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	Commenti a: LUCARELLI SULLA NEW ITALIAN EPIC	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: mario pandiani		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lucarelli-sulla-new-italian-epic/comment-page-1/#comment-95697</link>

		<dc:creator><![CDATA[mario pandiani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 May 2008 22:41:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Minestronesco.... un meltin&#039; pot. ;-)
Puoi dire, certo che puoi dire, non aver metodo è così, si, spesso scrivo per capire cosa voglio dire.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Minestronesco&#8230;. un meltin&#8217; pot. 😉<br />
Puoi dire, certo che puoi dire, non aver metodo è così, si, spesso scrivo per capire cosa voglio dire.</p>
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		Di: Wu Ming 1		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Wu Ming 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 May 2008 22:09:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sì, sono io. E tranquillo, dopo il tuo secondo commento credo tutti abbiano capito meglio cosa volessi dire. E&#039; che il primo era un po&#039; minestronesco, se posso dire... :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, sono io. E tranquillo, dopo il tuo secondo commento credo tutti abbiano capito meglio cosa volessi dire. E&#8217; che il primo era un po&#8217; minestronesco, se posso dire&#8230; 🙂</p>
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		Di: mario pandiani		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[mario pandiani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 May 2008 22:06:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bellissima, volevo aggiungere che la vostra sigla è NIE, non NEI, ma mi arrendo più che volentieri, non sono uno che si nutre di polemiche, siete impagabili nel lavoro che fate e finirei per dire che Manzoni è francese, il che mi sembra troppo persino per me ;).
Mi piacerebbe molto parlare di jazz un giorno con te, sei tu che tieni la rubrica su MJ?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bellissima, volevo aggiungere che la vostra sigla è NIE, non NEI, ma mi arrendo più che volentieri, non sono uno che si nutre di polemiche, siete impagabili nel lavoro che fate e finirei per dire che Manzoni è francese, il che mi sembra troppo persino per me ;).<br />
Mi piacerebbe molto parlare di jazz un giorno con te, sei tu che tieni la rubrica su MJ?</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: Wu Ming 1		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Wu Ming 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 May 2008 21:37:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Pensa che quando hai scritto &quot;romanzo d&#039;inchiesta&quot; lì per lì ho pensato alla &quot;Storia della colonna infame&quot; di Manzoni, e invece tu stavi per citare &quot;A sangue freddo&quot; di Capote :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pensa che quando hai scritto &#8220;romanzo d&#8217;inchiesta&#8221; lì per lì ho pensato alla &#8220;Storia della colonna infame&#8221; di Manzoni, e invece tu stavi per citare &#8220;A sangue freddo&#8221; di Capote 🙂</p>
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		Di: mario pandiani		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lucarelli-sulla-new-italian-epic/comment-page-1/#comment-95693</link>

		<dc:creator><![CDATA[mario pandiani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 May 2008 21:02:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Si, non so se rientro nella classe di quelli che hanno guardato e non letto l&#039;articolo di Lucarelli, faccio come se non lo fossi, faccio italianamente lo gnorri.
Il mio pensiero era un altro, capisco che la storia italiana sia la frontiera epica del nuovo romanzo italiano, quello che sostenevo è che il metodo è americano.
A sangue freddo di Capote inaugura il romanzo di indagine ed è peculiarmente americano.
Vogliamo sapere cosa succede oggi in italia, guardiamo cosa è successo tre o cinque anni fa in america.
Il fatto è che non ci sono americani, a parte i pellerossa sterminati e i pochi superstiti, ma la radice del romanzo moderno, il romanzo inchiesta, è americana.
E chissenefrega.
Wu Ming scrive di Jazz su una nota rivista del settore, non è forse epico, non è forse utile a capire? eppure è un&#039;esperienza americana.
Non credo che si possa pensare la modernità senza questo strappo dell&#039;identità nazionale (che il cielo cancelli questa aberrazione), strappo che ha avuto corpo nella grande contraddizione etnica e culturale americana.
Ma il problema forse è un altro, abbiamo ancora bisogno di questa identità, non sappiamo più riconoscerci in un indistinto meltin&#039; pot, maledettamente americano anche quello e così andiamo a sviscerare glorie e bassezze del nostro paese, ma come farebbero Woodward e Bernstein.
