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	Commenti a: LA PROFEZIA DI BRUCE	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: &#8706;&#124; Fantascienza.com Blog &#124;Drowned Word &#187; Blog Archive &#187; Bruce Sterling su social media e futuro della rete		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-profezia-di-bruce/comment-page-1/#comment-119314</link>

		<dc:creator><![CDATA[&#8706;&#124; Fantascienza.com Blog &#124;Drowned Word &#187; Blog Archive &#187; Bruce Sterling su social media e futuro della rete]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 May 2011 09:29:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] prelevamento (Espresso-&#062;Lipperatura) di un&#8217;intervista al nostro. Da quello che dice, c&#8217;è poco da stare allegri. Intanto [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] prelevamento (Espresso-&gt;Lipperatura) di un&#8217;intervista al nostro. Da quello che dice, c&#8217;è poco da stare allegri. Intanto [&#8230;] </p>
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		Di: Giuseppe		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-profezia-di-bruce/comment-page-1/#comment-119313</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 May 2011 12:49:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[d&#039;accordo con Ekerot. Il discorso di Sperling sull&#039;appiattimento del patrimonio culturale e via discorrendo è molto opinabile, ed è inusuale da un autore di fantascienza, soprattutto cyberpunk, che è il non plus ultra della &quot;profezia sul presente&quot; di cui parlava l&#039;utente sopra.
La tecnologia è destinata a valorizzare la cultura, non ad appiattirla, almeno secondo il mio modesto parere. Il fatto che questo vada giù assolutamente non a tutti gli addetti ai lavori, spesso restii in Italia alle innovazioni, è un loro problema.
Tratto occasionalmente questo genere di argomenti sul mio blog (soprattutto relazionati all&#039;editoria, ebook, social reading, etc..), venite a visitarlo se volete.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>d&#8217;accordo con Ekerot. Il discorso di Sperling sull&#8217;appiattimento del patrimonio culturale e via discorrendo è molto opinabile, ed è inusuale da un autore di fantascienza, soprattutto cyberpunk, che è il non plus ultra della &#8220;profezia sul presente&#8221; di cui parlava l&#8217;utente sopra.<br />
La tecnologia è destinata a valorizzare la cultura, non ad appiattirla, almeno secondo il mio modesto parere. Il fatto che questo vada giù assolutamente non a tutti gli addetti ai lavori, spesso restii in Italia alle innovazioni, è un loro problema.<br />
Tratto occasionalmente questo genere di argomenti sul mio blog (soprattutto relazionati all&#8217;editoria, ebook, social reading, etc..), venite a visitarlo se volete.</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: daniele marotta		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-profezia-di-bruce/comment-page-1/#comment-119312</link>

		<dc:creator><![CDATA[daniele marotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 May 2011 23:32:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il pessimismo un po&#039; disilluso di Sterling mi sembra un controcanto un po&#039; snob all&#039;entusiasmo telematico generale.
Alla fin fine però mi sembra che il dominio sulla massa sia ancora televisivo, almeno da noi, e almeno finché gli over sessanta non saranno la maggioranza della popolazione, la banda larga non sarà ovunque e diffusa e bisognerà ancora scrivere su una tastiera per trovare le cose in rete.
In ogni caso la grande notizia rivoluzionaria credo che sia il  rendersi conto che con l&#039;aumentare delle informazioni disponibili la cultura generale continui a diminuire, che dico... ...precipitare.
Hanno fatto un servizio a &#039;le iene&#039; su degli pseudo esorcismi in una chiesa di notte che erano in realtà delle riunioni di psicodramma per rincoglioniti,  in cui persone varie dopo aver rotolato sbavato e imprecato un po&#039; andavano fuori a fumare e raccontare come stava bene dopo che il prete gli aveva tolto il diavolo da dentro e che sarebbe tornata la settimana successiva.
Una roba che nemmeno in africa...
Altro che rielaborare le idee sul &quot;futuro&quot; qui bisogna insegnare quale è la mano destra e quale la sinistra.
Porterei Sterling a un circolino di provincia a giocare a tressette e chiedere dove può trovare uno spot wi fi.
A me per un problema con la compagnia telefonica mi hanno fatto fare bollettino postale e fax, gli ho chiesto; &quot;scusi ma siete una compagnia di telecomunicazioni, non potete prelevare dal credito telefonico? oppure vi faccio un pagamento on line?&quot; No, mi fa la tipa, bollettino alla posta e fax.
