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	Commenti a: MAI GLI ELEFANTI VOLAR	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: Elena		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 18:40:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ero presente a modena domenica scorsa alla presentazione del libro &quot;Ancora dalla parte delle bambine&quot;, che non ho ancora letto, e
non so quindi esprimere il mio parere rispetto al libro. Ritengo che l&#039;equivoco interpretativo, nasca dal fatto che ognuno di noi, come tu accennavi nel corso dela presentazione-intervista, rimanga comunque legato al proprio piccolo mondo, e a partire da questo si avvicina e affronta le cose, le persone, le relazioni, le situazioni, la lettura di un libro. La difficoltà sta proprio nell&#039;uscire da se stessi e scoprire e guardare e cercare di conoscere un mondo altro, un mondo nuovo. Questo mondo nuovo, internet, la rete, che come tu dici non è l&#039;argomento predominante del libro, probabilmente viene colto come il tema più vasto da parte di coloro per i quali è il meno conosciuto, il meno frequentato e agito rispetto agli altri temi del libro e quindi è quello che forse colpisce di più, pur non essendo il tema a cui vengono dedicate più pagine.
Dalla presentazione intervista ho portato a casa con me tanti spunti. Ho quarantadue anni e sono mamma di due maschi di 20 e 17 anni e una femmina di 12. Mi sento davvero in trincea, come donna e come madre.
I discorsi di domenica mi hanno stuzzicato sicuramente più come mamma di maschi. Abbiamo dimenticato per strada qualcosa, o tanto, rispetto all&#039;educazione delle bambine, ma rispetto ai maschi e al diventare uomini forse il discorso deve seriamente ancora iniziare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ero presente a modena domenica scorsa alla presentazione del libro &#8220;Ancora dalla parte delle bambine&#8221;, che non ho ancora letto, e<br />
non so quindi esprimere il mio parere rispetto al libro. Ritengo che l&#8217;equivoco interpretativo, nasca dal fatto che ognuno di noi, come tu accennavi nel corso dela presentazione-intervista, rimanga comunque legato al proprio piccolo mondo, e a partire da questo si avvicina e affronta le cose, le persone, le relazioni, le situazioni, la lettura di un libro. La difficoltà sta proprio nell&#8217;uscire da se stessi e scoprire e guardare e cercare di conoscere un mondo altro, un mondo nuovo. Questo mondo nuovo, internet, la rete, che come tu dici non è l&#8217;argomento predominante del libro, probabilmente viene colto come il tema più vasto da parte di coloro per i quali è il meno conosciuto, il meno frequentato e agito rispetto agli altri temi del libro e quindi è quello che forse colpisce di più, pur non essendo il tema a cui vengono dedicate più pagine.<br />
Dalla presentazione intervista ho portato a casa con me tanti spunti. Ho quarantadue anni e sono mamma di due maschi di 20 e 17 anni e una femmina di 12. Mi sento davvero in trincea, come donna e come madre.<br />
I discorsi di domenica mi hanno stuzzicato sicuramente più come mamma di maschi. Abbiamo dimenticato per strada qualcosa, o tanto, rispetto all&#8217;educazione delle bambine, ma rispetto ai maschi e al diventare uomini forse il discorso deve seriamente ancora iniziare.</p>
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		Di: elisabetta		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/mai-gli-elefanti-volar/comment-page-1/#comment-99362</link>

		<dc:creator><![CDATA[elisabetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 17:41:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non hai sbagliato Loredana, il problema vero sta in quella frasetta che la gente cita a mente e che ha fatto più danni di qualsiasi altro predicatore: il mezzo è messaggio. Finchè si andrà avanti a cercare l&#039;untore in ciò che non si conosce e non si frequenta saremo messi così... A me, del tuo libro, ha colpito molto la parte dedicata ai libri di testo scolastici e alle riviste per bambine, ai fumetti, a tutto quello che appare buoco e lecito e che sta ancora compiendo i danni peggiori.
