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	Commenti a: MADONNA CHE NOTIZIA	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: Mr.Loto		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mr.Loto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 12:10:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ci si butta in rete, l&#039;unica speranza che ci resta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci si butta in rete, l&#8217;unica speranza che ci resta.</p>
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		Di: Dividi et impera &#187; Scrittori Esordienti		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dividi et impera &#187; Scrittori Esordienti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 18:24:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] e dintorni &#062; Dividi et impera  Dividi et impera Posted in Libri e dintorni Jul09 Leggevo su Lipperatura dell&#8217;emergenza informazione: i tg nascondono, censurano, portano in primo piano il gossip; le [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] e dintorni &gt; Dividi et impera  Dividi et impera Posted in Libri e dintorni Jul09 Leggevo su Lipperatura dell&#8217;emergenza informazione: i tg nascondono, censurano, portano in primo piano il gossip; le [&#8230;] </p>
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		Di: vincent		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[vincent]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 22:54:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io credo che a molti di loro dello sciopero dei giornali di domani non frega nulla, si preoccupano di come arrivare al lavoro per lo sciopero dei mezzi pubblici. Ecco in  questo il berlusconismo ha stravinto: gli intellettuali (parola che mi fa ridere ma ci metto in mezzo giornalisti, scrittori, traduttori, lettori ecc) vissuti come parassiti fancazzisti, da prosecchino in enoteca. Superflui.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io credo che a molti di loro dello sciopero dei giornali di domani non frega nulla, si preoccupano di come arrivare al lavoro per lo sciopero dei mezzi pubblici. Ecco in  questo il berlusconismo ha stravinto: gli intellettuali (parola che mi fa ridere ma ci metto in mezzo giornalisti, scrittori, traduttori, lettori ecc) vissuti come parassiti fancazzisti, da prosecchino in enoteca. Superflui.</p>
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		<title>
		Di: vincent		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/madonna-che-notizia/comment-page-1/#comment-109007</link>

		<dc:creator><![CDATA[vincent]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 22:47:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[oh, mi aspettavo di trovare maggiori commenti, dell&#039;informazione sembra fregarcene poco, alors?
A parte Luca, tutto un poco una lagna o forse è la domanda della Lipperini che è mal posta? Sta storia delle cultura dell&#039;informazione, riferendosi alla metro b di Roma più che populista ha un retrogusto di paternalismo un filino sgradevole. Ci pensavo oggi, mentre ascoltavo radio tre, si parlava di delegittimazione dell&#039;avversario. Non so perché ma pensavo: ma chi sono questi italiani che si accontentano del giornaletto gratuito in metropolitana? Magari odiano proprio noi, coi rotoloni sotto il braccio e tre libri aperti a casaccio. Ci vivono come privilegiati? Siamo noi i nemici?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>oh, mi aspettavo di trovare maggiori commenti, dell&#8217;informazione sembra fregarcene poco, alors?<br />
A parte Luca, tutto un poco una lagna o forse è la domanda della Lipperini che è mal posta? Sta storia delle cultura dell&#8217;informazione, riferendosi alla metro b di Roma più che populista ha un retrogusto di paternalismo un filino sgradevole. Ci pensavo oggi, mentre ascoltavo radio tre, si parlava di delegittimazione dell&#8217;avversario. Non so perché ma pensavo: ma chi sono questi italiani che si accontentano del giornaletto gratuito in metropolitana? Magari odiano proprio noi, coi rotoloni sotto il braccio e tre libri aperti a casaccio. Ci vivono come privilegiati? Siamo noi i nemici?</p>
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		<title>
		Di: desian		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/madonna-che-notizia/comment-page-1/#comment-109006</link>

		<dc:creator><![CDATA[desian]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 22:30:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Che si fa?
ah, semplice: si chiudono per decreto tutti i giornali gratuiti; poi si manda a casa Minzolini e altri due o trecento (mila?) giornalisti servili e &quot;corrotti&quot;; poi diciamo che Mediaset NON è una risorsa culturale per il Paese e che anzi deve stare sul mercato secondo le regole, senza fondi neri; poi c&#039;è la Mondadori ma ormai il lodo è roba vecchia passata, però almeno si potrebbe evitare di fargli vincere lo Strega (e il Bancarella e...) tutti gli anni da qui al 2024 - quindi evitiamo (?) di acquistare i loro libri (almeno quelli di Vespa che come si sa vende pochissimo ma anche quelli di D&#039;Alema e, perché no, pure quelli di Genna che ivi scrive o di WM in Einaudi). Poi, che si fa?
Si fa?
Bum.
