<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: LE INTERMITTENZE E LE CITTADINANZE DELLA MORTE	</title>
	<atom:link href="https://www.lipperatura.it/le-intermittenze-e-le-cittadinanze-della-morte/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lipperatura.it/le-intermittenze-e-le-cittadinanze-della-morte/</link>
	<description>di Loredana Lipperini</description>
	<lastBuildDate>Wed, 30 May 2012 15:52:45 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>
		Di: diamonds		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/le-intermittenze-e-le-cittadinanze-della-morte/comment-page-1/#comment-129059</link>

		<dc:creator><![CDATA[diamonds]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 May 2012 15:52:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5319#comment-129059</guid>

					<description><![CDATA[stavo pensando(anche se come al solito vado un po fuori fuoco)che forse in italia è mancato proprio un narratore come King che da sempre ha messo in luce la questione delle prepotenze perpetrate nei confronti dei soggetti deboli spesso all&#039;interno di contesti familiari,peraltro con grande stile.Resta il fatto che in italia siamo sempre due passi indietro sui temi dei diritti civili rispetto alle democrazie anglosassoni (e ora chi è che bussa?)
http://files.myfrogbag.com/xeltqs/knockknock.gif]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>stavo pensando(anche se come al solito vado un po fuori fuoco)che forse in italia è mancato proprio un narratore come King che da sempre ha messo in luce la questione delle prepotenze perpetrate nei confronti dei soggetti deboli spesso all&#8217;interno di contesti familiari,peraltro con grande stile.Resta il fatto che in italia siamo sempre due passi indietro sui temi dei diritti civili rispetto alle democrazie anglosassoni (e ora chi è che bussa?)<br />
<a href="http://files.myfrogbag.com/xeltqs/knockknock.gif" rel="nofollow ugc">http://files.myfrogbag.com/xeltqs/knockknock.gif</a></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Iole Natoli		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/le-intermittenze-e-le-cittadinanze-della-morte/comment-page-1/#comment-129058</link>

		<dc:creator><![CDATA[Iole Natoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 May 2012 15:51:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5319#comment-129058</guid>

					<description><![CDATA[Ho apprezzato molto l&#039;andamento dialogico e civile degli ultimi post e in particolare, per la loro manifesta intenzione di dare un contributo fattivo al discorso, quelli di Close The Door e di Maurizio.
Ed infatti i colpi di machete sferrati a caso non portano da nessuna parte chicchessia. Accetto in pieno lo spostamento di accento dal test+corso al solo corso obbligatorio, in cui potrebbe essere o non essere incluso un test di controllo della comprensione dei contenuti del corso, purché non abbia valore di possibile esclusione. Detto in altri termini: quasi tutti i programmi educativi prevedono anche l&#039;uso di test, che possono servire a responsabilizzare lo studente rispetto all&#039;attenzione con cui partecipare al corso stesso.
Ciò che conta è che quel che determina la non ammissione non siano né i punteggi né altri aspetti ipoteticamente discriminanti, ma solamente la non frequentazione del corso.
Un tempo gli insegnanti erano tenuti prima di assumere servizio a giurare fedeltà alla Costituzione italiana: non penso si sentissero discriminati per questo né so se la prassi sia ancora oggi in vigore.
Quanto alla considerazione di Close The Door «la prima generazione di immigrati a mio avviso è comunque “persa” sotto questo punto di vista, e non è un caso che il conflitto messo in evidenza da tanti fatti di cronaca è fra genitori e figli»... sì, è persa, ma proprio perché possa non esserlo del tutto un qualche tentativo verso quella generazione andrebbe compiuto, anche perché che si tratti di figlie (come in massima parte è) o di mogli (come l&#039;episodio più recente) in ogni caso sempre di vittime si tratta.
Sui respingimenti mi sono sempre espressa contro: tutto avrei immaginato intervenendo, tranne quel che ho visto scatenarsi qui dentro. http://www.kultbazar.com/societa_Icentopassi.htm]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho apprezzato molto l&#8217;andamento dialogico e civile degli ultimi post e in particolare, per la loro manifesta intenzione di dare un contributo fattivo al discorso, quelli di Close The Door e di Maurizio.<br />
Ed infatti i colpi di machete sferrati a caso non portano da nessuna parte chicchessia. Accetto in pieno lo spostamento di accento dal test+corso al solo corso obbligatorio, in cui potrebbe essere o non essere incluso un test di controllo della comprensione dei contenuti del corso, purché non abbia valore di possibile esclusione. Detto in altri termini: quasi tutti i programmi educativi prevedono anche l&#8217;uso di test, che possono servire a responsabilizzare lo studente rispetto all&#8217;attenzione con cui partecipare al corso stesso.<br />
Ciò che conta è che quel che determina la non ammissione non siano né i punteggi né altri aspetti ipoteticamente discriminanti, ma solamente la non frequentazione del corso.<br />
Un tempo gli insegnanti erano tenuti prima di assumere servizio a giurare fedeltà alla Costituzione italiana: non penso si sentissero discriminati per questo né so se la prassi sia ancora oggi in vigore.<br />
Quanto alla considerazione di Close The Door «la prima generazione di immigrati a mio avviso è comunque “persa” sotto questo punto di vista, e non è un caso che il conflitto messo in evidenza da tanti fatti di cronaca è fra genitori e figli»&#8230; sì, è persa, ma proprio perché possa non esserlo del tutto un qualche tentativo verso quella generazione andrebbe compiuto, anche perché che si tratti di figlie (come in massima parte è) o di mogli (come l&#8217;episodio più recente) in ogni caso sempre di vittime si tratta.<br />
Sui respingimenti mi sono sempre espressa contro: tutto avrei immaginato intervenendo, tranne quel che ho visto scatenarsi qui dentro. <a href="http://www.kultbazar.com/societa_Icentopassi.htm" rel="nofollow ugc">http://www.kultbazar.com/societa_Icentopassi.htm</a></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Maurizio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/le-intermittenze-e-le-cittadinanze-della-morte/comment-page-1/#comment-129057</link>

