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	Commenti a: LASAGNE	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Lorenza		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lasagne/comment-page-1/#comment-126594</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lorenza]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 13:52:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ilaria magari le nostre nonne e le nostre mamme non avevano siti internet a cui rivolgersi, ma in compenso avevano una fitta rete di relazioni familiari su cui fare affidamento in caso di ansie dubbi e problemi. Per carità, è vero che il bimbocentrismo esiste e che, come tutti gli eccessi, non porta benefici nè ai bambini nè ai padri/madri preda di tale smania, mi sembra comunque che sia scorretto fare di tutte le erbe un fascio e buttare tutto in un calderone di riprovazione contro chi vuol fare solo la mamma.
Non parlo per esperienza perchè sono una mamma che lavora a tempo pieno ma mi piace pensare che ci sia posto per tutti, purchè sia una libera scelta: per le donne e gli uomini che vogliono realizzarsi nel lavoro, per quelli che si barcamenano tra il lavoro e la famiglia e per chi si sente realizzato solo in quest&#039;ultima (e anche se sono pochissimi ci sono uomini che lo sono). Mi sembra più che giusto combattere perchè ci sia un adeguata rappresentazione della donna nell&#039;immaginario collettivo che vada oltre l&#039;aspetto materno in modo da eliminare i condizionamenti della società ed arrivare ad una libera scelta, davvero consapevole.
Mi da fastidio però il messaggio sotterraneo che &quot;mi sembra&quot; passi in molti dei post che leggo qui e cioè che non si debba considerare  la realizzazione nella famiglia come una possibile alternativa.
Una donna o un uomo che desiderino occuparsi della famiglia sono da condannare come obsoleti? Io non credo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ilaria magari le nostre nonne e le nostre mamme non avevano siti internet a cui rivolgersi, ma in compenso avevano una fitta rete di relazioni familiari su cui fare affidamento in caso di ansie dubbi e problemi. Per carità, è vero che il bimbocentrismo esiste e che, come tutti gli eccessi, non porta benefici nè ai bambini nè ai padri/madri preda di tale smania, mi sembra comunque che sia scorretto fare di tutte le erbe un fascio e buttare tutto in un calderone di riprovazione contro chi vuol fare solo la mamma.<br />
Non parlo per esperienza perchè sono una mamma che lavora a tempo pieno ma mi piace pensare che ci sia posto per tutti, purchè sia una libera scelta: per le donne e gli uomini che vogliono realizzarsi nel lavoro, per quelli che si barcamenano tra il lavoro e la famiglia e per chi si sente realizzato solo in quest&#8217;ultima (e anche se sono pochissimi ci sono uomini che lo sono). Mi sembra più che giusto combattere perchè ci sia un adeguata rappresentazione della donna nell&#8217;immaginario collettivo che vada oltre l&#8217;aspetto materno in modo da eliminare i condizionamenti della società ed arrivare ad una libera scelta, davvero consapevole.<br />
Mi da fastidio però il messaggio sotterraneo che &#8220;mi sembra&#8221; passi in molti dei post che leggo qui e cioè che non si debba considerare  la realizzazione nella famiglia come una possibile alternativa.<br />
Una donna o un uomo che desiderino occuparsi della famiglia sono da condannare come obsoleti? Io non credo.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: rita		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lasagne/comment-page-1/#comment-126593</link>

		<dc:creator><![CDATA[rita]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 11:51:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[k
il quotidiano Avvenire io lo leggevo anni fa e sinceramente perché in quel periodo (abbastanza lungo) mi arrivava a casa &quot;a gratis&quot;; prima di allora ero prevenuta e non lo leggevo.
Io penso sia di sicuro un giornale interessante; non più di altri però e non il migliore …. io di giornali &quot;migliori&quot; non ne conosco a oggi e preciso che per me l’interesse che mi suscita un quotidiano è inversamente proporzionale alla coincidenza delle idee che lì vengono proposte con le mie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>k<br />
il quotidiano Avvenire io lo leggevo anni fa e sinceramente perché in quel periodo (abbastanza lungo) mi arrivava a casa &#8220;a gratis&#8221;; prima di allora ero prevenuta e non lo leggevo.<br />
Io penso sia di sicuro un giornale interessante; non più di altri però e non il migliore …. io di giornali &#8220;migliori&#8221; non ne conosco a oggi e preciso che per me l’interesse che mi suscita un quotidiano è inversamente proporzionale alla coincidenza delle idee che lì vengono proposte con le mie.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Elle		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lasagne/comment-page-1/#comment-126592</link>

