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	Commenti a: NELLA CASELLA DI POSTA	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: Adrianaaaa		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Adrianaaaa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Apr 2011 09:54:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quindi il Cile di Pinochet è un buon esempio di economia equilibrata e di società felice, e i violenti erano quelli di sinistra. Meraviglia. Revisionismo storico puro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quindi il Cile di Pinochet è un buon esempio di economia equilibrata e di società felice, e i violenti erano quelli di sinistra. Meraviglia. Revisionismo storico puro.</p>
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		Di: Don Cave		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Don Cave]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Apr 2011 08:58:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Broncobilly
La libera concorrenza svincolata da qualsiasi forma di regolazione istituzionale è un&#039;astrazione, anche in ambito strettamente economico.
Estenderne la portata alla sfera sociale - ossia imporre politicamente il mercato come miglior dispositivo immaginabile di regolazione della società - significa poi forzare i &quot;limiti&quot; del cambiamento sociale ad un livello tale da implicare quasi necessariamente la coercizione, la violenza o quanto meno il condizionamento di massa e profonde disuguaglianze.
La storia recente dimostra questo fatto a sufficienza.
.
Non si tratta quindi di compiere una scelta unilaterale fra libera concorrenza e regolazione, ma di comprendere che fra questi due termini c&#039;è una dialettica. Il punto semmai è: chi sono i soggetti che storicamente si sono fatti carico di questa dialettica? E oggi, in che modo possiamo agire su questa dialettica per indirizzarla nel verso giusto?
E non sto parlando affatto in senso &quot;socialdemocratico&quot;... la dialettica può essere esasperata a tal punto da comportare l&#039;intervento di soggetti che agiscono al di fuori delle regole democratiche - o che, quanto meno, negano legittimità alle istituzioni che dovrebbero &quot;incanalare&quot; il conflitto nella dialettica democratica.
.
Il tuo ottimismo liberista è una dimostrazione di falsa coscienza, in questo senso, perché ignora deliberatamente uno dei due termini della questione liquidandolo come puro &quot;moralismo&quot;. Ancora non riesco a capire se lo fai in buona fede.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Broncobilly<br />
La libera concorrenza svincolata da qualsiasi forma di regolazione istituzionale è un&#8217;astrazione, anche in ambito strettamente economico.<br />
Estenderne la portata alla sfera sociale &#8211; ossia imporre politicamente il mercato come miglior dispositivo immaginabile di regolazione della società &#8211; significa poi forzare i &#8220;limiti&#8221; del cambiamento sociale ad un livello tale da implicare quasi necessariamente la coercizione, la violenza o quanto meno il condizionamento di massa e profonde disuguaglianze.<br />
La storia recente dimostra questo fatto a sufficienza.<br />
.<br />
Non si tratta quindi di compiere una scelta unilaterale fra libera concorrenza e regolazione, ma di comprendere che fra questi due termini c&#8217;è una dialettica. Il punto semmai è: chi sono i soggetti che storicamente si sono fatti carico di questa dialettica? E oggi, in che modo possiamo agire su questa dialettica per indirizzarla nel verso giusto?<br />
E non sto parlando affatto in senso &#8220;socialdemocratico&#8221;&#8230; la dialettica può essere esasperata a tal punto da comportare l&#8217;intervento di soggetti che agiscono al di fuori delle regole democratiche &#8211; o che, quanto meno, negano legittimità alle istituzioni che dovrebbero &#8220;incanalare&#8221; il conflitto nella dialettica democratica.<br />
.<br />
Il tuo ottimismo liberista è una dimostrazione di falsa coscienza, in questo senso, perché ignora deliberatamente uno dei due termini della questione liquidandolo come puro &#8220;moralismo&#8221;. Ancora non riesco a capire se lo fai in buona fede.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: diana		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/nella-casella-di-posta/comment-page-2/#comment-118580</link>

