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	Commenti a: LEZIONI DI VITA (SCOLASTICA)	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: Paolo S		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo S]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Jun 2007 11:06:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono assolutamente stupefatto. Roba da Piano per la rinascita democratica!  Credo che Loredana conosca meglio di me quanto può e deve fare ciascuno degli autori per tutelare la proprietà intellettuale di quanto ha scritto. Gli estremi per un&#039;azione legale ci sono...
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono assolutamente stupefatto. Roba da Piano per la rinascita democratica!  Credo che Loredana conosca meglio di me quanto può e deve fare ciascuno degli autori per tutelare la proprietà intellettuale di quanto ha scritto. Gli estremi per un&#8217;azione legale ci sono&#8230;</p>
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		Di: dreca		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[dreca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jun 2007 22:08:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non ho molto da aggiungere a ciò che ho scritto per mail e nel mio ultimo post.
Sono contenta solo di sapere che tutto ciò non è la norma...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho molto da aggiungere a ciò che ho scritto per mail e nel mio ultimo post.<br />
Sono contenta solo di sapere che tutto ciò non è la norma&#8230;</p>
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		Di: heraclitus		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[heraclitus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jun 2007 19:28:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Davvero un affare poco pulito, sporco.
Davvero scorretto il comportamento di quelli della rivista.
Come si fa a dire, come lor signori hanno scritto sul contratto tanto poco puntualmente inviato (cioè dopo la consegna degli articoli, dei nostri lavori), che la rivista si riserva di apportare tagli e modifiche che non alterino i contenuti originali del testo? Come fanno tagli e modifiche alla forma a non modificare il contenuto? A me personalmente ha dato molto fastidio vedere alcune mie frasi riscritte e intere parti espunte dal corpo dell’articolo e relegate in dei box. Davvero l’articolo non era più il mio, e non solo nel senso in cui normalmente un’opera non è più del suo autore una volta che egli l’ha creata e affidata al pubblico. Davvero la parola “violare” ci sta bene a indicare quanto è successo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Davvero un affare poco pulito, sporco.<br />
Davvero scorretto il comportamento di quelli della rivista.<br />
Come si fa a dire, come lor signori hanno scritto sul contratto tanto poco puntualmente inviato (cioè dopo la consegna degli articoli, dei nostri lavori), che la rivista si riserva di apportare tagli e modifiche che non alterino i contenuti originali del testo? Come fanno tagli e modifiche alla forma a non modificare il contenuto? A me personalmente ha dato molto fastidio vedere alcune mie frasi riscritte e intere parti espunte dal corpo dell’articolo e relegate in dei box. Davvero l’articolo non era più il mio, e non solo nel senso in cui normalmente un’opera non è più del suo autore una volta che egli l’ha creata e affidata al pubblico. Davvero la parola “violare” ci sta bene a indicare quanto è successo.</p>
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		Di: Lucio Angelini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lezioni-di-vita-scolastica/comment-page-1/#comment-91494</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lucio Angelini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jun 2007 14:19:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ehm, sì, lo confermo: nemmeno la Giunti si fa mancare un paio di  attiviste del Fumer (Fronte Unito Megere Editoria per Ragazzi):- /]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ehm, sì, lo confermo: nemmeno la Giunti si fa mancare un paio di  attiviste del Fumer (Fronte Unito Megere Editoria per Ragazzi):- /</p>
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		Di: Rocco Campagna		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rocco Campagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jun 2007 12:49:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un piccolo sfogo da un insegnante di una scuola bergamasca prendendo in prestito il tono di un celebre articolo di Pier Paolo Pasolini. Sperando che -ovunque sia- non se ne abbia a male. E scusandomi per essere andato fuori tema.
IO SO.
