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	Commenti a: LELLA COSTA PER #SAVE 194	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Volevo abortire #save194 &#171; Quarantamanonlidimostra		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lella-costa-per-save-194/comment-page-2/#comment-129485</link>

		<dc:creator><![CDATA[Volevo abortire #save194 &#171; Quarantamanonlidimostra]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Jun 2012 10:32:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] segnalerete nei commenti altri link. Giorgia Vezzoli-Vita da Streghe, Mammaeconomia, Mammasterdam, Lipperini, Licia Troisi, Il corpo delle donne, Zauberei, Genitori Crescono, EGrimilde, Storicamente (storia [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] segnalerete nei commenti altri link. Giorgia Vezzoli-Vita da Streghe, Mammaeconomia, Mammasterdam, Lipperini, Licia Troisi, Il corpo delle donne, Zauberei, Genitori Crescono, EGrimilde, Storicamente (storia [&#8230;] </p>
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		<title>
		Di: Rino DV		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lella-costa-per-save-194/comment-page-2/#comment-129484</link>

		<dc:creator><![CDATA[Rino DV]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jun 2012 19:29:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cit. &quot;... fino a prova contraria è sul corpo della donna che si esercita il diritto alla gravidanza o all’aborto.&quot;
.
Vero e fino a prova contraria l&#039;imposizione della paternità è una coartazione della volontà maschile, con la quale viene sequestrata la quasi totalità della vita del malcapitato.
L&#039;oggetto del contendere non è ciò che le donne possano fare della loro vita: ne fanno quello che vogliono senza subire le imposizioni maschili. Imposizioni che però infliggono agli uomini.
L&#039;oggetto del contendere è il diritto maschile (oggi assente e persino impensabile) di rifiutare paternità non volute,
ossia di disconoscere i figli non desiderati,
ossia di decidere della propria vita,
ossia di rifiutare le imposizioni,
ossia di non farsi incatenare da gravidanze casuali o - peggio ancora - perfidamente pianificate.
Il diritto maschile all&#039;aborto, questo è  l&#039;oggetto del contendere.
.
Le donne devono avere, e di fatto hanno, il diritto di determinare la propria vita. Gli uomini no: questo è il delitto cui deve essere posto termine..
Fate della vostra vita quello che volete. Della nostra no.
La vostra vita è vostra, la nostra appartiene solo a noi ma oggi voi la potete sequestrare. E moltissime lo fanno. Tutto ciò deve finire.
.
Questo è il punto 3, questo è lo scoglio.
Tutto il resto è depistaggio.
.
Rino DV]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cit. &#8220;&#8230; fino a prova contraria è sul corpo della donna che si esercita il diritto alla gravidanza o all’aborto.&#8221;<br />
.<br />
Vero e fino a prova contraria l&#8217;imposizione della paternità è una coartazione della volontà maschile, con la quale viene sequestrata la quasi totalità della vita del malcapitato.<br />
L&#8217;oggetto del contendere non è ciò che le donne possano fare della loro vita: ne fanno quello che vogliono senza subire le imposizioni maschili. Imposizioni che però infliggono agli uomini.<br />
L&#8217;oggetto del contendere è il diritto maschile (oggi assente e persino impensabile) di rifiutare paternità non volute,<br />
ossia di disconoscere i figli non desiderati,<br />
ossia di decidere della propria vita,<br />
ossia di rifiutare le imposizioni,<br />
ossia di non farsi incatenare da gravidanze casuali o &#8211; peggio ancora &#8211; perfidamente pianificate.<br />
Il diritto maschile all&#8217;aborto, questo è  l&#8217;oggetto del contendere.<br />
.<br />
Le donne devono avere, e di fatto hanno, il diritto di determinare la propria vita. Gli uomini no: questo è il delitto cui deve essere posto termine..<br />
Fate della vostra vita quello che volete. Della nostra no.<br />
La vostra vita è vostra, la nostra appartiene solo a noi ma oggi voi la potete sequestrare. E moltissime lo fanno. Tutto ciò deve finire.<br />
.<br />
Questo è il punto 3, questo è lo scoglio.<br />
Tutto il resto è depistaggio.<br />
.<br />
Rino DV</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: barbara		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lella-costa-per-save-194/comment-page-2/#comment-129483</link>

		<dc:creator><![CDATA[barbara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jun 2012 12:16:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi sfugge del tutto, Walter, ma stiamo andato off topic]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sfugge del tutto, Walter, ma stiamo andato off topic</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: ElenaElle		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lella-costa-per-save-194/comment-page-2/#comment-129482</link>