		<dc:creator><![CDATA[Maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 May 2012 13:34:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5319#comment-129057</guid>

					<description><![CDATA[A me sembra che presidiare le porte d&#039;ingresso mettendo tornelli in forma di test d&#039;ammissione non sia una buona strategia né per chi vuole entrare, né per chi è dentro. Il che non vuol dire che chi entra (ma anche chi è dentro) debba essere esonerato dal conoscere le leggi fondamentali dello Stato: basterebbe però un corso obbligatorio, non c&#039;è bisogno di un esame che, concordo con quanti lo hanno già detto, la maggior parte degli italiani non supererebbe. Comunque, il fatto che simili atrocità si verifichino in Italia fa sì che siano almeno punite, cosa  che difficilmente avverrebbe in molti dei paesi d&#039;origine di queste persone. E&#039; una ben magra consolazione di fronte alla perdita di una vita umana, non cè risarcimento nella pena inflitta all&#039;assassino, ma è comunque la riaffermazione del diritto sopra la brutalità, e un segnale a quanti alla norma non intendono conformarsi. Se avessimo a suo tempo vietato l&#039;ingresso in Italia a queste persone avremmo forse salvato le  vite che sono state troncate, le facce che sono state sfregiate per aver rifiutato un matrimonio combinato, per aver voluto studiare, lavorare, guidare la macchina? Non penso: Semplicemente, avremmo respinto questi orrori oltre gli orizzonti del nostro sguardo, così come respingendo i migranti nelle carceri di Gheddafi o direttamente sul fondo del mare ci siamo risparmiati lo spettacolo di gente che mendica e vive di espedienti, senza però muovere un solo passo per incontrare quelle vite e le loro necessità. Al di là di quelle che sono le nostre percezioni sull&#039;attuale situazione economica nel nostro paese (e quindi nuova povertà, disoccupazione, ecc.), è incontrovertibile che la stragrande maggioranza di noi sta infinitamente meglio di chi rischia la vita traversando un deserto e un mare per arrivare qui. Questo, credo, ci dà la responsabilità di essere solidali e anche quella - spiacevolissima - di assumere su di noi il carico di orrore che molta di questa gente si porta dietro. Perché, se siamo veramente convinti che le nostre norme e i nostri costumi siano migliori nella tutela dei diritti delle persone, dobbiamo fare di tutto per portare sotto l&#039;ombrello di queste norme i più deboli tra loro, a cominciare dalle donne e dai bambini, la cui educazione deve essere depurata da quelle incrostazioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A me sembra che presidiare le porte d&#8217;ingresso mettendo tornelli in forma di test d&#8217;ammissione non sia una buona strategia né per chi vuole entrare, né per chi è dentro. Il che non vuol dire che chi entra (ma anche chi è dentro) debba essere esonerato dal conoscere le leggi fondamentali dello Stato: basterebbe però un corso obbligatorio, non c&#8217;è bisogno di un esame che, concordo con quanti lo hanno già detto, la maggior parte degli italiani non supererebbe. Comunque, il fatto che simili atrocità si verifichino in Italia fa sì che siano almeno punite, cosa  che difficilmente avverrebbe in molti dei paesi d&#8217;origine di queste persone. E&#8217; una ben magra consolazione di fronte alla perdita di una vita umana, non cè risarcimento nella pena inflitta all&#8217;assassino, ma è comunque la riaffermazione del diritto sopra la brutalità, e un segnale a quanti alla norma non intendono conformarsi. Se avessimo a suo tempo vietato l&#8217;ingresso in Italia a queste persone avremmo forse salvato le  vite che sono state troncate, le facce che sono state sfregiate per aver rifiutato un matrimonio combinato, per aver voluto studiare, lavorare, guidare la macchina? Non penso: Semplicemente, avremmo respinto questi orrori oltre gli orizzonti del nostro sguardo, così come respingendo i migranti nelle carceri di Gheddafi o direttamente sul fondo del mare ci siamo risparmiati lo spettacolo di gente che mendica e vive di espedienti, senza però muovere un solo passo per incontrare quelle vite e le loro necessità. Al di là di quelle che sono le nostre percezioni sull&#8217;attuale situazione economica nel nostro paese (e quindi nuova povertà, disoccupazione, ecc.), è incontrovertibile che la stragrande maggioranza di noi sta infinitamente meglio di chi rischia la vita traversando un deserto e un mare per arrivare qui. Questo, credo, ci dà la responsabilità di essere solidali e anche quella &#8211; spiacevolissima &#8211; di assumere su di noi il carico di orrore che molta di questa gente si porta dietro. Perché, se siamo veramente convinti che le nostre norme e i nostri costumi siano migliori nella tutela dei diritti delle persone, dobbiamo fare di tutto per portare sotto l&#8217;ombrello di queste norme i più deboli tra loro, a cominciare dalle donne e dai bambini, la cui educazione deve essere depurata da quelle incrostazioni.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: rita		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/le-intermittenze-e-le-cittadinanze-della-morte/comment-page-1/#comment-129056</link>

