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	Commenti a: L&#039;ARTE DI GOLIARDA	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: mirko		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[mirko]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Oct 2005 13:52:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ciao, sono contento che anche qui parliate de &quot;I prati di Sara&quot; di Iva Zanicchi. Trovate tutte le info su www.ivazanicchi.it ciao da Mirko
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ciao, sono contento che anche qui parliate de &#8220;I prati di Sara&#8221; di Iva Zanicchi. Trovate tutte le info su <a href="http://www.ivazanicchi.it" rel="nofollow ugc">http://www.ivazanicchi.it</a> ciao da Mirko</p>
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		Di: marco r.		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco r.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Sep 2005 21:04:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Loredana, quando dicevo Restaurazione Permanente, non asserivo alcunché, ma intendevo dis.porre dell&#039;annosa questione ironicamente. In ogni caso, un conto è la tua personale vicenda (se non credessi alla tua onestà, non verrei certo qui a leggere cosa scrivi e a chiacchierare con te...), un conto è il sistema in generale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Loredana, quando dicevo Restaurazione Permanente, non asserivo alcunché, ma intendevo dis.porre dell&#8217;annosa questione ironicamente. In ogni caso, un conto è la tua personale vicenda (se non credessi alla tua onestà, non verrei certo qui a leggere cosa scrivi e a chiacchierare con te&#8230;), un conto è il sistema in generale.</p>
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		Di: Lucio Angelini		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lucio Angelini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Sep 2005 11:27:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ti spiace non parlare male di Melissa? E&#039; la fidanzata ufficiale del grande Thomas Fazi, che mi ha sostenuto nel rilancio dell&#039;Andersen romanziere:-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ti spiace non parlare male di Melissa? E&#8217; la fidanzata ufficiale del grande Thomas Fazi, che mi ha sostenuto nel rilancio dell&#8217;Andersen romanziere:-)</p>
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		Di: La Lipperini		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Lipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Sep 2005 10:39:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Comincio a rispondere a Marco: quando parlavo di malizia, temevo proprio le parole che hai usato, Restaurazione Permanente. E sai perchè? Perchè non è una verità assoluta che una piccola casa editrice non trovi spazio. Posso farti almeno due esempi, personali evidentemente: una casa editrice piccolissima come la Castelvecchi (parlo di quando è nata, nel 1993) ha trovato spazio, eccome. Non voglio assolutamente lustrare le mie medaglie, ma credo di essere stata la prima a parlare di Isabella Santacroce e di Aldo Nove su Repubblica. Così come mi capitò di scrivere (metà anni Novanta) una recensione ad un piccolo romanzo di un giovane scrittore pubblicato da  una piccola casa editrice (Theoria, lo scrittore era Carlo Lucarelli).
Trespolo: se provo a risponderti sul ruolo dei critici in assoluto generalizzo. Posso rispondere, ancora una volta, per me: da quindici anni a questa parte, io tento di fare quello che tu auspichi, ovvero parlare di voci e scritture nuove. Non sempre ci riesco (ma spesso, accidenti, sì). Ed è esattamente questo il motivo per cui mi scaldo quando qualcuno mi accusa di essere il funzionario dell&#039;esistente, o di tessere le lodi della Mazzantini e di Melissa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Comincio a rispondere a Marco: quando parlavo di malizia, temevo proprio le parole che hai usato, Restaurazione Permanente. E sai perchè? Perchè non è una verità assoluta che una piccola casa editrice non trovi spazio. Posso farti almeno due esempi, personali evidentemente: una casa editrice piccolissima come la Castelvecchi (parlo di quando è nata, nel 1993) ha trovato spazio, eccome. Non voglio assolutamente lustrare le mie medaglie, ma credo di essere stata la prima a parlare di Isabella Santacroce e di Aldo Nove su Repubblica. Così come mi capitò di scrivere (metà anni Novanta) una recensione ad un piccolo romanzo di un giovane scrittore pubblicato da  una piccola casa editrice (Theoria, lo scrittore era Carlo Lucarelli).<br />
Trespolo: se provo a risponderti sul ruolo dei critici in assoluto generalizzo. Posso rispondere, ancora una volta, per me: da quindici anni a questa parte, io tento di fare quello che tu auspichi, ovvero parlare di voci e scritture nuove. Non sempre ci riesco (ma spesso, accidenti, sì). Ed è esattamente questo il motivo per cui mi scaldo quando qualcuno mi accusa di essere il funzionario dell&#8217;esistente, o di tessere le lodi della Mazzantini e di Melissa.</p>
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		<title>
		Di: Oedipa		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/larte-di-goliarda/comment-page-1/#comment-80295</link>

		<dc:creator><![CDATA[Oedipa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Sep 2005 07:33:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[O.T.
