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	Commenti a: LE INVASIONI ANAGRAFICHE	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: TBC Talent Planner		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[TBC Talent Planner]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 11:30:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[The Square Meter Calculator is useful for real estate and flooring projects.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>The Square Meter Calculator is useful for real estate and flooring projects.</p>
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		Di: sprunki mods		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[sprunki mods]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 03:39:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sprunki remains true to its vision while embracing growth.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sprunki remains true to its vision while embracing growth.</p>
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		Di: paperinoramone		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[paperinoramone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 18:05:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[giusto per curiosità, nella biblioteca della mia città un po&#039; di tempo fa hanno organizzato una festicciola per i lettori più assidui della sezione narrativa, tutti over 50, a parte me, e il libro più letto ( che è stato più volte preso in prestito ) è stato proprio &quot;la solitudine...&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>giusto per curiosità, nella biblioteca della mia città un po&#8217; di tempo fa hanno organizzato una festicciola per i lettori più assidui della sezione narrativa, tutti over 50, a parte me, e il libro più letto ( che è stato più volte preso in prestito ) è stato proprio &#8220;la solitudine&#8230;&#8221;.</p>
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		Di: helena		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[helena]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 14:48:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Perché tu non sei &quot;engagé&quot;, Valter? Senza ironia, con il massimo rispetto per chi crede in ciò che pensa (e non deve essere de sinistra). Poi la qualità di un libro, certo, non deriva da nessuna adesione a programmi ideologici, ma vi rientra tutta la visione profonda del suo autore. Che magari, talvolta, la fanno anche essere impegnata. Ma a partire da un&#039;esigenza non posticcia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Perché tu non sei &#8220;engagé&#8221;, Valter? Senza ironia, con il massimo rispetto per chi crede in ciò che pensa (e non deve essere de sinistra). Poi la qualità di un libro, certo, non deriva da nessuna adesione a programmi ideologici, ma vi rientra tutta la visione profonda del suo autore. Che magari, talvolta, la fanno anche essere impegnata. Ma a partire da un&#8217;esigenza non posticcia.</p>
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		<title>
		Di: helena		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/le-invasioni-anagrafiche/comment-page-2/#comment-105009</link>

		<dc:creator><![CDATA[helena]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 14:33:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Secondo me la questione sollevata da Gilda ha varie facce.
Ci sono i libri letti quasi esclusivamente dagli adolescenti tipo &quot;Twilight&quot;. Creano filoni e &quot;genere&quot; e sono - per il mercato- un fenomeno nuovo e importante. Ma quasi mai gli emuli riescono a imbroccare tutto quel che rende quei bestseller così tanto in sintonia con l&#039;immaginario dei ragazzi che passano parola ( vale anche per Harry Potter)
Ci sono poi i libri in cui l&#039;elemento &quot;giovane&quot; è uno degli ingredienti del successo, tipo quello di Giordano i cui lettori sono di tutte le età.
La corsa agli esordienti, più giovani (e possibilmente carini) sono, megli è, rappresenta un fenomeno non solo italiano.
Tra l&#039;altro su Giordano la penso come Girolamo.
Non importa che quegli esordi siano per tema e linguaggio giovanilistici. Potrebbe essere interessanta anche chi scrive in modo decisamente retrò. Ma anche un&#039;anziana signora esordiente.
Il problema è la richiesta di novità, novità comunicabile in quanto tale.
Questo meccanismo rende sempre più difficile fare una politica d&#039;autore sui non esordienti (giovani principalmente, ma anche no), ossia curare la carriera soprattutto di scrittori letterari, fossero anche meno stilisticamente impegnativi di quelli nominati da Gilda.
E&#039; l&#039;erosione di quel che si chiamava doppio binario. Che riguarda l&#039;editoria in generale, italiana e non solo.
Anche in Germania alcuni scrittori validissimi sono ormai pubblicati da case editrici medie o medio-piccole. La cosa che lì rimane diversa che questo non conta per la critica sui giornali.