		<dc:creator><![CDATA[rita]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 May 2012 10:03:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5319#comment-129056</guid>

					<description><![CDATA[A proposito di storie dimenticate, anzi, di intere categorie di cui frega poco a tutti, vorrei leggere ogni tanto temi che riguardino i diritti dei bambini, sull&#039;infanzia abbandonata maltrattata  e schiavizzata, ad esempio tutto ciò che riguarda i vari orfanatrofi lager sparsi per il mondo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito di storie dimenticate, anzi, di intere categorie di cui frega poco a tutti, vorrei leggere ogni tanto temi che riguardino i diritti dei bambini, sull&#8217;infanzia abbandonata maltrattata  e schiavizzata, ad esempio tutto ciò che riguarda i vari orfanatrofi lager sparsi per il mondo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: CloseTheDoor		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/le-intermittenze-e-le-cittadinanze-della-morte/comment-page-1/#comment-129055</link>

		<dc:creator><![CDATA[CloseTheDoor]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 May 2012 03:42:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5319#comment-129055</guid>

					<description><![CDATA[@ Luziferszorn, la mia opinione è che la religione c&#039;entri sempre solo fino a un certo punto. Le mutilazioni genitali femminili sono pratica corrente nei paesi cristiani copti dell&#039;Africa, solo per dare un esempio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Luziferszorn, la mia opinione è che la religione c&#8217;entri sempre solo fino a un certo punto. Le mutilazioni genitali femminili sono pratica corrente nei paesi cristiani copti dell&#8217;Africa, solo per dare un esempio.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: CloseTheDoor		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/le-intermittenze-e-le-cittadinanze-della-morte/comment-page-1/#comment-129054</link>

		<dc:creator><![CDATA[CloseTheDoor]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 May 2012 03:40:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5319#comment-129054</guid>