Poi il numero verde era guasto per tre giorni.
....
D.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il pessimismo un po&#8217; disilluso di Sterling mi sembra un controcanto un po&#8217; snob all&#8217;entusiasmo telematico generale.<br />
Alla fin fine però mi sembra che il dominio sulla massa sia ancora televisivo, almeno da noi, e almeno finché gli over sessanta non saranno la maggioranza della popolazione, la banda larga non sarà ovunque e diffusa e bisognerà ancora scrivere su una tastiera per trovare le cose in rete.<br />
In ogni caso la grande notizia rivoluzionaria credo che sia il  rendersi conto che con l&#8217;aumentare delle informazioni disponibili la cultura generale continui a diminuire, che dico&#8230; &#8230;precipitare.<br />
Hanno fatto un servizio a &#8216;le iene&#8217; su degli pseudo esorcismi in una chiesa di notte che erano in realtà delle riunioni di psicodramma per rincoglioniti,  in cui persone varie dopo aver rotolato sbavato e imprecato un po&#8217; andavano fuori a fumare e raccontare come stava bene dopo che il prete gli aveva tolto il diavolo da dentro e che sarebbe tornata la settimana successiva.<br />
Una roba che nemmeno in africa&#8230;<br />
Altro che rielaborare le idee sul &#8220;futuro&#8221; qui bisogna insegnare quale è la mano destra e quale la sinistra.<br />
Porterei Sterling a un circolino di provincia a giocare a tressette e chiedere dove può trovare uno spot wi fi.<br />
A me per un problema con la compagnia telefonica mi hanno fatto fare bollettino postale e fax, gli ho chiesto; &#8220;scusi ma siete una compagnia di telecomunicazioni, non potete prelevare dal credito telefonico? oppure vi faccio un pagamento on line?&#8221; No, mi fa la tipa, bollettino alla posta e fax.<br />
Poi il numero verde era guasto per tre giorni.<br />
&#8230;.<br />
D.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Ekerot		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-profezia-di-bruce/comment-page-1/#comment-119311</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ekerot]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 May 2011 11:24:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho scoperto che Bruce Sterling vive a torino. E questo potrebbe aver offuscato le sue antenne radar.
Oltretutto, secondo me, ha dimenticato la grande lezione della fantascienza: fare profezie sul presente, non certo del futuro.
Come sarà l&#039;Italia, l&#039;Europa, il Mondo tra 20 anni?
L&#039;unica cosa certa è che nessuno può davvero immaginarlo. Abbiamo da un bel pezzo sorpassato il punto di non ritorno, in cui le generazioni seguivano alle generazioni precedenti sui solchi della tradizione.
Nessuno può realmente prevedere quale potrà essere il futuro tecnologico, cosa si inventerà e via dicendo. Siamo anche 6 miliardi e mezzo di persone. Eppure pochi matti possono ancora farlo saltare in aria questo pianeta.
Questa totale incertezza però non è per niente pessima. Significa soltanto che possiamo tutti sbagliarci. E visto che le previsioni tendenzialmente sono pessimiste, non è meglio così?