Anche lì ovviamente gli uffici stampa cercano di spingere i loro titoli di punta, ma lo spazio per non appiattirsi su questo le pagine culturali se lo preservono. Creando con questo un minimo di dialettica che va a vantaggio sia degli autori che della critica stessa, la quale, in questo modo, continua ad assolvere una funzione per coloro ai quali è rivolta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo me la questione sollevata da Gilda ha varie facce.<br />
Ci sono i libri letti quasi esclusivamente dagli adolescenti tipo &#8220;Twilight&#8221;. Creano filoni e &#8220;genere&#8221; e sono &#8211; per il mercato- un fenomeno nuovo e importante. Ma quasi mai gli emuli riescono a imbroccare tutto quel che rende quei bestseller così tanto in sintonia con l&#8217;immaginario dei ragazzi che passano parola ( vale anche per Harry Potter)<br />
Ci sono poi i libri in cui l&#8217;elemento &#8220;giovane&#8221; è uno degli ingredienti del successo, tipo quello di Giordano i cui lettori sono di tutte le età.<br />
La corsa agli esordienti, più giovani (e possibilmente carini) sono, megli è, rappresenta un fenomeno non solo italiano.<br />
Tra l&#8217;altro su Giordano la penso come Girolamo.<br />
Non importa che quegli esordi siano per tema e linguaggio giovanilistici. Potrebbe essere interessanta anche chi scrive in modo decisamente retrò. Ma anche un&#8217;anziana signora esordiente.<br />
Il problema è la richiesta di novità, novità comunicabile in quanto tale.<br />
Questo meccanismo rende sempre più difficile fare una politica d&#8217;autore sui non esordienti (giovani principalmente, ma anche no), ossia curare la carriera soprattutto di scrittori letterari, fossero anche meno stilisticamente impegnativi di quelli nominati da Gilda.<br />
E&#8217; l&#8217;erosione di quel che si chiamava doppio binario. Che riguarda l&#8217;editoria in generale, italiana e non solo.<br />
Anche in Germania alcuni scrittori validissimi sono ormai pubblicati da case editrici medie o medio-piccole. La cosa che lì rimane diversa che questo non conta per la critica sui giornali.<br />
Anche lì ovviamente gli uffici stampa cercano di spingere i loro titoli di punta, ma lo spazio per non appiattirsi su questo le pagine culturali se lo preservono. Creando con questo un minimo di dialettica che va a vantaggio sia degli autori che della critica stessa, la quale, in questo modo, continua ad assolvere una funzione per coloro ai quali è rivolta.</p>
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		<title>
		Di: valter binaghi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/le-invasioni-anagrafiche/comment-page-2/#comment-105008</link>

		<dc:creator><![CDATA[valter binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 14:33:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Helena
Va bene. A nessuno e tantomeno a me è lecito fare processi alle intenzioni delle singole persone. Io mi limito a constatare che in questo mercato editoriale c&#039;è chi pubblica anche roba scabrosa ma non viene mai meno a un principio di qualità (Adelphi) e chi s&#039;inventa casi letterari con la complicità di presunti giornalisti a partire da autentiche porcherie (Mondadori e non solo, certo). Lasciamo pure perdere il berlusconismo, che ha un versante pop e uno colto (mi dicono che Dell&#039;Utri sia un fine collezionista di libri antichi), ma allora lasciamo anche perdere le stucchevoli puttanate sul sinistrato che scrive su giornali di destra, e anche sul redattore che rimane de sinistra anche se lavora per un editore di destra. Questo post di Lipperini-Policastro potrebbe essere l&#039;occasione buona per accorgersi (dopo sessant&#039;anni) che non esiste la letteratura impegnata o l&#039;intellettuale engagée ma solo buona e cattiva scrittura, l&#039;ampia o ristretta intelligenza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Helena<br />
Va bene. A nessuno e tantomeno a me è lecito fare processi alle intenzioni delle singole persone. Io mi limito a constatare che in questo mercato editoriale c&#8217;è chi pubblica anche roba scabrosa ma non viene mai meno a un principio di qualità (Adelphi) e chi s&#8217;inventa casi letterari con la complicità di presunti giornalisti a partire da autentiche porcherie (Mondadori e non solo, certo). Lasciamo pure perdere il berlusconismo, che ha un versante pop e uno colto (mi dicono che Dell&#8217;Utri sia un fine collezionista di libri antichi), ma allora lasciamo anche perdere le stucchevoli puttanate sul sinistrato che scrive su giornali di destra, e anche sul redattore che rimane de sinistra anche se lavora per un editore di destra. Questo post di Lipperini-Policastro potrebbe essere l&#8217;occasione buona per accorgersi (dopo sessant&#8217;anni) che non esiste la letteratura impegnata o l&#8217;intellettuale engagée ma solo buona e cattiva scrittura, l&#8217;ampia o ristretta intelligenza.</p>
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		<title>
		Di: helena		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/le-invasioni-anagrafiche/comment-page-2/#comment-105007</link>

		<dc:creator><![CDATA[helena]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 14:11:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Valter il punto per me non è mai stato volermi ergere a esempio di virtù e tantomeno di &quot;linea&quot;. Né mi sogno di voler convincere nessuno che l&#039;Adephi è &quot;peggio&quot; della Mondadori. Il punto è che lavorare in Aldelphi significava essere sostanzialmente in sintonia con la sua linea editoriale. A me stare in Adelphi piaceva molto, posso dirti. Ma non me la sono sentita di rimanervi dopo aver espresso quel che mi suscitava quella pubblicazione.
