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	Commenti a: NEL FINALE DI AMLETO MUOIONO TUTTI	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: picobeta		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[picobeta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2015 18:33:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Loredana, aspetto sue nuove su trama e neuroscieze]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Loredana, aspetto sue nuove su trama e neuroscieze</p>
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		Di: Luca Perilli		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/nel-finale-di-amleto-muoiono-tutti/comment-page-1/#comment-139040</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luca Perilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2015 16:15:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non vorrei essere troppo salomonico (leggi: &quot;cerchiobottista&quot;!) ma credo che la questione sia ben più banale di quanto sembri dipendendo da libro a libro, da genere a genere: vi sono libri (e film, e pièces teatrali, e fiction, e serie televisive, ecc. ecc.) che in effetti giocano molto sull&#039;effetto-sorpresa, dunque rilevarne il finale ne &quot;rovina&quot; l&#039;approccio, altri che possono bellamente prescinderne. Il fattore-tempo e il fattore-popolarità (quindi il quanto una creazione artistica sia entrata jacobsonianamente nel patrimonio culturale condiviso) giocano un ruolo determinante: è evidente che rivelare il finale de &quot;I promessi sposi&quot; difficilmente ne disturberà la lettura (anche se potrebbe essere ipoteticamente devastante se si vuol creare un&#039;aspettativa tra studenti che non ne conoscessero la storia, per esempio...), ma fare altrettanto di un&#039;opera di King -specie se nuova- senz&#039;altro sì. Rivelare i finali di una serie televisiva la cui struttura narrativa (la sceneggiatura) è costruita appositamente sulla suspence tra una puntata e l&#039;altra, è deleterio (oltre che poco educato e rispettoso di chi vuol fruirne senza averla mai vista), rivelare i colpi di scena di un film sono il miglior -e più conosciuto modo- di indispettire chiunque voglia andarlo a vedere ex-novo. E&#039; chiaro che se quel film, quella serie tv, quel libro sono già dei &quot;classici&quot; e dunque la trama è conosciuta universalmente, subentrerà il piacere di scoprire in che modo si arriva al finale (pensiamo a quante versioni di Dracula o di Frankenstein si sono succedute al cinema: la stragrande maggioranza di esse ha incontrato sempre un notevole successo di pubblico, eppure tutti conosciamo la storia e il finale!).
Altro discorso è EDUCARE al piacere della lettura, della visione o dell&#039;ascolto di un&#039;opera artistica PRESCINDENDO COMUNQUE da trama e suo epilogo: qui subentrano quelle competenze &quot;tecniche&quot; che fanno parte della sfera più  razionale e che influenzano anche l&#039;emotività: se io so apprezzare la costruzione di un romanzo e l&#039;uso della lingua in cui è scritto/tradotto, è chiaro che sarò molto emozionato nel leggere COME l&#039;autore/gli autori mi conducono verso il finale, prescindendo dallo stesso. Ma siamo già a un livello &quot;di secondo grado&quot;, direi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non vorrei essere troppo salomonico (leggi: &#8220;cerchiobottista&#8221;!) ma credo che la questione sia ben più banale di quanto sembri dipendendo da libro a libro, da genere a genere: vi sono libri (e film, e pièces teatrali, e fiction, e serie televisive, ecc. ecc.) che in effetti giocano molto sull&#8217;effetto-sorpresa, dunque rilevarne il finale ne &#8220;rovina&#8221; l&#8217;approccio, altri che possono bellamente prescinderne. Il fattore-tempo e il fattore-popolarità (quindi il quanto una creazione artistica sia entrata jacobsonianamente nel patrimonio culturale condiviso) giocano un ruolo determinante: è evidente che rivelare il finale de &#8220;I promessi sposi&#8221; difficilmente ne disturberà la lettura (anche se potrebbe essere ipoteticamente devastante se si vuol creare un&#8217;aspettativa tra studenti che non ne conoscessero la storia, per esempio&#8230;), ma fare altrettanto di un&#8217;opera di King -specie se nuova- senz&#8217;altro sì. Rivelare i finali di una serie televisiva la cui struttura narrativa (la sceneggiatura) è costruita appositamente sulla suspence tra una puntata e l&#8217;altra, è deleterio (oltre che poco educato e rispettoso di chi vuol fruirne senza averla mai vista), rivelare i colpi di scena di un film sono il miglior -e più conosciuto modo- di indispettire chiunque voglia andarlo a vedere ex-novo. E&#8217; chiaro che se quel film, quella serie tv, quel libro sono già dei &#8220;classici&#8221; e dunque la trama è conosciuta universalmente, subentrerà il piacere di scoprire in che modo si arriva al finale (pensiamo a quante versioni di Dracula o di Frankenstein si sono succedute al cinema: la stragrande maggioranza di esse ha incontrato sempre un notevole successo di pubblico, eppure tutti conosciamo la storia e il finale!).<br />
Altro discorso è EDUCARE al piacere della lettura, della visione o dell&#8217;ascolto di un&#8217;opera artistica PRESCINDENDO COMUNQUE da trama e suo epilogo: qui subentrano quelle competenze &#8220;tecniche&#8221; che fanno parte della sfera più  razionale e che influenzano anche l&#8217;emotività: se io so apprezzare la costruzione di un romanzo e l&#8217;uso della lingua in cui è scritto/tradotto, è chiaro che sarò molto emozionato nel leggere COME l&#8217;autore/gli autori mi conducono verso il finale, prescindendo dallo stesso. Ma siamo già a un livello &#8220;di secondo grado&#8221;, direi.</p>
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		Di: Stefano Trucco		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/nel-finale-di-amleto-muoiono-tutti/comment-page-1/#comment-139039</link>

