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	Commenti a: MCCARTHY E LA STRADA	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Intervista #2 &#124; Muninn		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Intervista #2 &#124; Muninn]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Feb 2013 15:09:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] QUI [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] QUI [&#8230;] </p>
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		Di: La strada &#171; Bloggo ergo SUM!		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La strada &#171; Bloggo ergo SUM!]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 09:24:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] Loredana Lipperini [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Loredana Lipperini [&#8230;] </p>
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		Di: La strada dell&#8217;uomo verticale &#171; wirwer		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La strada dell&#8217;uomo verticale &#171; wirwer]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 May 2010 21:46:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] Nell’intervista pubblicata su Lipperatura, e rilasciata al Wall Street Journal, McCarthy dichiara espressamente di credere nel primato della bontà rispetto all’intelligenza. Nella stessa intervista, d’altra parte, sostiene: «Io non penso che la bontà sia qualcosa che impari. Se vieni lasciato alla deriva a imparare dal mondo a essere buono, non è facile. […] Non puoi fare molto per cercare di trasformare un bambino in qualcosa che non è. Ma qualunque cosa sia, di sicuro puoi distruggerla. Se sei meschino e crudele, puoi distruggere la persona migliore del mondo». [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Nell’intervista pubblicata su Lipperatura, e rilasciata al Wall Street Journal, McCarthy dichiara espressamente di credere nel primato della bontà rispetto all’intelligenza. Nella stessa intervista, d’altra parte, sostiene: «Io non penso che la bontà sia qualcosa che impari. Se vieni lasciato alla deriva a imparare dal mondo a essere buono, non è facile. […] Non puoi fare molto per cercare di trasformare un bambino in qualcosa che non è. Ma qualunque cosa sia, di sicuro puoi distruggerla. Se sei meschino e crudele, puoi distruggere la persona migliore del mondo». [&#8230;] </p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: valeria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/mccarthy-e-la-strada/comment-page-1/#comment-104484</link>

		<dc:creator><![CDATA[valeria]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 23:42:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono molto d&#039;accordo con Wu Ming 4.
Non ho condiviso ovviamente il  modo in cui MC descrive e sopprime la donna, ma non voglio focalizzarmi su questo.
Anche per me &#039;La strada&#039; è un romanzo sulla paternità, un grande romanzo.
Non insisterei con la coppia di opposti pessimismo vs ottimismo per decidere dove si posiziona l&#039;ago della bilancia.
La positività del romanzo, che non vuol dire ottimismo, sta nel fatto, secondo me, che il padre assume stoicamente e fino in fondo   la funzione di padre, e porta a termine le sue consegne, etiche, culturali e tecnologiche, nella più totale incertezza del futuro.  Anzi, se qualche certezza c&#039;è da parte sua, è sbilanciata più verso una visione di morte che di vita, per sè, per il figlio, per il mondo.
In uno scenario di cupa apocalisse non mi pare nemmeno che MC si abbandoni a condanne moralistiche nei confronti della tecnologia, anzi. La maggior parte di quello che il padre consegna al figlio è sapere tecnico, tutto ciò, quel minimo, che della tecnica si è salvato va conservato e tramandato scrupolosamente. C&#039;è qualcosa di molto commovente e tragico in questa consegna.
Il padre ha la tecnica, il figlio ha l&#039;amore. I semi di un nuovo, e rinnovato, futuro ci sono.
Per questo, secondo me, la madre è stata suicidata all&#039;inizio. Perché, coincidente in pieno con il più vieto stereotipo misogino,  è identificata con la natura, incapace di qualsiasi progettualita e di qualsiasi visione che vada al di là del presente e del contingente. Incapace, insomma, di cultura.
Ed è questo che proprio non riesco a perdonare al grande Mc.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono molto d&#8217;accordo con Wu Ming 4.<br />
Non ho condiviso ovviamente il  modo in cui MC descrive e sopprime la donna, ma non voglio focalizzarmi su questo.<br />
Anche per me &#8216;La strada&#8217; è un romanzo sulla paternità, un grande romanzo.<br />
Non insisterei con la coppia di opposti pessimismo vs ottimismo per decidere dove si posiziona l&#8217;ago della bilancia.<br />
La positività del romanzo, che non vuol dire ottimismo, sta nel fatto, secondo me, che il padre assume stoicamente e fino in fondo   la funzione di padre, e porta a termine le sue consegne, etiche, culturali e tecnologiche, nella più totale incertezza del futuro.  Anzi, se qualche certezza c&#8217;è da parte sua, è sbilanciata più verso una visione di morte che di vita, per sè, per il figlio, per il mondo.<br />
In uno scenario di cupa apocalisse non mi pare nemmeno che MC si abbandoni a condanne moralistiche nei confronti della tecnologia, anzi. La maggior parte di quello che il padre consegna al figlio è sapere tecnico, tutto ciò, quel minimo, che della tecnica si è salvato va conservato e tramandato scrupolosamente. C&#8217;è qualcosa di molto commovente e tragico in questa consegna.<br />
Il padre ha la tecnica, il figlio ha l&#8217;amore. I semi di un nuovo, e rinnovato, futuro ci sono.<br />
Per questo, secondo me, la madre è stata suicidata all&#8217;inizio. Perché, coincidente in pieno con il più vieto stereotipo misogino,  è identificata con la natura, incapace di qualsiasi progettualita e di qualsiasi visione che vada al di là del presente e del contingente. Incapace, insomma, di cultura.<br />
Ed è questo che proprio non riesco a perdonare al grande Mc.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Wu Ming 4		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/mccarthy-e-la-strada/comment-page-1/#comment-104483</link>

