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	Commenti a: L&#039;EBOOK E LA SERIE A	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Tanit &#171; Ovunque libri		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lebook-e-la-serie-a/comment-page-2/#comment-123530</link>

		<dc:creator><![CDATA[Tanit &#171; Ovunque libri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 14:34:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] Murakami ho come la sensazione che il famoso patto tra editore e lettori di cui si discuteva in un famoso blog di letteratura non venga rispettato. Mi sono sentita presa in giro. Ma non volevo scrivere della mia ossesione del [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Murakami ho come la sensazione che il famoso patto tra editore e lettori di cui si discuteva in un famoso blog di letteratura non venga rispettato. Mi sono sentita presa in giro. Ma non volevo scrivere della mia ossesione del [&#8230;] </p>
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		Di: Bernardo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Bernardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 11:50:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Probabilmene è un deviare, ma... Dopo questa discussione sono andato a curiosare su internet, ed il primo volume di W lo ho trovato, circola come ebook sui siti pirata. Non so se di questo l&#039;autore può essere contento, anche perché io mi sono sempre questo quanto a lungo l&#039;industria culturale possa sopportare la totale dematerializzazione del prodotto con la deregulation  che ne consegue: i prodotti digitalizzati avranno sempre la possibilità di essere copiati e scambiati grazie ad hackers che trovano metodi sempre nuovi per scardinare le protezioni.
Posso congiliare di questo convegno gli interessantissimi interventi di Riccardo Tozzi (soprattutto il primo) che sono chiarissimi:
http://www.radioradicale.it/scheda/336913/italia-audiovisiva-diritto-dautore-e-creativita]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Probabilmene è un deviare, ma&#8230; Dopo questa discussione sono andato a curiosare su internet, ed il primo volume di W lo ho trovato, circola come ebook sui siti pirata. Non so se di questo l&#8217;autore può essere contento, anche perché io mi sono sempre questo quanto a lungo l&#8217;industria culturale possa sopportare la totale dematerializzazione del prodotto con la deregulation  che ne consegue: i prodotti digitalizzati avranno sempre la possibilità di essere copiati e scambiati grazie ad hackers che trovano metodi sempre nuovi per scardinare le protezioni.<br />
Posso congiliare di questo convegno gli interessantissimi interventi di Riccardo Tozzi (soprattutto il primo) che sono chiarissimi:<br />
<a href="http://www.radioradicale.it/scheda/336913/italia-audiovisiva-diritto-dautore-e-creativita" rel="nofollow ugc">http://www.radioradicale.it/scheda/336913/italia-audiovisiva-diritto-dautore-e-creativita</a></p>
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		<title>
		Di: Cecilia		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lebook-e-la-serie-a/comment-page-2/#comment-123528</link>

		<dc:creator><![CDATA[Cecilia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Nov 2011 11:03:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Prima cosa, HP. Io l&#039;ho dato per scontato, mi spiace non si sia capito. Tra l&#039;altro, non dubito che delle teste siano cadute sia a Mondadori che in Inghilterra, ma visto il modo stilisticamente pessimo in cui sono scritte le prime pagine de &quot;La pietra filosofale&quot;, posso capire i selezionatori che l&#039;hanno scartato. Anzi, tecnicamente parlando, hanno pure fatto bene ^^.
Poi. E&#039; vero che &quot;carta romantica&quot; è un po&#039; OT ma se queste idee balzane non andassero per la maggiore e i lettori si informassero si renderebbero conto, tra le altre cose, che 11 euri per un file sono un furto (ovvio, mancando i costi di stampa, distribuzione eccetera) e che invece un 5 euro è più ragionevole (e anche la CE potrebbe guadagnarci: si è molto più invogliati a spendere 5 euro che 11, così si porta nel digitale il concetto &quot;prendi due paghi un o&quot; o similari. Minor prezzo di base ma più acquisti dovrebbero portare un guadagno) e così mi ricollego alla questione del prezzo da imporre. E se tanti facessero questo ragionamento e, diciamo, rifiutassero di comprare a prezzi matti, forse i responsabili proverebbero strade diverse. Abbassando i prezzi più gente comprerebbe, il mercato si allargherebbe e questo dovrebbe riuscire a convincere chi di dovere che no, l&#039;ebook non è un ripiego ma un mezzo valido come la carta, se non di più (non avere più il problema dell&#039;&quot;esaurito&quot;, dei resi, delle ristampe da fare, penso non sia poco).
