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	Commenti a: L&#039;EGO DEL LETTORE	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Settimana dal 14 al 20 gennaio 2013		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settimana dal 14 al 20 gennaio 2013]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jan 2013 11:00:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] Scrittori: Da Hemingway a King: rituali, abitudini e manie dei grandi autori • Opinioni: L&#8217;ego del lettore • Attualità: (App)untamento su Ruzzle • Immagini: Le opere di Marc Giai-Miniet • Opinioni: [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Scrittori: Da Hemingway a King: rituali, abitudini e manie dei grandi autori • Opinioni: L&#8217;ego del lettore • Attualità: (App)untamento su Ruzzle • Immagini: Le opere di Marc Giai-Miniet • Opinioni: [&#8230;] </p>
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		Di: +°		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[+°]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jan 2013 13:15:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Federica
Luciano Berio disse &quot;musica è tutto ciò che si ascolta con l&#039;intenzione di ascoltare musica&quot;. Per la letteratura vale più o meno la stessa cosa. è curioso poi come i meccanismi mentali che si combattono in materia di diritti civili vengano ancora accolti in altri ambiti. Ovvio che ogni critico dovrà circoscrivere un campo d&#039;interesse che unito ad altri formerà un &quot;canone&quot;, ma questo è un altro discorso.
La letterarietà è come la maternità, liberi di crederci. Blob]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Federica<br />
Luciano Berio disse &#8220;musica è tutto ciò che si ascolta con l&#8217;intenzione di ascoltare musica&#8221;. Per la letteratura vale più o meno la stessa cosa. è curioso poi come i meccanismi mentali che si combattono in materia di diritti civili vengano ancora accolti in altri ambiti. Ovvio che ogni critico dovrà circoscrivere un campo d&#8217;interesse che unito ad altri formerà un &#8220;canone&#8221;, ma questo è un altro discorso.<br />
La letterarietà è come la maternità, liberi di crederci. Blob</p>
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		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lego-del-lettore/comment-page-1/#comment-132107</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jan 2013 12:30:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E&#039; una assai antica questione, Federica. Se cerca negli archivi del blog, troverà discussioni-fiume, tra cui una sulla &quot;letterarietà&quot;, che la affrontano. In parole molto povere, posso solo dirle &quot;dipende&quot;: dipende dai critici, per cominciare, e di quali critici parliamo, e della minore o maggiore apertura intellettuale, e dall&#039;essere o meno disposti a ragionare su testi che non fanno parte della propria visione della letteratura, e così via. Di contro, se ci affidiamo solo ai lettori, dovremmo concludere che E.L.James è un genio delle lettere, e non lo è. In entrambi i casi, bisognerebbe cercare di prescindere, come scriveva Susan Sontag nel post che ho pubblicato ieri, dall&#039;ego, e non è semplice.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; una assai antica questione, Federica. Se cerca negli archivi del blog, troverà discussioni-fiume, tra cui una sulla &#8220;letterarietà&#8221;, che la affrontano. In parole molto povere, posso solo dirle &#8220;dipende&#8221;: dipende dai critici, per cominciare, e di quali critici parliamo, e della minore o maggiore apertura intellettuale, e dall&#8217;essere o meno disposti a ragionare su testi che non fanno parte della propria visione della letteratura, e così via. Di contro, se ci affidiamo solo ai lettori, dovremmo concludere che E.L.James è un genio delle lettere, e non lo è. In entrambi i casi, bisognerebbe cercare di prescindere, come scriveva Susan Sontag nel post che ho pubblicato ieri, dall&#8217;ego, e non è semplice.</p>
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		Di: Federica		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federica]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jan 2013 12:12:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gentile sig.ra Lipperini, nel corso della trasmissione di Fahrenheit sui libroidi lei ha giustamente avuto un ruolo di moderatrice della discussione e non ha espresso un parere personale in merito. Ma a me una domanda circola in corpo da quando ho ascoltato Raffaele La Capria rivendicare a spada tratta il ruolo della critica letteraria nel decidere cosa sia letteratura e cosa no. Ed è: come la mettiamo con gli ultimi, come la mettiamo, in particolare con le donne? La critica letteraria, che probabilmente va dai monaci medievali ai giornalisti ai professori universitari ecc., ha avuto un ruolo pazzesco nel tenere le donne ai margini della letteratura nei secoli dei secoli. Le storie della letteratura rivendicate da La Capria sono maschili al 99%. Davvero dobbiamo affidarci alla critica per sapere cosa è letteratura e cosa no? Personalmente direi decisamente &quot;No&quot;. Anzi: diffido fortemente della critica, dei suoi scopi prima ancora che dei suoi metodi. Per me è lo strumento conservatore per definizione, e in alcuni casi persino reazionario. Trovo una delle cose più interessanti, in letteratura, il fatto che ci siano scrittori (e scrittrici, anche se ancora in misura molto minore) che diventano classici senza neanche forse averlo mai immaginato, solo perché i lettori, mano dopo mano, si passano i loro libri e i pezzetti di universalità che contengono. E potrei citare, sempre per stare al gioco delle citazioni, da Balzac a Ed Mc Bain. Il primo non è mai stato considerato un letterato, né da vivo né dopo che era morto, lo è diventato con il tempo grazie al successo che le sue opere hanno avuto fra le persone anche comuni. Il secondo, autore squisitamente di genere e non per questo meno straordinario, il pubblico italiano lo ha scoperto nelle edicole, non certo nelle aule d&#039;Università. Rivendicare i &#039;confini&#039; della letteratura oggi, per me significa rinchiuderla nella Torre d&#039;avorio e allontanarla dalla gente comune. Che è poi uno dei motivi della crisi