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	Commenti a: LIALE, GALLINE, VECCHIE AVANGUARDIE, TIRATURE	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: +°		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[+°]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Feb 2013 21:28:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ma in che senso non c&#039;è stato un passo avanti dall&#039;avere più &quot;critici&quot; in rete? Nel mio piccolo pure io scribacchio in un blog di libri, film e musica, ma questo mi pare solo un fatto personale che al massimo arricchisce la mia vita. Se consideriamo positivo che le persone leggano di più e più &quot;buoni&quot; libri, beh, non vedo di che lamentarsi, davvero senza polemica. E che le persone scrivano di più lo stesso. Inoltre i critici professionisti dovrebbero in questo modo risaltare, e penso a blog come minima e moralia o le parole e le cose, oltretutto aperti alla discussione. Per non parlare delle riviste accademiche che pubblicano i loro lavori anche gratuitamente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma in che senso non c&#8217;è stato un passo avanti dall&#8217;avere più &#8220;critici&#8221; in rete? Nel mio piccolo pure io scribacchio in un blog di libri, film e musica, ma questo mi pare solo un fatto personale che al massimo arricchisce la mia vita. Se consideriamo positivo che le persone leggano di più e più &#8220;buoni&#8221; libri, beh, non vedo di che lamentarsi, davvero senza polemica. E che le persone scrivano di più lo stesso. Inoltre i critici professionisti dovrebbero in questo modo risaltare, e penso a blog come minima e moralia o le parole e le cose, oltretutto aperti alla discussione. Per non parlare delle riviste accademiche che pubblicano i loro lavori anche gratuitamente.</p>
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		Di: zauberei		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/liale-galline-vecchie-avanguardie-tirature/comment-page-1/#comment-132394</link>

		<dc:creator><![CDATA[zauberei]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Feb 2013 21:21:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[No non ho detto che gramellini fa critica letteraria. Dico che ci sono dei movimenti regressivi paralleli in settori diversi dell&#039;informazione - magari mi sono espressa male, perchè te dici l&#039;autismo? Magari, ho il sospetto che quello che te chiami autismo magari a me piace pure - perchè a me la critica vecchia, pesante, strutturata, la critica che ha una frequentazione accademica, anche se non esplicitata mi piace. E&#039; quello che mi manca. Invece ci ho roba come D&#039;Orrico, che per me è nè più nè meno di un blogger mediocre. Solo che muove il mercato, e io lo dovrei pure pagà per leggere che quanto è ganzo per lui quee romanzetto. Ossia la critica letteraria come sciorinamento di opinione personale.
ugualmente, si amplia il numero di giornalisti, chiamati a parlare - Gramellini, Serra, per le loro personali e idiosincratiche opinioni, per il fatto che  le scrivono graziosamente, ma senza che esse siano corredate della più blanda informazione. Qualche volta con una retorica e un benpensantismo rivoltanti. Gramellini non è un esempio casuale. Blogger, blogger retribuiti.
E&#039; vero che ci sono quelli che credono di avere delle competenze che non hanno e parlano, dicono stronzate a manetta e uno fa bene a sottolinearlo all&#039;occorrenza. Ma sinceramente, diventa problema della democrazia solo nel momento in cui sono talmente presi sul serio da acquisire potere, e potere vero. E non mi pare. Mi pare invece, che diventano tutti blogger, anche quelli che non lo sarebbero.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>No non ho detto che gramellini fa critica letteraria. Dico che ci sono dei movimenti regressivi paralleli in settori diversi dell&#8217;informazione &#8211; magari mi sono espressa male, perchè te dici l&#8217;autismo? Magari, ho il sospetto che quello che te chiami autismo magari a me piace pure &#8211; perchè a me la critica vecchia, pesante, strutturata, la critica che ha una frequentazione accademica, anche se non esplicitata mi piace. E&#8217; quello che mi manca. Invece ci ho roba come D&#8217;Orrico, che per me è nè più nè meno di un blogger mediocre. Solo che muove il mercato, e io lo dovrei pure pagà per leggere che quanto è ganzo per lui quee romanzetto. Ossia la critica letteraria come sciorinamento di opinione personale.<br />
ugualmente, si amplia il numero di giornalisti, chiamati a parlare &#8211; Gramellini, Serra, per le loro personali e idiosincratiche opinioni, per il fatto che  le scrivono graziosamente, ma senza che esse siano corredate della più blanda informazione. Qualche volta con una retorica e un benpensantismo rivoltanti. Gramellini non è un esempio casuale. Blogger, blogger retribuiti.<br />
E&#8217; vero che ci sono quelli che credono di avere delle competenze che non hanno e parlano, dicono stronzate a manetta e uno fa bene a sottolinearlo all&#8217;occorrenza. Ma sinceramente, diventa problema della democrazia solo nel momento in cui sono talmente presi sul serio da acquisire potere, e potere vero. E non mi pare. Mi pare invece, che diventano tutti blogger, anche quelli che non lo sarebbero.</p>