Ah, dimenticavo: possiamo sempre lamentarci ben consapevoli di tutto ciò. E continuare (più o meno) tranquilli.....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che si fa?<br />
ah, semplice: si chiudono per decreto tutti i giornali gratuiti; poi si manda a casa Minzolini e altri due o trecento (mila?) giornalisti servili e &#8220;corrotti&#8221;; poi diciamo che Mediaset NON è una risorsa culturale per il Paese e che anzi deve stare sul mercato secondo le regole, senza fondi neri; poi c&#8217;è la Mondadori ma ormai il lodo è roba vecchia passata, però almeno si potrebbe evitare di fargli vincere lo Strega (e il Bancarella e&#8230;) tutti gli anni da qui al 2024 &#8211; quindi evitiamo (?) di acquistare i loro libri (almeno quelli di Vespa che come si sa vende pochissimo ma anche quelli di D&#8217;Alema e, perché no, pure quelli di Genna che ivi scrive o di WM in Einaudi). Poi, che si fa?<br />
Si fa?<br />
Bum.<br />
Ah, dimenticavo: possiamo sempre lamentarci ben consapevoli di tutto ciò. E continuare (più o meno) tranquilli&#8230;..</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: plessus		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/madonna-che-notizia/comment-page-1/#comment-109005</link>

		<dc:creator><![CDATA[plessus]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 17:57:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I giornali sono parte attiva nella costruzione di quella che Giorgio Vasta definisce &quot;penombra cognitiva&quot;.
&quot;Intercettazioni, seduzioni, potere: tutto resta attaccato e confuso come sopra una carta moschicida, e il risultato è una proliferazione di parole nelle quali c&#039;è commento emotivo, scandalo, acquiescenza, in una inconsapevole e diabolica manutenzione della realtà&quot;.
Ancora: &quot;Serve una coscienza che irrompa nell’indistinzione, nella materia magmatica, per organizzarvi un ordine e un palinsesto, riscattando l’intelligenza affinché da essa scaturiscano azioni.&quot;
“Noi comprendiamo tutto, [...] sappiamo tutto. Ma è un’intelligenza che non si continua nelle azioni, [...] in azioni concrete e umane capaci di generare conseguenze. Si limita a contemplare se stessa. Si basta. Fa parte della resa.” Spaesamento, Laterza 2010
Che si fa? Non ci si arrende, se non da tumulati (o cremati).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I giornali sono parte attiva nella costruzione di quella che Giorgio Vasta definisce &#8220;penombra cognitiva&#8221;.<br />
&#8220;Intercettazioni, seduzioni, potere: tutto resta attaccato e confuso come sopra una carta moschicida, e il risultato è una proliferazione di parole nelle quali c&#8217;è commento emotivo, scandalo, acquiescenza, in una inconsapevole e diabolica manutenzione della realtà&#8221;.<br />
Ancora: &#8220;Serve una coscienza che irrompa nell’indistinzione, nella materia magmatica, per organizzarvi un ordine e un palinsesto, riscattando l’intelligenza affinché da essa scaturiscano azioni.&#8221;<br />
“Noi comprendiamo tutto, [&#8230;] sappiamo tutto. Ma è un’intelligenza che non si continua nelle azioni, [&#8230;] in azioni concrete e umane capaci di generare conseguenze. Si limita a contemplare se stessa. Si basta. Fa parte della resa.” Spaesamento, Laterza 2010<br />
Che si fa? Non ci si arrende, se non da tumulati (o cremati).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: valeria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/madonna-che-notizia/comment-page-1/#comment-109004</link>

		<dc:creator><![CDATA[valeria]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 16:58:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non penso che lo sciopero di domani sarà un autogol, perché immagino che chi li legge quotidianamente non si farà conquistare dalla free press o dal tg1 (edizione di oggi delle 13.30: giornalista donna con gelato inn mano riepiloga le ultime vicende così come sono state raccontate dal premier e, temendo probabilmente di non essere sufficientemente fedele all&#039;originale, le intervalla con questa formula: &quot;ma ascoltiamolo direttamente dalle sue parole&quot;. Seguono spezzoni di video della conferenza di B).
Probabilmente lo sciopero non sarà efficace perché, diciamocelo chiaro,   la libertà di stampa non sta al centro degli interessi della maggior parte di noi italiani.
Sul che fare non lo so, perché sono d&#039;accordo con Zaub: molta censura o &#039;selezione&#039; delle informazione dipende dall&#039;autocensura, e sì, il cane fa molta paura.
Buffa questa cosa del cane, perché nella tradizione liberale il cane a guardia della democrazia sarebbe la stampa, qui invece noi intendiamo &#039;il padrone&#039; a guardia dei propri interessi.
