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	Commenti a: MA&#8230;	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: spettatrice		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/ma/comment-page-1/#comment-94497</link>

		<dc:creator><![CDATA[spettatrice]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2008 19:58:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[(OT)
Lucio, spero che Loredana perdonerà l&#039;uso improprio.
Purtroppo non riesco a intervenire spesso. Solo di tanto in tanto e se un argomento mi prende davvero. Leggo, anche il tuo blog, quasi quotianamente. Pesco chicche di alterna simpatia e vedo che non hai perso l&#039;abitudine di maramaldeggiare per la rete :-)  Mi sei simpatico comunque, anche quando finisce che fai qualche pestata. Don&#039;t worry :-)
besos]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(OT)<br />
Lucio, spero che Loredana perdonerà l&#8217;uso improprio.<br />
Purtroppo non riesco a intervenire spesso. Solo di tanto in tanto e se un argomento mi prende davvero. Leggo, anche il tuo blog, quasi quotianamente. Pesco chicche di alterna simpatia e vedo che non hai perso l&#8217;abitudine di maramaldeggiare per la rete 🙂  Mi sei simpatico comunque, anche quando finisce che fai qualche pestata. Don&#8217;t worry 🙂<br />
besos</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Lucio Angelini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/ma/comment-page-1/#comment-94496</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lucio Angelini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Feb 2008 12:40:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[OT]. Ciao Spettatrice. Non ti ho più sentita. Mi vuoi ancora bene?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[OT]. Ciao Spettatrice. Non ti ho più sentita. Mi vuoi ancora bene?</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Spettatrice		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/ma/comment-page-1/#comment-94495</link>

		<dc:creator><![CDATA[Spettatrice]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 21:22:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Devo dire che stavolta la Benedetti ha scritto un intervento che condivido, con due eccezioni. Della prima ha parlato wm1 e non potrei usare parole migliori, la seconda invece riguarda la proposta verso un eventuale nuovo testo completo di informazioni  riguardo le ragioni di chi boicotta. Vista la mia posizione in merito non condivido il freddo distacco, quasi che informando dell&#039;esistenza di chi boicotta e delle sue ragioni si esaurisse il compito di una nuova, eventuale, petizione firmabile. Forse ho capito male o forse sono troppo sensibile all&#039;argomento (corriggetemi), ma a mio avviso non ci sono motivi per cui gli scrittori non possano schierarsi per il boicottaggio anche della letteratura &#039;nazionale&#039; qualora questa sia usata in eventi strumento di propaganda. Se lo fa, a chiare lettere Shabtai, mi spiegate perchè uno scrittore italiano non può o non deve?
La domanda è provocatoria, ma non coercitiva, siete liberi anche di mandarmi a quel Paese. Insisto nel desiderare un discorso più articolato che non sia una semplice firma sotto una frettolosa petizione.
besos]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Devo dire che stavolta la Benedetti ha scritto un intervento che condivido, con due eccezioni. Della prima ha parlato wm1 e non potrei usare parole migliori, la seconda invece riguarda la proposta verso un eventuale nuovo testo completo di informazioni  riguardo le ragioni di chi boicotta. Vista la mia posizione in merito non condivido il freddo distacco, quasi che informando dell&#8217;esistenza di chi boicotta e delle sue ragioni si esaurisse il compito di una nuova, eventuale, petizione firmabile. Forse ho capito male o forse sono troppo sensibile all&#8217;argomento (corriggetemi), ma a mio avviso non ci sono motivi per cui gli scrittori non possano schierarsi per il boicottaggio anche della letteratura &#8216;nazionale&#8217; qualora questa sia usata in eventi strumento di propaganda. Se lo fa, a chiare lettere Shabtai, mi spiegate perchè uno scrittore italiano non può o non deve?<br />
La domanda è provocatoria, ma non coercitiva, siete liberi anche di mandarmi a quel Paese. Insisto nel desiderare un discorso più articolato che non sia una semplice firma sotto una frettolosa petizione.<br />
besos</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Wu Ming 1		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/ma/comment-page-1/#comment-94494</link>