Propongo una scrittura in rete della sceneggiatura de &quot;L&#039;incanto del lotto 49&quot; di T. Pynchon...si puo benissimo ambientarlo in Italia. Fatevi avanti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>O.T.<br />
Propongo una scrittura in rete della sceneggiatura de &#8220;L&#8217;incanto del lotto 49&#8221; di T. Pynchon&#8230;si puo benissimo ambientarlo in Italia. Fatevi avanti.</p>
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		<title>
		Di: Marco		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/larte-di-goliarda/comment-page-1/#comment-80294</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Sep 2005 07:20:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A quanto pare siamo in pieno boom del trend di Goliarda Sapienza...:-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A quanto pare siamo in pieno boom del trend di Goliarda Sapienza&#8230;:-)</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Giuseppe Iannozzi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/larte-di-goliarda/comment-page-1/#comment-80293</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Iannozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Sep 2005 22:55:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E lo so, è un altro OT, ma è per una buona causa, e credo che Loredana converrà che è vero.
Allora, la quinta e conclusiva puntata dell&#039;intervista a Wu Ming 1 è on line qui:
http://biogiannozzi.splinder.com/1127861426#5843074
Mi spiace per te, cara Loredana, ma ci sei di mezzo pure tu... in che modo, in che maniera? Be&#039;, vieni a scoprirlo da te. ^____^ Mica ti posso anticipare tutto. ;-)
&#039;Notte
g.i.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E lo so, è un altro OT, ma è per una buona causa, e credo che Loredana converrà che è vero.<br />
Allora, la quinta e conclusiva puntata dell&#8217;intervista a Wu Ming 1 è on line qui:<br />
<a href="http://biogiannozzi.splinder.com/1127861426#5843074" rel="nofollow ugc">http://biogiannozzi.splinder.com/1127861426#5843074</a><br />
Mi spiace per te, cara Loredana, ma ci sei di mezzo pure tu&#8230; in che modo, in che maniera? Be&#8217;, vieni a scoprirlo da te. ^____^ Mica ti posso anticipare tutto. 😉<br />
&#8216;Notte<br />
g.i.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: melpunk		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/larte-di-goliarda/comment-page-1/#comment-80292</link>

		<dc:creator><![CDATA[melpunk]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Sep 2005 14:53:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Trespolo: sono abbastanza concorde con te, anche se naturalmente non si può generalizzare e pensare la stessa cosa per tutti i critici letterari. il mio sospetto, e la cosa ho appena fatto presente sul mio blog, è che nell agran parte dei casi i critici non siano consci di cosa sia un&#039;opera letteraria. in fondo anche i medici conoscono il funzionamento del corpo umano, ma non sanno assolutamente dirti perché funziona. la metafora è abborracciata ma tant&#039;è, ho pure la febbre oggi. Non so, quindi, fino a che punto un critico letterario sia in grado di entrare in un&#039;opera letteraria. che, non dimentichiamolo, se tutto va bene, è ARTE. Lo so ho una visione romantica dell&#039;arte, c&#039;aggia faà. saluti a te e alla lipperini
MElpunk]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Trespolo: sono abbastanza concorde con te, anche se naturalmente non si può generalizzare e pensare la stessa cosa per tutti i critici letterari. il mio sospetto, e la cosa ho appena fatto presente sul mio blog, è che nell agran parte dei casi i critici non siano consci di cosa sia un&#8217;opera letteraria. in fondo anche i medici conoscono il funzionamento del corpo umano, ma non sanno assolutamente dirti perché funziona. la metafora è abborracciata ma tant&#8217;è, ho pure la febbre oggi. Non so, quindi, fino a che punto un critico letterario sia in grado di entrare in un&#8217;opera letteraria. che, non dimentichiamolo, se tutto va bene, è ARTE. Lo so ho una visione romantica dell&#8217;arte, c&#8217;aggia faà. saluti a te e alla lipperini<br />
MElpunk</p>
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		<title>
		Di: Trespolo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/larte-di-goliarda/comment-page-1/#comment-80291</link>

		<dc:creator><![CDATA[Trespolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Sep 2005 11:54:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Loredana, ripongo la stessa identica domanda formulata due post precedenti e provo ad articolarla: &quot;Perché un lettore per ottenere un consiglio non di parte su un libro da acquistare, per essere letto ovvio, difficilmente riesce a trovare l&#039;indicazione nelle critiche degli addetti ai lavori?&quot;.
Episodi come quello che citi mi portano a radicare ancora di più una delle mie convinzioni relativa alla perdita di “sostanza” dei “critici letterari”. Provo a spiegarmi ragionando a ritroso e ponendomi un’altra domanda: “Se un capolavoro, così mi pare sia definito ora, come quello della Sapienza è stato bellamente ignorato per un decennio e più dagli addetti ai lavori, che sicuramente si sono visti recapitare il racconto, l’abstract, la lettera di presentazione e tutto il resto, che ruolo ricoprono ora, in questo momento, gli addetti ai lavori?”.
La risposta che mi viene, purtroppo generalizzante ed è sempre un errore, è che gli addetti ai lavori si siano trasformati (sempre ammesso che non lo siano sempre stati nascondendosi l’amara verità) in “rappresentanti colti” dell’editoria e di scelte editoriali non più filtrate dalla conoscenza letteraria “critica”, ma dagli addetti marketing che suggeriscono chi e cosa promuovere in funzione delle linee editoriali.