					<description><![CDATA[Sull&#039;idea del corso + test di istituzioni italiane agli immigrati.
Non mi sembra in sé razzista, ma temo che si scontrerebbe subito con i meccanismi di difesa tipici degli immigrati coatti (cioè quelli che si spostano non per scelta ma inseguendo pane e lavoro, e sognano di ritornare un giorno a casa), che fanno gruppo e accettano con riluttanza i costumi del paese di arrivo, seguendo un proprio codice di condotta che ritengono l&#039;unico valido. E&#039; un meccanismo valido per tutti ovviamente, i nostri preti che seguivano gli emigranti in Canada facevano opera di convincimento presso le famiglie - a volte per conto del Governo - perché mandassero le figlie a scuola.
Lo dicevano già i Sofisti greci, che se per ipotesi tutte le leggi del mondo fossero portate in un luogo per confronto, ognuno si sceglierebbe come migliori quelle del suo paese. Quindi se si introducesse il corso+test quello che mi potrei aspettare è che la persona ti risponde sì ok, è vietato uccidere, ma se poi la moglie mi fa le corna me ne frego di quello che dice la legge italiana.
La prima generazione di immigrati a mio avviso è comunque &quot;persa&quot; sotto questo punto di vista, e non è un caso che il conflitto messo in evidenza da tanti fatti di cronaca è fra genitori e figli. E&#039; la seconda generazione di immigrati quella su cui ci può essere la possibilità di lavorare, e per l&#039;appunto vedo come soluzione un discorso &quot;di genere&quot; complessivo che parli a tutti i ragazzini e ragazzine italiani e non solo di origine straniera, perche&#039; significa accusarli a prescindere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sull&#8217;idea del corso + test di istituzioni italiane agli immigrati.<br />
Non mi sembra in sé razzista, ma temo che si scontrerebbe subito con i meccanismi di difesa tipici degli immigrati coatti (cioè quelli che si spostano non per scelta ma inseguendo pane e lavoro, e sognano di ritornare un giorno a casa), che fanno gruppo e accettano con riluttanza i costumi del paese di arrivo, seguendo un proprio codice di condotta che ritengono l&#8217;unico valido. E&#8217; un meccanismo valido per tutti ovviamente, i nostri preti che seguivano gli emigranti in Canada facevano opera di convincimento presso le famiglie &#8211; a volte per conto del Governo &#8211; perché mandassero le figlie a scuola.<br />
Lo dicevano già i Sofisti greci, che se per ipotesi tutte le leggi del mondo fossero portate in un luogo per confronto, ognuno si sceglierebbe come migliori quelle del suo paese. Quindi se si introducesse il corso+test quello che mi potrei aspettare è che la persona ti risponde sì ok, è vietato uccidere, ma se poi la moglie mi fa le corna me ne frego di quello che dice la legge italiana.<br />
La prima generazione di immigrati a mio avviso è comunque &#8220;persa&#8221; sotto questo punto di vista, e non è un caso che il conflitto messo in evidenza da tanti fatti di cronaca è fra genitori e figli. E&#8217; la seconda generazione di immigrati quella su cui ci può essere la possibilità di lavorare, e per l&#8217;appunto vedo come soluzione un discorso &#8220;di genere&#8221; complessivo che parli a tutti i ragazzini e ragazzine italiani e non solo di origine straniera, perche&#8217; significa accusarli a prescindere.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: luziferszorn		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/le-intermittenze-e-le-cittadinanze-della-morte/comment-page-1/#comment-129053</link>

		<dc:creator><![CDATA[luziferszorn]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 May 2012 03:35:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5319#comment-129053</guid>

					<description><![CDATA[Open the Doors.. :-) I processi di civilizzazione passano attraverso la progressiva presa di coscienza dell&#039;umano essere: prima della psicoanalisi c&#039;erano le alchimie, le filosofie, le religioni, il mito, gli dei, i rituali, la Natura, il cosmo, il big bang, un buco nero. Alcune religioni sembrano le più attratte da quel buco nero iniziale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Open the Doors.. 🙂 I processi di civilizzazione passano attraverso la progressiva presa di coscienza dell&#8217;umano essere: prima della psicoanalisi c&#8217;erano le alchimie, le filosofie, le religioni, il mito, gli dei, i rituali, la Natura, il cosmo, il big bang, un buco nero. Alcune religioni sembrano le più attratte da quel buco nero iniziale.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: CloseTheDoor		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/le-intermittenze-e-le-cittadinanze-della-morte/comment-page-1/#comment-129052</link>

		<dc:creator><![CDATA[CloseTheDoor]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 May 2012 03:17:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5319#comment-129052</guid>

