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	Commenti a: MA SEGNALO ANCHE&#8230;	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Giuseppe Savarino		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/ma-segnalo-anche/comment-page-1/#comment-123146</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Savarino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 10:41:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Laura mi chiede:
&quot;ma come fai a dire che è giustificabile, fosse anche solo nell’accezione di comprensibile che gli uomini non si siano mai posti il problema in quanto o parti in causa, o in quanto disinteressati alla questione o ancora perché ne traggono vantaggio?&quot;
Intendevo in effetti utilizzare il termine giustificabile nel senso di comprensibile, ma non di &quot;condivisibile&quot;!
Individualmente, ci potranno essere uomini interessati alla questione, qualcuno ha parlato anche di &quot;uomini emancipati&quot;.
Ma non illudiamoci (tutti, uomini o donne) che questo possa verificarsi a livello di diffusione di &quot;genere&quot;.
Se vogliamo essere ipocriti, va bene tutto, ma come si può chiedere a chi detiene il potere di cederlo (anche in parte) a suo detrimento?
E&#039; come volere un dittatore che rinunci spontaneamente al proprio ruolo, solo perché pensa che una parte della popolazione è danneggiata dal suo modo di governare.
In questo ambito, le donne sono le protagoniste e devono farsi carico di rilevare lo stato di degrado e il disagio di una società, piena di &quot;cartelloni 6x3 di tette e culi&quot;, ecc.
Personalmente, quando succede di trovarmi davanti a queste situazioni (giusto per stare al &quot;gioco che ha chiesto Laura atena) provo disagio e quasi tristezza per tutta questa miseria, ma ne provo di più quando vedo le file davanti a Mediaset per fare le &quot;letterine&quot; (si chiamano così?) a Striscia la notizia o in altre insulse trasmissioni (tra l&#039;altro viste purtroppo a maggioranza dalle donne!).
Oppure quando sento le donne (proprio loro) parlare della selezione di Miss Italia o simili, senza provare non solo un minimo di vergogna ma addirittura anche un po&#039; di invidia, nemmeno tanto velata.
Nei miei panni maschili vi posso dire che non lo ritengo uno spettacolo dignitoso, preferirei piuttosto parlare di &quot;individui&quot; e non di maschi e femmine o peggio ancora di maschi contro femmine.
Da qui però a dire che siano tutti gli uomini (o gran parte di essi) a pensare o ad agire per questo, ce ne passa.
L&#039;uomo può affrancarsi dal &quot;maschilismo&quot;, ma non combatterà mai una battaglia per i diritti civili e &quot;per la rottura dei meccanismi di omologazione&quot; delle donne perché sa- istintivamente- che perderebbe parte delle sue &quot;comodità&quot;, del &quot;potere&quot; acquisito nei secoli e forse anche, secondo alcuni, la &quot;mascolinità&quot;.
E&#039; parte in causa, appunto.
