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	Commenti a: MARIAS, L&#039;ITALIA, LA MEMORIA	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: L'uomo del Gambrinus		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[L'uomo del Gambrinus]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jun 2008 16:00:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Come sempre Marias ha centrato l&#039;obiettivo in modo mirabile. Succede ai grandi scrittori essere abili nelle analisi e nella preveggenza.
Fascismo
Una parola che anche da noi era un insulto, tempo fa. Ora è di nuovo sinonimo di &#039;gente con gli attributi&#039;, come era consono al virilismo e maschilismo fascista che più che in Berlusconi vedrei di più nell&#039;atteggiamento di Bossi e dei leghisti in genere.
Linguaggio becero, rozzo, sprezzante nei dibattiti politici: ho rivisto recentemente una tribuna politica negli anni &#039;70: ebbene i due contendenti erano davvero due gentiluomini che dibattevano di politica in modo &#039;educativo&#039;. Rispetto del tempo di intervento, rispetto dell&#039; avversario, del moderatore...
Il fascismo montante si avverte in questa Italia priva di memoria, quella che ci avrebbe permesso di ricordare quando noi eravamo i romeni, gli albanesi, i rom: in America, in Svizzera, in Australia, dove svolgevamo i lavori più umili e venivamo trattati da reietti. Ma nessuno di questi popoli si è mai sognato di mandare via tutti gli italiani perchè tutti mafiosi.
La scarsa memoria, la scarsa conoscenza storica, la scarsa cultura portano al qualunquismo, alla semplificazione, all&#039;equazione, all &#039;ordine&#039;,  alla pulizia etnica e sopratutto delle Idee...
Il fenomeno Berlusconi è un insieme di tutto questo, e in più: egli incarna il mito del self made man, dell&#039;Uomo della provvidenza, del Risolutore dei problemi italiani.
Berlusconi è un post fascista in un&#039;Italia che da semidemocratica egli vuol rendere  fintodemocratica. E per gli italiani, ormai rassegnati, fatalisti, qualunquisti, il delegare a un Uomo solo il governo della nazione non è putroppo cosa nuova...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come sempre Marias ha centrato l&#8217;obiettivo in modo mirabile. Succede ai grandi scrittori essere abili nelle analisi e nella preveggenza.<br />
Fascismo<br />
Una parola che anche da noi era un insulto, tempo fa. Ora è di nuovo sinonimo di &#8216;gente con gli attributi&#8217;, come era consono al virilismo e maschilismo fascista che più che in Berlusconi vedrei di più nell&#8217;atteggiamento di Bossi e dei leghisti in genere.<br />
Linguaggio becero, rozzo, sprezzante nei dibattiti politici: ho rivisto recentemente una tribuna politica negli anni &#8217;70: ebbene i due contendenti erano davvero due gentiluomini che dibattevano di politica in modo &#8216;educativo&#8217;. Rispetto del tempo di intervento, rispetto dell&#8217; avversario, del moderatore&#8230;<br />
Il fascismo montante si avverte in questa Italia priva di memoria, quella che ci avrebbe permesso di ricordare quando noi eravamo i romeni, gli albanesi, i rom: in America, in Svizzera, in Australia, dove svolgevamo i lavori più umili e venivamo trattati da reietti. Ma nessuno di questi popoli si è mai sognato di mandare via tutti gli italiani perchè tutti mafiosi.<br />
La scarsa memoria, la scarsa conoscenza storica, la scarsa cultura portano al qualunquismo, alla semplificazione, all&#8217;equazione, all &#8216;ordine&#8217;,  alla pulizia etnica e sopratutto delle Idee&#8230;<br />
Il fenomeno Berlusconi è un insieme di tutto questo, e in più: egli incarna il mito del self made man, dell&#8217;Uomo della provvidenza, del Risolutore dei problemi italiani.<br />
Berlusconi è un post fascista in un&#8217;Italia che da semidemocratica egli vuol rendere  fintodemocratica. E per gli italiani, ormai rassegnati, fatalisti, qualunquisti, il delegare a un Uomo solo il governo della nazione non è putroppo cosa nuova&#8230;</p>
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		Di: Lalla		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lalla]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jun 2008 07:16:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Le chiacchiere - che tra un pettegolezzo e uno scambio d&#039;informazioni erano comunicazione e confronto - si facevano nelle piazze dei paesi, nelle trattorie sotto casa, sul sagrato delle chiese, nelle sezioni di partito...
Ora non ci sono più, e se ci sono sono deserti, nemmeno i luoghi fisici di questo confronto.
Le città, dopo le otto di sera, hanno unaspetto da &quot;day after&quot;.
Tutti davanti alla tv oppure nei mega centri commerciali.
Al sabato, in discoteca a scaricare la tensione, non credo a parlare.
E chi parla più? Tra il silenzio e l&#039;urlio, o il brusio televisivo che fa da sottofondo alle immagini, ormai c&#039;è solo il vuoto.
C&#039;è in atto una trasformazione profonda della società che porterà ad una realtà diversa che dovrà essere affrontata con strumenti diversi.
La televisione potrebbe servire per una alfabetizzazione informatica del paese, ma c&#039;è la disponibilità a fornire nuovi strumenti di comunicazione?
Non dimentichiamo che riuscì ad amalgamare linguisticamente un paese che si esprimeva attraverso dialetti tra loro diversissimi.
Messaggi attraverso immagini su schermi televisivi, ma a condizioni di
reciprocità tra Destra e Sinistra.
Quindi non spegnere, come mi suggerite la televisione, ma accenderne una alternativa per combattere ad armi pari?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le chiacchiere &#8211; che tra un pettegolezzo e uno scambio d&#8217;informazioni erano comunicazione e confronto &#8211; si facevano nelle piazze dei paesi, nelle trattorie sotto casa, sul sagrato delle chiese, nelle sezioni di partito&#8230;<br />
Ora non ci sono più, e se ci sono sono deserti, nemmeno i luoghi fisici di questo confronto.<br />
Le città, dopo le otto di sera, hanno unaspetto da &#8220;day after&#8221;.<br />
Tutti davanti alla tv oppure nei mega centri commerciali.<br />
Al sabato, in discoteca a scaricare la tensione, non credo a parlare.<br />
E chi parla più? Tra il silenzio e l&#8217;urlio, o il brusio televisivo che fa da sottofondo alle immagini, ormai c&#8217;è solo il vuoto.<br />
C&#8217;è in atto una trasformazione profonda della società che porterà ad una realtà diversa che dovrà essere affrontata con strumenti diversi.<br />
La televisione potrebbe servire per una alfabetizzazione informatica del paese, ma c&#8217;è la disponibilità a fornire nuovi strumenti di comunicazione?<br />
Non dimentichiamo che riuscì ad amalgamare linguisticamente un paese che si esprimeva attraverso dialetti tra loro diversissimi.<br />
Messaggi attraverso immagini su schermi televisivi, ma a condizioni di<br />
reciprocità tra Destra e Sinistra.<br />
Quindi non spegnere, come mi suggerite la televisione, ma accenderne una alternativa per combattere ad armi pari?</p>
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		Di: sergio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/marias-litalia-la-memoria/comment-page-1/#comment-96184</link>

