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	Commenti a: LIBERTA&#039;?	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: francesca violi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/liberta/comment-page-4/#comment-120453</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesca violi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 20:40:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E&#039; vero, Mgcgio, capita a tutti di dire la prima cosa che ti viene in mente, di parlare per dare aria ai denti tra amici, o al bar, in casa ecc. Capisco sull&#039;account personale di anobii, sul proprio blog...però i siti tipo IBS sarebbero anche un posto dove si va per farsi un&#039;idea di un libro prima di comprarlo. Esprimere un proprio commento in quelle sedi dovrebbe avere lo scopo della condivisione, diciamo con un minimo di spirito di servizio agli altri utenti. Non è obbligatorio lasciare un commento: se non si ha voglia di fare un minimo sforzo, basta non scrivere nulla. Ma se io leggo nella bacheca solo commenti come  &quot;che merda sto libro!&quot; (o, se per questo, anche &quot;l&#039;ho TROOOPOOO lovvato :-*!!!) , non è che mi aiuti molto a farmi un&#039;idea del libro. In effetti verso l&#039;incontinenza di sé in luogo pubblico devo dire sono abbastanza intollerante.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; vero, Mgcgio, capita a tutti di dire la prima cosa che ti viene in mente, di parlare per dare aria ai denti tra amici, o al bar, in casa ecc. Capisco sull&#8217;account personale di anobii, sul proprio blog&#8230;però i siti tipo IBS sarebbero anche un posto dove si va per farsi un&#8217;idea di un libro prima di comprarlo. Esprimere un proprio commento in quelle sedi dovrebbe avere lo scopo della condivisione, diciamo con un minimo di spirito di servizio agli altri utenti. Non è obbligatorio lasciare un commento: se non si ha voglia di fare un minimo sforzo, basta non scrivere nulla. Ma se io leggo nella bacheca solo commenti come  &#8220;che merda sto libro!&#8221; (o, se per questo, anche &#8220;l&#8217;ho TROOOPOOO lovvato :-*!!!) , non è che mi aiuti molto a farmi un&#8217;idea del libro. In effetti verso l&#8217;incontinenza di sé in luogo pubblico devo dire sono abbastanza intollerante.</p>
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		<title>
		Di: Ant		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/liberta/comment-page-4/#comment-120452</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ant]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 20:20:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non lo trovo intollerante. Non parla di censurare o zittire. Parla di essere responsabili di quel che si fa. E&#039; così tremendo?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non lo trovo intollerante. Non parla di censurare o zittire. Parla di essere responsabili di quel che si fa. E&#8217; così tremendo?</p>
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		<title>
		Di: Mgcgio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/liberta/comment-page-4/#comment-120451</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mgcgio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 19:55:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Ant: sì, ma non c&#039;entra nulla. In quella sketch, Guzzanti faceva della satira sui dei politici, che intendono per libertà solo la &quot;loro&quot; libertà. E una libertà assoluta, senza freni.
Esprimere delle opinioni, per quanto bizzarre o poco argomentate o ignoranti, è una cosa sacrosanta. Così come il ribattere a quelle opinioni.
Ma mi chiedo: perchè si deve prendere come esempio di commenti stupidi, solo quelli negativi nei confronti di un libro, e non quelli positivi? Lo fanno anche i Wu Ming (sono arrivato a questo blog, leggendo il loro ultimo post su Giap).
Ma non è questo il punto. Il punto è che i commenti stupidi non sono nulla di pericoloso o che dovrebbe preoccupare. Sono solo dei commenti, e a voi non è mai capitato di dire cazzate? A me sì, tante volte.
E quindi? Non si può più? Per un tizio che non capisce La fattoria degli animali, ce ne sono 10000 invece che lo capiscono. Dobbiamo preoccuparci che quell&#039;uno conquisti la Terra?
Cosa facciamo, ammazziamo tutti quelli che dicono qualcosa di stupido? Perchè solo chi fa una recensione stupida? C&#039;è ancora chi crede che Cristo sia risorto dopo 3 giorni, è più intelligente di chi non capisce che La fattoria degli animali è un&#039;allegoria?
Potrei continuare all&#039;infinito.