E spero con questo di non essere frainteso né di essere considerato come chi voglia lavarsene le mani o come chi non abbia compreso l&#039;universalità della questione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Laura mi chiede:<br />
&#8220;ma come fai a dire che è giustificabile, fosse anche solo nell’accezione di comprensibile che gli uomini non si siano mai posti il problema in quanto o parti in causa, o in quanto disinteressati alla questione o ancora perché ne traggono vantaggio?&#8221;<br />
Intendevo in effetti utilizzare il termine giustificabile nel senso di comprensibile, ma non di &#8220;condivisibile&#8221;!<br />
Individualmente, ci potranno essere uomini interessati alla questione, qualcuno ha parlato anche di &#8220;uomini emancipati&#8221;.<br />
Ma non illudiamoci (tutti, uomini o donne) che questo possa verificarsi a livello di diffusione di &#8220;genere&#8221;.<br />
Se vogliamo essere ipocriti, va bene tutto, ma come si può chiedere a chi detiene il potere di cederlo (anche in parte) a suo detrimento?<br />
E&#8217; come volere un dittatore che rinunci spontaneamente al proprio ruolo, solo perché pensa che una parte della popolazione è danneggiata dal suo modo di governare.<br />
In questo ambito, le donne sono le protagoniste e devono farsi carico di rilevare lo stato di degrado e il disagio di una società, piena di &#8220;cartelloni 6&#215;3 di tette e culi&#8221;, ecc.<br />
Personalmente, quando succede di trovarmi davanti a queste situazioni (giusto per stare al &#8220;gioco che ha chiesto Laura atena) provo disagio e quasi tristezza per tutta questa miseria, ma ne provo di più quando vedo le file davanti a Mediaset per fare le &#8220;letterine&#8221; (si chiamano così?) a Striscia la notizia o in altre insulse trasmissioni (tra l&#8217;altro viste purtroppo a maggioranza dalle donne!).<br />
Oppure quando sento le donne (proprio loro) parlare della selezione di Miss Italia o simili, senza provare non solo un minimo di vergogna ma addirittura anche un po&#8217; di invidia, nemmeno tanto velata.<br />
Nei miei panni maschili vi posso dire che non lo ritengo uno spettacolo dignitoso, preferirei piuttosto parlare di &#8220;individui&#8221; e non di maschi e femmine o peggio ancora di maschi contro femmine.<br />
Da qui però a dire che siano tutti gli uomini (o gran parte di essi) a pensare o ad agire per questo, ce ne passa.<br />
L&#8217;uomo può affrancarsi dal &#8220;maschilismo&#8221;, ma non combatterà mai una battaglia per i diritti civili e &#8220;per la rottura dei meccanismi di omologazione&#8221; delle donne perché sa- istintivamente- che perderebbe parte delle sue &#8220;comodità&#8221;, del &#8220;potere&#8221; acquisito nei secoli e forse anche, secondo alcuni, la &#8220;mascolinità&#8221;.<br />
E&#8217; parte in causa, appunto.<br />
E spero con questo di non essere frainteso né di essere considerato come chi voglia lavarsene le mani o come chi non abbia compreso l&#8217;universalità della questione.</p>
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		<title>
		Di: Laura atena		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/ma-segnalo-anche/comment-page-1/#comment-123145</link>

		<dc:creator><![CDATA[Laura atena]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 10:11:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@matteo e giuseppe mi sembrate mossi da buone intenzioni e mi sembra che i vostri sforzi vadano nella direzione giusta.
posso proporvi un &quot;gioco&quot;? provate a chiudere gli occhi e a immaginarvi donne. siete una donna ad un colloquio di lavoro, una donna ad una riunione, una donna che prova un vestito, una donna che in metropolitana passa davanti ad un cartellone 6x3 di tette e culi di donna, provate a pensare come se foste noi, quali sarebbero le vostre reazioni? poi confrontatele con quelle che avete avuto nei vostri &quot;panni maschili&quot;, parlatene con le vostre compagne, amiche, madri, colleghe ecc
poi se avrete tempo e voglia rileggetevi i post di loredana, dove certamente si parla di femminismo e maternità (non solo eh loredana^-^) ma soprattutto di genitorialità, di parità di doveri e diritti, di congedo parentale maschile, di rottura dei meccanismi di omologazione, sarà una lettura interessante vedrete!