In pratica: si dimenticano spesso di quale dovrebbe essere il loro compito (scovare talenti e libri ben scritti da pubblicare e tentare di vendere) e si trasformano in “informatori letterari guidati” alla ricerca, essi stessi, di visibilità. Sfruttano il canale privilegiato all’interno del quale si trovano per ottenere vantaggi (minimi generalmente) assecondandolo.
Un tragico miope errore che ha portato le aziende italiane (e le università) a ripudiare, in un primo tempo, personaggi come Faggin e Zappacosta e a tentare di ignorarli successivamente; senza riuscirci, ma questo era scontato.
Ora, al di là della risposta che già anticipi nel tuo post (l’avevo letto, ne avevo già parlato): l’impressione che da non addetto mi sono fatto del mondo letterario e dei suoi meccanismi è credibile o sto solo raccontando un mare di stupidate? Un addetto ai lavori, quale sicuramente sei, come interpreta episodi come questi e, sopra tutto, dove colloca il ruolo degli “addetti ai lavori” all’interno dell’attuale struttura editoriale?
Buona giornata. Trespolo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Loredana, ripongo la stessa identica domanda formulata due post precedenti e provo ad articolarla: &#8220;Perché un lettore per ottenere un consiglio non di parte su un libro da acquistare, per essere letto ovvio, difficilmente riesce a trovare l&#8217;indicazione nelle critiche degli addetti ai lavori?&#8221;.<br />
Episodi come quello che citi mi portano a radicare ancora di più una delle mie convinzioni relativa alla perdita di “sostanza” dei “critici letterari”. Provo a spiegarmi ragionando a ritroso e ponendomi un’altra domanda: “Se un capolavoro, così mi pare sia definito ora, come quello della Sapienza è stato bellamente ignorato per un decennio e più dagli addetti ai lavori, che sicuramente si sono visti recapitare il racconto, l’abstract, la lettera di presentazione e tutto il resto, che ruolo ricoprono ora, in questo momento, gli addetti ai lavori?”.<br />
La risposta che mi viene, purtroppo generalizzante ed è sempre un errore, è che gli addetti ai lavori si siano trasformati (sempre ammesso che non lo siano sempre stati nascondendosi l’amara verità) in “rappresentanti colti” dell’editoria e di scelte editoriali non più filtrate dalla conoscenza letteraria “critica”, ma dagli addetti marketing che suggeriscono chi e cosa promuovere in funzione delle linee editoriali.<br />
In pratica: si dimenticano spesso di quale dovrebbe essere il loro compito (scovare talenti e libri ben scritti da pubblicare e tentare di vendere) e si trasformano in “informatori letterari guidati” alla ricerca, essi stessi, di visibilità. Sfruttano il canale privilegiato all’interno del quale si trovano per ottenere vantaggi (minimi generalmente) assecondandolo.<br />
Un tragico miope errore che ha portato le aziende italiane (e le università) a ripudiare, in un primo tempo, personaggi come Faggin e Zappacosta e a tentare di ignorarli successivamente; senza riuscirci, ma questo era scontato.<br />
Ora, al di là della risposta che già anticipi nel tuo post (l’avevo letto, ne avevo già parlato): l’impressione che da non addetto mi sono fatto del mondo letterario e dei suoi meccanismi è credibile o sto solo raccontando un mare di stupidate? Un addetto ai lavori, quale sicuramente sei, come interpreta episodi come questi e, sopra tutto, dove colloca il ruolo degli “addetti ai lavori” all’interno dell’attuale struttura editoriale?<br />
Buona giornata. Trespolo.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: georgia		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/larte-di-goliarda/comment-page-1/#comment-80290</link>

		<dc:creator><![CDATA[georgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Sep 2005 10:33:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[comunico, a chi interessasse, che oggi sull&#039;Unità parlano di V.M.O:
UN BLOG &quot;surrealista&quot; di due cagliaritani mette alla berlina il sistema-letteratura e diventa un successo in rete.
Gli autori &quot;colpiti&quot; un po&#039; stanno al gioco e un po&#039; si offendono
WU MING, &quot;&#039;VMO&#039;, gli scrittori divisi tra il Male e il Bene&quot;, in L&#039;unità, 27 settembre 2005, p 21.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>comunico, a chi interessasse, che oggi sull&#8217;Unità parlano di V.M.O:<br />
UN BLOG &#8220;surrealista&#8221; di due cagliaritani mette alla berlina il sistema-letteratura e diventa un successo in rete.<br />
Gli autori &#8220;colpiti&#8221; un po&#8217; stanno al gioco e un po&#8217; si offendono<br />
WU MING, &#8220;&#8216;VMO&#8217;, gli scrittori divisi tra il Male e il Bene&#8221;, in L&#8217;unità, 27 settembre 2005, p 21.</p>
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