		<dc:creator><![CDATA[diana]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Apr 2011 17:36:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&lt;i&gt; La Cina poi è la dimostrazione che all’aumento di ricchezza non corrisponde necessariamente l’aumento della libertà politica, cioè che liberismo e libertà non sono sinonimi.&lt;/i&gt;
anche questa affermazione, però, potrebbe essere affrettata, forse, e avere bisogno di un riesame nel medio-lungo periodo. Effettivamente, comunque,  il connubio cinese tra comunismo e mercato è una bella sfida ai &#039;pre-giudizi&#039; di una parte e dell&#039;altra. Rimescola le carte e costringe a uscire un po&#039; da certi schemi per guardare ai fatti con strumenti nuovi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><i> La Cina poi è la dimostrazione che all’aumento di ricchezza non corrisponde necessariamente l’aumento della libertà politica, cioè che liberismo e libertà non sono sinonimi.</i><br />
anche questa affermazione, però, potrebbe essere affrettata, forse, e avere bisogno di un riesame nel medio-lungo periodo. Effettivamente, comunque,  il connubio cinese tra comunismo e mercato è una bella sfida ai &#8216;pre-giudizi&#8217; di una parte e dell&#8217;altra. Rimescola le carte e costringe a uscire un po&#8217; da certi schemi per guardare ai fatti con strumenti nuovi.</p>
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		<title>
		Di: Wu Ming 4		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/nella-casella-di-posta/comment-page-2/#comment-118579</link>

		<dc:creator><![CDATA[Wu Ming 4]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Apr 2011 17:25:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Broncobilly
Ci andrei molto cauto nell&#039;affermare per cosa verrà ricordata la nostra epoca. E&#039; affare che riguarda i posteri, ci vuole tempo per vedere le cose in prospettiva. La Cina poi è la dimostrazione che all&#039;aumento di ricchezza non corrisponde necessariamente l&#039;aumento della libertà politica, cioè che liberismo e libertà non sono sinonimi. Tra l&#039;altro l&#039;incremento economico accelerato della Cina sta avendo e avrà ripercussioni enormi sul pianeta, sia dal punto di vista geo-politico sia da quello ecologico. Vedremo quanto positive sul medio periodo. Quella nuova ricchezza poi non è affatto equamente distribuita: certe fasce sociali si stanno arricchendo e stanno avendo accesso a beni di consumo impensabili fino a pochi decenni fa, mentre altre restano povere e poverissime. Lo stesso si può dire dell&#039;India. Ecco forse l&#039;unica previsione che si può provare ad azzardare è che il XXI secolo sarà quello di &quot;Cindia&quot;, come dice Rampini. Ma mi sembra pretenzioso spingersi oltre.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Broncobilly<br />
Ci andrei molto cauto nell&#8217;affermare per cosa verrà ricordata la nostra epoca. E&#8217; affare che riguarda i posteri, ci vuole tempo per vedere le cose in prospettiva. La Cina poi è la dimostrazione che all&#8217;aumento di ricchezza non corrisponde necessariamente l&#8217;aumento della libertà politica, cioè che liberismo e libertà non sono sinonimi. Tra l&#8217;altro l&#8217;incremento economico accelerato della Cina sta avendo e avrà ripercussioni enormi sul pianeta, sia dal punto di vista geo-politico sia da quello ecologico. Vedremo quanto positive sul medio periodo. Quella nuova ricchezza poi non è affatto equamente distribuita: certe fasce sociali si stanno arricchendo e stanno avendo accesso a beni di consumo impensabili fino a pochi decenni fa, mentre altre restano povere e poverissime. Lo stesso si può dire dell&#8217;India. Ecco forse l&#8217;unica previsione che si può provare ad azzardare è che il XXI secolo sarà quello di &#8220;Cindia&#8221;, come dice Rampini. Ma mi sembra pretenzioso spingersi oltre.</p>
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		<title>
		Di: Broncobilly		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/nella-casella-di-posta/comment-page-2/#comment-118578</link>

		<dc:creator><![CDATA[Broncobilly]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Apr 2011 14:37:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il &lt;a href=&quot;http://www.josepinera.com/jp/Never_again.pdf&quot; rel=&quot;nofollow ugc&quot;&gt;Cile&lt;/a&gt; è un buon esempio. L&#039; Argentina è più ambingue, ma un confronto con chi &lt;a href=&quot;http://www.lafeltrinelli.it/products/9788883500992/La_questione_di_tasse/Vito_Tanzi.html&quot; rel=&quot;nofollow ugc&quot;&gt;conosce a fondo i fatti economici &lt;/a&gt; di quel paese è molto utile. Sono comunque casi marginali.
