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	Commenti a: LE MADRI HANNO SEMPRE TORTO	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Lucio Angelini		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lucio Angelini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jan 2007 10:22:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ERRATA CORRIGE:&quot;fino a quando  l&#039;editoria femminile... &quot;
= fino a quando l&#039;editoria ***giovanile*** (o per ragazzi)
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ERRATA CORRIGE:&#8221;fino a quando  l&#8217;editoria femminile&#8230; &#8221;<br />
= fino a quando l&#8217;editoria ***giovanile*** (o per ragazzi)</p>
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		Di: lettore		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[lettore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jan 2007 07:43:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao Loredana,
Ciao Giovanna,
Due bei nomi.... e la mia stereotipata galanteria inizia e finisce qui. :-)
Volevo solo dirvi che in ogni caso gli stereotipi (di qualsiasi tipo) devono essere sempre abbattuti; è vero che il simbolico ne crea di nuovi, ma confido in donne(poche) e uomini (forse meno) che sono pronti ad abbatterli di nuovo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Loredana,<br />
Ciao Giovanna,<br />
Due bei nomi&#8230;. e la mia stereotipata galanteria inizia e finisce qui. 🙂<br />
Volevo solo dirvi che in ogni caso gli stereotipi (di qualsiasi tipo) devono essere sempre abbattuti; è vero che il simbolico ne crea di nuovi, ma confido in donne(poche) e uomini (forse meno) che sono pronti ad abbatterli di nuovo.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Lucio Angelini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/le-madri-hanno-sempre-torto/comment-page-1/#comment-89260</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lucio Angelini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jan 2007 17:00:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Bene, i conflitti familiari sono presenti anche nei testi per i bambini: ma, dati alla mano, la responsabilità dei medesimi viene attribuita nella maggior parte dei casi alle madri. Anche nei testi scritti da donne, peraltro.&quot;
Mia cara, fino a quando l&#039;editoria femminile sarà in mano al FUMER (Fronte Unito Megere Editoria per Ragazzi), i testi selezionati e pubblicati non potranno che restare corrivi e retrivi...:- )]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Bene, i conflitti familiari sono presenti anche nei testi per i bambini: ma, dati alla mano, la responsabilità dei medesimi viene attribuita nella maggior parte dei casi alle madri. Anche nei testi scritti da donne, peraltro.&#8221;<br />
Mia cara, fino a quando l&#8217;editoria femminile sarà in mano al FUMER (Fronte Unito Megere Editoria per Ragazzi), i testi selezionati e pubblicati non potranno che restare corrivi e retrivi&#8230;:- )</p>
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		<title>
		Di: Giovanna Cosenza		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/le-madri-hanno-sempre-torto/comment-page-1/#comment-89259</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giovanna Cosenza]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jan 2007 16:09:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[...ehm... grazie per l&#039;accoglienza: sono pure diventata rossa.
Molto femminile, no?
:-)
Ora però devo scollegarmi.
Perché ho altro da fare, direbbe un uomo.
Perché mi tocca fare la spesa, dico io...
Ri-ciao
Giò]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;ehm&#8230; grazie per l&#8217;accoglienza: sono pure diventata rossa.<br />
Molto femminile, no?<br />
🙂<br />
Ora però devo scollegarmi.<br />
Perché ho altro da fare, direbbe un uomo.<br />
Perché mi tocca fare la spesa, dico io&#8230;<br />
Ri-ciao<br />
Giò</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: La Lipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/le-madri-hanno-sempre-torto/comment-page-1/#comment-89258</link>

		<dc:creator><![CDATA[La Lipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jan 2007 15:56:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Che bello leggerti qui, Giovanna, oltre che su Golem!
Solo una piccola chiosa a quello che giustamente scrivi: è che per lavorare efficacemente sul simbolico e sul reale bisogna cominciare da piccoli/e. O meglio, bisogna che qualcuno cominci a lavorare efficacemente in questa direzione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che bello leggerti qui, Giovanna, oltre che su Golem!<br />
Solo una piccola chiosa a quello che giustamente scrivi: è che per lavorare efficacemente sul simbolico e sul reale bisogna cominciare da piccoli/e. O meglio, bisogna che qualcuno cominci a lavorare efficacemente in questa direzione.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Giovanna Cosenza		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/le-madri-hanno-sempre-torto/comment-page-1/#comment-89257</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giovanna Cosenza]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jan 2007 15:55:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[...e a questo punto mi sento obbligata ad aggiungere che da ragazzina sono cresciuta a pane e &quot;Dalla parte delle bambine&quot;, letto di nascosto da mio padre, siculo retrivo trapiantato al nord con cui litigavo quotidianamente per ottenere il diritto di esistere.