		<dc:creator><![CDATA[ElenaElle]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jun 2012 11:19:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Rino DV
Solo sul terzo punto: fino a prova contraria è sul corpo della donna che si esercita il diritto alla gravidanza o all&#039;aborto. Chi può avere voce in capitolo se non la proprietaria di quel corpo???]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Rino DV<br />
Solo sul terzo punto: fino a prova contraria è sul corpo della donna che si esercita il diritto alla gravidanza o all&#8217;aborto. Chi può avere voce in capitolo se non la proprietaria di quel corpo???</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: valter binaghi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lella-costa-per-save-194/comment-page-2/#comment-129481</link>

		<dc:creator><![CDATA[valter binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jun 2012 10:58:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5375#comment-129481</guid>

					<description><![CDATA[@Barbara
Per questo propongo un riconoscimento al termine della carriera lavorativa
@Barbieri.
La tua ormai mitica pedanteria adesso la trovo quasi divertente.
Scommetto che se ingrassi e ti spuntano un po&#039; di zizze provi anche ad allattare, pur di dimostrare le tue tesi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Barbara<br />
Per questo propongo un riconoscimento al termine della carriera lavorativa<br />
@Barbieri.<br />
La tua ormai mitica pedanteria adesso la trovo quasi divertente.<br />
Scommetto che se ingrassi e ti spuntano un po&#8217; di zizze provi anche ad allattare, pur di dimostrare le tue tesi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Rino DV		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lella-costa-per-save-194/comment-page-2/#comment-129480</link>

		<dc:creator><![CDATA[Rino DV]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jun 2012 10:54:21 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5375#comment-129480</guid>