Chiediamoci solo per cosa verrà ricordata la nostra epoca. Probabilmente per i milioni di persone che sono uscite dalla povertà. Il merito? India e Cina hanno fatto passi importanti nel senso che indicavo.
le parole di Deidre Mccloskey: &lt;i&gt;The Big Economic Story of our own times is that the Chinese in 1978 and then the Indians in 1991 adopted liberal ideas in the economy, and came to attribute a dignity and a liberty to the bourgeoisie formerly denied. And then China and India exploded in economic growth. &lt;/i&gt;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <a href="http://www.josepinera.com/jp/Never_again.pdf" rel="nofollow ugc">Cile</a> è un buon esempio. L&#8217; Argentina è più ambingue, ma un confronto con chi <a href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788883500992/La_questione_di_tasse/Vito_Tanzi.html" rel="nofollow ugc">conosce a fondo i fatti economici </a> di quel paese è molto utile. Sono comunque casi marginali.<br />
Chiediamoci solo per cosa verrà ricordata la nostra epoca. Probabilmente per i milioni di persone che sono uscite dalla povertà. Il merito? India e Cina hanno fatto passi importanti nel senso che indicavo.<br />
le parole di Deidre Mccloskey: <i>The Big Economic Story of our own times is that the Chinese in 1978 and then the Indians in 1991 adopted liberal ideas in the economy, and came to attribute a dignity and a liberty to the bourgeoisie formerly denied. And then China and India exploded in economic growth. </i></p>
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		<title>
		Di: Adrianaaaa		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/nella-casella-di-posta/comment-page-2/#comment-118577</link>

		<dc:creator><![CDATA[Adrianaaaa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Apr 2011 11:08:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Broncobilly: dici “quando la possibilità di competere (concorrenza) e la libertà di scelta (autonomia contrattuale) hanno trovato accoglienza, le cose sono andate abbastanza bene”, ma siccome sono ignorante non è che puoi farmi qualche esempio storico? mi vengono in mente solo posti come il Cile e l&#039;Argentina.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Broncobilly: dici “quando la possibilità di competere (concorrenza) e la libertà di scelta (autonomia contrattuale) hanno trovato accoglienza, le cose sono andate abbastanza bene”, ma siccome sono ignorante non è che puoi farmi qualche esempio storico? mi vengono in mente solo posti come il Cile e l&#8217;Argentina.</p>
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		<title>
		Di: valeria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/nella-casella-di-posta/comment-page-2/#comment-118576</link>

		<dc:creator><![CDATA[valeria]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Apr 2011 10:19:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Broncobilly non sono io a dare un senso dispregiativo al termine &#039;moralista&#039; ma chi lo usa sprezzantemente contro quelli che si azzarda a criticare qualsiasi comportamento atteggiamento pensiero che venga dalla &#039;Maggioranza&#039; che, IN QUANTO TALE, avrebbe sempre ragione.
Peraltro il termine &#039;moralista&#039;, che qaulificava gli osservatori dei costumi (Montaigne lo era, per esempio) è stato rubricato da questi &#039;lodatori del tempo presente a prescindere&#039;  tra gli ismi più beceri  dei nostri tempi. E così dalli al moralista, al giustizialista, al comunista ecc. ecc. ecc.
Silvia Ballestra si riferiva a Ostellino che, come faro di comportamento liberale, ha citato in un suo ormai famosissimo articolo una frase che io lessi per la prima volta  nel libro &#039;Memorie di una maitresse americana&#039;, molto spazientita dalle donne che &#039;siedono sulla loro fortuna senza saperlo&#039;.
Se il pensiero dei liberali nostrani avesse  bisogno di altri fari, posso segnalare alla loro attenzione una novella di Maupassant &#039;L&#039;amico Patience&#039;.  Narra di un tale che dopo tanti anni incontra un suo compagno di scuola, ben pasciuto e pieno di soldi. La casa di questo amico è opulenta ma dal decoro un po&#039; ambiguo, un&#039;ostentazione imbarazzante di quadri con nudi di ragazze in pose lascive, donne in carne ed ossa che passeggiano seminude nel parco, uno strano odore dolciastro di corpi umani.