		<dc:creator><![CDATA[Wu Ming 4]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 21:43:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Diciamo che è McCarthy stesso, nell&#039;intervista, a chiamare in causa la dimensione biografica... Ma soprattutto: è chiaro che non sappiamo che fine farà quel bambino affidato all&#039;uomo buono. Come dice Saverio, non c&#039;è alcun elemento all&#039;interno del romanzo che ci dica se riuscirà a salvarsi dalle aggressioni dei cattivi. Potrebbe finire malissimo un minuto dopo, o invece bene, ritrovare una comunità in cui crescere e nel corso degli anni riaccendere un barlume di civiltà. Vinceranno gli antropofagi o i &quot;buoni&quot;? Non lo sappiamo, McCarthy non ce lo dice. Perché una risposta non c&#039;è, la battaglia è perenne, e riguarda tutti, ieri, oggi e domani. Ma il finale è aperto, ovvero tragico e speranzoso assieme, incentrato su una morte e una sopravvivenza. Tuttavia l&#039;accento, proprio per come si dà il sacrificio del padre e il passaggio di consegne al figlio, è sbilanciato sul secondo elemento. Come è naturale che sia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Diciamo che è McCarthy stesso, nell&#8217;intervista, a chiamare in causa la dimensione biografica&#8230; Ma soprattutto: è chiaro che non sappiamo che fine farà quel bambino affidato all&#8217;uomo buono. Come dice Saverio, non c&#8217;è alcun elemento all&#8217;interno del romanzo che ci dica se riuscirà a salvarsi dalle aggressioni dei cattivi. Potrebbe finire malissimo un minuto dopo, o invece bene, ritrovare una comunità in cui crescere e nel corso degli anni riaccendere un barlume di civiltà. Vinceranno gli antropofagi o i &#8220;buoni&#8221;? Non lo sappiamo, McCarthy non ce lo dice. Perché una risposta non c&#8217;è, la battaglia è perenne, e riguarda tutti, ieri, oggi e domani. Ma il finale è aperto, ovvero tragico e speranzoso assieme, incentrato su una morte e una sopravvivenza. Tuttavia l&#8217;accento, proprio per come si dà il sacrificio del padre e il passaggio di consegne al figlio, è sbilanciato sul secondo elemento. Come è naturale che sia.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: saverio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/mccarthy-e-la-strada/comment-page-1/#comment-104482</link>

		<dc:creator><![CDATA[saverio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 08:49:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi dispiace contraddirti, Girolamo, ma anch&#039;io sono padre, e proprio di un bambino di 11 anni, come quello de La strada, e non ho proprio colto la speranza nel finale del romanzo. Ma, davvero, al di là dell&#039;immagine salvifica dell&#039;uomo buono che accoglie il bambino una volta morto il padre, resta il mondo così com&#039;è: che non si può rimettere a posto, che non si può riaggiustare. Questo dice il finale. Il bambino, e la comunità dei buoni dove andrà a vivere, anche se ancora in vita, restano all&#039;interno di un contesto inquietante, disperante: non c&#039;è alcun elemento, all&#039;interno del romanzo, che quella comunità riuscirà a salvarsi dalle aggressioni dei cattivi. Anzi, visto l&#039;andamento della vicenda, tutto farebbe presupporre un&#039;ulteriore tragedia ... Se il testo deve essere l&#039;oggetto di attenzione dello sguardo del lettore (che è sempre interprete), credo che, almeno sul piano critico, sia astuto accantonare la propria condizione biografica ...
Saverio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi dispiace contraddirti, Girolamo, ma anch&#8217;io sono padre, e proprio di un bambino di 11 anni, come quello de La strada, e non ho proprio colto la speranza nel finale del romanzo. Ma, davvero, al di là dell&#8217;immagine salvifica dell&#8217;uomo buono che accoglie il bambino una volta morto il padre, resta il mondo così com&#8217;è: che non si può rimettere a posto, che non si può riaggiustare. Questo dice il finale. Il bambino, e la comunità dei buoni dove andrà a vivere, anche se ancora in vita, restano all&#8217;interno di un contesto inquietante, disperante: non c&#8217;è alcun elemento, all&#8217;interno del romanzo, che quella comunità riuscirà a salvarsi dalle aggressioni dei cattivi. Anzi, visto l&#8217;andamento della vicenda, tutto farebbe presupporre un&#8217;ulteriore tragedia &#8230; Se il testo deve essere l&#8217;oggetto di attenzione dello sguardo del lettore (che è sempre interprete), credo che, almeno sul piano critico, sia astuto accantonare la propria condizione biografica &#8230;<br />
Saverio</p>
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		<title>
		Di: girolamo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/mccarthy-e-la-strada/comment-page-1/#comment-104481</link>

