<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: MADRI, FIGLI, LAVORO E I LIBRI PER RAGAZZI	</title>
	<atom:link href="https://www.lipperatura.it/madri-figli-lavoro-e-i-libri-per-ragazzi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lipperatura.it/madri-figli-lavoro-e-i-libri-per-ragazzi/</link>
	<description>di Loredana Lipperini</description>
	<lastBuildDate>Fri, 06 Sep 2013 07:43:47 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>
		Di: emmi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/madri-figli-lavoro-e-i-libri-per-ragazzi/comment-page-1/#comment-134531</link>

		<dc:creator><![CDATA[emmi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Sep 2013 07:43:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=6119#comment-134531</guid>

					<description><![CDATA[Anche nelle storie più belle, in fondo, c&#039;è sempre un &quot;capo&quot; che decide...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche nelle storie più belle, in fondo, c&#8217;è sempre un &#8220;capo&#8221; che decide&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: A		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/madri-figli-lavoro-e-i-libri-per-ragazzi/comment-page-1/#comment-134530</link>

		<dc:creator><![CDATA[A]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Sep 2013 07:40:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=6119#comment-134530</guid>

					<description><![CDATA[Il lavoro serve (a tutti) per avere uno stipendio per campare e realizzare gli altri progetti di vita. Punto e basta. Qualcun* riesce a fare qualcosa che gradisce o che l* fa sentire utile. Ma non è sempre così. Gli uffici sono pieni di impiegat* annoiat* e depress*.
Va bene piantarla con la retorica delle madri (sempre e solo loro) che &quot;devono&quot; stare a casa o fare il part time, ma anche con &#039;sta storia di &quot;uh quanto è bello lavorare, sbattersi per 9-10 ore al giorno sputando sangue (e bile) sotto il Marchionne di turno etc etc&quot; Il nostro obiettivo (di uomini e donne) dovrebbe essere l&#039;autodeterminazione, non un generico &quot;lavorare&quot;. E&#039;chiedere troppo?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il lavoro serve (a tutti) per avere uno stipendio per campare e realizzare gli altri progetti di vita. Punto e basta. Qualcun* riesce a fare qualcosa che gradisce o che l* fa sentire utile. Ma non è sempre così. Gli uffici sono pieni di impiegat* annoiat* e depress*.<br />
Va bene piantarla con la retorica delle madri (sempre e solo loro) che &#8220;devono&#8221; stare a casa o fare il part time, ma anche con &#8216;sta storia di &#8220;uh quanto è bello lavorare, sbattersi per 9-10 ore al giorno sputando sangue (e bile) sotto il Marchionne di turno etc etc&#8221; Il nostro obiettivo (di uomini e donne) dovrebbe essere l&#8217;autodeterminazione, non un generico &#8220;lavorare&#8221;. E&#8217;chiedere troppo?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: StefanoD		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/madri-figli-lavoro-e-i-libri-per-ragazzi/comment-page-1/#comment-134529</link>

		<dc:creator><![CDATA[StefanoD]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Sep 2013 19:49:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=6119#comment-134529</guid>

					<description><![CDATA[A proposito di società e parità: come la cosa a volte si veda da piccoli particolari come i cartelli stradali.
http://congedoparentale.blogspot.se/2013/09/paese-che-vai.html
(Germania vs. Svezia)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito di società e parità: come la cosa a volte si veda da piccoli particolari come i cartelli stradali.<br />
<a href="http://congedoparentale.blogspot.se/2013/09/paese-che-vai.html" rel="nofollow ugc">http://congedoparentale.blogspot.se/2013/09/paese-che-vai.html</a><br />
(Germania vs. Svezia)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Robi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/madri-figli-lavoro-e-i-libri-per-ragazzi/comment-page-1/#comment-134528</link>

		<dc:creator><![CDATA[Robi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Sep 2013 15:02:22 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=6119#comment-134528</guid>

