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	Commenti a: LE POSSIBILITA&#039; DI UN&#039;ISOLA: UN POSSIBILE PERCORSO SCOLASTICO	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: Luca Perilli		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/le-possibilita-di-unisola-un-possibile-percorso-scolastico/comment-page-1/#comment-141219</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luca Perilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jul 2019 10:56:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho avuto l&#039;immenso privilegio di incontrare nella mia strada formativa scolastica professori che ragionavano come te, Loredana. E che ci indicavano -come hai fatto tu brillantemente in questo intervento- le radici di letture o altre espressioni &quot;pop&quot; che ci invitavano comunque a fruire, ma CONSAPEVOLMENTE. Senza questa impostazione di base mi sarei chiuso pure io nell&#039;élitismo e nel disprezzo &quot;aureo&quot;. Che, per carità, è un&#039;ottima, comoda arma di difesa (specie in tempi davvero degradati come l&#039;attuale), ma non aiuta minimamente a comprendere il presente e men che meno a insegnare qualcosa a qualcun altro! Peraltro, il diffuso rifiuto italico di ogni espressione culturale forse dovrebbe farci pensare: non è che a forza di distinguere tra &quot;pop&quot; e &quot;alto&quot; abbiamo solo allontanato masse sempre più consistenti di persone dalla semplice voglia (o curiosità) di apprendere? Naturalmente, c&#039;è chi poi ne ha approfittato e ne approfitta a piene mani...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho avuto l&#8217;immenso privilegio di incontrare nella mia strada formativa scolastica professori che ragionavano come te, Loredana. E che ci indicavano -come hai fatto tu brillantemente in questo intervento- le radici di letture o altre espressioni &#8220;pop&#8221; che ci invitavano comunque a fruire, ma CONSAPEVOLMENTE. Senza questa impostazione di base mi sarei chiuso pure io nell&#8217;élitismo e nel disprezzo &#8220;aureo&#8221;. Che, per carità, è un&#8217;ottima, comoda arma di difesa (specie in tempi davvero degradati come l&#8217;attuale), ma non aiuta minimamente a comprendere il presente e men che meno a insegnare qualcosa a qualcun altro! Peraltro, il diffuso rifiuto italico di ogni espressione culturale forse dovrebbe farci pensare: non è che a forza di distinguere tra &#8220;pop&#8221; e &#8220;alto&#8221; abbiamo solo allontanato masse sempre più consistenti di persone dalla semplice voglia (o curiosità) di apprendere? Naturalmente, c&#8217;è chi poi ne ha approfittato e ne approfitta a piene mani&#8230;</p>
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		Di: angelo dall'acqua		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[angelo dall'acqua]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jul 2019 11:44:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie del&#039;articolo.
A mio avviso la scuola funziona se:
a) è rispettata come istituzione;
b) è capace di trasmettere la cultura non come un fine ma come un mezzo per la crescita personale e collettiva
c) stimola alla lettura, lasciando spazi di libertà
Con questi presupposti elementari si può passare alla sfida per me più importante della divulgazione/trasmissione/evoluzione della conoscenza e della cultura: comprendere (ma sul campo, nella prassi, non nella teoria) che l&#039;apprendimento dà il meglio di sè se espresso in forma narrativa.
E per narrativa intendo non una storia in sè stessa ma la capacità di entrare in una storia, sviluppare un contesto, fare associazioni, liberare la fantasia e   al contempo sentirsi &quot;dentro&quot; qualcosa.
Pensare e amare devono essere la stessa cosa, in via ultimativa.
Mi trovi su @venetianangel
In bocca al lupo per il tuo lavoro .... CIAO!!!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie del&#8217;articolo.<br />
A mio avviso la scuola funziona se:<br />
a) è rispettata come istituzione;<br />
b) è capace di trasmettere la cultura non come un fine ma come un mezzo per la crescita personale e collettiva<br />
c) stimola alla lettura, lasciando spazi di libertà<br />
Con questi presupposti elementari si può passare alla sfida per me più importante della divulgazione/trasmissione/evoluzione della conoscenza e della cultura: comprendere (ma sul campo, nella prassi, non nella teoria) che l&#8217;apprendimento dà il meglio di sè se espresso in forma narrativa.<br />
E per narrativa intendo non una storia in sè stessa ma la capacità di entrare in una storia, sviluppare un contesto, fare associazioni, liberare la fantasia e   al contempo sentirsi &#8220;dentro&#8221; qualcosa.<br />
Pensare e amare devono essere la stessa cosa, in via ultimativa.<br />
Mi trovi su @venetianangel<br />
In bocca al lupo per il tuo lavoro &#8230;. CIAO!!!</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/le-possibilita-di-unisola-un-possibile-percorso-scolastico/comment-page-1/#comment-141217</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jul 2019 07:57:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.lipperatura.it/le-possibilita-di-unisola-un-possibile-percorso-scolastico/comment-page-1/#comment-141216&quot;&gt;Roberto Maragliano&lt;/a&gt;.