benvenuti! la strada è lunga, il cammino impervio ma due nuovi compagni di viaggio (ognuno con il suo bagaglio e le sue capacità) fanno sempre piacere!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@matteo e giuseppe mi sembrate mossi da buone intenzioni e mi sembra che i vostri sforzi vadano nella direzione giusta.<br />
posso proporvi un &#8220;gioco&#8221;? provate a chiudere gli occhi e a immaginarvi donne. siete una donna ad un colloquio di lavoro, una donna ad una riunione, una donna che prova un vestito, una donna che in metropolitana passa davanti ad un cartellone 6&#215;3 di tette e culi di donna, provate a pensare come se foste noi, quali sarebbero le vostre reazioni? poi confrontatele con quelle che avete avuto nei vostri &#8220;panni maschili&#8221;, parlatene con le vostre compagne, amiche, madri, colleghe ecc<br />
poi se avrete tempo e voglia rileggetevi i post di loredana, dove certamente si parla di femminismo e maternità (non solo eh loredana^-^) ma soprattutto di genitorialità, di parità di doveri e diritti, di congedo parentale maschile, di rottura dei meccanismi di omologazione, sarà una lettura interessante vedrete!<br />
benvenuti! la strada è lunga, il cammino impervio ma due nuovi compagni di viaggio (ognuno con il suo bagaglio e le sue capacità) fanno sempre piacere!</p>
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		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/ma-segnalo-anche/comment-page-1/#comment-123144</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 09:21:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Matteo, sarebbero quattro anni che ne stiamo parlando :) Benvenuto comunque.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Matteo, sarebbero quattro anni che ne stiamo parlando 🙂 Benvenuto comunque.</p>
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		<title>
		Di: matteo telara		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/ma-segnalo-anche/comment-page-1/#comment-123143</link>

		<dc:creator><![CDATA[matteo telara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Oct 2011 22:38:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;argomento è molto complicato, anche perché si parla spesso di femminismo senza tener conto del fatto che occorra al tempo stesso parlare di maschilismo. Ovvero, che non si può considerare un movimento come quello femminista o una condizione (come quella della donna) senza tener conto dell&#039;uomo e della cultura in generale di cui entrambi fanno parte.
A mio parere il femminismo ricomincerà a parlare alla gente (non solo alle donne, ma anche e soprattutto agli uomini) quando saprà analizzare una società tutta, nel suo complesso e nella sua complessità.
Ho due immagini, al momento, nella mia testa.
La prima è la copertina di Panorama del 17 Aprile 1977. Il titolo è &quot;La rabbia delle sedicenni: ADDOSSO AL MASCHIO!&quot; (pensavo di scriverci sopra un articolo).
La seconda è la mia compagna, olandese, che da un anno e mezzo vive con me in Italia.
Riguardo alla copertina penso: nel 1977 la copertina di Panorama mostra due ragazze che inseguono un ragazzo con bombolette e una sorta di bastone. Gli articoli all&#039;interno della rivista parlano di coscienza femminile, parità dei sessi e fine della società gestita dal maschio. Una Nuova Era ahead of Italy! Nel 2011 abbiamo veline, escort, presidenti del consiglio che si trombano minorenni e stacchetti televisivi (non cito le pubblicità ecc... fondate sull&#039;immagine della donna oggetto-sessuale).
Riguardo alla mia compagna: è stupita di quanto le donne in italia (al di là della femminilità o meno, che non ha nulla a che vedere col ruolo che si ricopre nella società) esistano e pare siano felici di esistere solo e soprattutto come accompagnatrici dell&#039;uomo.
Domanda:
Ma cosa è successo negli ultimi 35 anni?
