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	Commenti a: LA ZAMPATA DI RANDOM HOUSE	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Paolo S		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-zampata-di-random-house/comment-page-1/#comment-110042</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo S]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 08:22:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bisognerebbe espandere il concetto di &quot;perdere il treno dell&#039;e-book&quot; proposto da Wu Ming 1. Ma le domande sono infinite…
Quali sono le funzioni di una CE? E quali sono le funzioni ESSENZIALI delle CE? Quali funzioni possono essere esternalizzate? Di queste, quali sono quelle che devono fare i conti con il mercato? Quali competenze e figure professionali sono necessarie per far funzionare le funzioni essenziali?
Quali soggetti o quali aspetti della filiera del libro sono indipendenti dalle CE tradizionali in un ipotetico scenario all-digital per il &quot;libro&quot;?
Per quali aspetti l&#039;ipotetico scenario all-digital, invece, ha necessità di appoggiarsi alle CE?
Quali &quot;terze parti&quot; potrebbero sconvolgere equilibri consolidati?
Quali fenomeni legati alla rete potrebbero suggerire nuovi modelli (il wiki, il bar camp, i social network, il microblogging, il marketing virale ...)?
Mi rendo conto che ogni domanda ne apre a sua volta altre (l&#039;essenziale per una CE generalista è ben diverso da quello della piccola CE di saggistica legata alle università ecc ecc...) ma soprattutto ipotizzo che per chi è molto specializzato nelle &quot;forme&quot; più che nelle &quot;forze&quot; del libro o chi al contrario è molto grande e strutturato sarà difficile rivoluzionare davvero o adeguarsi alla rivoluzione che partirà da altrove...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bisognerebbe espandere il concetto di &#8220;perdere il treno dell&#8217;e-book&#8221; proposto da Wu Ming 1. Ma le domande sono infinite…<br />
Quali sono le funzioni di una CE? E quali sono le funzioni ESSENZIALI delle CE? Quali funzioni possono essere esternalizzate? Di queste, quali sono quelle che devono fare i conti con il mercato? Quali competenze e figure professionali sono necessarie per far funzionare le funzioni essenziali?<br />
Quali soggetti o quali aspetti della filiera del libro sono indipendenti dalle CE tradizionali in un ipotetico scenario all-digital per il &#8220;libro&#8221;?<br />
Per quali aspetti l&#8217;ipotetico scenario all-digital, invece, ha necessità di appoggiarsi alle CE?<br />
Quali &#8220;terze parti&#8221; potrebbero sconvolgere equilibri consolidati?<br />
Quali fenomeni legati alla rete potrebbero suggerire nuovi modelli (il wiki, il bar camp, i social network, il microblogging, il marketing virale &#8230;)?<br />
Mi rendo conto che ogni domanda ne apre a sua volta altre (l&#8217;essenziale per una CE generalista è ben diverso da quello della piccola CE di saggistica legata alle università ecc ecc&#8230;) ma soprattutto ipotizzo che per chi è molto specializzato nelle &#8220;forme&#8221; più che nelle &#8220;forze&#8221; del libro o chi al contrario è molto grande e strutturato sarà difficile rivoluzionare davvero o adeguarsi alla rivoluzione che partirà da altrove&#8230;</p>
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		<title>
		Di: vincent		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-zampata-di-random-house/comment-page-1/#comment-110041</link>

		<dc:creator><![CDATA[vincent]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 22:19:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;sciamannate&quot;, pardon]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;sciamannate&#8221;, pardon</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: vincent		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-zampata-di-random-house/comment-page-1/#comment-110040</link>