Non vedo l&#039;ora di leggerlo, Roberto, davvero.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.lipperatura.it/le-possibilita-di-unisola-un-possibile-percorso-scolastico/comment-page-1/#comment-141216">Roberto Maragliano</a>.</p>
<p>Non vedo l&#8217;ora di leggerlo, Roberto, davvero.</p>
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		<title>
		Di: Roberto Maragliano		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/le-possibilita-di-unisola-un-possibile-percorso-scolastico/comment-page-1/#comment-141216</link>

		<dc:creator><![CDATA[Roberto Maragliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jul 2019 13:42:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=7828#comment-141216</guid>

					<description><![CDATA[Dici bene, benissimo. Ma non sei sola, ci sono anch&#039;io, come sai, a dire che la crisi della scuola è soprattutto una questione di contenuto, di oggetti e forme dell&#039;apprendere. Del resto, gli esempi che fai riflettono una logica reticolare ed associativa, così diversa dalla logica testuale della scuola (il libro di testo, appunto). E fanno leva su esperienze dentro le quali l&#039;ascolto, la visione, l&#039;operatività sta alla pari, si intreccia con la lingua. Vaglielo a far capire. No, non vogliono. Forse non possono, chiusi come sono dentro i loro sogni restaurativi di una realtà che mai c&#039;è stata. Mi sono arreso. Penso che questa scuola mai potrà essere digitale, cioè aperta alla fenomenologia e ontologia della rete, e disponibile ad una cultura multicodice. A meno che non si creino, al suo interno, delle zone franche, libere da burocrazia, disciplinarità, testing, ecc. Ho scritto qualcosa in proposito, esce a giorni  in volume (classico libro di carta, feticistico oggetto...non mi pento dei dieci anni passati con l&#039;ebook e il selfpublishing, tutt&#039;altro, ma anche da questo fronte riconosco di uscire con più ferite che medaglie). Forza, non demordiamo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dici bene, benissimo. Ma non sei sola, ci sono anch&#8217;io, come sai, a dire che la crisi della scuola è soprattutto una questione di contenuto, di oggetti e forme dell&#8217;apprendere. Del resto, gli esempi che fai riflettono una logica reticolare ed associativa, così diversa dalla logica testuale della scuola (il libro di testo, appunto). E fanno leva su esperienze dentro le quali l&#8217;ascolto, la visione, l&#8217;operatività sta alla pari, si intreccia con la lingua. Vaglielo a far capire. No, non vogliono. Forse non possono, chiusi come sono dentro i loro sogni restaurativi di una realtà che mai c&#8217;è stata. Mi sono arreso. Penso che questa scuola mai potrà essere digitale, cioè aperta alla fenomenologia e ontologia della rete, e disponibile ad una cultura multicodice. A meno che non si creino, al suo interno, delle zone franche, libere da burocrazia, disciplinarità, testing, ecc. Ho scritto qualcosa in proposito, esce a giorni  in volume (classico libro di carta, feticistico oggetto&#8230;non mi pento dei dieci anni passati con l&#8217;ebook e il selfpublishing, tutt&#8217;altro, ma anche da questo fronte riconosco di uscire con più ferite che medaglie). Forza, non demordiamo</p>
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