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	Commenti a: LEGGERE ATTENTAMENTE LE ATTRIBUZIONI	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: Wu Ming 4		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/leggere-attentamente-le-attribuzioni/comment-page-1/#comment-107007</link>

		<dc:creator><![CDATA[Wu Ming 4]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 13:29:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sì, dall&#039;intervista, la signora sembra una fanatica cristiana inconsapevole delle enormità che dice. Dei cristiani come Tolkien e Lewis l&#039;avrebbero tenuta bene alla larga...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, dall&#8217;intervista, la signora sembra una fanatica cristiana inconsapevole delle enormità che dice. Dei cristiani come Tolkien e Lewis l&#8217;avrebbero tenuta bene alla larga&#8230;</p>
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		Di: Lara Manni		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/leggere-attentamente-le-attribuzioni/comment-page-1/#comment-107006</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lara Manni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 13:15:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Wu Ming 4, e ancora una volta hai perfettamente ragione. La conoscenza dei padri del genere, quando c&#039;è, è oltretutto fondata su suggestioni personali anzichè sullo studio: Tolkien in particolare, mi sembra, viene piegato a tutte le esigenze. Nel caso di Silvana De Mari, al vero e proprio incitamento all&#039;odio razziale: per inciso, avendo letto il suo blog, mi si drizzano i capelli pensando che questa signora va in giro per le scuole, e molto spesso per le medie inferiori, credo.
In ogni caso, usare il fantastico come pretesto per spacciare qualsivoglia posizione ideologica è cosa terribile. Come terribile è la frase pronunciata dalla De Mari nell&#039;intervista: il fantastico &quot;è il genere che più facilmente può trasmettere certi messaggi&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Wu Ming 4, e ancora una volta hai perfettamente ragione. La conoscenza dei padri del genere, quando c&#8217;è, è oltretutto fondata su suggestioni personali anzichè sullo studio: Tolkien in particolare, mi sembra, viene piegato a tutte le esigenze. Nel caso di Silvana De Mari, al vero e proprio incitamento all&#8217;odio razziale: per inciso, avendo letto il suo blog, mi si drizzano i capelli pensando che questa signora va in giro per le scuole, e molto spesso per le medie inferiori, credo.<br />
In ogni caso, usare il fantastico come pretesto per spacciare qualsivoglia posizione ideologica è cosa terribile. Come terribile è la frase pronunciata dalla De Mari nell&#8217;intervista: il fantastico &#8220;è il genere che più facilmente può trasmettere certi messaggi&#8221;.</p>
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		Di: Wu Ming 4		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/leggere-attentamente-le-attribuzioni/comment-page-1/#comment-107005</link>

		<dc:creator><![CDATA[Wu Ming 4]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 12:55:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il Professore si rivolta nella tomba, ne sono certo. Proporre questo manicheismo d&#039;accatto utilizzando l&#039;immaginario tolkieniano è più o meno quello che hanno fatto i fascisti in questo paese per quarant&#039;anni. E mi sembra che la signora De Mari (della quale ho sempre sospettato... il Fantasy contro l&#039;Illuminismo, aiuto!) dimostri una volta di più quanto c&#039;è bisogno di un certo lavoro su Tolkien che è stato avviato (e che poi si riverbera su tutto il genere fantastico).
Tra l&#039;altro, la signora dimostra un&#039;ignoranza crassa e plateale sulla stessa materia di cui parla. Se c&#039;era una cosa che faceva incazzare a morte Tolkien erano le letture della sua opera come allegoria dello scontro di civiltà. E&#039; uno dei punti su cui ha insisto di più nel corso della sua vita. Ma dagli ignoranti non lo può salvare nessuno...