		<dc:creator><![CDATA[Wu Ming 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 15:30:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Di certo sembrerà strano a un&#039;altra genìa di... &quot;semplificatori&quot; e manichei vari, ma in quest&#039;occasione sono d&#039;accordo con Carla Benedetti. Le sue riserve sull&#039;appello sono anche le mie, anzi, le nostre, perché è una decisione dell&#039;intero collettivo WM). I motivi per cui non l&#039;ha firmato sono anche i nostri.
L&#039;unica divergenza è su questa frase: &quot;Credo anche che la Fiera del libro di Torino abbia il diritto di invitare Israele come paese ospite.&quot;
Sicuramente ne ha il diritto, ma è giusto? E&#039; fruttuoso seguire queste logiche?
Io ritengo, e l&#039;ho sempre ritenuto e quindi non vale soltanto per Israele, che gli inviti e gli omaggi vadano fatti non ai paesi, cioè agli stati, ma alle scene letterarie, alle comunità di scrittori, alle koinè linguistiche e culturali. Mentre i confini tra stati sono netti e presidiati militarmente, quelli tra koinè sono liquidi, sono correnti marine, cambiano con l&#039;alzarsi del vento o il compiersi dei cicli lunari.
In quest&#039;epoca in cui c&#039;è disperato bisogno di un nuovo cosmopolitismo, trovo sempre meno tollerabile stabilire frontiere interne a un&#039;attività come la letteratura, che per sua natura tocca i comuni denominatori dell&#039;esperienza umana ed è quindi universale. Se continueremo a dividerla in base a entità politiche e amministrative, anche solo per semplicità e in assenza di malafede, finiremo per tradirla. Quando la letteratura e l&#039;arte si sono piegate a rappresentare gli interessi di questo o quello stato, ne sono nati disastri.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di certo sembrerà strano a un&#8217;altra genìa di&#8230; &#8220;semplificatori&#8221; e manichei vari, ma in quest&#8217;occasione sono d&#8217;accordo con Carla Benedetti. Le sue riserve sull&#8217;appello sono anche le mie, anzi, le nostre, perché è una decisione dell&#8217;intero collettivo WM). I motivi per cui non l&#8217;ha firmato sono anche i nostri.<br />
L&#8217;unica divergenza è su questa frase: &#8220;Credo anche che la Fiera del libro di Torino abbia il diritto di invitare Israele come paese ospite.&#8221;<br />
Sicuramente ne ha il diritto, ma è giusto? E&#8217; fruttuoso seguire queste logiche?<br />
Io ritengo, e l&#8217;ho sempre ritenuto e quindi non vale soltanto per Israele, che gli inviti e gli omaggi vadano fatti non ai paesi, cioè agli stati, ma alle scene letterarie, alle comunità di scrittori, alle koinè linguistiche e culturali. Mentre i confini tra stati sono netti e presidiati militarmente, quelli tra koinè sono liquidi, sono correnti marine, cambiano con l&#8217;alzarsi del vento o il compiersi dei cicli lunari.<br />
In quest&#8217;epoca in cui c&#8217;è disperato bisogno di un nuovo cosmopolitismo, trovo sempre meno tollerabile stabilire frontiere interne a un&#8217;attività come la letteratura, che per sua natura tocca i comuni denominatori dell&#8217;esperienza umana ed è quindi universale. Se continueremo a dividerla in base a entità politiche e amministrative, anche solo per semplicità e in assenza di malafede, finiremo per tradirla. Quando la letteratura e l&#8217;arte si sono piegate a rappresentare gli interessi di questo o quello stato, ne sono nati disastri.</p>
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		<title>
		Di: Carla Benedetti		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/ma/comment-page-1/#comment-94493</link>