Per quanto riguarda la percentuale data agli autori, non posso che essere d&#039;accordo, è ridicola. Oserei dire anche offensiva, insomma, il lavoro fondamentale lo fanno loro. Penso sia anche per questo che alcuni autori americani abbiano deciso di autoprodursi: 1 dollaro a ebook ma il 100% di questo dollaro va a loro e se in tanti comprano... finisce che si diventa ricchi. Certo, sono casi limite però si può meditarci sopra e trovare una via di mezzo. Nella mia inesperienza, penso che un 50% a testa sarebbe un buon compromesso visto che alla fine l&#039;editore deve &quot;solo&quot; fornire editing (decente, possibilmente), copertina, impaginazione e diffusione sul web e che senza il testo dell&#039;autore non c&#039;è trippa per gatti.
My 2 cents]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prima cosa, HP. Io l&#8217;ho dato per scontato, mi spiace non si sia capito. Tra l&#8217;altro, non dubito che delle teste siano cadute sia a Mondadori che in Inghilterra, ma visto il modo stilisticamente pessimo in cui sono scritte le prime pagine de &#8220;La pietra filosofale&#8221;, posso capire i selezionatori che l&#8217;hanno scartato. Anzi, tecnicamente parlando, hanno pure fatto bene ^^.<br />
Poi. E&#8217; vero che &#8220;carta romantica&#8221; è un po&#8217; OT ma se queste idee balzane non andassero per la maggiore e i lettori si informassero si renderebbero conto, tra le altre cose, che 11 euri per un file sono un furto (ovvio, mancando i costi di stampa, distribuzione eccetera) e che invece un 5 euro è più ragionevole (e anche la CE potrebbe guadagnarci: si è molto più invogliati a spendere 5 euro che 11, così si porta nel digitale il concetto &#8220;prendi due paghi un o&#8221; o similari. Minor prezzo di base ma più acquisti dovrebbero portare un guadagno) e così mi ricollego alla questione del prezzo da imporre. E se tanti facessero questo ragionamento e, diciamo, rifiutassero di comprare a prezzi matti, forse i responsabili proverebbero strade diverse. Abbassando i prezzi più gente comprerebbe, il mercato si allargherebbe e questo dovrebbe riuscire a convincere chi di dovere che no, l&#8217;ebook non è un ripiego ma un mezzo valido come la carta, se non di più (non avere più il problema dell'&#8221;esaurito&#8221;, dei resi, delle ristampe da fare, penso non sia poco).<br />
Per quanto riguarda la percentuale data agli autori, non posso che essere d&#8217;accordo, è ridicola. Oserei dire anche offensiva, insomma, il lavoro fondamentale lo fanno loro. Penso sia anche per questo che alcuni autori americani abbiano deciso di autoprodursi: 1 dollaro a ebook ma il 100% di questo dollaro va a loro e se in tanti comprano&#8230; finisce che si diventa ricchi. Certo, sono casi limite però si può meditarci sopra e trovare una via di mezzo. Nella mia inesperienza, penso che un 50% a testa sarebbe un buon compromesso visto che alla fine l&#8217;editore deve &#8220;solo&#8221; fornire editing (decente, possibilmente), copertina, impaginazione e diffusione sul web e che senza il testo dell&#8217;autore non c&#8217;è trippa per gatti.<br />
My 2 cents</p>
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		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lebook-e-la-serie-a/comment-page-2/#comment-123527</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Nov 2011 10:38:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sai, Zen Masta, che ci sono reazioni antropologicamente interessanti? Perchè tutta una serie di lettori fortemente critici nei confronti dell&#039;autore, ai tempi, avevano dato la stura a violentissimi attacchi verso l&#039;editore, &quot;reo&quot; di averlo pubblicato. Quegli stessi personaggi ora difendono l&#039;editore pur di continuare ad attaccare l&#039;autore, specie in alcune zone della rete.