					<description><![CDATA[1- Cit. &quot;..semmai sono gli uomini ( non tutti, certo) che non si fanno minimamente carico del problema della contraccezione...&quot;
.
La verità (ben nota ma negata) è antitetica: a parte una minoranza, il resto degli uomini si cura della contraccezione più delle donne, come prova il fatto (noto, innegabile e tuttavia negato ancora una volta nel testo citato) che la contraccezione a mezzo preservativo e coito interrotto superava (sino a 4 anni fa) la somma di tutti i metodi usati dalle donne. Adesso siamo circa al fifty/fifty. Mi aspetto che questa affermazione venga dichiarata falsa: qui e ora.
.
2- Presunta mia volontà di &quot;...imporre alla donna gravidanze non volute...&quot; è una lettura interessata, un depistaggio rispetto alla questione della falsità della motivazioni pro aborto.
.
Il proclama - ancora una volta ribadito sopra - &quot;la donna abortisce perché ne è costretta&quot; è falso. Infatti abortisce anche quando non ne è costretta. L&#039;asserita &quot;necessità&quot; è dunque una menzogna: la donna abortisce quando le pare e piace. Questa è la verità e dovrebbe campeggiare sul titolo della 194 ed essere proclamata sempre a chiare lettere. Invece si continua a mentire dicendo che lo fa per necessità: ma se arriva qualcuno a risolverle i problemi ...abortisce lo stesso.
Da queste considerazioni vi è chi deduce che io sia antiabortista: è meglio evitare siffatte semplicistiche  &quot;deduzioni&quot; e stare al tema: confessare che la motivazione femminista è falsa.
3.- Diritti riproduttivi: a te sì, a me no.
.
Pillole post rapporto, aborto, parto anonimo: sono  i modi con i quali la donna può scegliere a posteriori e rimediare agli
errori. Libertà, autodeterminazione, autocrazia. Diritti riproduttivi femminili: benissimo.
.
Del simmetrico non c&#039;è traccia. I maschi subiscono muti (chi parla può finire in tribunale) le scelte altrui sul tema più importante della vita, sulla sola scelta irreversibile. Ciò è considerato così ovvio che suscita stupore sentire che secondo alcuni – pazzi? - le cose dovrebbero andare diversamente.
.
Tu decidi della tua vita e io della mia. Sembra elementare. E allora dov&#039;è il problema? Qui: nel fatto che i diritti riproduttivi femminili sono fondati sui doveri maschili. Le donne possono permettersi di scegliere solo perché a subirne le conseguenze sono gli uomini. Esse non decidono della loro vita, come giurano da 40 anni, ma della propria &#038; di quella altrui. Questo potere arbitrario sulla vita maschile, questa possibilità di coartare la volontà degli UU e di impossessarsi della loro vita è una delle colonne portanti del rapporto “paritario” instaurato dal femminismo.
.
Gli uomini - a capo chino - subiscono e pagano per le scelte altrui. E&#039; giunta l&#039;ora di dire basta.
.
Rino DV
P.S. Faccio notare che anche in questo mio commento non ci sono insinuazioni, canzonature e dileggi rivolti a chicchessia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>1- Cit. &#8220;..semmai sono gli uomini ( non tutti, certo) che non si fanno minimamente carico del problema della contraccezione&#8230;&#8221;<br />
.<br />
La verità (ben nota ma negata) è antitetica: a parte una minoranza, il resto degli uomini si cura della contraccezione più delle donne, come prova il fatto (noto, innegabile e tuttavia negato ancora una volta nel testo citato) che la contraccezione a mezzo preservativo e coito interrotto superava (sino a 4 anni fa) la somma di tutti i metodi usati dalle donne. Adesso siamo circa al fifty/fifty. Mi aspetto che questa affermazione venga dichiarata falsa: qui e ora.<br />
.<br />
2- Presunta mia volontà di &#8220;&#8230;imporre alla donna gravidanze non volute&#8230;&#8221; è una lettura interessata, un depistaggio rispetto alla questione della falsità della motivazioni pro aborto.<br />
.<br />
Il proclama &#8211; ancora una volta ribadito sopra &#8211; &#8220;la donna abortisce perché ne è costretta&#8221; è falso. Infatti abortisce anche quando non ne è costretta. L&#8217;asserita &#8220;necessità&#8221; è dunque una menzogna: la donna abortisce quando le pare e piace. Questa è la verità e dovrebbe campeggiare sul titolo della 194 ed essere proclamata sempre a chiare lettere. Invece si continua a mentire dicendo che lo fa per necessità: ma se arriva qualcuno a risolverle i problemi &#8230;abortisce lo stesso.<br />
Da queste considerazioni vi è chi deduce che io sia antiabortista: è meglio evitare siffatte semplicistiche  &#8220;deduzioni&#8221; e stare al tema: confessare che la motivazione femminista è falsa.<br />
3.- Diritti riproduttivi: a te sì, a me no.<br />
.<br />
Pillole post rapporto, aborto, parto anonimo: sono  i modi con i quali la donna può scegliere a posteriori e rimediare agli<br />
errori. Libertà, autodeterminazione, autocrazia. Diritti riproduttivi femminili: benissimo.<br />
.<br />
Del simmetrico non c&#8217;è traccia. I maschi subiscono muti (chi parla può finire in tribunale) le scelte altrui sul tema più importante della vita, sulla sola scelta irreversibile. Ciò è considerato così ovvio che suscita stupore sentire che secondo alcuni – pazzi? &#8211; le cose dovrebbero andare diversamente.<br />
.<br />
Tu decidi della tua vita e io della mia. Sembra elementare. E allora dov&#8217;è il problema? Qui: nel fatto che i diritti riproduttivi femminili sono fondati sui doveri maschili. Le donne possono permettersi di scegliere solo perché a subirne le conseguenze sono gli uomini. Esse non decidono della loro vita, come giurano da 40 anni, ma della propria &amp; di quella altrui. Questo potere arbitrario sulla vita maschile, questa possibilità di coartare la volontà degli UU e di impossessarsi della loro vita è una delle colonne portanti del rapporto “paritario” instaurato dal femminismo.<br />
.<br />
Gli uomini &#8211; a capo chino &#8211; subiscono e pagano per le scelte altrui. E&#8217; giunta l&#8217;ora di dire basta.<br />
.<br />
Rino DV<br />
P.S. Faccio notare che anche in questo mio commento non ci sono insinuazioni, canzonature e dileggi rivolti a chicchessia.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lella-costa-per-save-194/comment-page-2/#comment-129479</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jun 2012 10:08:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sostenere che la formula &quot;vivere per se stessi&quot; sia&quot;descrittiva&quot; di chi &quot;non ha una prole di cui occuparsi&quot;, presuppone che l&#039;unica dimensione etica del fare degli altri un fine sia quella del generare-allevare la prole. Il presupposto è falso.
Va anche ricordato che talvolta si può essere genitori per fini egoisti, cioè facendo del figlio un mezzo e non un fine (quindi &quot;vivendo per se stessi&quot;).
.
L&#039;asserzione &quot;i ruoli di genere saranno importanti nei primi (due? tre?) anni di vita del bambino&quot; (Herato la scrive giustamente in forma dubitativa) è smentita dalla pedagogia e dalla psichiatria. Un baby può essere allevato altrettanto bene da una madre e un padre, da un padre o una madre, da due padri, da due madri, come da persone terze, purché ognuno di questi soggetti sia capace di affetto.
E&#039; la società che non tollerando la varianza impone i &quot;ruoli di genere&quot; come li conosciamo.
.
L&#039;asserzione &quot;la società continua a esistere solo se c’è genitorialità&quot; è parzialmente vera. Una società per continuare a esistere necessita sia della genitorialità, sia di comportamenti che non c&#039;entrano nulla con la genitorialità. E bene ricordarlo per non dare all&#039;asserzione un significato assoluto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sostenere che la formula &#8220;vivere per se stessi&#8221; sia&#8221;descrittiva&#8221; di chi &#8220;non ha una prole di cui occuparsi&#8221;, presuppone che l&#8217;unica dimensione etica del fare degli altri un fine sia quella del generare-allevare la prole. Il presupposto è falso.<br />
Va anche ricordato che talvolta si può essere genitori per fini egoisti, cioè facendo del figlio un mezzo e non un fine (quindi &#8220;vivendo per se stessi&#8221;).<br />
.<br />
L&#8217;asserzione &#8220;i ruoli di genere saranno importanti nei primi (due? tre?) anni di vita del bambino&#8221; (Herato la scrive giustamente in forma dubitativa) è smentita dalla pedagogia e dalla psichiatria. Un baby può essere allevato altrettanto bene da una madre e un padre, da un padre o una madre, da due padri, da due madri, come da persone terze, purché ognuno di questi soggetti sia capace di affetto.<br />
E&#8217; la società che non tollerando la varianza impone i &#8220;ruoli di genere&#8221; come li conosciamo.<br />
.<br />
L&#8217;asserzione &#8220;la società continua a esistere solo se c’è genitorialità&#8221; è parzialmente vera. Una società per continuare a esistere necessita sia della genitorialità, sia di comportamenti che non c&#8217;entrano nulla con la genitorialità. E bene ricordarlo per non dare all&#8217;asserzione un significato assoluto.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: barbara		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lella-costa-per-save-194/comment-page-2/#comment-129478</link>