		<dc:creator><![CDATA[Stefano Trucco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2015 13:02:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Del resto il problema, se vogliamo considerarlo tale, esisteva anche prima ma non era così sentito - istericamente sentito, direi - come oggi. Credo dipenda anche molto dall&#039;attuale predominio delle serie tivù e del fatto che, rispetto al passato, non sono viste da tutti nello stesso momento, come era  necessario nella tivù di un tempo. L&#039;effetto comunque è lo stesso: è impossibile parlare seriamente di queste opere indubbiamente importanti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Del resto il problema, se vogliamo considerarlo tale, esisteva anche prima ma non era così sentito &#8211; istericamente sentito, direi &#8211; come oggi. Credo dipenda anche molto dall&#8217;attuale predominio delle serie tivù e del fatto che, rispetto al passato, non sono viste da tutti nello stesso momento, come era  necessario nella tivù di un tempo. L&#8217;effetto comunque è lo stesso: è impossibile parlare seriamente di queste opere indubbiamente importanti.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: angiolo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/nel-finale-di-amleto-muoiono-tutti/comment-page-1/#comment-139038</link>

		<dc:creator><![CDATA[angiolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2015 10:51:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao, Loredana. Non sapevo che avevi un &quot;sito&quot;. Si dice così?
Saluti,
Angiolo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, Loredana. Non sapevo che avevi un &#8220;sito&#8221;. Si dice così?<br />
Saluti,<br />
Angiolo</p>
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		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/nel-finale-di-amleto-muoiono-tutti/comment-page-1/#comment-139037</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2015 10:36:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.lipperatura.it/nel-finale-di-amleto-muoiono-tutti/comment-page-1/#comment-139036&quot;&gt;picobeta&lt;/a&gt;.

Caro Picobeta, lo hanno fatto. Il piacere di chi conosce la trama è maggiore. Quando ho un istante di tempo ti posto il tutto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.lipperatura.it/nel-finale-di-amleto-muoiono-tutti/comment-page-1/#comment-139036">picobeta</a>.</p>
<p>Caro Picobeta, lo hanno fatto. Il piacere di chi conosce la trama è maggiore. Quando ho un istante di tempo ti posto il tutto.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: picobeta		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/nel-finale-di-amleto-muoiono-tutti/comment-page-1/#comment-139036</link>