E pure C.S. Lewis, poveraccio, che si vede arruolato paladino del fantastico contro i mali dell&#039;illuminismo... lui che amava il fantastico ed era di formazione rigorosamente illuminista! Il suo precettore e mentore fu William Kirkpatrick (detto &quot;The Great Knock&quot;), logico positivista, uno degli ultimi esponenti della gloriosa tradizione dell&#039;illuminismo scozzese. In seguito Lewis riscoprì la fede, è vero, diventando prima deista (come molti illuministi, del resto) e poi cristiano, ma le due componenti continuarono a darsi battaglia nella sua mente. La biografia spirituale di Lewis, &quot;Surprised by Joy&quot;, è attraversata dal rapporto dialettico tra quelli che Lewis definisce i suoi &quot;due emisferi&quot; e spesso si sofferma a speculare sul fatto che sulla carta sarebbe anche potuto diventare un intellettuale sinistrorso e ateo.
@Lara Manni. Lo scrivevo sul tuo blog qualche tempo fa, mi pare, che gli autori di fantastico italiani hanno un deficit di conoscenza e che a molti mancano le basi, la conoscenza dei padri del genere. Eccone un&#039;altra dimostrazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Professore si rivolta nella tomba, ne sono certo. Proporre questo manicheismo d&#8217;accatto utilizzando l&#8217;immaginario tolkieniano è più o meno quello che hanno fatto i fascisti in questo paese per quarant&#8217;anni. E mi sembra che la signora De Mari (della quale ho sempre sospettato&#8230; il Fantasy contro l&#8217;Illuminismo, aiuto!) dimostri una volta di più quanto c&#8217;è bisogno di un certo lavoro su Tolkien che è stato avviato (e che poi si riverbera su tutto il genere fantastico).<br />
Tra l&#8217;altro, la signora dimostra un&#8217;ignoranza crassa e plateale sulla stessa materia di cui parla. Se c&#8217;era una cosa che faceva incazzare a morte Tolkien erano le letture della sua opera come allegoria dello scontro di civiltà. E&#8217; uno dei punti su cui ha insisto di più nel corso della sua vita. Ma dagli ignoranti non lo può salvare nessuno&#8230;<br />
E pure C.S. Lewis, poveraccio, che si vede arruolato paladino del fantastico contro i mali dell&#8217;illuminismo&#8230; lui che amava il fantastico ed era di formazione rigorosamente illuminista! Il suo precettore e mentore fu William Kirkpatrick (detto &#8220;The Great Knock&#8221;), logico positivista, uno degli ultimi esponenti della gloriosa tradizione dell&#8217;illuminismo scozzese. In seguito Lewis riscoprì la fede, è vero, diventando prima deista (come molti illuministi, del resto) e poi cristiano, ma le due componenti continuarono a darsi battaglia nella sua mente. La biografia spirituale di Lewis, &#8220;Surprised by Joy&#8221;, è attraversata dal rapporto dialettico tra quelli che Lewis definisce i suoi &#8220;due emisferi&#8221; e spesso si sofferma a speculare sul fatto che sulla carta sarebbe anche potuto diventare un intellettuale sinistrorso e ateo.<br />
@Lara Manni. Lo scrivevo sul tuo blog qualche tempo fa, mi pare, che gli autori di fantastico italiani hanno un deficit di conoscenza e che a molti mancano le basi, la conoscenza dei padri del genere. Eccone un&#8217;altra dimostrazione.</p>
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		<title>
		Di: Lara Manni		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/leggere-attentamente-le-attribuzioni/comment-page-1/#comment-107004</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lara Manni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 11:54:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scusate, ma credo che valga la pena di riportare un frammento dell&#039;intervista rilasciata da Silvana De Mari a Fantasy Magazine.