					<description><![CDATA[Ho frequentato nido e materna ma non ho figli, dunque intervengo in punta di piedi :-) secondo me non ci sono stimoli, soldi o educazione che possano sostituire la frequenza della scuola dell&#039;infanzia con altri bambini, adulti diversi da genitori/parenti/tate. Oggi poi l&#039;insegnamento in quel grado di istruzione è molto cambiato, più stimolante. Un vero peccato perderlo. Che poi i piccoli vogliano la mamma 24/7 e facciano un po&#039; di capricci è normale, ci siamo passati tutti e si viene su bene lo stesso, una madre che lavora alla fine è un ottimo esempio. Rifletterei poi su quanto questo modello irraggiungibile di perfezione che società/pediatri/pedagoghi impongono alle madri forse intimidisca le più insicure che nemmeno ci provano a &quot;buttare&quot; una discussione con il compagno/marito latitante o il datore di lavoro per condizioni più eque. Sul lavoro delle donne, le ricadute miracolose sull&#039;economia e sulla civiltà italiana se si arrivasse almeno al 50% della forza lavoro ha detto delle cose fantastiche Chiara Saraceno. Mi piacerebbe molto vederla e sentirla di più nei media, sarebbe stata un&#039; eccellente ministra al Welfare]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho frequentato nido e materna ma non ho figli, dunque intervengo in punta di piedi 🙂 secondo me non ci sono stimoli, soldi o educazione che possano sostituire la frequenza della scuola dell&#8217;infanzia con altri bambini, adulti diversi da genitori/parenti/tate. Oggi poi l&#8217;insegnamento in quel grado di istruzione è molto cambiato, più stimolante. Un vero peccato perderlo. Che poi i piccoli vogliano la mamma 24/7 e facciano un po&#8217; di capricci è normale, ci siamo passati tutti e si viene su bene lo stesso, una madre che lavora alla fine è un ottimo esempio. Rifletterei poi su quanto questo modello irraggiungibile di perfezione che società/pediatri/pedagoghi impongono alle madri forse intimidisca le più insicure che nemmeno ci provano a &#8220;buttare&#8221; una discussione con il compagno/marito latitante o il datore di lavoro per condizioni più eque. Sul lavoro delle donne, le ricadute miracolose sull&#8217;economia e sulla civiltà italiana se si arrivasse almeno al 50% della forza lavoro ha detto delle cose fantastiche Chiara Saraceno. Mi piacerebbe molto vederla e sentirla di più nei media, sarebbe stata un&#8217; eccellente ministra al Welfare</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: francesca violi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/madri-figli-lavoro-e-i-libri-per-ragazzi/comment-page-1/#comment-134527</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesca violi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Sep 2013 14:15:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=6119#comment-134527</guid>

					<description><![CDATA[Infatti Ilaria, concordo molto con la questione &quot;classe&quot;. Vedo molte persone impermeabili alla questione della disparità di genere (&quot;con tutti i problemi che ha la scuola/la società oggi ti preoccupi di questo?&quot; &quot;io non ho paura che mia figlia diventi una velina, in famiglia le diamo il buon esempio...&quot;): come se il conto più salato di questa disparità non la pagasse proprio chi ha meno possibilità.
Viene la crisi, e il gatto affamato si morde la coda.
http://www.oggitreviso.it/pi%C3%B9-di-3mila-bambini-non-andranno-allasilo-69408
Immagino che il fenomeno non riguarderà i figli delle persone abbienti, che troveranno le risorse per  pagare i buoni mensa sempre più cari, hanno due auto per portare i figli a scuola se lo scuolabus non c&#039;è più, per le gite, per le attività ecc., e certo non mancheranno di fornire ai loro figli i preziosi stimoli e educazione e socializzazione dei tre anni di scuola materna (che oggi per molti figli di stranieri è ad esempio il posto dove imparano l&#039;italiano prima di arrivare alle elementari).
Chi non potrà permetterselo, i bambini a casa; e le madri, le nonne, ancor più inchiodate al ruolo di cura.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Infatti Ilaria, concordo molto con la questione &#8220;classe&#8221;. Vedo molte persone impermeabili alla questione della disparità di genere (&#8220;con tutti i problemi che ha la scuola/la società oggi ti preoccupi di questo?&#8221; &#8220;io non ho paura che mia figlia diventi una velina, in famiglia le diamo il buon esempio&#8230;&#8221;): come se il conto più salato di questa disparità non la pagasse proprio chi ha meno possibilità.<br />
Viene la crisi, e il gatto affamato si morde la coda.<br />
<a href="http://www.oggitreviso.it/pi%C3%B9-di-3mila-bambini-non-andranno-allasilo-69408" rel="nofollow ugc">http://www.oggitreviso.it/pi%C3%B9-di-3mila-bambini-non-andranno-allasilo-69408</a><br />
Immagino che il fenomeno non riguarderà i figli delle persone abbienti, che troveranno le risorse per  pagare i buoni mensa sempre più cari, hanno due auto per portare i figli a scuola se lo scuolabus non c&#8217;è più, per le gite, per le attività ecc., e certo non mancheranno di fornire ai loro figli i preziosi stimoli e educazione e socializzazione dei tre anni di scuola materna (che oggi per molti figli di stranieri è ad esempio il posto dove imparano l&#8217;italiano prima di arrivare alle elementari).<br />
Chi non potrà permetterselo, i bambini a casa; e le madri, le nonne, ancor più inchiodate al ruolo di cura.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: ilaria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/madri-figli-lavoro-e-i-libri-per-ragazzi/comment-page-1/#comment-134526</link>