E&#039; vero quello che tu dici: se ti rialzi con umiltà, vai alla grande. Specie se non è il rancore a inchiodarti a terra. Non vale solo per gli scrittori.
Detto questo, mi sembra che, ancora una volta, non si voglia capire l&#039;oggetto del post. Non si voglia, perchè credo di averlo spiegato diverse volte. Ora, non so cosa altro aggiungere se non che, a certi livelli, la rabbia diventa patologia. Direi che provvedere sarebbe cosa buona, per te e voi.
Ps. per inciso, è l&#039;ultimo commento che devia dall&#039;oggetto reale del post che pubblico. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sai, Zen Masta, che ci sono reazioni antropologicamente interessanti? Perchè tutta una serie di lettori fortemente critici nei confronti dell&#8217;autore, ai tempi, avevano dato la stura a violentissimi attacchi verso l&#8217;editore, &#8220;reo&#8221; di averlo pubblicato. Quegli stessi personaggi ora difendono l&#8217;editore pur di continuare ad attaccare l&#8217;autore, specie in alcune zone della rete.<br />
E&#8217; vero quello che tu dici: se ti rialzi con umiltà, vai alla grande. Specie se non è il rancore a inchiodarti a terra. Non vale solo per gli scrittori.<br />
Detto questo, mi sembra che, ancora una volta, non si voglia capire l&#8217;oggetto del post. Non si voglia, perchè credo di averlo spiegato diverse volte. Ora, non so cosa altro aggiungere se non che, a certi livelli, la rabbia diventa patologia. Direi che provvedere sarebbe cosa buona, per te e voi.<br />
Ps. per inciso, è l&#8217;ultimo commento che devia dall&#8217;oggetto reale del post che pubblico. </p>
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		<title>
		Di: Zen Masta		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lebook-e-la-serie-a/comment-page-2/#comment-123526</link>

		<dc:creator><![CDATA[Zen Masta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Nov 2011 08:31:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La colpa è dell&#039;editore, la colpa è della copertina, la colpa è delle mancate interviste, la colpa è che il pubblico non l&#039;ha capito, etc... etc... Io credo che pubblicare per Mondadori sia, a prescindere, un gigantesco trampolino di lancio e di visibilità. Tutte le librerie della mia città in vetrina erano piene di &quot;W&quot; rosse fiammeggianti. Quale autore esordiente può avere una simile esposizione con altre case editrici piccole? Cosa si vuole pretendere, che il &quot;W&quot; vada su Porta a Porta e che ci facciano una puntata speciale?
Che un giornalista poi non voglia occuparsi di G.L. dicendo che è il nuovo Gaiman o il nuovo Barker mi sembra sia normale: perchè un giornalista dovrebbe scrivere fesserie? G.L. non è nè il nuovo Gaiman, nè il nuovo Barker (così come Mia sorella è una foca monaca di Christian Frascella non è il Giovane Holden italiano, come ho letto ai tempi quando uscì su famosi quotidiani nazionali).
Così facendo non solo si inganna il lettore, ma si fa un danno anche all&#039;autore. Parlando in ambito sportivo, quanti giovani esordienti calciatori sono stati bruciati dicendogli cose non vere &quot;tu sei il nuovo Maradona, tu sei il nuovo Platinì&quot;, etc... etc...
