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	Commenti a: MY NAME IS BUCK	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Blog-inK		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/my-name-is-buck/comment-page-1/#comment-71167</link>

		<dc:creator><![CDATA[Blog-inK]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Dec 2004 08:12:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Allora: di solito è il buon senso a guidare in assenza di regole. In rete c&#039;è la &lt;i&gt;netiquette&lt;/i&gt; che bene o male dà un&#039;idea di ciò che si deve e non si deve fare. Il resto è a discrezione dell&#039;utente e del suo buon gusto. Molti usano la rete e il blog per dar sfogo anche ad un&#039;eventuale &#039;frustrazione&#039; di non essere scrittori o giornalisti, trovando una dimensione che consola le loro aspirazioni perchè ben o male sono letti. Ciò non significa che il vero scrittore e giornalista abbia un blog e scriva cose più intelligenti (di solito dovrebbe accadere così, ma non è detto). Il tutto rimane relativo e discrezionale al contesto e alla persona. Sicuramente, in rete l&#039;informazione passa senza censure da redazioni, mi riferisco alla Blogosfera, cosa che invece si sa, non accade sulla carta stampa o in eventuale redazione di magazine o quotidiani &lt;i&gt;on line&lt;/i&gt;
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Allora: di solito è il buon senso a guidare in assenza di regole. In rete c&#8217;è la <i>netiquette</i> che bene o male dà un&#8217;idea di ciò che si deve e non si deve fare. Il resto è a discrezione dell&#8217;utente e del suo buon gusto. Molti usano la rete e il blog per dar sfogo anche ad un&#8217;eventuale &#8216;frustrazione&#8217; di non essere scrittori o giornalisti, trovando una dimensione che consola le loro aspirazioni perchè ben o male sono letti. Ciò non significa che il vero scrittore e giornalista abbia un blog e scriva cose più intelligenti (di solito dovrebbe accadere così, ma non è detto). Il tutto rimane relativo e discrezionale al contesto e alla persona. Sicuramente, in rete l&#8217;informazione passa senza censure da redazioni, mi riferisco alla Blogosfera, cosa che invece si sa, non accade sulla carta stampa o in eventuale redazione di magazine o quotidiani <i>on line</i></p>
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		<title>
		Di: stefano(adelante)		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/my-name-is-buck/comment-page-1/#comment-71166</link>

		<dc:creator><![CDATA[stefano(adelante)]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Dec 2004 00:12:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[non ho letto &quot;IL Soccombente&quot;ma è chiaro che dopo aver letto &quot;La cantina&quot;non mi farò sfuggire libri di un autore che mi ha capito,o che ho capito.
A Salisburgo,pur avendo viaggiato relativamente poco,ci sono stato,e l&#039;ho trovata molto bella e moderna nel 1996.
Tutte le città hanno il loro inferno,così come tutte le persone,e tutte le case o famiglie....
mi spiace solo vederlo,viverlo..non bastano gli inferni che già viviamo extra moenia...
grazie della risposta esaluti
stefano]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>non ho letto &#8220;IL Soccombente&#8221;ma è chiaro che dopo aver letto &#8220;La cantina&#8221;non mi farò sfuggire libri di un autore che mi ha capito,o che ho capito.<br />
A Salisburgo,pur avendo viaggiato relativamente poco,ci sono stato,e l&#8217;ho trovata molto bella e moderna nel 1996.<br />
Tutte le città hanno il loro inferno,così come tutte le persone,e tutte le case o famiglie&#8230;.<br />
mi spiace solo vederlo,viverlo..non bastano gli inferni che già viviamo extra moenia&#8230;<br />
grazie della risposta esaluti<br />
stefano</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Iannox		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/my-name-is-buck/comment-page-1/#comment-71165</link>

		<dc:creator><![CDATA[Iannox]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 2004 21:11:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ PIERO SORRENTINO
Sì, il mondo è bello anche perché è vario: c’è una larga disponibilità di scelta, se non altro.