E come si è passati alle copertine del 1977 alle tette e ai culi degli &#039;80 &#039;90?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;argomento è molto complicato, anche perché si parla spesso di femminismo senza tener conto del fatto che occorra al tempo stesso parlare di maschilismo. Ovvero, che non si può considerare un movimento come quello femminista o una condizione (come quella della donna) senza tener conto dell&#8217;uomo e della cultura in generale di cui entrambi fanno parte.<br />
A mio parere il femminismo ricomincerà a parlare alla gente (non solo alle donne, ma anche e soprattutto agli uomini) quando saprà analizzare una società tutta, nel suo complesso e nella sua complessità.<br />
Ho due immagini, al momento, nella mia testa.<br />
La prima è la copertina di Panorama del 17 Aprile 1977. Il titolo è &#8220;La rabbia delle sedicenni: ADDOSSO AL MASCHIO!&#8221; (pensavo di scriverci sopra un articolo).<br />
La seconda è la mia compagna, olandese, che da un anno e mezzo vive con me in Italia.<br />
Riguardo alla copertina penso: nel 1977 la copertina di Panorama mostra due ragazze che inseguono un ragazzo con bombolette e una sorta di bastone. Gli articoli all&#8217;interno della rivista parlano di coscienza femminile, parità dei sessi e fine della società gestita dal maschio. Una Nuova Era ahead of Italy! Nel 2011 abbiamo veline, escort, presidenti del consiglio che si trombano minorenni e stacchetti televisivi (non cito le pubblicità ecc&#8230; fondate sull&#8217;immagine della donna oggetto-sessuale).<br />
Riguardo alla mia compagna: è stupita di quanto le donne in italia (al di là della femminilità o meno, che non ha nulla a che vedere col ruolo che si ricopre nella società) esistano e pare siano felici di esistere solo e soprattutto come accompagnatrici dell&#8217;uomo.<br />
Domanda:<br />
Ma cosa è successo negli ultimi 35 anni?<br />
E come si è passati alle copertine del 1977 alle tette e ai culi degli &#8217;80 &#8217;90?</p>
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		<title>
		Di: Laura		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/ma-segnalo-anche/comment-page-1/#comment-123142</link>

		<dc:creator><![CDATA[Laura]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Oct 2011 16:26:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[aggiungo, polemicamente, che non sono d&#039;accordo sul fatto che &quot;l&#039;emancipazione femminile è una cosa di cui abbiamo, la società intera bisogno, bla bla&quot;. penso, generalizzando, che oggi una donna media messa a confronto con un uomo medio sia più emancipata (da sè stessa, dai modelli, dai ruoli, e quant&#039;altro). sono gli uomini che non hanno proprio mai messo in discussione un tubo. poi che le donne si facciano la guerra tra loro, è una realtà davvero drammatica e triste e dolorosa. ma insomma, ciò di cui abbiamo bisogno è che tutti maschi e femmine si emancipino, riflettano, insieme, costruiscano qualcosa di nuovo, insieme, utopisticamente o meno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>aggiungo, polemicamente, che non sono d&#8217;accordo sul fatto che &#8220;l&#8217;emancipazione femminile è una cosa di cui abbiamo, la società intera bisogno, bla bla&#8221;. penso, generalizzando, che oggi una donna media messa a confronto con un uomo medio sia più emancipata (da sè stessa, dai modelli, dai ruoli, e quant&#8217;altro). sono gli uomini che non hanno proprio mai messo in discussione un tubo. poi che le donne si facciano la guerra tra loro, è una realtà davvero drammatica e triste e dolorosa. ma insomma, ciò di cui abbiamo bisogno è che tutti maschi e femmine si emancipino, riflettano, insieme, costruiscano qualcosa di nuovo, insieme, utopisticamente o meno.</p>
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		<title>
		Di: Laura		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/ma-segnalo-anche/comment-page-1/#comment-123141</link>

		<dc:creator><![CDATA[Laura]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Oct 2011 16:16:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[il commento di donatella era pazzesco, quello di loredana qui ancora più pazzesco, wow. (botta d&#039;entusiasmo, che ve devo dì :)