“Saruman, a furia di guardare negli occhi il nemico, se ne è innamorato. Per decenni Saruman ci ha spiegato come il comunismo sovietico, dove in realtà erano dei mostri, fosse il paradiso in terra. Adesso Saruman sta di nuovo sbagliando, ci dimostra come la civiltà occidentale sia marcia e corrotta, mentre gli altri sono migliori. Che ‘gli altri’, una società dove una bambina di otto anni può essere sposata, infibulata e lapidata siano una società migliore raccontatelo a qualcun altro. Perché ci sono Nazioni dove per il solo fatto di girare a testa scoperta e aggiustarsi i calzini in pubblico si può essere condannati a morte. Quindi ce la faremo. Ce la faremo con la compassione e il coraggio. Noi stravinceremo, come abbiamo fermato anche tutti gli altri. Ma abbiamo bisogno di recuperare la fede in noi stessi e questo possiamo farlo attraverso il fantasy.”
http://www.fantasymagazine.it/interviste/12174/intervista-a-silvana-de-mari/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate, ma credo che valga la pena di riportare un frammento dell&#8217;intervista rilasciata da Silvana De Mari a Fantasy Magazine.<br />
“Saruman, a furia di guardare negli occhi il nemico, se ne è innamorato. Per decenni Saruman ci ha spiegato come il comunismo sovietico, dove in realtà erano dei mostri, fosse il paradiso in terra. Adesso Saruman sta di nuovo sbagliando, ci dimostra come la civiltà occidentale sia marcia e corrotta, mentre gli altri sono migliori. Che ‘gli altri’, una società dove una bambina di otto anni può essere sposata, infibulata e lapidata siano una società migliore raccontatelo a qualcun altro. Perché ci sono Nazioni dove per il solo fatto di girare a testa scoperta e aggiustarsi i calzini in pubblico si può essere condannati a morte. Quindi ce la faremo. Ce la faremo con la compassione e il coraggio. Noi stravinceremo, come abbiamo fermato anche tutti gli altri. Ma abbiamo bisogno di recuperare la fede in noi stessi e questo possiamo farlo attraverso il fantasy.”<br />
<a href="http://www.fantasymagazine.it/interviste/12174/intervista-a-silvana-de-mari/" rel="nofollow ugc">http://www.fantasymagazine.it/interviste/12174/intervista-a-silvana-de-mari/</a></p>
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		<title>
		Di: valter binaghi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/leggere-attentamente-le-attribuzioni/comment-page-1/#comment-107003</link>

		<dc:creator><![CDATA[valter binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 15:16:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Daniele
&quot;idee universali (senza scomodare gli archetipi)&quot;
Ma sono praticamente sinonimi!
Il punto è che, una volta percepito l&#039;essere (o meglio l&#039;essenza) come percettibilmente distinta dal divenire, nasce il problema non tanto della sua collocazione ma della sua realtà. E&#039; un problema che lo scrittore o il lettore puro (se esistessero) potrebbero anche non porsi, ma il filosofo che c&#039;è in ognuno di noi troverà prima o poi ineludibili.
Ci sono solo tre soluzioni possibili: un monismo negazionista (Parmenide o Democrito), un dualismo irrisolto (Platone fino al Timeo), un realismo critico (Aristotele).