		<dc:creator><![CDATA[Carla Benedetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 11:22:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non ho firmato l&#039;appello a favore degli organizzatori della Fiera del libro,perché il testo mi  pare troppo generico, glissa su alcuni punti... Le ragioni le ho spiegater  sul primoamore.com ( http://www.ilprimoamore.com/testo_788.html)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho firmato l&#8217;appello a favore degli organizzatori della Fiera del libro,perché il testo mi  pare troppo generico, glissa su alcuni punti&#8230; Le ragioni le ho spiegater  sul primoamore.com ( <a href="http://www.ilprimoamore.com/testo_788.html" rel="nofollow ugc">http://www.ilprimoamore.com/testo_788.html</a>)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Pretzel		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/ma/comment-page-1/#comment-94492</link>

		<dc:creator><![CDATA[Pretzel]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Feb 2008 22:27:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[...forse con la differenza che gli altri paesi, quando invitati, non stavano ponendo d&#039;assedio un&#039;intera regione col preciso intento di far morire di inedia donne e bambini per far pagare a un&#039;intera cittadinanza le colpe di una precisa organizzazione politica... Un po&#039; come se avessimo deciso di bloccare Palermo e affamare donne e bambini per liberarci di Cuffaro...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;forse con la differenza che gli altri paesi, quando invitati, non stavano ponendo d&#8217;assedio un&#8217;intera regione col preciso intento di far morire di inedia donne e bambini per far pagare a un&#8217;intera cittadinanza le colpe di una precisa organizzazione politica&#8230; Un po&#8217; come se avessimo deciso di bloccare Palermo e affamare donne e bambini per liberarci di Cuffaro&#8230;</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Sebastian		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/ma/comment-page-1/#comment-94491</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sebastian]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Feb 2008 21:40:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Aldo,
        ti do ragione (forse non del tutto, lo scrittore è uomo di carne e di sangue, anche se si chiama Cervantes o Melville, e da qualche parte è di casa). Una impostazione orientata al paese e non alla cultura è discutibile, aldilà dei vantaggi organizzativi che comporta, ma l&#039;invito ad Israele non è un unicum, è coerente con quanto fatto con un&#039;altra dozzina di paesi,]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Aldo,<br />
        ti do ragione (forse non del tutto, lo scrittore è uomo di carne e di sangue, anche se si chiama Cervantes o Melville, e da qualche parte è di casa). Una impostazione orientata al paese e non alla cultura è discutibile, aldilà dei vantaggi organizzativi che comporta, ma l&#8217;invito ad Israele non è un unicum, è coerente con quanto fatto con un&#8217;altra dozzina di paesi,</p>
]]></content:encoded>
		
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		<item>
		<title>
		Di: Spettatrice		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/ma/comment-page-1/#comment-94490</link>

