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	Commenti a: LECONTE NO, MISSERI SI&#039;	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: Anonimo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Dec 2012 06:35:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[k
grande sensibilità e profondità nel tuo commento che condivido, tranne per il discorso sulla contraccezione, che nell&#039;elenco che fai c&#039;entra niente secondo me: ogni coppia ha il diritto di decidere SE e quanti figli avere e questo non ha niente a che vedere, sempre per me, con una certa cultura della morte.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>k<br />
grande sensibilità e profondità nel tuo commento che condivido, tranne per il discorso sulla contraccezione, che nell&#8217;elenco che fai c&#8217;entra niente secondo me: ogni coppia ha il diritto di decidere SE e quanti figli avere e questo non ha niente a che vedere, sempre per me, con una certa cultura della morte.</p>
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		Di: Pier		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/leconte-no-misseri-si/comment-page-1/#comment-131729</link>

		<dc:creator><![CDATA[Pier]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Dec 2012 00:43:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi trovi d&#039;accordo k. Dire che la vita è dolore (così, a priori, a slogan, basandosi solo sulle proprie convinzioni) e sulla base di ciò arrogarsi il diritto di sapere cosa sarebbe meglio per un essere che deve ancora venire, be&#039; a me pare che sia questo, l&#039;egoismo. Ossia dare un&#039;ideologia alla vita, quando la vita ideologia non ne ha. La natura non ha etica, e non è etica: esiste e basta, e ci programma per riprodurci anche se ci piace pensare che siamo noi a deciderlo.
Mi pare un nichilismo alla buona solo per -appunto- scioccare.
Io penso che riprodursi sia il più grande atto di altruismo che ci sia, perché perpetua la specie a prescindere dalle nostre convinzioni, e anche nonostante le nostre convinzioni. E non possiamo neanche sapere come sarà la vita futura: magari sarà felicità e non dolore, oppure dolore e non felicità, più probabilmente entrambe.
Ma dire che generare sia un egoismo mi pare un non-sense assoluto: se fosse così, e se tutti fossimo talmente altruisti da non riprodurci, ci saremmo estinti da tempo e qua non ci sarebbe nessuno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi trovi d&#8217;accordo k. Dire che la vita è dolore (così, a priori, a slogan, basandosi solo sulle proprie convinzioni) e sulla base di ciò arrogarsi il diritto di sapere cosa sarebbe meglio per un essere che deve ancora venire, be&#8217; a me pare che sia questo, l&#8217;egoismo. Ossia dare un&#8217;ideologia alla vita, quando la vita ideologia non ne ha. La natura non ha etica, e non è etica: esiste e basta, e ci programma per riprodurci anche se ci piace pensare che siamo noi a deciderlo.<br />
Mi pare un nichilismo alla buona solo per -appunto- scioccare.<br />
Io penso che riprodursi sia il più grande atto di altruismo che ci sia, perché perpetua la specie a prescindere dalle nostre convinzioni, e anche nonostante le nostre convinzioni. E non possiamo neanche sapere come sarà la vita futura: magari sarà felicità e non dolore, oppure dolore e non felicità, più probabilmente entrambe.<br />
Ma dire che generare sia un egoismo mi pare un non-sense assoluto: se fosse così, e se tutti fossimo talmente altruisti da non riprodurci, ci saremmo estinti da tempo e qua non ci sarebbe nessuno.</p>
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		<title>
		Di: k.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/leconte-no-misseri-si/comment-page-1/#comment-131728</link>