Poichè la letteratura moderna non può respingere la consapevolezza filosofica che l&#039;occidente ha ereditato, il problema giunge fino alle radici della produzione artistica, anche se in modo tutto sui generis. E&#039; ciò a cui si è arreso Schopenhauer, dichiarando che l&#039;idea platonica è il vero oggetto dell&#039;arte. E&#039; il punto da cui è partito Benjamin nella sua ricerca sul dramma barocco tedesco. Ne va del valore di conoscenza dell&#039;opera d&#039;arte, ma poi la gente mette cose grosse in un imbuto piccolo e teme che riconoscere la trascendenza del Mundus Imaginalis significhi fare concessioni a Ratzinger.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Daniele<br />
&#8220;idee universali (senza scomodare gli archetipi)&#8221;<br />
Ma sono praticamente sinonimi!<br />
Il punto è che, una volta percepito l&#8217;essere (o meglio l&#8217;essenza) come percettibilmente distinta dal divenire, nasce il problema non tanto della sua collocazione ma della sua realtà. E&#8217; un problema che lo scrittore o il lettore puro (se esistessero) potrebbero anche non porsi, ma il filosofo che c&#8217;è in ognuno di noi troverà prima o poi ineludibili.<br />
Ci sono solo tre soluzioni possibili: un monismo negazionista (Parmenide o Democrito), un dualismo irrisolto (Platone fino al Timeo), un realismo critico (Aristotele).<br />
Poichè la letteratura moderna non può respingere la consapevolezza filosofica che l&#8217;occidente ha ereditato, il problema giunge fino alle radici della produzione artistica, anche se in modo tutto sui generis. E&#8217; ciò a cui si è arreso Schopenhauer, dichiarando che l&#8217;idea platonica è il vero oggetto dell&#8217;arte. E&#8217; il punto da cui è partito Benjamin nella sua ricerca sul dramma barocco tedesco. Ne va del valore di conoscenza dell&#8217;opera d&#8217;arte, ma poi la gente mette cose grosse in un imbuto piccolo e teme che riconoscere la trascendenza del Mundus Imaginalis significhi fare concessioni a Ratzinger.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Daniele Marotta		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/leggere-attentamente-le-attribuzioni/comment-page-1/#comment-107002</link>

		<dc:creator><![CDATA[Daniele Marotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 14:49:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bisogna prendere in considerazione una serie di spunti.
la terra di mezzo a mio avviso è stata necessaria proprio per ottenere uno spazio &#039;di mezzo&#039; tra storia, spirito e mithos ed epos. Ovvero ad immagine e somiglianza di Tolkien stesso.
Non dimentichiamo mai che la terra di mezzo era uno spazio narrativo personale ed intimo di cui lui voleva pubblicare solo hobbit, sda e silmarillion.
Possiamo misurare, giustamente, gli ingredienti ognuno col proprio palato, trovando chi più spirito, chi più storia o poesia o epica, ma cercare di fare un &#039;carotaggio&#039; preciso del suolo significa tentare di vivisezionare Tolkien persona proprio perchè era lui il pentolone in cui tutti gli elementi ribollono e riposano.
Bisognerebbe forse distanziarsi dal nostro modo di vedere la realtà e calarsi nel sentimento di un inglese delle sue idee, estrazione e generazione per capire quanto è distante da noi, sia nel concepire il dibattito socio politico, sia l&#039;idea di male e di vita stessa.
Se per noi, giustamente, parlando di Tolkien tutti gli elementi si possono combinare e scombinare a piacimento, si vede facilmente come fosse evidente a lui la distinzione tra realtà, immaginazione epos e storia. La lettera postata da Wm4 è un esempio perfetto di questo e va sottolineato che i riferimenti epici e mitici della lettera erano motivati dalla condivisione affettuosa col figlio cristopher della dimensione storica e linguistica anglosassone, una sorta di codice di interessi comuni e famigliari del cuore e non un&#039;alienazione estetico-politica ideologica.
La poetica di Tolkien è certamente spirituale, altrimenti poteva benissimo collocare la sua vicenda in un epoca e luogo reale.
Sprituale nel senso di universale, che riguarda lo spirito dell&#039;umanità tutta: la subcreazione serve a celebrare la creazione e non un&#039;aspetto di essa, il mondo di Tolkien è come lo spazio greco romano di Graves, uno spunto di riflessione intimo sull&#039;uomo, in posizione intima ma certo sopraelevata rispetto alla storia e rispetto a qualsiasi corrente di pensiero contemporaneo.
Tolkien è immerso nella propria vicenda personale e nelle lettere antiche, distante da qualunque sociopolitica dei suoi tempi proprio come un Bilbo qualsiasi, ma forte di idee universali (senza scomodare gli archetipi), sul bene e sul male, derivate dalla sua fede, dagli affetti e dalla storia personale e dalla propria indole, è la forza delle proprie risposte che portano Tolkien e la sua opera a potersi interfacciare in lungo e in largo con altre opere e idee. Forse all&#039;epoca fu proprio questa l&#039;urgenza, quella di ribadire la forza di principi universali, proprio in anni in cui tra le guerre e con le guerre, trionfavano necessità e retoriche particolari, locali, razziali e territoriali, senza però mai confondere lo spazio poetico con quello concreto.
