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	Commenti a: NELLO STATO D&#039;IRA DETERMINATO DALL&#039;OFFESA	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: #stopfemminicidio, innanzitutto. &#171; #save194lazio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/nello-stato-dira-determinato-dalloffesa/comment-page-1/#comment-129915</link>

		<dc:creator><![CDATA[#stopfemminicidio, innanzitutto. &#171; #save194lazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jul 2012 11:35:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] ai femminicidi, viene dai media relegata a fatto privato e saltuario, utilizzando ancora un lessico che ci riporta al &#8220;delitto d&#8217;onore&#8221; (scomparso evidentemente solo dal Codice [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] ai femminicidi, viene dai media relegata a fatto privato e saltuario, utilizzando ancora un lessico che ci riporta al &#8220;delitto d&#8217;onore&#8221; (scomparso evidentemente solo dal Codice [&#8230;] </p>
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		Di: Calenda Maia		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/nello-stato-dira-determinato-dalloffesa/comment-page-1/#comment-129914</link>

		<dc:creator><![CDATA[Calenda Maia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jul 2012 03:20:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[OT
Immagino che in molte qui abbiate avuto notizia del dibattito in corso negli USA a partire da un articolo di Anne-Marie SLAUGHTER su &quot;L&#039;Atlantic&quot;. Vorrei segnalarlo comunque perché mi sembra interessante.
Questo è il link dell&#039;articolo originale, che consiglio vivamente di leggere, per chi non sapesse l&#039;inglese ho visto che Google traduttore funziona abbastanza bene
&quot;Why Women Still Can’t Have It All&quot;
http://www.theatlantic.com/magazine/archive/2012/07/why-women-still-can-8217-t-have-it-all/9020/?single_page=true
Anne Marie Slaughter, 53 anni, 2 figli di 14 e 12 anni, è una professoressa statunitense di diritto internazionale, a cui Hillary Clinton aveva affidato il prestigioso incarico di Director of Policy Planning.
Dopo un anno e mezzo di &quot;passione&quot;, pur con un marito molto volenteroso e collaborativo, vede che i figli adolescenti soffrono della sua assenza e getta la spugna.
E scrive un articolo in cui dice, più o meno, che alle ragazze il mantra &quot;ce la puoi fare&quot; serve a tacere la verità: le donne non possono mettere insieme famiglia e carriera. E analizza punto per punto le storture della nostra società fatta dagli uomini per gli uomini.
 Sicuramente moltissime persone -non solo negli USA- prenderanno solo il titolo di questo articolo come la conferma reazionaria che il posto di una donna è in casa, oppure come un bruttissimo messaggio di pessimismo.
   Personalmente invece l&#039;ho trovato bello perché fa autocritica, dicendo che per la prima volta nella sua vita non si trova nella parte della superwoman che guarda con sufficienza la donna accanto a lei che getta la spugna, e si rende conto che con il suo sguardo e i suoi commenti aveva (involontariamente?) fatto sentire inadeguate le donne che guardavano a lei come modello mentre è di famiglia ricca con un lavoro che le permetteva di gestire i suoi tempi.
Il tutto mentre lo stato sociale USA è il peggiore di tutti i paesi industrializzati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>OT<br />
Immagino che in molte qui abbiate avuto notizia del dibattito in corso negli USA a partire da un articolo di Anne-Marie SLAUGHTER su &#8220;L&#8217;Atlantic&#8221;. Vorrei segnalarlo comunque perché mi sembra interessante.<br />
Questo è il link dell&#8217;articolo originale, che consiglio vivamente di leggere, per chi non sapesse l&#8217;inglese ho visto che Google traduttore funziona abbastanza bene<br />
&#8220;Why Women Still Can’t Have It All&#8221;<br />
<a href="http://www.theatlantic.com/magazine/archive/2012/07/why-women-still-can-8217-t-have-it-all/9020/?single_page=true" rel="nofollow ugc">http://www.theatlantic.com/magazine/archive/2012/07/why-women-still-can-8217-t-have-it-all/9020/?single_page=true</a><br />
Anne Marie Slaughter, 53 anni, 2 figli di 14 e 12 anni, è una professoressa statunitense di diritto internazionale, a cui Hillary Clinton aveva affidato il prestigioso incarico di Director of Policy Planning.<br />
Dopo un anno e mezzo di &#8220;passione&#8221;, pur con un marito molto volenteroso e collaborativo, vede che i figli adolescenti soffrono della sua assenza e getta la spugna.<br />