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		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/liale-galline-vecchie-avanguardie-tirature/comment-page-1/#comment-132393</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Feb 2013 20:04:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Guardiamo a entrambe le parti Zaub. Vero: molta critica si è seduta o è diventata autistica (però Gramellini non fa critica, attenzione a non confondere le carte). Ma è anche vero che dall&#039;altra parte esistono blogger o internauti che ritengono di avere strumenti critici a prescindere. Vecchio problema della democrazia, no? Ma così come non credo alla Kasta, non credo alla &quot;gente&quot; sempre a prescindere. Credo all&#039;autorevolezza, su qualsiasi supporto si esprima.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Guardiamo a entrambe le parti Zaub. Vero: molta critica si è seduta o è diventata autistica (però Gramellini non fa critica, attenzione a non confondere le carte). Ma è anche vero che dall&#8217;altra parte esistono blogger o internauti che ritengono di avere strumenti critici a prescindere. Vecchio problema della democrazia, no? Ma così come non credo alla Kasta, non credo alla &#8220;gente&#8221; sempre a prescindere. Credo all&#8217;autorevolezza, su qualsiasi supporto si esprima.</p>
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		<title>
		Di: zauberei		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/liale-galline-vecchie-avanguardie-tirature/comment-page-1/#comment-132392</link>

		<dc:creator><![CDATA[zauberei]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Feb 2013 14:48:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Spassionatamente: io che so tutti critici lo trovo un passo avanti. Lo erano anche prima ma ora scrivono. Ossia, esiste un dibattito condiviso ddei piccoletti sui libri, persone che dicono i loro pensieri non retribuiti e non titolati a farlo, e che nel fare questo gesto organizzano il loro pensiero. Svariati sono anche dei cazzoni, naturalmente, secondo la distribuzione dei cazzoni che teoricamente occua un sacco di settori.
E però, il passo indietro - salvo te e qualcun altro - è che la critica letteraria retribuita si è abbassata a un livello medio comune, come per il resto mi pare di un sacco di giornalismo. Per cui abbasta un&#039;opinione per fare una recensione degna. Così come io mi devo sciroppare i pensierini di gramellini, che sarà tanto bravino, ma nè più nè meno di un sacco di blogger. A cosa dovere questa cosa non mi è tanto chiaro, forse il ricatto della fruibilità del mercato, della complessità che non paga... fatto sta che quando si tratta di prendermi dei libri, l&#039;ultimo dei miei pensieri è consultare le pagine culturali dei quotidiani. Tutto ciò è ot, ma dato che ci stavamo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Spassionatamente: io che so tutti critici lo trovo un passo avanti. Lo erano anche prima ma ora scrivono. Ossia, esiste un dibattito condiviso ddei piccoletti sui libri, persone che dicono i loro pensieri non retribuiti e non titolati a farlo, e che nel fare questo gesto organizzano il loro pensiero. Svariati sono anche dei cazzoni, naturalmente, secondo la distribuzione dei cazzoni che teoricamente occua un sacco di settori.<br />
E però, il passo indietro &#8211; salvo te e qualcun altro &#8211; è che la critica letteraria retribuita si è abbassata a un livello medio comune, come per il resto mi pare di un sacco di giornalismo. Per cui abbasta un&#8217;opinione per fare una recensione degna. Così come io mi devo sciroppare i pensierini di gramellini, che sarà tanto bravino, ma nè più nè meno di un sacco di blogger. A cosa dovere questa cosa non mi è tanto chiaro, forse il ricatto della fruibilità del mercato, della complessità che non paga&#8230; fatto sta che quando si tratta di prendermi dei libri, l&#8217;ultimo dei miei pensieri è consultare le pagine culturali dei quotidiani. Tutto ciò è ot, ma dato che ci stavamo&#8230;</p>
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		Di: Fabio Lotti		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/liale-galline-vecchie-avanguardie-tirature/comment-page-1/#comment-132391</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fabio Lotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Feb 2013 14:24:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Loredana, sinceramente non so del passo avanti o indietro. Probabilmente hai ragione tu che sei più addentro nel settore. Io non ho alcun contatto con le case editrici, quasi ogni giorno vado per librerie a Siena, soprattutto alla Feltrinelli, guardo, scruto, leggo, compro. Poi scrivo nelle mie rubriche quello che sento e che sono in grado di scrivere senza fare distinzione tra pisello e patata (così la chiama Jonathan). La mia impressione, per quanto riguarda il settore che seguo fin dagli anni Cinquanta, è che in giro ci sia, accanto a  punte notevoli, una grande massa di mediocrità. Ma può darsi che lo scontento, l&#039;uggia (A proposito ho scritto il pezzo &quot;Che uggioso!&quot;) sia proprio di noi vecchietti usi a brontolare.