un saluto (anche a Lotta)
E.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non hai sbagliato Loredana, il problema vero sta in quella frasetta che la gente cita a mente e che ha fatto più danni di qualsiasi altro predicatore: il mezzo è messaggio. Finchè si andrà avanti a cercare l&#8217;untore in ciò che non si conosce e non si frequenta saremo messi così&#8230; A me, del tuo libro, ha colpito molto la parte dedicata ai libri di testo scolastici e alle riviste per bambine, ai fumetti, a tutto quello che appare buoco e lecito e che sta ancora compiendo i danni peggiori.<br />
un saluto (anche a Lotta)<br />
E.</p>
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		Di: Paolo S		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo S]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 16:52:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Direi che è una maniera soft di presentare il tuo libro... un po&#039; vigliacca al limite, sta maniera, ma non è un difetto del libro, no certo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Direi che è una maniera soft di presentare il tuo libro&#8230; un po&#8217; vigliacca al limite, sta maniera, ma non è un difetto del libro, no certo.</p>
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		Di: marco pontoni		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/mai-gli-elefanti-volar/comment-page-1/#comment-99360</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco pontoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 16:40:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non solo i pericoli della rete vengono ingigantiti perché c&#039;è bisogno di produrre sempre nuovi fantasmi, e quello dell&#039;uomo cattivo che offre le caramelle all&#039;uscita della scuola non attacca più. Ma io credo che a volte si ingigantisca anche a dismisura il problema del digital-divide generazionale. In fondo, a me pare che oggi i 40enni come me siano nell&#039;invidiabile posizione di relazionarsi con i propri figli 12enni quasi alla pari: noi perché il web l&#039;abbiamo visto nascere, bene o male lo conosciamo, è un luogo che frequentiamo periodicamente, i nostri figli perché ci si ritrovano catapultati dentro, a smanettare. Non potremmo partire da qui per fare relazione, per dialogare, per imparare assieme, anzichè assumere atteggiamenti ansiogeni? Dopotutto, quante vittime fa un pc? E quante ne fanno le automobili ill sabato sera? Piuttosto, mi pare ci sia poca consapevolezza, anche da parte del legislatore, del vero valore che certe pratiche oggi assumono. Prendiamo la privacy: a prescindere dal fatto che trovo del tutto inutile firmare tutte queste dichiarazioni che mi mettono sotto il naso (posso davvero non firmare? e che succede se non lo faccio? il servizio di cui ho bisogno mi viene garantito o no? perché se io sottoscrivo una cosa dovrei fare una scelta consapevole, che presuppone un&#039;alternativa, se sono obbligato diventa solo un automatismo). Ma mi chiedo anche se sulla questione ad esempio delle immagini on-line (video, foto ecc.) l&#039;atteggiamento giusto sia quello dell&#039;adulto, magari totalmente digiuno di web e di blog, che ha della propria immagine e della propria persona ha un&#039;idea di un certo tipo. Mi pare che per i giovani l&#039;atteggiamento sia molto diverso: molto più &quot;lasco&quot;, umorale, noncurante, esibizionista, &quot;postmoderno&quot;, potremmo dire. Siamo sicuri sia davvero un male? Siamo disposti a contemplare altri punti di vista? Siamo disposti a prendere in considerazione ad esempio che, sì, su internet rimane tutto, ed è difficile rimuoverlo quando vorremmo farlo, ma che questo presuppone in fondo una sorta di nuova trasparenza, che finisce con il depotenziare molto il valore di certe pratiche? Siamo disposti ad abbattere certe barriere fra pubblico e privato? Eppure mi pare che nel lavoro già succeda. Chi non usa il pc dell&#039;ufficio anche per questioni personali? E quanti ormai fanno telelavoro anche da casa, dal mare, o da qualsivoglia altra situazione apparentemente extra-lavorativa?