		<dc:creator><![CDATA[picobeta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2015 10:19:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Definiamo le regole, come fanno i blog che trattano delle serie TV. Gli articoli che ti dicono come va a finire, mettono in chiara evidenza all&#039;inizio che l&#039;articolo contiene spoiler, gli altri no. Ognuno sa cosa aspettarsi e sceglie a ragion veduta. Così a Mantova ci saranno cortili in cui echeggia il finale e cortili più discreti e un premuroso volontario dell&#039;organizzazione all&#039;ingresso informerà i convenuti sulla specializzazione del cortile.
.
Perché poi andiamo a vedere la Traviata anche se sappiamo come va a finire (anche quest&#039;anno la baldracca muore, come dice Guzzanti-Tremonti) ma non sopportiamo che ci dicano in anticipo l&#039;esito di una storia che non conosciamo?
.
Credo perché il piacere di sentirsi raccontare delle storie è fatto di diversi ingredienti. Il piacere di scoprire la trama un passo alla volta è un ingrediente irrinunciabile se non conosciamo la storia, ma una volta che la trama è nota, la narrazione, soprattutto quando a raccontare sono Verdi o Shakespeare, basta a soddisfarci. Ci sono casi poi in cui la narrazione serve a confermare quello che già si sa, come ad esempio il raccontare i miti e le storie fondanti, in cui non conta tanto come va a finire ma il fatto che il racconto rafforza i valori basati sul mito e condivisi dalla comunità. O ci sono casi ibridi, in cui l&#039;attesa non deriva dalla trama della Traviata o dell&#039;Amleto, ma da come gli interpreti in quelle unica e irripetibile serata in cui assistiamo allo spettacolo renderanno quella stranota trama.
.
A questo punto tirerei in ballo i neuroscieziati, quei tizi che ti mettono in testa dei caschi con degli elettrodi e altri strumenti per misurare quello che succede nella testa e che in questo modo vedono come i neuroni e le varia aree del cervello si attivano e interagiscono tra di loro nel mentre che sei impegnato nelle attività che i succitati tizi vogliono studiare. Credo che se
- metti uno di quei caschi in testa a un gruppo di volontari
- dai loro da leggere lo stesso romanzo breve
- hai rivelato la trama e il finale solo ad alcuni dei volontari
il neuroscienziato troverà significative differenze nelle attivtà cerebrali di quelli che sanno rispetto a quelli che non sanno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Definiamo le regole, come fanno i blog che trattano delle serie TV. Gli articoli che ti dicono come va a finire, mettono in chiara evidenza all&#8217;inizio che l&#8217;articolo contiene spoiler, gli altri no. Ognuno sa cosa aspettarsi e sceglie a ragion veduta. Così a Mantova ci saranno cortili in cui echeggia il finale e cortili più discreti e un premuroso volontario dell&#8217;organizzazione all&#8217;ingresso informerà i convenuti sulla specializzazione del cortile.<br />
.<br />
Perché poi andiamo a vedere la Traviata anche se sappiamo come va a finire (anche quest&#8217;anno la baldracca muore, come dice Guzzanti-Tremonti) ma non sopportiamo che ci dicano in anticipo l&#8217;esito di una storia che non conosciamo?<br />
.<br />
Credo perché il piacere di sentirsi raccontare delle storie è fatto di diversi ingredienti. Il piacere di scoprire la trama un passo alla volta è un ingrediente irrinunciabile se non conosciamo la storia, ma una volta che la trama è nota, la narrazione, soprattutto quando a raccontare sono Verdi o Shakespeare, basta a soddisfarci. Ci sono casi poi in cui la narrazione serve a confermare quello che già si sa, come ad esempio il raccontare i miti e le storie fondanti, in cui non conta tanto come va a finire ma il fatto che il racconto rafforza i valori basati sul mito e condivisi dalla comunità. O ci sono casi ibridi, in cui l&#8217;attesa non deriva dalla trama della Traviata o dell&#8217;Amleto, ma da come gli interpreti in quelle unica e irripetibile serata in cui assistiamo allo spettacolo renderanno quella stranota trama.<br />
.<br />
A questo punto tirerei in ballo i neuroscieziati, quei tizi che ti mettono in testa dei caschi con degli elettrodi e altri strumenti per misurare quello che succede nella testa e che in questo modo vedono come i neuroni e le varia aree del cervello si attivano e interagiscono tra di loro nel mentre che sei impegnato nelle attività che i succitati tizi vogliono studiare. Credo che se<br />
&#8211; metti uno di quei caschi in testa a un gruppo di volontari<br />
&#8211; dai loro da leggere lo stesso romanzo breve<br />
&#8211; hai rivelato la trama e il finale solo ad alcuni dei volontari<br />
il neuroscienziato troverà significative differenze nelle attivtà cerebrali di quelli che sanno rispetto a quelli che non sanno.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Stefano Trucco		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/nel-finale-di-amleto-muoiono-tutti/comment-page-1/#comment-139035</link>