Puoi non crederci, ovviamente.
E&#039; evidente che per quel che concerne la realtà in cui ci troviamo un certo andamento dell&#039;editoria di mercato da un lato (ridurre la questione a Mondadori mi sembra sbagliato e fuorviante) e della cultura berlusconiana dall&#039;altro, sia più incisivo, nel male, di Adelphi.
Ma io - ripeto - non ho preteso di essere quell&#039;intellettuale di sinistra femminista organica e integrale che rivendica una qualche ortodossia. Sono semplicemente una persona con una propria storia che cerca di rispettarsi, pur nei compromessi che di volta in volta sceglie di fare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Valter il punto per me non è mai stato volermi ergere a esempio di virtù e tantomeno di &#8220;linea&#8221;. Né mi sogno di voler convincere nessuno che l&#8217;Adephi è &#8220;peggio&#8221; della Mondadori. Il punto è che lavorare in Aldelphi significava essere sostanzialmente in sintonia con la sua linea editoriale. A me stare in Adelphi piaceva molto, posso dirti. Ma non me la sono sentita di rimanervi dopo aver espresso quel che mi suscitava quella pubblicazione.<br />
Puoi non crederci, ovviamente.<br />
E&#8217; evidente che per quel che concerne la realtà in cui ci troviamo un certo andamento dell&#8217;editoria di mercato da un lato (ridurre la questione a Mondadori mi sembra sbagliato e fuorviante) e della cultura berlusconiana dall&#8217;altro, sia più incisivo, nel male, di Adelphi.<br />
Ma io &#8211; ripeto &#8211; non ho preteso di essere quell&#8217;intellettuale di sinistra femminista organica e integrale che rivendica una qualche ortodossia. Sono semplicemente una persona con una propria storia che cerca di rispettarsi, pur nei compromessi che di volta in volta sceglie di fare.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/le-invasioni-anagrafiche/comment-page-2/#comment-105006</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 13:50:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gilda tre cose:
1) Perché io non ho letto gli interventi di Andrea Cortellessa come un semplicistico &quot;contro il genere&quot;? Andrea parlava di mercati drogati (e questo è un discorso di cui si  può parlare) ma ha sempre ammesso il debito e l&#039;affetto nei confronti di autori dichiaratamente di genere.
2) Ci sono scrittori che riscrivono lo stesso libro per dieci, venti anni. Vero. Questo li fa necessariamente migliori di chi in quel numero di anni ha pubblicato decine e decine di volumi?
Quindi devo considerare autori come Victor Hugo, giù giù, fino a PierPaolo Pasolini - loro e le loro decine di migliaia di pagine di teatro, poesia, saggistica, memorialistica, giornalismo, narrativa, teatro (e poi cinema , grafica, pittura, etc.) - come delle banalissime Liale?