Forse farò fatica a convincere qualcuno che questa non era e non è una critica a Lucarelli o a Wu ming, non ne avrei ragione ne forse pertinenza, è solo una constatazione sulla matrice da cui partono.
Comunque scherzavo, non ho nessun romanzo nel cassetto, per di più la trovo un&#039;immagine mortificante.
Io lo tengo sulla scrivania e ogni tanto lo rileggo, a me piace.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si, non so se rientro nella classe di quelli che hanno guardato e non letto l&#8217;articolo di Lucarelli, faccio come se non lo fossi, faccio italianamente lo gnorri.<br />
Il mio pensiero era un altro, capisco che la storia italiana sia la frontiera epica del nuovo romanzo italiano, quello che sostenevo è che il metodo è americano.<br />
A sangue freddo di Capote inaugura il romanzo di indagine ed è peculiarmente americano.<br />
Vogliamo sapere cosa succede oggi in italia, guardiamo cosa è successo tre o cinque anni fa in america.<br />
Il fatto è che non ci sono americani, a parte i pellerossa sterminati e i pochi superstiti, ma la radice del romanzo moderno, il romanzo inchiesta, è americana.<br />
E chissenefrega.<br />
Wu Ming scrive di Jazz su una nota rivista del settore, non è forse epico, non è forse utile a capire? eppure è un&#8217;esperienza americana.<br />
Non credo che si possa pensare la modernità senza questo strappo dell&#8217;identità nazionale (che il cielo cancelli questa aberrazione), strappo che ha avuto corpo nella grande contraddizione etnica e culturale americana.<br />
Ma il problema forse è un altro, abbiamo ancora bisogno di questa identità, non sappiamo più riconoscerci in un indistinto meltin&#8217; pot, maledettamente americano anche quello e così andiamo a sviscerare glorie e bassezze del nostro paese, ma come farebbero Woodward e Bernstein.<br />
Forse farò fatica a convincere qualcuno che questa non era e non è una critica a Lucarelli o a Wu ming, non ne avrei ragione ne forse pertinenza, è solo una constatazione sulla matrice da cui partono.<br />
Comunque scherzavo, non ho nessun romanzo nel cassetto, per di più la trovo un&#8217;immagine mortificante.<br />
Io lo tengo sulla scrivania e ogni tanto lo rileggo, a me piace.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Anna Luisa		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lucarelli-sulla-new-italian-epic/comment-page-1/#comment-95692</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anna Luisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 May 2008 19:54:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[... dimenticavo, la mia risposta è ottimista perché sono così di carattere, ma la tua domanda è un tipico caso di &quot;What if&quot;... e quindi non esiste una risposta certa ;-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; dimenticavo, la mia risposta è ottimista perché sono così di carattere, ma la tua domanda è un tipico caso di &#8220;What if&#8221;&#8230; e quindi non esiste una risposta certa 😉</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Anna Luisa		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lucarelli-sulla-new-italian-epic/comment-page-1/#comment-95691</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anna Luisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 May 2008 19:41:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Concludo con una tipica domanda UCRONICA: che cosa sarebbe successo se i cinque bulli veronesi avessero letto “Manituana”?
Risposta:
magari avrebbero mutato forma: da naziskin a skinhead!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Concludo con una tipica domanda UCRONICA: che cosa sarebbe successo se i cinque bulli veronesi avessero letto “Manituana”?<br />
Risposta:<br />
magari avrebbero mutato forma: da naziskin a skinhead!</p>
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		<title>
		Di: laPamperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lucarelli-sulla-new-italian-epic/comment-page-1/#comment-95690</link>

		<dc:creator><![CDATA[laPamperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 May 2008 19:27:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Anna Luisa. Bene. Allora auguriamoci che tutte queste nobili fatiche producano, accanto ai soliti diritti d’autore, anche qualche salutare risultato nella formazione delle nuove generazioni. Concludo con una tipica domanda UCRONICA: che cosa sarebbe successo se i cinque bulli veronesi avessero letto “Manituana”? (Immagino sia questa la domanda che più di ogni altra sta dilaniando la coscienza dei loro educatori).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Anna Luisa. Bene. Allora auguriamoci che tutte queste nobili fatiche producano, accanto ai soliti diritti d’autore, anche qualche salutare risultato nella formazione delle nuove generazioni. Concludo con una tipica domanda UCRONICA: che cosa sarebbe successo se i cinque bulli veronesi avessero letto “Manituana”? (Immagino sia questa la domanda che più di ogni altra sta dilaniando la coscienza dei loro educatori).</p>
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		<title>
		Di: Anna Luisa		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lucarelli-sulla-new-italian-epic/comment-page-1/#comment-95689</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anna Luisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 May 2008 18:58:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ la Paperini
E&#039; ovvio che in quei 6/10 anni hanno fatto anche altro, ma quel genere di fatica di cui parlavo prima, una volta che hai in mano il romanzo non è poi così avvertibile dal lettore. La ricerca storiografica se fatta con un approccio serio e rigoroso richiede molto tempo e il lavoro svolto dal romanziere (mi riferisco ai titoli citati in NIE) è identico a quello fatto da uno storico, differente è solo il risultato: nel caso dello storico il lavoro sulle fonti confluisce in un saggio, per il narratore invece l&#039;esito finale è la produzione di un romanzo. Più il lavoro sulle fonti è approfondito più il risultato sarà &quot;serio&quot; ovvero non pressapochista o superficiale ( la conseguenza etica di cui parlavo sopra, l&#039;antidoto all&#039; &quot;ironia&quot; ).