		<dc:creator><![CDATA[Spettatrice]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Feb 2008 20:00:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non aderisco all&#039;appello e da anni boicotto Israele, comprese alcune
sue istituzioni culturali. Non nel senso che ho a che fare con esse,
ma difendendo le università europee, statunitensi e around the world
che lo fanno.
Il boicottaggio è una forma pacifica non solo di rifiuto, ma anche di informazione e analisi. Promovuono, da anni, questa campagna
intellettuali ebrei e palestinesi (Ilan Pappe, Oren Ben Dor, Barguti, Atzmon e molti altri) supportati da organizzazioni per la pace in Palestina tra cui molte già schierate contro l&#039;apartheid in Sudafrica (Desmond Tutu è tra i promotori). Boicottiamo le merci, ma anche gli atenei. Perchè? per costringere gli israeliani a ripensare le politiche del loro paese e per spingere Israele verso l&#039;abolizione del regime di aparthed e la fine della politica coloniale. Sia gli ebrei che i palestinesi che promuovono questa campagna vogliono un unico Stato in cui sia
possibile vivere alla pari (spero che tutti siate al corrente che i
palestinesi israeliani non godono degli stessi diritti degli ebrei, se sposano la persona sbagliata, dei territori per es., possono perdere la cittadinanza)e con i medesimi diritti. La fiera di Torino, oltre a essere uno scippo nei confronti dell&#039;Egitto  (se sbaglio correggete) in celebrazione dell&#039;anniversario dello Stato d&#039;Israele che cade quest&#039;anno, non prevede voci di palestinesi, ma molti scrittori (Grossman, Oz, Yehoshua http://www.carmillaonline.com/archives/2006
/12/002049.html#_ftn32) palesemente schierati con le scelte del
governo o blandamente critici. Noi la boicottiamo e prendiamo spunto
dalle polemiche sorte in questi giorni per diffondere anche in Italia (disinformata in questo senso) le ragioni del boicottaggio internazionale. Forse Israele con la sua abilità comunicativa riuscirà comunque a guadagnare immagine e consensi, a noi interessa riuscire a parlare delle nostre motivazioni (anche con gesti clamorosi, ma sempre non violenti) e instillare dubbi e domande. Chiudo con un sincero affetto rivolto a tutte le popolazioni oppresse e a quegli Umani (compresi scrittori e intellettuali) che stanno pagando con l&#039;ostracismo del loro Paese il coraggio delle proprie scelte. Ricordo che Pappe, Oren Beb Dor, Atzmon hanno dovuto lasciare Israele, Tanya Reinhart nei suoi ultimi anni insegnava solo all&#039;estero, suo marito Aharon Shabtai non credo che abbia avuto vita facile e non la avrà certo dopo il suo rifiuto a partecipare alla Fiera di Parigi. Un saluto particolare agli anarchici contro il muro che, non essendo scrittori continueranno a combattere la battaglia contro l&#039;occupazione a Bil&#039;in insieme ai palestinesi.
le ragioni di Shabtai : http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio
/05-Febbraio-2008/art24.html
Io non ritengo che uno Stato che mantiene un’occupazione, commettendo giornalmente crimini contro civili, meriti di essere invitato ad una qualsivoglia settimana culturale. Ciò è anti-culturale; è un atto barbaro mascherato da cultura in maniera cinica. Manifesta un sostegno ad Israele, e forse anche alla Francia che appoggia l’occupazione. Ed io non vi voglio partecipare.
Cordiali saluti,
Aharon Shabtai”
Pappe e Ben Dor spiegano perchè si deve boicottare
http://www.assopace.org/news.php?id=94
http://electronicintifada.net
/v2/article3880.shtml
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non aderisco all&#8217;appello e da anni boicotto Israele, comprese alcune<br />
sue istituzioni culturali. Non nel senso che ho a che fare con esse,<br />
ma difendendo le università europee, statunitensi e around the world<br />
che lo fanno.<br />
Il boicottaggio è una forma pacifica non solo di rifiuto, ma anche di informazione e analisi. Promovuono, da anni, questa campagna<br />
intellettuali ebrei e palestinesi (Ilan Pappe, Oren Ben Dor, Barguti, Atzmon e molti altri) supportati da organizzazioni per la pace in Palestina tra cui molte già schierate contro l&#8217;apartheid in Sudafrica (Desmond Tutu è tra i promotori). Boicottiamo le merci, ma anche gli atenei. Perchè? per costringere gli israeliani a ripensare le politiche del loro paese e per spingere Israele verso l&#8217;abolizione del regime di aparthed e la fine della politica coloniale. Sia gli ebrei che i palestinesi che promuovono questa campagna vogliono un unico Stato in cui sia<br />
possibile vivere alla pari (spero che tutti siate al corrente che i<br />
palestinesi israeliani non godono degli stessi diritti degli ebrei, se sposano la persona sbagliata, dei territori per es., possono perdere la cittadinanza)e con i medesimi diritti. La fiera di Torino, oltre a essere uno scippo nei confronti dell&#8217;Egitto  (se sbaglio correggete) in celebrazione dell&#8217;anniversario dello Stato d&#8217;Israele che cade quest&#8217;anno, non prevede voci di palestinesi, ma molti scrittori (Grossman, Oz, Yehoshua <a href="http://www.carmillaonline.com/archives/2006" rel="nofollow ugc">http://www.carmillaonline.com/archives/2006</a><br />
/12/002049.html#_ftn32) palesemente schierati con le scelte del<br />
governo o blandamente critici. Noi la boicottiamo e prendiamo spunto<br />
dalle polemiche sorte in questi giorni per diffondere anche in Italia (disinformata in questo senso) le ragioni del boicottaggio internazionale. Forse Israele con la sua abilità comunicativa riuscirà comunque a guadagnare immagine e consensi, a noi interessa riuscire a parlare delle nostre motivazioni (anche con gesti clamorosi, ma sempre non violenti) e instillare dubbi e domande. Chiudo con un sincero affetto rivolto a tutte le popolazioni oppresse e a quegli Umani (compresi scrittori e intellettuali) che stanno pagando con l&#8217;ostracismo del loro Paese il coraggio delle proprie scelte. Ricordo che Pappe, Oren Beb Dor, Atzmon hanno dovuto lasciare Israele, Tanya Reinhart nei suoi ultimi anni insegnava solo all&#8217;estero, suo marito Aharon Shabtai non credo che abbia avuto vita facile e non la avrà certo dopo il suo rifiuto a partecipare alla Fiera di Parigi. Un saluto particolare agli anarchici contro il muro che, non essendo scrittori continueranno a combattere la battaglia contro l&#8217;occupazione a Bil&#8217;in insieme ai palestinesi.<br />
le ragioni di Shabtai : <a href="http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio" rel="nofollow ugc">http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio</a><br />
/05-Febbraio-2008/art24.html<br />
Io non ritengo che uno Stato che mantiene un’occupazione, commettendo giornalmente crimini contro civili, meriti di essere invitato ad una qualsivoglia settimana culturale. Ciò è anti-culturale; è un atto barbaro mascherato da cultura in maniera cinica. Manifesta un sostegno ad Israele, e forse anche alla Francia che appoggia l’occupazione. Ed io non vi voglio partecipare.<br />
Cordiali saluti,<br />
Aharon Shabtai”<br />
Pappe e Ben Dor spiegano perchè si deve boicottare<br />
<a href="http://www.assopace.org/news.php?id=94" rel="nofollow ugc">http://www.assopace.org/news.php?id=94</a><br />
<a href="http://electronicintifada.net" rel="nofollow ugc">http://electronicintifada.net</a><br />
/v2/article3880.shtml</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Aldo Battini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/ma/comment-page-1/#comment-94489</link>