		<dc:creator><![CDATA[sergio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jun 2008 07:08:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dipende da quello che passa in TV, appunto. Poi, non generalizziamo. Si può guardare molta televisione e andare molto in libreria, no? Hai detto bene. @Giovanni, usando il termine &quot;sopraffatto&quot;. Ho letto oggi su Repubblica di un negoziante che si preoccupava della sicurezza, furti, emigrati, stupri, insomma la solita zuppa. Alla domanda se a lui o a qualcuno che conosce era mai successo nulla, la risposta era no, ma basta vedere cosa dice la TV. Un caso di sopraffazione bello e buono. Sul tema della lingua scritta io resto ottimista. Il successo di certi scrittori lascia speranze. Per il resto, continuo a cercar risposte.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dipende da quello che passa in TV, appunto. Poi, non generalizziamo. Si può guardare molta televisione e andare molto in libreria, no? Hai detto bene. @Giovanni, usando il termine &#8220;sopraffatto&#8221;. Ho letto oggi su Repubblica di un negoziante che si preoccupava della sicurezza, furti, emigrati, stupri, insomma la solita zuppa. Alla domanda se a lui o a qualcuno che conosce era mai successo nulla, la risposta era no, ma basta vedere cosa dice la TV. Un caso di sopraffazione bello e buono. Sul tema della lingua scritta io resto ottimista. Il successo di certi scrittori lascia speranze. Per il resto, continuo a cercar risposte.</p>
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		Di: Giovanni		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/marias-litalia-la-memoria/comment-page-1/#comment-96183</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giovanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jun 2008 15:17:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La sfida letteraria per creare testi pop-complessi mi pare sia già in atto, come dimostrano gli autori citati anche nei commenti precedenti.Ma il mio timore è un altro: la lingua scritta (per quanto pop, per quanto trasversale e versatile possa essere) riuscirà mai a conquistare chi è sopraffatto dalla liquida superficialità di certa tv?
(Quella fetta di italiani lì, l&#039;abbiamo persa?)
Insomma, chi ha un televisore in ogni stanza, potrà mai avvertire l&#039;esigenza di varcare le soglie di una libreria?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La sfida letteraria per creare testi pop-complessi mi pare sia già in atto, come dimostrano gli autori citati anche nei commenti precedenti.Ma il mio timore è un altro: la lingua scritta (per quanto pop, per quanto trasversale e versatile possa essere) riuscirà mai a conquistare chi è sopraffatto dalla liquida superficialità di certa tv?<br />
(Quella fetta di italiani lì, l&#8217;abbiamo persa?)<br />
Insomma, chi ha un televisore in ogni stanza, potrà mai avvertire l&#8217;esigenza di varcare le soglie di una libreria?</p>
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		<title>
		Di: Wu Ming 1		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/marias-litalia-la-memoria/comment-page-1/#comment-96182</link>