*
I miei 5 cents in modalità Tiresia sono questi: le macchine. Pensiamo a quanto potranno ancora ulteriormente modificare le nostre esistenze. Da Marx a Gesù, bisognerà ripensare molte cose in tale prospettiva...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho scoperto che Bruce Sterling vive a torino. E questo potrebbe aver offuscato le sue antenne radar.<br />
Oltretutto, secondo me, ha dimenticato la grande lezione della fantascienza: fare profezie sul presente, non certo del futuro.<br />
Come sarà l&#8217;Italia, l&#8217;Europa, il Mondo tra 20 anni?<br />
L&#8217;unica cosa certa è che nessuno può davvero immaginarlo. Abbiamo da un bel pezzo sorpassato il punto di non ritorno, in cui le generazioni seguivano alle generazioni precedenti sui solchi della tradizione.<br />
Nessuno può realmente prevedere quale potrà essere il futuro tecnologico, cosa si inventerà e via dicendo. Siamo anche 6 miliardi e mezzo di persone. Eppure pochi matti possono ancora farlo saltare in aria questo pianeta.<br />
Questa totale incertezza però non è per niente pessima. Significa soltanto che possiamo tutti sbagliarci. E visto che le previsioni tendenzialmente sono pessimiste, non è meglio così?<br />
*<br />
I miei 5 cents in modalità Tiresia sono questi: le macchine. Pensiamo a quanto potranno ancora ulteriormente modificare le nostre esistenze. Da Marx a Gesù, bisognerà ripensare molte cose in tale prospettiva&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: girolamo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-profezia-di-bruce/comment-page-1/#comment-119310</link>

		<dc:creator><![CDATA[girolamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 May 2011 09:42:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mah... Quanto Sterling dice sui libri di storia digitalizzati ricorda le tesi sulla perdita dell&#039;autenticità dell&#039;opera d&#039;arte contro le quali, a giusta ragione, Benjamin scrisse il suo trattatello sulle nuove forme di arte riproducibili (ad es. il cinema). Il testo storico in sé rimane nella sua biblioteca, e non perde nulla del suo valore di testimone storico (io stesso non perdo occasione per ripassarmi le tecniche di legatura sui libri d&#039;epoca esposti in certe biblioteche). Ma la sua funzione viene moltiplicata dall&#039;accessibilità con un clic che sostituisce una giornata di viaggio per raggiungere, poniamo, la Nazionale di Firenze (dove poi, una volta estratta dalla sua cuccia la polverosa raccolta dei quotidiani del 1923, tocca fotocopiare e microfilmare per poter studiare con calma le cronache). E la possibilità di trasmettere il testo con un clic accresce la possibilità della dimensione publbica di massa che, in una biblioteca, è più virtuale che reale (cioè esperita). Insomma, un libro di storia non è &quot;un libro di storia&quot; perché è un oggetto storico: lo è perché ha la funzione di narrare la storia.
Quanto alla distinzione tra &quot;reale&quot; e &quot;virtuale&quot;: io ci andrei piano. Il problema è cosa viene percepito come reale e cosa no. In Egitto c&#039;è una stele che racconta una guerra nella quale l&#039;esercito guidato dal faraone sconfisse gli Assiri: ma quella stele racconta una guerra virtuale (in quella reale gli egizi presero una pagata e ritornarono sul Nilo laceri e pesti), che è stata a lungo creduta &quot;reale&quot; solo perché incisa nella pietra a colpi di scalpello e mazzuolo. E ha svolto una funzione performativa, ossia prodotto effetti nel reale (il mantenimento del prestigio del faraone nelle generazioni a venire, ecc.). Trovo più sensate, invece, le prese di distanze dalla richiesta di conferma di una ipotetica dittatura cyber-nazi. Noi tendiamo a dimenticare, per un verso, il potere di controllo delle polizie segrete in Germania e in URSS, ma anche in Italia (anche Mussolini fu intercettato dalla CECA) e nella Russia zarista. E per altro la facciamo troppo facile con le analogie, saltando a pié pari il confronto tra le veccie e le nuove forme del controllo sociale, la trasformazione stessa del controllo, e quindi delle soggettività sototmesse a un potere che non è più quello monocratico o monarchico, ma reticolare e diffuso: un potere le cui forme precedono (e non derivano) le attuali tecnologie potenzialmente utilizzabili a fini politici.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mah&#8230; Quanto Sterling dice sui libri di storia digitalizzati ricorda le tesi sulla perdita dell&#8217;autenticità dell&#8217;opera d&#8217;arte contro le quali, a giusta ragione, Benjamin scrisse il suo trattatello sulle nuove forme di arte riproducibili (ad es. il cinema). Il testo storico in sé rimane nella sua biblioteca, e non perde nulla del suo valore di testimone storico (io stesso non perdo occasione per ripassarmi le tecniche di legatura sui libri d&#8217;epoca esposti in certe biblioteche). Ma la sua funzione viene moltiplicata dall&#8217;accessibilità con un clic che sostituisce una giornata di viaggio per raggiungere, poniamo, la Nazionale di Firenze (dove poi, una volta estratta dalla sua cuccia la polverosa raccolta dei quotidiani del 1923, tocca fotocopiare e microfilmare per poter studiare con calma le cronache). E la possibilità di trasmettere il testo con un clic accresce la possibilità della dimensione publbica di massa che, in una biblioteca, è più virtuale che reale (cioè esperita). Insomma, un libro di storia non è &#8220;un libro di storia&#8221; perché è un oggetto storico: lo è perché ha la funzione di narrare la storia.<br />