A me pare che siamo già andati abbondantemente oltre la soglia di una &quot;rivoluzione&quot; ma fatichiamo a prenderne atto, e cerchiamo di gestirne le conseguenze con strumenti che andavano bene nella vecchia società patriarcale, fordista ecc. Insomma: come se in tv vedessimo ancora solo il 1°, il 2° e Capodistria.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non solo i pericoli della rete vengono ingigantiti perché c&#8217;è bisogno di produrre sempre nuovi fantasmi, e quello dell&#8217;uomo cattivo che offre le caramelle all&#8217;uscita della scuola non attacca più. Ma io credo che a volte si ingigantisca anche a dismisura il problema del digital-divide generazionale. In fondo, a me pare che oggi i 40enni come me siano nell&#8217;invidiabile posizione di relazionarsi con i propri figli 12enni quasi alla pari: noi perché il web l&#8217;abbiamo visto nascere, bene o male lo conosciamo, è un luogo che frequentiamo periodicamente, i nostri figli perché ci si ritrovano catapultati dentro, a smanettare. Non potremmo partire da qui per fare relazione, per dialogare, per imparare assieme, anzichè assumere atteggiamenti ansiogeni? Dopotutto, quante vittime fa un pc? E quante ne fanno le automobili ill sabato sera? Piuttosto, mi pare ci sia poca consapevolezza, anche da parte del legislatore, del vero valore che certe pratiche oggi assumono. Prendiamo la privacy: a prescindere dal fatto che trovo del tutto inutile firmare tutte queste dichiarazioni che mi mettono sotto il naso (posso davvero non firmare? e che succede se non lo faccio? il servizio di cui ho bisogno mi viene garantito o no? perché se io sottoscrivo una cosa dovrei fare una scelta consapevole, che presuppone un&#8217;alternativa, se sono obbligato diventa solo un automatismo). Ma mi chiedo anche se sulla questione ad esempio delle immagini on-line (video, foto ecc.) l&#8217;atteggiamento giusto sia quello dell&#8217;adulto, magari totalmente digiuno di web e di blog, che ha della propria immagine e della propria persona ha un&#8217;idea di un certo tipo. Mi pare che per i giovani l&#8217;atteggiamento sia molto diverso: molto più &#8220;lasco&#8221;, umorale, noncurante, esibizionista, &#8220;postmoderno&#8221;, potremmo dire. Siamo sicuri sia davvero un male? Siamo disposti a contemplare altri punti di vista? Siamo disposti a prendere in considerazione ad esempio che, sì, su internet rimane tutto, ed è difficile rimuoverlo quando vorremmo farlo, ma che questo presuppone in fondo una sorta di nuova trasparenza, che finisce con il depotenziare molto il valore di certe pratiche? Siamo disposti ad abbattere certe barriere fra pubblico e privato? Eppure mi pare che nel lavoro già succeda. Chi non usa il pc dell&#8217;ufficio anche per questioni personali? E quanti ormai fanno telelavoro anche da casa, dal mare, o da qualsivoglia altra situazione apparentemente extra-lavorativa?<br />
A me pare che siamo già andati abbondantemente oltre la soglia di una &#8220;rivoluzione&#8221; ma fatichiamo a prenderne atto, e cerchiamo di gestirne le conseguenze con strumenti che andavano bene nella vecchia società patriarcale, fordista ecc. Insomma: come se in tv vedessimo ancora solo il 1°, il 2° e Capodistria.</p>
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		<title>
		Di: sergio garufi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/mai-gli-elefanti-volar/comment-page-1/#comment-99359</link>

		<dc:creator><![CDATA[sergio garufi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 12:28:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sottoscrivo tutto: il nodo cruciale è l&#039;informazione, da cui la grande responsabilità di chi la fa. Solo con un&#039;informazione di storta si creano leggende metropolitane e falsi allarmismi che poi è quasi impossibile sradicare (internet pericolosa per i bambini, gli zingari ladri di bambini, &quot;l&#039;assassinio&quot; di eluana bella e giovane come nelle foto pubblicate).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sottoscrivo tutto: il nodo cruciale è l&#8217;informazione, da cui la grande responsabilità di chi la fa. Solo con un&#8217;informazione di storta si creano leggende metropolitane e falsi allarmismi che poi è quasi impossibile sradicare (internet pericolosa per i bambini, gli zingari ladri di bambini, &#8220;l&#8217;assassinio&#8221; di eluana bella e giovane come nelle foto pubblicate).</p>
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		<title>