Anch’io metto on line “recensioni” non mie, ma solo quando ho letto il libro di cui parla la recensione. Spesse volte le scrivo io stesso le recensioni, o critiche: dipende dal libro e da quanto merita a mio giudizio. Per me la recensione è una cosa, mentre la critica è una cosa decisamente più complessa e completa. Ma prima di metter on line una recensione non mia, prima leggo il libro e m’informo seriamente su “chi” ha operato la recensione, questo per capire se si accorda con l’idea che mi sono fatto io del libro: a mio giudizio è inutile metter on line recensioni di cui si condivide poco o niente.
Non ho segnalato alcun blog o sito: non mi sembra che ci sia un campo per fare simili segnalazioni. Ad ogni modo, se proprio mi vuoi trovare in rete, credo non sia troppo difficile.
Non parlo d’una scienza “recensoria”, ma solo d’una deontologia. Un discorso lungo questo.
Saludos.
Iannox]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ PIERO SORRENTINO<br />
Sì, il mondo è bello anche perché è vario: c’è una larga disponibilità di scelta, se non altro.<br />
Anch’io metto on line “recensioni” non mie, ma solo quando ho letto il libro di cui parla la recensione. Spesse volte le scrivo io stesso le recensioni, o critiche: dipende dal libro e da quanto merita a mio giudizio. Per me la recensione è una cosa, mentre la critica è una cosa decisamente più complessa e completa. Ma prima di metter on line una recensione non mia, prima leggo il libro e m’informo seriamente su “chi” ha operato la recensione, questo per capire se si accorda con l’idea che mi sono fatto io del libro: a mio giudizio è inutile metter on line recensioni di cui si condivide poco o niente.<br />
Non ho segnalato alcun blog o sito: non mi sembra che ci sia un campo per fare simili segnalazioni. Ad ogni modo, se proprio mi vuoi trovare in rete, credo non sia troppo difficile.<br />
Non parlo d’una scienza “recensoria”, ma solo d’una deontologia. Un discorso lungo questo.<br />
Saludos.<br />
Iannox</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: piero sorrentino		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/my-name-is-buck/comment-page-1/#comment-71164</link>

		<dc:creator><![CDATA[piero sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 2004 19:11:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Iannox, per usare -riattandola per l&#039;occasione - una formula piuttosto famosa: Il mondo (dei blog) è bello perché è vario. Ci sono fior di siti che parlano mirabilmente di letteratura postando recensioni prese dagli inserti letterari o da altri siti. Magari è colpa mia, forse sono stanco: ma davvero non capisco il senso delle tue obiezioni. La tua onestà intellettuale di persona e di lettore è, come dire, sacra e rispettatissima, e sono sicuro che il giorno che terrai un blog di letteratura, se vorrai, allestirai un bellissimo blog pieno zeppo di recensioni di libri letti da te. Quanto alla tua fiducia in una &quot;scienza recensoria&quot;, in una infallibilità chimica dei modelli critici, in una rigorosa essenza delle forme della critica letteraria, be&#039;, magari è un discorso che mi lascia un po&#039; perplesso... ma ripeto, è colpa mia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Iannox, per usare -riattandola per l&#8217;occasione &#8211; una formula piuttosto famosa: Il mondo (dei blog) è bello perché è vario. Ci sono fior di siti che parlano mirabilmente di letteratura postando recensioni prese dagli inserti letterari o da altri siti. Magari è colpa mia, forse sono stanco: ma davvero non capisco il senso delle tue obiezioni. La tua onestà intellettuale di persona e di lettore è, come dire, sacra e rispettatissima, e sono sicuro che il giorno che terrai un blog di letteratura, se vorrai, allestirai un bellissimo blog pieno zeppo di recensioni di libri letti da te. Quanto alla tua fiducia in una &#8220;scienza recensoria&#8221;, in una infallibilità chimica dei modelli critici, in una rigorosa essenza delle forme della critica letteraria, be&#8217;, magari è un discorso che mi lascia un po&#8217; perplesso&#8230; ma ripeto, è colpa mia.</p>
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		<title>
		Di: Loredana Lipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/my-name-is-buck/comment-page-1/#comment-71163</link>

		<dc:creator><![CDATA[Loredana Lipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 2004 10:11:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Marquant fa benissimo a spezzarsi una lancia addosso: la &quot;discesa dei barbari&quot; paventata dall&#039;interlocutore di Matteo serve proprio a -scusatemi se uso la parolaccia-desacralizzare il libro, o il film. Per intenderci: conosco e frequento parecchi non-lettori che confessano di avere come deterrente &quot;anche&quot; lo spirito sacerdotale di chi si occupa di libri (o anche, a volte, di chi li vende). E questo avviene esattamente perchè nella maggior parte dei casi si fa quel che diceva Raos ad Andrea: si sta ognuno nei propri campi, li si dota di scalinata, e guai a chi mischia le cose, o a chi sale maldestramente i gradini.