E scrive un articolo in cui dice, più o meno, che alle ragazze il mantra &#8220;ce la puoi fare&#8221; serve a tacere la verità: le donne non possono mettere insieme famiglia e carriera. E analizza punto per punto le storture della nostra società fatta dagli uomini per gli uomini.<br />
 Sicuramente moltissime persone -non solo negli USA- prenderanno solo il titolo di questo articolo come la conferma reazionaria che il posto di una donna è in casa, oppure come un bruttissimo messaggio di pessimismo.<br />
   Personalmente invece l&#8217;ho trovato bello perché fa autocritica, dicendo che per la prima volta nella sua vita non si trova nella parte della superwoman che guarda con sufficienza la donna accanto a lei che getta la spugna, e si rende conto che con il suo sguardo e i suoi commenti aveva (involontariamente?) fatto sentire inadeguate le donne che guardavano a lei come modello mentre è di famiglia ricca con un lavoro che le permetteva di gestire i suoi tempi.<br />
Il tutto mentre lo stato sociale USA è il peggiore di tutti i paesi industrializzati.</p>
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		<title>
		Di: rabbia		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/nello-stato-dira-determinato-dalloffesa/comment-page-1/#comment-129913</link>

		<dc:creator><![CDATA[rabbia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Jul 2012 13:13:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ot/ &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/cronache/12_luglio_08/trapani-autopsia-donna-uccisa-incinta-convalida-fermo-marito_7f83b73a-c8e6-11e1-8dc6-cad9d275979d.shtml&quot; rel=&quot;nofollow ugc&quot;&gt;non ho parole&lt;/a&gt;, davvero non ne ho, ma ce ne vogliono, di ferme e durissime, e non solo parole, bisogna fare qualcosa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ot/ <a href="http://www.corriere.it/cronache/12_luglio_08/trapani-autopsia-donna-uccisa-incinta-convalida-fermo-marito_7f83b73a-c8e6-11e1-8dc6-cad9d275979d.shtml" rel="nofollow ugc">non ho parole</a>, davvero non ne ho, ma ce ne vogliono, di ferme e durissime, e non solo parole, bisogna fare qualcosa.</p>
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		<title>
		Di: maddalena		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/nello-stato-dira-determinato-dalloffesa/comment-page-1/#comment-129912</link>

		<dc:creator><![CDATA[maddalena]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Jul 2012 08:58:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dal codice etico dei movimenti leggo: &quot;i giornalisti e le giornaliste devono inoltre rappresentare i personaggi della notizia come uomini e donne veri, reali, evitando accuratamente di ricorrere a stereotipi.......&quot;  Bene, se tale regola si fosse applicata al caso in questione, negli articoli, che si sono succeduti nell&#039;immediatezza della notizia, non avremmo letto che l&#039;uomo riteneva che la moglie fosse incinta di un figlio non suo. Bastava descrivere i fatti in sè stessi e non &quot;rappresentare il personaggio dell&#039;uomo tradito&quot;. Ma, si sa, questo è il vulnus del problema!!!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal codice etico dei movimenti leggo: &#8220;i giornalisti e le giornaliste devono inoltre rappresentare i personaggi della notizia come uomini e donne veri, reali, evitando accuratamente di ricorrere a stereotipi&#8230;&#8230;.&#8221;  Bene, se tale regola si fosse applicata al caso in questione, negli articoli, che si sono succeduti nell&#8217;immediatezza della notizia, non avremmo letto che l&#8217;uomo riteneva che la moglie fosse incinta di un figlio non suo. Bastava descrivere i fatti in sè stessi e non &#8220;rappresentare il personaggio dell&#8217;uomo tradito&#8221;. Ma, si sa, questo è il vulnus del problema!!!</p>
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		<title>
		Di: jimbo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/nello-stato-dira-determinato-dalloffesa/comment-page-1/#comment-129911</link>

		<dc:creator><![CDATA[jimbo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Jul 2012 03:02:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[il termine femminicidio applicato a questi casi vittimizza un genere e ne colpevolizza un altro, quindi è auspicabile che non rientri nel vocabolario giuridico ufficiale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>il termine femminicidio applicato a questi casi vittimizza un genere e ne colpevolizza un altro, quindi è auspicabile che non rientri nel vocabolario giuridico ufficiale.</p>