Nello sport si perde e così anche qui (come nella vita), la questione è quanto e come sei disposto a rialzarti. Se ti rialzi con in testa cose del tipo &quot;tu sei il nuovo Salinger&quot; allora non c&#039;è speranza. Se ti rialzi con umiltà, allora vai alla grande.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La colpa è dell&#8217;editore, la colpa è della copertina, la colpa è delle mancate interviste, la colpa è che il pubblico non l&#8217;ha capito, etc&#8230; etc&#8230; Io credo che pubblicare per Mondadori sia, a prescindere, un gigantesco trampolino di lancio e di visibilità. Tutte le librerie della mia città in vetrina erano piene di &#8220;W&#8221; rosse fiammeggianti. Quale autore esordiente può avere una simile esposizione con altre case editrici piccole? Cosa si vuole pretendere, che il &#8220;W&#8221; vada su Porta a Porta e che ci facciano una puntata speciale?<br />
Che un giornalista poi non voglia occuparsi di G.L. dicendo che è il nuovo Gaiman o il nuovo Barker mi sembra sia normale: perchè un giornalista dovrebbe scrivere fesserie? G.L. non è nè il nuovo Gaiman, nè il nuovo Barker (così come Mia sorella è una foca monaca di Christian Frascella non è il Giovane Holden italiano, come ho letto ai tempi quando uscì su famosi quotidiani nazionali).<br />
Così facendo non solo si inganna il lettore, ma si fa un danno anche all&#8217;autore. Parlando in ambito sportivo, quanti giovani esordienti calciatori sono stati bruciati dicendogli cose non vere &#8220;tu sei il nuovo Maradona, tu sei il nuovo Platinì&#8221;, etc&#8230; etc&#8230;<br />
Nello sport si perde e così anche qui (come nella vita), la questione è quanto e come sei disposto a rialzarti. Se ti rialzi con in testa cose del tipo &#8220;tu sei il nuovo Salinger&#8221; allora non c&#8217;è speranza. Se ti rialzi con umiltà, allora vai alla grande.</p>
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		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lebook-e-la-serie-a/comment-page-2/#comment-123525</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 18:23:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ma guarda, Cecilia, magari complottassero, gli editori: mi sembra che quel che manchi, specie in materia di eBook, sia una linea chiara. Per questo insisto nella contraddizione di Mondadori in questa storia.
Sulla faccenda dei criceti e del profumo della carta, mi sembra che sia, più che altro, un quasi off topic: non mi sembra che la questione sia &quot;preferivo la romantica carta&quot; ma, come diceva Scott Turow, &quot;non fate i furbi sulla pelle degli scrittori&quot;, che è lievemente diverso. E&#039; vero, per pubblicare un libro ci vuole chi scrive e chi lo legge: ma esistono anche i distributori, sia pure on line, e bisogna farci i conti. Non so a queli code di paglia ti riferisci, ma mi sembra che da queste parti, semmai, si siano fatti distinguo su Amazon, non sugli eBook. Altri distinguo riguardano il prezzo che si vuole imporre agli eBook in Italia e la percentuale ridicola che, a fronte delle minor spese, spetterebbe all&#039;autore. Non sul mezzo.
