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	Commenti a: LETTORI, CRITICI, EDITORI	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: Critica, satira, insulto e diritti dei lettori &#124; Patrick Fogli		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lettori-critici-editori/comment-page-1/#comment-122030</link>

		<dc:creator><![CDATA[Critica, satira, insulto e diritti dei lettori &#124; Patrick Fogli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 12:56:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] ha provato anche Loredana Lipperini, qualche giorno fa, parlando di  Lettori, critici, editori. Il consiglio è di leggere il pezzo e anche i commenti, perché il discorso mi sembra ampio e non [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] ha provato anche Loredana Lipperini, qualche giorno fa, parlando di  Lettori, critici, editori. Il consiglio è di leggere il pezzo e anche i commenti, perché il discorso mi sembra ampio e non [&#8230;] </p>
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		Di: Rossana Massa		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lettori-critici-editori/comment-page-1/#comment-122029</link>

		<dc:creator><![CDATA[Rossana Massa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 14:03:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Editing  a parte, che è un vizio e non una virtù, se non si fa l&#039;editor per mestiere presso una casa editrice o un&#039;agenzia letteraria o non si cura la pagina critica di una rivista o la &quot;terza&quot; di un quotidiano,vizio che tra l&#039;altro priva del gusto della lettura, non mi divertirei affatto se dovessi curarmi della consecutio di ciò che leggo o di alcune sottili incongruenze della vicenda...a volte è una scelta dell&#039;autore, conscia o meno e ne sottolinea lo stile espressivo.Non mi riguarda...:-) Editing a parte, dicevo, ciò che resta sono impressioni soggettive. Diciamo che tra l&#039;adorazione acefala per i classici in quanto tali, che è pura venerazione e lanciar loro i sassi, ce ne corre. Posso associarmi a Luca dicendo che Proust annoia anche me, profondamente, tuttavia non toglie una briciola della fama meritatissima di Proust, così come la critica di Gregori non scalfisce il mio amore incrollabile per il &quot;Ritratto di Dorian Gray&quot;, che non è  un elenco di aforismi in cui la narrativa passa in secondo piano ( semmai scorgo tale effetto nel teatro di Wilde, vedi &quot;L&#039;importanza di chiamarsi Ernesto&quot;), la storia c&#039;è, eccome. E&#039; la storia di un&#039;apoteosi, un degrado, uno stallo e una soluzione negativa, che a mio parere è persino preveggente. Lo stesso Wilde vive un momento di fulgente gloria salottiera, durante il quale vive oltre i suoi mezzi e la morale, ma del quale teme un pessimo epilogo.Se tuttavia i classici incutono rispetto, scagliarsi contro la scrittura dei contemporanei, che non incontra i nostri gusti, è un po&#039; un&#039;abitudine negativa, di cui pecco anch&#039;io. Ogni albero invece fa la sua ombra, anche nella scrittura. Sono opinioni, del resto, null&#039;altro. Valide.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Editing  a parte, che è un vizio e non una virtù, se non si fa l&#8217;editor per mestiere presso una casa editrice o un&#8217;agenzia letteraria o non si cura la pagina critica di una rivista o la &#8220;terza&#8221; di un quotidiano,vizio che tra l&#8217;altro priva del gusto della lettura, non mi divertirei affatto se dovessi curarmi della consecutio di ciò che leggo o di alcune sottili incongruenze della vicenda&#8230;a volte è una scelta dell&#8217;autore, conscia o meno e ne sottolinea lo stile espressivo.Non mi riguarda&#8230;:-) Editing a parte, dicevo, ciò che resta sono impressioni soggettive. Diciamo che tra l&#8217;adorazione acefala per i classici in quanto tali, che è pura venerazione e lanciar loro i sassi, ce ne corre. Posso associarmi a Luca dicendo che Proust annoia anche me, profondamente, tuttavia non toglie una briciola della fama meritatissima di Proust, così come la critica di Gregori non scalfisce il mio amore incrollabile per il &#8220;Ritratto di Dorian Gray&#8221;, che non è  un elenco di aforismi in cui la narrativa passa in secondo piano ( semmai scorgo tale effetto nel teatro di Wilde, vedi &#8220;L&#8217;importanza di chiamarsi Ernesto&#8221;), la storia c&#8217;è, eccome. E&#8217; la storia di un&#8217;apoteosi, un degrado, uno stallo e una soluzione negativa, che a mio parere è persino preveggente. Lo stesso Wilde vive un momento di fulgente gloria salottiera, durante il quale vive oltre i suoi mezzi e la morale, ma del quale teme un pessimo epilogo.Se tuttavia i classici incutono rispetto, scagliarsi contro la scrittura dei contemporanei, che non incontra i nostri gusti, è un po&#8217; un&#8217;abitudine negativa, di cui pecco anch&#8217;io. Ogni albero invece fa la sua ombra, anche nella scrittura. Sono opinioni, del resto, null&#8217;altro. Valide.</p>
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		Di: #LibrettoRosa - che se ne dice? &#124; Finzioni		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lettori-critici-editori/comment-page-1/#comment-122028</link>