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		<title>
		Di: marzipan		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/nello-stato-dira-determinato-dalloffesa/comment-page-1/#comment-129910</link>

		<dc:creator><![CDATA[marzipan]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Jul 2012 15:25:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@m.p. Un rapporto in cui l&#039;uomo sia convinto che la donna debba essere sottomessa ai suoi capricci è intrinsecamente un rapporto violento, perchè presuppone in caso di opposizione al &quot;diritto&quot; maschile la facoltà di applicare una sanzione alla donna &quot;ribelle&quot; e sappiamo bene dove porta questa idea. Stiamo parlando di cose già viste, in passato era molto comune che il marito correggesse la moglie a suon di sberle e ciò era socialmente accettato, e il passo successivo era il delitto d&#039;onore, altrettanto accettato e sancito dal codice.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@m.p. Un rapporto in cui l&#8217;uomo sia convinto che la donna debba essere sottomessa ai suoi capricci è intrinsecamente un rapporto violento, perchè presuppone in caso di opposizione al &#8220;diritto&#8221; maschile la facoltà di applicare una sanzione alla donna &#8220;ribelle&#8221; e sappiamo bene dove porta questa idea. Stiamo parlando di cose già viste, in passato era molto comune che il marito correggesse la moglie a suon di sberle e ciò era socialmente accettato, e il passo successivo era il delitto d&#8217;onore, altrettanto accettato e sancito dal codice.</p>
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		<title>
		Di: stefania nardini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/nello-stato-dira-determinato-dalloffesa/comment-page-1/#comment-129909</link>

		<dc:creator><![CDATA[stefania nardini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Jul 2012 08:43:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Purtroppo il giornalismo ha delle responsabilità. Basti pensare ai processi per stupro e a certe cronache degli anni 60 -70. Ci sono voluti presidi delle donne nei tribunali, le piazze , la proposta di una legge, l&#039;accesso delle donne nelle redazioni per operare un cambiamento che poi c&#039;è stato.Oggi in questa situazione di retroguardia avverto - ma questa è una mia personale opinione - una scarsa sensibilità da parte delle colleghe giornaliste. Con troppa facilità un certo linguaggio è stato accettato in silenzio, come se fosse normale, mentre era ed è offensivo nei confronti delle donne. Di fronte al femminicidio torna il movente gelosia,ossia il fatto intrappolato in un contesto privato. I cronisti devono riferire i fatti ma anche comunicarli con le parole giuste. La cultura del delitto d&#039;onore come della donna che se l&#039;è voluta quando viene stuprata ci accompagna eccome!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Purtroppo il giornalismo ha delle responsabilità. Basti pensare ai processi per stupro e a certe cronache degli anni 60 -70. Ci sono voluti presidi delle donne nei tribunali, le piazze , la proposta di una legge, l&#8217;accesso delle donne nelle redazioni per operare un cambiamento che poi c&#8217;è stato.Oggi in questa situazione di retroguardia avverto &#8211; ma questa è una mia personale opinione &#8211; una scarsa sensibilità da parte delle colleghe giornaliste. Con troppa facilità un certo linguaggio è stato accettato in silenzio, come se fosse normale, mentre era ed è offensivo nei confronti delle donne. Di fronte al femminicidio torna il movente gelosia,ossia il fatto intrappolato in un contesto privato. I cronisti devono riferire i fatti ma anche comunicarli con le parole giuste. La cultura del delitto d&#8217;onore come della donna che se l&#8217;è voluta quando viene stuprata ci accompagna eccome!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/nello-stato-dira-determinato-dalloffesa/comment-page-1/#comment-129908</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jul 2012 17:34:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[mp: l&#039;articolo è stato, giustamente, modificato ora dopo ora, dopo l&#039;arrivo di ulteriori elementi. I primi pezzi usciti parlavano di ossessionante gelosia e basta.
Ora, se, ribadisco, fai una semplice ricerca su quanti omicidi sono stati attribuiti alla medesima, noterai che c&#039;è una certa predominanza. Che poi, a forza di insistere, cominci ad aumentare l&#039;attenzione, è bene. Mi segnalano che anche il Tg2 è stato molto corretto.