Il punto è che questo post è intollerante. Non è un problema, capita di essere intolleranti su qualcosa o qualcuno, chi non lo è? Io anche sono intollerante verso molte cose.
Solo, ci tenevo a dirlo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Ant: sì, ma non c&#8217;entra nulla. In quella sketch, Guzzanti faceva della satira sui dei politici, che intendono per libertà solo la &#8220;loro&#8221; libertà. E una libertà assoluta, senza freni.<br />
Esprimere delle opinioni, per quanto bizzarre o poco argomentate o ignoranti, è una cosa sacrosanta. Così come il ribattere a quelle opinioni.<br />
Ma mi chiedo: perchè si deve prendere come esempio di commenti stupidi, solo quelli negativi nei confronti di un libro, e non quelli positivi? Lo fanno anche i Wu Ming (sono arrivato a questo blog, leggendo il loro ultimo post su Giap).<br />
Ma non è questo il punto. Il punto è che i commenti stupidi non sono nulla di pericoloso o che dovrebbe preoccupare. Sono solo dei commenti, e a voi non è mai capitato di dire cazzate? A me sì, tante volte.<br />
E quindi? Non si può più? Per un tizio che non capisce La fattoria degli animali, ce ne sono 10000 invece che lo capiscono. Dobbiamo preoccuparci che quell&#8217;uno conquisti la Terra?<br />
Cosa facciamo, ammazziamo tutti quelli che dicono qualcosa di stupido? Perchè solo chi fa una recensione stupida? C&#8217;è ancora chi crede che Cristo sia risorto dopo 3 giorni, è più intelligente di chi non capisce che La fattoria degli animali è un&#8217;allegoria?<br />
Potrei continuare all&#8217;infinito.<br />
Il punto è che questo post è intollerante. Non è un problema, capita di essere intolleranti su qualcosa o qualcuno, chi non lo è? Io anche sono intollerante verso molte cose.<br />
Solo, ci tenevo a dirlo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Ant		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/liberta/comment-page-4/#comment-120450</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ant]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 18:32:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Hai presente il vecchio sketch con Guzzanti, quello della casa della libertà, facciamo un po&#039; come cazzo ci pare? Ecco.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Hai presente il vecchio sketch con Guzzanti, quello della casa della libertà, facciamo un po&#8217; come cazzo ci pare? Ecco.</p>
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		<title>
		Di: Mgcgio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/liberta/comment-page-4/#comment-120449</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mgcgio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 18:05:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In giro ci sono un casino di commenti positivi a dei libri. Commenti spesso privi di argomentazioni, scritti male, ecc.
Ma quelli vanno bene, perchè sono positivi.
Invece quelli negativi no.
Mah.
Quello che si fa fatica a capire, è che i commenti che si leggono su internet, sono gli stessi che si fanno tra lettori e conoscenti, nella vita normale. Ognuno esprime la propria opinione, e in tal modo si espone ad un possibile dissenso e controcritica.
E&#039; normale ed è giusto che sia così. Questa è la libertà. Libertà vuol dire anche poter dire cazzate, e che ci sia qualcuno che possa controbattere alle tue cazzate.
Non accettare questo vuol dire non accettare l&#039;idea di libertà. Esprimere un&#039;opinione non è MAI una cosa negativa (tranne per gli insulti gratuiti, e tranne per chi ricopre dei ruoli istituzionali, perchè rappresenta qualcun&#039;altro oltre sè stesso, quindi deve stare attento a ciò che dice)
Ma attenzione: i commenti scritti su anobii, sui blog, su ibs, ecc., sono scritti da lettori che non vengono pagati per questo. Non sono recensori professionisti (che hanno il dovere di informare, e che spesso invece si riducono a fare della pubblicità all&#039;autore o editore amico, oppure criticare ad minchiam un scrittore solo perchè di idee politiche diverse, ecc).
