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	Commenti a: LA PREDIZIONE DEL CRIMINE: DA DICK ALLA REALTA&#8217;	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: Davide Storti		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Davide Storti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 12:42:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ma si sa: la letteratura fantastica e il genere fantascientifico soprattutto, fanno sempre storcere il naso, sono considerate roba di serie B. Almeno fino a quando non vengono trasportate in sala in film ad alto budget o su Netflix e co. con serie tv pluriacclamate che fanno vendere i gadget (l&#039;esempio che mi viene, qui, è il genere horror con Stranger Things). Perché solo allora hanno successo? Forse per la spettacolarità che si portano dietro, più che per i messaggi profondi. E allora, mi viene da pensare, sono poco utili.

Tornando a Dick, è l&#039;esempio perfetto di cosa invece questo genere lettarario possa fare per noi e di quanto sia prezioso. Puro sforzo immaginifico che concretizza futuri plausibili, con implicazioni tanto positive quanto negative. Un esercizio che parla sia di noi, al presente (intendo, in questo caso, ai contemporanei di Dick), sia alle società future, che poi andranno a fare i conti proprio con quegli slanci d&#039;immaginazione di chi ha disegnato nuove possibilità, nuove speranze e nuovi incubi. Magari creando, inconsapevolmente, dei binari che portassero alla loro realizzazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma si sa: la letteratura fantastica e il genere fantascientifico soprattutto, fanno sempre storcere il naso, sono considerate roba di serie B. Almeno fino a quando non vengono trasportate in sala in film ad alto budget o su Netflix e co. con serie tv pluriacclamate che fanno vendere i gadget (l&#8217;esempio che mi viene, qui, è il genere horror con Stranger Things). Perché solo allora hanno successo? Forse per la spettacolarità che si portano dietro, più che per i messaggi profondi. E allora, mi viene da pensare, sono poco utili.</p>
<p>Tornando a Dick, è l&#8217;esempio perfetto di cosa invece questo genere lettarario possa fare per noi e di quanto sia prezioso. Puro sforzo immaginifico che concretizza futuri plausibili, con implicazioni tanto positive quanto negative. Un esercizio che parla sia di noi, al presente (intendo, in questo caso, ai contemporanei di Dick), sia alle società future, che poi andranno a fare i conti proprio con quegli slanci d&#8217;immaginazione di chi ha disegnato nuove possibilità, nuove speranze e nuovi incubi. Magari creando, inconsapevolmente, dei binari che portassero alla loro realizzazione.</p>
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