Allora sarebbe buona cosa mettere bene in evidenza, accanto al titolo del giornale,  il nome del padrone (o &#039;proprietà&#039;) e dei maggiori inserzionisti, così, tanto per dare uno straccio di contesto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non penso che lo sciopero di domani sarà un autogol, perché immagino che chi li legge quotidianamente non si farà conquistare dalla free press o dal tg1 (edizione di oggi delle 13.30: giornalista donna con gelato inn mano riepiloga le ultime vicende così come sono state raccontate dal premier e, temendo probabilmente di non essere sufficientemente fedele all&#8217;originale, le intervalla con questa formula: &#8220;ma ascoltiamolo direttamente dalle sue parole&#8221;. Seguono spezzoni di video della conferenza di B).<br />
Probabilmente lo sciopero non sarà efficace perché, diciamocelo chiaro,   la libertà di stampa non sta al centro degli interessi della maggior parte di noi italiani.<br />
Sul che fare non lo so, perché sono d&#8217;accordo con Zaub: molta censura o &#8216;selezione&#8217; delle informazione dipende dall&#8217;autocensura, e sì, il cane fa molta paura.<br />
Buffa questa cosa del cane, perché nella tradizione liberale il cane a guardia della democrazia sarebbe la stampa, qui invece noi intendiamo &#8216;il padrone&#8217; a guardia dei propri interessi.<br />
Allora sarebbe buona cosa mettere bene in evidenza, accanto al titolo del giornale,  il nome del padrone (o &#8216;proprietà&#8217;) e dei maggiori inserzionisti, così, tanto per dare uno straccio di contesto.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Sir Robin		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/madonna-che-notizia/comment-page-1/#comment-109003</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sir Robin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 16:53:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Luca
Anche io sono convinto che quello che ci viene ammannito non sia altro che un pallido teatrino di una realtà che se uscisse fuori con la dovuta evidenza sarebbe quantomeno destabilizzante. Ma è che del vero, del reale (specie se traumatico) si ha una gran paura, meglio non parlarne affatto e non dargli alcun peso. Meglio non guardarsi allo specchio. Ti vuoi informare?
Di informazione non c’è carenza, al contrario con Internet, con la TV, con la stampa, ce n’è un diluvio, una sovrabbondanza, uno sproposito esorbitante. Il che non è affatto un male. Anzi. C’è chi dice (e io sono fra questi) che più ce n’è meglio è: la probabilità di reperire informazione migliore tende a crescere con il crescere della quantità. Anche semplicemente incrociando le inferenze che si assumono da fonti diverse.
Ma, certo ci vuole tempo. Bisognerebbe dedicare minuti e ore a questa attività. Nondimeno è una risorsa cui poter accedere se e quando lo si ritenga opportuno.
Ma anche ci vuole una grossa dose di maturità per sapersi orientare in una superficie magmatica. Potrebbe essere percepita (anzi forse lo è) come una specie di incubo, come la notte in cui tutte le vacche sono nere. Ecco allora, per esempio, la funzione delle free press (che hanno il fantastica prerogativa di essere free). Ma più in generale di una qualsiasi testata giornalistica o televisiva o anche semplicemente di un blog come questo: dare senso. Fungere da machete nella fittissima boscaglia della realtà tradotta in parola scritta o orale o in immagini. Fornire una selezione verso la quale indirizzare la moltitudine delle attenzioni. Rendere intelligibili, dare evidenza a scenari e istanze che altrimenti si confonderebbero in mezzo ad una indistinta confusione che fa paura. Ma dietro alle free press non c’è un progetto editoriale, non c’è un’idea. Si tratta semplicemente di appoggiarsi ad un supporto, in questo caso la carta, per farlo rendere e rendere bene, attraverso la pubblicità e contenuti di seconda mano. Mettendosi agli antipodi di qualsiasi presa di posizione. E’ solo spazio da affittare. Nulla di più. Ha successo perché, bene o male, dona gratuitamente l’illusione di aver compiuto il proprio dovere nei confronti dell’informarsi. Cioè gratifica con la sua superficialità. Non per questo è un’arma spuntata. No?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Luca<br />
Anche io sono convinto che quello che ci viene ammannito non sia altro che un pallido teatrino di una realtà che se uscisse fuori con la dovuta evidenza sarebbe quantomeno destabilizzante. Ma è che del vero, del reale (specie se traumatico) si ha una gran paura, meglio non parlarne affatto e non dargli alcun peso. Meglio non guardarsi allo specchio. Ti vuoi informare?<br />