L&#039;ombra, siede nel palazzo di Denthor, nei budelli di Dol Guldur, lambisce i desideri di Gandalf, e si impossessa anche dei pacifici ma umanissimi hobbit.
questa è l&#039;urgenza dell&#039;opera, definire il male e descrivere sostenere gli strumenti del bene, in un senso assolutamente e unicamente Tolkeniano, se ci mettiamo l&#039;indiscutibile talento letterario e l&#039;essere un fuori classe della linguistica, la portata non poteva non essere universale.
D.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bisogna prendere in considerazione una serie di spunti.<br />
la terra di mezzo a mio avviso è stata necessaria proprio per ottenere uno spazio &#8216;di mezzo&#8217; tra storia, spirito e mithos ed epos. Ovvero ad immagine e somiglianza di Tolkien stesso.<br />
Non dimentichiamo mai che la terra di mezzo era uno spazio narrativo personale ed intimo di cui lui voleva pubblicare solo hobbit, sda e silmarillion.<br />
Possiamo misurare, giustamente, gli ingredienti ognuno col proprio palato, trovando chi più spirito, chi più storia o poesia o epica, ma cercare di fare un &#8216;carotaggio&#8217; preciso del suolo significa tentare di vivisezionare Tolkien persona proprio perchè era lui il pentolone in cui tutti gli elementi ribollono e riposano.<br />
Bisognerebbe forse distanziarsi dal nostro modo di vedere la realtà e calarsi nel sentimento di un inglese delle sue idee, estrazione e generazione per capire quanto è distante da noi, sia nel concepire il dibattito socio politico, sia l&#8217;idea di male e di vita stessa.<br />
Se per noi, giustamente, parlando di Tolkien tutti gli elementi si possono combinare e scombinare a piacimento, si vede facilmente come fosse evidente a lui la distinzione tra realtà, immaginazione epos e storia. La lettera postata da Wm4 è un esempio perfetto di questo e va sottolineato che i riferimenti epici e mitici della lettera erano motivati dalla condivisione affettuosa col figlio cristopher della dimensione storica e linguistica anglosassone, una sorta di codice di interessi comuni e famigliari del cuore e non un&#8217;alienazione estetico-politica ideologica.<br />
La poetica di Tolkien è certamente spirituale, altrimenti poteva benissimo collocare la sua vicenda in un epoca e luogo reale.<br />
Sprituale nel senso di universale, che riguarda lo spirito dell&#8217;umanità tutta: la subcreazione serve a celebrare la creazione e non un&#8217;aspetto di essa, il mondo di Tolkien è come lo spazio greco romano di Graves, uno spunto di riflessione intimo sull&#8217;uomo, in posizione intima ma certo sopraelevata rispetto alla storia e rispetto a qualsiasi corrente di pensiero contemporaneo.<br />
Tolkien è immerso nella propria vicenda personale e nelle lettere antiche, distante da qualunque sociopolitica dei suoi tempi proprio come un Bilbo qualsiasi, ma forte di idee universali (senza scomodare gli archetipi), sul bene e sul male, derivate dalla sua fede, dagli affetti e dalla storia personale e dalla propria indole, è la forza delle proprie risposte che portano Tolkien e la sua opera a potersi interfacciare in lungo e in largo con altre opere e idee. Forse all&#8217;epoca fu proprio questa l&#8217;urgenza, quella di ribadire la forza di principi universali, proprio in anni in cui tra le guerre e con le guerre, trionfavano necessità e retoriche particolari, locali, razziali e territoriali, senza però mai confondere lo spazio poetico con quello concreto.<br />
L&#8217;ombra, siede nel palazzo di Denthor, nei budelli di Dol Guldur, lambisce i desideri di Gandalf, e si impossessa anche dei pacifici ma umanissimi hobbit.<br />