		<dc:creator><![CDATA[Elle]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 16:49:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;originale è qui
http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2012/02/del-diritto-di-belen-di-far-vedere-la.html]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;originale è qui<br />
<a href="http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2012/02/del-diritto-di-belen-di-far-vedere-la.html" rel="nofollow ugc">http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2012/02/del-diritto-di-belen-di-far-vedere-la.html</a></p>
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		<title>
		Di: Elle		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lasagne/comment-page-1/#comment-126591</link>

		<dc:creator><![CDATA[Elle]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 16:48:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scusa, è OT, ma segnalo questo articolo orribile, insultante, offensivo
http://www.mentecritica.net/del-diritto-di-belen-di-far-vedere-la-topa-e-del-nostro-di-scherzarci-su/leggere/oltre-le-righe/lameduck/23885/#respond]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusa, è OT, ma segnalo questo articolo orribile, insultante, offensivo<br />
<a href="http://www.mentecritica.net/del-diritto-di-belen-di-far-vedere-la-topa-e-del-nostro-di-scherzarci-su/leggere/oltre-le-righe/lameduck/23885/#respond" rel="nofollow ugc">http://www.mentecritica.net/del-diritto-di-belen-di-far-vedere-la-topa-e-del-nostro-di-scherzarci-su/leggere/oltre-le-righe/lameduck/23885/#respond</a></p>
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		<item>
		<title>
		Di: k.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lasagne/comment-page-1/#comment-126590</link>

		<dc:creator><![CDATA[k.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 08:48:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Penso che la maternità sia incomprensibile alla definizione  del pensiero, soprattutto alla linearità del linguaggio,  per cui i vari tentativi di descriverla  sono sempre  destinati a fallire.
Certo che un articolo come questo ci mette anche del suo. Ho provato a leggerlo e a rileggerlo e non  mi è riuscito di trovarvi altro che un collage di clichè contraddittori esposti con finta equidistanza, anzi direi con  una vaghezza piuttosto sospetta. Alla fine  l’articolo non dice niente, e il niente è il nemico della maternità (e della vita). Non mi sorprende quindi che uno scritto simile trovi asilo, in un giornale  come repubblica.
Per cui l’unica cosa che quest’articolo mi può insegnare è  la conferma dei sospetti che nutro su questo  tamarro quotidiano.
Se mi è concesso inviterei invece le lettrici e i lettori  di questo Blog, ad acquistare e leggere Avvenire  che (per me) è miglior quotidiano in Italia, e comunque a tutti quanti  può offrire argomenti notizie, realtà diverse dal meinstrim che alla fine viene anche annoia.
ciao,k.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Penso che la maternità sia incomprensibile alla definizione  del pensiero, soprattutto alla linearità del linguaggio,  per cui i vari tentativi di descriverla  sono sempre  destinati a fallire.<br />
Certo che un articolo come questo ci mette anche del suo. Ho provato a leggerlo e a rileggerlo e non  mi è riuscito di trovarvi altro che un collage di clichè contraddittori esposti con finta equidistanza, anzi direi con  una vaghezza piuttosto sospetta. Alla fine  l’articolo non dice niente, e il niente è il nemico della maternità (e della vita). Non mi sorprende quindi che uno scritto simile trovi asilo, in un giornale  come repubblica.<br />
Per cui l’unica cosa che quest’articolo mi può insegnare è  la conferma dei sospetti che nutro su questo  tamarro quotidiano.<br />
Se mi è concesso inviterei invece le lettrici e i lettori  di questo Blog, ad acquistare e leggere Avvenire  che (per me) è miglior quotidiano in Italia, e comunque a tutti quanti  può offrire argomenti notizie, realtà diverse dal meinstrim che alla fine viene anche annoia.<br />
ciao,k.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: desian		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lasagne/comment-page-1/#comment-126589</link>

		<dc:creator><![CDATA[desian]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 18:45:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E poi, scusami Loredana, ma secondo me si parla troppo di madri e poco di padri. Se ormai le madri sono diventate una pura categoria merceologica, da quest&#039;altra parte ci sono ancora abissi da colmare. Abissi emotivi, abissi di responsabilità, abissi di rispetto. Talvolta anche, mi permetto, abissi di stupidità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E poi, scusami Loredana, ma secondo me si parla troppo di madri e poco di padri. Se ormai le madri sono diventate una pura categoria merceologica, da quest&#8217;altra parte ci sono ancora abissi da colmare. Abissi emotivi, abissi di responsabilità, abissi di rispetto. Talvolta anche, mi permetto, abissi di stupidità.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: desian		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lasagne/comment-page-1/#comment-126588</link>