E quindi, bisogna prenderli per quelli che sono. Dei commenti di lettori.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In giro ci sono un casino di commenti positivi a dei libri. Commenti spesso privi di argomentazioni, scritti male, ecc.<br />
Ma quelli vanno bene, perchè sono positivi.<br />
Invece quelli negativi no.<br />
Mah.<br />
Quello che si fa fatica a capire, è che i commenti che si leggono su internet, sono gli stessi che si fanno tra lettori e conoscenti, nella vita normale. Ognuno esprime la propria opinione, e in tal modo si espone ad un possibile dissenso e controcritica.<br />
E&#8217; normale ed è giusto che sia così. Questa è la libertà. Libertà vuol dire anche poter dire cazzate, e che ci sia qualcuno che possa controbattere alle tue cazzate.<br />
Non accettare questo vuol dire non accettare l&#8217;idea di libertà. Esprimere un&#8217;opinione non è MAI una cosa negativa (tranne per gli insulti gratuiti, e tranne per chi ricopre dei ruoli istituzionali, perchè rappresenta qualcun&#8217;altro oltre sè stesso, quindi deve stare attento a ciò che dice)<br />
Ma attenzione: i commenti scritti su anobii, sui blog, su ibs, ecc., sono scritti da lettori che non vengono pagati per questo. Non sono recensori professionisti (che hanno il dovere di informare, e che spesso invece si riducono a fare della pubblicità all&#8217;autore o editore amico, oppure criticare ad minchiam un scrittore solo perchè di idee politiche diverse, ecc).<br />
E quindi, bisogna prenderli per quelli che sono. Dei commenti di lettori.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Anatra all&#8217;arancia meccanica: che se ne dice in giro? Part 2 / #AaAM&#160;&#124;&#160;Giap, la stanza dei bottoni di Wu Ming		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/liberta/comment-page-4/#comment-120448</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anatra all&#8217;arancia meccanica: che se ne dice in giro? Part 2 / #AaAM&#160;&#124;&#160;Giap, la stanza dei bottoni di Wu Ming]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jun 2011 19:26:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] già anni fa, quando IBS era lo &#8220;sfogatoio&#8221; italico per eccellenza, e di recente è tornata a parlarne Loredana Lipperini. Non dobbiamo aver paura di dirlo, e Theodore Sturgeon lo disse forte e chiaro: [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] già anni fa, quando IBS era lo &#8220;sfogatoio&#8221; italico per eccellenza, e di recente è tornata a parlarne Loredana Lipperini. Non dobbiamo aver paura di dirlo, e Theodore Sturgeon lo disse forte e chiaro: [&#8230;] </p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: daniele marotta		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/liberta/comment-page-4/#comment-120447</link>

		<dc:creator><![CDATA[daniele marotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jun 2011 21:43:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Anonimo ti rispondo solo perché mi dai l&#039;occasione di approfondire...
mica ho detto che quella è la ricetta del libro perfetto, ho detto che sono dei parametri di giudizio.
Va da sé che ci sono narrazioni basati sulla trama, altre basate sui personaggi, altre ancora sul significato della vicenda altri sul ritmo...
Dipende.
D.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anonimo ti rispondo solo perché mi dai l&#8217;occasione di approfondire&#8230;<br />
mica ho detto che quella è la ricetta del libro perfetto, ho detto che sono dei parametri di giudizio.<br />
Va da sé che ci sono narrazioni basati sulla trama, altre basate sui personaggi, altre ancora sul significato della vicenda altri sul ritmo&#8230;<br />
Dipende.<br />
D.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Anonimo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/liberta/comment-page-4/#comment-120446</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jun 2011 16:53:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Forse l&#039;elemento fuorviante è pensare alla &quot;rete&quot; come un qualcosa di indistinto (come del resto non aiuta parlare di &quot;l&#039;editoria&quot; o de &quot;gli scrittori&quot;). Sarebbe interessante capire per esempio se un certo tipo di commenti viene postato prevalentemente da giovani o meno giovani, tanto per verificare l&#039;incidenza del fattore scuola al quale accenna Walter Binaghi; se certi lettori sono anche forti telespettatori e quindi abbiano introiettato lo stile comunicativo proprio del talkshow; o distinguere tra i commenti dei blog, dei luoghi di vendita o dei social forum (che sono in larga misura anche luoghi di acchiappo, il che determina una necessità di visibilità che poco ci entra coi libri). Mi piacerebbe sul tema un&#039;indagine vera, supportata da molti numeri. Temo che al di là delle buone intenzioni, il rischio della supponenza nei confronti della Rete si annidi proprio in questa genericità.