Io so come si emargina -giorno dopo giorno- in un lento percorso di agonia, la vita di una persona che chiede soltanto diritto a un futuro migliore. Io so come può formarsi un potenziale criminale e come lo si aiuta a credere che il gesto dirompente sia l’unico modo per gridare al mondo la propria disperazione. Io so come si riesce a evitare l’accusa di razzismo, come si può darla a bere, come si può fingere di essere disponibili all’integrazione pur senza crederci davvero, pur sapendo che nel proprio intimo lo straniero ci insospettisce. Io so come ci si può costruire una vita rispettabile, come essere riveriti da tutti, come ergersi a cittadino modello. So come si costruisce una parvenza di normalità per nasconderci dietro i propri vizi, i propri demoni. So che il denaro qui dove vivo muove tutto e che la religione significa andare a messa la domenica per opzionarsi il paradiso.
Sì, io so. Ma non ho le prove. Ho soltanto indizi. Ho il mio naso per la puzza di sudore del disperato che vive al mio fianco, ho gli occhi per guardare gli scatti nervosi del ragazzino compresso nel suo disagio, ho orecchie per sentire che mi sta sussurrando la sua morte sociale giorno dopo giorno. Ho le mani per appendere la mia speranza sulle spalle ricurve di alcuni sacerdoti, angeli sulla via che mi guardano per quello che sono, figlio di un dio che può avere tanti nomi ma un unico sapore: quello acre e pungente della solitudine. Ho una penna per scrivere quello che penso. E io penso che lo straniero rapinatore è una serpe che il mio mondo -il mondo in cui vivo e da cui non mi sento rappresentato- si è covata e coccolata in seno sin dalla più tenera età. La serpe ha bisogno di molte attenzioni per poter sviluppare bene le sue infide attitudini; la devi affacciare sulla vita e le devi far vedere che tutto intorno a sé è normale, pacificato, sereno. Lei all’inizio crederà che il futuro porterà solo bellezza e gioia. Subito dopo, però, devi cominciare a isolarla: le devi parlare solo quando è necessario, non le devi mai chiedere come si sente oggi, devi far finta che non esista ma devi sempre stare attento a non farle capire che non la sopporti. Devi giocare sui suoi nervi, sul detto e non detto, spesso eviterai di farle sapere cosa pensi perché lei non merita il tuo pensiero; e quando qualcosa non ti va di lei, non glielo dirai ma glielo farai giusto giusto intuire pur lasciandola nel dubbio perché lei non merita la tua esposizione. Il suo peso sociale non merita il confronto e tu lo sai e tanto basta la messa alla domenica mattina per andare in paradiso.
La serpe così cresce in salute, gonfia di rabbia e di rancore perché vede le altre serpi intorno a sé che vivono, si divertono, si confrontano, si sposano, crescono e muoiono. La serpe cattiva, come l’erba famosa, non muore mai. Tu non lo saprai mai quando lascerà questo mondo infame perché come gli elefanti andrà a crepare in solitudine, quando le girerà bene. Morta ammazzata quando andrà male. E pace all’anima sua.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un piccolo sfogo da un insegnante di una scuola bergamasca prendendo in prestito il tono di un celebre articolo di Pier Paolo Pasolini. Sperando che -ovunque sia- non se ne abbia a male. E scusandomi per essere andato fuori tema.<br />
IO SO.<br />
Io so come si emargina -giorno dopo giorno- in un lento percorso di agonia, la vita di una persona che chiede soltanto diritto a un futuro migliore. Io so come può formarsi un potenziale criminale e come lo si aiuta a credere che il gesto dirompente sia l’unico modo per gridare al mondo la propria disperazione. Io so come si riesce a evitare l’accusa di razzismo, come si può darla a bere, come si può fingere di essere disponibili all’integrazione pur senza crederci davvero, pur sapendo che nel proprio intimo lo straniero ci insospettisce. Io so come ci si può costruire una vita rispettabile, come essere riveriti da tutti, come ergersi a cittadino modello. So come si costruisce una parvenza di normalità per nasconderci dietro i propri vizi, i propri demoni. So che il denaro qui dove vivo muove tutto e che la religione significa andare a messa la domenica per opzionarsi il paradiso.<br />