Ci vorrebbe il telescopio. I blog possono anche fungere da. E che serpeggi un po&#039; di paura è testimoniato anche da quel che mi ha raccontato poche ora fa Giuseppe Granieri: il quale, ad un convegno che riguardava anche la letteratura e anche la rete, e molto i blog, è stato-mi dice- quasi linciato dai relatori &quot;cartacei&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Marquant fa benissimo a spezzarsi una lancia addosso: la &#8220;discesa dei barbari&#8221; paventata dall&#8217;interlocutore di Matteo serve proprio a -scusatemi se uso la parolaccia-desacralizzare il libro, o il film. Per intenderci: conosco e frequento parecchi non-lettori che confessano di avere come deterrente &#8220;anche&#8221; lo spirito sacerdotale di chi si occupa di libri (o anche, a volte, di chi li vende). E questo avviene esattamente perchè nella maggior parte dei casi si fa quel che diceva Raos ad Andrea: si sta ognuno nei propri campi, li si dota di scalinata, e guai a chi mischia le cose, o a chi sale maldestramente i gradini.<br />
Ci vorrebbe il telescopio. I blog possono anche fungere da. E che serpeggi un po&#8217; di paura è testimoniato anche da quel che mi ha raccontato poche ora fa Giuseppe Granieri: il quale, ad un convegno che riguardava anche la letteratura e anche la rete, e molto i blog, è stato-mi dice- quasi linciato dai relatori &#8220;cartacei&#8221;.</p>
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		<title>
		Di: marquant		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/my-name-is-buck/comment-page-1/#comment-71162</link>

		<dc:creator><![CDATA[marquant]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 2004 09:11:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi vorrei spezzare una lancia addosso: ciò che di buono viene dai blog-critici è il fatto di provare a parlare di libri e film in modo meno prevedibile e ingessata della critica di stampa e radio. Non interessa tanto stabilire cosa è bello e cosa è brutto, ma &quot;usare&quot; libri e film per quello che sono: oggetti di vita quotidiana, spunti, spigoli contro cui si va a sbattere e guanciali su cui si ama addormentarsi. Tutto questo nei giornali non c&#039;è (e se c&#039;è, ditemi dove). Dopodiché, penso che si tenda a sottovalutare la capacità critica di scrittori e registi, che personalmente non vedo così fragili da deprimersi per la prima critica negativa che leggono in un blog.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi vorrei spezzare una lancia addosso: ciò che di buono viene dai blog-critici è il fatto di provare a parlare di libri e film in modo meno prevedibile e ingessata della critica di stampa e radio. Non interessa tanto stabilire cosa è bello e cosa è brutto, ma &#8220;usare&#8221; libri e film per quello che sono: oggetti di vita quotidiana, spunti, spigoli contro cui si va a sbattere e guanciali su cui si ama addormentarsi. Tutto questo nei giornali non c&#8217;è (e se c&#8217;è, ditemi dove). Dopodiché, penso che si tenda a sottovalutare la capacità critica di scrittori e registi, che personalmente non vedo così fragili da deprimersi per la prima critica negativa che leggono in un blog.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Iannox		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/my-name-is-buck/comment-page-1/#comment-71161</link>

		<dc:creator><![CDATA[Iannox]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 2004 09:11:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ PIERO SORRENTINO:
Se metto su una recensione d’un libro che non ho letto, non vedo quale utilità critica: no, non c’è nessuna critica in una rassegna stampa così. Posso stimare recensore e autore del libro quanto voglio, ma MAI metterò su una recensione se prima non mi sono sincerato io con la mia MENTE ed INTELLIGENZA che il libro è proprio quello lì, quello di cui si parla nella recensione. Sono come San Tommaso o giù di lì: SE NON LEGGO, NON CI CREDO. E devo leggere il libro, altrimenti, almeno per me, la rassegna stampa non passa.