Di informazione non c’è carenza, al contrario con Internet, con la TV, con la stampa, ce n’è un diluvio, una sovrabbondanza, uno sproposito esorbitante. Il che non è affatto un male. Anzi. C’è chi dice (e io sono fra questi) che più ce n’è meglio è: la probabilità di reperire informazione migliore tende a crescere con il crescere della quantità. Anche semplicemente incrociando le inferenze che si assumono da fonti diverse.<br />
Ma, certo ci vuole tempo. Bisognerebbe dedicare minuti e ore a questa attività. Nondimeno è una risorsa cui poter accedere se e quando lo si ritenga opportuno.<br />
Ma anche ci vuole una grossa dose di maturità per sapersi orientare in una superficie magmatica. Potrebbe essere percepita (anzi forse lo è) come una specie di incubo, come la notte in cui tutte le vacche sono nere. Ecco allora, per esempio, la funzione delle free press (che hanno il fantastica prerogativa di essere free). Ma più in generale di una qualsiasi testata giornalistica o televisiva o anche semplicemente di un blog come questo: dare senso. Fungere da machete nella fittissima boscaglia della realtà tradotta in parola scritta o orale o in immagini. Fornire una selezione verso la quale indirizzare la moltitudine delle attenzioni. Rendere intelligibili, dare evidenza a scenari e istanze che altrimenti si confonderebbero in mezzo ad una indistinta confusione che fa paura. Ma dietro alle free press non c’è un progetto editoriale, non c’è un’idea. Si tratta semplicemente di appoggiarsi ad un supporto, in questo caso la carta, per farlo rendere e rendere bene, attraverso la pubblicità e contenuti di seconda mano. Mettendosi agli antipodi di qualsiasi presa di posizione. E’ solo spazio da affittare. Nulla di più. Ha successo perché, bene o male, dona gratuitamente l’illusione di aver compiuto il proprio dovere nei confronti dell’informarsi. Cioè gratifica con la sua superficialità. Non per questo è un’arma spuntata. No?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: luca		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/madonna-che-notizia/comment-page-1/#comment-109002</link>

		<dc:creator><![CDATA[luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 16:11:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non ritengo quelle immagini granchè suggestive, e l&#039;inquietudine chi ce l&#039;ha se la tiene, ci convive finchè non scoppia.
La maggioranza stava bene anche durante il ventennio, così credeva, ancora oggi si tramanda che i treni arrivassero puntuali, le porte di casa lasciate aperte.... Entrarono in guerra con una dabbenaggine e un&#039;impreparazione che oggi, retrospettivamente, lascia sbigottiti. E con presunzione da contemporanei ci lascia supporre che a noi, oggi, non potrebbe accadere.
Racconto un piccolo episodio, cui ogni tanto mi capita di pensare di recente.
Tra il 1991 e il 92, all&#039;univ. di bologna, mi capitò di organizzare, insieme ad altri studenti cattivi, un seminario su destre, fascismi, curve e violenze europee, articolato in vari incontri tematici con ospiti e approcci di varia estrazione. Erano gli anni della prima onda lunga leghista, che aveva addirittura un suo perverso fascino esotico, barbaro, antistorico.
Ricordo che tra i materiali di preparazione di quegli incontri mi capitò tra le mani un report geopolitico di uno di quei centri studi strategici di matrice atlantica, credo fosse proprio americano, e purtroppo non ne rammento il nome. Nella parte che riguardava l&#039;italia, si esprimeva, tra le varie, in termini probabilistici, per gli anni a venire, sulla permanenza della sua dimensione unitaria. Mi colpì molto che al 2012 la probabilità fosse fissata con un dato di poco inferiore al 10%, e che al 2020 tale dato decadesse sotto il 2%.
Sembrava tutto molto lontano, e appunto, molto improbabile. E invece...
Quello che voglio dire è che, nelle crisi e negli esiti di transizioni sociali culturali e politiche all&#039;apparenza imprevedibili, si giocano e incidono fattori non solo endogeni, ma anche esogeni. Ovvero auspicati, o anche solo non ostacolati per via di condizioni geopolitiche mutate o particolari in un determinato momento.
Ecco, io penso che oggi tali condizioni, interne ed esterne, quegli ingredienti ci siano tutti.
Non è affatto la Grecia, irrilevante, e tantomeno la Spagna, l&#039;anello debole della Zona Euro. Siamo noi, insieme agli eterni Balcani.
E di questo magma ribollente che scorre molto sotto i nostri piedi, noi non vediamo nulla. Dobbiamo accontentarci, in superficie, dei grotteschi fantocci di bossi e berlusconi, che già bastano e vanzano, pensate un po&#039;, a scardinare tutto lo scardinabile.