		<dc:creator><![CDATA[#LibrettoRosa - che se ne dice? &#124; Finzioni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 00:30:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] di&#160;Loredana Lipperini&#160;uscito su&#160;Repubblica&#160;e ripostato su&#160;Lipperatura    Tweet     Tag:featured, libretto rosa, rassegna [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] di&nbsp;Loredana Lipperini&nbsp;uscito su&nbsp;Repubblica&nbsp;e ripostato su&nbsp;Lipperatura    Tweet     Tag:featured, libretto rosa, rassegna [&#8230;] </p>
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		<title>
		Di: Serena		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lettori-critici-editori/comment-page-1/#comment-122027</link>

		<dc:creator><![CDATA[Serena]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 17:51:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dice tutto Rollo quando dice: &quot;Mi sembra, insomma, che i nuovi lettori rincorrano soprattutto i tools, gli utensili per poter un giorno fare gli scrittori. Ma senza le emozioni non lo diventeranno mai.&quot;.
Non si può dire &quot;toglierei quel capitolo lì&quot;, &quot;tagliuzzerei quel paragrafo là&quot;, perchè anche ciò che apparentemente può sembrare inutile secondo me è molto eloquente circa lo scrittore stesso.
E ancora: un libro collettivo è una cosa, un libro di _un(&#039;)_ autore/autrice è un&#039;altra. E quando apro un libro scritto da _una_ persona, mi aspetto di trovarci dentro anche parti che qualcuno considererebbe inutili, o pesanti, perché è parte di quell&#039;essere umano che, grazie al cielo, non è riuscito a separare se stesso/a dal proprio lavoro!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dice tutto Rollo quando dice: &#8220;Mi sembra, insomma, che i nuovi lettori rincorrano soprattutto i tools, gli utensili per poter un giorno fare gli scrittori. Ma senza le emozioni non lo diventeranno mai.&#8221;.<br />
Non si può dire &#8220;toglierei quel capitolo lì&#8221;, &#8220;tagliuzzerei quel paragrafo là&#8221;, perchè anche ciò che apparentemente può sembrare inutile secondo me è molto eloquente circa lo scrittore stesso.<br />
E ancora: un libro collettivo è una cosa, un libro di _un(&#8216;)_ autore/autrice è un&#8217;altra. E quando apro un libro scritto da _una_ persona, mi aspetto di trovarci dentro anche parti che qualcuno considererebbe inutili, o pesanti, perché è parte di quell&#8217;essere umano che, grazie al cielo, non è riuscito a separare se stesso/a dal proprio lavoro!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Remy		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lettori-critici-editori/comment-page-1/#comment-122026</link>

		<dc:creator><![CDATA[Remy]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Oct 2011 11:36:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tapiroulant, quando parli di oggettività presupponi che esistano dei criteri validi sempre e comunque. Non credo sia possibile nè vero.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tapiroulant, quando parli di oggettività presupponi che esistano dei criteri validi sempre e comunque. Non credo sia possibile nè vero.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: letteredalucca		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lettori-critici-editori/comment-page-1/#comment-122025</link>

		<dc:creator><![CDATA[letteredalucca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Oct 2011 09:12:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[io concordo molto con milena d...
&quot;La figura del “lettore critico” in alcuni settori di nicchia e’ dovuta anche al fatto che lettore coincide con aspirante scrittore, spesso astioso e acido.&quot;
ho osservato questa cosa non solo negli aspiranti scrittori, ma anche negli scrittori &quot;veri&quot;: ho sentito delle &quot;acidate&quot; tremende dette da scrittori alle spalle di quello temporaneamente più in voga. credo che sia naturale un po&#039; in tutte le professioni che richiedono un po&#039; di narcisismo e di esibizionismo (che in dosi sane sono assolutamente benefici alla letteratura e all&#039;arte in generale).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>io concordo molto con milena d&#8230;<br />
&#8220;La figura del “lettore critico” in alcuni settori di nicchia e’ dovuta anche al fatto che lettore coincide con aspirante scrittore, spesso astioso e acido.&#8221;<br />
ho osservato questa cosa non solo negli aspiranti scrittori, ma anche negli scrittori &#8220;veri&#8221;: ho sentito delle &#8220;acidate&#8221; tremende dette da scrittori alle spalle di quello temporaneamente più in voga. credo che sia naturale un po&#8217; in tutte le professioni che richiedono un po&#8217; di narcisismo e di esibizionismo (che in dosi sane sono assolutamente benefici alla letteratura e all&#8217;arte in generale).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: miriam ravasio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lettori-critici-editori/comment-page-1/#comment-122024</link>