		<dc:creator><![CDATA[barbara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jun 2012 08:53:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Allora forse - e non sono certa neanche di questo - sarebbe meglio allungare il periodo di maternità pagato quando il bambino è piccolo. E non concedere uno sconto a fine carriera, quando i figli sono grandi e forse tu (come donna) avresti di meglio da fare. Per quanto mi riguarda sono molto perplessa anche su un allungamento della maternità - ci sono lavori (soprattutto in ambito medico in cui non si può riprendere da dove si è lasciato dopo due anni di interruzione. Un cardiochirurgo, un&#039;anestesista deve avere la mano esercita. E stare due anni a casa non è certo la strada).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Allora forse &#8211; e non sono certa neanche di questo &#8211; sarebbe meglio allungare il periodo di maternità pagato quando il bambino è piccolo. E non concedere uno sconto a fine carriera, quando i figli sono grandi e forse tu (come donna) avresti di meglio da fare. Per quanto mi riguarda sono molto perplessa anche su un allungamento della maternità &#8211; ci sono lavori (soprattutto in ambito medico in cui non si può riprendere da dove si è lasciato dopo due anni di interruzione. Un cardiochirurgo, un&#8217;anestesista deve avere la mano esercita. E stare due anni a casa non è certo la strada).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: herato		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lella-costa-per-save-194/comment-page-2/#comment-129477</link>

		<dc:creator><![CDATA[herato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jun 2012 08:49:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ binaghi
Ok, ho capito. Messa così non ho niente da eccepire.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ binaghi<br />
Ok, ho capito. Messa così non ho niente da eccepire.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: valter binaghi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lella-costa-per-save-194/comment-page-2/#comment-129476</link>

		<dc:creator><![CDATA[valter binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jun 2012 08:25:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5375#comment-129476</guid>

					<description><![CDATA[PS - La differenza sta nel fatto che, nei primi tempi di vita del bambino, la madre è molto più coinvolta e penalizzata sul piano lavorativo. Infatti lamentavo il che la riforma pensionistica della Fornero di tutto ciò se ne è altamente fregata. Io avrei abbuonato alle donne almeno un anno di vita lavorativa per ogni figlio. Sbagliato?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PS &#8211; La differenza sta nel fatto che, nei primi tempi di vita del bambino, la madre è molto più coinvolta e penalizzata sul piano lavorativo. Infatti lamentavo il che la riforma pensionistica della Fornero di tutto ciò se ne è altamente fregata. Io avrei abbuonato alle donne almeno un anno di vita lavorativa per ogni figlio. Sbagliato?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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