		<dc:creator><![CDATA[ilaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Sep 2013 13:36:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=6119#comment-134526</guid>

					<description><![CDATA[Premesso che sono completamente d&#039;accordo sul fatto che il nido e la socializzazione sono importantissimi (e di conseguenza mi sono regolata con i miei figli, e lo specifico a scanso di possibili equivoci), credo che gli ultimi commenti riportino al nodo. Perché se non pensiamo in primo luogo a riequilibrare i ruoli e ristrutturare il sistema, rischiamo di veder solo peggiorare la situazione presente, a mio avviso. Con le classi più abbienti che si possono permettere la tata dopo il nido (o asilo, o scuola di vario grado), perché l&#039;orario di lavoro magari di entrambi (più la spesa e la cura della casa con tutto quel che comporta, non dimentichiamolo) supera quello offerto dai servizi (ma la tata è anche domestica, in molti di questi casi), oppure un genitore - di solito la madre - che sta a casa perché i soldi bastano, e comunque il nido c&#039;è quasi sempre, se si vuole, perché si può pagare. Classi che in genere poco lottano perché qualcosa cambi, perché spesso ne sentono meno il bisogno. E con le classi meno abbienti costrette a barcamenarsi, a utilizzare magari la nonna (molto meno il nonno) perché la madre possa permettersi di lavorare - con tutto quello che in quel &quot;permettersi&quot; è contenuto. E sappiamo che è quasi sempre la madre a dover &quot;scegliere&quot;, e sappiamo che spesso i servizi non ci sono o non bastano, e sappiamo che la colpevolizzazione è costantemente in agguato, grazie anche a stereotipi che non riusciamo a intaccare. Per questo sarebbe davvero importante parlare in modo diverso. Chiaro che per chi ha più disponibilità economica, spesso anche se non sempre, il problema si pone meno. Dunque è qui che l&#039;intreccio tra questione di genere e questione di classe a me dice che lavorare sull&#039;immaginario è tutt&#039;altro che insignificante. Avere tempo per figli e nipoti, oltre che soldi per mantenerli, è bello per i genitori e per i figli, per i padri come per le madri. Direi che è bello poter scegliere davvero, e libri diversi sono una delle strade per arrivarci.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Premesso che sono completamente d&#8217;accordo sul fatto che il nido e la socializzazione sono importantissimi (e di conseguenza mi sono regolata con i miei figli, e lo specifico a scanso di possibili equivoci), credo che gli ultimi commenti riportino al nodo. Perché se non pensiamo in primo luogo a riequilibrare i ruoli e ristrutturare il sistema, rischiamo di veder solo peggiorare la situazione presente, a mio avviso. Con le classi più abbienti che si possono permettere la tata dopo il nido (o asilo, o scuola di vario grado), perché l&#8217;orario di lavoro magari di entrambi (più la spesa e la cura della casa con tutto quel che comporta, non dimentichiamolo) supera quello offerto dai servizi (ma la tata è anche domestica, in molti di questi casi), oppure un genitore &#8211; di solito la madre &#8211; che sta a casa perché i soldi bastano, e comunque il nido c&#8217;è quasi sempre, se si vuole, perché si può pagare. Classi che in genere poco lottano perché qualcosa cambi, perché spesso ne sentono meno il bisogno. E con le classi meno abbienti costrette a barcamenarsi, a utilizzare magari la nonna (molto meno il nonno) perché la madre possa permettersi di lavorare &#8211; con tutto quello che in quel &#8220;permettersi&#8221; è contenuto. E sappiamo che è quasi sempre la madre a dover &#8220;scegliere&#8221;, e sappiamo che spesso i servizi non ci sono o non bastano, e sappiamo che la colpevolizzazione è costantemente in agguato, grazie anche a stereotipi che non riusciamo a intaccare. Per questo sarebbe davvero importante parlare in modo diverso. Chiaro che per chi ha più disponibilità economica, spesso anche se non sempre, il problema si pone meno. Dunque è qui che l&#8217;intreccio tra questione di genere e questione di classe a me dice che lavorare sull&#8217;immaginario è tutt&#8217;altro che insignificante. Avere tempo per figli e nipoti, oltre che soldi per mantenerli, è bello per i genitori e per i figli, per i padri come per le madri. Direi che è bello poter scegliere davvero, e libri diversi sono una delle strade per arrivarci.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Davide		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/madri-figli-lavoro-e-i-libri-per-ragazzi/comment-page-1/#comment-134525</link>