@Daniele Marotta
Hai scritto
&quot; Per un libro si può parlare di:coerenza interna in merito alla vicenda,
coerenza in merito alla narrazione al ritmo,
coerenza in merito all’ambiente in cui si svolge la storia.
capacità dell’autore di rendere una vicenda viva e reale approfondendo
le motivazioni dei personaggi e le vicende dell’ambiente in cui si muovono.
efficacia, intensità e profondità delle emozioni in gioco nel libro.
presenza della giusta quantità di tensione,
capacità di costruire un romanzo secondo un struttura di stasi, conflitto e risoluzione finale, che proietti la lettura verso un’apice emozionale, anziché procedere a tentoni e singhiozzi fino a spegnersi rasoterra.
capacità o meno di dare spessore e vita ai personaggi e loro coerenza rispetto alle premesse.
capacità dell’autore di rendere personaggi vivi piuttosto che fasulli.
capacità dell’autore nella prosa e correttezza ed efficacia nel linguaggio,
originalità, e capacità di usare bene gli stereotipi in tutti gli ambiti del libro.
profondità e universalità del messaggio poetico se ce n’è.&quot;
Forse non ho capito bene, perchè mi pare che sulla base di questi criteri, per un motivo o per l&#039;altro potemmo serenamente scartare Il maestro e Margherita, Moby Dick, le Considerazioni filosofiche del Gatto Murr, L&#039;uomo senza qualità, Tenera è la notte, la Recherche, Orlando Furioso, Infinite Jest, La svastica sul sole..puoi spiegarti meglio?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forse l&#8217;elemento fuorviante è pensare alla &#8220;rete&#8221; come un qualcosa di indistinto (come del resto non aiuta parlare di &#8220;l&#8217;editoria&#8221; o de &#8220;gli scrittori&#8221;). Sarebbe interessante capire per esempio se un certo tipo di commenti viene postato prevalentemente da giovani o meno giovani, tanto per verificare l&#8217;incidenza del fattore scuola al quale accenna Walter Binaghi; se certi lettori sono anche forti telespettatori e quindi abbiano introiettato lo stile comunicativo proprio del talkshow; o distinguere tra i commenti dei blog, dei luoghi di vendita o dei social forum (che sono in larga misura anche luoghi di acchiappo, il che determina una necessità di visibilità che poco ci entra coi libri). Mi piacerebbe sul tema un&#8217;indagine vera, supportata da molti numeri. Temo che al di là delle buone intenzioni, il rischio della supponenza nei confronti della Rete si annidi proprio in questa genericità.<br />
@Daniele Marotta<br />
Hai scritto<br />
&#8221; Per un libro si può parlare di:coerenza interna in merito alla vicenda,<br />
coerenza in merito alla narrazione al ritmo,<br />
coerenza in merito all’ambiente in cui si svolge la storia.<br />
capacità dell’autore di rendere una vicenda viva e reale approfondendo<br />
le motivazioni dei personaggi e le vicende dell’ambiente in cui si muovono.<br />
efficacia, intensità e profondità delle emozioni in gioco nel libro.<br />
presenza della giusta quantità di tensione,<br />
capacità di costruire un romanzo secondo un struttura di stasi, conflitto e risoluzione finale, che proietti la lettura verso un’apice emozionale, anziché procedere a tentoni e singhiozzi fino a spegnersi rasoterra.<br />
capacità o meno di dare spessore e vita ai personaggi e loro coerenza rispetto alle premesse.<br />
capacità dell’autore di rendere personaggi vivi piuttosto che fasulli.<br />
capacità dell’autore nella prosa e correttezza ed efficacia nel linguaggio,<br />
originalità, e capacità di usare bene gli stereotipi in tutti gli ambiti del libro.<br />
profondità e universalità del messaggio poetico se ce n’è.&#8221;<br />
Forse non ho capito bene, perchè mi pare che sulla base di questi criteri, per un motivo o per l&#8217;altro potemmo serenamente scartare Il maestro e Margherita, Moby Dick, le Considerazioni filosofiche del Gatto Murr, L&#8217;uomo senza qualità, Tenera è la notte, la Recherche, Orlando Furioso, Infinite Jest, La svastica sul sole..puoi spiegarti meglio?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: salvatore talia		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/liberta/comment-page-4/#comment-120445</link>