Stimo, in primis, la mia intelligenza, quella che mi fa dubitare, che mi spinge a leggere i libri e non la stima che potrei nutrire nei confronti di Autore e Recensore (o Critico). E’ un caso di dovere, di necessità, è deontologia, anche se molti non sanno più da che parte stia la deontologia. La critica in “rassegna stampa selvaggia” non m’interessa, non c’interessa, ci fa ORRORE: sempre chiedersi, questo VALE, e se sì, QUANTO VALE?
Non faccio scommesse sul pensiero: i libri costano, costano, e non si sa mai quanto valgono, quindi io, coscienzioso sono, non propongo tanto per proporre, per parlarne. No, mi dispiace: non lo faccio.
Se mettessi su recensione d’un libro che non ho letto, poi, domani, mi arriva uno e mi dice: “Tu hai messo on line recensione. Tu hai letto il libro?” Io cosa gli rispondo? “No… Veramente…” E lui ribatte seccato, giustamente: “Nella recensione che tu hai messo on line, si diceva che il libro era così e così. Ed invece, io che di te mi sono fidato, io non trovo affatto che sia così e così. Anzi è proprio tutto il contrario. Tu sei un venditore di fumo. Uno che non legge ma si permette di consigliare un libro mai letto.” Io non voglio essere accusato un domani d’essere un “venditore di fumo” o peggio, perché alla faccia ci tengo, come ci tengo alla fiducia che i lettori ripongono nei miei consigli: quindi se NON LEGGO, NON CI CREDO.
L’intuizione è “qualcosa di non scientifico”, di irrazionale: non serve. Almeno a me, e a tanti altri non serve l’intuizione.
Credo non sia difficile da capire.
@ LA LIPPERINI:
Sì, si mettono on line “recensioni” di altri, è chiaro. Ma chi le mette on line, ha letto il libro in questione? Se la risposta è no, la recensione messa on line per fare rassegna stampa, di fronte, davanti, nella mia intelligenza assume valore uguale a ZERO.
Saludos.
Iannox]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ PIERO SORRENTINO:<br />
Se metto su una recensione d’un libro che non ho letto, non vedo quale utilità critica: no, non c’è nessuna critica in una rassegna stampa così. Posso stimare recensore e autore del libro quanto voglio, ma MAI metterò su una recensione se prima non mi sono sincerato io con la mia MENTE ed INTELLIGENZA che il libro è proprio quello lì, quello di cui si parla nella recensione. Sono come San Tommaso o giù di lì: SE NON LEGGO, NON CI CREDO. E devo leggere il libro, altrimenti, almeno per me, la rassegna stampa non passa.<br />
Stimo, in primis, la mia intelligenza, quella che mi fa dubitare, che mi spinge a leggere i libri e non la stima che potrei nutrire nei confronti di Autore e Recensore (o Critico). E’ un caso di dovere, di necessità, è deontologia, anche se molti non sanno più da che parte stia la deontologia. La critica in “rassegna stampa selvaggia” non m’interessa, non c’interessa, ci fa ORRORE: sempre chiedersi, questo VALE, e se sì, QUANTO VALE?<br />
Non faccio scommesse sul pensiero: i libri costano, costano, e non si sa mai quanto valgono, quindi io, coscienzioso sono, non propongo tanto per proporre, per parlarne. No, mi dispiace: non lo faccio.<br />
