioni, ma l&#039;uso di ministra come corrispettivo di ministro non è paragonabile a quello di maestra. La parola è ovviamente carica di significato ideologico proprio perché non è entrata ancora nell&#039;uso, e pertanto è un ovvia rivendicazione, soprattutto se si pensa che il libro è scritto da una giornalista femminista.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta al punto 1 di Stefania:<br />
Quello che dici è giusto, e infatti il mio dubbio nasce proprio dal fatto che l&#8217;autrice usa la parola SENZA spiegare le motivazioni alla base della sua espressione linguistica.<br />
In risposta al punto 2:<br />
Anche io, proprio come la commissione pari opportunità, considero auspicabile l&#8217;uso di ministra. Ciò non toglie che la parola non sia usata ANCORA, dopo più di vent&#8217;anni dalla pubblicazione che tu citi, come femminile di ministro. Inoltre il desiderio della commissione non può certo valere a legittimarne l&#8217;uso (come ho scritto, l&#8217;uso non si impone dall&#8217;alto).<br />
In risposta al punto 3:<br />
Esiste una &#8220;realtà&#8221; del linguaggio, cioè un linguaggio che usiamo REALMENTE, distinto da quello che VORREMMO fosse usato. NOI (e mi metto dentro) vorremmo che ministra avesse anche questo significato, ma purtroppo non è ancora così. E questa &#8220;realtà&#8221; non può essere negata.<br />
Il fatto che termini come &#8220;cassintegrato&#8221; ecc. passino senza problemi non è nemmeno in questione, nella misura in cui sono usati da chi parla, e chiunque li incontri nella lettura non prova certamente la sensazione di trovarsi di fronte qualcosa di nuovo o, peggio, un errore di battitura o dell&#8217;autore.<br />
Non credo poi che si tratti di un problema di &#8220;accettazione&#8221;, perché chi ha il potere di impedire la diffusione dell&#8217;uso di una parola? Forse i maschi sono così autorevoli?<br />
Come farebbero inoltre delle parole a entrare nel linguaggio in maniera subliminare? Che significa? Che qualcuno desidera così fortemente che gli italiani dicano &#8220;cassintegrato&#8221; da usare metodi subdoli come i messaggi nascosti?<br />
La correttezza o sacralità della lingua è allo stesso modo fuori questione. Io parlo di ONESTà dell&#8217;autore, con se stesso e verso il lettore. Io posso scrivere un libro usando parole con significati non riconosciuti (da chi parla, non solo da chi teorizza), ma non posso raccontare a me stesso la bugia che nessuno storcerà il naso.<br />
In risposta a Barbara:<br />
Condivido pienamente le tue osservazioni, ma l&#8217;uso di ministra come corrispettivo di ministro non è paragonabile a quello di maestra. La parola è ovviamente carica di significato ideologico proprio perché non è entrata ancora nell&#8217;uso, e pertanto è un ovvia rivendicazione, soprattutto se si pensa che il libro è scritto da una giornalista femminista.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Nautilus		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-parola-ministra/comment-page-1/#comment-101213</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nautilus]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 16:20:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=3036#comment-101213</guid>

					<description><![CDATA[Beh, istruttivo l&#039;esempio di Barbara su segretaria=lavoro e segretario=carica.
Ma, al di là del discorso grammaticale e di quello ideologico, non c&#039;è anche una questione di &quot;suono&quot; della parola? Come &quot;direttora&quot; è orrendo, e infatti esiste &quot;direttrice&quot;, ci sono parole che declinate al femminile sono orribili: chi direbbe &quot;medica&quot; o &quot;medichessa&quot;? Con tutta la buona volontà sarebbe difficile usarli.
Come mai? Altro esempio: &quot;sindaca&quot; è terribile, saremo tutti d&#039;accordo, spero, perchè maestra e contadina no? Perchè son mestieri subalterni? Perchè donne sindaco ci sono da pochissimo tempo e la parola non è ancora nella consuetudine? Questa seconda ipotesi mi pare ben più probabile.
Ma anche così, sono sicuro che una &quot;perita meccanica&quot; non ci sarà mai, sarei pronto a scommetterlo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Beh, istruttivo l&#8217;esempio di Barbara su segretaria=lavoro e segretario=carica.<br />
Ma, al di là del discorso grammaticale e di quello ideologico, non c&#8217;è anche una questione di &#8220;suono&#8221; della parola? Come &#8220;direttora&#8221; è orrendo, e infatti esiste &#8220;direttrice&#8221;, ci sono parole che declinate al femminile sono orribili: chi direbbe &#8220;medica&#8221; o &#8220;medichessa&#8221;? Con tutta la buona volontà sarebbe difficile usarli.<br />
Come mai? Altro esempio: &#8220;sindaca&#8221; è terribile, saremo tutti d&#8217;accordo, spero, perchè maestra e contadina no? Perchè son mestieri subalterni? Perchè donne sindaco ci sono da pochissimo tempo e la parola non è ancora nella consuetudine? Questa seconda ipotesi mi pare ben più probabile.<br />
Ma anche così, sono sicuro che una &#8220;perita meccanica&#8221; non ci sarà mai, sarei pronto a scommetterlo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>