		<dc:creator><![CDATA[salvatore talia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jun 2011 14:56:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sul cosiddetto &quot;effetto IBS&quot; ho reperito un interessante intervento di Wu Ming 1 di qualche anno fa:
http://www.wumingfoundation.com/italiano/Giap/nandropausa11.htm#6]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul cosiddetto &#8220;effetto IBS&#8221; ho reperito un interessante intervento di Wu Ming 1 di qualche anno fa:<br />
<a href="http://www.wumingfoundation.com/italiano/Giap/nandropausa11.htm#6" rel="nofollow ugc">http://www.wumingfoundation.com/italiano/Giap/nandropausa11.htm#6</a></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: luziferszorn		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/liberta/comment-page-4/#comment-120444</link>

		<dc:creator><![CDATA[luziferszorn]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jun 2011 10:16:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4611#comment-120444</guid>

					<description><![CDATA[Qualcuno dice che: &quot;se ci scrivi delle scemenze, ti inchiodi alla gogna con le tue stesse mani.&quot;
- - -
Direi di no. Per lo più la gente ha la memoria corta. E poi ci sono scemenze e scemenze. La scemenza del critico &quot;di grido&quot; che vede un ciarlatano dove invece c&#039;è un genio rimane negli annali della critica, ma se non c&#039;è qualcuno che a distanza di anni ce lo ricorda noi ce ne dimentichiamo. La scemenza scritta da un anonimo lettore sul web non se/ce la ricorderà nessuno. Le scemenze di questo tipo hanno una funzione liberatoria (già detto); inoltre, come altri han fatto notare qua sopra, spesso sono scritte con una precisa funzione altra. Le scemenze del critico &quot;di grido&quot; invece servono a fare stipendio. Eticamente parlando mi pare abbastanza evidente dove risieda l&#039;eventuale danno: c&#039;è chi raggiunge il grande pubblico e determina un&#039;opinione collettiva, specie quando, appunto loro, i critici &quot;di grido&quot;, sono più d&#039;uno e si mettono d&#039;accordo sulle scemenze. In quest&#039;ultimo caso dalla scemenza si approda facilmente all&#039;accanimento ideologico. Oggi va molto la scemenza che invece di vedere il ciarlatano nel genio vede il genio nel ciarlatano; anzi siamo già entrati nella fase dove neanche più devi dimostrare che il ciarlatano è un genio, basta metterlo sullo scaffale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualcuno dice che: &#8220;se ci scrivi delle scemenze, ti inchiodi alla gogna con le tue stesse mani.&#8221;<br />
&#8211; &#8211; &#8211;<br />
Direi di no. Per lo più la gente ha la memoria corta. E poi ci sono scemenze e scemenze. La scemenza del critico &#8220;di grido&#8221; che vede un ciarlatano dove invece c&#8217;è un genio rimane negli annali della critica, ma se non c&#8217;è qualcuno che a distanza di anni ce lo ricorda noi ce ne dimentichiamo. La scemenza scritta da un anonimo lettore sul web non se/ce la ricorderà nessuno. Le scemenze di questo tipo hanno una funzione liberatoria (già detto); inoltre, come altri han fatto notare qua sopra, spesso sono scritte con una precisa funzione altra. Le scemenze del critico &#8220;di grido&#8221; invece servono a fare stipendio. Eticamente parlando mi pare abbastanza evidente dove risieda l&#8217;eventuale danno: c&#8217;è chi raggiunge il grande pubblico e determina un&#8217;opinione collettiva, specie quando, appunto loro, i critici &#8220;di grido&#8221;, sono più d&#8217;uno e si mettono d&#8217;accordo sulle scemenze. In quest&#8217;ultimo caso dalla scemenza si approda facilmente all&#8217;accanimento ideologico. Oggi va molto la scemenza che invece di vedere il ciarlatano nel genio vede il genio nel ciarlatano; anzi siamo già entrati nella fase dove neanche più devi dimostrare che il ciarlatano è un genio, basta metterlo sullo scaffale.</p>
]]></content:encoded>
		
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