		<dc:creator><![CDATA[Stefano Trucco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2015 10:01:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Spoiler: i nazisti perdono e Hitler si uccide.
(fuori dallo scherzo: una volta consigliai a un tale, persona colta in campo scientifico ma sorprendentemente ignorante per quanto riguarda la storia, un film sulla battaglia di Gettysburg. Gliene parlavo e lui mi fermò perché veramente non aveva idea di chi vincesse. Sapeva genericamente che il Sud era stato sconfitto ma non come fosse andata quella specifica battaglia).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Spoiler: i nazisti perdono e Hitler si uccide.<br />
(fuori dallo scherzo: una volta consigliai a un tale, persona colta in campo scientifico ma sorprendentemente ignorante per quanto riguarda la storia, un film sulla battaglia di Gettysburg. Gliene parlavo e lui mi fermò perché veramente non aveva idea di chi vincesse. Sapeva genericamente che il Sud era stato sconfitto ma non come fosse andata quella specifica battaglia).</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: rob		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/nel-finale-di-amleto-muoiono-tutti/comment-page-1/#comment-139034</link>

		<dc:creator><![CDATA[rob]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2015 09:08:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Beh, una presentazione non è per forza una recensione per come la vedo io. Serve a tante cose, a portare l&#039;autore a contatto col lettore, a invogliare a leggere il libro se non lo si conosce, e anche nei mistery e nei gialli a questo punto non importa il cosa ma il come. E poi c&#039;è spoiler e spoiler se permetti. Se durante la presentazione mi vieni a dire che un personaggio fondamentale del romanzo a un certo punto o alla fine muore, poi non ti lamentare se il libro te lo tiro :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Beh, una presentazione non è per forza una recensione per come la vedo io. Serve a tante cose, a portare l&#8217;autore a contatto col lettore, a invogliare a leggere il libro se non lo si conosce, e anche nei mistery e nei gialli a questo punto non importa il cosa ma il come. E poi c&#8217;è spoiler e spoiler se permetti. Se durante la presentazione mi vieni a dire che un personaggio fondamentale del romanzo a un certo punto o alla fine muore, poi non ti lamentare se il libro te lo tiro 🙂</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/nel-finale-di-amleto-muoiono-tutti/comment-page-1/#comment-139033</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2015 08:26:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Neanche a me sembra drammatico dire &quot;uscite&quot;: mi sembra ridicolo. Un libro (ripeto, non un giallo o un mystery) si discute includendo il finale: non è un serial, è un romanzo. Nessuno viola la libertà di scelta del lettore: che allora intervenga alle presentazioni dopo aver letto il libro non mi sembra un&#039;idea peregrina.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Neanche a me sembra drammatico dire &#8220;uscite&#8221;: mi sembra ridicolo. Un libro (ripeto, non un giallo o un mystery) si discute includendo il finale: non è un serial, è un romanzo. Nessuno viola la libertà di scelta del lettore: che allora intervenga alle presentazioni dopo aver letto il libro non mi sembra un&#8217;idea peregrina.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: rob		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/nel-finale-di-amleto-muoiono-tutti/comment-page-1/#comment-139032</link>

		<dc:creator><![CDATA[rob]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2015 08:08:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non sono per niente d&#039;accordo. Non mi sembra un approccio nuovo da parte dei lettori, per me ad esempio lo sviluppo della trama è tanto importante quanto lo stile e me li vorrei godere come scelgo io.
Esiste il diritto a non voler sapere il finale di un libro (che c&#039;entra col non voler affrontare una discussione seria? Prima lo leggo, poi ne parliamo) e il diritto a fare una critica o un&#039;intervista seria e completa. Basta dire &quot;se non volete sapere il finale non leggete oltre, o uscite grazie&quot;, non mi pare un dramma. Anche perché chi fa l&#039;intervista questa scelta l&#039;ha avuta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono per niente d&#8217;accordo. Non mi sembra un approccio nuovo da parte dei lettori, per me ad esempio lo sviluppo della trama è tanto importante quanto lo stile e me li vorrei godere come scelgo io.<br />
Esiste il diritto a non voler sapere il finale di un libro (che c&#8217;entra col non voler affrontare una discussione seria? Prima lo leggo, poi ne parliamo) e il diritto a fare una critica o un&#8217;intervista seria e completa. Basta dire &#8220;se non volete sapere il finale non leggete oltre, o uscite grazie&#8221;, non mi pare un dramma. Anche perché chi fa l&#8217;intervista questa scelta l&#8217;ha avuta.</p>
]]></content:encoded>
		
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