;-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;e a questo punto mi sento obbligata ad aggiungere che da ragazzina sono cresciuta a pane e &#8220;Dalla parte delle bambine&#8221;, letto di nascosto da mio padre, siculo retrivo trapiantato al nord con cui litigavo quotidianamente per ottenere il diritto di esistere.<br />
😉</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Giovanna Cosenza		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/le-madri-hanno-sempre-torto/comment-page-1/#comment-89256</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giovanna Cosenza]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jan 2007 15:49:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi permetto di inserirmi, come autrice dell&#039;articolo citato da Giro (che ringrazio), e come estimatrice sia di questo blog che di quello di Alcor.
Sono d&#039;accordo con Lipperini sullo scambio continuo fra il piano simbolico e quello reale. Sono però d&#039;accordo anche con Alcor sulla necessità che il cambiamento reale debba trovare sostegno e conforto (sempre reale), per poter produrre cambiamenti simbolici degni di rilievo.
Io stessa, donna biologica e sociale, cerco continuamente di lavorare sul simbolico - come studiosa di comunicazione - per scovarli e neutralizzarli il più possibile, questi maledetti stereotipi, anche quando sono al lavoro senza che li vediamo. E anche quando paiono a nostro favore - dico nostro di donne - perché ci fanno belle gentili buone e piene di sentimenti.
Perché è vero che stereotipo non vuol dire automaticamente falso, come dice Alcor, ma è pur vero che molti stereotipi creano in anticipo le condizioni per avverarsi (come le famose profezie).
Ma per lavorare sul simbolico in un modo che sia un minimo interessante, mi tocca scegliere, tutti i santi giorni e con grande fatica, uno stile di vita che potremmo dire maschile, e cioè poco o nulla orientato alla casa (neanche simbolica). Con un certo costo personale, come immaginerete.
Col che, non volevo parlare di me ma solo ribadire, con Alcor, che almeno in Italia &quot;la spinta non è abbastanza forte, e non è abbastanza supportata&quot;.
Ma il discorso si fa lungo.
Scusate l&#039;ingombro.
Ciao a tutti e grazie a Lipperini per le cose interessanti che sempre ci fa leggere,
Giò]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi permetto di inserirmi, come autrice dell&#8217;articolo citato da Giro (che ringrazio), e come estimatrice sia di questo blog che di quello di Alcor.<br />
Sono d&#8217;accordo con Lipperini sullo scambio continuo fra il piano simbolico e quello reale. Sono però d&#8217;accordo anche con Alcor sulla necessità che il cambiamento reale debba trovare sostegno e conforto (sempre reale), per poter produrre cambiamenti simbolici degni di rilievo.<br />
Io stessa, donna biologica e sociale, cerco continuamente di lavorare sul simbolico &#8211; come studiosa di comunicazione &#8211; per scovarli e neutralizzarli il più possibile, questi maledetti stereotipi, anche quando sono al lavoro senza che li vediamo. E anche quando paiono a nostro favore &#8211; dico nostro di donne &#8211; perché ci fanno belle gentili buone e piene di sentimenti.<br />
Perché è vero che stereotipo non vuol dire automaticamente falso, come dice Alcor, ma è pur vero che molti stereotipi creano in anticipo le condizioni per avverarsi (come le famose profezie).<br />
Ma per lavorare sul simbolico in un modo che sia un minimo interessante, mi tocca scegliere, tutti i santi giorni e con grande fatica, uno stile di vita che potremmo dire maschile, e cioè poco o nulla orientato alla casa (neanche simbolica). Con un certo costo personale, come immaginerete.<br />
Col che, non volevo parlare di me ma solo ribadire, con Alcor, che almeno in Italia &#8220;la spinta non è abbastanza forte, e non è abbastanza supportata&#8221;.<br />
Ma il discorso si fa lungo.<br />
Scusate l&#8217;ingombro.<br />
Ciao a tutti e grazie a Lipperini per le cose interessanti che sempre ci fa leggere,<br />
Giò</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: La Lipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/le-madri-hanno-sempre-torto/comment-page-1/#comment-89255</link>

		<dc:creator><![CDATA[La Lipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jan 2007 15:29:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Beh, per consolarti - o viceversa per amareggiarti e spingerti al gotto - ti posto quello che scriveva Elena Gianini Belotti nel lontano 1973:
&quot;La parità di diritti con l’uomo, la parità salariale, l’accesso a tutte le carriere sono obiettivi sacrosanti e, almeno sulla carta, sono già stati offerti alle donne nel momento in cui l’uomo l’ha giudicato conveniente. Resteranno però inaccessibili alla maggior parte di loro finché non saranno modificate le strutture psicologiche che impediscono alle donne di desiderare fortemente di farli propri. Sono queste strutture psicologiche che portano la persona di sesso femminile a vivere con senso di colpa ogni suo tentativo di inserirsi nel mondo produttivo, a sentirsi fallita come donna se vi aderisce e a sentirsi fallita come individuo se invece sceglie di realizzarsi come donna”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Beh, per consolarti &#8211; o viceversa per amareggiarti e spingerti al gotto &#8211; ti posto quello che scriveva Elena Gianini Belotti nel lontano 1973:<br />
&#8220;La parità di diritti con l’uomo, la parità salariale, l’accesso a tutte le carriere sono obiettivi sacrosanti e, almeno sulla carta, sono già stati offerti alle donne nel momento in cui l’uomo l’ha giudicato conveniente. Resteranno però inaccessibili alla maggior parte di loro finché non saranno modificate le strutture psicologiche che impediscono alle donne di desiderare fortemente di farli propri. Sono queste strutture psicologiche che portano la persona di sesso femminile a vivere con senso di colpa ogni suo tentativo di inserirsi nel mondo produttivo, a sentirsi fallita come donna se vi aderisce e a sentirsi fallita come individuo se invece sceglie di realizzarsi come donna”.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: alcor		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/le-madri-hanno-sempre-torto/comment-page-1/#comment-89254</link>

		<dc:creator><![CDATA[alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jan 2007 15:21:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Son d&#039;accordo, ma se si torna indietro  così facilmente com&#039;è successo, vuol dire che
quella realtà che si era creduto di aver modificato era apparente, superficiale.