La correlazione con la troppo tardiva cancellazione del delitto d&#039;onore, insisto, è un problema che ci portiamo dietro e che,  mio parere, non è stato affrontato abbastanza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>mp: l&#8217;articolo è stato, giustamente, modificato ora dopo ora, dopo l&#8217;arrivo di ulteriori elementi. I primi pezzi usciti parlavano di ossessionante gelosia e basta.<br />
Ora, se, ribadisco, fai una semplice ricerca su quanti omicidi sono stati attribuiti alla medesima, noterai che c&#8217;è una certa predominanza. Che poi, a forza di insistere, cominci ad aumentare l&#8217;attenzione, è bene. Mi segnalano che anche il Tg2 è stato molto corretto.<br />
La correlazione con la troppo tardiva cancellazione del delitto d&#8217;onore, insisto, è un problema che ci portiamo dietro e che,  mio parere, non è stato affrontato abbastanza.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: m.p.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/nello-stato-dira-determinato-dalloffesa/comment-page-1/#comment-129907</link>

		<dc:creator><![CDATA[m.p.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jul 2012 16:53:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Amedeo
Non amo parlare in astratto. Se in alcuni articoli il termine «gelosia» è usato a sproposito, non so che dire; in questo non lo è. Esiste un problema di linguaggio, è evidente a tutti. Ho però la sensazione che parlando, talvolta, noi stessi non poniamo le stesse attenzioni che poi richiediamo agli altri (giornalisti, etc.). Forse un po’ meno di vaghezza aiuterebbe. Anche nell’uso di certi concetti.
Un atto di violenza è sempre ingiustificabile. È invece sacrosanto il tentativo di comprenderlo. Solo che per comprenderlo, una necessità – direi una necessità etica – è considerarlo non già il risultato di un’unica causa, bensì di una serie di concause che interagiscono tra di loro. La gelosia, da sola, non basta ad accendere un atto violento, così come non sono sufficienti l’abbandono subito o la depressione. Mi sono chiesto: il termine «femminicidio» aiuta?
Nel Codice Etico proposto da Loredana, per femminicidio si intende «quel tipo di violenza con la quale viene colpita una donna per il solo fatto di essere donna; si tratta di violenza sessuata, fisica, psicologica, economica, normativa, sociale e religiosa, che impedisce alla donna di esercitare appieno i diritti umani di libertà, integrità fisica e morale». Per verificare se il termine mi è utile per comprendere un atto di violenza, parto proprio dall’articolo segnalato da Loredana, quello sull’uccisione di Maria.
L’uomo costringe sua moglie ad accogliere in casa l’amante. Lo fa perché ritiene di essere il legittimo controllore del rapporto, e quindi l’unico proprietario delle condizioni all’interno delle quali si sviluppa il matrimonio. Il problema è culturale: l’idea che sta alla base di quella relazione è la sottomissione della donna ai capricci dell’uomo. Ora, sappiamo bene che questa idea è molto diffusa; allo stesso modo, però, non tutti quelli che la fanno propria sono dei violenti. Non basta avere un’idea “maschilista” della donna per diventare violenti; chi lo diventa è perché su quell’idea si intersecano tutta un’altra serie di fattori, soprattutto psicologici. Siamo nel campo di patologie probabilmente complesse, e alla fine, ben più capaci di scatenare violenza che non l’idea maschilista presa di per se stessa. Insomma, la Maria dell’articolo non è stata uccisa «per il solo fatto di essere donna». Almeno in questo caso, il termine «femminicidio» rischia di essere consolatorio, o comunque non in grado di spiegare adeguatamente le cause della violenza.
Ora, nell’atto di violenza sono due le dimensioni, quelle della vittima e quelle del colpevole. Chi osserva, chi vuole capire e provare a fare in modo che gli atti di violenza diminuiscano, non può che affrontarle entrambi. Il termine «femminicidio» riporta l’attenzione sulla vittima; giustamente toglie all’ambito del “privato” un atto che è, a tutti gli effetti, “sociale”. Ma l’essenza dell’atto, nella sua interezza di azioni-e-reazioni, è più complesso del solo «fatto sociale» che riafferma il dominio sulla donna; il privato, e proprio in termini di «vissuto» che spinge a certi comportamenti, entra in gioco a pari titolo.
Maria è stata uccisa «in quanto donna», ma è stata uccisa anche da altro.