					<description><![CDATA[Non vorrei che passassimo da un tranello all&#039;altro.
Per molto tempo ho seguito un blog chiamato &quot;mille e una donna&quot; dedicato alla condizione della donna islamica, e devo dire malgrado le ottime intenzioni dell&#039;autrice, parecchi dei commentatori evidentemente sfogano frustrazioni personali maledicendo gli stranieri islamici accusandoli delle peggiori nefandezze con cui infesterebbero il nostro paese, rivendicando la superiorità della cultura europea, rivendicando la libertà delle donne dall&#039;islam... salvo poi magari sostenere che le italiane che abortiscono sono delle assassine ecc. Insomma i soliti discorsi. Questo è un primo tranello, che chiamerei &quot;orianofallace&quot;.
Il secondo tranello è disconoscere il fatto indiscutibile che l&#039;Italia sul piano del diritto e della cultura è comunque un passo avanti rispetto ad altri paesi da cui provengono consistenti comunità di immigrati, penso per esempio al Bangladesh e al Pakistan, concentrati in due regioni del Nord Italia. Se da noi arrivano donne che provengono da regioni in cui si trovano stupri punitivi di gruppo alla presenza di tutto il villaggio... temo che sia difficile parlare con loro a tu per tu di diritti femminili, perché la storia del loro paese, che compone la loro storia personale, è completamente diversa dalla nostra.
Io credo che senza voler &quot;alzare&quot; o &quot;abbassare&quot; nessuno, la cosa migliore sia proprio fare la campagna d&#039;opinione che si sta facendo adesso, sul fatto che nessuna donna merita di essere uccisa per nessun motivo e men che meno perché sta esercitando il diritto di scelta. Ma per parlare alle immigrate occorre un lavoro di mediazione interculturale titanico, che conosco solo parzialmente ma che certamente è solo all&#039;inizio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non vorrei che passassimo da un tranello all&#8217;altro.<br />
Per molto tempo ho seguito un blog chiamato &#8220;mille e una donna&#8221; dedicato alla condizione della donna islamica, e devo dire malgrado le ottime intenzioni dell&#8217;autrice, parecchi dei commentatori evidentemente sfogano frustrazioni personali maledicendo gli stranieri islamici accusandoli delle peggiori nefandezze con cui infesterebbero il nostro paese, rivendicando la superiorità della cultura europea, rivendicando la libertà delle donne dall&#8217;islam&#8230; salvo poi magari sostenere che le italiane che abortiscono sono delle assassine ecc. Insomma i soliti discorsi. Questo è un primo tranello, che chiamerei &#8220;orianofallace&#8221;.<br />
Il secondo tranello è disconoscere il fatto indiscutibile che l&#8217;Italia sul piano del diritto e della cultura è comunque un passo avanti rispetto ad altri paesi da cui provengono consistenti comunità di immigrati, penso per esempio al Bangladesh e al Pakistan, concentrati in due regioni del Nord Italia. Se da noi arrivano donne che provengono da regioni in cui si trovano stupri punitivi di gruppo alla presenza di tutto il villaggio&#8230; temo che sia difficile parlare con loro a tu per tu di diritti femminili, perché la storia del loro paese, che compone la loro storia personale, è completamente diversa dalla nostra.<br />
Io credo che senza voler &#8220;alzare&#8221; o &#8220;abbassare&#8221; nessuno, la cosa migliore sia proprio fare la campagna d&#8217;opinione che si sta facendo adesso, sul fatto che nessuna donna merita di essere uccisa per nessun motivo e men che meno perché sta esercitando il diritto di scelta. Ma per parlare alle immigrate occorre un lavoro di mediazione interculturale titanico, che conosco solo parzialmente ma che certamente è solo all&#8217;inizio.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: luziferszorn		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/le-intermittenze-e-le-cittadinanze-della-morte/comment-page-1/#comment-129051</link>

		<dc:creator><![CDATA[luziferszorn]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 May 2012 23:35:40 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5319#comment-129051</guid>