Ma ho già sbrodolato fin troppo e allora vi abbraccio e vi saluto davvero.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Loredana, sinceramente non so del passo avanti o indietro. Probabilmente hai ragione tu che sei più addentro nel settore. Io non ho alcun contatto con le case editrici, quasi ogni giorno vado per librerie a Siena, soprattutto alla Feltrinelli, guardo, scruto, leggo, compro. Poi scrivo nelle mie rubriche quello che sento e che sono in grado di scrivere senza fare distinzione tra pisello e patata (così la chiama Jonathan). La mia impressione, per quanto riguarda il settore che seguo fin dagli anni Cinquanta, è che in giro ci sia, accanto a  punte notevoli, una grande massa di mediocrità. Ma può darsi che lo scontento, l&#8217;uggia (A proposito ho scritto il pezzo &#8220;Che uggioso!&#8221;) sia proprio di noi vecchietti usi a brontolare.<br />
Ma ho già sbrodolato fin troppo e allora vi abbraccio e vi saluto davvero.</p>
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		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/liale-galline-vecchie-avanguardie-tirature/comment-page-1/#comment-132390</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Feb 2013 08:55:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sascha, ma questo non lo ha sostenuto nessuno. Il disprezzo non è confinato a un solo gruppo. Certo, l&#039;anatema intellettuale  sulle Liale ha avuto il suo peso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sascha, ma questo non lo ha sostenuto nessuno. Il disprezzo non è confinato a un solo gruppo. Certo, l&#8217;anatema intellettuale  sulle Liale ha avuto il suo peso.</p>
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		<title>
		Di: Sascha		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/liale-galline-vecchie-avanguardie-tirature/comment-page-1/#comment-132389</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sascha]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Feb 2013 08:53:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quello che mi indispone un po&#039;, in questa occasione (a parte l&#039;occasione dell&#039;anniversario), è la riproposizione dell&#039;idea che il disprezzo verso la letteratura rosa venga da una vaga &#039;cultura ufficiale&#039; o &#039;alta&#039; e non dagli appassionati di altri generi &#039;popolari&#039;, che pretendono rispetto per sè ma lo rifiutano agli altri, specie se donne. Insomma, non credo che l&#039;espressione &#039;chick lit&#039; venga da Roland Barthes o Harold Bloom...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che mi indispone un po&#8217;, in questa occasione (a parte l&#8217;occasione dell&#8217;anniversario), è la riproposizione dell&#8217;idea che il disprezzo verso la letteratura rosa venga da una vaga &#8216;cultura ufficiale&#8217; o &#8216;alta&#8217; e non dagli appassionati di altri generi &#8216;popolari&#8217;, che pretendono rispetto per sè ma lo rifiutano agli altri, specie se donne. Insomma, non credo che l&#8217;espressione &#8216;chick lit&#8217; venga da Roland Barthes o Harold Bloom&#8230;</p>
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		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/liale-galline-vecchie-avanguardie-tirature/comment-page-1/#comment-132388</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Feb 2013 08:48:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tutti quanti siamo diventati critici ufficiali. Vero, Fabio Lotti. Ma non mi sembra che ci sia un grande passo avanti: vogliamo avere l&#039;umiltà di ammetterlo?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti quanti siamo diventati critici ufficiali. Vero, Fabio Lotti. Ma non mi sembra che ci sia un grande passo avanti: vogliamo avere l&#8217;umiltà di ammetterlo?</p>
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		<title>
		Di: Fabio Lotti		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/liale-galline-vecchie-avanguardie-tirature/comment-page-1/#comment-132387</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fabio Lotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Feb 2013 08:07:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ma dove sono questi “critici ufficiali” o questi “critici” fra virgolette che vogliono mantenere il “potere”? Con l’avvento di internet tutti quanti siamo diventati critici ufficiali. Vedo in giro una valanga di blog dove ognuno critica, giustamente, come gli pare e piace. Per me il “gialletto rosa”, più volte criticato, vale come il giallone nero splatterato o il malloppone scandinavo stragonfio quando sono ipertrofici e scritti male. Quando l’amore, la passione, il sesso, il tormento, le sottili variazioni dell’animo ecc…, forze