		<dc:creator><![CDATA[Wu Ming 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 19:08:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Consiglio un libro anch&#039;io: &quot;Marcia su Roma e dintorni&quot;, di Emilio Lussu, ristampato due anni fa dall&#039;Einaudi.
http://tinyurl.com/5x5h5k
Lettura imprescindibile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Consiglio un libro anch&#8217;io: &#8220;Marcia su Roma e dintorni&#8221;, di Emilio Lussu, ristampato due anni fa dall&#8217;Einaudi.<br />
<a href="http://tinyurl.com/5x5h5k" rel="nofollow ugc">http://tinyurl.com/5x5h5k</a><br />
Lettura imprescindibile.</p>
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		<title>
		Di: rodolfo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/marias-litalia-la-memoria/comment-page-1/#comment-96181</link>

		<dc:creator><![CDATA[rodolfo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 17:28:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In questo blog, qualche tempo fa, a proposito delle ultime elezioni, ho usato la parola FASCISMO. La uso spesso perchè sono convinto che questo  stia piano piano prendendo forma in italia. La uso spesso e ricordo sovente quella canzone di Fausto Amodei: &quot;Ma no che non è finita a Piazza Loreto, si è vinta una battaglia ma non la guerra ecc ecc &quot; Sono convinto che senza Comunità Europea saremmo fottuti da un pezzo. E vorrei suggerire uno splendido libro di Allen, Come si diventa nazisti, edito Einaudi, per capire bene i meccanismi subdoli e tranquillizzanti, soporiferi, che portano all&#039;esplosione di una dittatura.
Scusate il prolisso sfogo.
Rofolfo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questo blog, qualche tempo fa, a proposito delle ultime elezioni, ho usato la parola FASCISMO. La uso spesso perchè sono convinto che questo  stia piano piano prendendo forma in italia. La uso spesso e ricordo sovente quella canzone di Fausto Amodei: &#8220;Ma no che non è finita a Piazza Loreto, si è vinta una battaglia ma non la guerra ecc ecc &#8221; Sono convinto che senza Comunità Europea saremmo fottuti da un pezzo. E vorrei suggerire uno splendido libro di Allen, Come si diventa nazisti, edito Einaudi, per capire bene i meccanismi subdoli e tranquillizzanti, soporiferi, che portano all&#8217;esplosione di una dittatura.<br />
Scusate il prolisso sfogo.<br />
Rofolfo</p>
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		<title>
		Di: sergio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/marias-litalia-la-memoria/comment-page-1/#comment-96180</link>

		<dc:creator><![CDATA[sergio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 14:21:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ginko, sono abbastanza d&#039;accordo. se parliamo di letteratura (o narrativa) una sfida del genere (prodotto pop con idee complesse) è esattamente quella di cui mi ha parlato Wu Ming 4 nella conversazione che abbiamo avuto nel mio blog (vedi url associato al mio nome), ed è in pratica la sfida che tutti i Wu Ming perseguono nei loro libri. Ma le stesse vibrazioni io le trovo in Camilleri, Carlotto, De Cataldo e altri che spiace non citare. E non è cosa da poco. Se parliamo di televisione, ahimè, fatico a trovare esempi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ginko, sono abbastanza d&#8217;accordo. se parliamo di letteratura (o narrativa) una sfida del genere (prodotto pop con idee complesse) è esattamente quella di cui mi ha parlato Wu Ming 4 nella conversazione che abbiamo avuto nel mio blog (vedi url associato al mio nome), ed è in pratica la sfida che tutti i Wu Ming perseguono nei loro libri. Ma le stesse vibrazioni io le trovo in Camilleri, Carlotto, De Cataldo e altri che spiace non citare. E non è cosa da poco. Se parliamo di televisione, ahimè, fatico a trovare esempi.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: buoni presagi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[buoni presagi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 13:17:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sarebbe bello, però, se la parola &quot;fascista&quot; anche in italia venisse usata  più spesso come insulto, per ridarle quella valenza negativa che ha ormai  quasi del tutto perso...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sarebbe bello, però, se la parola &#8220;fascista&#8221; anche in italia venisse usata  più spesso come insulto, per ridarle quella valenza negativa che ha ormai  quasi del tutto perso&#8230;</p>
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		<item>
		<title>
		Di: ginko		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/marias-litalia-la-memoria/comment-page-1/#comment-96178</link>