		<dc:creator><![CDATA[vincent]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 22:16:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[WM1: ma certo l&#039;e book è ancora un fenomeno minoritario surtout in Italia e questa fretta attuale è  sospetta e cattiva consigliera (foriera di cosa?).        Il mio era proprio un post nostalgico, un vecchio ricordo scolastico di una appassionata lezione su Benedetto Croce. In realtà quando non è  carta riciclata, i libri fanno anche pensare a deforestazioni &quot;sciammanate&quot; e a parte questo, tutti noi poi li odiamo quando non sappiamo dove metterli, ce li ritroviamo finanche nei cassetti, non ci vengono restituiti da amici distratti o cleptomani, sono (almeno i miei) strapieni di polvere. Dunque a parte &quot;nostalgie canaglie&quot; l&#039;ebook è una grandissima occasione.L&#039;importante è che il tutto non venga trasformato in merchandising da gruppi editoriali finanziariamente  predominanti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>WM1: ma certo l&#8217;e book è ancora un fenomeno minoritario surtout in Italia e questa fretta attuale è  sospetta e cattiva consigliera (foriera di cosa?).        Il mio era proprio un post nostalgico, un vecchio ricordo scolastico di una appassionata lezione su Benedetto Croce. In realtà quando non è  carta riciclata, i libri fanno anche pensare a deforestazioni &#8220;sciammanate&#8221; e a parte questo, tutti noi poi li odiamo quando non sappiamo dove metterli, ce li ritroviamo finanche nei cassetti, non ci vengono restituiti da amici distratti o cleptomani, sono (almeno i miei) strapieni di polvere. Dunque a parte &#8220;nostalgie canaglie&#8221; l&#8217;ebook è una grandissima occasione.L&#8217;importante è che il tutto non venga trasformato in merchandising da gruppi editoriali finanziariamente  predominanti.</p>
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		Di: daniele marotta		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-zampata-di-random-house/comment-page-1/#comment-110039</link>

		<dc:creator><![CDATA[daniele marotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 21:52:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=3838#comment-110039</guid>