		<dc:creator><![CDATA[miriam ravasio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Oct 2011 15:53:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[comunque...e poi non intervengo più, io penso che la parola &quot;detta&quot;,  intendendo questo scrivere discorsivo, stia uccidendo la parola scritta; come se noi presentandoci eleganti ad un appuntamento, per prima cosa mostrassimo a tutti fotografie che documentano la preparazione: dal parrucchiere, sotto la doccia, mentre mi trucco. I presenti ci eviterebbero, per la nostra mancanza di buon gusto e di stile. cosi avviene nell&#039;infinito chiacchiericcio attorno alla letteratura e agli scrittori. Il lettore allora cosa fa?non avendo gli stessi mezzi tecnici dell&#039;autore contemporaneo ( che lo bannerebbe, perché anche qusto capita oppure risponderebbe piccato o sarcastico) si lancia nel gioco e va a grattare là dove ogni opinione è sacra: perché io la vedo così. C&#039;è anche molta tenerezza in questo mandare al diavolo i classici e i miti, è un modo di fare che sostanzialmente esprime voglia (bisogno) di stare comunque nel mondo libresco...se penso a certe stupidate dette o scritte come semplice reazione emotive...mi farei ancor più piccina.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>comunque&#8230;e poi non intervengo più, io penso che la parola &#8220;detta&#8221;,  intendendo questo scrivere discorsivo, stia uccidendo la parola scritta; come se noi presentandoci eleganti ad un appuntamento, per prima cosa mostrassimo a tutti fotografie che documentano la preparazione: dal parrucchiere, sotto la doccia, mentre mi trucco. I presenti ci eviterebbero, per la nostra mancanza di buon gusto e di stile. cosi avviene nell&#8217;infinito chiacchiericcio attorno alla letteratura e agli scrittori. Il lettore allora cosa fa?non avendo gli stessi mezzi tecnici dell&#8217;autore contemporaneo ( che lo bannerebbe, perché anche qusto capita oppure risponderebbe piccato o sarcastico) si lancia nel gioco e va a grattare là dove ogni opinione è sacra: perché io la vedo così. C&#8217;è anche molta tenerezza in questo mandare al diavolo i classici e i miti, è un modo di fare che sostanzialmente esprime voglia (bisogno) di stare comunque nel mondo libresco&#8230;se penso a certe stupidate dette o scritte come semplice reazione emotive&#8230;mi farei ancor più piccina.</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: Ottavio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lettori-critici-editori/comment-page-1/#comment-122023</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ottavio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Oct 2011 14:25:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il problema non è trovare da ridire su Mann, Wilde o Proust, protetti dal dogma secondo cui &#039;i gusti non si discutono&#039; a cui l&#039;unica risposta possibile è &#039;infatti i tuoi gusti dimostrano che sei un c.&#039;, una risposta che viene spontanea ma che ovviamente non ci porta lontano. Quando un giovane blogger rampante ti dice che ha provato a leggere Milan Kundera ma non c&#039;è riuscito perchè &#039;sembra Fabio Volo&#039; e ti consiglia &#039;La notte del drive-in&#039; perchè lì c&#039;è la &#039;vita vera&#039; ti rendi conto che il problema non è nemmeno il web come strumento di comunicazione quanto il web come mezzo di distrazione di massa che rende difficile concentrasi su qualsiasi cosa e restringe immensamente gli orizzonti.
Il recinto degli autori alla moda si restringe e viene protetto con filo spinato elettrificato. Provate a fare gli spiritosi con qualche vacca sacra vivente o morta da poco: &#039;Ma chi glieli scrive oggi i romanzi a Stephen King?&#039; oppure &#039;leggo Ellroy perchè amo la fantasy&#039; oppure &#039;McCarthy ha proprio ragione: la gente è brutta e cattiva&#039; oppure &#039;Ma tu conosci qualche persona reale che abbia davvero letto tutto Infinite Jest?&#039;...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il problema non è trovare da ridire su Mann, Wilde o Proust, protetti dal dogma secondo cui &#8216;i gusti non si discutono&#8217; a cui l&#8217;unica risposta possibile è &#8216;infatti i tuoi gusti dimostrano che sei un c.&#8217;, una risposta che viene spontanea ma che ovviamente non ci porta lontano. Quando un giovane blogger rampante ti dice che ha provato a leggere Milan Kundera ma non c&#8217;è riuscito perchè &#8216;sembra Fabio Volo&#8217; e ti consiglia &#8216;La notte del drive-in&#8217; perchè lì c&#8217;è la &#8216;vita vera&#8217; ti rendi conto che il problema non è nemmeno il web come strumento di comunicazione quanto il web come mezzo di distrazione di massa che rende difficile concentrasi su qualsiasi cosa e restringe immensamente gli orizzonti.<br />
Il recinto degli autori alla moda si restringe e viene protetto con filo spinato elettrificato. Provate a fare gli spiritosi con qualche vacca sacra vivente o morta da poco: &#8216;Ma chi glieli scrive oggi i romanzi a Stephen King?&#8217; oppure &#8216;leggo Ellroy perchè amo la fantasy&#8217; oppure &#8216;McCarthy ha proprio ragione: la gente è brutta e cattiva&#8217; oppure &#8216;Ma tu conosci qualche persona reale che abbia davvero letto tutto Infinite Jest?&#8217;&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: miriam ravasio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lettori-critici-editori/comment-page-1/#comment-122022</link>