		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Sep 2013 12:54:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=6119#comment-134525</guid>

					<description><![CDATA[Magari l&#039;autrice ha intenzione di rappresentare una situazione reale e consueta, senza usare filtri pedagogici.
In questo caso avrebbe il merito di lasciare ai lettori la piena libertà interpretativa, dimostrando così fiducia verso questi. Non si porrebbe cioè ad un livello di superiorità rispetto a questi.
Non so, propongo questa prospettiva, che credo si inserisca nella riflessione più ampia sul ruolo delle persone che scrivono.
È plausibile la mia prospettiva?
Mi affido a te, Loredana, che conosci il libro.
Mi affiderò naturalmente al mio giudizio, dopo la lettura del libro, appena avrò risolto qualche questione personale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Magari l&#8217;autrice ha intenzione di rappresentare una situazione reale e consueta, senza usare filtri pedagogici.<br />
In questo caso avrebbe il merito di lasciare ai lettori la piena libertà interpretativa, dimostrando così fiducia verso questi. Non si porrebbe cioè ad un livello di superiorità rispetto a questi.<br />
Non so, propongo questa prospettiva, che credo si inserisca nella riflessione più ampia sul ruolo delle persone che scrivono.<br />
È plausibile la mia prospettiva?<br />
Mi affido a te, Loredana, che conosci il libro.<br />
Mi affiderò naturalmente al mio giudizio, dopo la lettura del libro, appena avrò risolto qualche questione personale.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: StefanoD		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/madri-figli-lavoro-e-i-libri-per-ragazzi/comment-page-1/#comment-134524</link>

		<dc:creator><![CDATA[StefanoD]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Sep 2013 12:20:21 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=6119#comment-134524</guid>