		<dc:creator><![CDATA[ginko]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 12:48:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[secondo me, sergio, il problema è che le discussioni che ciascuno di noi può intraprendere con le persone che gli stanno vicine hanno un&#039;efficacia limitata e flebile, pronta a dissolversi dopo l&#039;ennesima emergenza rilanciata dai tg e ripresa dai programmi pomeridiani o i pseudo approfondimenti politici del dopocena. Bisogna operare nell&#039;immaginario delle persone, Le chiacchierate, le discussioni e il confronto quotidiano non è capace di incidere in questo senso (almeno non in maniera pesante), mentre la tv ci riesce (ci riescono anche stampa, editoria e web, ma ad un livello, comunque, non confrontabile). La TV però è nelle mani sbagliate e anche quelli che potrebbero operare un cambiamento in questo senso dall&#039;interno, parlo di giornalisti e autori televisivi, tendono penosamente all&#039;autocensura e all&#039;inseguimento di paradigmi creati da altri. Aggiungi, inoltre, che da anni certe istanze, chiamiamole di sinistra, ma si tratta semplicemente di buon senso, faticano a trovare un linguaggio moderno e accattivante e, in confronto con l&#039;immediatezza di certe istanze, chiamiamole di destra, ma si tratta semplicemente di idiozia, risultano vecchie, piene di moralismo e definite da persone che non sa come vive la gente normale. E&#039; questo che la massa percepisce.
Mi chiedo se sia così difficile confezionare un prodotto che sia allo stesso tempo Pop e che riesca a veicolare idee complesse invece delle solite realtà unidimensionali alle quali ci ha abituato il prodotto televisivo medio...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>secondo me, sergio, il problema è che le discussioni che ciascuno di noi può intraprendere con le persone che gli stanno vicine hanno un&#8217;efficacia limitata e flebile, pronta a dissolversi dopo l&#8217;ennesima emergenza rilanciata dai tg e ripresa dai programmi pomeridiani o i pseudo approfondimenti politici del dopocena. Bisogna operare nell&#8217;immaginario delle persone, Le chiacchierate, le discussioni e il confronto quotidiano non è capace di incidere in questo senso (almeno non in maniera pesante), mentre la tv ci riesce (ci riescono anche stampa, editoria e web, ma ad un livello, comunque, non confrontabile). La TV però è nelle mani sbagliate e anche quelli che potrebbero operare un cambiamento in questo senso dall&#8217;interno, parlo di giornalisti e autori televisivi, tendono penosamente all&#8217;autocensura e all&#8217;inseguimento di paradigmi creati da altri. Aggiungi, inoltre, che da anni certe istanze, chiamiamole di sinistra, ma si tratta semplicemente di buon senso, faticano a trovare un linguaggio moderno e accattivante e, in confronto con l&#8217;immediatezza di certe istanze, chiamiamole di destra, ma si tratta semplicemente di idiozia, risultano vecchie, piene di moralismo e definite da persone che non sa come vive la gente normale. E&#8217; questo che la massa percepisce.<br />
Mi chiedo se sia così difficile confezionare un prodotto che sia allo stesso tempo Pop e che riesca a veicolare idee complesse invece delle solite realtà unidimensionali alle quali ci ha abituato il prodotto televisivo medio&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: sergio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/marias-litalia-la-memoria/comment-page-1/#comment-96177</link>

		<dc:creator><![CDATA[sergio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 11:49:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/06/09/marias-litalia-la-memoria/#comment-96177</guid>

					<description><![CDATA[Mah, risposte pronte mica ce ne sono, mi sa. La nostra eccetera, che ci ospita gentilmente su questo blog, forse conosce meglio di tutti noi i mezzi di comunicazione &quot;centralizzati&quot; (come li definisce il commento precedente). Credo che ognuno debba fare la sua parte nell&#039;ambito in cui vive, testimoniando, spiegando, convincendo, senza snobismi o puzze sotto il naso. Mica facile, ma va fatto. Tante volte, però, l&#039;esempio funziona. Poi non c&#039;è solo la televisione, no? E, in ogni caso, guardarla serve. Le cose si sconfiggono se si conoscono, credo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mah, risposte pronte mica ce ne sono, mi sa. La nostra eccetera, che ci ospita gentilmente su questo blog, forse conosce meglio di tutti noi i mezzi di comunicazione &#8220;centralizzati&#8221; (come li definisce il commento precedente). Credo che ognuno debba fare la sua parte nell&#8217;ambito in cui vive, testimoniando, spiegando, convincendo, senza snobismi o puzze sotto il naso. Mica facile, ma va fatto. Tante volte, però, l&#8217;esempio funziona. Poi non c&#8217;è solo la televisione, no? E, in ogni caso, guardarla serve. Le cose si sconfiggono se si conoscono, credo.</p>
]]></content:encoded>
		
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