		<dc:creator><![CDATA[miriam ravasio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Oct 2011 13:10:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[a Violi: no non volevo dire quello ma semplicemente sintetizzare un&#039;impressione maturata dalla mia esperienza di rete. per lungo tempo ho scritto e discusso di libri, detto la mia e a volte forse ho pure straparlato (stavo su Letteratitudine), ora invece non lo faccio più, mi sento satura e vivo con una certa stanchezza i dibattiti prolungati ma soprattutto la cosa che più mi far star male, sono le pagine blog/fb degli scrittori : vuote di vita vera. Non c&#039;è arte, curiosità, invenzione, SENTIMENTO ma una lunga e smodata esibizione di sé, o nel migliore dei casi del loro prodotto. E&#039; difficile interagire, chiedere uno scambio di opinioni su quel che avviene nelle arti &quot;minori&quot; (pittura, teatro, scultura, musica e di seguito biennali, performance ecc ecc) e così ho ripreso le vecchie abitudini, mi accosto ai libri seguendo i fili invisibili che pesco, qua e là nel mondo Visibile. E benedico la rete che mi fa più libera. Tutto qui e non voletemene.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>a Violi: no non volevo dire quello ma semplicemente sintetizzare un&#8217;impressione maturata dalla mia esperienza di rete. per lungo tempo ho scritto e discusso di libri, detto la mia e a volte forse ho pure straparlato (stavo su Letteratitudine), ora invece non lo faccio più, mi sento satura e vivo con una certa stanchezza i dibattiti prolungati ma soprattutto la cosa che più mi far star male, sono le pagine blog/fb degli scrittori : vuote di vita vera. Non c&#8217;è arte, curiosità, invenzione, SENTIMENTO ma una lunga e smodata esibizione di sé, o nel migliore dei casi del loro prodotto. E&#8217; difficile interagire, chiedere uno scambio di opinioni su quel che avviene nelle arti &#8220;minori&#8221; (pittura, teatro, scultura, musica e di seguito biennali, performance ecc ecc) e così ho ripreso le vecchie abitudini, mi accosto ai libri seguendo i fili invisibili che pesco, qua e là nel mondo Visibile. E benedico la rete che mi fa più libera. Tutto qui e non voletemene.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Elvis Pavan		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lettori-critici-editori/comment-page-1/#comment-122021</link>

		<dc:creator><![CDATA[Elvis Pavan]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Oct 2011 12:50:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dio ci salvi dalll&#039;editing collettivo. Stiamo assistendo ad una corsa a dichiarare tutto bene comune, attenti mica pubblico ( vade retro Stato,  maschera della Casta!), da internet al teatro  e adesso pure alla scrittura.
  Vi immaginate Vargas Lllosa o Carlo Fruttero che si fanno umilmente correggere un manoscritto da un&#039; Assemblea del Popolo?
 Quanto ai lettori che dicono &quot;anch&#039;io lo avrei fatto meglio&quot; è un fenomeno che è sempre  esistito. Sicuramente anche gli ascoltatori Omero ogni tanto si scambiavano, non visti, gesti di stizza e disapprovazione.
  E non è un qualcosa proprio della letteratura, capita di dire lo stesso anche davanti a certe partite di serie A o a certi film porno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dio ci salvi dalll&#8217;editing collettivo. Stiamo assistendo ad una corsa a dichiarare tutto bene comune, attenti mica pubblico ( vade retro Stato,  maschera della Casta!), da internet al teatro  e adesso pure alla scrittura.<br />
  Vi immaginate Vargas Lllosa o Carlo Fruttero che si fanno umilmente correggere un manoscritto da un&#8217; Assemblea del Popolo?<br />
 Quanto ai lettori che dicono &#8220;anch&#8217;io lo avrei fatto meglio&#8221; è un fenomeno che è sempre  esistito. Sicuramente anche gli ascoltatori Omero ogni tanto si scambiavano, non visti, gesti di stizza e disapprovazione.<br />
  E non è un qualcosa proprio della letteratura, capita di dire lo stesso anche davanti a certe partite di serie A o a certi film porno.</p>
]]></content:encoded>
		
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