culturale che viviamo, a mio parere. Ma sarei molto interessata a conoscere la sua opinione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile sig.ra Lipperini, nel corso della trasmissione di Fahrenheit sui libroidi lei ha giustamente avuto un ruolo di moderatrice della discussione e non ha espresso un parere personale in merito. Ma a me una domanda circola in corpo da quando ho ascoltato Raffaele La Capria rivendicare a spada tratta il ruolo della critica letteraria nel decidere cosa sia letteratura e cosa no. Ed è: come la mettiamo con gli ultimi, come la mettiamo, in particolare con le donne? La critica letteraria, che probabilmente va dai monaci medievali ai giornalisti ai professori universitari ecc., ha avuto un ruolo pazzesco nel tenere le donne ai margini della letteratura nei secoli dei secoli. Le storie della letteratura rivendicate da La Capria sono maschili al 99%. Davvero dobbiamo affidarci alla critica per sapere cosa è letteratura e cosa no? Personalmente direi decisamente &#8220;No&#8221;. Anzi: diffido fortemente della critica, dei suoi scopi prima ancora che dei suoi metodi. Per me è lo strumento conservatore per definizione, e in alcuni casi persino reazionario. Trovo una delle cose più interessanti, in letteratura, il fatto che ci siano scrittori (e scrittrici, anche se ancora in misura molto minore) che diventano classici senza neanche forse averlo mai immaginato, solo perché i lettori, mano dopo mano, si passano i loro libri e i pezzetti di universalità che contengono. E potrei citare, sempre per stare al gioco delle citazioni, da Balzac a Ed Mc Bain. Il primo non è mai stato considerato un letterato, né da vivo né dopo che era morto, lo è diventato con il tempo grazie al successo che le sue opere hanno avuto fra le persone anche comuni. Il secondo, autore squisitamente di genere e non per questo meno straordinario, il pubblico italiano lo ha scoperto nelle edicole, non certo nelle aule d&#8217;Università. Rivendicare i &#8216;confini&#8217; della letteratura oggi, per me significa rinchiuderla nella Torre d&#8217;avorio e allontanarla dalla gente comune. Che è poi uno dei motivi della crisi culturale che viviamo, a mio parere. Ma sarei molto interessata a conoscere la sua opinione.</p>
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		Di: Davide		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jan 2013 00:56:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Lipperini
Che sorpresa, soltanto due giorni fa ho riaperto L&#039;Uomo che Ride... non per rileggerlo, soltanto per scorrere qua e là qualche riga.
Gwynplaine però non mi sembra un personaggio straordinario, piuttosto la sua vicenda... e le suggestioni create da Hugo. Poi c&#039;è il discorso alla Camera...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Lipperini<br />
Che sorpresa, soltanto due giorni fa ho riaperto L&#8217;Uomo che Ride&#8230; non per rileggerlo, soltanto per scorrere qua e là qualche riga.<br />
Gwynplaine però non mi sembra un personaggio straordinario, piuttosto la sua vicenda&#8230; e le suggestioni create da Hugo. Poi c&#8217;è il discorso alla Camera&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		Di: lalipperini		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jan 2013 18:28:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Allora, il gioco delle citazioni, Gianni, può essere compreso solo da Uggia, o da coloro del commentarium che da mesi fanno tana per hommequirit. Prima o poi si stuferà, mi auguro.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Allora, il gioco delle citazioni, Gianni, può essere compreso solo da Uggia, o da coloro del commentarium che da mesi fanno tana per hommequirit. Prima o poi si stuferà, mi auguro.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		Di: diamonds		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lego-del-lettore/comment-page-1/#comment-132103</link>

		<dc:creator><![CDATA[diamonds]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jan 2013 17:28:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[un libro degno di questo nome deve saper pisciare sulle scarpe del padrone
http://www.foeweel.com/compilations/Lullaby.mp3]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>un libro degno di questo nome deve saper pisciare sulle scarpe del padrone<br />
<a href="http://www.foeweel.com/compilations/Lullaby.mp3" rel="nofollow ugc">http://www.foeweel.com/compilations/Lullaby.mp3</a></p>
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		Di: Fabio Lotti		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio Lotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jan 2013 14:31:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Aggiungiamo che io stesso ho detto che un libro è scritto malino o benino. Tanto per aggiornare le citazioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Aggiungiamo che io stesso ho detto che un libro è scritto malino o benino. Tanto per aggiornare le citazioni.</p>
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		Di: gianni biondillo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jan 2013 14:17:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E Wilde diceva che non esistono libri morali o immorali: un libro è scritto bene o è scritto male.
E Bukowski aggiungeva: secondo me la mia merda puzza meglio, tranne quella di un cane.
Detto ciò, colmi di tanta scienza citatoria, andiamo avanti?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E Wilde diceva che non esistono libri morali o immorali: un libro è scritto bene o è scritto male.<br />
E Bukowski aggiungeva: secondo me la mia merda puzza meglio, tranne quella di un cane.<br />
Detto ciò, colmi di tanta scienza citatoria, andiamo avanti?</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lego-del-lettore/comment-page-1/#comment-132100</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jan 2013 12:49:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gwynplaine, straordinario personaggio de L&#039;uomo che ride, vogliamo tralasciarlo, in questo elenco? :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gwynplaine, straordinario personaggio de L&#8217;uomo che ride, vogliamo tralasciarlo, in questo elenco? 🙂</p>
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