Se mettessi su recensione d’un libro che non ho letto, poi, domani, mi arriva uno e mi dice: “Tu hai messo on line recensione. Tu hai letto il libro?” Io cosa gli rispondo? “No… Veramente…” E lui ribatte seccato, giustamente: “Nella recensione che tu hai messo on line, si diceva che il libro era così e così. Ed invece, io che di te mi sono fidato, io non trovo affatto che sia così e così. Anzi è proprio tutto il contrario. Tu sei un venditore di fumo. Uno che non legge ma si permette di consigliare un libro mai letto.” Io non voglio essere accusato un domani d’essere un “venditore di fumo” o peggio, perché alla faccia ci tengo, come ci tengo alla fiducia che i lettori ripongono nei miei consigli: quindi se NON LEGGO, NON CI CREDO.<br />
L’intuizione è “qualcosa di non scientifico”, di irrazionale: non serve. Almeno a me, e a tanti altri non serve l’intuizione.<br />
Credo non sia difficile da capire.<br />
@ LA LIPPERINI:<br />
Sì, si mettono on line “recensioni” di altri, è chiaro. Ma chi le mette on line, ha letto il libro in questione? Se la risposta è no, la recensione messa on line per fare rassegna stampa, di fronte, davanti, nella mia intelligenza assume valore uguale a ZERO.<br />
Saludos.<br />
Iannox</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Iannox		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/my-name-is-buck/comment-page-1/#comment-71160</link>

		<dc:creator><![CDATA[Iannox]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 2004 09:11:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dico: per fortuna esistono i blog che dicono quello che stampa radio televisione non dicono se non nella solita maniera che troppe volte è mera “pubblicità”. Per fortuna esiste il passaparola, il feedback. Per fortuna non esiste solo la rassegna stampa selvaggia, e c’è chi i libri li legge e poi magari ne parla pure.
No, lo scrittore, quando è tale, non si deprime per una recensione negativa: però non la prende bene e se la lega al dito. I più si legano al dito nome e cognome di chi ha osato esprimere parere negativo.
Prima era il silenzio, oggi non più, dopo i blog, dopo l’avvento e la diffusione delle notizie in rete ad opera di “liberi pensatori”: e la paura, almeno un po’, comincia a serpeggiare.
Saludos.
Iannox]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dico: per fortuna esistono i blog che dicono quello che stampa radio televisione non dicono se non nella solita maniera che troppe volte è mera “pubblicità”. Per fortuna esiste il passaparola, il feedback. Per fortuna non esiste solo la rassegna stampa selvaggia, e c’è chi i libri li legge e poi magari ne parla pure.<br />
No, lo scrittore, quando è tale, non si deprime per una recensione negativa: però non la prende bene e se la lega al dito. I più si legano al dito nome e cognome di chi ha osato esprimere parere negativo.<br />
Prima era il silenzio, oggi non più, dopo i blog, dopo l’avvento e la diffusione delle notizie in rete ad opera di “liberi pensatori”: e la paura, almeno un po’, comincia a serpeggiare.<br />
Saludos.<br />
Iannox</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/my-name-is-buck/comment-page-1/#comment-71159</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 2004 09:11:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/2004/11/29/my-name-is-buck/#comment-71159</guid>

					<description><![CDATA[Oh, Lipperini, ma ti risulta che Neil Gaiman sia l&#039;argomento di qualche blog di scrittori/critici nella rete italiana? Non mi risulta. C&#039;è invece qualche blog di scrittori/critici che non ha parlato dell&#039;ultimo lavoro di Lagioia? Non mi risulta. Allora parliamo tutti delle stesse cose: le ultime uscite, come uno spot. Nella rete gli spot sui quotidiani la rete dei micropoteri: evviva. Ovvio che parlo del lato peggiore della cosa, ma esiste.