					<description><![CDATA[Il rischio è che le nostre categorie ci facciano adattare la rete a dinamiche preesistenti, anziché produrne di nuove.
Purtroppo noi imitiamo anziché creare, prima c&#039;erano i siti, poi qualcuno  ha fatto un sito tipo diario aggiornato tutti i giorni ed è nato il blog allora tutto il mondo si è messo a fare blog.
Dobbiamo usare le forme che prendono piede, ma anche cercare d iandare oltre.
La dipendenza dal mercato e dalla tecnologia ci predispone ad attivarci solo quando si introducono strumenti nuovi, mentre magari già quelli che abbiamo sarebbero sufficenti, così oggi invece di essere gli ebook, esistenti da decenni, a fare la rivoluzione aspettiamo che siano gli ebook reader.
La lotta tra editori e rete allora, diventa una questione sciocca come quella tra discografia e mp3. Guardate i giovanissimi come usano you tube, è già la televisione del futuro a dispetto di quanto ci mettono gli editori dei canali tv.
Credo che se negli anni sessanta i beatles avessero avuto gli mp3 oppure se davi internet a Benjamin Franklin o Borges mica aspettavano l&#039;ipad o l&#039;ipod per fare la rivoluzione semplicemente si inventavano un modo per scombussolare tutto e via.
Sono riusciti a fare Woodstock col passaparola è possibile che noi si debba aspettare che scendano i prezzi dell&#039;e-book reader per iniziare a cambiare qualcosa? Non è che per caso, editori a parte, ci mancano le idee, la grinta e la creatività? Prima si facevano i giornali col ciclostile e l&#039;inchiostro, negli scantinati, per poche centinaia di persone. Le grandi case editrici sono nate con l&#039;olio di gomito e i sacrifici oltre che il talento di creare ambienti culturali stimolanti in autentico fermento.
Oggi potrebbero nascere frotte di editori elettronici di tutti i generi che potrebbero campare tranquillamente vendendo gli ebook a 4 euro e facendo 50 e 50 % a download con gli autori, e invece aspettiamo che arrivi amazon a insegnarci come fare.
Questo blog è la prova provata che nello spazio adeguato le persone non vedono l&#039;ora di cimentarsi, confrontarsi e partecipare, senza pensare a quanto mi stanco gli occhi, a quanto è meglio o più autorevole la rivista stampata o se sia nato prima l&#039;uovo o la gallina.
C&#039;è un po&#039; di fermento, grazie all&#039;impegno di Loredana, e tutti a capo fitto a partecipare a questo fermento.
Le chiacchere stanno a zero.
Se gli editori di riviste si mettessero a competere con le informazioni presenti in rete avrebbero già chiuso da tempo, io non compro più le riviste in edicola perché in tre secondi mi trovo la recensione o la ricetta o l&#039;articolo scentifico o fotografico.
Coi libri è uguale se ci fosse un minimo di editoria digitale dinamica come lo sono i blog e di fermento, gli editori verrebbero subito scalzati e sarebbero costretti a venire in rete a cercare i casi letterari digitali.
Se cambiamo visuale ci rendiamo conto che è una non-questione, in realtà, basta fare diventare la rete lo spazio per la letteratura giovane e-o esordiente, e poi chi viene contattato dagli editori decide se e come andare su carta.
L&#039;idea di dover mettere un pdf su un sito tipo ibs o simili vincolato da un contratto, mi sembra risibile, meglio metterselo in proprio.
Tanto se sei esordiente non ti caga nessuno lo stesso.
Gli eserciti di scrittori meno famosi o esordienti si risparmierebbero tante menate e potrebbero creare correnti e dinamiche nuove dove avrebbero tutto da guadagnare.
La rete è auto marketing naturale, avete mai visto le ragazzette che fanno i tutorial di trucco o parrucco su you tube? beh guardatele, sono un piccolo esercito; quelle senza tanti sofismi già sono avanti, si fanno i canali con centinaia e centinaia di seguaci e migliaia di visite giornaliere.
Con la letteratura potrebbe essere la stessa cosa, se si creano dei minimi canali poi il pubblico e la selezione naturale della rete farebbero il resto.
D.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il rischio è che le nostre categorie ci facciano adattare la rete a dinamiche preesistenti, anziché produrne di nuove.<br />
Purtroppo noi imitiamo anziché creare, prima c&#8217;erano i siti, poi qualcuno  ha fatto un sito tipo diario aggiornato tutti i giorni ed è nato il blog allora tutto il mondo si è messo a fare blog.<br />
Dobbiamo usare le forme che prendono piede, ma anche cercare d iandare oltre.<br />
La dipendenza dal mercato e dalla tecnologia ci predispone ad attivarci solo quando si introducono strumenti nuovi, mentre magari già quelli che abbiamo sarebbero sufficenti, così oggi invece di essere gli ebook, esistenti da decenni, a fare la rivoluzione aspettiamo che siano gli ebook reader.<br />
La lotta tra editori e rete allora, diventa una questione sciocca come quella tra discografia e mp3. Guardate i giovanissimi come usano you tube, è già la televisione del futuro a dispetto di quanto ci mettono gli editori dei canali tv.<br />