Su Harry Potter: nel contesto non si capiva affatto. E, ad ogni modo, per far felice il tuo criceto ti dirò che per la mancata acquisizione di Harry Potter in Italia sono cadute non poche teste, visto che è stato rifiutato proprio da Mondadori.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma guarda, Cecilia, magari complottassero, gli editori: mi sembra che quel che manchi, specie in materia di eBook, sia una linea chiara. Per questo insisto nella contraddizione di Mondadori in questa storia.<br />
Sulla faccenda dei criceti e del profumo della carta, mi sembra che sia, più che altro, un quasi off topic: non mi sembra che la questione sia &#8220;preferivo la romantica carta&#8221; ma, come diceva Scott Turow, &#8220;non fate i furbi sulla pelle degli scrittori&#8221;, che è lievemente diverso. E&#8217; vero, per pubblicare un libro ci vuole chi scrive e chi lo legge: ma esistono anche i distributori, sia pure on line, e bisogna farci i conti. Non so a queli code di paglia ti riferisci, ma mi sembra che da queste parti, semmai, si siano fatti distinguo su Amazon, non sugli eBook. Altri distinguo riguardano il prezzo che si vuole imporre agli eBook in Italia e la percentuale ridicola che, a fronte delle minor spese, spetterebbe all&#8217;autore. Non sul mezzo.<br />
Su Harry Potter: nel contesto non si capiva affatto. E, ad ogni modo, per far felice il tuo criceto ti dirò che per la mancata acquisizione di Harry Potter in Italia sono cadute non poche teste, visto che è stato rifiutato proprio da Mondadori.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Cecilia		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lebook-e-la-serie-a/comment-page-2/#comment-123524</link>

		<dc:creator><![CDATA[Cecilia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 17:28:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“i cattivissimi editori e i perfidi autori complottano contro noi lettori a suon di marchette”
No, non penso che gli autori complottino. Di certi editori invece, specie negli ultimi tempi, penso tutto o quasi il male possibile, questo sì.
Per la questione del lancio, mi pare che le due cose non siano in contraddizione. Ovvero, caso W: la CE ci crede e stampa molte copie. Ok, ma in questo caso non si poteva fare, come suggerito da lei, il passaggio in tv? Mediaset, per semplificarci le cose. Se anche i giornali non avessero aiutato, come hanno fatto, un paio di spot dopo il tg o appena prima della prima serata (non in mezzo ai cartoni animati o ci si tira la zappa sui piedi) potevano spingere bene.
&quot;il punto, lo ripeto ancora, sta nella contraddizione tra “credo negli eBook” e “uso gli eBook come rimessa”. Il punto sta nella poca considerazione in cui autore e lettore vengono tenuti.&quot;
Questo però è un problema degli editori e io, a parte boicottarli o premiarli con gli acquisti nei vari casi, non posso fare molto. A me per prima da fastidio quando gli ebook vengono schifati anche perché nella maggior parte dei casi chi lo fa -tra i lettori- non ne ha mai letti un po&#039;, non si informa, non fa girare il criceto sulla ruota. Perché a chi commenta &quot;ma vuoi mettere la magia della carta...&quot; ecco, mi vien voglia di chiedergli se abita in una villa stratosferica ed è miliardario, che io faccio fatica a trovare spazio e soldi, eccheccavolo. E&#039; vero, un hardcover ben fatto è esteticamente più bello di un file. Però l&#039;importante sarebbe, sarebbe, il contenuto. E il mio guadagno &quot;più libri=meno soldi spesi&quot; (questo, certo, quando le CE capiranno che NON si può vendere un ebook a 11 o 12 euro). Mentre le CE... il discorso è lungo, noiso e potrebbe scatenare flame che non ho voglia di seguire. Dico solo che, stando a un articolo su Baionette Librarie, a quanto pare c&#039;era stata una sollevazione &quot;popolare&quot; quando un tizio di Amazon (nota anti-flame: no, non penso che Amazon sia il gigante buono che salverà i buoni e bravi lettori e autori dalle cattivissime CE. A degli atteggiamenti che mi piacciono e altri che mi preoccupano non poco) ha detto che gli unici personaggi indispensabili per un libro sono l&#039;autore e il lettore, tutti gli altri dovevano starsene in campana. E giù insurrezioni,  quando la cosa che è stata detta è un&#039;ovvietà. Per cui qualcuno qui ha la coda di paglia.