					<description><![CDATA[Che brutta una società nella quale non ci si aspetta dal padre che passi con i figli tanto tempo quanto la madre...
Magari sbaglio, ma concordo poi con chi suggerisce di non aspettare tre anni per allenare i bambini ad essere animali sociali. Tre anni quasi esclusivi con un genitore sono un imprinting quasi indelebile.
Poi, chiaro, una situazione standard non c&#039;è. L&#039;ideale sarebbe una società che permettesse alla coppia di strutturarsi come vogliono, ricordandosi che forse è meglio parlare di diritto del bambino a una famiglia che non viceversa. I figli non sono accessori. Se entrambi vogliono lavorare 24/7 con ambizioni di carriera executive, sempre in viaggio e magari spesso stressati, ecco, magari non sono le condizioni ideali per crescere dei figli. Ma forse è la società di oggi in a nutshell, lavorare di più per permettersi tre smartphone e quattro iPad così il bambino può giocare tranquillo e non disturbare mentre noi ci rilassiamo su facebook...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che brutta una società nella quale non ci si aspetta dal padre che passi con i figli tanto tempo quanto la madre&#8230;<br />
Magari sbaglio, ma concordo poi con chi suggerisce di non aspettare tre anni per allenare i bambini ad essere animali sociali. Tre anni quasi esclusivi con un genitore sono un imprinting quasi indelebile.<br />
Poi, chiaro, una situazione standard non c&#8217;è. L&#8217;ideale sarebbe una società che permettesse alla coppia di strutturarsi come vogliono, ricordandosi che forse è meglio parlare di diritto del bambino a una famiglia che non viceversa. I figli non sono accessori. Se entrambi vogliono lavorare 24/7 con ambizioni di carriera executive, sempre in viaggio e magari spesso stressati, ecco, magari non sono le condizioni ideali per crescere dei figli. Ma forse è la società di oggi in a nutshell, lavorare di più per permettersi tre smartphone e quattro iPad così il bambino può giocare tranquillo e non disturbare mentre noi ci rilassiamo su facebook&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: animapunk		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/madri-figli-lavoro-e-i-libri-per-ragazzi/comment-page-1/#comment-134523</link>

		<dc:creator><![CDATA[animapunk]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Sep 2013 12:01:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=6119#comment-134523</guid>

					<description><![CDATA[che sconforto, siamo nel 2013 e dobbiamo ancora vedere questa colpevolizzazione di una donna che va a lavorare, e deve giustificare perchè lo fa, e  perchè il suo orario è quello che è. del padre, giustamente, non si parla, è scontato che vada e la sua presenza non è necessaria. peccato che non guadagni abbastanza da mantenere tutti, questo sì. che poi, quando quest&#039;uomo magari a cinquant&#039;anni, come tanti, troverà un&#039;altra, e se ne andrà, chi darà un lavoro alla mamma? (nessuno, a 50 anni, figuriamoci).
comunque sono purtroppo problemi immaginari, quando rimani incinta in Italia, paese che difende la vita, in genere ti licenziano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>che sconforto, siamo nel 2013 e dobbiamo ancora vedere questa colpevolizzazione di una donna che va a lavorare, e deve giustificare perchè lo fa, e  perchè il suo orario è quello che è. del padre, giustamente, non si parla, è scontato che vada e la sua presenza non è necessaria. peccato che non guadagni abbastanza da mantenere tutti, questo sì. che poi, quando quest&#8217;uomo magari a cinquant&#8217;anni, come tanti, troverà un&#8217;altra, e se ne andrà, chi darà un lavoro alla mamma? (nessuno, a 50 anni, figuriamoci).<br />
comunque sono purtroppo problemi immaginari, quando rimani incinta in Italia, paese che difende la vita, in genere ti licenziano.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: francesca violi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/madri-figli-lavoro-e-i-libri-per-ragazzi/comment-page-1/#comment-134522</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesca violi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Sep 2013 11:28:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=6119#comment-134522</guid>

					<description><![CDATA[A diana corsini, non è questione di correttezza, ma ecco io da questo dialogo capisco che per i papà è scontato, normale e giusto lavorare, senza dubbi e sensi di colpa perché vedono poco i figli; che da loro non ci si aspetta che pietiscano dal &quot;capo&quot; penalizzanti e malvisti orari ridotti; mentre le madri, sì anche loro devono/vogliono lavorare, ma anche poi farsi carico, loro sole, dei disagi, delle penalità professionali, dei sensi di colpa.
Ma io voglio stare con la mamma, si fa dire alla bimba.
Ma il papà? Non pervenuto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A diana corsini, non è questione di correttezza, ma ecco io da questo dialogo capisco che per i papà è scontato, normale e giusto lavorare, senza dubbi e sensi di colpa perché vedono poco i figli; che da loro non ci si aspetta che pietiscano dal &#8220;capo&#8221; penalizzanti e malvisti orari ridotti; mentre le madri, sì anche loro devono/vogliono lavorare, ma anche poi farsi carico, loro sole, dei disagi, delle penalità professionali, dei sensi di colpa.<br />
Ma io voglio stare con la mamma, si fa dire alla bimba.<br />
Ma il papà? Non pervenuto.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>