Prima di essere  etichettato nemico della letteratura italiana preciso apprezzandone la bravura e l&#039;intelligenza tutta &#039;sta gente qui: Lagioia, Moresco, Voltolini, Scarpa, Mozzi (per me i fantastici quattro), Trevisan, Evangelisti, Genna, Patrie Impure, mezzo catalogo Fernandel, tutti quelli nati intorno a Maltesenarrazioni, Tondelli, Matteo B Bianchi, Paterlini (formidabile il suo ultimo libro), tutti quelli nati intorno al Semplice, ecc ecc.
Perché allora vengo a rompere con Bergonzoni/Moreni, Craig Thompson, Baldini/Marescotti, Martinelli del Teatro delle Albe? perché sono sicuro che di questi nessuno parlerà mai, perché girano sempre le stesse idee. Perché in italia siamo rintronati. Perché una volta su NI mi è sfuggito, per descrivere lo strano effetto che mi fa la scrittura di Moresco, di dire che Moresco &quot;installa&quot; le parole come un artista contemporaneo fa con gli oggetti, che lui e l&#039;artista contemporaneo condividono in un certo senso il mezzo espressivo e che questo porta ad &quot;entrare&quot; nei suoi libri e a sentirsi circondati da accrocchi di oggetti reali e allo stesso tempo immensamente simbolici. Salta su Andrea Raos a dire che uscendo dai rispettivi campi si rischiano di dire banalità (sia chiaro voglio bene a Raos, è bravissimo, ma secondo me è esattamente il contrario, rimanendo nei rispettivi campi si dicono banalità e si fa addormentare la gente). Non ho nemmeno continuato la discussione,  piuttosto scrivo direttamente a Moresco, perché avendo un lavoro a tempo pieno che non c&#039;entra una mazza con la letteratura e l&#039;arte non ho voglia di perdere tempo. Tornando al fatto che certi ambienti, pur essendo pieni di gente intelligente e talentuosa, tendono a diventare autoreferenziali, ricordo che a volte avere un po&#039; di slancio verso il nuovo premia parecchio, penso alla rivista di Eggers, che tra l&#039;altro non ha certo rinunciato a un numero sul fumetto. Certo che tutto questo arriva da noi quando è consolidato e forse finito. La nostra è una critica che sana le mancanze dopo un po&#039; di tempo. La critica della sanatoria, che prende atto insomma. Gli regaliamo un telescopio a &#039;sti critici?
ps tutto scritto di fretta, sarà pieno di errori, fa lo stesso. Ciao.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oh, Lipperini, ma ti risulta che Neil Gaiman sia l&#8217;argomento di qualche blog di scrittori/critici nella rete italiana? Non mi risulta. C&#8217;è invece qualche blog di scrittori/critici che non ha parlato dell&#8217;ultimo lavoro di Lagioia? Non mi risulta. Allora parliamo tutti delle stesse cose: le ultime uscite, come uno spot. Nella rete gli spot sui quotidiani la rete dei micropoteri: evviva. Ovvio che parlo del lato peggiore della cosa, ma esiste.<br />
Prima di essere  etichettato nemico della letteratura italiana preciso apprezzandone la bravura e l&#8217;intelligenza tutta &#8216;sta gente qui: Lagioia, Moresco, Voltolini, Scarpa, Mozzi (per me i fantastici quattro), Trevisan, Evangelisti, Genna, Patrie Impure, mezzo catalogo Fernandel, tutti quelli nati intorno a Maltesenarrazioni, Tondelli, Matteo B Bianchi, Paterlini (formidabile il suo ultimo libro), tutti quelli nati intorno al Semplice, ecc ecc.<br />
Perché allora vengo a rompere con Bergonzoni/Moreni, Craig Thompson, Baldini/Marescotti, Martinelli del Teatro delle Albe? perché sono sicuro che di questi nessuno parlerà mai, perché girano sempre le stesse idee. Perché in italia siamo rintronati. Perché una volta su NI mi è sfuggito, per descrivere lo strano effetto che mi fa la scrittura di Moresco, di dire che Moresco &#8220;installa&#8221; le parole come un artista contemporaneo fa con gli oggetti, che lui e l&#8217;artista contemporaneo condividono in un certo senso il mezzo espressivo e che questo porta ad &#8220;entrare&#8221; nei