Quanto alla distinzione tra &#8220;reale&#8221; e &#8220;virtuale&#8221;: io ci andrei piano. Il problema è cosa viene percepito come reale e cosa no. In Egitto c&#8217;è una stele che racconta una guerra nella quale l&#8217;esercito guidato dal faraone sconfisse gli Assiri: ma quella stele racconta una guerra virtuale (in quella reale gli egizi presero una pagata e ritornarono sul Nilo laceri e pesti), che è stata a lungo creduta &#8220;reale&#8221; solo perché incisa nella pietra a colpi di scalpello e mazzuolo. E ha svolto una funzione performativa, ossia prodotto effetti nel reale (il mantenimento del prestigio del faraone nelle generazioni a venire, ecc.). Trovo più sensate, invece, le prese di distanze dalla richiesta di conferma di una ipotetica dittatura cyber-nazi. Noi tendiamo a dimenticare, per un verso, il potere di controllo delle polizie segrete in Germania e in URSS, ma anche in Italia (anche Mussolini fu intercettato dalla CECA) e nella Russia zarista. E per altro la facciamo troppo facile con le analogie, saltando a pié pari il confronto tra le veccie e le nuove forme del controllo sociale, la trasformazione stessa del controllo, e quindi delle soggettività sototmesse a un potere che non è più quello monocratico o monarchico, ma reticolare e diffuso: un potere le cui forme precedono (e non derivano) le attuali tecnologie potenzialmente utilizzabili a fini politici.</p>
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		<title>
		Di: Chiara		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-profezia-di-bruce/comment-page-1/#comment-119309</link>

		<dc:creator><![CDATA[Chiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 May 2011 08:45:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[D&#039;accordo con Valberici; a volte si ha quasi l&#039;impressione che alcuni intellettuali ci stiano già abitando nella &quot;favela chic&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>D&#8217;accordo con Valberici; a volte si ha quasi l&#8217;impressione che alcuni intellettuali ci stiano già abitando nella &#8220;favela chic&#8221;</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Valberici		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valberici]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 May 2011 07:47:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mah, più che un analisi su internet bisognerebbe farne una sulle fonti di energia e sull&#039;acqua. Sarà su queste due forniture che ci &quot;giocheremo&quot; il futuro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mah, più che un analisi su internet bisognerebbe farne una sulle fonti di energia e sull&#8217;acqua. Sarà su queste due forniture che ci &#8220;giocheremo&#8221; il futuro.</p>
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		<title>
		Di: zauberei		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-profezia-di-bruce/comment-page-1/#comment-119307</link>

		<dc:creator><![CDATA[zauberei]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 May 2011 07:39:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Intanto - non è che se uno scrive di Cyberg punk pol&#039;essere automaticamente il vate del cosmo. Non mi da molta autorevolezza questa cosa.
PEr il resto - si ci sono tracce interessanti, in cui mi trovo d&#039;accordo - mi irrita per esempio la sacralizzazione della rete, l&#039;ipostatizzazione di Internet, anche se nel nostro contesto ancora ci manca assai. E mi piace molto quella faccenda della favela chic. Tuttavia il tono di fondo, oy oy oy, siamo rovinati ah o tempora o mores uh insomma mi respinge e secondo me fa perdere lucidità e complessità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intanto &#8211; non è che se uno scrive di Cyberg punk pol&#8217;essere automaticamente il vate del cosmo. Non mi da molta autorevolezza questa cosa.<br />
PEr il resto &#8211; si ci sono tracce interessanti, in cui mi trovo d&#8217;accordo &#8211; mi irrita per esempio la sacralizzazione della rete, l&#8217;ipostatizzazione di Internet, anche se nel nostro contesto ancora ci manca assai. E mi piace molto quella faccenda della favela chic. Tuttavia il tono di fondo, oy oy oy, siamo rovinati ah o tempora o mores uh insomma mi respinge e secondo me fa perdere lucidità e complessità.</p>
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		<item>
		<title>
		Di: Paolo S		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-profezia-di-bruce/comment-page-1/#comment-119306</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo S]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 May 2011 07:24:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bello, ma non del tutto condivisibile. Bruce pensa troppo veloce per essere un profeta attendibile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bello, ma non del tutto condivisibile. Bruce pensa troppo veloce per essere un profeta attendibile.</p>
]]></content:encoded>
		
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