vitali in qualsiasi romanzo, scadono in forzature, in stanche ripetitività  e in un balbettio scritturale davvero sconcertante ecco che, almeno da parte mia, non arriva il consenso (poi ad altri può pure piacere e ci stringiamo la mano). E, per quanto ne so, non sono solo gli insensibili  maschietti a risentirsi di questa sciupio di sentimenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma dove sono questi “critici ufficiali” o questi “critici” fra virgolette che vogliono mantenere il “potere”? Con l’avvento di internet tutti quanti siamo diventati critici ufficiali. Vedo in giro una valanga di blog dove ognuno critica, giustamente, come gli pare e piace. Per me il “gialletto rosa”, più volte criticato, vale come il giallone nero splatterato o il malloppone scandinavo stragonfio quando sono ipertrofici e scritti male. Quando l’amore, la passione, il sesso, il tormento, le sottili variazioni dell’animo ecc…, forze vitali in qualsiasi romanzo, scadono in forzature, in stanche ripetitività  e in un balbettio scritturale davvero sconcertante ecco che, almeno da parte mia, non arriva il consenso (poi ad altri può pure piacere e ci stringiamo la mano). E, per quanto ne so, non sono solo gli insensibili  maschietti a risentirsi di questa sciupio di sentimenti.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Sascha		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/liale-galline-vecchie-avanguardie-tirature/comment-page-1/#comment-132386</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sascha]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Feb 2013 12:07:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Invece di Liala, che sospetto pochi qui abbiano letto se non per motivi di studio, non potremmo parlare di un tema più attuale, cioè l&#039;atteggiamento della community fantasy nei confronti della serie di Twilight, libri e film? La pretesa dei &#039;critici&#039;, gli stessi che lagnano l&#039;insensibilità della &#039;cultura alta&#039; nei confronti dei &#039;generi&#039; (dopo aver magari detto che non esistono - ma allora perchè la lagna?), di dare giudizi di valore rigorosamente estetici che poi, a leggerli, si riducono al solito, becero &#039;roba da ragazzine in calore&#039;, mentre roba altrettanto scadente ma &#039;maschile&#039; viene trattata con molta maggior indulgenza?
Prendersela oggi con le &#039;vecchie avanguardie&#039; non è altro, temo, che una strategia di potere equivalente a quella del Gruppo 63, la ridefinezione di un canone con autori nuovi di cui i nuovi &#039;critici&#039; possono proclamare il possesso e monopolio. Perchè quando ipocritamente si chiede di abolire le distinzioni fra generi o fra alto e basso, in realtà si chiede l&#039;esatto opposto, che i &#039;generi&#039; (quelli tosti, da cui il rosa è ovviamente escluso) vengano giudicati solo secondo i propri criteri - ovvero, fuori dal mio orticello (che d&#039;ora in poi si chiamerà giardino, btw). Da cui i tipici &#039;è bello - se ti piace il genere&#039;, oppure &#039;allora vuol dire che non conosci il genere&#039;...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Invece di Liala, che sospetto pochi qui abbiano letto se non per motivi di studio, non potremmo parlare di un tema più attuale, cioè l&#8217;atteggiamento della community fantasy nei confronti della serie di Twilight, libri e film? La pretesa dei &#8216;critici&#8217;, gli stessi che lagnano l&#8217;insensibilità della &#8216;cultura alta&#8217; nei confronti dei &#8216;generi&#8217; (dopo aver magari detto che non esistono &#8211; ma allora perchè la lagna?), di dare giudizi di valore rigorosamente estetici che poi, a leggerli, si riducono al solito, becero &#8216;roba da ragazzine in calore&#8217;, mentre roba altrettanto scadente ma &#8216;maschile&#8217; viene trattata con molta maggior indulgenza?<br />
Prendersela oggi con le &#8216;vecchie avanguardie&#8217; non è altro, temo, che una strategia di potere equivalente a quella del Gruppo 63, la ridefinezione di un canone con autori nuovi di cui i nuovi &#8216;critici&#8217; possono proclamare il possesso e monopolio. Perchè quando ipocritamente si chiede di abolire le distinzioni fra generi o fra alto e basso, in realtà si chiede l&#8217;esatto opposto, che i &#8216;generi&#8217; (quelli tosti, da cui il rosa è ovviamente escluso) vengano giudicati solo secondo i propri criteri &#8211; ovvero, fuori dal mio orticello (che d&#8217;ora in poi si chiamerà giardino, btw). Da cui i tipici &#8216;è bello &#8211; se ti piace il genere&#8217;, oppure &#8216;allora vuol dire che non conosci il genere&#8217;&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
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