questa è l&#8217;urgenza dell&#8217;opera, definire il male e descrivere sostenere gli strumenti del bene, in un senso assolutamente e unicamente Tolkeniano, se ci mettiamo l&#8217;indiscutibile talento letterario e l&#8217;essere un fuori classe della linguistica, la portata non poteva non essere universale.<br />
D.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Paolo S		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/leggere-attentamente-le-attribuzioni/comment-page-1/#comment-107001</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo S]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 14:16:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Riprenditi presto! Ti tormenterò anche dalle parti di Giap, è molto bello tutto il thread dedicato al tuo intervento nel convegno...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riprenditi presto! Ti tormenterò anche dalle parti di Giap, è molto bello tutto il thread dedicato al tuo intervento nel convegno&#8230;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Wu Ming 4		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/leggere-attentamente-le-attribuzioni/comment-page-1/#comment-107000</link>

		<dc:creator><![CDATA[Wu Ming 4]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 13:52:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Paolo S: l&#039;antica saggezza ha un ruolo nella vicenda, sì; non certo il &quot;diritto divino&quot;, però, del quale non v&#039;è traccia nella Terra di Mezzo. Antica saggezza però non significa conservazione. E dirò di più: antichità non significa necessariamente saggezza. Questo è uno dei punti importanti nella narrativa di Tolkien: essere antico non significa necessariamente essere nel giusto. C&#039;è un personaggio che incarna perfettamente questa complessità: Barbalbero. Probabilmente dopo Tom Bombadil e il personaggio più vecchio che popoli la TdM. Eppure possiamo definirlo saggio? No. E&#039; - proprio come gli elfi - talmente vecchio da essere disinteressato agli eventi storici, che per lui non sono altro che inezie, momenti transeunti che lasceranno al massimo qualche tacca sulla sua corteccia. Sono Merry e Pipino a impartirgli una lezione coi fiocchi. Sono gli hobbit a trascinare gli Ent alla guerra per salvare la TdM. Lo stesso antichissimo Tom Bombadil addirittura non è nemmeno coinvolgibile nella guerra, né gli si può affidare l&#039;Anello. Svolge la sua parte nella trama provvidenziale salvando gli hobbit in due occasioni, ma non può essere di alcuna utilità ai fini del conflitto generale. E che dire di Elrond? Elfo bimillenario, non solo non prende parte alla guerra per fare le valigie e andarsene a Valinor, ma non riesce nemmeno a gestire il Consiglio da lui stesso indetto? Ed Elrond è senz&#039;altro un &quot;conservatore&quot;, perché dopo la battaglia in cui a Sauron è stato strappato l&#039;Anello, non ha saputo fare altro che restare nella TdM a conservare la propria oasi felice, il proprio pezzettino di Valinor nella TdM, mentre Sauron progressivamente recuperava il proprio potere. E quando questa conservazione non è più possibile decide di tornarsene a casa (avete presente certi funzionari coloniali inglesi dopo il crollo dell&#039;Impero?)
Di Denethor non c&#039;è neanche bisogno di dire, lui lo dichiara platealmente che il suo ideale è che tutto torni come ai tempi dei suoi padri; ha una vera e propria &quot;beitempifilia&quot; che lo porta a vedere tutto bello dietro di sé e tutto nero davanti a sé, fino a maturare e mettere in pratica l&#039;idea del suicidio (a me Denethor fa venire in mente Debord, ma questo è OT...).
Potrei andare avanti, ma adesso purtroppo devo provare a uscire dopo dieci giorni di clausura. Sto malaccio, ma se non mi sforzo un po&#039; divento una mummia.