Ps: dato che la lingua madre del W è l&#039;italiano e -di norma- un libro si pubblica prima in patria, di grazia, che senso avrebbe il commento su HP se io con &quot;CE minuscola&quot; mi fossi riferita alla Salani che si è limitata a tradurlo? Mi riferivo alla Blomsbury, che, quella sì, era piccola e sconosciuta. Il mio criceto gode di buona salute ^^
@MT
Sono d&#039;accordo. L&#039;ho vista anch&#039;io la frase di Paolini... il mio pensiero è stato &quot;meglio che se ne stia zitto lui, visto che evidentemente ha letto solo quello&quot;. Un fastidio tremendo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“i cattivissimi editori e i perfidi autori complottano contro noi lettori a suon di marchette”<br />
No, non penso che gli autori complottino. Di certi editori invece, specie negli ultimi tempi, penso tutto o quasi il male possibile, questo sì.<br />
Per la questione del lancio, mi pare che le due cose non siano in contraddizione. Ovvero, caso W: la CE ci crede e stampa molte copie. Ok, ma in questo caso non si poteva fare, come suggerito da lei, il passaggio in tv? Mediaset, per semplificarci le cose. Se anche i giornali non avessero aiutato, come hanno fatto, un paio di spot dopo il tg o appena prima della prima serata (non in mezzo ai cartoni animati o ci si tira la zappa sui piedi) potevano spingere bene.<br />
&#8220;il punto, lo ripeto ancora, sta nella contraddizione tra “credo negli eBook” e “uso gli eBook come rimessa”. Il punto sta nella poca considerazione in cui autore e lettore vengono tenuti.&#8221;<br />
Questo però è un problema degli editori e io, a parte boicottarli o premiarli con gli acquisti nei vari casi, non posso fare molto. A me per prima da fastidio quando gli ebook vengono schifati anche perché nella maggior parte dei casi chi lo fa -tra i lettori- non ne ha mai letti un po&#8217;, non si informa, non fa girare il criceto sulla ruota. Perché a chi commenta &#8220;ma vuoi mettere la magia della carta&#8230;&#8221; ecco, mi vien voglia di chiedergli se abita in una villa stratosferica ed è miliardario, che io faccio fatica a trovare spazio e soldi, eccheccavolo. E&#8217; vero, un hardcover ben fatto è esteticamente più bello di un file. Però l&#8217;importante sarebbe, sarebbe, il contenuto. E il mio guadagno &#8220;più libri=meno soldi spesi&#8221; (questo, certo, quando le CE capiranno che NON si può vendere un ebook a 11 o 12 euro). Mentre le CE&#8230; il discorso è lungo, noiso e potrebbe scatenare flame che non ho voglia di seguire. Dico solo che, stando a un articolo su Baionette Librarie, a quanto pare c&#8217;era stata una sollevazione &#8220;popolare&#8221; quando un tizio di Amazon (nota anti-flame: no, non penso che Amazon sia il gigante buono che salverà i buoni e bravi lettori e autori dalle cattivissime CE. A degli atteggiamenti che mi piacciono e altri che mi preoccupano non poco) ha detto che gli unici personaggi indispensabili per un libro sono l&#8217;autore e il lettore, tutti gli altri dovevano starsene in campana. E giù insurrezioni,  quando la cosa che è stata detta è un&#8217;ovvietà. Per cui qualcuno qui ha la coda di paglia.<br />
Ps: dato che la lingua madre del W è l&#8217;italiano e -di norma- un libro si pubblica prima in patria, di grazia, che senso avrebbe il commento su HP se io con &#8220;CE minuscola&#8221; mi fossi riferita alla Salani che si è limitata a tradurlo? Mi riferivo alla Blomsbury, che, quella sì, era piccola e sconosciuta. Il mio criceto gode di buona salute ^^<br />
@MT<br />
Sono d&#8217;accordo. L&#8217;ho vista anch&#8217;io la frase di Paolini&#8230; il mio pensiero è stato &#8220;meglio che se ne stia zitto lui, visto che evidentemente ha letto solo quello&#8221;. Un fastidio tremendo.</p>
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		<title>
		Di: M.T.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lebook-e-la-serie-a/comment-page-2/#comment-123523</link>

		<dc:creator><![CDATA[M.T.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 13:32:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cecilia sono d&#039;accordo con te sul fatto che è meglio stampare un certo numero di copie di un libro e poi se funziona effettuare delle ristampe.