Sì, io so. Ma non ho le prove. Ho soltanto indizi. Ho il mio naso per la puzza di sudore del disperato che vive al mio fianco, ho gli occhi per guardare gli scatti nervosi del ragazzino compresso nel suo disagio, ho orecchie per sentire che mi sta sussurrando la sua morte sociale giorno dopo giorno. Ho le mani per appendere la mia speranza sulle spalle ricurve di alcuni sacerdoti, angeli sulla via che mi guardano per quello che sono, figlio di un dio che può avere tanti nomi ma un unico sapore: quello acre e pungente della solitudine. Ho una penna per scrivere quello che penso. E io penso che lo straniero rapinatore è una serpe che il mio mondo -il mondo in cui vivo e da cui non mi sento rappresentato- si è covata e coccolata in seno sin dalla più tenera età. La serpe ha bisogno di molte attenzioni per poter sviluppare bene le sue infide attitudini; la devi affacciare sulla vita e le devi far vedere che tutto intorno a sé è normale, pacificato, sereno. Lei all’inizio crederà che il futuro porterà solo bellezza e gioia. Subito dopo, però, devi cominciare a isolarla: le devi parlare solo quando è necessario, non le devi mai chiedere come si sente oggi, devi far finta che non esista ma devi sempre stare attento a non farle capire che non la sopporti. Devi giocare sui suoi nervi, sul detto e non detto, spesso eviterai di farle sapere cosa pensi perché lei non merita il tuo pensiero; e quando qualcosa non ti va di lei, non glielo dirai ma glielo farai giusto giusto intuire pur lasciandola nel dubbio perché lei non merita la tua esposizione. Il suo peso sociale non merita il confronto e tu lo sai e tanto basta la messa alla domenica mattina per andare in paradiso.<br />
La serpe così cresce in salute, gonfia di rabbia e di rancore perché vede le altre serpi intorno a sé che vivono, si divertono, si confrontano, si sposano, crescono e muoiono. La serpe cattiva, come l’erba famosa, non muore mai. Tu non lo saprai mai quando lascerà questo mondo infame perché come gli elefanti andrà a crepare in solitudine, quando le girerà bene. Morta ammazzata quando andrà male. E pace all’anima sua.</p>
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		<title>
		Di: Blackjack		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lezioni-di-vita-scolastica/comment-page-1/#comment-91492</link>

		<dc:creator><![CDATA[Blackjack]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jun 2007 12:19:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nicolò mi trova completamente d&#039;accordo: la professione del professore/insegnante oramai non ha più alcun peso.
Non ha senso che una società civile maltratti in questo modo che contribuisce a creare il nostro futuro.
Blackjack]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nicolò mi trova completamente d&#8217;accordo: la professione del professore/insegnante oramai non ha più alcun peso.<br />
Non ha senso che una società civile maltratti in questo modo che contribuisce a creare il nostro futuro.<br />
Blackjack</p>
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		Di: Nicolò La Rocca		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lezioni-di-vita-scolastica/comment-page-1/#comment-91491</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nicolò La Rocca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jun 2007 11:36:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Loredana, come forse sai sono un insegnante di scuola primaria. Mi dispiace per la brutta avventura. Però ci tengo a sottolineare che &quot;La vita scolastica&quot; non gode di nessun credito presso i miei colleghi, almeno così mi pare dalla mia esperienza. Non è, insomma, percepita come una fonte autorevole. Invece, i libri di testo per la scuola primaria mi sembrano fatti bene, nel complesso l&#039;editoria scolastica merita di essere promossa.
Il problema della scuola - e scusa se sembrerò prosaico - sta nella scarsa valorizzazione degli insegnanti che, credimi, come credito sociale sono (siamo) poco più di zero. Faccio un esempio banalissimo: quando mi invitano come relatore a un convegno scolastico - da insegnante intendo - non cacciano un euro, e se provo a chiedere qualcosa mi guardano pure male: come a dire, uno che fa un mestiere così nobile chiede la grana? (Questa cosa mi ricorda l&#039;esperienza di mio nonno che di mestiere faceva il restauratore. Ogni volta che finiva un lavoro in una chiesa, doveva litigare col parrrino di turno che quasi lo scomunicava per il denaro che lui aveva chiesto per la sua opera - lei si rende conto che ha lavorato nelal casa di Dio?!!! Gli urlavano in faccia. Come se per mantenere la famiglia gli dovesse bastare aver lavorato nella casa di Dio...).