unica cosa, sul commenti di giuseppe savarino: ma come fai a dire che è giustificabile, fosse anche solo nell&#039;accezione di comprensibile (e allora però era meglio dire comprensibile) che gli uomini non si siano mai posti il problema in quanto o parti in causa, o in quanto disinteressati alla questione o ancora perchè ne traggono vantaggio? scusa ma la cosa che a me fa più imbestialire è proprio l&#039;atteggiamento di buona parte degli uomini che percepiscono tutte ste questioni come paturnie femminili, o in ogni caso come cose relative e pertinenti solo alle donne. ad esempio io spesso quando mi indigno per qualcosa poi, esaperata, dico sempre: ma a voi uomini non fa schifo, non vi sentite anche voi sdegnati di fronte a tante ingiustizie/volgarità e così via, oppure non vi da urto che vi hanno educato a percepire la donna come un culo, culo di un&#039;immagine su un manifesto oppure culo di donna di un film porno, o cmq donna come immagine come modello (madre, escort, ...) e molti di voi non hanno idea di cosa sia faccia senta pensi una donna, o cmq con tutte ste immagini molti di voi non hanno idea di come, banalmente banalmente, si &quot;faccia&quot; l&#039;amore? ci sarebbero altre milioni di cose da dire, ma occorrerebbe più tempo per pensarle e scriverle (bene), e questa invece era la prima cosa che mi è venuta in mente, d&#039;istinto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>il commento di donatella era pazzesco, quello di loredana qui ancora più pazzesco, wow. (botta d&#8217;entusiasmo, che ve devo dì 🙂<br />
unica cosa, sul commenti di giuseppe savarino: ma come fai a dire che è giustificabile, fosse anche solo nell&#8217;accezione di comprensibile (e allora però era meglio dire comprensibile) che gli uomini non si siano mai posti il problema in quanto o parti in causa, o in quanto disinteressati alla questione o ancora perchè ne traggono vantaggio? scusa ma la cosa che a me fa più imbestialire è proprio l&#8217;atteggiamento di buona parte degli uomini che percepiscono tutte ste questioni come paturnie femminili, o in ogni caso come cose relative e pertinenti solo alle donne. ad esempio io spesso quando mi indigno per qualcosa poi, esaperata, dico sempre: ma a voi uomini non fa schifo, non vi sentite anche voi sdegnati di fronte a tante ingiustizie/volgarità e così via, oppure non vi da urto che vi hanno educato a percepire la donna come un culo, culo di un&#8217;immagine su un manifesto oppure culo di donna di un film porno, o cmq donna come immagine come modello (madre, escort, &#8230;) e molti di voi non hanno idea di cosa sia faccia senta pensi una donna, o cmq con tutte ste immagini molti di voi non hanno idea di come, banalmente banalmente, si &#8220;faccia&#8221; l&#8217;amore? ci sarebbero altre milioni di cose da dire, ma occorrerebbe più tempo per pensarle e scriverle (bene), e questa invece era la prima cosa che mi è venuta in mente, d&#8217;istinto.</p>
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		<title>
		Di: Cip		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/ma-segnalo-anche/comment-page-1/#comment-123140</link>

		<dc:creator><![CDATA[Cip]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Oct 2011 15:54:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie Loredana, in effetti mi ero espressa male, perché pareva volessi dire &quot;voi&quot; sbagliate, mentre in quel mio &quot;spiace dirlo&quot; era inclusa proprio me stessa, che ha fatto e sta facendo una *enorme* fatica a guardare oltre i tre punti che elencavo nel mio commento.
Tu hai fatto l&#039;esempio &quot;vetero&quot;femminista della dicotomia sciatta/modaiola. Io mi riferivo in particolare alle due grandi &quot;scatole&quot; in cui quelle della mia età sono state collocate: le longilinee e le formose. Non è questo lo spazio adatto a questo discorso, e lo riprenderò (ora che finalmente riesco ad esprimermi meglio e senza intervenire a gamba tesa come facevo un tempo) se ce ne sarà occasione. Mi sento però di aggiungere che mi si rimprovera spesso di essere ossessionata da una questione marginale e facilmente comprensibile e superabile. A me causa grande dolore e grande fatica, invece.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Loredana, in effetti mi ero espressa male, perché pareva volessi dire &#8220;voi&#8221; sbagliate, mentre in quel mio &#8220;spiace dirlo&#8221; era inclusa proprio me stessa, che ha fatto e sta facendo una *enorme* fatica a guardare oltre i tre punti che elencavo nel mio commento.<br />
Tu hai fatto l&#8217;esempio &#8220;vetero&#8221;femminista della dicotomia sciatta/modaiola. Io mi riferivo in particolare alle due grandi &#8220;scatole&#8221; in cui quelle della mia età sono state collocate: le longilinee e le formose. Non è questo lo spazio adatto a questo discorso, e lo riprenderò (ora che finalmente riesco ad esprimermi meglio e senza intervenire a gamba tesa come facevo un tempo) se ce ne sarà occasione. Mi sento però di aggiungere che mi si rimprovera spesso di essere ossessionata da una questione marginale e facilmente comprensibile e superabile. A me causa grande dolore e grande fatica, invece.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Giuseppe Savarino		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/ma-segnalo-anche/comment-page-1/#comment-123139</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Savarino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Oct 2011 13:56:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Ilaria e alle altre
Se hai scambiato il mio pensiero per paternalismo, credo di non essermi spiegato bene.