Come mi trovi d&#039;accordo sulle frasi sulle copertine: a mio avviso non ci dovrebbe essere nessun tipo di pubblicità sul libro (non ho sopportato quando trovai su un libro di Brooks la frase di Paolini &quot;Chi non ha letto Brooks non ha letto fantasy&quot; e sono un sostenitore di Terry, almeno per quanto riguarda la maggior parte delle sue pubblicazioni, non certo le ultime).
Resta però sempre il discorso di Loredana: la considerazione in cui autore e lettore vengono tenuti e il messaggio che le CE fanno passare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cecilia sono d&#8217;accordo con te sul fatto che è meglio stampare un certo numero di copie di un libro e poi se funziona effettuare delle ristampe.<br />
Come mi trovi d&#8217;accordo sulle frasi sulle copertine: a mio avviso non ci dovrebbe essere nessun tipo di pubblicità sul libro (non ho sopportato quando trovai su un libro di Brooks la frase di Paolini &#8220;Chi non ha letto Brooks non ha letto fantasy&#8221; e sono un sostenitore di Terry, almeno per quanto riguarda la maggior parte delle sue pubblicazioni, non certo le ultime).<br />
Resta però sempre il discorso di Loredana: la considerazione in cui autore e lettore vengono tenuti e il messaggio che le CE fanno passare.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lebook-e-la-serie-a/comment-page-2/#comment-123522</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 08:15:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4876#comment-123522</guid>

					<description><![CDATA[Ci sono delle affermazioni di Cecilia che condivido, mentre non condivido in generale il tono da &quot;i cattivissimi editori e i perfidi autori complottano contro noi lettori a suon di marchette&quot; (le quarte di copertina non sono marchette, a mio modo di vedere: e mai vengono scritte dagli autori, bensì dalla redazione. Spesso l&#039;autore non può neanche approvarle: almeno informatevi, no?), che è quello che appartiene a una parte della rete. Senza, appunto, considerare quanto si è detto e stradetto poco sopra: il caso Wunderkind sta a indicare un modus operandi che potrebbe diventare sempre più frequente.
Concordo sul fatto, comunque, che sia una follia editoriale usare l&#039;esordiente per ottenere subito, ora, fra un secondo, risultati da capogiro. E&#039; un trend perseguito da qualche tempo e che in alcuni casi (Avallone, Giordano) ha dato i risultati sperati: ma che rischia di avere poco a che fare con la qualità effettiva dei libri. L&#039;altro punto su cui concordo con Cecilia, ma stavolta a metà, è il discorso sul lancio: è evidente che se un editore punta su un libro, mette in campo tutte le sue forze per ottenere il risultato sperato. E le sue forze non stanno nel sollecitare recensioni, che difficilmente muovono copie (e lo si sappia), ma nell&#039;ottenere passaggi televisivi (quelli le muovono, eccome). E i grandi editori sono in grado di farlo. Con alcuni esordienti lo hanno fatto. In questo caso, non è stato fatto.
Ma il punto non è questo: il punto, lo ripeto ancora, sta nella contraddizione tra &quot;credo negli eBook&quot; e &quot;uso gli eBook come rimessa&quot;. Il punto sta nella poca considerazione in cui autore e lettore vengono tenuti.
Se questo non interessa, temo che con le grasse risate, prima o poi e al di là di gusti e gradimenti personali, ci si strozzi. E di brutto.