		<dc:creator><![CDATA[desian]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 18:37:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ma no, @ilaria, non credo sia questo, col cavolo che io voglia &quot;morire&quot; per lui/lei. Col cavolo che proietto &quot;principessità&quot; sui figli. Ogni tanto anche un calcio in culo e pedalare. Però esiste un termine interessante che, almeno io ho &quot;scoperto&quot; con piacere, da padre: consapevolezza. E, aggiungo, responsabilità. Non la faccio lunga oltremodo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma no, @ilaria, non credo sia questo, col cavolo che io voglia &#8220;morire&#8221; per lui/lei. Col cavolo che proietto &#8220;principessità&#8221; sui figli. Ogni tanto anche un calcio in culo e pedalare. Però esiste un termine interessante che, almeno io ho &#8220;scoperto&#8221; con piacere, da padre: consapevolezza. E, aggiungo, responsabilità. Non la faccio lunga oltremodo.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Valter Binaghi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lasagne/comment-page-1/#comment-126587</link>

		<dc:creator><![CDATA[Valter Binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 16:13:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Più seriamente (di prima).
Una cosa che mi chiedo spesso è come mai ci sia questa attenzione ossessiva all&#039;immaginario di riferimento (che si vorrebbe meno santificato e sacrificale e più laicamente estetico e psicologico, e sarei anche daccordo), e così poca consapevolezza del fatto che linguaggi e ammennicoli (dell&#039;uno o dell&#039;altro tipo) possono in realtà rivestire comportamenti materni puramente mimetici, cioè incapaci di trasmettere al bambino l&#039;unica cosa di cui il bambino ha realmente bisogno, cioè una conferma della propria &quot;bontà&quot; a contatto di una maternità vissuta, partecipata emotivamente e non semplicemente &quot;recitata&quot;. Perchè il vero e drammatico problema è questo, e non se si spinge il passeggino con gli zoccoli o con i tacchi a spillo. E te ne accorgi non appena frequenti i ragazzi, ed entri in rapporto con comportamenti diffusi come i disturbi alimentari, o le tossicodipendenze, o i bullismi vari.
La costruzione di un sè buono passa attraverso l&#039;intimità e la parola dei genitori, e senza ridurre il ruolo materno al lato &quot;corporeo&quot; e quello paterno a quello &quot;culturale&quot;, direi che almeno in origine la prossimità corporea con la madre è determinante. Vogliamo dirlo o no che le proiezioni sul &quot;principino&quot; o la &quot;principessina&quot; possono appagare l&#039;immaginario narcisistico dei genitori nascondendo una glaciale distanza rispetto a quelli che sono i bisogni emotivi reali del bambino? E che le abbondanti profferte dell&#039;industria della nursery sono pure e semplici opzioni merceologiche, per cui rifiutare lo schematismo del rosa in favore di un look più variegato non mette al riparo dal fallimento di funzioni genitoriali sempre più compromesse, proprio come guepieres e preservativi alla fragola non garantiscono una sessualità libera e felice?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Più seriamente (di prima).<br />
Una cosa che mi chiedo spesso è come mai ci sia questa attenzione ossessiva all&#8217;immaginario di riferimento (che si vorrebbe meno santificato e sacrificale e più laicamente estetico e psicologico, e sarei anche daccordo), e così poca consapevolezza del fatto che linguaggi e ammennicoli (dell&#8217;uno o dell&#8217;altro tipo) possono in realtà rivestire comportamenti materni puramente mimetici, cioè incapaci di trasmettere al bambino l&#8217;unica cosa di cui il bambino ha realmente bisogno, cioè una conferma della propria &#8220;bontà&#8221; a contatto di una maternità vissuta, partecipata emotivamente e non semplicemente &#8220;recitata&#8221;. Perchè il vero e drammatico problema è questo, e non se si spinge il passeggino con gli zoccoli o con i tacchi a spillo. E te ne accorgi non appena frequenti i ragazzi, ed entri in rapporto con comportamenti diffusi come i disturbi alimentari, o le tossicodipendenze, o i bullismi vari.<br />