PS: Un giornalista dovrebbe impegnarsi, prima di tutto, a capire le reali cause che hanno condotto una persona a fare violenza contro un’altra. Se viene fuori, dalle indagini, che il marito era ossessionato dalla «gelosia» a tal punto da uccidere la moglie, perchè non dovrebbe usare quel termine? «Gelosia», come «depressione», «sindrome da abbandono», etc., sono termini che riportano a stati d’animo o a patologie; non sono sbagliati e, in certi casi, si possono anche usare. Ricorrere a questi termini non è «giustificare» l’omicida; talvolta può essere solo un modo per dire la verità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Amedeo<br />
Non amo parlare in astratto. Se in alcuni articoli il termine «gelosia» è usato a sproposito, non so che dire; in questo non lo è. Esiste un problema di linguaggio, è evidente a tutti. Ho però la sensazione che parlando, talvolta, noi stessi non poniamo le stesse attenzioni che poi richiediamo agli altri (giornalisti, etc.). Forse un po’ meno di vaghezza aiuterebbe. Anche nell’uso di certi concetti.<br />
Un atto di violenza è sempre ingiustificabile. È invece sacrosanto il tentativo di comprenderlo. Solo che per comprenderlo, una necessità – direi una necessità etica – è considerarlo non già il risultato di un’unica causa, bensì di una serie di concause che interagiscono tra di loro. La gelosia, da sola, non basta ad accendere un atto violento, così come non sono sufficienti l’abbandono subito o la depressione. Mi sono chiesto: il termine «femminicidio» aiuta?<br />
Nel Codice Etico proposto da Loredana, per femminicidio si intende «quel tipo di violenza con la quale viene colpita una donna per il solo fatto di essere donna; si tratta di violenza sessuata, fisica, psicologica, economica, normativa, sociale e religiosa, che impedisce alla donna di esercitare appieno i diritti umani di libertà, integrità fisica e morale». Per verificare se il termine mi è utile per comprendere un atto di violenza, parto proprio dall’articolo segnalato da Loredana, quello sull’uccisione di Maria.<br />
L’uomo costringe sua moglie ad accogliere in casa l’amante. Lo fa perché ritiene di essere il legittimo controllore del rapporto, e quindi l’unico proprietario delle condizioni all’interno delle quali si sviluppa il matrimonio. Il problema è culturale: l’idea che sta alla base di quella relazione è la sottomissione della donna ai capricci dell’uomo. Ora, sappiamo bene che questa idea è molto diffusa; allo stesso modo, però, non tutti quelli che la fanno propria sono dei violenti. Non basta avere un’idea “maschilista” della donna per diventare violenti; chi lo diventa è perché su quell’idea si intersecano tutta un’altra serie di fattori, soprattutto psicologici. Siamo nel campo di patologie probabilmente complesse, e alla fine, ben più capaci di scatenare violenza che non l’idea maschilista presa di per se stessa. Insomma, la Maria dell’articolo non è stata uccisa «per il solo fatto di essere donna». Almeno in questo caso, il termine «femminicidio» rischia di essere consolatorio, o comunque non in grado di spiegare adeguatamente le cause della violenza.<br />
Ora, nell’atto di violenza sono due le dimensioni, quelle della vittima e quelle del colpevole. Chi osserva, chi vuole capire e provare a fare in modo che gli atti di violenza diminuiscano, non può che affrontarle entrambi. Il termine «femminicidio» riporta l’attenzione sulla vittima; giustamente toglie all’ambito del “privato” un atto che è, a tutti gli effetti, “sociale”. Ma l’essenza dell’atto, nella sua interezza di azioni-e-reazioni, è più complesso del solo «fatto sociale» che riafferma il dominio sulla donna; il privato, e proprio in termini di «vissuto» che spinge a certi comportamenti, entra in gioco a pari titolo.<br />
Maria è stata uccisa «in quanto donna», ma è stata uccisa anche da altro.<br />
PS: Un giornalista dovrebbe impegnarsi, prima di tutto, a capire le reali cause che hanno condotto una persona a fare violenza contro un’altra. Se viene fuori, dalle indagini, che il marito era ossessionato dalla «gelosia» a tal punto da uccidere la moglie, perchè non dovrebbe usare quel termine? «Gelosia», come «depressione», «sindrome da abbandono», etc., sono termini che riportano a stati d’animo o a patologie; non sono sbagliati e, in certi casi, si possono anche usare. Ricorrere a questi termini non è «giustificare» l’omicida; talvolta può essere solo un modo per dire la verità.</p>
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		<title>
		Di: Paolo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/nello-stato-dira-determinato-dalloffesa/comment-page-1/#comment-129906</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jul 2012 13:13:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La butto lì. Ho visto che la voce femminicidio è presente su wikipedia ma più legata a eventi del Messico. Se qualcuno che segue il blog scrive su wikipedia potrebbe modificare la voce aggiornadola alla realtà italiana, con link alla voce delitto d&#039;onore già presente, ad altre collegate e approfondendo il tema.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La butto lì. Ho visto che la voce femminicidio è presente su wikipedia ma più legata a eventi del Messico. Se qualcuno che segue il blog scrive su wikipedia potrebbe modificare la voce aggiornadola alla realtà italiana, con link alla voce delitto d&#8217;onore già presente, ad altre collegate e approfondendo il tema.</p>
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