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	Commenti a: MANGIARE UNA SIRENA: LA PELLE	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: Luca Perilli		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/mangiare-una-sirena-la-pelle/comment-page-1/#comment-138156</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luca Perilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2015 08:39:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Malaparte pervade il suo romanzo di situazioni in cui i corpi e/o parti di esso assumono il ruolo di protagonisti in quanto merci di scambio a fini di sopravvivenza (o di tentata sopravvivenza). Il confine sottile tra vita e morte, tra corpi vivi e cadaverici è sempre disturbantemente indefinito o, viceversa, svelato con risolutiva brutalità. Tutto è volutamente ambiguo, a cominciare dal suo affettato amore-odio per il popolo italiano (mirabile la distinzione tra &quot;perdenti&quot; e &quot;vinti&quot; e la mancata assunzione dei ruoli conseguenti) e per l&#039;altrettanto schietta ammirazione verso quello americano, amato in virtù di caratteristiche che sarebbero difetti, più che pregi... Credo che questi due aspetti ci imbarazzino profondamente come lettori italiani, ma sono proprio le caratteristiche che lo rendono un romanzo indispensabile.
Per il resto è pervaso di un (non sempre) sottile razzismo-maschilismo, in particolare contro gli omosessuali, che però non dovrebbe meravigliare, vista l&#039;epoca in cui è stato scritto; anzi, che dovrebbe suggerirci da quali radici profonde derivino mentalità e atteggiamenti che oggi stanno riesplodendo prepotentemente (e di cui troviamo traccia qua e là persino in taluni interventi di alcuni utenti di questo blog quando si affrontano questioni inerenti).
Eh sì, una di quelle letture scomode che andrebbero fatte con una certa frequenza... Intanto grazie a Radio3 x riproporcelo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Malaparte pervade il suo romanzo di situazioni in cui i corpi e/o parti di esso assumono il ruolo di protagonisti in quanto merci di scambio a fini di sopravvivenza (o di tentata sopravvivenza). Il confine sottile tra vita e morte, tra corpi vivi e cadaverici è sempre disturbantemente indefinito o, viceversa, svelato con risolutiva brutalità. Tutto è volutamente ambiguo, a cominciare dal suo affettato amore-odio per il popolo italiano (mirabile la distinzione tra &#8220;perdenti&#8221; e &#8220;vinti&#8221; e la mancata assunzione dei ruoli conseguenti) e per l&#8217;altrettanto schietta ammirazione verso quello americano, amato in virtù di caratteristiche che sarebbero difetti, più che pregi&#8230; Credo che questi due aspetti ci imbarazzino profondamente come lettori italiani, ma sono proprio le caratteristiche che lo rendono un romanzo indispensabile.<br />
Per il resto è pervaso di un (non sempre) sottile razzismo-maschilismo, in particolare contro gli omosessuali, che però non dovrebbe meravigliare, vista l&#8217;epoca in cui è stato scritto; anzi, che dovrebbe suggerirci da quali radici profonde derivino mentalità e atteggiamenti che oggi stanno riesplodendo prepotentemente (e di cui troviamo traccia qua e là persino in taluni interventi di alcuni utenti di questo blog quando si affrontano questioni inerenti).<br />
Eh sì, una di quelle letture scomode che andrebbero fatte con una certa frequenza&#8230; Intanto grazie a Radio3 x riproporcelo.</p>
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		Di: Ekerot		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ekerot]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2015 16:53:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Lo scrittore Curzio Malaparte, che per vendere il suo libro &quot;La pelle&quot; ha inventato fatti di sana pianta diffamando Napoli e i napoletani, deve considerarsi inquadrato nel plotone dei caporali.&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Lo scrittore Curzio Malaparte, che per vendere il suo libro &#8220;La pelle&#8221; ha inventato fatti di sana pianta diffamando Napoli e i napoletani, deve considerarsi inquadrato nel plotone dei caporali.&#8221;</p>
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		Di: Ekerot		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ekerot]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2015 16:53:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Totò scrive nel link di diamonds anche de &quot;La pelle&quot;. Il principe non gradì.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Totò scrive nel link di diamonds anche de &#8220;La pelle&#8221;. Il principe non gradì.</p>
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		Di: diamonds		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[diamonds]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2015 13:35:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Con imbarazzo si legge pure questo stralcio di memoir di toto`, quando parla dei marocchini. A dimostrazione del fatto che le scelte dei singoli vanno lette alla luce di un contesto storico, anche per imparare muoversi allontanandosi dalle certezze assolute, senza rinunciare all`idea che &quot;coi miti non bisogna avere fretta&quot;(cfr Calvino)
http://www.antoniodecurtis.com/scritti1.htm]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con imbarazzo si legge pure questo stralcio di memoir di toto`, quando parla dei marocchini. A dimostrazione del fatto che le scelte dei singoli vanno lette alla luce di un contesto storico, anche per imparare muoversi allontanandosi dalle certezze assolute, senza rinunciare all`idea che &#8220;coi miti non bisogna avere fretta&#8221;(cfr Calvino)<br />
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		Di: Sascha		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sascha]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2015 13:08:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La Napoli liberata del &#039;44 da curiosamente vita a ben tre grandi libri: oltre a quello di Malaparte, c&#039;è &#039;Napoli &#039;44&#039;, di Norman Lewis (il diario di un ufficiale britannico particolarmente osservatore e ironico; Malaparte vi fa una breve apparizione) e &#039;La Galleria&#039; di John Horne Burns (ufficiale americano gay e letteriaramente molto sopra le righe; la galleria è quella Umberto I).
P.s. Con tutto il rispetto, La Pelle, come tutti i libri di Malaparte, si legge con un misto di ammirazione e imbarazzo: il capitolo sugli omosessuali fa parte dell&#039;imbarazzo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Napoli liberata del &#8217;44 da curiosamente vita a ben tre grandi libri: oltre a quello di Malaparte, c&#8217;è &#8216;Napoli &#8217;44&#8217;, di Norman Lewis (il diario di un ufficiale britannico particolarmente osservatore e ironico; Malaparte vi fa una breve apparizione) e &#8216;La Galleria&#8217; di John Horne Burns (ufficiale americano gay e letteriaramente molto sopra le righe; la galleria è quella Umberto I).<br />
P.s. Con tutto il rispetto, La Pelle, come tutti i libri di Malaparte, si legge con un misto di ammirazione e imbarazzo: il capitolo sugli omosessuali fa parte dell&#8217;imbarazzo.</p>
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