E&#039; vero che gli uomini non si pongono un problema di genere, ma credo che sia giustificabile perché sono o parti in causa o sono disinteressati alla questione o ne hanno un vantaggio.
La questione che ponevo è: possibile che le donne riescano a litigare anche su questo punto che richiede invece una forte e consapevole unione?
Capisco che non è semplice acquisire e far acquisire consapevolezza del proprio stato, ma credo che in fondo anche il post di Lipperini poneva proprio questo problema, &quot;altrimenti non ne usciamo&quot;.
Il mio pensiero poneva semplicemente l&#039;accento sul fatto che &quot;l&#039;uscita&quot; interessa tutti i generi, maschili o femminili che siano, e non uno soltanto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Ilaria e alle altre<br />
Se hai scambiato il mio pensiero per paternalismo, credo di non essermi spiegato bene.<br />
E&#8217; vero che gli uomini non si pongono un problema di genere, ma credo che sia giustificabile perché sono o parti in causa o sono disinteressati alla questione o ne hanno un vantaggio.<br />
La questione che ponevo è: possibile che le donne riescano a litigare anche su questo punto che richiede invece una forte e consapevole unione?<br />
Capisco che non è semplice acquisire e far acquisire consapevolezza del proprio stato, ma credo che in fondo anche il post di Lipperini poneva proprio questo problema, &#8220;altrimenti non ne usciamo&#8221;.<br />
Il mio pensiero poneva semplicemente l&#8217;accento sul fatto che &#8220;l&#8217;uscita&#8221; interessa tutti i generi, maschili o femminili che siano, e non uno soltanto.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/ma-segnalo-anche/comment-page-1/#comment-123138</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Oct 2011 10:20:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4838#comment-123138</guid>

					<description><![CDATA[Cip, la questione del corpo &quot;è&quot; lacerante, purtroppo. Perchè è sul corpo femminile che nei secoli è passata la gestione del potere.
Però, posso dirti una cosa? A me non sembra che il femminismo riduca il tema a due &quot;tipi&quot; di corpo: questa, ahinoi, è la banalizzazione che viene data del femminismo da chi vuole vederlo come prescrittivo e moralista. Non è vero: non esistono due soli modelli, ma tanti quante sono le donne. Mi rendo conto che c&#039;è una generazione, quella delle trenta-quarantenni privilegiate (intendo dotate di buon reddito: mai come in questi giorni, lavorando sulla maternità, sto toccando con mano la disparità fra nord e sud del paese), che è cresciuta con un solo immaginario, che è quello dell&#039;aderire a un modello estetico da contrapporre al presunto femminismo anni Settanta. Ma quel femminismo non era come viene dipinto: c&#039;era una non riproponibile allegria e una possibilità di scelta fra come essere, se sciatta o impeccabile, se selvaggia o modaiola, e tutte insieme in una sola persona. Oggi tutto questo non c&#039;è: e non è il femminismo odierno a riproporre la dicotomia, ma le donne che temono che il femminismo voglia privarle del rossetto e del fard. Cosa FALSISSIMA. Ma ormai passata come reale. Per me il problema è qui: riuscire a ritessere rapporti generazionali che sono stati perduti (per responsabilità del femminismo storico, insisto e continuerò a insistere su questo punto).