Credo che se negli anni sessanta i beatles avessero avuto gli mp3 oppure se davi internet a Benjamin Franklin o Borges mica aspettavano l&#8217;ipad o l&#8217;ipod per fare la rivoluzione semplicemente si inventavano un modo per scombussolare tutto e via.<br />
Sono riusciti a fare Woodstock col passaparola è possibile che noi si debba aspettare che scendano i prezzi dell&#8217;e-book reader per iniziare a cambiare qualcosa? Non è che per caso, editori a parte, ci mancano le idee, la grinta e la creatività? Prima si facevano i giornali col ciclostile e l&#8217;inchiostro, negli scantinati, per poche centinaia di persone. Le grandi case editrici sono nate con l&#8217;olio di gomito e i sacrifici oltre che il talento di creare ambienti culturali stimolanti in autentico fermento.<br />
Oggi potrebbero nascere frotte di editori elettronici di tutti i generi che potrebbero campare tranquillamente vendendo gli ebook a 4 euro e facendo 50 e 50 % a download con gli autori, e invece aspettiamo che arrivi amazon a insegnarci come fare.<br />
Questo blog è la prova provata che nello spazio adeguato le persone non vedono l&#8217;ora di cimentarsi, confrontarsi e partecipare, senza pensare a quanto mi stanco gli occhi, a quanto è meglio o più autorevole la rivista stampata o se sia nato prima l&#8217;uovo o la gallina.<br />
C&#8217;è un po&#8217; di fermento, grazie all&#8217;impegno di Loredana, e tutti a capo fitto a partecipare a questo fermento.<br />
Le chiacchere stanno a zero.<br />
Se gli editori di riviste si mettessero a competere con le informazioni presenti in rete avrebbero già chiuso da tempo, io non compro più le riviste in edicola perché in tre secondi mi trovo la recensione o la ricetta o l&#8217;articolo scentifico o fotografico.<br />
Coi libri è uguale se ci fosse un minimo di editoria digitale dinamica come lo sono i blog e di fermento, gli editori verrebbero subito scalzati e sarebbero costretti a venire in rete a cercare i casi letterari digitali.<br />
Se cambiamo visuale ci rendiamo conto che è una non-questione, in realtà, basta fare diventare la rete lo spazio per la letteratura giovane e-o esordiente, e poi chi viene contattato dagli editori decide se e come andare su carta.<br />
L&#8217;idea di dover mettere un pdf su un sito tipo ibs o simili vincolato da un contratto, mi sembra risibile, meglio metterselo in proprio.<br />
Tanto se sei esordiente non ti caga nessuno lo stesso.<br />
Gli eserciti di scrittori meno famosi o esordienti si risparmierebbero tante menate e potrebbero creare correnti e dinamiche nuove dove avrebbero tutto da guadagnare.<br />
La rete è auto marketing naturale, avete mai visto le ragazzette che fanno i tutorial di trucco o parrucco su you tube? beh guardatele, sono un piccolo esercito; quelle senza tanti sofismi già sono avanti, si fanno i canali con centinaia e centinaia di seguaci e migliaia di visite giornaliere.<br />
Con la letteratura potrebbe essere la stessa cosa, se si creano dei minimi canali poi il pubblico e la selezione naturale della rete farebbero il resto.<br />
D.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: francesca violi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-zampata-di-random-house/comment-page-1/#comment-110038</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesca violi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 20:44:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ehm ehm scusate poi smetto con le informazioni inesatte, giuro.
Gigapedia ti manda in un sito fratello dove scaricare a gratis
http://ebooksclub.org]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ehm ehm scusate poi smetto con le informazioni inesatte, giuro.<br />
Gigapedia ti manda in un sito fratello dove scaricare a gratis<br />
<a href="http://ebooksclub.org" rel="nofollow ugc">http://ebooksclub.org</a></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: francesca violi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-zampata-di-random-house/comment-page-1/#comment-110037</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesca violi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 20:28:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ah no c&#039;è ancora, io pensavo fosse questo il Napster degli ebook!
http://gigapedia.com/
solo che a quanto pare hanno chiuso la possibilità di registrarsi ai nuovi utenti e invece ti mandano gentilmente a... un ebook store! °_°
scusate l&#039;OT]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ah no c&#8217;è ancora, io pensavo fosse questo il Napster degli ebook!<br />
<a href="http://gigapedia.com/" rel="nofollow ugc">http://gigapedia.com/</a><br />
solo che a quanto pare hanno chiuso la possibilità di registrarsi ai nuovi utenti e invece ti mandano gentilmente a&#8230; un ebook store! °_°<br />
scusate l&#8217;OT</p>
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		<title>
		Di: daniele marotta		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-zampata-di-random-house/comment-page-1/#comment-110036</link>