Sono convinto che la fine politica di B. darà il via a uno scenario che facciamo fatica a immaginare, e penso anche che la cosa sia abbastanza imminente.
Poi mi posso sbagliare, e lo spero anche molto.
L.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ritengo quelle immagini granchè suggestive, e l&#8217;inquietudine chi ce l&#8217;ha se la tiene, ci convive finchè non scoppia.<br />
La maggioranza stava bene anche durante il ventennio, così credeva, ancora oggi si tramanda che i treni arrivassero puntuali, le porte di casa lasciate aperte&#8230;. Entrarono in guerra con una dabbenaggine e un&#8217;impreparazione che oggi, retrospettivamente, lascia sbigottiti. E con presunzione da contemporanei ci lascia supporre che a noi, oggi, non potrebbe accadere.<br />
Racconto un piccolo episodio, cui ogni tanto mi capita di pensare di recente.<br />
Tra il 1991 e il 92, all&#8217;univ. di bologna, mi capitò di organizzare, insieme ad altri studenti cattivi, un seminario su destre, fascismi, curve e violenze europee, articolato in vari incontri tematici con ospiti e approcci di varia estrazione. Erano gli anni della prima onda lunga leghista, che aveva addirittura un suo perverso fascino esotico, barbaro, antistorico.<br />
Ricordo che tra i materiali di preparazione di quegli incontri mi capitò tra le mani un report geopolitico di uno di quei centri studi strategici di matrice atlantica, credo fosse proprio americano, e purtroppo non ne rammento il nome. Nella parte che riguardava l&#8217;italia, si esprimeva, tra le varie, in termini probabilistici, per gli anni a venire, sulla permanenza della sua dimensione unitaria. Mi colpì molto che al 2012 la probabilità fosse fissata con un dato di poco inferiore al 10%, e che al 2020 tale dato decadesse sotto il 2%.<br />
Sembrava tutto molto lontano, e appunto, molto improbabile. E invece&#8230;<br />
Quello che voglio dire è che, nelle crisi e negli esiti di transizioni sociali culturali e politiche all&#8217;apparenza imprevedibili, si giocano e incidono fattori non solo endogeni, ma anche esogeni. Ovvero auspicati, o anche solo non ostacolati per via di condizioni geopolitiche mutate o particolari in un determinato momento.<br />
Ecco, io penso che oggi tali condizioni, interne ed esterne, quegli ingredienti ci siano tutti.<br />
Non è affatto la Grecia, irrilevante, e tantomeno la Spagna, l&#8217;anello debole della Zona Euro. Siamo noi, insieme agli eterni Balcani.<br />
E di questo magma ribollente che scorre molto sotto i nostri piedi, noi non vediamo nulla. Dobbiamo accontentarci, in superficie, dei grotteschi fantocci di bossi e berlusconi, che già bastano e vanzano, pensate un po&#8217;, a scardinare tutto lo scardinabile.<br />
Sono convinto che la fine politica di B. darà il via a uno scenario che facciamo fatica a immaginare, e penso anche che la cosa sia abbastanza imminente.<br />
Poi mi posso sbagliare, e lo spero anche molto.<br />
L.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Ema		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/madonna-che-notizia/comment-page-1/#comment-109001</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ema]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 14:38:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Vincent: Vero. Penso che uno sciopero della stampa sia la condizione che alcuni figuri (molti) si auspicherebbero ad vitam. Ne condivido i motivi ma non la forma, mi piacerebbe vedere i redattori &quot;scioperanti&quot; che per un giorno tirano fuori fogli di informazione gratuita, senza spot, e non viziata da considerazioni di vendita o di opportunità politica.
Poi, sono curioso: ma il TG1 come si porrà? Già mi aspetto l&#039;editoriale-show.
@Luca: immagini suggestive e inquietanti, indubbiamente. Ma lontane, ancora, a mio avviso. Quando la maggioranza degli italiani sta bene così.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Vincent: Vero. Penso che uno sciopero della stampa sia la condizione che alcuni figuri (molti) si auspicherebbero ad vitam. Ne condivido i motivi ma non la forma, mi piacerebbe vedere i redattori &#8220;scioperanti&#8221; che per un giorno tirano fuori fogli di informazione gratuita, senza spot, e non viziata da considerazioni di vendita o di opportunità politica.<br />
Poi, sono curioso: ma il TG1 come si porrà? Già mi aspetto l&#8217;editoriale-show.<br />
@Luca: immagini suggestive e inquietanti, indubbiamente. Ma lontane, ancora, a mio avviso. Quando la maggioranza degli italiani sta bene così.</p>
]]></content:encoded>
		
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