suoi libri e a sentirsi circondati da accrocchi di oggetti reali e allo stesso tempo immensamente simbolici. Salta su Andrea Raos a dire che uscendo dai rispettivi campi si rischiano di dire banalità (sia chiaro voglio bene a Raos, è bravissimo, ma secondo me è esattamente il contrario, rimanendo nei rispettivi campi si dicono banalità e si fa addormentare la gente). Non ho nemmeno continuato la discussione,  piuttosto scrivo direttamente a Moresco, perché avendo un lavoro a tempo pieno che non c&#8217;entra una mazza con la letteratura e l&#8217;arte non ho voglia di perdere tempo. Tornando al fatto che certi ambienti, pur essendo pieni di gente intelligente e talentuosa, tendono a diventare autoreferenziali, ricordo che a volte avere un po&#8217; di slancio verso il nuovo premia parecchio, penso alla rivista di Eggers, che tra l&#8217;altro non ha certo rinunciato a un numero sul fumetto. Certo che tutto questo arriva da noi quando è consolidato e forse finito. La nostra è una critica che sana le mancanze dopo un po&#8217; di tempo. La critica della sanatoria, che prende atto insomma. Gli regaliamo un telescopio a &#8216;sti critici?<br />
ps tutto scritto di fretta, sarà pieno di errori, fa lo stesso. Ciao.</p>
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		<title>
		Di: matteo fantuzzi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/my-name-is-buck/comment-page-1/#comment-71158</link>

		<dc:creator><![CDATA[matteo fantuzzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 2004 09:11:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/2004/11/29/my-name-is-buck/#comment-71158</guid>

					<description><![CDATA[da quello che vedo (leggo, sento direttamente) mi pare davvero invece notare Loredana che la critica istituzionale / cartacea si stia accorgendo di questo popolo fino a poco tempo fa pura massa silente. e ne sia anche un poco preoccupata, trovandosi molto bene in un&#039;egemonia come quella dei tempi passati.
&quot;discesa dei barbari&quot; me l&#039;ha definita solo qualche giorno fa un noto e non più giovanissimo critico.
a questo punto si aprono 2 strade: o ci sarà un&#039;esasperazione delle uscite populistiche che abbassando il livello del letto avranno la possibilità di vendere numeri importanti di copie, o al contrario si scoprirà che il pubblico gradisce la qualità con alla fine guadagno della letteratura contemporanea.
e io mi auspico ovviamente la seconda ipotesi. valutando però come possibile una terza strada, quella cioè che le porterà avanti entrambe creando così una spaccatura tra editoria di &quot;qualità&quot; e editoria di &quot;quantità&quot;. slow-food e fast-food. slow-book e fast-book.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>da quello che vedo (leggo, sento direttamente) mi pare davvero invece notare Loredana che la critica istituzionale / cartacea si stia accorgendo di questo popolo fino a poco tempo fa pura massa silente. e ne sia anche un poco preoccupata, trovandosi molto bene in un&#8217;egemonia come quella dei tempi passati.<br />
&#8220;discesa dei barbari&#8221; me l&#8217;ha definita solo qualche giorno fa un noto e non più giovanissimo critico.<br />
a questo punto si aprono 2 strade: o ci sarà un&#8217;esasperazione delle uscite populistiche che abbassando il livello del letto avranno la possibilità di vendere numeri importanti di copie, o al contrario si scoprirà che il pubblico gradisce la qualità con alla fine guadagno della letteratura contemporanea.<br />
e io mi auspico ovviamente la seconda ipotesi. valutando però come possibile una terza strada, quella cioè che le porterà avanti entrambe creando così una spaccatura tra editoria di &#8220;qualità&#8221; e editoria di &#8220;quantità&#8221;. slow-food e fast-food. slow-book e fast-book.</p>
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