Insomma, per farla breve, l&#039;amico negli anni ha messo su un remunerativo bordello e mostrandoglielo soddisfatto di sè, dice &quot;con una voce trionfante in cui cantava l&#039;orgoglio&quot;: &#039;E dire che ho cominciato con nulla... con mia moglie e mia cognata&#039;.
Ecco, nella chiusa del racconto, c&#039;è, insieme, il trionfo dello spirito imprenditoriale e quello della famiglia. Una vera bandiera per i liberali nostrani.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Broncobilly non sono io a dare un senso dispregiativo al termine &#8216;moralista&#8217; ma chi lo usa sprezzantemente contro quelli che si azzarda a criticare qualsiasi comportamento atteggiamento pensiero che venga dalla &#8216;Maggioranza&#8217; che, IN QUANTO TALE, avrebbe sempre ragione.<br />
Peraltro il termine &#8216;moralista&#8217;, che qaulificava gli osservatori dei costumi (Montaigne lo era, per esempio) è stato rubricato da questi &#8216;lodatori del tempo presente a prescindere&#8217;  tra gli ismi più beceri  dei nostri tempi. E così dalli al moralista, al giustizialista, al comunista ecc. ecc. ecc.<br />
Silvia Ballestra si riferiva a Ostellino che, come faro di comportamento liberale, ha citato in un suo ormai famosissimo articolo una frase che io lessi per la prima volta  nel libro &#8216;Memorie di una maitresse americana&#8217;, molto spazientita dalle donne che &#8216;siedono sulla loro fortuna senza saperlo&#8217;.<br />
Se il pensiero dei liberali nostrani avesse  bisogno di altri fari, posso segnalare alla loro attenzione una novella di Maupassant &#8216;L&#8217;amico Patience&#8217;.  Narra di un tale che dopo tanti anni incontra un suo compagno di scuola, ben pasciuto e pieno di soldi. La casa di questo amico è opulenta ma dal decoro un po&#8217; ambiguo, un&#8217;ostentazione imbarazzante di quadri con nudi di ragazze in pose lascive, donne in carne ed ossa che passeggiano seminude nel parco, uno strano odore dolciastro di corpi umani.<br />
Insomma, per farla breve, l&#8217;amico negli anni ha messo su un remunerativo bordello e mostrandoglielo soddisfatto di sè, dice &#8220;con una voce trionfante in cui cantava l&#8217;orgoglio&#8221;: &#8216;E dire che ho cominciato con nulla&#8230; con mia moglie e mia cognata&#8217;.<br />
Ecco, nella chiusa del racconto, c&#8217;è, insieme, il trionfo dello spirito imprenditoriale e quello della famiglia. Una vera bandiera per i liberali nostrani.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Wu Ming 4		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/nella-casella-di-posta/comment-page-2/#comment-118575</link>

		<dc:creator><![CDATA[Wu Ming 4]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Apr 2011 09:43:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Broncobilly
Scrivi: &quot;quando la possibilità di competere (concorrenza) e la libertà di scelta (autonomia contrattuale) hanno trovato accoglienza, le cose sono andate abbastanza bene?&quot;
In regime di libera concorrenza le cose vanno &quot;abbastanza bene&quot; per alcuni. Lasciata a se stessa la libera concorrenza produce darwinismo sociale, cioè un sistema in cui i più forti sopraffanno i più deboli. Il neoliberismo è questo. E&#039; l&#039;ideologia vincente degli ultimi trent&#039;anni e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Idem dicasi per l&#039;autonomia contrattuale. Chi può dirsi veramente autonomo? Chi può di fatto esercitare tale autonomia?