		<dc:creator><![CDATA[girolamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 19:04:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[con le scuse ai lettori del post precedente per gli errori di battitura :-(]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>con le scuse ai lettori del post precedente per gli errori di battitura 🙁</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: girolamo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/mccarthy-e-la-strada/comment-page-1/#comment-104480</link>

		<dc:creator><![CDATA[girolamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 19:04:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A me non viene voglia di dire se &quot;La strada&quot; sia migliore o peggiore, più pessimista o più ottimista di &quot;Meridiano di sangue&quot;. Trovo che i due libri svolgano due diversi, anche se complementari, discorsi sul tma del male, che è una delel cifre di McCarthy. &quot;Meridiano di sangue&quot; contiene (tra le tante cose) una durissima considerazione sulla presenza del male nella storia, sull&#039;attribuzione all&#039;umano, e non al divino, della responsabilità del male, e sull&#039;origine stessa degli Stati Uniti da un banco di macelleria. &quot;La strada&quot; non parla del male ontologico, ma delle scelte morali dell&#039;uomo di fronte al male dispiegato. In questo senso, in &quot;Meridiano&quot; non era possibile un finale consolatorio, mentre è il tema stesso di &quot;La strada&quot; a permettere un&#039;opzione. Che Cormac McCarthy abbia scelto quel finale, potendo concludere in modo diverso, è un elemento decisivo. E credo che non sia casuale che a vedere la speranza in &quot;La strada&quot; sia, tra i molti qui intervnuti, una picocla comunità di padri (tra i quali sono anch&#039;io)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A me non viene voglia di dire se &#8220;La strada&#8221; sia migliore o peggiore, più pessimista o più ottimista di &#8220;Meridiano di sangue&#8221;. Trovo che i due libri svolgano due diversi, anche se complementari, discorsi sul tma del male, che è una delel cifre di McCarthy. &#8220;Meridiano di sangue&#8221; contiene (tra le tante cose) una durissima considerazione sulla presenza del male nella storia, sull&#8217;attribuzione all&#8217;umano, e non al divino, della responsabilità del male, e sull&#8217;origine stessa degli Stati Uniti da un banco di macelleria. &#8220;La strada&#8221; non parla del male ontologico, ma delle scelte morali dell&#8217;uomo di fronte al male dispiegato. In questo senso, in &#8220;Meridiano&#8221; non era possibile un finale consolatorio, mentre è il tema stesso di &#8220;La strada&#8221; a permettere un&#8217;opzione. Che Cormac McCarthy abbia scelto quel finale, potendo concludere in modo diverso, è un elemento decisivo. E credo che non sia casuale che a vedere la speranza in &#8220;La strada&#8221; sia, tra i molti qui intervnuti, una picocla comunità di padri (tra i quali sono anch&#8217;io)</p>
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		<title>
		Di: Nicola Lagioia		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/mccarthy-e-la-strada/comment-page-1/#comment-104479</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nicola Lagioia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 18:29:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bellisimo pezzo. Grazie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bellisimo pezzo. Grazie.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: fede		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/mccarthy-e-la-strada/comment-page-1/#comment-104478</link>

		<dc:creator><![CDATA[fede]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 08:18:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao, ti segnalo che il fisico &quot;Paul Durac&quot; si chiama in effetti Paul Dirac.
http://it.wikipedia.org/wiki/Paul_Dirac]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, ti segnalo che il fisico &#8220;Paul Durac&#8221; si chiama in effetti Paul Dirac.<br />
<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paul_Dirac" rel="nofollow ugc">http://it.wikipedia.org/wiki/Paul_Dirac</a></p>
]]></content:encoded>
		
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