		<dc:creator><![CDATA[daniele marotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 19:20:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[infatti danae, deve essere la collettività di autori, lettori appassionati, (come siamo qui per esempio) ad attivarsi e con poco sforzo creare delle realtà concrete in cui smistare e condividere letture digitali.
Il futuro è già presente, questo, per esempio non è come una rivista letteraria e un caffè letterario fusi insieme? Non c&#039;è altrettanta attenzione che in una redazione qualsiasi?
Basta veicolare manoscritti e testi amati per essere una realtà concreta e capillare alla faccia dei dinosauri dell&#039;editoria.
D.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>infatti danae, deve essere la collettività di autori, lettori appassionati, (come siamo qui per esempio) ad attivarsi e con poco sforzo creare delle realtà concrete in cui smistare e condividere letture digitali.<br />
Il futuro è già presente, questo, per esempio non è come una rivista letteraria e un caffè letterario fusi insieme? Non c&#8217;è altrettanta attenzione che in una redazione qualsiasi?<br />
Basta veicolare manoscritti e testi amati per essere una realtà concreta e capillare alla faccia dei dinosauri dell&#8217;editoria.<br />
D.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: danae		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-zampata-di-random-house/comment-page-1/#comment-110035</link>

		<dc:creator><![CDATA[danae]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 18:58:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@puolene,
direi che mi convince di più l&#039;idea di un &quot;oggetto culturale&quot; frutto di idee che si muovono all&#039;interno di una collettività che ascoltano e osservano. E che poi si fanno prassi. Un &quot;oggetto culturale&quot; (libro, quadro, poesia, fumetto, film, canzone, danza...) che parla a quella collettività. Una diffusione orizzontale, insomma. L&#039;autore che si pone come individuo auto-ecc. secondo me non fa molta strada, e poi è infelice (lotta da solo?)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@puolene,<br />
direi che mi convince di più l&#8217;idea di un &#8220;oggetto culturale&#8221; frutto di idee che si muovono all&#8217;interno di una collettività che ascoltano e osservano. E che poi si fanno prassi. Un &#8220;oggetto culturale&#8221; (libro, quadro, poesia, fumetto, film, canzone, danza&#8230;) che parla a quella collettività. Una diffusione orizzontale, insomma. L&#8217;autore che si pone come individuo auto-ecc. secondo me non fa molta strada, e poi è infelice (lotta da solo?)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: danae		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-zampata-di-random-house/comment-page-1/#comment-110034</link>

		<dc:creator><![CDATA[danae]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 18:48:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[sì, WM1, questa chiave di lettura più ampia mi sembra assai feconda...
quando sono in gioco le idee e la loro diffusione e comunicazione e circolazione, il mercato, il turbocapitalismo, può anche provare a cavalcare l&#039;onda, ma arriva sempre dopo, e sempre male, sconnesso...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>sì, WM1, questa chiave di lettura più ampia mi sembra assai feconda&#8230;<br />
quando sono in gioco le idee e la loro diffusione e comunicazione e circolazione, il mercato, il turbocapitalismo, può anche provare a cavalcare l&#8217;onda, ma arriva sempre dopo, e sempre male, sconnesso&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: puolene		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/la-zampata-di-random-house/comment-page-1/#comment-110033</link>

		<dc:creator><![CDATA[puolene]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 18:38:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=3838#comment-110033</guid>

					<description><![CDATA[Condivido il pensiero di Marotta.
Mi permetto di sottolineare che oltre allo scardinare l&#039;istituzione dell&#039;editore non in quanto figura ma in quanto possessore di potere assoluto bisogna approcciarsi al prodotto culturale diversamente: deve essere considerato in quanto  tale e in quanto derivazione di una mente e non come scrematura di terzi.
La &quot;cultura&quot; non deve essere filtrata da questi soggetti politicizzati (in senso lato) e faziosi (sempre in senso lato) ma deve essere autopoietica e autopubblicizzata.
La penetrazione dei nuovi mezzi e quindi degli e-book è limitato e rallentato da un modo di pensare stantio che a mio avviso e difficile da modificare.
Ma....abbiate, abbiamo fiducia!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Condivido il pensiero di Marotta.<br />
Mi permetto di sottolineare che oltre allo scardinare l&#8217;istituzione dell&#8217;editore non in quanto figura ma in quanto possessore di potere assoluto bisogna approcciarsi al prodotto culturale diversamente: deve essere considerato in quanto  tale e in quanto derivazione di una mente e non come scrematura di terzi.<br />
La &#8220;cultura&#8221; non deve essere filtrata da questi soggetti politicizzati (in senso lato) e faziosi (sempre in senso lato) ma deve essere autopoietica e autopubblicizzata.<br />
La penetrazione dei nuovi mezzi e quindi degli e-book è limitato e rallentato da un modo di pensare stantio che a mio avviso e difficile da modificare.<br />
Ma&#8230;.abbiate, abbiamo fiducia!</p>
]]></content:encoded>
		
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