Diceva Sandro Pertini: &quot;Si può considerare libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli ed educarli? Questo non è un uomo libero.&quot;
Non ci sono dubbi che l&#039;affermazione della libertà giovi alla battaglia femminile molto più della censura e del proibizionismo, e infatti il movimento femminile si sta battendo proprio in nome della libertà dai modelli unici, imposti dalla logica del profitto e del potere patriarcale. Dal mio punto di vista il femminismo è precisamente questo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Broncobilly<br />
Scrivi: &#8220;quando la possibilità di competere (concorrenza) e la libertà di scelta (autonomia contrattuale) hanno trovato accoglienza, le cose sono andate abbastanza bene?&#8221;<br />
In regime di libera concorrenza le cose vanno &#8220;abbastanza bene&#8221; per alcuni. Lasciata a se stessa la libera concorrenza produce darwinismo sociale, cioè un sistema in cui i più forti sopraffanno i più deboli. Il neoliberismo è questo. E&#8217; l&#8217;ideologia vincente degli ultimi trent&#8217;anni e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.<br />
Idem dicasi per l&#8217;autonomia contrattuale. Chi può dirsi veramente autonomo? Chi può di fatto esercitare tale autonomia?<br />
Diceva Sandro Pertini: &#8220;Si può considerare libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli ed educarli? Questo non è un uomo libero.&#8221;<br />
Non ci sono dubbi che l&#8217;affermazione della libertà giovi alla battaglia femminile molto più della censura e del proibizionismo, e infatti il movimento femminile si sta battendo proprio in nome della libertà dai modelli unici, imposti dalla logica del profitto e del potere patriarcale. Dal mio punto di vista il femminismo è precisamente questo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/nella-casella-di-posta/comment-page-2/#comment-118574</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Apr 2011 08:19:29 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4494#comment-118574</guid>

					<description><![CDATA[Broncobilly: leggi bene. Infatti, la sottintesa accusa di snobismo è rivolta (da te) a noi (nel sottotesto).
Libberini sta per Lipperini liberale?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Broncobilly: leggi bene. Infatti, la sottintesa accusa di snobismo è rivolta (da te) a noi (nel sottotesto).<br />
Libberini sta per Lipperini liberale?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Broncobilly		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/nella-casella-di-posta/comment-page-2/#comment-118573</link>

		<dc:creator><![CDATA[Broncobilly]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Apr 2011 08:15:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non riesco davvero ad accettare le critiche ricevute:
@ Libberini: dicendo a chiare lettere che tendo prima facie a concedere fiducia all&#039; altro evitando di considerae la sua testa imbottita da stereotipi, mi sa che sono tra i pochi a salvarsi dall&#039; eventuale critica di &quot;snobismo&quot;.
@ Don Cave: come deduci da quanto dico che l&#039; umanità è stata sempre in errore? La perfezione non esiste, ma quando la possibilità di competere (concorrenza) e la libertà di scelta (autonomia contratuale) hanno trovato accoglienza, le cose sono andate abbastanza bene? Guarda caso sono strumenti che giovano anche alla battaglia femminile. Secondo me molto più che censure e proibizionismi vari (quote ecc).
@ Valeria: &lt;em&gt;&quot;... l’ epiteto ‘moralista’ lanciato contro qualcuno...&quot;? &lt;/em&gt;Essendo cattolico mi guardo bene dal considerare offensivo un epiteto del genere. Forse sei stata ingannata dagli sforzi fatti per scansarlo. Quanto alla Ballestra, presentata così la sua critica non ha contenuto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non riesco davvero ad accettare le critiche ricevute:<br />
@ Libberini: dicendo a chiare lettere che tendo prima facie a concedere fiducia all&#8217; altro evitando di considerae la sua testa imbottita da stereotipi, mi sa che sono tra i pochi a salvarsi dall&#8217; eventuale critica di &#8220;snobismo&#8221;.<br />
@ Don Cave: come deduci da quanto dico che l&#8217; umanità è stata sempre in errore? La perfezione non esiste, ma quando la possibilità di competere (concorrenza) e la libertà di scelta (autonomia contratuale) hanno trovato accoglienza, le cose sono andate abbastanza bene? Guarda caso sono strumenti che giovano anche alla battaglia femminile. Secondo me molto più che censure e proibizionismi vari (quote ecc).<br />
@ Valeria: <em>&#8220;&#8230; l’ epiteto ‘moralista’ lanciato contro qualcuno&#8230;&#8221;? </em>Essendo cattolico mi guardo bene dal considerare offensivo un epiteto del genere. Forse sei stata ingannata dagli sforzi fatti per scansarlo. Quanto alla Ballestra, presentata così la sua critica non ha contenuto</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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