3) La &quot;scorrevolezza&quot; e &quot;leggibilità&quot; di un autore come Italo Calvino implica faciloneria? Mancanza di fatica, profondità, letterarietà?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gilda tre cose:<br />
1) Perché io non ho letto gli interventi di Andrea Cortellessa come un semplicistico &#8220;contro il genere&#8221;? Andrea parlava di mercati drogati (e questo è un discorso di cui si  può parlare) ma ha sempre ammesso il debito e l&#8217;affetto nei confronti di autori dichiaratamente di genere.<br />
2) Ci sono scrittori che riscrivono lo stesso libro per dieci, venti anni. Vero. Questo li fa necessariamente migliori di chi in quel numero di anni ha pubblicato decine e decine di volumi?<br />
Quindi devo considerare autori come Victor Hugo, giù giù, fino a PierPaolo Pasolini &#8211; loro e le loro decine di migliaia di pagine di teatro, poesia, saggistica, memorialistica, giornalismo, narrativa, teatro (e poi cinema , grafica, pittura, etc.) &#8211; come delle banalissime Liale?<br />
3) La &#8220;scorrevolezza&#8221; e &#8220;leggibilità&#8221; di un autore come Italo Calvino implica faciloneria? Mancanza di fatica, profondità, letterarietà?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: valter binaghi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/le-invasioni-anagrafiche/comment-page-2/#comment-105005</link>

		<dc:creator><![CDATA[valter binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 12:20:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Helena
Non ce l&#039;ho con te, ma non mi è piaciuto il modoi in cui, nella discussione su Nori, hai esibito come scelte culturali (e d&#039;opposizione magari, raccontando la storia Adelphi-Leon Bloy) quella che è evidentemente una sacrosanta scelta per la pagnotta, vista la spregiudicatezza con cui si muove il tuo attuale editore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Helena<br />
Non ce l&#8217;ho con te, ma non mi è piaciuto il modoi in cui, nella discussione su Nori, hai esibito come scelte culturali (e d&#8217;opposizione magari, raccontando la storia Adelphi-Leon Bloy) quella che è evidentemente una sacrosanta scelta per la pagnotta, vista la spregiudicatezza con cui si muove il tuo attuale editore.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Sascha		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/le-invasioni-anagrafiche/comment-page-2/#comment-105004</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sascha]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 11:46:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ licia
Sulla facilità di scrivere un romanzo sull&#039;adolescenza mi limitavo a riportare e approvare la frase di G.P. secondo cui un libro su due adolescenti a Piombino lo sanno fare in qualsiasi scuola creativa, visto poi che si preferisce una lingua &#039;naturale&#039;, così che non ci si può aspettare &#039;Il diavolo in corpo&#039; o il &#039;Grande amico Meaulnes&#039;...
L&#039;adolescenza non è figura di tutta la vita dell&#039;uomo (anche se, ovviamente, uno ha il diritto di interpretarla così). Per quanto mi riguarda è l&#039;allenamento prima della gara vera e propria: chiaro che è un soggetto del tutto degno ma un giornalista sportivo che si occupasse solo degli allenamenti non sarebbe troppo interessante...
Figurarsi poi in un&#039;epoca in cui i media e la loro nostalgia hanno largamente colonizzato i ricordi lasciando pochissimo spazio ad una bildung vera e propria, un&#039;epoca che è anche quella dell&#039;adolescenza prolungata e prolungata, se possibile, ad infinitum...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ licia<br />
Sulla facilità di scrivere un romanzo sull&#8217;adolescenza mi limitavo a riportare e approvare la frase di G.P. secondo cui un libro su due adolescenti a Piombino lo sanno fare in qualsiasi scuola creativa, visto poi che si preferisce una lingua &#8216;naturale&#8217;, così che non ci si può aspettare &#8216;Il diavolo in corpo&#8217; o il &#8216;Grande amico Meaulnes&#8217;&#8230;<br />
L&#8217;adolescenza non è figura di tutta la vita dell&#8217;uomo (anche se, ovviamente, uno ha il diritto di interpretarla così). Per quanto mi riguarda è l&#8217;allenamento prima della gara vera e propria: chiaro che è un soggetto del tutto degno ma un giornalista sportivo che si occupasse solo degli allenamenti non sarebbe troppo interessante&#8230;<br />
Figurarsi poi in un&#8217;epoca in cui i media e la loro nostalgia hanno largamente colonizzato i ricordi lasciando pochissimo spazio ad una bildung vera e propria, un&#8217;epoca che è anche quella dell&#8217;adolescenza prolungata e prolungata, se possibile, ad infinitum&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
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