		Di: Giuseppe D'Emilio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/mai-gli-elefanti-volar/comment-page-1/#comment-99358</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe D'Emilio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 12:15:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ieri ho casualmente scoperto che alcune mie studentesse (16/17 anni) pensavano che l&#039;aborto fosse reato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri ho casualmente scoperto che alcune mie studentesse (16/17 anni) pensavano che l&#8217;aborto fosse reato.</p>
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		<title>
		Di: Andrea Patassini		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Patassini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 10:47:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono del parere che la tanto auspicata rivoluzione digitale nel nostro paese, sia stata messa a tacere da un nutrito ed eterogeneo gruppo di &quot;esperti&quot;, molti di questi proveniente (ahimè) dal fronte della comunicazione. Mi sembra che la forma mentale apocalittica nei confronti dei new media sia immutata.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono del parere che la tanto auspicata rivoluzione digitale nel nostro paese, sia stata messa a tacere da un nutrito ed eterogeneo gruppo di &#8220;esperti&#8221;, molti di questi proveniente (ahimè) dal fronte della comunicazione. Mi sembra che la forma mentale apocalittica nei confronti dei new media sia immutata.</p>
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		<title>
		Di: zauberei		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/mai-gli-elefanti-volar/comment-page-1/#comment-99356</link>

		<dc:creator><![CDATA[zauberei]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 09:01:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono super d&#039;accordo sul fatto che la mala divulgazione sia una iattura dell&#039;umanità che ingloba tutti i campi dello scibile. LA divulgazione scientifica poi è un caso devastante, e io pure posso fornire caretti di esempi su come un esperimento di neurofisiologia viene tradotto e glamourizzato anche dalle riviste specializzate, siringando la notizia di inferenze indebite, per cui alla fine quei poveri ricercatori facciamo conto del MIT risultano singolarmente essere una manica di difecienti et anche un tantinello reazionari. All&#039;uopo è simpatica l&#039;esperienza di come sono riportate queste notizie nella hompe page di portali quali libero e yahoo. i è l&#039;apoteosi.
Ma non sono convinta che nel dibattito sull&#039;eutanasia l&#039;informazione scientifica corretta risolva del tutto la questione - anche se manca e fintanto che non c&#039;è è bene riempire la lacuna-  e te hai fatto cosa doverosa a spiegare la faccenda delle minestrine, come spero quella del cervello atrofizzato che mi pare altrettanto saliente. Ma non esaurisce del tutto il problema. Il problema è anche un mancato esercizio collettivo alla riflessione sui temi che ci riguardano come individui, per cui il concetto di complessità pare veramente una chimera e persino quando si parla di tombe e di male, tutto sembra ridursi a un derby di provincia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono super d&#8217;accordo sul fatto che la mala divulgazione sia una iattura dell&#8217;umanità che ingloba tutti i campi dello scibile. LA divulgazione scientifica poi è un caso devastante, e io pure posso fornire caretti di esempi su come un esperimento di neurofisiologia viene tradotto e glamourizzato anche dalle riviste specializzate, siringando la notizia di inferenze indebite, per cui alla fine quei poveri ricercatori facciamo conto del MIT risultano singolarmente essere una manica di difecienti et anche un tantinello reazionari. All&#8217;uopo è simpatica l&#8217;esperienza di come sono riportate queste notizie nella hompe page di portali quali libero e yahoo. i è l&#8217;apoteosi.<br />
Ma non sono convinta che nel dibattito sull&#8217;eutanasia l&#8217;informazione scientifica corretta risolva del tutto la questione &#8211; anche se manca e fintanto che non c&#8217;è è bene riempire la lacuna-  e te hai fatto cosa doverosa a spiegare la faccenda delle minestrine, come spero quella del cervello atrofizzato che mi pare altrettanto saliente. Ma non esaurisce del tutto il problema. Il problema è anche un mancato esercizio collettivo alla riflessione sui temi che ci riguardano come individui, per cui il concetto di complessità pare veramente una chimera e persino quando si parla di tombe e di male, tutto sembra ridursi a un derby di provincia.</p>
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