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	Commenti a: LA SOLITUDINE DEGLI STATISTICI E L&#039;ECONOMIA DEL KETCHUP &#8211; 4	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: picobeta		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[picobeta]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2015 09:35:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Aggiungerei un criterio di valutazione, cioè la credibilità di chi ci racconta la storia. Chiediamoci se chi ci presenta i dati, chi ce li racconta ha una competenza specifica nel settore. Nei casi da lei citati a mediare sono appartenenti alla categoria dei giornalisti (da intendersi in senso lato, comprendo l&#039;ampia fauna di chi ci informa o cerca di informarci attraverso internet) e quasi a spiegarci i fatti sono direttamente gli specialisti o quelli che hanno fatto la ricerca oggetto della discussione.
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E qui c&#039;è una enorme distorsione. Infatti abbiamo giornalisti esperti in politica, economia, spettacolo (ogni tipo di spettacolo), sport (ogni tipo di sport), letteratura, filosofia, arte, cucina. Ogni redazione generalista li ha a libro paga. Ma molti settori non sono coperti dalle redazioni, in particolare la scienza, la tecnica e, come lei osserva, la matematica e la statistica e sfortunatamente viviamo in un mondo in cui ci scontriamo di continuo con la scienza, con la tecnica e con fenomeni sociali complessi incomprensibili senza maneggiare un po&#039; di probabilità e statistica.
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Accade così che il più delle volte il nostro mediatore giornalista è chiamato a occuparsi di fenomeni tecnico-scientifici-statistici sui quali è del tutto incompetente, ma sui quali deve costruire per noi una narrazione, una interpretazione. I risultati sono perlopiù men che mediocri, perchè il mediatore non ha gli strumenti per valutare la fondatezza delle varie ipotesi che gli sono sottoposte e finisce con costruire storie basate su suoi schemi precostituiti ma per nulla attinenti al problema in questione. E la storia sarà il tipo di storia che il giornalista ama e che il suo pubblico predilige. Giusto per fare un esempio, i servizi di Report su problemi politici o di malaffare sono esemplari per chiarezza e capacità di indagine e approfondimento, ma quando i giornalisti di Report affrontano problemi tecnici o scientifici allora arrivano a produrre servizi privi di valore informativo, visto che i giornalisti stessi non hanno una formazione tecnico-scientifica di base, mancano degli strumenti per comprendere il nocciolo dei problema, per valutare diverse ipotesi e tendono a produrre una narrazione la solita trama a loro familiare, cioè quella confortante dei pochi esperti puri e indipendenti che disvelano le perfide trame di qualche potentato economico o politico. E non solo Report, fa quasi tenerezza quanto maldestramente Iacona, Formigli, Santoro si accostino ai temi scientifici o il lunare Mentana che apre il telegiornale affermando che Giuliani sa prevedere i terremoti, affermazione che a livello scientifico è sensata quanto affermare che c&#039;è qualcuno capace di correre i cento metri in sette secondi o di tradurre Finnegans Wake in una settimana e mezza.
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Insomma, sappiate che quello che sapete su OGM, vaccini, sperimentazione animale, TAV, previsione dei terremoti e in particolare di quello dell&#039;Aquila, MUOS, presunta cancerogenità delle carni rosse e degli insaccati, emissioni dei motori diesel, olivi del Salento, riscaldamento globale vi arriva in grandissima parte attraverso la mediazione di personaggi del tutto incompetenti. Esagerando un poco, è come informarsi su Kant leggendo i servizi di Emilio Fede sulla filosofia illuministica o seguire il campionato di calcio attraverso giornalisti che non sanno cosa vogliano dire calcio di rigore, terzino, fuorigioco, allenatore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Aggiungerei un criterio di valutazione, cioè la credibilità di chi ci racconta la storia. Chiediamoci se chi ci presenta i dati, chi ce li racconta ha una competenza specifica nel settore. Nei casi da lei citati a mediare sono appartenenti alla categoria dei giornalisti (da intendersi in senso lato, comprendo l&#8217;ampia fauna di chi ci informa o cerca di informarci attraverso internet) e quasi a spiegarci i fatti sono direttamente gli specialisti o quelli che hanno fatto la ricerca oggetto della discussione.<br />
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E qui c&#8217;è una enorme distorsione. Infatti abbiamo giornalisti esperti in politica, economia, spettacolo (ogni tipo di spettacolo), sport (ogni tipo di sport), letteratura, filosofia, arte, cucina. Ogni redazione generalista li ha a libro paga. Ma molti settori non sono coperti dalle redazioni, in particolare la scienza, la tecnica e, come lei osserva, la matematica e la statistica e sfortunatamente viviamo in un mondo in cui ci scontriamo di continuo con la scienza, con la tecnica e con fenomeni sociali complessi incomprensibili senza maneggiare un po&#8217; di probabilità e statistica.<br />
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Accade così che il più delle volte il nostro mediatore giornalista è chiamato a occuparsi di fenomeni tecnico-scientifici-statistici sui quali è del tutto incompetente, ma sui quali deve costruire per noi una narrazione, una interpretazione. I risultati sono perlopiù men che mediocri, perchè il mediatore non ha gli strumenti per valutare la fondatezza delle varie ipotesi che gli sono sottoposte e finisce con costruire storie basate su suoi schemi precostituiti ma per nulla attinenti al problema in questione. E la storia sarà il tipo di storia che il giornalista ama e che il suo pubblico predilige. Giusto per fare un esempio, i servizi di Report su problemi politici o di malaffare sono esemplari per chiarezza e capacità di indagine e approfondimento, ma quando i giornalisti di Report affrontano problemi tecnici o scientifici allora arrivano a produrre servizi privi di valore informativo, visto che i giornalisti stessi non hanno una formazione tecnico-scientifica di base, mancano degli strumenti per comprendere il nocciolo dei problema, per valutare diverse ipotesi e tendono a produrre una narrazione la solita trama a loro familiare, cioè quella confortante dei pochi esperti puri e indipendenti che disvelano le perfide trame di qualche potentato economico o politico. E non solo Report, fa quasi tenerezza quanto maldestramente Iacona, Formigli, Santoro si accostino ai temi scientifici o il lunare Mentana che apre il telegiornale affermando che Giuliani sa prevedere i terremoti, affermazione che a livello scientifico è sensata quanto affermare che c&#8217;è qualcuno capace di correre i cento metri in sette secondi o di tradurre Finnegans Wake in una settimana e mezza.<br />
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Insomma, sappiate che quello che sapete su OGM, vaccini, sperimentazione animale, TAV, previsione dei terremoti e in particolare di quello dell&#8217;Aquila, MUOS, presunta cancerogenità delle carni rosse e degli insaccati, emissioni dei motori diesel, olivi del Salento, riscaldamento globale vi arriva in grandissima parte attraverso la mediazione di personaggi del tutto incompetenti. Esagerando un poco, è come informarsi su Kant leggendo i servizi di Emilio Fede sulla filosofia illuministica o seguire il campionato di calcio attraverso giornalisti che non sanno cosa vogliano dire calcio di rigore, terzino, fuorigioco, allenatore.</p>
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