Ps. Prima di definire Salani &quot;minuscola&quot;, vogliamo informarci un pochino, magari?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono delle affermazioni di Cecilia che condivido, mentre non condivido in generale il tono da &#8220;i cattivissimi editori e i perfidi autori complottano contro noi lettori a suon di marchette&#8221; (le quarte di copertina non sono marchette, a mio modo di vedere: e mai vengono scritte dagli autori, bensì dalla redazione. Spesso l&#8217;autore non può neanche approvarle: almeno informatevi, no?), che è quello che appartiene a una parte della rete. Senza, appunto, considerare quanto si è detto e stradetto poco sopra: il caso Wunderkind sta a indicare un modus operandi che potrebbe diventare sempre più frequente.<br />
Concordo sul fatto, comunque, che sia una follia editoriale usare l&#8217;esordiente per ottenere subito, ora, fra un secondo, risultati da capogiro. E&#8217; un trend perseguito da qualche tempo e che in alcuni casi (Avallone, Giordano) ha dato i risultati sperati: ma che rischia di avere poco a che fare con la qualità effettiva dei libri. L&#8217;altro punto su cui concordo con Cecilia, ma stavolta a metà, è il discorso sul lancio: è evidente che se un editore punta su un libro, mette in campo tutte le sue forze per ottenere il risultato sperato. E le sue forze non stanno nel sollecitare recensioni, che difficilmente muovono copie (e lo si sappia), ma nell&#8217;ottenere passaggi televisivi (quelli le muovono, eccome). E i grandi editori sono in grado di farlo. Con alcuni esordienti lo hanno fatto. In questo caso, non è stato fatto.<br />
Ma il punto non è questo: il punto, lo ripeto ancora, sta nella contraddizione tra &#8220;credo negli eBook&#8221; e &#8220;uso gli eBook come rimessa&#8221;. Il punto sta nella poca considerazione in cui autore e lettore vengono tenuti.<br />
Se questo non interessa, temo che con le grasse risate, prima o poi e al di là di gusti e gradimenti personali, ci si strozzi. E di brutto.<br />
Ps. Prima di definire Salani &#8220;minuscola&#8221;, vogliamo informarci un pochino, magari?</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Cecilia		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lebook-e-la-serie-a/comment-page-2/#comment-123521</link>

		<dc:creator><![CDATA[Cecilia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 08:00:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ma a questo punto, cosa passa per la testa dell&#039;editore che si aspetta così tanto da un esordiente? Mi pare una mozza quanto meno azzardata. Meglio stamparne un po&#039; meno e poi ristampare per il gran successo che avere i resi, credo.
E&#039; vero, l&#039;autore non si è paragonato (&quot;sopravvalutato&quot; pff) ma quando io leggo le marchette, gli strombazzamenti e la quarta non sto a vedere quanto l&#039;autore sostiene e quanto no -quantomeno non lo vedo subito-, prendo quello che ho in mano. E se poi si rivela un paragone offensivo, m&#039;incazzo il doppio che se fosse stato solo un brutto libro. Poi il fastidio non è tanto venuto dal paragone ma dal fatto che questo sia falso, quasi assurdo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma a questo punto, cosa passa per la testa dell&#8217;editore che si aspetta così tanto da un esordiente? Mi pare una mozza quanto meno azzardata. Meglio stamparne un po&#8217; meno e poi ristampare per il gran successo che avere i resi, credo.<br />
E&#8217; vero, l&#8217;autore non si è paragonato (&#8220;sopravvalutato&#8221; pff) ma quando io leggo le marchette, gli strombazzamenti e la quarta non sto a vedere quanto l&#8217;autore sostiene e quanto no -quantomeno non lo vedo subito-, prendo quello che ho in mano. E se poi si rivela un paragone offensivo, m&#8217;incazzo il doppio che se fosse stato solo un brutto libro. Poi il fastidio non è tanto venuto dal paragone ma dal fatto che questo sia falso, quasi assurdo.</p>
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