		<dc:creator><![CDATA[Aldo Battini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Feb 2008 17:46:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il fatto che commettano questo errore di impostazione dal &#039;97 non lo rende meno erroneo, anzi. La letteratura non deve sventolare bandiere nazionali, non deve servire patrie, non deve identificarsi con eserciti e stati. Mai. Lo scrittore deve sentirsi a casa ovunque, perché ovunque è straniero.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il fatto che commettano questo errore di impostazione dal &#8217;97 non lo rende meno erroneo, anzi. La letteratura non deve sventolare bandiere nazionali, non deve servire patrie, non deve identificarsi con eserciti e stati. Mai. Lo scrittore deve sentirsi a casa ovunque, perché ovunque è straniero.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Sebastian		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/ma/comment-page-1/#comment-94488</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sebastian]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Feb 2008 15:38:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/02/07/ma/#comment-94488</guid>

					<description><![CDATA[E&#039; dal 1997 che Il Salone del Libro invita un  paese ospite. cominciando con la Francia. Si e&#039; sempre invitato un paese, credo per motivi squisitamente organizzativi, perche&#039; l&#039;invito a un paese con la caratteristica di ufficialita&#039; che ne deriva credo faciliti il reperimento dei fondi e il coinvolgimento ufficiale. Quindi e&#039; giusto invitare Israele, come nel passato avvenne per altre nazioni. E discutere della sua cultura, dei suoi scrittori, delle sue colpe, delle sue ragioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; dal 1997 che Il Salone del Libro invita un  paese ospite. cominciando con la Francia. Si e&#8217; sempre invitato un paese, credo per motivi squisitamente organizzativi, perche&#8217; l&#8217;invito a un paese con la caratteristica di ufficialita&#8217; che ne deriva credo faciliti il reperimento dei fondi e il coinvolgimento ufficiale. Quindi e&#8217; giusto invitare Israele, come nel passato avvenne per altre nazioni. E discutere della sua cultura, dei suoi scrittori, delle sue colpe, delle sue ragioni.</p>
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