		<dc:creator><![CDATA[k.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Dec 2012 22:15:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Premetto che ho un pregiudizio favorevole verso i film francesi in generale, per cui non è da escludere che riescano a superare anche la prova di un argomento così difficile, in maniera positiva. Va detto però ( senza aver visto il film) che il numero dei ragazzi che si tolgono la vita ogni anno è piuttosto alto, molto alto il numero dei tentativi. personalmente per suicidio  ho visto scomparire due ragazzi a distanza di poco tempo, non saprei dire se ci sia emulazione, di certo non soloquella , comunque essendo l&#039;argomento delicato, avere qualche precauzione potrebbe non guastare. Capisco comunque che in area radicale se si parla di suicidio, assistito o meno bisogna dare il proprio sostegno..Va detto che nel titolo del post viene usata la solita argomentazione al ribasso; se ci date Misseri dateci anche il film d&#039;animazione sul suicidio. il male si giustifica con il peggio .
Tempo fa qui su lipperatura a sono rimasto scioccato dal  commento di una ragazza che si firmava Chicca,( le madri non sono uno zoo) che definiva le donne che mettono al mondo un figlio “ animali, ultraegoiste, senza cervello”,  giustificandosi dicendo  che “ la vita è dolore. Mi sembra non si sia scandalizzato nessuno. Io mi sono chiesto invece cosa sarebbe successo se qualcuno avesse usato gli stessi aggettivi per definire  una ragazza che sceglie di abortire ( egoista animale senza cervello).. ma queste sono polemicucce da blog.   Invece proviamo ad assumere il punto di vista di Chicca; la vita è dolore e quindi  “ le madri” sono animali egoiste senza cervello. Ecco che  allora che diventa un dovere per ognuno di noi lottare affinchè l&#039;aborto, la contraccezione, l&#039;eutanasia il suicidio assistito e non , siano promossi in ogni modo sempre e in ogni luogo, a partire dalle scuole . La vita è dolore lottiamo in ogni modo per annientarla,.  capiamo allora che un film a cartoni animati sul suicidio potrebbe davvero essere utile  proprio  a partire dalle scuole.  vieni o morte e sii furtiva, ch&#039;io non senta il tuo venir, e pel gaudio di morir, mi riabbia e sopravviva. buon Natale a tutti
ciao,k.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Premetto che ho un pregiudizio favorevole verso i film francesi in generale, per cui non è da escludere che riescano a superare anche la prova di un argomento così difficile, in maniera positiva. Va detto però ( senza aver visto il film) che il numero dei ragazzi che si tolgono la vita ogni anno è piuttosto alto, molto alto il numero dei tentativi. personalmente per suicidio  ho visto scomparire due ragazzi a distanza di poco tempo, non saprei dire se ci sia emulazione, di certo non soloquella , comunque essendo l&#8217;argomento delicato, avere qualche precauzione potrebbe non guastare. Capisco comunque che in area radicale se si parla di suicidio, assistito o meno bisogna dare il proprio sostegno..Va detto che nel titolo del post viene usata la solita argomentazione al ribasso; se ci date Misseri dateci anche il film d&#8217;animazione sul suicidio. il male si giustifica con il peggio .<br />
Tempo fa qui su lipperatura a sono rimasto scioccato dal  commento di una ragazza che si firmava Chicca,( le madri non sono uno zoo) che definiva le donne che mettono al mondo un figlio “ animali, ultraegoiste, senza cervello”,  giustificandosi dicendo  che “ la vita è dolore. Mi sembra non si sia scandalizzato nessuno. Io mi sono chiesto invece cosa sarebbe successo se qualcuno avesse usato gli stessi aggettivi per definire  una ragazza che sceglie di abortire ( egoista animale senza cervello).. ma queste sono polemicucce da blog.   Invece proviamo ad assumere il punto di vista di Chicca; la vita è dolore e quindi  “ le madri” sono animali egoiste senza cervello. Ecco che  allora che diventa un dovere per ognuno di noi lottare affinchè l&#8217;aborto, la contraccezione, l&#8217;eutanasia il suicidio assistito e non , siano promossi in ogni modo sempre e in ogni luogo, a partire dalle scuole . La vita è dolore lottiamo in ogni modo per annientarla,.  capiamo allora che un film a cartoni animati sul suicidio potrebbe davvero essere utile  proprio  a partire dalle scuole.  vieni o morte e sii furtiva, ch&#8217;io non senta il tuo venir, e pel gaudio di morir, mi riabbia e sopravviva. buon Natale a tutti<br />
ciao,k.</p>
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		<title>
		Di: Hap Collins		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/leconte-no-misseri-si/comment-page-1/#comment-131727</link>