A più tardi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Paolo S: l&#8217;antica saggezza ha un ruolo nella vicenda, sì; non certo il &#8220;diritto divino&#8221;, però, del quale non v&#8217;è traccia nella Terra di Mezzo. Antica saggezza però non significa conservazione. E dirò di più: antichità non significa necessariamente saggezza. Questo è uno dei punti importanti nella narrativa di Tolkien: essere antico non significa necessariamente essere nel giusto. C&#8217;è un personaggio che incarna perfettamente questa complessità: Barbalbero. Probabilmente dopo Tom Bombadil e il personaggio più vecchio che popoli la TdM. Eppure possiamo definirlo saggio? No. E&#8217; &#8211; proprio come gli elfi &#8211; talmente vecchio da essere disinteressato agli eventi storici, che per lui non sono altro che inezie, momenti transeunti che lasceranno al massimo qualche tacca sulla sua corteccia. Sono Merry e Pipino a impartirgli una lezione coi fiocchi. Sono gli hobbit a trascinare gli Ent alla guerra per salvare la TdM. Lo stesso antichissimo Tom Bombadil addirittura non è nemmeno coinvolgibile nella guerra, né gli si può affidare l&#8217;Anello. Svolge la sua parte nella trama provvidenziale salvando gli hobbit in due occasioni, ma non può essere di alcuna utilità ai fini del conflitto generale. E che dire di Elrond? Elfo bimillenario, non solo non prende parte alla guerra per fare le valigie e andarsene a Valinor, ma non riesce nemmeno a gestire il Consiglio da lui stesso indetto? Ed Elrond è senz&#8217;altro un &#8220;conservatore&#8221;, perché dopo la battaglia in cui a Sauron è stato strappato l&#8217;Anello, non ha saputo fare altro che restare nella TdM a conservare la propria oasi felice, il proprio pezzettino di Valinor nella TdM, mentre Sauron progressivamente recuperava il proprio potere. E quando questa conservazione non è più possibile decide di tornarsene a casa (avete presente certi funzionari coloniali inglesi dopo il crollo dell&#8217;Impero?)<br />
Di Denethor non c&#8217;è neanche bisogno di dire, lui lo dichiara platealmente che il suo ideale è che tutto torni come ai tempi dei suoi padri; ha una vera e propria &#8220;beitempifilia&#8221; che lo porta a vedere tutto bello dietro di sé e tutto nero davanti a sé, fino a maturare e mettere in pratica l&#8217;idea del suicidio (a me Denethor fa venire in mente Debord, ma questo è OT&#8230;).<br />
Potrei andare avanti, ma adesso purtroppo devo provare a uscire dopo dieci giorni di clausura. Sto malaccio, ma se non mi sforzo un po&#8217; divento una mummia.<br />
A più tardi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: girolamo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/leggere-attentamente-le-attribuzioni/comment-page-1/#comment-106999</link>

		<dc:creator><![CDATA[girolamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 13:45:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[«Lancia contro gli orchi, con parole alate, hildenaeddran (lance di guerra), frecce acuminate - ma assicurati di centrare il bersaglio, prima di sparare»: è la trasposizione, nella lingua di Tolkien, del messaggio di Cromwell alle truppe puritane: «fidate in Dio, ma tenete le polveri asciutte».]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«Lancia contro gli orchi, con parole alate, hildenaeddran (lance di guerra), frecce acuminate &#8211; ma assicurati di centrare il bersaglio, prima di sparare»: è la trasposizione, nella lingua di Tolkien, del messaggio di Cromwell alle truppe puritane: «fidate in Dio, ma tenete le polveri asciutte».</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: valter binaghi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/leggere-attentamente-le-attribuzioni/comment-page-1/#comment-106998</link>

		<dc:creator><![CDATA[valter binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 13:36:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Wu Ming4
Ci credi? Anch&#039;io sono di formazione marxista.
Chi vivrà vedrà.
Però m&#039;interessa farti avere una cosa mia che uscirà a settembre.
Dove te la mando?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Wu Ming4<br />
Ci credi? Anch&#8217;io sono di formazione marxista.<br />
Chi vivrà vedrà.<br />
Però m&#8217;interessa farti avere una cosa mia che uscirà a settembre.<br />
Dove te la mando?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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