Infatti non si tratta più di ricostruire una semplice CORNICE storica filologicamente corretta entro cui inserire e muovere i personaggi del romanzo, in realtà si tratta di narrare, scomporre e ricomporre una SEZIONE DI STORIA con tutte le sue complessità (per esempio episodi poco conosciuti o del tutto rimossi): così Cacucci ci ha raccontato un pezzo della storia antifascista del nostro paese, Lucarelli un pezzo di storia del colonialismo italiano, Wu Ming una sezione di storia  relativa alla nascita degli USA, etc...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ la Paperini<br />
E&#8217; ovvio che in quei 6/10 anni hanno fatto anche altro, ma quel genere di fatica di cui parlavo prima, una volta che hai in mano il romanzo non è poi così avvertibile dal lettore. La ricerca storiografica se fatta con un approccio serio e rigoroso richiede molto tempo e il lavoro svolto dal romanziere (mi riferisco ai titoli citati in NIE) è identico a quello fatto da uno storico, differente è solo il risultato: nel caso dello storico il lavoro sulle fonti confluisce in un saggio, per il narratore invece l&#8217;esito finale è la produzione di un romanzo. Più il lavoro sulle fonti è approfondito più il risultato sarà &#8220;serio&#8221; ovvero non pressapochista o superficiale ( la conseguenza etica di cui parlavo sopra, l&#8217;antidoto all&#8217; &#8220;ironia&#8221; ).<br />
Infatti non si tratta più di ricostruire una semplice CORNICE storica filologicamente corretta entro cui inserire e muovere i personaggi del romanzo, in realtà si tratta di narrare, scomporre e ricomporre una SEZIONE DI STORIA con tutte le sue complessità (per esempio episodi poco conosciuti o del tutto rimossi): così Cacucci ci ha raccontato un pezzo della storia antifascista del nostro paese, Lucarelli un pezzo di storia del colonialismo italiano, Wu Ming una sezione di storia  relativa alla nascita degli USA, etc&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: laPaperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/lucarelli-sulla-new-italian-epic/comment-page-1/#comment-95688</link>

		<dc:creator><![CDATA[laPaperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 May 2008 16:44:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Via, non esageriamo. Quando Genna parla di dieci anni per scrivere Hitler e Lucarelli di sei anni per scrivere L&#039;Ottava Vibrazione bisogna tenere presente che in in quei dieci &#038; sei anni i due hanno fatto anche MILIARDI di altri cose (fatto cose, visto persone... pubblicato altri libri), altrimenti torniamo al Tormento e l&#039;Estasi: l&#039;Autore con la A maiuscola che si macera romanticamente in interminabili doglie da parto...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Via, non esageriamo. Quando Genna parla di dieci anni per scrivere Hitler e Lucarelli di sei anni per scrivere L&#8217;Ottava Vibrazione bisogna tenere presente che in in quei dieci &amp; sei anni i due hanno fatto anche MILIARDI di altri cose (fatto cose, visto persone&#8230; pubblicato altri libri), altrimenti torniamo al Tormento e l&#8217;Estasi: l&#8217;Autore con la A maiuscola che si macera romanticamente in interminabili doglie da parto&#8230;</p>
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