Io per esempio mi sento umiliata dalle quote rosa, e diffido, perché di avere dieci donne sceme solo perché ce ne vogliono dieci, mi dà fastidio. Ma per ora le esigo. Visto come stanno le cose le voglio a tutti i costi. Poi, quando la realtà sarà cambiata, le toglieremo.
E vorrei tante altre cosette istituzionali che non dirò qui, per non intasarti i commenti, ma che ogni donna che lavora sa. Prima facciamo la parte grossa del lavoro, poi sottilizzeremo. Ho sempre pensato che fosse un brutto metodo, scorretto, ma questo è un paese che negli anni cinquanta legava il fazzoletto sotto il mento alle donne con il vincolo del controllo sociale, e ce lo siamo dimenticato. Quanti sanno, in questo paese, quando è stato dato il voto alle donne? Mi piacerebbe saperlo, e sono sicura che per riprendermi dovrei bermi un gotto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Son d&#8217;accordo, ma se si torna indietro  così facilmente com&#8217;è successo, vuol dire che<br />
quella realtà che si era creduto di aver modificato era apparente, superficiale.<br />
Io per esempio mi sento umiliata dalle quote rosa, e diffido, perché di avere dieci donne sceme solo perché ce ne vogliono dieci, mi dà fastidio. Ma per ora le esigo. Visto come stanno le cose le voglio a tutti i costi. Poi, quando la realtà sarà cambiata, le toglieremo.<br />
E vorrei tante altre cosette istituzionali che non dirò qui, per non intasarti i commenti, ma che ogni donna che lavora sa. Prima facciamo la parte grossa del lavoro, poi sottilizzeremo. Ho sempre pensato che fosse un brutto metodo, scorretto, ma questo è un paese che negli anni cinquanta legava il fazzoletto sotto il mento alle donne con il vincolo del controllo sociale, e ce lo siamo dimenticato. Quanti sanno, in questo paese, quando è stato dato il voto alle donne? Mi piacerebbe saperlo, e sono sicura che per riprendermi dovrei bermi un gotto.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: La Lipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/le-madri-hanno-sempre-torto/comment-page-1/#comment-89253</link>

		<dc:creator><![CDATA[La Lipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jan 2007 14:37:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie per la segnalazione, Giro: preziosissima.
E, Alcor: mi soffermo su quel &quot;Perché cambino le storie deve però cambiare la realtà&quot;. In realtà il movimento è duplice: per essere franchi, a chi sosteneva che rivendicare diritti sul piano legislativo e sociale era sacrosanto, ma che sarebbe divenuto inutile se non ci si muoveva sul piano della rappresentazione simbolica, all&#039;epoca si facevano spallucce.
Ora quella mancata azione sul simbolico (attraverso: libri, libri di testo inclusi, moda, giochi, televisione, fumetti, film e tutto quanto può rientrare nella definizione di immaginario) fa sì che ci sia stato un evidente ritorno indietro. E guarda che vado sul pratico anch&#039;io: un solo esempio possibile fra i molti, la rappresentazione dei ruoli maschili e femminili nella pubblicità. Facci caso...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per la segnalazione, Giro: preziosissima.<br />
E, Alcor: mi soffermo su quel &#8220;Perché cambino le storie deve però cambiare la realtà&#8221;. In realtà il movimento è duplice: per essere franchi, a chi sosteneva che rivendicare diritti sul piano legislativo e sociale era sacrosanto, ma che sarebbe divenuto inutile se non ci si muoveva sul piano della rappresentazione simbolica, all&#8217;epoca si facevano spallucce.<br />
Ora quella mancata azione sul simbolico (attraverso: libri, libri di testo inclusi, moda, giochi, televisione, fumetti, film e tutto quanto può rientrare nella definizione di immaginario) fa sì che ci sia stato un evidente ritorno indietro. E guarda che vado sul pratico anch&#8217;io: un solo esempio possibile fra i molti, la rappresentazione dei ruoli maschili e femminili nella pubblicità. Facci caso&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
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