Invece, quando vado a fare il relatore come scrittore mi pagano tranquillamente.
Sarà corporativismo, boh, però pretendere di formare professionisti che abbiano profonde e complesse competenze pedagogiche, culturali e bla bla bla ed ecc. ecc., pagandoli mille euro al mese, mi sembra un&#039;assurdità.
Va be&#039;, sono andato fuori tema.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Loredana, come forse sai sono un insegnante di scuola primaria. Mi dispiace per la brutta avventura. Però ci tengo a sottolineare che &#8220;La vita scolastica&#8221; non gode di nessun credito presso i miei colleghi, almeno così mi pare dalla mia esperienza. Non è, insomma, percepita come una fonte autorevole. Invece, i libri di testo per la scuola primaria mi sembrano fatti bene, nel complesso l&#8217;editoria scolastica merita di essere promossa.<br />
Il problema della scuola &#8211; e scusa se sembrerò prosaico &#8211; sta nella scarsa valorizzazione degli insegnanti che, credimi, come credito sociale sono (siamo) poco più di zero. Faccio un esempio banalissimo: quando mi invitano come relatore a un convegno scolastico &#8211; da insegnante intendo &#8211; non cacciano un euro, e se provo a chiedere qualcosa mi guardano pure male: come a dire, uno che fa un mestiere così nobile chiede la grana? (Questa cosa mi ricorda l&#8217;esperienza di mio nonno che di mestiere faceva il restauratore. Ogni volta che finiva un lavoro in una chiesa, doveva litigare col parrrino di turno che quasi lo scomunicava per il denaro che lui aveva chiesto per la sua opera &#8211; lei si rende conto che ha lavorato nelal casa di Dio?!!! Gli urlavano in faccia. Come se per mantenere la famiglia gli dovesse bastare aver lavorato nella casa di Dio&#8230;).<br />
Invece, quando vado a fare il relatore come scrittore mi pagano tranquillamente.<br />
Sarà corporativismo, boh, però pretendere di formare professionisti che abbiano profonde e complesse competenze pedagogiche, culturali e bla bla bla ed ecc. ecc., pagandoli mille euro al mese, mi sembra un&#8217;assurdità.<br />
Va be&#8217;, sono andato fuori tema.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: iltequila		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lezioni-di-vita-scolastica/comment-page-1/#comment-91490</link>

		<dc:creator><![CDATA[iltequila]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jun 2007 10:29:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E se gli autori decidessero di non firmare la liberatoria per la pubblicazione degli articoli (purtroppo già pubblicati) in questa forma?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E se gli autori decidessero di non firmare la liberatoria per la pubblicazione degli articoli (purtroppo già pubblicati) in questa forma?</p>
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		<title>
		Di: elisabetta		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lezioni-di-vita-scolastica/comment-page-1/#comment-91489</link>

		<dc:creator><![CDATA[elisabetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jun 2007 10:25:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi è montata la rabbia, e mi sembra tutto talmente speculare a quello che succede nelle classi con i bambini/ragazzi. Abbonda la necessità di &quot;intrudere&quot; pesantemente nelle vite, nel lavoro e nella psiche degli altri. Spero che qualcuno di voi autori si faccia davvero sentire.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi è montata la rabbia, e mi sembra tutto talmente speculare a quello che succede nelle classi con i bambini/ragazzi. Abbonda la necessità di &#8220;intrudere&#8221; pesantemente nelle vite, nel lavoro e nella psiche degli altri. Spero che qualcuno di voi autori si faccia davvero sentire.</p>
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		<title>
		Di: Blackjack		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lezioni-di-vita-scolastica/comment-page-1/#comment-91488</link>

		<dc:creator><![CDATA[Blackjack]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jun 2007 10:13:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non male la vicenda. Posso dire che non mi meraviglia? Purtroppo...
Blackjack]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non male la vicenda. Posso dire che non mi meraviglia? Purtroppo&#8230;<br />
Blackjack</p>
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