		<dc:creator><![CDATA[Hap Collins]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Dec 2012 20:48:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Anonimo, Lansdale è nato a Gladwater nel Texas orientale (e più provincia americana di così si muore). Parla della realtà in cui vive e non se ne chiama fuori, visto che i suoi libri sono pieni di armi d&#039;assalto, dr. pepper e kmart.
Se dice certe cose, forse forse, le conosce bene e mi fiderei più del suo punto di vista che del nostro sull&#039; argomento. Quindi, non mi sembra il caso di contare i peli nel suo culo, come direbbe lui.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anonimo, Lansdale è nato a Gladwater nel Texas orientale (e più provincia americana di così si muore). Parla della realtà in cui vive e non se ne chiama fuori, visto che i suoi libri sono pieni di armi d&#8217;assalto, dr. pepper e kmart.<br />
Se dice certe cose, forse forse, le conosce bene e mi fiderei più del suo punto di vista che del nostro sull&#8217; argomento. Quindi, non mi sembra il caso di contare i peli nel suo culo, come direbbe lui.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Anonimo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/leconte-no-misseri-si/comment-page-1/#comment-131726</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Dec 2012 18:37:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sinceramente non credo che per dire ciò che ha detto Lansdale occorra essere particolarmente lucidi o dotati di quoziente intellettivo superiore.
Dice cose ovvie e banali perchè sono le solite cose che si dicono e non si fanno.
Dice ad esempio &quot;Una parte di responsabilità va assegnata alla società consumistica, al desiderio disperato di possedere cose di nessun valore, e all’incapacità di alcuni nell’affrontare lo smacco quando non riescono ad ottenere quel che desiderano a tutti i costi&quot;.
Ma chi sarà mai questa società consumistica?
E dove sta l&#039;obbligo vero di essere consumisti?
Tutto il discorso sembra comunque quello dei preti di una volta, prontissimi a lanciare anatemi,  a fustigare solo gli altrui costumi chiamandosene sistematicamente fuori.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sinceramente non credo che per dire ciò che ha detto Lansdale occorra essere particolarmente lucidi o dotati di quoziente intellettivo superiore.<br />
Dice cose ovvie e banali perchè sono le solite cose che si dicono e non si fanno.<br />
Dice ad esempio &#8220;Una parte di responsabilità va assegnata alla società consumistica, al desiderio disperato di possedere cose di nessun valore, e all’incapacità di alcuni nell’affrontare lo smacco quando non riescono ad ottenere quel che desiderano a tutti i costi&#8221;.<br />
Ma chi sarà mai questa società consumistica?<br />
E dove sta l&#8217;obbligo vero di essere consumisti?<br />
Tutto il discorso sembra comunque quello dei preti di una volta, prontissimi a lanciare anatemi,  a fustigare solo gli altrui costumi chiamandosene sistematicamente fuori.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Giorgia		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/leconte-no-misseri-si/comment-page-1/#comment-131725</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giorgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Dec 2012 16:07:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[forse c&#039;è una differenza, una barriera che fatichiamo a superare tra omicidio e suicidio. In una scena di omicidio troviamo serenità non appena inquadriamo il colpevole. La nostra sete di vendetta si placa facilmente: non appena il colpevole é &quot;assicurato&quot; alla giustizia, noi siamo (r)assicurati. Perché siamo giustizieri nel profondo, invochiamo giustizia per noi e per tutte le vittime del caso. E in nome della giustizia, al fine di vendicare un ingiusto destino, siamo disposti a tutto, paradossalmente anche ad uccidere, come fece, per esempio Caino. In fondo siamo figli suoi , non di quello buono.
Di fronte al suicidio facciamo una fatica bestiale, il nostro paradigma &quot;scova colpevole ritrova sicurezza&quot; va in frantumi, noi entriamo in crisi. Colpevole e vittima si confondono, si sovrappongono. Un paradosso che ancora non riusciamo a digerire, potessimo vieteremmo le notizie che parlano di suicidio ai minori di anni 90.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>forse c&#8217;è una differenza, una barriera che fatichiamo a superare tra omicidio e suicidio. In una scena di omicidio troviamo serenità non appena inquadriamo il colpevole. La nostra sete di vendetta si placa facilmente: non appena il colpevole é &#8220;assicurato&#8221; alla giustizia, noi siamo (r)assicurati. Perché siamo giustizieri nel profondo, invochiamo giustizia per noi e per tutte le vittime del caso. E in nome della giustizia, al fine di vendicare un ingiusto destino, siamo disposti a tutto, paradossalmente anche ad uccidere, come fece, per esempio Caino. In fondo siamo figli suoi , non di quello buono.<br />
Di fronte al suicidio facciamo una fatica bestiale, il nostro paradigma &#8220;scova colpevole ritrova sicurezza&#8221; va in frantumi, noi entriamo in crisi. Colpevole e vittima si confondono, si sovrappongono. Un paradosso che ancora non riusciamo a digerire, potessimo vieteremmo le notizie che parlano di suicidio ai minori di anni 90.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: animale politico		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/leconte-no-misseri-si/comment-page-1/#comment-131724</link>

		<dc:creator><![CDATA[animale politico]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Dec 2012 15:58:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[sì, che tristezza che fa questo divieto.
:(]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>sì, che tristezza che fa questo divieto.<br />
🙁</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Elena Elle		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/leconte-no-misseri-si/comment-page-1/#comment-131723</link>

		<dc:creator><![CDATA[Elena Elle]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Dec 2012 11:46:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E aggiungo tutta la serie di fumetti dei coniglietti suicidi, meravigliosa!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E aggiungo tutta la serie di fumetti dei coniglietti suicidi, meravigliosa!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Elena Elle		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/leconte-no-misseri-si/comment-page-1/#comment-131722</link>

		<dc:creator><![CDATA[Elena Elle]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Dec 2012 11:39:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Condivido molto quello che dici.
Penso a un libro bellissimo di Paasilinna, &quot;Piccoli suicidi tra amici&quot;, che affronta con un&#039;ironia tutta sua il tema del suicidio. Una lettura del genere io credo sia addirittura liberatoria e quindi da incoraggiare.
...
Sul tabù della morte poi si potrebbero scrivere molte molte pagine.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Condivido molto quello che dici.<br />
Penso a un libro bellissimo di Paasilinna, &#8220;Piccoli suicidi tra amici&#8221;, che affronta con un&#8217;ironia tutta sua il tema del suicidio. Una lettura del genere io credo sia addirittura liberatoria e quindi da incoraggiare.<br />
&#8230;<br />
Sul tabù della morte poi si potrebbero scrivere molte molte pagine.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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