					<description><![CDATA[&quot;Questa morale del sacrificio permanente delle donne è ancora una volta un portato della morale cattolica che ci soffoca.&quot; (Natoli)
- - -
Questo era uno dei temi della discussione, totalmente mancata, di ieri. Ancora mi sto chiedendo come mai qui si scatena un (imho, inutile) flame su una questione tanto evidente quanto vecchia, mentre ieri cala il silenzio assoluto su una questione, Murgia vs 27esima ora, niente affatto evidente nei suoi risvolti profondi e pertanto urgentissima. Avevo scritto un lungo intervento che poi mi sono perso in un crash del pc; ora ricollegandomi al concetto di Natoli posso però dire che, no, messa così è molto ambigua la cosa: la morale cattolica ci soffoca, è vero, ma la sindrome da &quot;io ti salverò&quot; ha origini nel rimosso della nostra infanzia: i condizionamenti ideologici e culturali agiscono solo se la nostra psiche è stata indebolita e schiacciata durante tutta l&#039;infanzia; insomma, si tratta dell&#039;ormai famigerata questione psicoanalitica che Murgia nel suo intervento critico elude ideologicamente (o inconsciamente, non saprei: confesso che non me l&#039;aspettavo in verità, ci sono rimasto di sasso, ma forse non conosco bene Murgia; peraltro anche FaS mi lascia di sasso quanto a idiosincrasia nei riguardi del fattore psicologico e psicoanalitico). Tutto ciò ci servirebbe anche per capire come mai un Amato agiva di rimozione ideologica, no perché questo non è solo evidente ma appare come l&#039;essenza stessa della nostra cultura conservatrice, reazionaria, spesso fascista. E un paese reazionario non farà mai nulla di buono per gli immigrati. Quanto alla distinzione tra femminicidio su base psico-ideologica o culturale-ideologica è una distinzione totalmente illogica, che appunto elude ancora una volta il fattore psicologico che nella formazione dell&#039;individuo viene sempre prima di qualsasi posteriore indottrinamento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Questa morale del sacrificio permanente delle donne è ancora una volta un portato della morale cattolica che ci soffoca.&#8221; (Natoli)<br />
&#8211; &#8211; &#8211;<br />
Questo era uno dei temi della discussione, totalmente mancata, di ieri. Ancora mi sto chiedendo come mai qui si scatena un (imho, inutile) flame su una questione tanto evidente quanto vecchia, mentre ieri cala il silenzio assoluto su una questione, Murgia vs 27esima ora, niente affatto evidente nei suoi risvolti profondi e pertanto urgentissima. Avevo scritto un lungo intervento che poi mi sono perso in un crash del pc; ora ricollegandomi al concetto di Natoli posso però dire che, no, messa così è molto ambigua la cosa: la morale cattolica ci soffoca, è vero, ma la sindrome da &#8220;io ti salverò&#8221; ha origini nel rimosso della nostra infanzia: i condizionamenti ideologici e culturali agiscono solo se la nostra psiche è stata indebolita e schiacciata durante tutta l&#8217;infanzia; insomma, si tratta dell&#8217;ormai famigerata questione psicoanalitica che Murgia nel suo intervento critico elude ideologicamente (o inconsciamente, non saprei: confesso che non me l&#8217;aspettavo in verità, ci sono rimasto di sasso, ma forse non conosco bene Murgia; peraltro anche FaS mi lascia di sasso quanto a idiosincrasia nei riguardi del fattore psicologico e psicoanalitico). Tutto ciò ci servirebbe anche per capire come mai un Amato agiva di rimozione ideologica, no perché questo non è solo evidente ma appare come l&#8217;essenza stessa della nostra cultura conservatrice, reazionaria, spesso fascista. E un paese reazionario non farà mai nulla di buono per gli immigrati. Quanto alla distinzione tra femminicidio su base psico-ideologica o culturale-ideologica è una distinzione totalmente illogica, che appunto elude ancora una volta il fattore psicologico che nella formazione dell&#8217;individuo viene sempre prima di qualsasi posteriore indottrinamento.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Valter Binaghi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/le-intermittenze-e-le-cittadinanze-della-morte/comment-page-1/#comment-129050</link>

		<dc:creator><![CDATA[Valter Binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 May 2012 21:49:40 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5319#comment-129050</guid>

					<description><![CDATA[@Lipperini.
Minchia, il dialogo civile.
Qua si prende la non allineata di turno (Natoli) e la si massacra con tutti i mezzi. Agli altri si concede qualsiasi stronzata.
Complimentoni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Lipperini.<br />
Minchia, il dialogo civile.<br />
Qua si prende la non allineata di turno (Natoli) e la si massacra con tutti i mezzi. Agli altri si concede qualsiasi stronzata.<br />
Complimentoni.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>