Nessun modello, ma tanti modelli. Nessun diktat, ma libertà di scelta. Nessuna condanna di chi non si conforma. E, soprattutto, consapevolezza che quel che vale per un pugno di donne con disponibilità economica, reti familiari forti, buona cultura, &lt;strong&gt;non vale per TUTTE le donne.&lt;/strong&gt;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cip, la questione del corpo &#8220;è&#8221; lacerante, purtroppo. Perchè è sul corpo femminile che nei secoli è passata la gestione del potere.<br />
Però, posso dirti una cosa? A me non sembra che il femminismo riduca il tema a due &#8220;tipi&#8221; di corpo: questa, ahinoi, è la banalizzazione che viene data del femminismo da chi vuole vederlo come prescrittivo e moralista. Non è vero: non esistono due soli modelli, ma tanti quante sono le donne. Mi rendo conto che c&#8217;è una generazione, quella delle trenta-quarantenni privilegiate (intendo dotate di buon reddito: mai come in questi giorni, lavorando sulla maternità, sto toccando con mano la disparità fra nord e sud del paese), che è cresciuta con un solo immaginario, che è quello dell&#8217;aderire a un modello estetico da contrapporre al presunto femminismo anni Settanta. Ma quel femminismo non era come viene dipinto: c&#8217;era una non riproponibile allegria e una possibilità di scelta fra come essere, se sciatta o impeccabile, se selvaggia o modaiola, e tutte insieme in una sola persona. Oggi tutto questo non c&#8217;è: e non è il femminismo odierno a riproporre la dicotomia, ma le donne che temono che il femminismo voglia privarle del rossetto e del fard. Cosa FALSISSIMA. Ma ormai passata come reale. Per me il problema è qui: riuscire a ritessere rapporti generazionali che sono stati perduti (per responsabilità del femminismo storico, insisto e continuerò a insistere su questo punto).<br />
Nessun modello, ma tanti modelli. Nessun diktat, ma libertà di scelta. Nessuna condanna di chi non si conforma. E, soprattutto, consapevolezza che quel che vale per un pugno di donne con disponibilità economica, reti familiari forti, buona cultura, <strong>non vale per TUTTE le donne.</strong></p>
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		Di: Cip		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/ma-segnalo-anche/comment-page-1/#comment-123137</link>

		<dc:creator><![CDATA[Cip]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 23:52:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In questi anni di, se posso chiamarla così, ricerca femminista, mi sono concentrata soprattutto sulle questioni del corpo perché evidentemente mi toccano e lacerano più di altre. E le righe sul superare la rivalità e la competitività sono preziose. In particolare mi tocca da vicino la questione del valore della magrezza, che viene affrontato - e devo dirlo, spesso e volentieri dalle stesse femministe - in modo radicalmente sbagliato. Sbagliato a 1) contrapporre due (e solo due!!!) &quot;tipi&quot; di corpo, 2) a stabilire la predominanza ora di uno ora dell&#039;altro, e 3) partire da uno sguardo maschile (&quot;è più desiderabile questo di quest&#039;altro&quot;).
Abbandonare l&#039;occhio maschile per cercare il mio occhio femminile è una delle cose più faticose e dolorose che stia sperimentando in età adulta, forse proprio l&#039;esperienza principale del mio percorso di maturazione.
Grazie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi anni di, se posso chiamarla così, ricerca femminista, mi sono concentrata soprattutto sulle questioni del corpo perché evidentemente mi toccano e lacerano più di altre. E le righe sul superare la rivalità e la competitività sono preziose. In particolare mi tocca da vicino la questione del valore della magrezza, che viene affrontato &#8211; e devo dirlo, spesso e volentieri dalle stesse femministe &#8211; in modo radicalmente sbagliato. Sbagliato a 1) contrapporre due (e solo due!!!) &#8220;tipi&#8221; di corpo, 2) a stabilire la predominanza ora di uno ora dell&#8217;altro, e 3) partire da uno sguardo maschile (&#8220;è più desiderabile questo di quest&#8217;altro&#8221;).<br />
Abbandonare l&#8217;occhio maschile per cercare il mio occhio femminile è una delle cose più faticose e dolorose che stia sperimentando in età adulta, forse proprio l&#8217;esperienza principale del mio percorso di maturazione.<br />
Grazie.</p>
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