La costruzione di un sè buono passa attraverso l&#8217;intimità e la parola dei genitori, e senza ridurre il ruolo materno al lato &#8220;corporeo&#8221; e quello paterno a quello &#8220;culturale&#8221;, direi che almeno in origine la prossimità corporea con la madre è determinante. Vogliamo dirlo o no che le proiezioni sul &#8220;principino&#8221; o la &#8220;principessina&#8221; possono appagare l&#8217;immaginario narcisistico dei genitori nascondendo una glaciale distanza rispetto a quelli che sono i bisogni emotivi reali del bambino? E che le abbondanti profferte dell&#8217;industria della nursery sono pure e semplici opzioni merceologiche, per cui rifiutare lo schematismo del rosa in favore di un look più variegato non mette al riparo dal fallimento di funzioni genitoriali sempre più compromesse, proprio come guepieres e preservativi alla fragola non garantiscono una sessualità libera e felice?</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Ilaria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lasagne/comment-page-1/#comment-126586</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ilaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 13:05:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Più che la &quot;cultura cattolica&quot;, che poveretta ormai è chiamata in causa a ragione o a torto per ogni nefandezza, penso che questo emergere delle mamme sia in realtà dovuto in gran parte a quel fenomeno che Pietropolli Charmet definisce &quot;il cucciolo d&#039;oro&quot;. Nella nostra società la natalità è talmente bassa che il bambino viene visto quasi come un&#039;entità rara e quindi preziosa, da adorare, e via con le fotografie, i post sui dentini e l&#039;allattamento e i suoi problemi intestinali (bello eh? Sapere che tutto il mondo (potenzialmente) può sapere quanto vai di corpo durante il giorno), queste mamme che non dormono la notte perché a ogni Uèè devono essere lì pronte con la tetta nuda... Ma voi ve le vedete le nostre mamme o nonne a scrivere su internet (se lo avessero avuto) tutti &#039;sti sacrifici inutili fatti per immolarsi per il proprio bambino d&#039;oro? Penso che in base ai criteri di oggi mia mamma e le mamme dei miei amici sarebbero considerate da &quot;servizi sociali&quot; (e ho trentanni, non ottanta): venivano prima loro di noi, se c&#039;erano più bambini in famiglia poi, figuriamoci, potevi cadere e grondare sangue e nessuna madre si agitava più di tanto. Adesso ti nasce un bambino e devi &quot;morire&quot; per lui, devi dargli tutto, lo vedi come il tuo principe/principessa, altro che cattolicesimo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Più che la &#8220;cultura cattolica&#8221;, che poveretta ormai è chiamata in causa a ragione o a torto per ogni nefandezza, penso che questo emergere delle mamme sia in realtà dovuto in gran parte a quel fenomeno che Pietropolli Charmet definisce &#8220;il cucciolo d&#8217;oro&#8221;. Nella nostra società la natalità è talmente bassa che il bambino viene visto quasi come un&#8217;entità rara e quindi preziosa, da adorare, e via con le fotografie, i post sui dentini e l&#8217;allattamento e i suoi problemi intestinali (bello eh? Sapere che tutto il mondo (potenzialmente) può sapere quanto vai di corpo durante il giorno), queste mamme che non dormono la notte perché a ogni Uèè devono essere lì pronte con la tetta nuda&#8230; Ma voi ve le vedete le nostre mamme o nonne a scrivere su internet (se lo avessero avuto) tutti &#8216;sti sacrifici inutili fatti per immolarsi per il proprio bambino d&#8217;oro? Penso che in base ai criteri di oggi mia mamma e le mamme dei miei amici sarebbero considerate da &#8220;servizi sociali&#8221; (e ho trentanni, non ottanta): venivano prima loro di noi, se c&#8217;erano più bambini in famiglia poi, figuriamoci, potevi cadere e grondare sangue e nessuna madre si agitava più di tanto. Adesso ti nasce un bambino e devi &#8220;morire&#8221; per lui, devi dargli tutto, lo vedi come il tuo principe/principessa, altro che cattolicesimo&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Valter Binaghi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lasagne/comment-page-1/#comment-126585</link>

		<dc:creator><![CDATA[Valter Binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 12:21:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5088#comment-126585</guid>

					<description><![CDATA[camma=canna (cannone, joint, stennarello, tubo, tubero ecc)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>camma=canna (cannone, joint, stennarello, tubo, tubero ecc)</p>
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